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Assegni familiari universali, riparte il lavoro in Senato

Il disegno di legge delega è a firma di Stefano Lepri e prevede la cancellazione delle misure esistenti di sostegno, introducendo, al loro posto, assegni familiari universalistici, per ogni figlio a carico, da incassare fino al compimento del 26° anno di età.

Le cifre degli assegni familiari

La misura universale secondo le prime stime sarebbe intorno alle 100-200 euro, con un meccanismo a scalare. Quindi 200 euro fino a 3 anni, 150 euro da 3 a 18 anni e 100 dai 18 ai 25 anni. La soglia Isee: pieno fino a 30mila euro di reddito equivalente, poi di nuovo a calare tra 30 e 50mila euro. Sono previsti inoltre meccanismi ulteriormente incentivanti con la crescita del nucleo familiare.

assegni familiari
Sono 55 i senatori che hanno presentato ormai quasi 3 anni fa, ad aprile 2014, un testo il cui esame del governo è tutto da verificare, ma che torna sulla scena politica dopo che l’economista Tommaso Nannicini, alla convention del Lingotto della scorsa settimana, ha riaperto l’argomento: “Dovremmo leggere con particolare attenzione le proposte che arrivano dai gruppi Welfare, Fisco e Lavoro di cittadinanza”, ha detto, citando proprio il Ddl Lepri come una delle priorità.

Cosa prevede la legge sull’assegno familiare

Il Ddl parte dall’esigenza di superamento della situazione attuale, con una disciplina vigente in materia che, si legge nel testo, è “assai frammentata” e che “genera disparità di trattamento non più giustificabili”. Una normativa che “non riconosce infatti le detrazioni fiscali a chi ha redditi bassi o nulli, mentre si concedono gli assegni familiari solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, escludendo i disoccupati e quasi tutte le altre forme di lavoro che oggi riguardano una porzione consistente e crescente degli occupati”.

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I senatori sottolineano il “problema di mancata equità e universalità delle misure in materia”. Troppo poche le risorse riconosciute inoltre, in confronto alla maggior parte dei paesi europei: “Chi fa la dichiarazione dei redditi può beneficiare delle detrazioni per familiari a carico purché abbia un reddito superiore alla soglia di incapienza; pertanto chi non la supera non ha alcun vantaggio fiscale. Paradossalmente, i nuclei familiari più poveri e fragili sono anche quelli meno aiutati”. La proposta dei senatori guarda quindi a un unica misura, “generalizzata, di beneficio per i minori a carico, sostitutiva di tutte le agevolazioni finora riconosciute”.

L’esame del testo è ora a carico della commissione Finanze del Senato, e secondo quanto dichiarato dal relatore Claudio Moscardelli, si dovrebbe andare a chiusura entro marzo, per poi capire se il provvedimento sarà in agenda dell’attuale o del prossimo governo.

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