Guide

Come mettere su un innovation lab

cos'è un innovation lab

Sono ormai molte le aziende che si stanno cimentando con la costituzione di un innovation lab. Ma non è sempre chiaro che cosa si intende per laboratorio di innovazione, né a cosa serva esattamente e per questo molte organizzazioni non si approcciano alla tematica perché non hanno ben chiaro in cosa consiste e quali vantaggi può apportare.

In questa guida vedremo che cos’è un innovation lab, perché vale la pena impegnare risorse per metterne su uno e quali benefici può apportare alla vostra organizzazione.

Che cos’è un innovation lab

Questa è la prima domanda a cui rispondere. Si parla tanto di innovazione, ma poi che cosa intendiamo esattamente per innovazione? E che cos’è un laboratorio di innovazione? Innanzitutto dobbiamo precisare che non esiste un format standard di innovation lab, né metriche certe per la sua misurazione, né grande letteratura sull’argomento. La situazione è un po’ confusa? Si, lo è, ma è proprio la natura dell’argomento che non consente di definirne i confini in maniera definita o definitiva.

Certo è che il concetto di innovazione oggi è un concetto aperto: si fa riferimento cioè a quella che oggi chiamiamo open innovation, termine coniato nel 2003 dal signor Henry Chesbrough nella celebre pubblicazione Open Innovation: The New Imperative for Creating and Profiting from Technology (HBS Press, 2003), concetto che sottintende il fatto che l’innovazione in qualche modo può venire solo dalla contaminazione con l’esterno o con realtà differenti dalla propria, a volte anche lasciandosi ispirare da business completamente diversi al proprio. In generale, un innovation lab può essere un incubatore interno all’azienda (ad esempio quello interno di Facebook), può essere un dipartimento focalizzato sull’innovazione e la ricerca con collaborazioni esterne, può essere anche un team destrutturato che dedica una fetta del proprio tempo all’innovazione e alla sperimentazione.

Perché mettere su un innovation lab?

In questo caso invece la riposta è molto semplice: per assicurarsi una sopravvivenza, per confrontarsi con il presente, per intuire dove andrà il futuro. La necessità di (ri)innovarsi è evidente per tutte le organizzazioni, ma il fatto che oggi la tecnologia abbia accelerato così tanto i tempi del cambiamento fa sì che sia diventato necessario avere un dipartimento dedicato all’innovazione, non considerandola quindi più come un’attività occasionale ma come una ricerca permanente di qualcosa di diverso, di un superamento die propri limiti. Se non si tratta di una grande multinazionale ma di una media azienda, ad esempio, il laboratorio di innovazione assume dimensioni, modalità e costi di gestione differenti ma il principio resta più o meno lo stesso: sperimentare e mettersi alla prova contaminando il proprio business con altri elementi provenienti dall’esterno. Capgemini ha stimato che nel 2015 il 38% delle più grandi società al mondo aveva messo su un innovation lab.

Un innovation lab include l’utilizzo delle tecnologie informatiche

Anche se fabbricate scarpe, cibo, ose fate consulenza o se vi occupate di no profit, per capire il mondo di oggi non ci si può esimere dal confrontarsi con la tecnologia. Per capire i comportamenti sociali dei vostri potenziali clienti, per capire le potenzialità dei vostri partner, per capire le dinamiche del marketing e della pubblicità, ma soprattutto perché con l’avvento del digitale sono nati nuovi modelli di business prima impensabili, e per capirli bisogna capire anche gli strumenti e le logiche che li hanno resi possibili e che magari consentiranno anche a voi di innovare il vostro. Parliamo di digital transformation, e ne avevamo già parlato qui.

Innovation lab

Esistono modelli diversi di innovation lab

In una recente ricerca Made by Many ha studiato ben 16 innovation labs in giro per il mondo, e ha notato, in linea con una pubblicazione di Nagji e Tuff del 2012 che sono tutti riconducibili alle seguenti tipologie:

  • Core: team che lavorano su un prodotto o su un’azienda
  • Peripheral: esplorazioni verso l’esterno senza un preciso obiettivo. Solitamente si osservano e si sperimetano business molto diversi dal proprio
  • Adjiacent: team che lavorano in maniera complementare ai progetti di core business
  • Disruptive: ricerche e innovazioni che distruggono il core business aziendale in cerca di prodotti o servizi assolutamente nuovi
  • Superlab: una combinazione di più modelli, con un programma di accelerazione per le nuove idee e con uno spazio per hackaton e jams.

Tra la grandi companies che hanno realizzato un innovation lab troviamo CISCO, Facebook, IBM, Gruppo Hera, la Deutsche Bank, Nestlé, e tanti altri.

Scrivi un tuo commento

Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

To Top