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Donne innovatrici: quando il successo si tinge di rosa

donne innovatrici nelle start up italiane

Sorprendentemente basso il numero di donne innovatrici nelle start-up italiane

Nel nostro Paese il mondo del lavoro è ancora prevalentemente maschile: le aziende italiane sono, infatti caratterizzate da una incredibile diseguaglianza in termini di gender diversity, che diventa ancor più visibile (e sconcertante) quando si parla di start-up. Da quanto si evince dall’ultimo report di Unioncamere, infatti, sebbene il numero di start-up italiane sia cresciuto del 2% (vale a dire di 135 unità) rispetto allo scorso trimestre, rimane un dato poco soddisfacente quello relativo alla presenza femminile al loro interno. Le start-up innovative con una prevalenza di quote rosa sono, infatti, 991, e cioè solo il 13,4% del totale, mentre quelle che contano al proprio interno almeno una presenza femminile sono 3.175 (42,9%).
Questo, tuttavia, non significa affatto che in Italia manchino le donne innovatrici: una lunga lista di imprenditrici, scienziate e donne di successo dimostra, infatti, il contrario e che l’innovazione è anche donna!

Una lista di 150 donne innovatrici: ed è solo l’inizio!

In questo contesto dove le barriere culturali e psicologiche limitano lo spirito imprenditoriale delle donne, vi sono comunque alcuni esempi eccellenti che meritano quantomeno di essere condivisi. Una lista di 150 nomi, realizzata nel mese di agosto, ha elencato, ovviamente in maniera non esaustiva, alcune tra le principali imprenditrici donne che hanno saputo valorizzare il proprio potenziale, diventando a tutti gli effetti un modello da seguire. Tra queste possiamo trovare profili tra loro molto differenti, dalle scienziate alle imprenditrici, dalle fondatrici di start-up alle giornaliste, dalle responsabili finanziarie alle insegnanti, e ciò dimostra come non esista un unico modo attraverso il quale poter fare emergere il proprio talento.

donne innovatrici in italiaPerché in Italia desta ancora scalpore la crescita delle aziende femminili

Il fatto che nel nostro Paese vi sia un divario così importante tra il numero delle imprese maschili e quello delle aziende femminili è dovuto principalmente al fatto che molte ragazze credono di non avere tutte le caratteristiche necessarie per fare carriera così rinunciano già in partenza, senza provarci. Si tratta in sostanza di un luogo comune così profondamente radicato in Italia, e in alcune zone più di altre, che alla fine le stesse donne finiscono per crederci. Soprattutto in settori come quelli ingegneristici, digitali ed informatici, la presenza femminile è davvero molto bassa, e questo perché molte donne, avendo alle spalle una formazione di tipo umanistico, non si sentono in grado di intraprendere un progetto tecnologico, ed in particolare una start-up. In realtà questo non deve disincentivare dal creare un’impresa innovativa, in quanto ciò significa senza dubbio fare affidamento su un team dove dovranno essere presenti talenti e personalità differenti in modo da supportare il progetto sotto tutti i punti di vista.

Carriera e famiglia sono davvero inconciliabili per una donna?

Le donne innovatrici, quelle che hanno intrapreso la carriera imprenditoriale aprendo un’attività per proprio conto, hanno dimostrato che non solo carriera e famiglia non sono inconciliabili, ma anche e soprattutto che questi sono due aspetti ugualmente importanti, e fortemente collegati, nella vita di una donna. La famiglia è infatti il motore emotivo per la donna ed è vista come una fonte essenziale di sostegno e supporto. D’altro canto, quando una donna si sente professionalmente appagata porta entusiasmo e buonumore in famiglia e si crea, così, un potentissimo circolo virtuoso.


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