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Infelici sui social, ecco come e perché

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Infelici sui social ci siamo sentiti un po’ tutti almeno una volta, perché i rapporti interpersonali, soprattutto quelli vertiginosi e incontrollabili intrattenuti virtualmente, causano sempre dei sentimenti in chi li vive ma la loro portata emotiva e la loro qualità non è pronosticabile prima che si avveri. Alcuni studiosi hanno cercato di individuare le cause principali di questa infelicità da social network, circoscrivendo alcuni aspetti fondamentali che possono generare disagio nelle persone, sia nel mondo reale che nella realtà aumentata della sfera digitale. Il dato più preoccupante che ne deriva è che molto spesso sono i giovanissimi a soffrire maggiormente degli aspetti negativi della rete, generando in loro ansia, insicurezza e bassa soddisfazione di se stessi perché messi continuamente a confronto con una moltitudine di individui che sui social, a loro volta, manifestano il loro disagio interiore con post esageratamente positivi per mostrare a tutti quanto bella sia la propria vita e cercando così del consenso che possa aumentare la propria autostima. Una spirale potenzialmente senza fine che sta avendo un impatto molto forte sulle nuove generazioni e che in futuro potrebbe causare nuove nevrosi e psicosi. Un’aspetto che non riguarda solo adolescenti o persone singole ma spesso un’attidudine anche delle coppie che, sempre secondo molteplici studio, userebbero i social per consolidare i propri rapporti mostrando agli altri la profondità del rapporto che, invece, potrebbe avere più di una falla se necessita del consenso altrui per avere consistenza.

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Ricerca di consenso

La ricerca di consenso è uno degli aspetti che un utente ricerca dall’uso dei social network, presente in tutte le fasce d’età e non solo tra i più giovani. Farsi un selfie e attendere il maggior numero di like e commenti è però un’arma a doppio taglio che, in caso non siano adeguati alle proprie aspettative, potrebbe generare malcontento e insoddisfazione. Anche molte coppie cadono in questa dinamica e sui social ostentano la loro presunta felicità non solo per mostrarsi invidiabili ai loro follower ma per convincere prima di tutto se stessi.

Aspettative Deluse

In correlazione con il punto precedente, i social networks possono generare infelicità se non si raggiungeranno i risultati che ci si era prefissati quando si pubblica un post o una foto. Ma oltre questo aspetto, c’è da tenere in considerazione anche come la civiltà dell’immagine condizioni i nostri standard di bellezza e foto di modelle bellissime, ragazzi impeccabili e in genere persone da copertina, generi non solo nei giovani ma in tutti gli utilizzatori un senso di inadeguatezza molto forte e condizionante nella vita reale.

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Idee granitiche

Un altro aspetto che può rendere gli utenti infelici sui social è la propensione di molte persone, soprattutto quelle più attive on line, di non riuscire a mettere in discussione le proprie idee (e quindi se stesso). In spazi come i social network dove, in teoria, si dovrebbero condividere e discutere idee diverse, arrogarsi la ragione senza se e senza ma non può che generare frustrazione e infelicità perché dominante il sentimento di incomprensione delle proprie ragioni.

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Manie di Persecuzione

Chi non è in grado di accettare idee diverse e sente nascere in lui il senso di incomprensione che gli altri hanno rispetto ai pensieri espressi, può facilmente cadere nel vortice della persecuzione mettendo in relazione ogni evento, perfino il più futile e casuale, ed elaborare macchinazioni esterne contro di lui. Il rischio di paranoia è alto e questi utenti sono facilmente soggetti ad essere infelici sui social network perché si sentiranno sempre come animali braccati che devono combattere per la sopravvivenza delle proprie idee.

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Autosuggestione

Molte delle persone infelici sui social networks tendono a crearsi anche autosuggestioni che non solo generano spiegazioni non sempre corrette della realtà ma in molti casi predispongono l’avverarsi dei problemi più temuti. Ne è un esempio quello di esporsi a critiche per via di una foto o un posto proprio quando lo si teme di più e magari si è ragionato maggiormente su cosa scrivere o cosa mostrare.

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