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Milan: finalmente il closing, finita la telenovela

Milano 13 aprile 2017– Milan: è ufficialmente Closing.

Si chiude definitivamente la telenovela più famosa della storia dopo “Beutiful”, si chiude ufficialmente un capitolo a tinte oscure della storia di una delle società calcistiche più gloriose del passato recente.

Il Milan cambia proprietà, proprio alla vigilia di un derby che vale una stagione, la cordata cinese guidata dal broker Yonghongh Li, fa pervenire sui conti correnti Fininvest, l’ultima rata della somma prevista per l’acquisizione del 99,9% delle quote societarie.

In uno scenario prettamente milanese, proprio negli studi degli avvocati Cappelli, Grippo, Gianni e Origoni, situati in piazza Belgioioso, con vista sulla casa che fu del grande scrittore Alessandro Manzoni, i due Li, Yonghongh ed il braccio destro Han, seguiti da una schiera infinita di traduttori, avvocati e guardie del corpo, hanno siglato l’accordo finale.

A firmare, per conto del gruppo Fininvest è stato l’amministratore delegato Danilo Pellegrino.

E Berlusconi?

Silvio Berlusconi, anche un pò romanticamente, non se l’è sentita di partecipare all’atto finale della vendita del suo gioiello, non ha voluto prendere parte all’ultimo rito di passaggio di quel Milan che lui stesso ha reso grande, in 31 anni di storia gloriosa.

Il suo Milan non c’è più da un pezzo, da quando si è iniziato a sentir gridare le sirene di un passaggio a proprietà estere, dopo  l’Inter, anche l’altra squadra all’ombra della Madonnina, a pranzo, prima delle partite, mangerà “anatra alla pechinese”.

Il vento dell’est sui campi da calcio si fa uragano, portando via tanti campioni, pagati a peso d’oro, ma anche acquistando squadre europee: la prima notizia dopo il closing sarà il risultato del derby, che si giocherà alle 12,30, per permettere ai tifosi cinesi di goderselo nell’orario in cui vorremmo poterlo vedere noi.

Ma si tratta di sopravvivenza, di vita o di morte, per cui addio ai coloriti interventi sul modulo di gioco da parte di Berlusconi, addio alle urla di gioia in tribuna di Galliani, addio al Milan-formato famiglia: i rossoneri saranno una macchina da soldi, aliomentata da centinaia di migliaia di piccoli, nuovi tifosi con gli occhi a mandorla, amministrata come una holding, gestita come un brand.

LE CIFRE DEL BUSINESS

740 milioni di euro la valutazione complessiva, 220 i milioni di debito da risanare, dopo la prima tranche da 250 ml di caparra il fondo Rossoneri Sport Lux, ha versato i restanti 290 ml previsti dal contratto per con scadenza alla data di oggi.

Per sbloccare la situazione delicata si è dovuto ricorrere ad un prestito, 300 milioni concessi dal fondo Elliot, avvicinato tramite la società di brokeraggio londinese Blue Sky.

Prestito da restituire entro 18 mesi con un tasso al 9,8%, in un’unica tranche, se l’accordo non fosse rispettato, il Milan finirebbe in mano ad Elliot, che lo avrebbe acquistato, dunque, per i soli 300ml prestati.

I restanti, già versati dai cinesi Li, andrebbero completamente in fumo, ma la tranquillità dei nuovi proprietari, sta in un cospicuo fondo già raccolto in patria, che aspetta solo lo sblocco della legge sull’espatrio di capitali.

IL MILAN CHE VERRA’

Che cosa succederà al Milan che interessa ai tifosi italiani? La squadra (spesso ultimamente ci si è dimenticati del Milan-squadra inquadrandola soltanto in ambiti di ‘società’) dovrebbe avere un futuro garantito. 60-70 milioni a disposizione per il nuovo calciomercato dovrebbero garantire dei rinforzi importanti, e soprattutto potrebbero permettere la conferma dei gioielli di proprietà, per i quali tutti i grandi club sono in attesa fuori da Milanello.

Donnarumma e Montella i primi nodi da risolvere: il portiere rossonero, rappresentato dal falco Mino Raiola, attende di sapere che cosa succederà al Milan, per decidere se rinnovare o meno; diversa la situazione dell’allenatore per il quale si attende il parere del nuovo organigramma tecnico della società.

Intorno a questi due nomi si costruirà o meno il futuro di un Milan che deve tornare grande, che deve tornare a ruggire e spaventare le grandi d’Europa, per tornare protagonista nel suo palcoscenico: la Champions League.

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