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Trump: arrestato hacker russo che avrebbe truccato le elezioni americane

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Trump: un’altra bufera?

Per adesso sono soltanto silenziosi rumors assordanti, bombe ad orologeria che se, per caso esplodessero, manderebbero in pezzi un intero ecosistema, frantumandolo irrimediabilmente.

Si tratta di una notizia battuta quasi in sordina dalle agenzie internazionali, parla di un arresto avvenuto venerdì scorso all’aeroporto di Barcellona.

Nessun fuggiasco armato, nessun terrorista pronto a farsi saltare in aria in nome di qualche divinità, si tratta di un mago, un mago dei computer.

Si chiama Pyotr Levashov, è un informatico russo ed è accusato di essere un hacker.

Ma che crimini cibernetici avrebbe commesso quest’uomo, tanto gravi da guadagnarsi addirittura una richiesta di estradizione dagli Stati Uniti d’America?

Una storia che si tinge di giallo intenso quando si cerca di capire il reale capo d’accusa: Levashov avrebbe giocato un ruolo decisivo nell’hackeraggio della campagna elettorale degli USA in novembre.

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In spicciole ma roboanti parole, avrebbe truccato i risultati delle urne, consegnando una vittoria macchiata di menzogna all’attuale uomo più potente del mondo: Donald Trump.

La moglie, Maria Levashova, avrebbe dichiarato al canale televisivo Russia Today, che il marito è stato arrestato per un cyber crimine, riguardante questioni decisamente scottanti.

Sembra che la donna abbia espressamente affermato che un virus creato dal compagno, sia stata la causa di un’enorme frode delle elezioni americane.

Un episodio tutt’altro che isolato, sempre a Barcellona, lo scorso gennaio, era stato fermato un altro informatico russo, di nome Stanislav Lisov, sospettato di essere implicato nella truffa elettorale che ha condotto il Tycoon alla Casa Bianca.

elezioniamericaneUn altro scandalo che travolge il presidente Trump e la bandiera a stelle e strisce: i servizi di intelligence statunitensi, infatti, sono fermamente convinti di un’anomala ingerenza russa nel percorso che ha portato il miliardario alla vittoria.

Uno scandalo, questo, che se confermato e provato, supererebbe tutti gli altri intrighi in cui è stato coinvolto Donald Trump, provocando una scossa di dodicesimo grado della scala Mercalli, un terremoto assoluto, con l’epicentro a Washington e danni in ogni anglo del mondo.

Ma abbiamo anche imparato a diffidare delle notizie che rimbalzano per il pianeta come palline in un campetto da squash, in molti, troppi, sarebbero pronti a tutto pur di far crollare il trono di spade su cui si è seduto Trump.

Illazioni e falsità giungono da ogni parte del globo alla velocità della luce e non ci sarebbe da stupirsi se tutto questo fosse l’impalcatura di una trappola.

Esattamente come non potremmo cadere dalle nuvole se, effettivamente, una cibernetica, segreta regia russa, avesse orchestrato l’inganno del secolo.

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