Andrea Aufieri – Business.it https://www.business.it I segreti del potere - Notizie e retroscena Fri, 24 May 2024 11:31:31 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.2 https://www.business.it/wp-content/uploads/2023/01/cropped-Favicon_Business.it_-32x32.jpg Andrea Aufieri – Business.it https://www.business.it 32 32 Calcio in lutto, è morto Franz Beckenbauer: aveva 78 anni https://www.business.it/calcio-in-lutto-e-morto-franz-beckenbauer-aveva-78-anni/ Mon, 08 Jan 2024 17:18:23 +0000 https://www.business.it/?p=133157 Franz Beckenbauer è morto all'età di 78 anni. Era malato da tempo. Il tributo a un'icona del calcio mondiale, tra i più forti di tutti i tempi.

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È morto a 78 anni Franz Beckenbauer, “il Kaiser”.  Il calciatore che ha fatto la storia del calcio tedesco (e mondiale) si è spento all’età di 78 anni. Da tempo, secondo alcune indiscrezioni era malato. È stato l’icona del Bayern Monaco degli anni Settanta riuscendo a conquistare ben tre Coppe dei Campioni nell’arco di soli tre anni. Tutte e tre consecutive. Da giocatore è stato campione del mondo nel 1974 e da allenatore aveva vinto il Mondiale del 1990.
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Franz Beckenbauer ai tempi dei mondiali con la maglia della Germania Ovest

“Si è addormentato serenamente”, il dolore della famiglia

Beckenbauer era malato da tempo e negli ultimi giorni le condizioni si erano aggravate. “È con profonda tristezza che vi informiamo che mio marito e nostro padre Franz Beckenbauer si è addormentato serenamente ieri, domenica, circondato dalla sua famiglia. Vi chiediamo di piangere in silenzio e di astenervi dal fare domande” questa la nota diffusa dalla famiglia.

Il ricordo della Federazione tedesca e della Uefa

“Frank Beckenbauer è stato sicuramente il più grande calciatore tedesco di tutti i tempi e, soprattutto, una delle persone più grandi che abbia mai incontrato”, ha dichiarato il vicepresidente della Federcalcio tedesca, Hans-Joachim Watzke.

Iconica la foto con il “Kaiser vincente” pubblicata dai profili social della Uefa, la federazione calcistica europea, accompagnata da poche parole: “uno straordinario giocatore, un allenatore di successo, e un popolare esperto che ha plasmato il calcio tedesco come nessun altro”.

Chi era Franz Beckenbauer

Franz Beckenbauer è stato una figura chiave nel mondo del calcio per decenni. Nato il 11 settembre 1945 a Monaco di Baviera, in Germania, ha segnato la sua presenza come uno dei migliori difensori e centrocampisti della storia del calcio. Il suo talento e il suo carisma lo hanno portato a essere uno dei pochi calciatori ad aver vinto il campionato mondiale sia come giocatore che come allenatore.

La carriera di Beckenbauer è stata caratterizzata da successi straordinari. Ha giocato un ruolo fondamentale nella vittoria della Germania Occidentale ai Mondiali del 1974, nonché nel trionfo della stessa squadra in quello del 1990, ma questa volta come allenatore. È stato uno dei giocatori chiave del Bayern Monaco durante gli anni ’60 e ’70, vincendo tre Coppe dei Campioni consecutive con il club bavarese.

La sua eleganza in campo, la sua visione di gioco e la sua capacità di guidare la squadra da capitano sono stati elementi che lo hanno reso una vera icona del calcio. Il suo soprannome, “Der Kaiser” (Il Kaiser), era un omaggio al suo dominio in campo e al suo carattere forte.

I successi in campo e fuori

Oltre ai successi in campo, Beckenbauer è stato anche un personaggio di spicco nel mondo del calcio dopo il ritiro. Ha svolto ruoli dirigenziali e di commentatore, contribuendo ancora di più alla crescita e al riconoscimento del calcio come uno degli sport più amati al mondo.

Negli ultimi anni, Franz Beckenbauer aveva affrontato problemi di salute che avevano preoccupato i suoi numerosi fan. Nonostante le sfide, ha continuato a essere una figura di riferimento nel mondo del calcio, ispirando nuove generazioni di giocatori e appassionati.

La sua scomparsa rappresenta una perdita enorme per il calcio mondiale, ma il suo spirito e il suo leggendario contributo rimarranno per sempre impressi nella storia del nostro sport. Oggi il calcio piange la scomparsa di un vero gigante, ma continuerà a onorare e celebrare l’eredità di Franz Beckenbauer.

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Pnrr, arriva in ritardo la terza rata, ora è corsa contro il tempo https://www.business.it/pnrr-arriva-in-ritardo-la-terza-rata-ora-e-corsa-contro-il-tempo/ Mon, 09 Oct 2023 12:34:00 +0000 https://www.business.it/?p=129972 L‘Europa versa all’Italia la terza rata del Pnrr. Ricevuta dall’Ue la terza rata del Pnrr, con notevole ritardo a causa della scarsa attitudine dell’Italia a rispettare i tempi della progettazione internazionale. La cifra ammonta a 18,5 miliardi di euro. Il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele… Read More »Pnrr, arriva in ritardo la terza rata, ora è corsa contro il tempo

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L‘Europa versa all’Italia la terza rata del Pnrr. Ricevuta dall’Ue la terza rata del Pnrr, con notevole ritardo a causa della scarsa attitudine dell’Italia a rispettare i tempi della progettazione internazionale. La cifra ammonta a 18,5 miliardi di euro. Il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, ha annunciato questa notizia. La Commissione ha valutato positivamente il raggiungimento dei 54 obiettivi e traguardi previsti dal Piano, valutazione poi confermata dagli Stati membri Ue nel Comitato Economico e Finanziario e nel successivo Comitato Rrf.

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Il ministro per l’attuazione del Pnrr, Raffaele Fitto

Corsa contro il tempo, l‘Europa versa all’Italia la terza rata del Pnrr

Arriva il bonifico, l’Europa versa all’Italia la terza rata del Pnrr. L’Italia ha ricevuto finora 85,4 miliardi di euro, rappresentanti più del 44% del totale del Pnrr. Questo risultato è stato ottenuto grazie a “una stretta e proficua collaborazione con la Commissione europea e a un lavoro impegnativo per raggiungere obiettivi complessi nei settori della concorrenza, della giustizia, dell’amministrazione pubblica e fiscale, dell’istruzione, del mercato del lavoro e del sistema sanitario”. Così il ministro Fitto, che aggiunge: “sono stati effettuati investimenti per promuovere la transizione digitale e verde, nonché per sostenere la ricerca, l’innovazione e l’istruzione”.

Il lavoro sul Pnrr continua incessantemente per ottenere la valutazione positiva sulla richiesta di pagamento della quarta rata e sulla revisione del Piano, inclusa la sezione RePowerEu, come concluso dal ministro. I mal di testa per Fitto non sono finiti, però, perché adesso l’Italia dovrà rispettare i parametri europei, che sono alla base della dilazione del pagamento fino a oggi.

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Attacco di Hamas, Israele in stato di guerra https://www.business.it/attacco-di-hamas-israele-in-stato-di-guerra/ Sat, 07 Oct 2023 08:27:46 +0000 https://www.business.it/?p=129898 Israele in stato di guerra: massicci attacchi missilistici di Hamas. Le sirene di allarme hanno iniziato a suonare oggi, 7 ottobre 2023, nella zona centrale e nel sud di Israele fino a Gaza. Dalla prima mattina, la popolazione ha osservato lanci di razzi verso Israele, alcuni dei quali sono stati intercettati dalle batterie di difesa… Read More »Attacco di Hamas, Israele in stato di guerra

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Israele in stato di guerra: massicci attacchi missilistici di Hamas. Le sirene di allarme hanno iniziato a suonare oggi, 7 ottobre 2023, nella zona centrale e nel sud di Israele fino a Gaza. Dalla prima mattina, la popolazione ha osservato lanci di razzi verso Israele, alcuni dei quali sono stati intercettati dalle batterie di difesa israeliane Iron Dome. Fonti palestinesi riferiscono dell’avvio dell’operazione “Alluvione Al-Aqsa” e di avere in ostaggio 35 israeliani. La risposta di Tel Aviv: coprifuoco e stato di guerra, con la controperazione “Spade di ferro”, che prevede lo schieramento dell’esercito e il richiamo dei riservisti”. (continua dopo la foto)

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L’effetto della caduta dei razzi di Hamas

Missili da Hamas, Israele in stato di guerra

Attacco massiccio da Hamas, Israele in stato di guerra. Un portavoce militare ha consigliato ai cittadini del sud e del centro di Israele di “rimanere nelle aree protette e seguire le istruzioni del Centro di comando interno”. I servizi di pronto soccorso israeliani hanno riferito di un ferito leggero nella cittadina di Yavne, nel centro del Paese, a causa dei razzi lanciati da Gaza. Israele ha mantenuto un duro blocco sulla Striscia di Gaza dal 2007, quando Hamas ha preso il controllo della regione. Nel frattempo, Hamas ha promesso un “annuncio importante” attraverso il suo capo militare, Muhammad Deif. Fonti locali aggiungono che i messaggi di tripudio sono stati diffusi dagli altoparlanti delle moschee, tra cui uno che afferma: “Abbiamo sorpreso il nemico. È una grande vittoria della resistenza armata”. La Jihad Islamica sta combattendo al fianco di Hamas.
>>> Bambino di 15 mesi in overdose

Hamas afferma di aver rapito 35 israeliani, tra civili e militari, secondo i media israeliani. Il movimento ha annunciato di aver preso in ostaggio “almeno 35 israeliani” dopo “l’infiltrazione delle sue forze in Israele”. Nel frattempo, alcune esplosioni sono state udite nel centro di Gaza, e l’esercito israeliano ha dichiarato un bombardamento in risposta all’attacco. Attualmente, in Israele si contano cinque vittime (una donna a Gederot e quattro beduini del Negev) uccise dai razzi e 15 feriti, di cui uno in condizioni gravi. Tuttavia, si prevede che il bilancio possa aumentare. Israele, dove oggi è shabbat e l’ultimo giorno del lungo periodo di festività religiose, è stato colto di sorpresa, simile a quanto avvenne nella Guerra di Kippur 50 anni fa, che si svolse in questa data.

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Attenzione alle multe-truffa, come evitarle.

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Altre tasse in arrivo, ma non risaneranno il deficit https://www.business.it/altre-tasse-in-arrivo-ma-non-risaneranno-il-deficit/ Thu, 05 Oct 2023 13:48:03 +0000 https://www.business.it/?p=129767 Il governo approva la tassa sugli extraprofitti. Nel decreto Asset anche le licenze dei taxi e altre misure. Non saranno sufficienti a risanare i 14 miliardi di debito in più riscontrati da Giorgetti. La Camera ha dato l’approvazione definitiva al decreto Asset con un voto di 155 sì e 108 no (due astenuti). Il testo… Read More »Altre tasse in arrivo, ma non risaneranno il deficit

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Il governo approva la tassa sugli extraprofitti. Nel decreto Asset anche le licenze dei taxi e altre misure. Non saranno sufficienti a risanare i 14 miliardi di debito in più riscontrati da Giorgetti. La Camera ha dato l’approvazione definitiva al decreto Asset con un voto di 155 sì e 108 no (due astenuti). Il testo è identico a quello approvato dal Senato. “Disposizioni urgenti a tutela degli utenti, in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici”. È composto da 41 articoli e contiene misure volte a contrastare il caro-voli e a introdurre un prelievo straordinario sugli extra-profitti delle banche. Tali norme sono state modificate durante l’esame a Palazzo Madama con emendamenti del Governo. Di seguito, le misure chiave del decreto.

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Il ministro Giorgetti

Economia, il Governo approva la tassa sugli extraprofitti

Dl Asset, il Governo approva la tassa sugli extraprofitti. Il decreto istituisce una tassa straordinaria per il 2023 sui margini di interesse, noti come “extraprofitti,” delle banche operanti sul territorio italiano. L‘aliquota del 40 per cento rimanga invariata. Ma il calcolo della base imponibile prevede il confronto tra i margini degli interessi dell’anno precedente a quello in corso. Al 1° gennaio 2022 e quelli dell’anno fiscale antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2024. La disciplina antielusiva contenuta nell’articolo 10-bis dello Statuto del contribuente continua a essere applicata. Il limite massimo dell’imposta aumenta dallo 0,1 per cento dell’attivo. Compreso lo 0,26 per cento dell’importo complessivo dell’esposizione al rischio su base individuale. O anche delle attività ponderate per il rischio. Le banche possono scegliere di destinare un importo almeno due volte e mezzo l’importo dell’imposta. Che si calcola sulla riserva non distribuibile anziché effettuare il versamento.
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Se la riserva viene utilizzata per la distribuzione di utili, l’imposta deve essere pagata entro trenta giorni. Altrimenti si procede alla maggiorazione in base agli interessi maturati. È vietato alle banche trasferire i costi derivanti dall’attuazione di queste norme sui servizi forniti alle imprese e ai clienti finali. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato deve vigilare sull’osservanza di questo divieto e riferire annualmente al Parlamento tramite una relazione. Va sottolineato che l’imposta non può essere detratta da Ires e Irap, e il suo gettito sarà utilizzato per finanziare la garanzia pubblica sui mutui per la prima casa e altre iniziative volte a ridurre la pressione fiscale su famiglie e imprese. Con le modifiche apportate in sede referente, il gettito sarà destinato anche al finanziamento del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

Il nodo delle licenze dei taxi

Il provvedimento interviene nella disciplina delle licenze per i taxi, con diverse disposizioni. In generale, i comuni possono rilasciare licenze aggiuntive temporanee per il servizio taxi a coloro che già ne possiedono una. Per i comuni capoluogo di regione, sede di città metropolitana o di aeroporto, è consentito aumentare il numero di licenze fino al 20 per cento rispetto a quelle già rilasciate, per far fronte all’incremento strutturale della domanda. Le nuove licenze saranno assegnate attraverso un concorso straordinario e richiedono l’uso di veicoli a basso livello di emissioni. È previsto anche un contributo per ottenere queste nuove licenze, calcolato in base al valore di mercato delle licenze esistenti. I vincitori del concorso riceveranno un incentivo per l’acquisto di veicoli a basso livello di emissioni, che sarà esteso anche ad altri beneficiari. Inoltre, viene previsto un accordo in Conferenza unificata per creare corsie preferenziali nelle aree urbane e aree di sosta con colonnine di ricarica per i taxi elettrici.

Il ponte sullo Stretto di Messina

Il decreto garantisce l’operatività della società Stretto di Messina S.p.A., che gestisce il collegamento tra la Sicilia e il continente, introducendo deroghe alle disposizioni del testo unico sulle società a partecipazione pubblica (d.lgs. 175/2016). Ciò comprende deroghe alle norme sul compenso dei dirigenti, dei dipendenti e degli amministratori della società, anche dopo il loro pensionamento, e l’autorizzazione per il Ministero dell’Economia e delle Finanze ad aumentare il capitale della società.

Il superbonus 110% e il trasporto aereo

Il termine per beneficiare della detrazione fiscale al 110 per cento per gli interventi sugli edifici unifamiliari è prorogato fino al 31 dicembre 2023, a condizione che almeno il 30 per cento dell’intervento complessivo sia stato completato entro il 30 settembre 2022.

Il decreto conferisce all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ampi poteri in materia di trasporto aereo, in particolare per contrastare condotte restrittive della concorrenza o l’abuso di posizione dominante da parte delle compagnie aeree, anche attraverso l’uso di algoritmi. Si vieta inoltre la discriminazione degli utenti in base al dispositivo utilizzato per la prenotazione. L’AGCM vedrà un potenziamento del personale e del finanziamento in relazione a questi nuovi compiti.

Il decreto estende da cinque a dieci anni il periodo durante il quale una delocalizzazione di attività da parte delle grandi imprese beneficiarie di aiuti di Stato comporta la decadenza del beneficio e l’irrogazione di una sanzione, pari a due o quattro volte l’importo dell’aiuto.

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Tasse e inflazione, italiani sempre più poveri https://www.business.it/tasse-e-inflazione-italiani-sempre-piu-poveri/ Wed, 04 Oct 2023 12:25:44 +0000 https://www.business.it/?p=129631 Crolla il potere d’acquisto degli italiani. Nel secondo trimestre del 2023 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha registrato una diminuzione dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Per contro, i consumi sono aumentati dello 0,2%. La propensione al risparmio, che già da diversi trimestri si mantiene al di sotto dei livelli pre-Covid, è ora stimata… Read More »Tasse e inflazione, italiani sempre più poveri

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Crolla il potere d’acquisto degli italiani. Nel secondo trimestre del 2023 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha registrato una diminuzione dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Per contro, i consumi sono aumentati dello 0,2%. La propensione al risparmio, che già da diversi trimestri si mantiene al di sotto dei livelli pre-Covid, è ora stimata al 6,3%. Si evidenzia così una diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Questi dati sono stati resi noti dall’Istat, che ha anche sottolineato che nonostante i prezzi siano rimasti sostanzialmente stabili, il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Le previsioni per l’ultimo trimestre sono al ribasso.

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La Cgia di Mestre: il Pnrr non inciderà sul Pil.

Istat: Crolla il potere d’acquisto degli italiani

Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di statistica, dunque, crolla il potere di acquisto degli italiani. Per quanto riguarda i conti pubblici, nel secondo trimestre del 2023 il deficit pubblico italiano in rapporto al Pil è stato del -5,4%. Un leggero miglioramento rispetto al -5,7% registrato nello stesso trimestre del 2022. Il saldo primario, che tiene conto dell’indebitamento al netto degli interessi passivi, è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del -0,8% (rispetto al -1,1% nel secondo trimestre del 2022).
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Nel settore della crescita economica, nel secondo trimestre del 2023 il Prodotto Interno Lordo (PIL), corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, ma è cresciuto dello 0,3% rispetto al secondo trimestre del 2022. Questi dati confermano la stima diffusa il 1° settembre 2023, che prevedeva una diminuzione congiunturale dello 0,4% e una crescita tendenziale dello 0,3%.

Pressione fiscale

La pressione fiscale è rimasta stabile al 42%, invariata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tra aprile e giugno, però, l’Istat ha evidenziato che il tasso di investimento delle famiglie consumatrici diminuisce, è stato stimato all’8,1%, registrando una diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Ciò è avvenuto parallelamente a una riduzione degli investimenti fissi lordi dello 2,9% e a una lieve diminuzione del reddito lordo disponibile. Nel frattempo, il tasso di investimento delle società non finanziarie, stimato al 22,7%, è rimasto stabile rispetto al trimestre precedente, mentre la quota di profitto delle società non finanziarie è diminuita di 1,9 punti percentuali, attestandosi al 43,2%.

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Stupro di Palermo, il giudice zittisce gli avvocati: “Cosa c’entra la sfera privata della vittima?” https://www.business.it/stupro-di-palermo-il-giudice-zittisce-gli-avvocati-cosa-centra-la-sfera-privata-della-vittima/ Wed, 04 Oct 2023 10:47:51 +0000 https://www.business.it/?p=129600 Stupro di Palermo, la deposizione della vittima. Si è tenuto ieri, per oltre sei ore, l’incidente probatorio di fronte al Giudice per le indagini preliminari (Gip) sul presunto stupro di gruppo al Faro di Palermo ai danni della diciannovenne, avvenuto lo scorso luglio. La vittima era presente, in collegamento da un’aula accanto a quella in… Read More »Stupro di Palermo, il giudice zittisce gli avvocati: “Cosa c’entra la sfera privata della vittima?”

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Stupro di Palermo, la deposizione della vittima. Si è tenuto ieri, per oltre sei ore, l’incidente probatorio di fronte al Giudice per le indagini preliminari (Gip) sul presunto stupro di gruppo al Faro di Palermo ai danni della diciannovenne, avvenuto lo scorso luglio. La vittima era presente, in collegamento da un’aula accanto a quella in cui si teneva la seduta, per preservare la sua identità. Per molte ore la giovane ha ripercorso l’orrore, incalzata dalle domande degli avvocati della difesa. La gip è stata dunque costretta a sospendere l’udienza, definendo le illazioni dei difensori “una incursione nella sfera privata che non c’entra col processo”.

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stupro Palermo ragazza schiaffeggiata
Un frammento del branco insieme alla vittima

Incidente probatorio per lo stupro di Palermo, la deposizione della vittima

A tre mesi dallo stupro di Palermo, la deposizione della vittima. La giovane, costretta ad agosto a lasciare il suo quartiere per andare in una comunità protetta, ha ripercorso per oltre sei ore quella notte del 7 luglio. Il suo racconto conferma tutte le sue accuse nei confronti del gruppo che l’avrebbe aggredita dopo la scelta di allontanarsi dal centro della città. Ha ribadito che non si trattava di rapporti consensuali.

Il confronto diretto tra la giovane e i suoi sette presunti aguzzini si è svolto in un’aula del Tribunale di Palermo, mentre gli indagati, detenuti da mesi, erano in un’altra stanza nelle vicinanze. Uno degli indagati, l’unico minorenne quando si sono svolti i fatti, affronterà il processo separatamente davanti al giudice dei minori.

Durante la testimonianza, la giovane ha ricostruito gli eventi davanti al Gip e agli avvocati degli indagati, assistita da una psicologa e in presenza del suo fidanzato. Ha raccontato di voler stare solo con Angelo Flores, il membro più “anziano” del gruppo, con cui aveva avuto rapporti in passato ed era innamorata. Il gruppo avrebbe spostato la serata verso un tragico percorso, conducendola verso l’aggressione. La ragazza ha affermato che Flores non era inerte, anzi aveva il ruolo di regista del tutto. Aveva anche ripreso quanto stava accadendo con il suo cellulare e poi l’aveva condiviso con gli amici. Ha ribadito che non c’era consenso da parte sua e ha anche descritto le percosse subite, oltre alle richieste di aiuto rivolte a passanti che non hanno risposto.

Le domande degli avvocati e l’intervento della giudice

Durante il racconto delle presunte percosse, i sei indagati hanno mostrato insofferenza e rumoreggiato. Il Gip ha dovuto intervenire per interrompere le domande invasive degli avvocati dei ragazzi riguardo alle abitudini sessuali della giovane, definendo tali interrogazioni “una incursione nella sfera privata che non c’entra col processo”.

Ora la procura prenderà la parola e probabilmente chiederà il giudizio immediato per tutti gli imputati. Gli avvocati potrebbero rispondere presentando una istanza di abbreviato, fornendo anche perizie e documenti a sostegno della loro tesi secondo la quale la vittima sarebbe “poco credibile”.

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Bonus elettrodomestici, come ottenerlo https://www.business.it/bonus-elettrodomestici-come-ottenerlo/ Fri, 29 Sep 2023 14:18:10 +0000 https://www.business.it/?p=129258 Arriva il bonus elettrodomestici, come ottenerlo. Il governo in carica ha criticato l’uso a pioggia di bonus e superbonus, ma non si risparmia la previsione di nuovi sconti e, appunto, bonus. Il più atteso è il bonus elettrodomestici, un contributo da 100 euro destinato all’acquisto di frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie. Ecco una panoramica di come… Read More »Bonus elettrodomestici, come ottenerlo

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Arriva il bonus elettrodomestici, come ottenerlo. Il governo in carica ha criticato l’uso a pioggia di bonus e superbonus, ma non si risparmia la previsione di nuovi sconti e, appunto, bonus. Il più atteso è il bonus elettrodomestici, un contributo da 100 euro destinato all’acquisto di frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie. Ecco una panoramica di come funziona questa misura.
>>>>>Mistero Ferragnez, Fedez sparito dai social, il messaggio shock di Chiara

Attesa per il bonus elettrodomestici

Ecco il bonus elettrodomestici, come ottenerlo

Il bonus elettrodomestici, come ottenerlo. Il bonus è parte di una proposta di legge depositata alla Camera nel febbraio scorso, firmata da diversi deputati leghisti. Il partito di Matteo Salvini sta spingendo affinché venga incluso nella Legge di Bilancio. Alberto Gusmeroli, uno dei principali firmatari, ha dichiarato: “Stiamo rallentando l’inserimento in commissione poiché il ministro Giorgetti sta valutando se introdurre questa misura direttamente nella manovra”.
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La proposta di legge prevede un contributo pari al 30% del costo di acquisto, con un massimo di 100 euro, per incentivare la sostituzione di vecchi elettrodomestici con modelli più efficienti dal punto di vista energetico. La proposta prevede inoltre che negli anni 2023, 2024 e 2025 si offra un contributo per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica, con l’obbligo di smaltire i vecchi elettrodomestici tramite riciclo.

I criteri reddituali

Per le famiglie più bisognose, il contributo aumenta a 200 euro se l’Isee del nucleo familiare dell’acquirente è inferiore a 25.000 euro. La proposta di legge stanzia un fondo con un budget di 400 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025 per finanziare questa iniziativa.

L’articolo 2 della proposta di legge specifica anche quali tipi di elettrodomestici sono eleggibili per il bonus. Il contributo è previsto per l’acquisto di elettrodomestici con una classe energetica non inferiore a “classe A per le lavatrici e lavasciuga”, “classe C per le lavastoviglie” e “classe D per i frigoriferi e i congelatori”.

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Migranti, Meloni rompe con l’Europa. Tutti contro tutti https://www.business.it/migranti-meloni-rompe-con-leuropa-tutti-contro-tutti/ Thu, 28 Sep 2023 16:52:13 +0000 https://www.business.it/?p=129174 Migranti, Italia blocca Patto Asilo Ue. L’intesa nell’Unione europea riguardo al regolamento delle crisi nel Patto sulla migrazione e l’asilo sta subendo ritardi. Secondo varie fonti europee, l’approvazione prevista nella riunione dei rappresentanti permanenti potrebbe slittare. La causa sarebbe la richiesta dell’Italia di avere più tempo per esaminare il nuovo compromesso presentato dalla presidenza spagnola.… Read More »Migranti, Meloni rompe con l’Europa. Tutti contro tutti

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Migranti, Italia blocca Patto Asilo Ue. L’intesa nell’Unione europea riguardo al regolamento delle crisi nel Patto sulla migrazione e l’asilo sta subendo ritardi. Secondo varie fonti europee, l’approvazione prevista nella riunione dei rappresentanti permanenti potrebbe slittare. La causa sarebbe la richiesta dell’Italia di avere più tempo per esaminare il nuovo compromesso presentato dalla presidenza spagnola. Questo nuovo compromesso mira a soddisfare le richieste della Germania. I tedeschi si concentrano sulle protezioni per i migranti e l’esclusione dei salvataggi delle ONG da questioni ideologiche. L’Italia fa resistenza e l’intesa prevista oggi è slittata. Piantedosi ha anche lasciato Bruxelles.
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Giorgia Meloni

Emergenza migranti, Italia blocca Patto Asilo Ue

Migranti, Italia blocca Patto Asilo Ue. Durante la sessione pubblica dedicata ai negoziati sul Patto, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi non è intervenuto, essendo diretto a Palermo per un incontro con i ministri degli Esteri di Tunisia e Libia. Il ministro dell’Interno della Spagna, Fernando Grande-Marlaska, che detiene la presidenza di turno del Consiglio Ue, ha dichiarato che c’è stato uno scambio di opinioni con un’ampia maggioranza concorde sull’orientamento generale, ma l’attesa fumata bianca non è ancora arrivata. Ha ammesso che mancano alcuni dettagli da definire, ma ha sottolineato che non ci sono ostacoli principali, secondo la commissaria Ue agli Affari interni, Ylva Johansson.

Nel frattempo, a Berlino, la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock ha dichiarato che i volontari impegnati nel salvataggio dei migranti nel Mediterraneo “hanno il nostro sostegno“. Ha sottolineato l’insostenibilità della situazione a Lampedusa e ha evidenziato la necessità di una soluzione europea per affrontare la sfida migratoria. In risposta, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha affermato che le ONG non devono diventare una calamita per attirare migranti irregolari in Italia e che occorre una soluzione europea. Ha anche commentato la lettera inviata dalla leader dell’opposizione italiana Giorgia Meloni al cancelliere tedesco Olaf Scholz riguardo agli stanziamenti tedeschi a favore delle ONG che operano in Italia, sottolineando la necessità di soluzioni strutturali per la questione migratoria.

Ylva Johansson ha fornito dati sulla situazione migratoria nell’UE, con oltre 250.000 arrivi irregolari finora quest’anno, concentrati principalmente sulla rotta del Mediterraneo centrale verso l’Italia e Lampedusa. Ha sottolineato la necessità di lavorare con i Paesi terzi per gestire le richieste di asilo nell’UE. Ha anche menzionato la disposizione ad assistere le autorità tunisine nelle attività di ricerca e salvataggio nella loro zona Sar.

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Migranti, tutte le novità sul decreto della vergogna https://www.business.it/migranti-tutte-le-novita-sul-decreto-della-vergogna/ Tue, 26 Sep 2023 16:50:42 +0000 https://www.business.it/?p=128926 Migranti, le modifiche al decreto Cutro. Il Governo Meloni vara un’ulteriore stretta sulla questione migratoria, dopo le ricerche “per tutto il globo terracqueo” indirizzate contro gli scafisti. Fa più paura l’aspetto ideologico dietro questo ampliamento. Come riporta Repubblica, Il governo Meloni gestisce l’emergenza dei minori migranti in modo deciso. Elimina tutte le garanzie precedentemente previste… Read More »Migranti, tutte le novità sul decreto della vergogna

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Migranti, le modifiche al decreto Cutro. Il Governo Meloni vara un’ulteriore stretta sulla questione migratoria, dopo le ricerche “per tutto il globo terracqueo” indirizzate contro gli scafisti. Fa più paura l’aspetto ideologico dietro questo ampliamento. Come riporta Repubblica, Il governo Meloni gestisce l’emergenza dei minori migranti in modo deciso. Elimina tutte le garanzie precedentemente previste per i ragazzi che arrivano da soli e per le donne incinte, che non rientreranno più tra le categorie considerate vulnerabili per ricevere un trattamento speciale. Da adesso in poi, saranno collocati insieme agli altri nei centri, i quali, se pieni, potranno contenere il doppio delle persone rispetto alla capacità prevista.

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Sui migranti, le modifiche al decreto Cutro

Sono stringenti le politiche sui migranti e le modifiche al decreto Cutro. Nel nuovo decreto migratorio del governo Meloni, oltre alla stretta che sposta l’onere della prova sull’età dei minori, costringendo i ragazzi a dimostrare di avere meno di 18 anni. Si includono anche gli adolescenti tra i 16 e i 18 anni negli stessi centri degli adulti. Questo semplifica la gestione del problema della saturazione delle strutture destinate a ospitare i più di 21 mila minori migranti giunti da soli in Italia.

La bozza del decreto sulla sicurezza, che verrà sottoposta all’approvazione del consiglio dei ministri, prevede che se non ci sono posti disponibili nelle strutture dedicate, i ragazzi tra i 16 e i 18 anni potranno essere ospitati nei centri per adulti, seppur in padiglioni separati. Il sistema di accoglienza dei minori in Italia è completamente saturo, il governo ritiene che questa sia una soluzione al problema, invece di aumentare i posti per i minori, come richiesto dai sindaci.

Infine, il disegno di legge introduce una norma annunciata in precedenza, semplificando l’espulsione dei migranti ritenuti socialmente pericolosi, anche se sono richiedenti asilo o possiedono permessi di soggiorno a lungo termine o sono soggetti a misure preventive o procedimenti penali. Ora, essere considerati socialmente pericolosi è sufficiente per essere espulsi per ordine del prefetto.

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Lega shock: “Contro la Meloni il complotto della Germania, che usa i migranti come 80 anni fa usò l’esercito”… https://www.business.it/lega-shock-contro-la-meloni-il-complotto-della-germania-che-usa-i-migranti-come-80-anni-fa-uso-lesercito/ Tue, 26 Sep 2023 13:49:02 +0000 https://www.business.it/?p=128904 Migranti, la Lega contro la Germania. Andrea Crippa, vicesegretario della Lega, ne ha sparata un’altra delle sue, questa volta in un’intervista ad Affaritaliani.it. Dopo la notizia sulle sovvenzioni tedesche alle Ong che recuperano i migranti, la polemica del leghista affronta una curiosa teoria storica. “Stanno cercando di destabilizzare il governo attraverso il finanziamento delle Ong… Read More »Lega shock: “Contro la Meloni il complotto della Germania, che usa i migranti come 80 anni fa usò l’esercito”…

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Migranti, la Lega contro la Germania. Andrea Crippa, vicesegretario della Lega, ne ha sparata un’altra delle sue, questa volta in un’intervista ad Affaritaliani.it. Dopo la notizia sulle sovvenzioni tedesche alle Ong che recuperano i migranti, la polemica del leghista affronta una curiosa teoria storica. “Stanno cercando di destabilizzare il governo attraverso il finanziamento delle Ong per riempirci di clandestini e far scendere il consenso del centrodestra in Italia“. “Ottant’anni fa il governo tedesco decise di invadere gli Stati con l’esercito ma gli andò male, ora finanziano l’invasione dei clandestini per destabilizzare i governi che non piacciono ai social-democratici”.
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Giorgia Meloni e la questione migratoria

Questione migranti, la Lega contro la Germania

Sulla questione migranti, la Lega contro la Germania. Così ha proseguito Crippa ad Affaritaliani: “Io sono stato in Moldova qualche mese fa e ho scoperto che il reddito pro capite della Moldova è inferiore a quello di gran parte dei Paesi del Nord Africa. Perché la Germania o nessuno a sinistra fa qualcosa per favorire l’immigrazione moldava? Evidentemente perché il moldavo, in quanto europeo, è affine alla nostra cultura e quindi non è congeniale al tentativo di mescolare il più possibile per diluire la nostra identità”.

Con un linguaggio decisamente poco accurato, così prosegue: “L’immigrato africano è più funzionale al disegno e in più crea una competizione al ribasso nel mondo del lavoro che favorisce la disoccupazione dei giovani italiani creando tensione sociale”. Il discorso è infarcito da una buona dose di imprecisione storica: “Ottant’anni fa il governo tedesco decise di invadere gli Stati con l’esercito ma gli andò male, ora finanziano l’invasione dei clandestini per destabilizzare i governi che non piacciono ai social-democratici”.

Sicuramente in Germania non vogliono né Salvini né Meloni al governo e vorrebbero o un governo tecnico, Monti o Draghi o chicchessia, o di sinistra, Schlein o altri. Da come si sta comportando il governo tedesco è del tutto evidente che non vuole che in Italia governi il centrodestra, che mette in discussione assetti ed equilibri europei. A Berlino fanno di tutto per mettere in difficoltà il governo italiano nella speranza di farlo cadere. Ma falliranno come fallirono ottant’anni fa“.

Una critica al nazismo dall’estrema destra italiana, infarcita della più schietta, populista, imprecisa e confusionaria retorica leghista. C’è un po’ di confusione nei ranghi del governo.

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Finanziaria: “Tutte le bugie di Giorgetti” https://www.business.it/finanziaria-tutte-le-bugie-di-giorgetti/ Fri, 22 Sep 2023 13:40:50 +0000 https://www.business.it/?p=128609 Manovra Finanziaria, Giorgetti e i favori al centrodestra. L’analisi dell’economista Mario Pomini per Il fatto quotidiano. Il ministro Giorgetti ha ripetuto con costanza, per un mese, il suo richiamo alla moderazione e alla responsabilità in tutte le sedi. Questo solleva dubbi sull’effettiva necessità di tale richiamo o se sia semplicemente parte del solito gioco mediatico… Read More »Finanziaria: “Tutte le bugie di Giorgetti”

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Manovra Finanziaria, Giorgetti e i favori al centrodestra. L’analisi dell’economista Mario Pomini per Il fatto quotidiano. Il ministro Giorgetti ha ripetuto con costanza, per un mese, il suo richiamo alla moderazione e alla responsabilità in tutte le sedi. Questo solleva dubbi sull’effettiva necessità di tale richiamo o se sia semplicemente parte del solito gioco mediatico con fini nascosti. Stiamo vivendo un momento di incertezza, oppure stiamo assistendo a un’ulteriore finzione economica del fronte conservatore? Tra pochi giorni, con la pubblicazione della Nadef, avremo accesso alle cifre definitive, ma nel frattempo possiamo fare alcune osservazioni preliminari in vista della prossima legge di bilancio.
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Giancarlo Giorgetti e Giorgia Meloni

Caos manovra Finanziaria, Giorgetti e i favori al centrodestra

Bufera sulla manovra finanziaria, Giorgetti e i favori al centrodestra. Il ministro delle Finanze sembra essere più pessimista del dovuto. In passato, tutti i suoi colleghi erano altrettanto cauti quando si trattava di preparare il bilancio a settembre, sebbene nessuno avesse espresso lamenti così aperti come Giorgetti. Quest’anno, dopo due anni di emergenza dovuti alla pandemia e un anno successivo contrassegnato dal conflitto bellico, la legge di bilancio dovrebbe finalmente avvicinarsi alla normalità. L’anno scorso, per affrontare l’inflazione energetica, sono stati stanziati 20,2 miliardi per sostenere imprese e famiglie, somme che ora tornano nelle mani del governo. Molte misure scadranno il 31 dicembre 2023, compreso l’aumento delle pensioni minime, il che significa che ci sono risorse recuperabili da questo punto di vista.
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E allora? La finanziaria del 2022 è stata caratterizzata da interventi ad hoc e di breve respiro. Giorgetti dovrebbe considerare l’impatto dell’inflazione sulla finanza pubblica, che ha portato ad un aumento delle entrate statali. L’aumento nominale del PIL dovrebbe anche agevolare il rispetto dei parametri europei. Le uniche note negative riguardano la spesa per interessi in aumento e la bassa crescita economica. Tuttavia, dal punto di vista economico, non dovrebbero esserci preoccupazioni eccezionali. Tutto dipenderà anche dall’extra deficit che verrà richiesto, una pratica comune.

Se il ministro sembra eccessivamente pessimista, le sue preoccupazioni potrebbero derivare dalle pressioni dei partiti che lo sostengono. Ognuno di questi partiti vuole garantire un pezzo di legge di bilancio per mantenere le promesse elettorali demagogiche. Questa è la prima vera finanziaria della coalizione di destra-centro, e non ci sono più scuse quest’anno. Almeno due promesse principali devono essere mantenute.

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Migranti, ora la destra finanza l’accoglienza (facendo un disastro) https://www.business.it/migranti-ora-la-destra-finanza-laccoglienza-facendo-un-disastro/ Wed, 20 Sep 2023 07:32:55 +0000 https://www.business.it/?p=128303 La destra finanzia l’accoglienza dei migranti. I bonus edilizi sono inattivi. I contratti per il Pnrr procedono con difficoltà. Ma c’è una nuova opportunità di spesa che potrebbe sostenere l’economia nazionale: l’accoglienza. Il governo di destra, da sempre in opposizione teorica e retorica all’accoglienza, ora si apre al business. Almeno, così lo chiamano i leader… Read More »Migranti, ora la destra finanza l’accoglienza (facendo un disastro)

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La destra finanzia l’accoglienza dei migranti. I bonus edilizi sono inattivi. I contratti per il Pnrr procedono con difficoltà. Ma c’è una nuova opportunità di spesa che potrebbe sostenere l’economia nazionale: l’accoglienza. Il governo di destra, da sempre in opposizione teorica e retorica all’accoglienza, ora si apre al business. Almeno, così lo chiamano i leader politici che per anni hanno criticato il “business dei migranti”. Arriva un pacchetto di norme che triplicherà l’attività nel settore. Almeno cento milioni di euro aggiuntivi sono previsti. Cinquanta per la costruzione di nuove strutture, affidate al Dipartimento della Difesa, e altrettanti per la gestione di centri esistenti e nuovi. Ma si tratta in gran parte di centri per il rimpatrio, che sono parte del problema e non della soluzione.
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Giorgia Meloni, frammento del video in cui scoraggia i migranti a venire in Italia
Giorgia Meloni

Ora la destra finanzia l’accoglienza dei migranti

In arrivo un decreto del governo: la destra finanza l’accoglienza dei migranti, stanziando ben 100 milioni. Il governo ha annunciato ieri che l’approccio italiano ai flussi migratori comporterà la creazione di nuovi Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr). Ci sarà anche la possibilità di prolungare il periodo di detenzione da 6 a 18 mesi. Coloro che hanno investito in questo settore, principalmente multinazionali e grandi cooperative, hanno mostrato grande interesse. Come affermava Salvatore Buzzi, una figura chiave nel mondo dell’illecito insieme a Massimo Carminati, condannato per corruzione, “con i migranti si guadagna più che con la droga”.

Quanti sono i Cpr in Italia

In Italia ci sono attualmente nove Cpr: a Milano, Gradisca d’Isonzo, Roma, Palazzo San Gervasio, Macomer, Brindisi-Restinco, Bari-Palese, Trapani-Milo, Caltanissetta-Pian del Lago. Con un totale potenziale di 961 posti. I dati del Garante dei detenuti fa sapere che questi posti ospitano solo 592 migranti. Molti di questi centri sono chiusi a causa di proteste. Ad esempio, il Cpr di Torino ha dovuto chiudere a marzo scorso per lavori di ristrutturazione.

Lo Stato affida la gestione dei centri a terze parti tramite bandi gestiti dalle Prefetture. In passato, la Croce Rossa era coinvolta, e si sperava che le organizzazioni no profit potessero prendersene cura. Oggi, la gestione dei Centri è in gran parte nelle mani di grandi cooperative, società e multinazionali, poiché l’opportunità di profitto è considerevole. Secondo quanto riportato dal Cild (Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti Civili) in un dettagliato report di giugno scorso, lo Stato ha bandito gare d’appalto nel periodo 2021-2023 per un costo complessivo di circa 56 milioni di euro.

Sebbene i costi varino da struttura a struttura, si stima che il costo giornaliero per ciascun migrante sia di circa 50 euro, come descritto da alcune associazioni e in alcuni casi anche dai giudici, che definiscono questa detenzione come “amministrativa”. Si prevede che il numero di detenuti aumenterà notevolmente.

Meloni e la presidente del Consiglio Europeo, Ursula von der Leyen a Lampedusa

I nuovi investimenti

Il governo ha dichiarato la necessità di creare almeno un Cpr in ogni regione, ovvero almeno 21 nuovi centri. Questo significa raddoppiare o triplicare il numero di persone ospitate. La multinazionale svizzera Ors ha ottenuto la gestione del primo Cpr nel dicembre 2019, e poi ha acquisito anche i centri di Roma e Torino. Engel Italia, come riferisce il Cild, è una società a responsabilità limitata con sede in Campania e di gestione familiare. Fino al 2015, gestivano un albergo in provincia di Salerno, ma poi hanno abbandonato il turismo per concentrarsi sui migranti. Hanno cambiato la loro denominazione sociale in “gestione centri di accoglienza” e hanno vinto l’appalto per la gestione di Milano, del valore di poco meno di 5 milioni di euro. Hanno poi affrontato gravi difficoltà finanziarie, tanto da dover presentare domanda di concordato nel 2022.

Secondo Repubblica, questo spiega perché proprio nel 2022 la Prefettura di Milano non ha rinnovato il contratto con Engel, bandendo una nuova gara. Il valore questa volta è di quattro milioni e 398mila euro. Il numero degli ospiti è infatti sceso da 84 a 72. La Martinina Srl ha vinto la gara, e va notato che la proprietà di Paola Cianculli, amministratrice unica di Engel dal 2012, è coinvolta nella gestione. L’amministratrice unica della Martinina Srl è una signora di 72 anni, Consiglia Caruso, che è anche sua suocera.

I ribassi nelle gare per l’accoglienza

L’assegnazione dell’intera gestione dei Centri al settore privato ha avuto un impatto sul loro volume di affari. Secondo diverse indagini e interrogazioni parlamentari, questo ha portato anche a segnalazioni di cattivo funzionamento. Appalti non rispettati, maltrattamenti da parte di ospiti e operatori, e mancato pagamento degli stipendi. Secondo il Cild, tutto ciò era prevedibile. Lo Stato ha cercato di risparmiare adottando una logica basata sull’offerta economicamente più vantaggiosa. E le grandi aziende hanno presentato offerte al ribasso che hanno drasticamente ridotto le spese. Inoltre, poiché più persone vengono detenute, maggiori sono i profitti. Di conseguenza, alcune di queste strutture potrebbero trattenere persone in modo illegittimo per aumentare i guadagni.

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Giorgetti ammette: “Stangata da 14 miliardi di debito sugli italiani” https://www.business.it/giorgetti-ammette-stangata-da-14-miliardi-di-debito-sugli-italiani/ Mon, 18 Sep 2023 12:52:51 +0000 https://www.business.it/?p=128104 Il ministro Giorgetti, 14 miliardi di interessi sul debito nel 2024. “Come ministro dell’Economia mi alzo la mattina e condivido le angosce, le preoccupazioni di tanti imprenditori e famiglie che si alzano con il debito sulle spalle. Anche io da ministro mi alzo con un grande debito sulle spalle: 2.859 miliardi. Significa che soltanto l’anno… Read More »Giorgetti ammette: “Stangata da 14 miliardi di debito sugli italiani”

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Il ministro Giorgetti, 14 miliardi di interessi sul debito nel 2024. “Come ministro dell’Economia mi alzo la mattina e condivido le angosce, le preoccupazioni di tanti imprenditori e famiglie che si alzano con il debito sulle spalle. Anche io da ministro mi alzo con un grande debito sulle spalle: 2.859 miliardi. Significa che soltanto l’anno prossimo, per interessi in più dovremo pagare 14 miliardi, 14 miliardi sottratti ad aiuti, sanità, riduzione delle tasse“. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha fatto questa pesante dichiarazione al raduno della Lega a Pontida.
>>>>> Ora la destra finanzia l’accoglienza con 100 milioni

Giancarlo Giorgetti

Ministro Giorgetti: 14 miliardi di interessi sul debito nel 2024

L’ammissione dal palco di Pontida del ministro Giorgetti: 14 miliardi di interessi sul debito nel 2024. L’attenzione del ministro si sposta poi sulla tassa sugli extraprofitti delle banche, da sempre pallino dei governi, da sempre strumento che non restituisce quanto ci si aspetta. “Si potrà perfezionare, si potrà migliorare, ma ribadisco che quella tassa è giusta”.
>>>>>> Migranti, la stretta del governo

Sul palco di Pontida, Giorgetti legge la lettera di un anziano su un giornale, in cui si sottolineava la banca ha usato i risparmi suoi e della moglie “a costo quasi zero per dare prestiti a oltre il 4% annuo”, e che “tassare l’extraprofitto sarebbe giusto e doveroso, non farlo sarebbe l’ennesima beffa ai danni dei risparmiatori e un ingiusto arricchimento per le banche. Banchieri, analisti e giornalisti finanziari non saranno d’accordo, ma per chi fa politica questo tipo di appello non potrà essere dimenticato”.

Stangata sui consumi, la spesa italiana giù di 3,7 miliardi

Il caro vita sta influenzando negativamente i consumi delle famiglie italiane. Secondo le previsioni del Centro Europa ricerche per Confesercenti, la spesa delle famiglie dovrebbe diminuire nel secondo semestre di 3,7 miliardi rispetto ai primi sei mesi dell’anno. Questa tendenza è causata principalmente dall’erosione del potere d’acquisto a causa dell’alta inflazione, che continua a superare il 5%, e dalla riduzione dei risparmi utilizzati per mantenere i livelli di consumo precedenti. Inoltre, l’aumento dei tassi di interesse promosso dalla Bce ha ulteriormente frenato i consumi, specialmente per le famiglie con mutui a tasso variabile.

La crescita complessiva della spesa delle famiglie per l’intero anno dovrebbe attestarsi solo all’0,8%, in netto contrasto con il +4,6% registrato l’anno precedente. La quota dei consumi sul Pil rischia di essere la più bassa dal 2000, calando dal 59,8% al 59,3%, ma in termini reali (al netto dell’inflazione) sarebbe solo del 58,4%.

Confesercenti suggerisce che per invertire questa tendenza occorre agire tempestivamente. Per riportare la crescita in linea con gli obiettivi, sarebbe necessario aumentare i consumi di 4 miliardi nel secondo semestre, contribuendo a far salire la crescita del Pil da 0,6 a 0,9 punti. Una possibile soluzione proposta è detassare le tredicesime per un totale di 4,3 miliardi, anche se ciò comporterebbe un minor introito fiscale. Tuttavia, si prevede che la crescita economica generata dalla maggiore spesa per consumi compenserebbe in parte questa perdita, portando a un aumento del gettito fiscale di 1,3 miliardi e riducendo il costo complessivo dell’intervento per il bilancio pubblico a 3 miliardi di euro.

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Stangata totale sui consumi: aumenta tutto e si fermano gli aiuti statali. Ecco cosa fare https://www.business.it/stangata-totale-sui-consumi-aumenta-tutto-e-si-fermano-gli-aiuti-statali-ecco-cosa-fare/ Thu, 31 Aug 2023 07:57:43 +0000 https://www.business.it/?p=126610 Allerta aumento consumi da settembre. Si fermano gli aiuti statali e non sembra esserci un freno al lievitare dei costi di benzina, luce e spesa. Cosa c’è da sapere. È iniziato tutto con il crollo delle promesse elettorali di Meloni e Salvini: la fine degli sconti sulle accise di gennaio, fa presente il Corriere. Poi… Read More »Stangata totale sui consumi: aumenta tutto e si fermano gli aiuti statali. Ecco cosa fare

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Allerta aumento consumi da settembre. Si fermano gli aiuti statali e non sembra esserci un freno al lievitare dei costi di benzina, luce e spesa. Cosa c’è da sapere. È iniziato tutto con il crollo delle promesse elettorali di Meloni e Salvini: la fine degli sconti sulle accise di gennaio, fa presente il Corriere.

Poi sono saliti i prezzi dei carburanti, con aumenti che sono continuati da inizio agosto fino alla fine del mese. E questo nonostante l’obbligo di affissione dei cartelli e l’invenzione dell’osservatorio del Mimit. Il costo della spesa settimanale è in costante aumento da luglio 2022. Ora, ci sono anche previsioni di un aumento delle bollette per l’energia e il gas (attorno al 7-10% per l’energia a partire da ottobre, e circa il 2% per il gas a partire da settembre, secondo Nomisma). Si prevede un autunno caldo per quanto riguarda l’energia, il tutto mentre la maggior parte delle merci in Italia viene trasportata su strada.
>>>>> Incidente ferroviario a Brandizzo, identificate le 5 vittime

L'Istat fotografa il crollo del potere d'acquisto delle famiglie
L’aumento costante dei consumi previsto dal primo autunno

Allarme aumento consumi da settembre

Si verificherà un notevole aumento dei consumi da settembre. Il carrello della spesa nel mese di luglio è rimasto quasi invariato, registrando un aumento del 10,4%, e non ha seguito la tendenza al ribasso dell’inflazione, che è scesa al 5,9%. La categoria che ha registrato l’aumento maggiore è quello dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche, con un aumento del 10,7%. La spirale dei prezzi sembra non avere intenzione di fermarsi.
>>>>> Incidente ferroviario, l’inquietante presagio della vittima

L’aumento dei costi della benzina

Per quanto riguarda i carburanti, ieri i prezzi medi della benzina e del gasolio sono saliti. Sulla rete normale, la media della benzina self-service ha raggiunto 1,953 euro, mentre il diesel è aumentato a 1,856 euro. Sull’autostrada, la benzina self-service arriva a 2,023 euro e il gasolio a 1,938 euro. Negli ultimi giorni del mese, le compagnie petrolifere hanno iniziato ad aumentare nuovamente i prezzi. Secondo i dati di Staffetta Quotidiana, gli aumenti sono cominciati il 29 agosto con Ip (2 centesimi al litro sia sulla benzina che sul diesel), Eni e Tamoil (entrambe con un centesimo in più sulla benzina e sul diesel), e sono continuati il 30 agosto ancora con Tamoil, che ha aggiunto un altro centesimo al prezzo del gasolio, mentre Q8 ha aumentato di un centesimo il prezzo della benzina.

Dal 2022 a oggi, secondo le medie settimanali del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la benzina self-service, considerando sia le strade normali che le autostrade, è aumentata del 18,5%. Un litro di benzina super costa ora oltre 30 centesimi in più, il che equivale a 15 euro e 18 centesimi in più per un pieno di 50 litri. L’Unione Nazionale dei Consumatori ha calcolato che questo aumento rappresenta una spesa aggiuntiva di 346 euro all’anno per una famiglia che fa due pieni da 50 litri al mese, se proiettiamo questo aumento su base annua. Per il gasolio, sempre in modalità self-service, l’aumento rispetto al 31 dicembre 2022 è di quasi 14 centesimi, ovvero +8,2%, il che equivale a 6 euro e 98 centesimi in più per ogni rifornimento, o 167 euro all’anno per famiglia.

La spesa energetica in ascesa senza freni

Se le bollette dovessero aumentare come previsto, la spesa annua per le famiglie aumenterebbe di 70 euro. Anche per quanto riguarda le bollette, si prevedono aumenti. Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale dei Consumatori, afferma che ci si aspettano aumenti più significativi a partire da ottobre sui prezzi dell’elettricità e del gas. A questi fattori stagionali, legati all’accensione dei riscaldamenti, potrebbero aggiungersi variabili imprevedibili legate a eventi politici, come la guerra in Ucraina. Il mercato del gas è speculativo e improvvisi aumenti dei prezzi possono verificarsi in qualsiasi momento. Per questo motivo, si chiede al governo di prolungare gli aiuti in bolletta anche per il quarto trimestre del 2023.

Se le tariffe aumentassero come previsto da Nomisma Energia (+2% per il gas e +7% per l’elettricità), calcola l’Unione Nazionale dei Consumatori, una famiglia tipo in tutela dovrebbe spendere 25 euro in più all’anno per il gas e 45 euro in più all’anno per l’elettricità. Questa stima tiene conto del fatto che il governo dovrebbe stanziare risorse per prolungare gli aiuti in bolletta nel terzo trimestre, l’iva ridotta al 5% sul gas e il bonus sociale esteso alle famiglie con un Isee fino a 15 mila euro, altrimenti tali agevolazioni scadranno il prossimo 30 settembre.

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Stupro di Palermo, intervista a Giambruno: “Chi mi attacca, poi implora un posto in tv” https://www.business.it/stupro-di-palermo-intervista-a-giambruno-chi-mi-attacca-poi-implora-un-posto-in-tv/ Wed, 30 Aug 2023 09:51:48 +0000 https://www.business.it/?p=126558 Giambruno risponde alle critiche sullo stupro di Palermo. In un’intervista con Candida Morvillo del Corriere, il compagno di Giorgia Meloni appare molto nervoso. “Strumentalizzazione” è la parola chiave, che compare due volte nella risposta più delicata che Giambruno dà alla collega. “C’è chi strumentalizza lei – la vittima diciannovenne dello stupro di Palermo (ndr) –… Read More »Stupro di Palermo, intervista a Giambruno: “Chi mi attacca, poi implora un posto in tv”

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Giambruno risponde alle critiche sullo stupro di Palermo. In un’intervista con Candida Morvillo del Corriere, il compagno di Giorgia Meloni appare molto nervoso. “Strumentalizzazione” è la parola chiave, che compare due volte nella risposta più delicata che Giambruno dà alla collega. “C’è chi strumentalizza lei – la vittima diciannovenne dello stupro di Palermo (ndr) – per attaccare me”. E poi: “Gli stessi che strumentalizzano sono gli stessi politici che mi fanno chiamare per pietire un invito” nella sua trasmissione “Diario del giorno”, su Rete 4.
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La notizia sul compagno della Meloni che sorprende tutti
Meloni e Giambruno

“Gli stessi che mi attaccano, poi implorano di essere invitati in tv”, Giambruno risponde alle critiche sullo stupro di Palermo

Il volto di Rete 4 e compagno di Meloni, Andrea Giambruno, risponde alle critiche sullo stupro di Palermo. Insomma, al Corriere Giambruno chiarisce alcune cose. “Io non ho mai detto ‘la ragazza se l’è cercata’ o che, se eviti di ubriacarti, ‘non ti stuprano’: questi virgolettati sono usciti su un giornale e poi dappertutto, ma sono diffamazione pura”. Giambruno allude al Fatto quotidiano, che però non ha portato un virgolettato diverso da quello che ha detto. Semmai, è stato interpretato quello che lui ha detto nella direzione della vittimizzazione secondaria di una giovane ragazza che ha già dovuto subire lo stupro da sette ragazzi.
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E neanche sul lupo Giambruno può smentire, ma, premette: “Ho specificato che era un atto abominevole compiuto da bestie, poi, siccome l’avvocato Annamaria Bernardini de Pace e il direttore Pietro Senaldi parlavano di autotutela, mi sono permesso di dire ai giovani, a ragazzi e ragazze senza distinzioni di genere, di non uscire apposta per ubriacarsi e drogarsi, mi sono raccomandato di fare attenzione perché, purtroppo, il malintenzionato lo trovi. Non ho detto che gli uomini sono legittimati a stuprare le donne ubriache. Invece, certi politici vanno dietro a un titolo falso, chiedono la mia sospensione, ma per cosa? Per aver detto ai ragazzi non vi drogate?”.

A chi gli ha chiesto di evitare di moralizzare o educare, il giornalista risponde: “non faccio l’educatore, ma il divulgatore. Le mamme diranno sempre ‘stai attenta’ e anche io continuo a dirlo”.

“Chiederei scusa se avessi detto qualcosa di sbagliato”

Ma alla fine di tutto questo c’è la sofferenza vera di una ragazza costretta a lasciare il quartiere e la città in cui viveva fino a pochi giorni fa perché viene costantemente e seriamente minacciata per aver denunciato. Anche questo fattore sembra colpire più l’ego di Giambruno che portare altre questioni all’attenzione del pubblico. “Una ragazza che scrive questo è lacerata dentro. Eppure, c’è chi strumentalizza lei per attaccare me. Coi miei collaboratori, abbiamo deciso che di questa storia non parleremo più: il silenzio è l’unico modo per aiutarla a superare il trauma. Se posso aggiungere: strumentalizzano gli stessi politici che mi fanno chiamare per pietire un invito. I nomi, va da sé, non glieli dico”.
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Morvillo chiede al collega Giambruno se ha intenzione di chiedere scusa. “Se avessi detto qualcosa di sbagliato, avrei chiesto scusa, ma non è così e non esisterà mai un giorno in cui sarà un politico o un collega a dirmi cosa devo dire. Anche Meloni non si è mai permessa”.

Sgarbi e Giambruno

Sgarbi difende Giambruno: “Lo attaccano solo perché sta con Meloni”

“Altro che scuse, va preso a modello”. Questo pensa il sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi di Andrea Giambruno, che a suo avvisto ha solo lanciato “il monito del buon padre di famiglia verso il proprio figlio. Tutto qui”. Continua e conclude il noto critico e personaggio politico: “Suggerire a una donna o a un uomo di non ubriacarsi non significa colpevolizzare il suo comportamento, ma richiamarlo a una condotta che lo sottragga a pericoli per la sua incolumità. Quello di Giambruno è un elementare suggerimento che chiunque dà alla persona a cui vuole bene. In sostanza, è quello che ogni genitore dovrebbe fare con il proprio figlio. Ma siccome si deve trasformare tutto in polemica, il fatto che a dirlo sia il compagno della premier diventa argomento di lotta politica. È tutto molto triste”.

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Pnrr, il Governo Meloni bocciato sull’impiego dei fondi https://www.business.it/pnrr-il-governo-meloni-bocciato-sullimpiego-dei-fondi/ Wed, 30 Aug 2023 07:57:03 +0000 https://www.business.it/?p=126544 Meloni bocciata sui fondi Pnrr. Il NextGenEu è un’opportunità che l’Italia non riesce a cogliere. “L’Italia, che dovrebbe essere il maggiore destinatario dei fondi, ha faticato a tenere il passo con l’impegnativo calendario di riforme e investimenti concordato con Bruxelles nel 2021, in particolare da quando la coalizione di destra di Meloni ha è andata… Read More »Pnrr, il Governo Meloni bocciato sull’impiego dei fondi

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Meloni bocciata sui fondi Pnrr. Il NextGenEu è un’opportunità che l’Italia non riesce a cogliere. “L’Italia, che dovrebbe essere il maggiore destinatario dei fondi, ha faticato a tenere il passo con l’impegnativo calendario di riforme e investimenti concordato con Bruxelles nel 2021, in particolare da quando la coalizione di destra di Meloni ha è andata al governo lo scorso anno. Ciò ha ravvivato le preoccupazioni di lunga data sulla capacità di Roma di portare avanti le riforme promesse e di utilizzare efficacemente la liquidità ottenuta”. L’analisi del Financial Times.
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Giorgia Meloni

Giorgia Meloni bocciata sui fondi Pnrr

L’Italia del governo Meloni bocciata sui fondi Pnrr. L’analisi del Financial Times. “Alla fine di febbraio, l’Italia aveva speso solo 25,7 miliardi di euro dei 66,9 miliardi di euro di fondi Next-GenEu ricevuti sino ad allora. I pagamenti di Bruxelles a Roma sono in fase di stallo e la terza rata, da 19 miliardi di euro, è stata ritardata”. I ritardi e le inadempienze penalizzano le regioni più povere. Il governo dovrà impegnarsi “nel tentativo di attuare un vasto programma di riforme e investimenti finanziato dall’Ue, pensato per riavviare l’economia italiana”.
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Il Financial Times ricorda che anche il Fondo monetario internazionale “ha recentemente esortato Roma ad accelerare, avvertendo sul rischio di una crescita più lenta del previsto se i fondi non verranno utilizzati in modo più rapido”. La proposta di modifica del Pnrr inviata a Bruxelles “ha proposto di eliminare 16 miliardi di euro di investimenti pubblici che ritiene impossibili da completare in tempo o non strategicamente rilevanti. Ciò include 5,8 miliardi di euro per rinnovare i quartieri urbani abbandonati e le infrastrutture pubbliche fatiscenti; 61,8 miliardi per ridurre i rischi di frane e alluvioni; e 725 milioni di euro per rafforzare i servizi sociali nelle aree più trascurate d’Italia“. Il parere degli economisti è che “Bruxelles rifiuterà qualsiasi ritardo nelle riforme mirate a problemi da tempo considerati come un grosso ostacolo alla crescita” del Paese.
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Marco Cappato e le pesanti accuse al Governo. Cosa succede https://www.business.it/marco-cappato-e-le-pesanti-accuse-al-governo-cosa-succede/ Tue, 29 Aug 2023 11:56:07 +0000 https://www.business.it/?p=126503 Cappato accusa il Governo: “Mi state spiando”. Il presidente dell’associazione Luca Coscioni, attivista e candidato al collegio suppletivo per ricoprire il ruolo di senatore lasciato vacante da Berlusconi, lancia un’accusa molto grave. Intorno alle 13.30 sui suoi canali social ha pubblicato un video in cui asserisce di essere stato spiato da un virus Trojan di… Read More »Marco Cappato e le pesanti accuse al Governo. Cosa succede

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Cappato accusa il Governo: “Mi state spiando”. Il presidente dell’associazione Luca Coscioni, attivista e candidato al collegio suppletivo per ricoprire il ruolo di senatore lasciato vacante da Berlusconi, lancia un’accusa molto grave. Intorno alle 13.30 sui suoi canali social ha pubblicato un video in cui asserisce di essere stato spiato da un virus Trojan di Stato.
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Marco Cappato

Marco Cappato accusa il Governo: “Mi state spiando”

In un video sui social Cappato accusa il Governo: “Mi state spiando”. Ecco cos’ha detto Cappato. “Chiedo formalmente alla Presidente del Consiglio di verificare se corrisponda al vero l’informazione a me giunta anonimamente che dal febbraio 2023 sarei sottoposto a captazione informatica del telefono (intercettazione permanente e totale) con Trojan di Stato e che siano in corso intercettazioni con microcimici nelle miei sedi abituali di lavoro e di vita dal marzo di quest’anno. Il monitoraggio sarebbe ad opera dell‘Agenzia di Informazione e sicurezza – Aisi – su richiesta del Dipartimento delle informazioni per la Sicurezza della Repubblica – Dis. Autorità delegata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri per eventuali ipotesi di contestazione del reato di ‘associazione sovversiva’ ed eventuali reati riscontrati in fase di indagine”.

“Nel caso tale informazione, che potrebbe anche riguardare le persone con cui collaboro da anni, dovesse essere in tutto o in parte corrispondente al vero, chiedo alla Presidente del Consiglio di interrompere immediatamente tale attività perché in palese contrasto con il libero esercizio di diritti civili e politici fondamentali previsto dalla nostra Costituzione che la Repubblica italiana ha l’obbligo di rispettare in virtù dell’aver ratificato tutti gli strumenti internazionali dei diritti umani”.

Marco Cappato concorrerà alle elezioni suppletive dei prossimi 22 e 23 ottobre nel collegio di Monza-Brianza, lasciato vacante da Silvio Berlusconi.

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Fratelli d’Italia a pezzi, che succede nella roccaforte di Giorgia Meloni https://www.business.it/fratelli-ditalia-a-pezzi-che-succede-nella-roccaforte-di-giorgia-meloni/ Fri, 25 Aug 2023 11:14:27 +0000 https://www.business.it/?p=126293 Caos in Fratelli d’Italia, cosa sta succedendo nel partito di Giorgia Meloni. Giorgia Meloni è sempre circondata dalla sua famiglia, sia a casa, nella bottega, nella masseria o a Palazzo Chigi. La melonizzazione, come la definisce Ilario Lombardo sulla Stampa, è ormai completa. Sia nel governo che nel partito. Sua sorella Arianna è diventata il… Read More »Fratelli d’Italia a pezzi, che succede nella roccaforte di Giorgia Meloni

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Caos in Fratelli d’Italia, cosa sta succedendo nel partito di Giorgia Meloni. Giorgia Meloni è sempre circondata dalla sua famiglia, sia a casa, nella bottega, nella masseria o a Palazzo Chigi. La melonizzazione, come la definisce Ilario Lombardo sulla Stampa, è ormai completa. Sia nel governo che nel partito. Sua sorella Arianna è diventata il capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia. Questo ruolo di comando è nato a causa delle crescenti preoccupazioni della premier, che teme di perdere il controllo sulla sua creatura e ha scarsa fiducia in coloro che non fanno parte dei suoi più stretti fedelissimi. Seguendo la stessa logica, Meloni ha affidato il coordinamento della comunicazione tra governo, partito e Parlamento a Giovanbattista Fazzolari, il sottosegretario all’attuazione del programma, l’uomo in cui la leader ha una fiducia incondizionata.
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Giorgia Meloni

Giorgia non si fida: Caos Meloni in Fratelli d’Italia

Regna il caos in Fratelli d’Italia, chi l’avrebbe mai detto. In queste ultime ore di vacanza, mentre lascia la tenuta della Valle d’Itria in Puglia, Meloni non ha fornito indicazioni su questioni delicate. Niente considerazioni sull’esodo dei migranti. E nemmeno sulle accise che incidono sul costo elevato della benzina. Ha invece preferito concentrarsi sull’organizzazione interna di Fratelli d’Italia e ha cercato di porre un freno alle eccessive intemperanze dei suoi ministri. Gli avvenimenti delle ultime settimane tra il Parlamento e Palazzo Chigi l’hanno profondamente irritata.
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Per esempio, le interviste di Adolfo Urso sul prezzo dei carburanti. O la controversia riguardante il libro omofobo del generale Roberto Vannacci, che ha causato divisioni in FdI. La centralizzazione del controllo è diventata essenziale per la premier al fine di evitare errori, gaffe e contraddizioni. Che potrebbero creare l’immagine di una maggioranza in disordine. I sospetti si estendono anche all’interno di FdI, dove la scelta di affidare il partito alla sorella di Meloni, Arianna, è stata vista come un tentativo di frenare le ambizioni di Giovanni Donzelli, il coordinatore del partito, che sembrava stesse guadagnando troppa influenza tra i parlamentari.

Fonti interne al partito rivelano alla Stampa Donzelli stava espandendo troppo il suo potere tra i parlamentari. Meloni desiderava soffocare questa possibile corrente prima che potesse crescere ulteriormente. La nomina di Arianna Meloni è una mossa per contenere Donzelli, ma anche una specie di commissariamento. Non è passato inosservato che Donzelli, in un recente dibattito, abbia difeso Meloni contro le critiche dei Gabbiani, un gruppo interno del partito che richiede un congresso. Donzelli ha dichiarato che si tratta effettivamente di “un’ufficializzazione di un ruolo che Arianna svolgeva da tempo“. Ha anche sottolineato che non esistono correnti all’interno di FdI e che non ci sono piani per un congresso nel prossimo futuro, a meno che non emergano differenze politiche significative.

Per Fdi le tensioni interne sono una prova di maturità

Questa tensione interna rappresenta una novità per Fratelli d’Italia, una crisi di crescita e al tempo stesso una prova del nove. Il partito fondato da Meloni quasi 11 anni fa dovrà temprarsi al fuoco delle elezioni europee in arrivo tra dieci mesi. E le candidature rappresentano il principale capitale di potere della leader. Arianna era già una figura chiave all’interno del partito, in quanto gestisce le tessere dei membri e fa parte del consiglio della Fondazione An. L’ente detiene fondi e proprietà immobiliari. La relazione tra Giorgia e Arianna è stata una lunga militanza condivisa fin dal 1992, con Arianna più in vista politicamente e mediaticamente, e Giorgia più attiva dietro le quinte ma sempre vicina alla sorella.

La ristrutturazione di FdI coinvolge anche il rafforzamento di Fazzolari, una figura centrale del gruppo di consiglieri che circonda e consiglia la leader. Sia Francesco Filini, il neo-responsabile del programma, che Sara Kelany, responsabile dell’immigrazione, sono considerati molto vicini a Fazzolari. Il suo compito principale ora sarà consolidare la comunicazione all’interno del partito, un passo necessario per porre fine alle dichiarazioni e alle interviste caotiche dei ministri e dei deputati. La premier ha spiegato che Fazzolari avrà il compito di rafforzare l’organizzazione, definire meglio i ruoli e fornire linee guida quotidiane.

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Caro Scuola, stangata sulle famiglie: ecco quanto si spende per un solo figlio nel 2023-2024 https://www.business.it/caro-scuola-stangata-sulle-famiglie-ecco-quanto-si-spende-per-un-solo-figlio-nel-2023-2024/ Wed, 23 Aug 2023 10:19:02 +0000 https://www.business.it/?p=126173 Caro scuola, stangata sulle famiglie. Con la riapertura delle scuole, le famiglie italiane si trovano di fronte a una nuova spesa legata all’acquisto di libri e materiale scolastico per i loro figli. Tra diari, astucci, zaini, dizionari e libri, la spesa può superare i 1.200 euro a studente. La protesta di Assoutenti. Il business dei… Read More »Caro Scuola, stangata sulle famiglie: ecco quanto si spende per un solo figlio nel 2023-2024

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Caro scuola, stangata sulle famiglie. Con la riapertura delle scuole, le famiglie italiane si trovano di fronte a una nuova spesa legata all’acquisto di libri e materiale scolastico per i loro figli. Tra diari, astucci, zaini, dizionari e libri, la spesa può superare i 1.200 euro a studente. La protesta di Assoutenti. Il business dei libri per la scuola vale 1 miliardo di euro all’anno. Affrontare quest’anno scolastico costerà in media tra l’8% e il 10% in più per ogni studente.
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Caro scuola, un anno complicato per le spese

Nuovo caro scuola, stangata sulle famiglie italiane

Proteste sul caro scuola, stangata sulle famiglie: spenderanno in media 1200 euro per ciascun figlio. I prodotti di cartoleria mostrano un aumento medio del 9,2% su base annua, a causa dell’aumento dei costi delle materie prime e dei costi di produzione più elevati. I prezzi aumentano ulteriormente se si scelgono prodotti delle marche dedicate ai giovani o sponsorizzati dagli influencer. Una famiglia che deve acquistare tutto il necessario per l’anno scolastico, come zaino, diario, astuccio, penne, matite e quaderni, spende circa 50 euro in più rispetto al 2022.

Per quanto riguarda i libri di testo, la spesa varia in base al livello di istruzione: dai circa 300 euro per gli studenti della prima media ai 600 euro per quelli del liceo, compresi i dizionari. In alcune classi, la spesa può arrivare fino a 700 euro. I rincari per i libri di testo sono nell’ordine dell’8% o del 10% rispetto all’anno precedente, con una spesa media aggiuntiva di circa 45 euro per studente, per un totale di 95 euro in più.

La protesta di Assoutenti

Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, avverte che se si scelgono prodotti costosi e nuove edizioni dei testi, la spesa può facilmente superare i 1.200 euro a studente. Per evitare queste spese eccessive, Truzzi suggerisce ai genitori di evitare prodotti legati alle mode del momento e alle pubblicità costose. Inoltre, il governo dovrebbe collaborare con i negozi al dettaglio e i produttori per offrire “kit scuola” con prodotti base a prezzi scontati e adottare misure per controllare gli aumenti dei prezzi dei libri di testo, che aumentano ingiustificatamente di anno in anno.

Truzzi afferma anche che “è inaccettabile che molte scuole superino i limiti di spesa stabiliti dal ministero e invita i genitori a segnalare le scuole che non rispettano questi limiti.” Le scuole stesse dovrebbero promuovere lo scambio di libri tra gli studenti e migliorare le biblioteche scolastiche per aiutare le famiglie a risparmiare. Infine, Truzzi sottolinea la necessità di frenare il business degli editori di libri scolastici, un settore che genera 780 milioni di euro all’anno, insieme ai 335 milioni dei servizi internet, costituendo oltre un terzo del mercato librario nazionale.

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Il prof. Cardini “boccia” il generale Vannacci: “Si dichiara erede di Giulio Cesare, ma…” https://www.business.it/il-prof-cardini-boccia-il-generale-vannacci-si-dichiara-erede-di-giulio-cesare-ma/ Tue, 22 Aug 2023 08:26:42 +0000 https://www.business.it/?p=126079 Franco Cardini contro Roberto Vannacci. Il decano degli storici medievisti italiani, Franco Cardini, intervistato da Repubblica. Il noto medievalista, storico e docente universitario, Franco Cardini, ha recentemente espresso una serie di critiche riguardo al libro del generale Roberto Vannacci. Riferendosi alle dichiarazioni di Vannacci su Giulio Cesare, Cardini ha dichiarato: «Il generale Roberto Vannacci che… Read More »Il prof. Cardini “boccia” il generale Vannacci: “Si dichiara erede di Giulio Cesare, ma…”

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Franco Cardini contro Roberto Vannacci. Il decano degli storici medievisti italiani, Franco Cardini, intervistato da Repubblica. Il noto medievalista, storico e docente universitario, Franco Cardini, ha recentemente espresso una serie di critiche riguardo al libro del generale Roberto Vannacci. Riferendosi alle dichiarazioni di Vannacci su Giulio Cesare, Cardini ha dichiarato: «Il generale Roberto Vannacci che si definisce erede di Giulio Cesare, dovrebbe sapere come funzionava la sessualità ai tempi dei romani. Se non era gay, l’imperatore di sicuro era bisessuale, come era normale ai suoi tempi».
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Lo storico Franco Cardini

Lo storico Franco Cardini contro Roberto Vannacci: “Il generale è un ignorante”

Il medievista Franco Cardini contro Roberto Vannacci, il generale “avvicendato” dall’Istituto geografico militare, carica che gli era stata conferita a fine giugno scorso e a cui ha rinunciato dopo le polemiche su suo libro omofobo. Quando gli è stato chiesto del libro di Vannacci, Cardini ha risposto: «Un trattato di sociologia storica rischia di scivolare nel brutto se l’autore non è abbastanza preparato. Ci sono molte cose interessanti che però si perdono nell’insieme. Mi ha per esempio sorpreso che un generale che è stato a capo dell’istituto geografico militare, se la prenda con i migranti ignorando la ragione profonda del fenomeno… Da quello che scrive, sembra quasi che partano per fare una gita in gommone».

>>>>> Adesso Vannacci attacca anche le donne

Sulla controversa definizione di Vannacci degli omosessuali come “anormali“, Cardini ha commentato: «E Platone? E Socrate? È il concetto stesso di normalità che è stato superato, per studi scientifici ma anche etici… E non sono certo un progressista. Ma la società è laica». Parlando dell’attuale clima nell’esercito, Cardini ha osservato: «Sono stato ufficiale di complemento, a me l’esercito fa simpatia. Spesso però, non per colpa sua, serve cause sbagliate. Nell’esercito come nella società ci sono sacche di resistenza. Più che di machismo, parlerei di forza di inerzia conservatrice. Bisogna avere un po’ di pazienza, i cambiamenti hanno bisogno di tempo». Infine, riguardo ad altri aspetti del libro, Cardini ha aggiunto: «Parla della necessità che l’uomo si imponga sulla natura: fa i ragionamenti di mio padre negli anni SessantaGli consiglio di leggere il filosofo Chomsky sul progresso».
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Bimbo morto alle terme: ecco perché era stata rimossa la grata.

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Batosta sui lavoratori, da gennaio meno soldi in busta paga https://www.business.it/batosta-sui-lavoratori-da-gennaio-meno-soldi-in-busta-paga/ Mon, 21 Aug 2023 07:38:24 +0000 https://www.business.it/?p=126002 Nella manovra fiscale, meno soldi nelle buste paga da gennaio. Il governo deve trovare soldi per le coperture che non riesce a garantire. Per questo motivo il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti con redditi lordi fino a 35 mila euro potrebbe non essere rinnovato a fine anno. Non confermarla, avverte Valentina Conte… Read More »Batosta sui lavoratori, da gennaio meno soldi in busta paga

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Nella manovra fiscale, meno soldi nelle buste paga da gennaio. Il governo deve trovare soldi per le coperture che non riesce a garantire. Per questo motivo il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti con redditi lordi fino a 35 mila euro potrebbe non essere rinnovato a fine anno. Non confermarla, avverte Valentina Conte su Repubblica, significherebbe che il governo Meloni toglierà i 100 euro annunciati per 13,8 milioni di buste paga a partire da gennaio. Se la premier decidesse di prolungare questa misura, dovrà trovare una nuova soluzione.
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Giorgia Meloni

Dal 2024 per la manovra fiscale, meno soldi in busta paga

Saranno necessari tagli per la manovra fiscale, meno soldi in busta paga da gennaio 2024. A gennaio ci sarà comunque uno scalino: chi riceve attualmente 92 euro netti vedrà una diminuzione a 66 euro, perdendo quasi un terzo dello sgravio. Per evitare che tale riduzione sia percepita, la delega fiscale all’interno della recentemente approvata riforma fiscale fornirà un aiuto. Maurizio Leo, il suo autore e viceministro dell’Economia, proverà a compensare la perdita riadattando le aliquote dell’IIrpef. Ad esempio, un lavoratore con un reddito di 25 mila euro ha guadagnato 41 euro netti in più al mese nel primo semestre e 92 euro netti nel secondo semestre del 2023. A partire da gennaio 2024, riceverà 66 euro netti al mese, una sorta di media tra i due “sconti” del 2023.
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Ma c’è un altro problema per il viceministro Leo: “Il taglio del cuneo comporta un aumento dell’imposta Irpef, se non si interviene. Ecco perché è necessario agire su aliquote e scaglioni”. Ciò è dovuto al fatto che l’Irpef è calcolata sul salario al netto dei contributi previdenziali, quindi se il governo taglia i contributi, aumenta il reddito imponibile su cui si pagano le tasse.
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Schlein: “Mancano già 15 miliardi”

Elly Schlein, segretaria del Pd, prevede già difficoltà enormi, come anticipato sulla Stampa: “Per la prossima manovra finanziaria mancano già 10-15 miliardi per mantenere le promesse, anche se sono maestri nel non mantenerle. Se consideriamo le accise sulla benzina, gli slogan di questi anni si stanno sgretolando come ghiaccioli in questa torrida estate”.

Secondo Schlein, le priorità devono includere un patto sociale che protegga i redditi e i salari e contrasti l’incremento dell’inflazione. È essenziale rendere strutturale il taglio del cuneo fiscale e approvare un salario minimo. Inoltre, occorre investire in sanità, istruzione e trasporto pubblico locale, anziché scaricare le responsabilità sui sindaci del Pd senza fornire risorse adeguate. Le priorità sono chiare: considerando l’inflazione, l’aumento dei prezzi e del carburante, e i salari stagnanti, la vita di molti italiani sta diventando un incubo.

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Salario minimo, ecco perché non basta a frenare l’emergenza del lavoro povero https://www.business.it/salario-minimo-ecco-perche-non-basta-a-frenare-lemergenza-del-lavoro-povero/ Thu, 17 Aug 2023 07:26:27 +0000 https://www.business.it/?p=125748 La legge sul salario minimo non basta a coprire l’emergenza del lavoro povero. L’inchiesta della Stampa e tutto quello che c’è da sapere. Al vaglio del quotidiano il dossier del Cnel, il Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro. L’organo rivela che circa 60 mila lavoratori italiani sono interessati dall’attuazione del salario minimo. Su una platea… Read More »Salario minimo, ecco perché non basta a frenare l’emergenza del lavoro povero

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La legge sul salario minimo non basta a coprire l’emergenza del lavoro povero. L’inchiesta della Stampa e tutto quello che c’è da sapere. Al vaglio del quotidiano il dossier del Cnel, il Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro. L’organo rivela che circa 60 mila lavoratori italiani sono interessati dall’attuazione del salario minimo. Su una platea che affonda nel lavoro povero di circa 387 mila lavoratori. Questo fenomeno coinvolge complessivamente il 3% degli stipendiati nel Paese. Le categorie lavorative colpite da questa situazione sono quelle coinvolte in occupazioni come le pulizie, la vigilanza e l’assistenza agli anziani.
>>>>> Tajani-Meloni, è guerra nella maggioranza

Giorgia Meloni

Perché la legge sul salario minimo non salva dall’emergenza del lavoro povero

Ecco perché la legge sul salario minimo non salva dall’emergenza del lavoro povero. Il racconto della Stampa sullo studio del Cnel. Da un lato vi sono circa 14 milioni di lavoratori che hanno sottoscritto contratti approvati dai sindacati, mentre dall’altro vi sono i cosiddetti “contratti pirata”, che coinvolgono circa 387 mila lavoratori. Tra questi ultimi, le categorie che risentono maggiormente della situazione sono quelle menzionate, secondo quanto riferito dall’ente guidato da Renato Brunetta.
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In gran parte dei casi, i salari minimi stabiliti contrattualmente superano il limite indicato nelle proposte di legge relative al salario minimo, ovvero tra 7 e 9 euro l’ora. D’altra parte, i contratti pirata rappresentano una significativa proporzione, con 272 diverse tipologie in totale, interessando 387 mila lavoratori. All’interno di questo gruppo vi sono anche gli addetti alla vigilanza. Ad esempio, si fa riferimento al caso di Mondialpol, su cui l’autorità giudiziaria è intervenuta a causa del pagamento di cinque euro all’ora ai custodi. Inoltre, a Como, si è parlato di minacce ai lavoratori. Anche Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, sostiene che il salario minimo dovrebbe essere fissato a 9 euro l’ora. Secondo le stime del Cnel, i lavoratori coinvolti sono 60 mila, sebbene alcuni esperti stimino il numero a 90 mila.

Manifestazioni per il salario minimo

Agricoltura e assistenza familiare, i settori abbandonati dal governo

Vi sono poi i settori dell’agricoltura e delle collaboratrici familiari. Il governo non ha intenzione di intervenire su questi settori, poiché un’eventuale interferenza legislativa potrebbe scatenare rivolte. L’agricoltura rappresenta un caso particolare, poiché il Cnel non è in grado di quantificare con precisione il numero di lavoratori con contratti regolari in questo settore. La memoria di luglio spiega che una soluzione adeguata per tali lavoratori non può essere la fissazione di un salario minimo, a causa della presenza di 5 milioni di lavoratori autonomi e 3 milioni di precari. Tra questi rientrano stagionali nel settore turistico, partite Iva fittizie, tirocini e stage non regolamentati, oltre ad artigiani, cooperative e donne costrette al lavoro a tempo parziale. Per questa categoria di lavoratori, l’esecutivo sta considerando soluzioni alternative. Le autorità stanno ponderando l’espansione dei contratti aziendali, la riduzione degli oneri fiscali sulle buste paga, la detassazione di premi e tredicesime. Inoltre, si sta valutando l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, che potrebbero offrire sostegno durante i periodi di interruzione dell’attività lavorativa.

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Salvini taglia i fondi del Pnrr al Sud ed è a caccia di soldi per le opere rinegoziate al Nord https://www.business.it/salvini-taglia-i-fondi-del-pnrr-al-sud-ed-e-a-caccia-di-soldi-per-le-opere-rinegoziate-al-nord/ Wed, 16 Aug 2023 10:42:30 +0000 https://www.business.it/?p=125699 Matteo Salvini taglia i fondi per le opere al Sud, escluse dal Pnrr, per ottenere i rifinanziamenti delle infrastrutture settentrionali. Dopo le ferie anticipate di luglio, il ministro delle Infrastrutture ha avviato la sua ricerca febbrile di liquidità e coperture. Con discrezione, e nonostante la provenienza pugliese del ministro per l’Attuazione del Pnrr, Raffaele Fitto,… Read More »Salvini taglia i fondi del Pnrr al Sud ed è a caccia di soldi per le opere rinegoziate al Nord

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Matteo Salvini taglia i fondi per le opere al Sud, escluse dal Pnrr, per ottenere i rifinanziamenti delle infrastrutture settentrionali. Dopo le ferie anticipate di luglio, il ministro delle Infrastrutture ha avviato la sua ricerca febbrile di liquidità e coperture. Con discrezione, e nonostante la provenienza pugliese del ministro per l’Attuazione del Pnrr, Raffaele Fitto, il ministro ha dato il via libera a una grande rimodulazione di stanziamenti pari a 2,5 miliardi di euro. Questi fondi, in gran parte destinati a opere nel Centro e nel Sud, verranno ora utilizzati per sostenere importanti interventi in Piemonte, Lombardia e Veneto. Il deputato del Partito democratico, Marco Simiani, ha sollevato il caso. Presenta un’interrogazione parlamentare. “Una scelta sbagliata togliere risorse proprio da chi ha ritardi storici infrastrutturali, tutto per sostenere solo una parte del Paese”. Nel frattempo, il vertice del ministero è impegnato nella campagna mediatica per il Ponte sullo Stretto. L’inchiesta di Antonio Fraschilla per Repubblica. Le anticipazioni di Business.it.
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sondaggi politici Lega Salvini
Matteo Salvini e Giorgia Meloni

Agguato al Mezzogiorno, Salvini taglia i fondi per le opere al Sud

Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, taglia i fondi per le opere al Sud che dovevano essere finanziate dal Pnrr e che sono state oggetto di revisione. Dovrà spostare quei fondi al Settentrione. I dettagli di questa rimodulazione sono stati riportati in un documento inviato dal ministero delle Infrastrutture al Cipess (ex Cipe), il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica. Il testo fa riferimento alla necessità di trovare risorse per opere incluse nel Pnrr, che rischiano di arrestarsi nel 2023 a causa della mancanza di copertura finanziaria. “È emersa la necessità di valutare una possibile rimodulazione delle risorse già assegnate ai progetti del contratto. Si deve tenere conto dello stato avanzato dei progetti e delle gare pianificabili nel 2023, in risposta alle esigenze dei commissari e con l’obiettivo di garantire gli obiettivi del Pnrr”.
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In collaborazione con Rete Ferroviaria Italiana e il ministero dell’Economia, si definirà un pacchetto di “interventi per i quali lo stato di avanzamento non consente di indire le gare entro il 2023”. Questi progetti vengono quindi revocati dai finanziamenti. Tra di essi, la linea ferroviaria Roma-Pescara nella tratta interporto d’Abruzzo-Chieti-Pescara. L’opera costerà 568 milioni di euro. Nella tratta Sulmona-Avezzano per 277 milioni di euro. Il raddoppio della Falconara-Orte per 326 milioni. Il potenziamento della tratta Tivoli-Guidonia per 179 milioni. La chiusura dell’anello ferroviario di Roma per 175 milioni. Al Nord, vengono definitivamente finanziati solo il nodo di Novara per 77 milioni di euro e il raddoppio della linea Maerne-Castelfranco Veneto per 277 milioni.

Matteo Salvini

Le risorse spostate dal Sud al Nord da Salvini incideranno per 2.5 miliardi

In totale, la rimodulazione ammonta a 2,5 miliardi di euro. Questi fondi saranno destinati subito ad altri progetti. Ben 1,1 miliardi di euro, quasi la metà dell’intera cifra, saranno destinati alla linea ad Alta Velocità Verona-Padova e all’attraversamento di Vicenza. Altri 462 milioni saranno destinati al nodo Terzo Valico di Genova. Ulteriori 563 milioni copriranno cantieri e gare in corso nel 2023. I restanti 500 milioni saranno distribuiti in diverse direzioni. Tra queste, il nodo di Bolzano (15 milioni), la linea Torino-Padova (50 milioni), l’adeguamento infrastrutturale e tecnologico del nodo di Firenze dell’Alta Velocità (80 milioni). I sottopassi della Merano-Bolzano (15 milioni di euro). Sono aumentate le risorse per Roma di 21 milioni per il “potenziamento della Roma-Tuscolana”. Nel Mezzogiorno, l’unico progetto beneficiario è il bypass ferroviario di Augusta, con 68 milioni di euro, e una tratta della Foggia-Lecce, con 12 milioni di euro. In conclusione, Simiani afferma: “Continuare a togliere risorse al Centro e al Sud è una scelta miope. Inoltre, ora non è chiaro come verranno coperti i costi dei bandi per le opere revocate dai finanziamenti”.

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“Extraprofitti? Un’idea mia, la rifareri”: l’intervista “a giornali unificati” di Giorgia Meloni https://www.business.it/extraprofitti-unidea-mia-la-rifareri-lintervista-a-giornali-unificati-di-giorgia-meloni/ Mon, 14 Aug 2023 07:37:49 +0000 https://www.business.it/?p=125594 Meloni rivendica la tassa sugli extraprofitti. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rilasciato un’intervista “a giornali unificati” al Corriere, alla Repubblica e alla Stampa. Gli argomenti sono stati vari e diffusi, ma non si poteva ignorare il tema più caldo. La presidente non solo si dice favorevole alla tassa sugli extraprofitti alle banche, ma… Read More »“Extraprofitti? Un’idea mia, la rifareri”: l’intervista “a giornali unificati” di Giorgia Meloni

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Meloni rivendica la tassa sugli extraprofitti. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rilasciato un’intervista “a giornali unificati” al Corriere, alla Repubblica e alla Stampa. Gli argomenti sono stati vari e diffusi, ma non si poteva ignorare il tema più caldo. La presidente non solo si dice favorevole alla tassa sugli extraprofitti alle banche, ma sottolinea che è stata lei stessa a volerla. “Certo che la rifarei, è una iniziativa che ho voluto io. Ho massimo rispetto del sistema bancario e non ho intenzione di colpire le banche. Ma c’era una situazione di squilibrio. Il sistema bancario è stato veloce ad alzare i tassi dei mutui, ma ha lasciato invariati i tassi cha venivano riconosciuti ai risparmiatori e si è creata una distorsione“.
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Giorgia Meloni

La presidente Meloni rivendica la tassa sugli extraprofitti

Ecco perché Meloni rivendica la tassa sugli extraprofitti. Meloni comprende le critiche di Antonio Tajani (FI) al provvedimento e riconosce che potrebbe esserci una questione di metodo. Ammette di aver coinvolto in minor misura la maggioranza, ritenendo che la questione non dovesse essere troppo divulgata, per le inevitabili ricadute sulle borse. Sottolinea che si è assunta la responsabilità di intervenire su una materia delicata e che il ministro dell’Economia Giorgetti è stato pienamente coinvolto.

L’alleanza con Le Pen

Riguardo all’alleanza con Marine Le Pen in vista delle Europee, Meloni afferma di non avere l’autorevolezza per porre veti su nessuno. Dice che sta lavorando per far crescere la famiglia dei conservatori e cerca un’alleanza omogenea, respingendo l’idea delle larghe intese. Sul conflitto con Stefano Bonaccini riguardo ai fondi per l’alluvione, Meloni avverte che fare politica sulla ricostruzione impatta sui cittadini. Esprime confusione riguardo alla richiesta di un incontro da parte di Bonaccini e menziona il commissario straordinario Figliuolo.

Il conflitto sul salario minimo

“Non temo un autunno caldo”, dice perentoria Meloni. In merito al salario minimo, Meloni afferma di aver dato sessanta giorni al Cnel per proporre misure contro il lavoro povero. Esclude l’approccio di un singolo provvedimento sul salario minimo, ma invece affronta la questione delle basse paghe. La proposta di legge delle opposizioni prevede un fondo per gli imprenditori che aumentano i salari, ma non specifica la copertura, il che suscita le critiche di Meloni. “L’opposizione ha avviato una raccolta di firme nonostante sappia che il salario minimo non risolverà completamente la questione del lavoro povero“. Meloni non teme un autunno caldo e crede che gli italiani riconoscano gli sforzi del governo per ottenere risultati. Sottolinea che il Pil sta crescendo più rapidamente rispetto ad altre grandi democrazie e critica la Cgil per organizzare manifestazioni prima che la legge di bilancio sia scritta.

La smentita sul Pnrr e la questione migranti

Sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Meloni afferma che le opere saranno portate avanti e che alcuni fondi verranno spostati su altre voci di bilancio. Ma è tutto quello che dice, così come taglia corto anche sui migranti, mantiene la sua posizione, sottolineando che l’approccio securitario da solo non è sufficiente e continua a sostenere il piano Mattei, indipendentemente dalla crisi in Niger.

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Salario minimo, nel pomeriggio il difficile vertice governo-opposizione https://www.business.it/salario-minimo-nel-pomeriggio-il-difficile-vertice-governo-opposizione/ Fri, 11 Aug 2023 11:52:27 +0000 https://www.business.it/?p=125478 Il vertice governo-opposizione sul salario minimo è l’ultimo atto della maggioranza prima delle ferie. Ma è fallito prima di cominciare. Quella di Giorgia Meloni, per diversi esponenti dell’oppsizione, Elly Schlein in primis, è solo “una passerella”. Oggi si tiene l’incontro tra governo e opposizioni sul salario minimo. L’appuntamento è fissato per le 17 a Palazzo… Read More »Salario minimo, nel pomeriggio il difficile vertice governo-opposizione

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Il vertice governo-opposizione sul salario minimo è l’ultimo atto della maggioranza prima delle ferie. Ma è fallito prima di cominciare. Quella di Giorgia Meloni, per diversi esponenti dell’oppsizione, Elly Schlein in primis, è solo “una passerella”. Oggi si tiene l’incontro tra governo e opposizioni sul salario minimo. L’appuntamento è fissato per le 17 a Palazzo Chigi. La premier Giorgia Meloni, insieme a Matteo Salvini e Antonio Tajani, incontrerà le delegazioni dei partiti di minoranza. Per il Partito democratico parteciperanno la segretaria Elly Schlein e Maria Cecilia Guerra, responsabile per il lavoro. Dal Movimento 5 Stelle ci sarà il leader Giuseppe Conte e l’ex ministra Nunzia Catalfo. Azione sarà rappresentata da Carlo Calenda e Matteo Richetti, +Europa da Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, mentre l’Alleanza Verdi e Sinistra avrà Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, insieme a Franco Mari ed Eleonora Evi.
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Il governo Meloni

Vertice governo-opposizione, scontro sul salario minimo

Oggi alle 17 il delicato vertice governo-opposizione sul salario minimo. L’inizio del dialogo non è stato facile. Nonostante l’apertura della premier al confronto, Giorgia Meloni ha suscitato alcune perplessità nei giorni scorsi. Per la presidente del consiglio, una soglia minima legale, che è il fulcro della proposta, potrebbe danneggiare più lavoratori di quanti ne favorisca. Anche il diverso approccio delle opposizioni al tavolo di negoziazione ha contribuito ad appesantire l’atmosfera. Il Partito democratico intende sollevare altre questioni durante l’incontro, come il caso De Angelis e i ritardi del governo nella gestione dell’emergenza alluvione in Emilia Romagna. Al contrario, Carlo Calenda ha intenzione di adottare un atteggiamento più dialogante.

Elly Schlein Pd elezioni
Elly Schlein

Il senatore del Movimento 5 Stelle, Ettore Licheri, spera che l’incontro non sia solo un’operazione pubblicitaria per ingannare i cittadini. Anche Vittoria Baldino esprime perplessità riguardo alla controproposta del governo. Italia Viva è l’unico partito che non parteciperà al vertice odierno. Il partito non condivide l’idea di finanziarlo attraverso un fondo pubblico che comporterebbe nuove tasse per i cittadini, ma per il resto il partito di Renzi ha sposato la linea Meloni.

Il tentativo di mediazione del governo

Il governo, dal canto suo, cercherà di persuadere l’opposizione presentando una soluzione alternativa che non implichi un salario minimo fissato per legge. Una possibile controproposta potrebbe riguardare l’estensione della contrattazione collettiva, affrontando anche il problema dei contratti pirata. L’obiettivo è dare un servizio ai lavoratori italiani. La premier ha chiarito che non è favorevole a una soglia minima, e questo concetto è stato ribadito da Fabio Rampelli, deputato di Forza Italia.

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Massimo Segre nei guai, le sue aziende sotto inchiesta https://www.business.it/massimo-segre-nei-guai-le-sue-aziende-sotto-inchiesta/ Fri, 11 Aug 2023 10:13:20 +0000 https://www.business.it/?p=125465 Sotto inchiesta le aziende di Massimo Segre. Il manager di spicco della finanza subalpina, sta attraversando un periodo particolarmente difficile. Dopo aver accusato la sua compagna, Cristina Seymandi, di infedeltà, trasformando così la festa di compleanno di lei in una vendetta crudele che è diventata ben presto di dominio pubblico. Lei ha commentato: “È molto… Read More »Massimo Segre nei guai, le sue aziende sotto inchiesta

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Sotto inchiesta le aziende di Massimo Segre. Il manager di spicco della finanza subalpina, sta attraversando un periodo particolarmente difficile. Dopo aver accusato la sua compagna, Cristina Seymandi, di infedeltà, trasformando così la festa di compleanno di lei in una vendetta crudele che è diventata ben presto di dominio pubblico. Lei ha commentato: “È molto stanco,” suggerendo che dietro alla spiacevole sorpresa potrebbe esserci stato qualche consiglio da parte di altri. Comunque si sia sviluppata questa situazione, sia che la gogna sia scaturita da delusione o stress personale, è evidente che i problemi estivi di Segre non si limitano al cuore. Una questione legale lo coinvolge insieme a un altro importante amministratore della Directa Sim, una società di intermediazione mobiliare autodefinitasi “pioniera del trading online in Italia e uno dei primi broker al mondo”.
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Massimo Segre e Cristina Aymandi

Le aziende di Massimo Segre sono sotto inchiesta

L’imprenditore rampante Massimo Segre e le aziende sotto inchiesta. La procura lo accusa di abusivismo bancario e finanziario. A giugno, il nucleo di polizia valutaria di Roma, appartenente alla Guardia di Finanza, ha eseguito perquisizioni che hanno rivelato le accuse a otto soggetti sotto indagine. Le anomalie nell’operato della Directa Sim erano già state rilevate in un’ispezione condotta dalla Banca d’Italia tra marzo e maggio 2021. Il 5 aprile 2022, la società è stata sanzionata con 30 mila euro a causa di “violazioni di obblighi in materia di deposito e subdeposito dei beni dei clienti e di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione”.

L’inchiesta condotta dal pm Mario Bendoni analizza il periodo tra il 2019 e il 2022. In questi anni, la Directa Sim avrebbe agito come una banca, raccogliendo ingenti risparmi, nonostante non fosse autorizzata a farlo. La società non risulta iscritta agli albi di vigilanza necessari per condurre tali operazioni. Allo stesso tempo, secondo l’accusa, mancano prove di ordini di trasmissione dell’attività di intermediazione, che avrebbero dovuto costituire il nucleo dell’attività finanziaria della società.

Il presidente di Directa Sim Massimo Segre

Come avrebbe agito la Directa Sim di Massimo Segre

Sembra che decine di banche di medio calibro abbiano affidato i risparmi dei loro clienti alla Directa Sim, che a sua volta avrebbe indirizzato questi flussi di denaro ad altri istituti di credito che ne avevano bisogno. Questo giro di affari ammonterebbe a oltre 800 milioni di euro. Il profitto deriverebbe dalla differenza tra gli interessi passivi e attivi, ovvero quelli applicati dalle banche che avevano affidato i propri patrimoni all’intermediaria e quelli applicati nei prestiti successivi. Gli investigatori sospettano che gran parte delle commissioni sia finita nelle mani di “segnalatori di pregio”, intermediari che avrebbero di fatto “trasferito” il denaro, attraverso consulenze apparenti, a due società associate a un amministratore della Directa e a un altro dirigente.

La disponibilità di liquidità della Directa Sim sarebbe aumentata notevolmente, passando da poco più di 220 milioni di euro nel 2012 agli oltre 850 milioni del 2021. Le commissioni dei segnalatori ammontano a diverse milioni di euro. Non sembrano esserci indagini nei confronti delle trenta banche coinvolte, ma alcune di esse sono state sottoposte a ispezioni. La perquisizione effettuata dalla Guardia di Finanza si è concentrata sull’acquisizione di documenti e file per tracciare i flussi di denaro e determinare le responsabilità degli indagati, ancora da verificare.

Le dichiarazioni dei legali

I legali dell’azienda dichiarano: “Directa, nonostante un parere firmato dal professor Carbonetti, ha deciso di cessare l’attività oggetto di contestazione – che non impatta in alcun modo sulla clientela retail – per massimo rispetto della magistratura inquirente. Siamo certi che riusciremo a dimostrare la correttezza dell’operato della società e l’estraneità ai fatti contestati al suo presidente che risulta coinvolto in qualità di mero responsabile legale e che non è stato oggetto di perquisizione. Dalla decisione assunta dalla società non sono previsti significativi impatti sui risultati economici sia per l’anno 2023 sia per il 2024″.

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Caro voli, scontro tra il ministro Urso e Ryanair https://www.business.it/caro-voli-scontro-tra-il-ministro-urso-e-ryanair/ Thu, 10 Aug 2023 11:50:38 +0000 https://www.business.it/?p=125394 Il caro voli Ryanair, il ministro Urso: “Sono insofferenti alle regole”. “Ryanair necessita di consulenti esperti in diritto commerciale e mercato, oltre a esperti dei diritti dei cittadini”. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervistato alTgcom 24. Ha affermato che la compagnia aerea low cost ha dimostrato una resistenza alle… Read More »Caro voli, scontro tra il ministro Urso e Ryanair

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Il caro voli Ryanair, il ministro Urso: “Sono insofferenti alle regole”. “Ryanair necessita di consulenti esperti in diritto commerciale e mercato, oltre a esperti dei diritti dei cittadini”. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervistato alTgcom 24. Ha affermato che la compagnia aerea low cost ha dimostrato una resistenza alle normative di mercato. Urso ha inoltre rivelato che Ryanair è stata sanzionata 11 volte dall’autorità per la concorrenza e il mercato.
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Scontro tra Ryanair e il governo italiano sul caro voli

Scontro sul caro voli tra Ryanair e il ministro Urso

È scontro sul caro voli tra Ryanair e il ministro Urso. Il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, afferma che il mercato non è una terra senza leggi. Esso è regolato dallo Stato, dalle leggi, dalle autorità e dall’Unione Europea. Ha sottolineato di aver avuto un incontro con l’amministratore delegato della compagnia irlandese. E anche un confronto con Ita per potenziare il traffico aereo, considerando eventi come il Giubileo e le Olimpiadi di Cortina-Milano. Urso ha anche discusso dell‘algoritmo dei prezzi, affermando che non è un’invenzione sovietica ma ha origine negli Stati Uniti. Ha spiegato che l’algoritmo propone prezzi diversi in base alla capacità di spesa dell’utente e alle esigenze del momento. Ha criticato la profilazione degli utenti come inaccettabile.

L’algoritmo dei prezzi e l’intervento dell’Unione europea

Il ministro ha affermato che lo Stato deve intervenire quando i cittadini subiscono azioni che violano le regole di mercato. Riguardo al caro dei voli, ha indicato che l’intervento è stato fatto in conformità alle norme europee. Sottolineando che in alcune isole non esiste un’alternativa di mercato adeguata. Il portavoce della Commissione Europea ha ribadito il supporto alle misure che promuovono la connettività a prezzi accessibili, secondo le norme del mercato interno dell’UE. Ha aggiunto che la Commissione aspetta ulteriori dettagli sulla misura contenuta nel Decreto Legge Asset. La Commissione sostiene che la concorrenza sostenibile è di solito la migliore garanzia di accessibilità degli stessi. Nel mercato del trasporto aereo, ma in casi specifici consente obblighi di servizio pubblico per garantire connettività e accessibilità.

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Ecco quanto costa una licenza per i taxi e perché la categoria si prepara alle barricate https://www.business.it/ecco-quanto-costa-una-licenza-per-i-taxi-e-perche-la-categoria-si-prepara-alle-barricate/ Wed, 09 Aug 2023 09:37:31 +0000 https://www.business.it/?p=125264 Quanto costa una licenza taxi. Considerando le grandi città, il prezzo medio si aggira attorno ai 100-120 mila euro. Ma la variabilità è ampia. Tra Comuni diversi, la cifra varia notevolmente, poiché dipende da vari fattori. Il numero di auto bianche in circolazione, se la città è turistica o d’affari e anche le decisioni sulla… Read More »Ecco quanto costa una licenza per i taxi e perché la categoria si prepara alle barricate

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Quanto costa una licenza taxi. Considerando le grandi città, il prezzo medio si aggira attorno ai 100-120 mila euro. Ma la variabilità è ampia. Tra Comuni diversi, la cifra varia notevolmente, poiché dipende da vari fattori. Il numero di auto bianche in circolazione, se la città è turistica o d’affari e anche le decisioni sulla viabilità influiscono. Ad esempio, zone a traffico limitato (Ztl) chiuse al traffico o ampie zone pedonali senza parcheggi obbligano a un maggiore utilizzo dei taxi. Tutti questi elementi contribuiscono a definire il prezzo.
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Taxi a Roma

Le variabili che determinano quanto costa una licenza taxi

Ma quanto costa davvero una licenza taxi? Ci sono studi, come quelli delle direzioni regionali delle Agenzie delle entrate a Roma e Milano, che offrono indicazioni. Sebbene datati, rappresentano una sorta di riferimento per i tassisti nel valutare la licenza. L’Agenzia indica un minimo di 125 mila euro a Roma, mentre la direzione lombarda stima 115 mila euro per Milano. Gli esperti ritengono che, dopo una rivalutazione, le cifre si attestino intorno ai 140-150 mila euro. Annunci di vendita su forum specifici possono raggiungere richieste vicine ai 180 mila euro.
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Vi sono casi estremi, come Firenze, dove si possono superare anche i 250 mila euro. A Bologna, alcuni annunci online dei tassisti arrivano ai 200 mila euro. Nonostante possano apparire cifre considerevoli, proprio in città come Firenze e Bologna sono i Comuni stessi a stabilire un tetto minimo difficile da infrangere. Nel capoluogo toscano, sono state messe all’asta 70 autorizzazioni, mentre a Bologna 36. Il valore per ciascuna licenza è di 175 mila euro. Queste gare hanno aumentato il numero di taxi in circolazione, permettendo l’ingresso di giovani conducenti e rendendo i colleghi più anziani soddisfatti del nuovo valore minimo imposto dall’amministrazione pubblica.

Il nodo delle licenze a pagamento e le proteste della categoria dei tassisti

Questo è il motivo per cui la categoria insiste con il governo Meloni, ritenuto favorevole ai taxi, affinché il 20% di nuove licenze rilasciate nelle grandi città venga concesso a pagamento. I tassisti più anziani affermano: “Così preserviamo il valore del nostro investimento, che rappresenta per noi la licenza”. Aggiungono: “Si tratta di transazioni su cui noi paghiamo regolarmente imposte e tasse sulle plusvalenze. Il 23%. Ecco perché l’Agenzia delle Entrate è vigile sulle compravendite e i valori“.

È vero che i Comuni otterranno denaro dalle nuove licenze, ma una parte verrà destinata agli autisti e alla categoria. I tassisti possono cedere la licenza quando vanno in pensione o dopo cinque anni di attività. Al momento, però, il mercato è limitato. Nelle grandi città, i trasferimenti di proprietà sono pochi in un anno, nell’ordine di alcune decine.

Grandi città, grandi problemi: i nodi Milano e Roma

Oltre a Firenze e Bologna, la questione coinvolge soprattutto Milano e Roma. Le immagini delle code presso le stazioni ferroviarie Termini e Centrale sono diventate famose in tutto il mondo. Ci sono importanti eventi internazionali in programma, come il Giubileo nel 2025 a Roma e le Olimpiadi Milano-Cortina nel 2026. In prospettiva, c’è anche la gara per l’Expo 2030, in cui Roma è coinvolta.

Uno dei problemi è il trasporto pubblico, incluso il servizio taxi. A Roma ci sono 7.900 licenze, a Milano 4.855. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha deciso di bandire un’asta per mille nuove licenze. Considerando il limite del 20%, saranno un po’ meno. Il prezzo non è stato ancora stabilito e il Comune non offre dettagli. A Napoli ci sono 2.400 taxi bianchi, con licenze dal valore leggermente superiore ai 100 mila euro, mentre a Torino le auto bianche sono poco più di 1.400. Un numero sufficiente per coprire la domanda. Il valore è inferiore ai 100 mila euro. È improbabile che vengano emesse nuove autorizzazioni.

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Strage di Bologna, sul caso De Angelis la rabbia di Meloni https://www.business.it/strage-di-bologna-sul-caso-de-angelis-la-rabbia-di-meloni/ Wed, 09 Aug 2023 08:46:56 +0000 https://www.business.it/?p=125255 Meloni stizzita per il caso strage di Bologna sollevato da De Angelis e i suoi strascichi. Il retroscena della Stampa. “Esistono una verità giudiziaria, un dibattito storico e qualcuno che ha dei dubbi su quelle sentenze“. Questa, riassunta da Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo del partito, doveva essere la linea di Fratelli d’Italia sulla strage di… Read More »Strage di Bologna, sul caso De Angelis la rabbia di Meloni

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Meloni stizzita per il caso strage di Bologna sollevato da De Angelis e i suoi strascichi. Il retroscena della Stampa. “Esistono una verità giudiziaria, un dibattito storico e qualcuno che ha dei dubbi su quelle sentenze“. Questa, riassunta da Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo del partito, doveva essere la linea di Fratelli d’Italia sulla strage di Bologna, secondo le direttive di Giorgia Meloni. E invece dopo il caso scoppiato con De Angelis, e la conferma della fiducia nei suoi confronti da parte del presidente del Lazio, Francesco Rocca, i buoi sono scappati. Che cosa sta succedendo nel partito.
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De Angelis, Rocca, Meloni

La furia di Meloni per il caso strage di Bologna

Giorgia Meloni è infuriata per il caso strage di Bologna. Il primo a rompere le righe dopo l’esternazione di Donzelli è stato Claudio Barbaro, sottosegretario all’Ambiente. Molto influente nel partito, Barbaro sostiene che esprimere la sua idea fosse un “diritto” di De Angelis, in quanto figura istituzionale. Come anche negare la verità giudiziaria sulla strage di Bologna e accusare le più alte cariche dello Stato di veicolare una falsa verità.
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Barbaro non ha esitato a mostrare il suo sostegno. Ha messo un like al lungo post del capo segreteria Ettore De Conciliis, avvocato di Avellino, che difende “il diritto degli uomini liberi di esprimere un dissenso su ogni atto o provvedimento della pubblica autorità”. Questo rappresenta una battaglia di principio, poiché secondo De Conciliis, “ogni pietra usata per attaccare Marcello è una pietra lanciata contro un diritto fondamentale dell’uomo libero”.
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Claudio Barbaro e il like “nero” contro la verità giudiziaria

Un semplice “like” riporta in primo piano la connessione di Barbaro con gli ambienti radicali degli ex terroristi neri. Grazie anche all’azione di Barbaro, nel 2010 Luigi Ciavardini, condannato a trent’anni di reclusione per essere stato coinvolto nella strage di Bologna, ottiene la semilibertà. Barbaro gli offre un lavoro come archivista e centralinista all’Asi (Associazioni sportive sociali italiane), di cui è stato presidente. Inoltre, Barbaro incrocia il percorso di De Conciliis all’Asi. De Conciliis ha presieduto il comitato nelle zone di Avellino, Caserta e Benevento. Secondo Guido Zappavigna, ex estremista nero, Barbaro avrebbe contribuito anche a pagare gli avvocati di Gilberto Cavallini, condannato all’ergastolo per il coinvolgimento nella strage di Bologna. Cavallini è uscito anticipatamente dal carcere nel 2017 grazie a un lavoro ottenuto presso l’associazione Gruppo Idee, fondata da Ciavardini e sua moglie, Germana De Angelis.

Pertanto, emergono di nuovo i legami tra membri di FdI ed ex terroristi neri, dimostrando la vicinanza tra questi due mondi e la presenza di una rete ancora forte. Anche Gianni Alemanno, precedentemente in FdI, è pronto a difendere pubblicamente De Angelis. Nonostante il desiderio di Meloni di distanziarsi da questi legami e trasformare gli ex missini in conservatori moderni, la realtà attuale è ancora quella.

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Strage di Bologna, Rocca ha deciso: “De Angelis resta al suo posto” https://www.business.it/strage-di-bologna-rocca-ha-deciso-de-angelis-resta-al-suo-posto/ Tue, 08 Aug 2023 10:58:46 +0000 https://www.business.it/?p=125201 Dopo la bufera sulla strage di Bologna, Rocca ha deciso di confermare De Angelis al suo posto. In un’intervista il presidente della Regione Lazio, ha dato la notizia. “Ho incontrato Marcello De Angelis ieri, in tarda serata, e dopo lunghe riflessioni e un attento e sincero confronto, ho deciso di non revocargli la fiducia. Pertanto,… Read More »Strage di Bologna, Rocca ha deciso: “De Angelis resta al suo posto”

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Dopo la bufera sulla strage di Bologna, Rocca ha deciso di confermare De Angelis al suo posto. In un’intervista il presidente della Regione Lazio, ha dato la notizia. “Ho incontrato Marcello De Angelis ieri, in tarda serata, e dopo lunghe riflessioni e un attento e sincero confronto, ho deciso di non revocargli la fiducia. Pertanto, manterrà la direzione della Comunicazione Istituzionale in Regione”. Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, ha deciso. De Angelis, il capo della comunicazione del Lazio, resterà al suo posto nonostante le gravi affermazioni negazioniste sulla strage di Bologna. “Dopo una lunga riflessione ho deciso perciò di comprendere e non allontanare una persona sinceramente addolorata e che, indubbiamente, è una valida risorsa per la mia struttura”.
>>>> I tagli al Pnrr penalizzano le città, ecco le più colpite

Marcello De Angelis
Marcello De Angelis

Rocca ha deciso di confermare De Angelis nonostante la bufera sulla strage di Bologna

Nonostante le tesi negazioniste sulla strage di Bologna, il presidente del Lazio, Francesco Rocca, ha deciso di confermare De Angelis. “So bene che, quanto affermato da Marcello De Angelis nei giorni scorsi in relazione alla strage di Bologna, ha offeso e turbato molti, ma il suo è stato un errore dettato da un forte coinvolgimento personale e affettivo a tragiche vicende. Che, tutt’oggi, animano la coscienza e il dibattito politico nazionale. Il mio primo pensiero, in questi giorni, è andato ai familiari delle vittime di Bologna e a quanto una parola sbagliata possa riaprire ferite mai rimarginate”.
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“De Angelis resta al suo posto, ma le sentenze si rispettano”

Marcello De Angelis aveva pubblicato un post di scuse su Facebook senza tuttavia ritrattare la versione sul 2 agosto. “Un punto rilevante su cui ci siamo soffermati a lungo è quello, per me fondamentale, del rispetto delle sentenze”, aggiunge Rocca. “Nella mia vita ho sempre cercato di agire con il massimo rispetto per le opinioni altrui e per la libertà di espressione. Non ho mai censurato nessuno, ho fatto del dialogo il mio faro in qualunque tipo di attività intrapresa e cerco di ascoltare il dolore che si cela anche dietro a un passo falso. Spero che le sue sentite scuse, già espresse sui social, arrivino a tutti quanti con la stessa forza e autenticità che ho percepito io”.

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I tagli al Pnrr penalizzano le città: quali sono le più colpite https://www.business.it/i-tagli-al-pnrr-penalizzano-le-citta-quali-sono-le-piu-colpite/ Tue, 08 Aug 2023 10:35:15 +0000 https://www.business.it/?p=125195 Il taglio del Pnrr penalizza le città, le più colpite. Dopo l’allarme lanciato dall’Anci, l’approfondimento di Openpolis. Raffaele Fitto, ministro per l’attuazione del Pnrr, ha dichiarato di tagliare il finanziamento a 9 misure del Pnrr, il che comporta una riduzione di risorse per oltre 13 miliardi di euro per gli enti locali. Nonostante il ministro… Read More »I tagli al Pnrr penalizzano le città: quali sono le più colpite

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Il taglio del Pnrr penalizza le città, le più colpite. Dopo l’allarme lanciato dall’Anci, l’approfondimento di Openpolis. Raffaele Fitto, ministro per l’attuazione del Pnrr, ha dichiarato di tagliare il finanziamento a 9 misure del Pnrr, il che comporta una riduzione di risorse per oltre 13 miliardi di euro per gli enti locali. Nonostante il ministro abbia assicurato che i fondi per i progetti verranno reperiti da altre fonti, sussistono molte incertezze. A partire dall’effettiva copertura, denunciata dall’Ufficio parlamentare di bilancio.
>>>>> Strage di Bologna, la decisione di Rocca su De Angelis
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Il ministro Fitto nella delicata sessione parlamentare a tema tagli al Pnrr

Ecco il taglio del Pnrr che penalizza le città

Gli enti locali più colpiti dal taglio del Pnrr che penalizza le città. La proposta di revisione del governo prevede un taglio di oltre 13 miliardi di euro per i comuni, con Napoli, Roma e Torino che subirebbero le maggiori conseguenze. Nonostante il governo assicuri che i progetti defiunanziati saranno finanziati con altre risorse, permangono dubbi in merito. Dei 32 interventi problematici che coinvolgono gli enti locali, ben 24 presentano difficoltà. Ci sono state polemiche tra governo e Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) riguardo alle responsabilità.

Per i comuni, sono state definite 6 misure da definanziare, con i tagli più significativi che colpiscono l’edilizia e la rigenerazione urbana. Nella scorsa settimana, il ministro Raffaele Fitto ha presentato al parlamento la proposta di modifica del Pnrr che il governo vuole inviare alla Commissione Europea. Tra le misure che hanno destato più preoccupazione, c’è il definanziamento di ben 9 progetti. Il governo ha giustificato questa scelta sottolineando che molti di questi investimenti finanziano progetti preesistenti, ideati prima dell’avvio del Pnrr e spesso non in linea con i vincoli e i criteri dell’UE. Questi progetti potrebbero anche non essere completati entro il 2026. Tuttavia, questo taglio avrebbe un impatto considerevole sugli enti locali, specialmente comuni e città metropolitane. Nonostante l’assicurazione del governo che i progetti interessati saranno finanziati da altre fonti, questa operazione ha sollevato molte controversie.

Antonio Decaro, presidente Anci e sindaco di Bari

Il governo getta la croce sugli enti locali, ma le cose stanno diversamente

Il governo ha indicato gli enti locali come responsabili dei ritardi nella terza relazione al parlamento. TIl presidente Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha respinto questa accusa, sottolineando le responsabilità delle amministrazioni centrali. Gli enti locali svolgono un ruolo fondamentale nell’attuazione di molti interventi del Pnrr. Devono partecipare a bandi per ottenere risorse, organizzare gare d’appalto e garantire il progresso dei progetti.

Napoli è stata la città più colpita dai tagli, seguita da Roma e Torino. Se la proposta di revisione del governo venisse approvata, oltre 13 miliardi di euro di progetti rischiano di non essere finanziati, fino a quando non verranno reperite altre fonti di finanziamento. La discussione ha evidenziato la necessità di ulteriori informazioni pubbliche sullo stato di avanzamento dei singoli progetti, per una valutazione più chiara del Pnrr. Sono emersi dubbi sulla capacità del governo di reperire le risorse necessarie per questi progetti. Sorgono preoccupazioni anche riguardo alla possibilità che i progetti inizialmente finanziati con il Pnrr si interrompano a causa dei tagli.

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Tassa extraprofitti, il Governo affossa le borse https://www.business.it/tassa-extraprofitti-il-governo-affossa-le-borse/ Tue, 08 Aug 2023 08:13:58 +0000 https://www.business.it/?p=125175 Con la tassa sugli extraprofitti, il governo fa crollare le borse. Le decisioni del governo fanno crollare le banche. La tassa sugli extraprofitti decisa a sorpresa dal Governo Meloni incide immediatamente sui titoli in borsa. Colpite in particolare la Bper che crolla al -11% e il Banco Bpm che registra il -9%, ma vanno in… Read More »Tassa extraprofitti, il Governo affossa le borse

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Con la tassa sugli extraprofitti, il governo fa crollare le borse. Le decisioni del governo fanno crollare le banche. La tassa sugli extraprofitti decisa a sorpresa dal Governo Meloni incide immediatamente sui titoli in borsa. Colpite in particolare la Bper che crolla al -11% e il Banco Bpm che registra il -9%, ma vanno in sofferenza tutte le società quotata a Piazza Affari. Intesa Sanpaolo cede il 7,2%, Unicredit il 5,9%, Mps il 6,4%, Finco il 5,49%, Mediolanum il 4,9%, Mediobanca il 3,37% e Banca Generali il 2,84%.
>>>>> Strage di Bologna, la decisione di Rocca su De Angelis


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Giorgia Meloni

Tassa sugli extraprofitti, il governo fa crollare le borse: come funziona

Ecco perché la tassa sugli extraprofitti è la decisione del governo che fa crollare le borse. È stata la sorpresa del consiglio dei ministri che ha varato gli ultimi due decreti prima della sosta estiva: la tassa sugli extraprofitti realizzati dalle banche grazie ai rialzi dei tassi di interesse. Ma come funzionerà la misura messa a punto dal governo? Il prelievo del 40% scatterà se il margine di interesse registrato nel 2022 “eccede per almeno il 3%” il valore dell’esercizio 2021. Tetto che sale al 6% confrontando il 2023 col 2022.
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Il rialzo dei tassi di interesse ha portato a un aumento significativo degli utili delle banche. I primi cinque grandi istituti di credito (Intesa San Paolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Bper) hanno complessivamente superato i 10,3 miliardi di euro di utili netti nel primo trimestre, con una crescita del 66% rispetto all’anno precedente. Attualmente, coloro che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile da 126 mila euro in 25 anni devono pagare 2.300 euro in più di interessi. Il governo Meloni ha tratto da questi dati la convinzione della necessità di una tassa sugli utili delle banche, con l’obiettivo di sostenere le famiglie in difficoltà con il mutuo prima casa e alimentare il fondo taglia tasse. Questa tassa mira a garantire equità sociale ed è prevista in attesa della riduzione dell’Irpef promessa con la delega fiscale. L’effetto immediato, però, è quello di deprimere ulteriormente l’economia.
>>>>> Tagli al Pnrr, ecco le città più colpite

La nuova norma focalizza l’attenzione sul margine di interesse, sotto la supervisione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. L’imposta, al 40%, sarà suddivisa in due parti. La prima si baserà sulla differenza tra interessi passivi e attivi tra il 2021 e il 2022, con una franchigia del 3%. La seconda parte sarà calcolata sull’eccedenza del 6% maturata tra il 2021 e il 2023. L’imposta non supererà il 25% del patrimonio netto alla chiusura dell’esercizio 2022 e dovrà essere versata entro il 30 giugno 2024, ovvero sei mesi dopo la chiusura dell’esercizio 2023. Tuttavia, questa imposta non sarà deducibile dai redditi né dall’Irap.

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Migranti: ecco perché anche Meloni ha fallito nella gestione https://www.business.it/migranti-ecco-perche-anche-meloni-ha-fallito-nella-gestione/ Mon, 07 Aug 2023 08:29:39 +0000 https://www.business.it/?p=125095 Il fallimento delle politiche migratorie di Meloni. Se dal centrosinistra e dai governi tecnici si è spesso fatto demagogia, le politiche di Salvini nel governo gialloverde prima e quelle dell’attuale gestione Meloni adesso sono fatte di annunci senza conseguenze. Perché il respingimento è un fatto ideologico, mentre le transizioni un fatto epocale che necessiterebbe di… Read More »Migranti: ecco perché anche Meloni ha fallito nella gestione

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Il fallimento delle politiche migratorie di Meloni. Se dal centrosinistra e dai governi tecnici si è spesso fatto demagogia, le politiche di Salvini nel governo gialloverde prima e quelle dell’attuale gestione Meloni adesso sono fatte di annunci senza conseguenze. Perché il respingimento è un fatto ideologico, mentre le transizioni un fatto epocale che necessiterebbe di una cooperazione internazionale progettata e profonda, non di annunci vuoti. L’inchiesta di Repubblica.
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Crisi dei migranti in Tunisia, salta il vertice europeo.
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Migranti, le politiche fallimentari di Meloni

Sui migranti il fallimento delle politiche di Giorgia Meloni. Gli autobus noleggiati dal ministero dell’Interno stanno trasportando mille persone a settimana. Venti autobus, ciascuno con una capacità di 120 persone, portano i migranti alle questure indicate. Questi migranti vengono poi trasferiti ulteriormente, talvolta senza alcun preavviso, e alcuni sono lasciati spaesati su panchine di piazze di piccoli centri, anche di notte. Il sistema disfunzionale messo su da questo governo palesa il suo fallimento nei numeri. Occorre redistribuire cinquantamila richiedenti asilo in due mesi e mezzo, a causa dell’aumento degli sbarchi che si avvicinano a quota centomila.
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Sono incluse anche le quattro Regioni governate dal centrosinistra, che non hanno accettato il commissariamento da parte del prefetto Valerio Valenti, a cui il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha affidato la gestione dell’”emergenza” immigrazione. Il piano di ripartizione dal 1 luglio al 15 settembre, inviato alle prefetture italiane dal Ministero dell’Interno, prevede l’accoglienza di 50.000 richiedenti asilo. Il sistema di accoglienza è al collasso, con numeri tornati a livelli alti (130.000) come nel 2018.

Sistema di accoglienza al collasso

Le quote assegnate alle diverse Regioni si basano su criteri territoriali e demografici. Questo piano è stato oggetto di contestazioni da parte di vari governatori ed è stato sottoposto ai Consigli territoriali dell’immigrazione presieduti dai prefetti e allargati ai sindaci, nel tentativo di trovare strutture per ospitare i migranti. Il decreto Cutro ha riformato il sistema di accoglienza, ma ha creato paradossi. Ad esempio, il sistema Sai (strutture di accoglienza diffuse) ha posti disponibili riservati a coloro che hanno già ottenuto il permesso di soggiorno, mentre i richiedenti asilo sono lasciati in attesa nei centri di accoglienza di medie o grandi dimensioni.

Inoltre, il governo non investe nei corsi di italiano o formazione per i migranti, e quindi vengono sistemati nei centri di accoglienza più grandi, dove ricevono vitto e alloggio fino a quando le commissioni non prendono decisioni sul loro status. In alcuni casi, come a Bologna, i prefetti sono costretti a prendere decisioni drastiche a causa della mancanza di strutture. Il prefetto di Bologna, Attilio Visconti, ha notificato lo sfratto di un centinaio di migranti ospiti nel Cas cittadino da più di un anno, invocando motivi di ordine pubblico. Queste decisioni sono state contestate dalle associazioni e dagli avvocati.

La demagogia della destra di governo e la concretezza dei suoi rappresentanti nei territori

Alcuni governatori e sindaci di centrodestra stanno ora abbracciando il modello di accoglienza diffusa, precedentemente promosso dal centrosinistra. In Veneto, i sindaci di entrambi gli schieramenti hanno stretto un patto per l’accoglienza diffusa, in opposizione ai grandi centri. Diverse Regioni italiane stanno affrontando la sfida dell’accoglienza di un grande numero di migranti. Alcune Regioni, come il Veneto e la Lombardia, hanno un alto numero di ospiti nei centri di accoglienza (Cas), mentre altre, come Sicilia, Calabria e Puglia, sono alle prese con gli hotspot sovraffollati e accolgono molti migranti in modo diffuso.

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“Non mi dimetto”: strage di Bologna, ancora bufera sul portavoce del Lazio https://www.business.it/non-mi-dimetto-strage-di-bologna-ancora-bufera-sul-portavoce-del-lazio/ Mon, 07 Aug 2023 07:43:54 +0000 https://www.business.it/?p=125091 Polemiche sulla strage di Bologna, ancora bufera su Marcello De Angelis, portavoce della Regione Lazio. In occasione del quarantatreesimo anniversario della strage di Bologna, lo scorso 2 agosto, il politico aveva espresso su Facebook il suo rammarico per una verità negata. In sostanza, De Angelis non è d’accordo sulla matrice neofascista dell’attentato, accertata dalla magistratura.… Read More »“Non mi dimetto”: strage di Bologna, ancora bufera sul portavoce del Lazio

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Polemiche sulla strage di Bologna, ancora bufera su Marcello De Angelis, portavoce della Regione Lazio. In occasione del quarantatreesimo anniversario della strage di Bologna, lo scorso 2 agosto, il politico aveva espresso su Facebook il suo rammarico per una verità negata. In sostanza, De Angelis non è d’accordo sulla matrice neofascista dell’attentato, accertata dalla magistratura. “So per certo che con la strage di Bologna non c’entrano nulla Fioravanti, Mambro e Ciavardini. Non è un’opinione: io lo so con assoluta certezza. E in realtà lo sanno tutti: giornalisti, magistrati e ‘cariche istituzionali’. E se io dico la verità, loro – ahimè – mentono”. Così aveva scritto De Angelis, scatenando le ire dell’Anpi, delle altre associazioni di vittime, sconfessando in qualche modo l’intervento del presidente Mattarella e provocando l’intervento di Elly Schlein. Che ha chiesto sia le dimissioni dalla giunta regionale che l’intervento di Meloni. Niente di tutto questo è avvenuto o avverrà. Anzi, De Angelis rincara la dose con un nuovo post su Facebook.
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Da sinistra: Marcello De Angelis, Francesco Rocca (presidente Regione Lazio), Giorgia Meloni

Strage di Bologna, ancora bufera sul portavoce De Angelis

Le frasi sulla strage di Bologna non placano la bufera sul portavoce De Angelis. Al silenzio istituzionale, già prevedibile dopo le dichiarazioni di Giorgia Meloni che “dimenticavano” la menzione della matrice neofascista, ha fatto seguito un nuovo post dell’attuale portavoce della giunta di destra presieduta da Francesco Rocca.
“Come ogni libero cittadino di questa Nazione, ho esercitato il diritto di esprimere la mia opinione su un evento sostanziale della nostra storia, fondata su decenni di inchiesta svolta come giornalista e parlamentare. E certo, non lo nego, animato dalla passione di chi ha avuto un fratello morto, vittima di uno degli accertati depistaggi orditi per impedire l’accertamento della verità, con l’utilizzo della falsa testimonianza del massacratore del Circeo Angelo Izzo. E quindi con il diritto personale e familiare di chiedere di approfondire ogni analisi finché non sia dissipato qualunque dubbio. Ho detto quello che penso senza timore delle conseguenze. Se dovrò pagare per questo e andare sul rogo come Giordano Bruno per aver violato il dogma, ne sono orgoglioso”. De Angelis, ex terrorista nero e cognato dell’ex Nar, Luigi Ciavardini, non risparmia nessuno.
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Solo in tarda serata era arrivata una breve nota del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ricorda appunto le motivazioni personali che animano De Angelis sulla questione. E che ne “valuterà” l’impatto. Nel silenzio delle istituzioni, che di fatto hanno già portato alla carica rappresentativa un ex terrorista.

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Stipendi d’oro, ecco quanto guadagnano (davvero) i politici https://www.business.it/stipendi-doro-ecco-quanto-guadagnano-davvero-i-politici/ Thu, 03 Aug 2023 13:38:37 +0000 https://www.business.it/?p=124955 Caso stipendi d’oro, ecco quanto guadagnano davvero i politici. Dopo il cedolino sventolato ieri da Piero Fassino, che lamenta che i 4700 euro netti mensili siano sì un buono stipendio, ma non uno stipendio eccessivo, l’inchiesta del Sole 24 Ore sui reali guadagni percepiti dai parlamentari italiani. E, soprattutto, il rapporto con lo stipendio medio… Read More »Stipendi d’oro, ecco quanto guadagnano (davvero) i politici

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Caso stipendi d’oro, ecco quanto guadagnano davvero i politici. Dopo il cedolino sventolato ieri da Piero Fassino, che lamenta che i 4700 euro netti mensili siano sì un buono stipendio, ma non uno stipendio eccessivo, l’inchiesta del Sole 24 Ore sui reali guadagni percepiti dai parlamentari italiani. E, soprattutto, il rapporto con lo stipendio medio dei connazionali. Uno squilibrio percepito quanto meno come inopportuno. Se poi il provvedimento bandiera del governo è l’eliminazione del Reddito di cittadinanza, che lascia senza sussidi i meno fortunati.
>>>>>(Video) “Vai a lavorare!” Botta e risposta tra Zaia e un contestatore

Ecco perché il vitalizio dei parlamentari è già in cassaforte

In parlamento diventa un caso quello degli stipendi d’oro, ecco quanto guadagnano davvero i politici italiani

Davvero quelli dei parlamentari italiani sono stipendi d’oro? Ecco quanto guadagnano. Il deputato di lungo corso, Piero Fassino, oggi ritratta: “Parlavo esclusivamente a titolo personale”. Parzialmente, però: “Ho fatto un’operazione di verità. Ho detto ai miei colleghi che quello che percepiamo è lontano dalle cifre spropositate che spesso vengono comunicate”.
Ma siamo davvero sicuri di questo? Prendiamo una massima partorita da uno degli esempi più fulgidi di capitano d’azienda che l’Italia abbia mai avuto: Adriano Olivetti. L’imprenditore piemontese riteneva non si potesse parlare di democrazia e di equità sociale se un imprenditore superasse più di dieci volte lo stipendio di un dipendente. Secondo un recente studio di Milena Gabanelli per il Corriere della Sera, questa sperequazione, sia nelle pubbliche amministrazioni che nelle aziende private, è arrivata a 340 volte lo stipendio di un dipendente.
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Ecco qual è il distacco tra lo stipendio di un parlamentare con quello medio di un italiano. L’Istat fornisce la media annuale lorda di 27 mila euro. Una media, si precisa, inferiore del 12% rispetto a quella dell’Unione europea e del 23% rispetto a quella tedesca. Fassino ci ha regalato la cifra netta di base per un deputato: 4700 euro al mese, per un anno: 56400 euro, netti. Più del doppio di un lavoratore medio. Ma vediamo quali altre somme andrebbero calcolate.

Fassino sventola la cedola con il suo stipendio

Quanto guadagna Piero Fassino

La dichiarazione dei redditi di Fassino è pubblica per la legge sulla Trasparenza. Il suo reddito da lavoro dipendente è di 159.874 euro, a cui si aggiungono altri 16.472 euro di cedolare secca. La sua imposta lorda è di 62.150 euro. L’anno scorso il parlamentare Pd ha elargito donazioni liberali per 4.719 euro e ha usufruito dei bonus edilizi, che il suo partito ha contestato in aula, per la ristrutturazione e l’efficientamento energetico delle sue proprietà immobiliari. Ha beneficiato di crediti d’imposta rispettivamente di 7.893 euro e di 1.282 euro.
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Quanto guadagna davvero un parlamentare

L’indennità netta per un parlamentare si aggira tra i 4.750 e i 5 mila euro al mese. L’importo lordo è di 10.435 euro, sul quale sono effettuate le ritenute previdenziali, assistenziali e fiscali. Per i deputati che svolgono un’altra attività lavorativa, l’importo netto dell’indennità ammonta a circa 4.750 euro, corrispondenti a 9.975 euro lordi.

A queste cifre vanno aggiunte altre voci. La diaria per il soggiorno a Roma, che ammonta a 3500 euro netti al mese, dai quali si scalano 200 euro circa per ogni giorno di assenza dai lavori parlamentari.
Rimborso delle spese per l’esercizio del mandato: 3.690 euro. Sarebbero i rimborsi elettorali, per metà forfettari e per l’altra metà dietro giustificazione (collaboratori e altre spese).

Rimborso per trasporti e viaggi: fino a 3.995 euro a trimestre. Questi rimborsi si aggiungono a ulteriori benefit, come tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima e aerea. Rimborso per le spese telefoniche: 1.200 euro l’anno. Una voce particolare è quella che riguarda l’assistenza sanitaria: i politici godono di un’assistenza sanitaria ad hoc. A titolo contributivo, versano una quota per le spese sanitarie pari a 500 euro annui.

Esiste, poi, un fondo specifico per il termine del mandato, in cui i parlamentari versano 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve un assegno che corrisponde all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo, o frazione non inferiore ai sei mesi.

L’indennità parlamentare è prevista dall’articolo 69 della Costituzione, “a garanzia del libero svolgimento del mandato elettivo”. Gli Uffici di presidenza delle Camere determinano l’ammontare dell’indennità mensile. La Camera dei deputati calcola che in assenza delle riduzioni e delle sospensioni l’importo dell’indennità parlamentare sarebbe di 16.393,12 euro.

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Strage di Bologna, bufera su Meloni: rifiuta la matrice “neofascista” https://www.business.it/strage-di-bologna-bufera-su-meloni-rifiuta-la-matrice-neofascista/ Wed, 02 Aug 2023 11:02:17 +0000 https://www.business.it/?p=124877 Sulla strage di Bologna bufera su Meloni, che rifiuta la matrice “neofascista“. La presidente del Consiglio, insieme al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, si rifiuta di nominare la matrice “neofascista”, parlando soltanto di “atto terroristico”. Oggi, 2 agosto, ricorrono i quarantatré anni dal sanguinoso evento che costò la vita a ottantacinque persone. Per i due… Read More »Strage di Bologna, bufera su Meloni: rifiuta la matrice “neofascista”

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Sulla strage di Bologna bufera su Meloni, che rifiuta la matrice “neofascista“. La presidente del Consiglio, insieme al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, si rifiuta di nominare la matrice “neofascista”, parlando soltanto di “atto terroristico”. Oggi, 2 agosto, ricorrono i quarantatré anni dal sanguinoso evento che costò la vita a ottantacinque persone. Per i due rappresentanti dello Stato non esiste il sottostrato ideologico che ha mosso il braccio degli attentatori. Non è un’omissione casuale, che fa eco alla posizione di Forza Italia. Il partito guidato da Tajani ha chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla strage. Secondo l’opposizione l’obiettivo dell’insediamento sarebbe quello di modificare la verità storica sull’evento.
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L’orologio della stazione di Bologna, fermo all’ora della strage del 2 agosto 1980

Matrice della strage di Bologna, bufera su Meloni

La matrice neofascista della strage di Bologna, bufera su Meloni che non riconosce l’ispirazione ideologica dell’attentato. Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale dell’Anpi, ha emesso un comunicato di forte indignazione. “Oggi è il giorno del commosso ricordo delle vittime della strage di Bologna. La magistratura ha accertato le responsabilità dei neofascisti e l’intreccio di poteri occulti dietro quella strage. Eppure sono ancora in corso, in particolare da parte di dirigenti di Fratelli d’Italia, tentativi di negazionismo e più in generale manovre per riscrivere la storia del decennio delle stragi nere. Negli anni scorsi Giorgia Meloni ha più volte messo in discussione le verità accertate dalla magistratura. Oggi è presidente del Consiglio. La sua ambiguità non è più tollerabile”.

Ignazio La Russa, quello che ha i busti di Mussolini in casa, ma ricopre la seconda carica dello stato, persino lui ha dichiarato: “la definitiva verità giudiziaria che ha attribuito alla matrice neofascista la responsabilità di questa strage“. Meloni, però, non parla di fascismo. Il suo messaggio di commemorazione non vi si riferisce. “Il 2 agosto 1980 il terrorismo ha sferrato all’Italia e al suo popolo uno dei suoi colpi più feroci. Sono trascorsi 43 anni ma, nel cuore e nella coscienza della Nazione, risuona ancora con tutta la sua forza la violenza di quella terribile esplosione, che disintegrò la stazione di Bologna e uccise 85 persone e ne ferì oltre duecento”. La presidente si è poi rivolta alla “tenacia” dei famigliari delle vittime, invero piuttosto indignati, nella “ricerca della verità”. E poi fa l’ennesimo appoggio al suo governo, per aver “accelerato e velocizzato il versamento degli atti declassificati”, processo peraltro già avviato dal governo Renzi.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva già dichiarato, questa mattina: “La matrice neofascista della strage è stata accertata nei processi e sono venute alla luce coperture e ignobili depistaggi, cui hanno partecipato associazioni segrete e agenti infedeli di apparati dello Stato”.

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Benzina, obbligo di esposizione prezzi medi: ecco dove costa di più https://www.business.it/benzina-obbligo-di-esposizione-prezzi-medi-ecco-dove-costa-di-piu/ Tue, 01 Aug 2023 09:39:32 +0000 https://www.business.it/?p=124768 Obbligo esposizione prezzi medi benzina: ecco dove si spende di più. Da oggi, 1 agosto, scatta l’obbligo dell’esposizione dei prezzi medi del carburante anche nei distributori di benzina. La misura entra in vigore da oggi. L’aveva prevista il Ministero per il Made in Italy (Mimit), dove Mister Prezzi, cioè il garante Benedetto Mineo, incita alla… Read More »Benzina, obbligo di esposizione prezzi medi: ecco dove costa di più

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Obbligo esposizione prezzi medi benzina: ecco dove si spende di più. Da oggi, 1 agosto, scatta l’obbligo dell’esposizione dei prezzi medi del carburante anche nei distributori di benzina. La misura entra in vigore da oggi. L’aveva prevista il Ministero per il Made in Italy (Mimit), dove Mister Prezzi, cioè il garante Benedetto Mineo, incita alla trasparenza. Mineo, comunque, ha assicurato: “registriamo che non ci sono speculazioni“. Però c’è un certo squilibrio, dovuto soprattutto al mercato, che insegue l’esodo dei viaggiatori in ferie. Ecco dove la benzina costa di più e perché.
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Il traffico per gli spostamenti incide sul mercato dei carburanti

Scatta l’obbligo di esposizione dei prezzi medi dei carburanti: dove si spende di più

Da oggi scatta l’obbligo di esposizione dei prezzi medi sui carburanti: ecco dove si spende di più e dove meno. I prezzi medi nazionali: il self-service in autostrada è di 1,984 euro al litro per la benzina e di 1,854 euro al litro per il diesel. I prezzi più alti della benzina verde sono quelli della Provincia autonoma di Bolzano a 1,945 euro a litro e della Puglia a 1,943 euro. Sotto la soglia di 1,9 euro le Marche a 1,892 e il Veneto a 1,898. Una misura che, dunque, sembra seguire le rotte delle ferie in Italia. E che nulla ha a che vedere, dunque, con le crisi internazionali.

Dal 1 agosto l’obbligo di esposizione dei doppi prezzi

L’opposizione delle associazioni di categoria e le sanzioni

La misura del Mimit era stata inserita nel decreto benzina di inizio anno, ma aveva incontrato l’opposizione degli operatori del settore. La lobby si era rivolta al Tar, che però ha dato ragione al governo. La legge prevede che il prezzo medio verrà calcolato dal ministero facendo riferimento alle medie aritmetiche su base regionale per gli impianti sulle reti ordinarie e nazionale per le autostrade.

L’obbligo di trasparenza, però, potrebbe essere temporaneo. I lobbisti dei carburanti hanno infatti annunciato il ricorso al Consiglio di Stato. Fegica e Figisc si dicono determinati a tutelare, “in ogni sede, i legittimi diritti di una categoria che non ha nessuna possibilità di incidere sul prezzo finale dei carburanti”. Le due associazioni continuano a sostenere che il cartello del prezzo medio “non porterà alcun vantaggio ai consumatori”, essendo peraltro incompatibile con le norme sulla concorrenza.

Per il momento, comunque, chi non espone il doppio prezzo rischia di incorrere in una sanzione tra i 200 e i 2000 euro.

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Reddito di cittadinanza, è il caos: il Governo dimentica anche chi ne ha diritto https://www.business.it/reddito-di-cittadinanza-e-il-caos-il-governo-dimentica-anche-chi-ne-ha-diritto/ Tue, 01 Aug 2023 08:48:51 +0000 https://www.business.it/?p=124757 Errori e disguidi sul reddito di cittadinanza. Nonostante l’annuncio dell’eliminazione della misura di contrasto alla povertà abbia più di otto mesi, il governo non è riuscito a evitare il caos. Non c’è solo il rischio della rabbia sociale che sta montando da parte di chi ha perso il diritto alla ricezione. Sembra, infatti, che una… Read More »Reddito di cittadinanza, è il caos: il Governo dimentica anche chi ne ha diritto

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Errori e disguidi sul reddito di cittadinanza. Nonostante l’annuncio dell’eliminazione della misura di contrasto alla povertà abbia più di otto mesi, il governo non è riuscito a evitare il caos. Non c’è solo il rischio della rabbia sociale che sta montando da parte di chi ha perso il diritto alla ricezione. Sembra, infatti, che una serie di errori sui dati lascerà senza sostegno anche chi dovrebbe percepire il reddito, nella forma originaria e in altre forme. L’opposizione si solleva con Conte, Schlein e Landini. Cosa sta succedendo.
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Caos sul reddito di cittadinanza
Stop al Reddito di cittadinanza, via al caos

Serie di errori e disguidi sul reddito di cittadinanza: cosa succede

Perché regna il caos sulla misura-bandiera del governo. Una serie di errori e disguidi sul reddito di cittadinanza. Sono 170 mila le famiglie che sarebbero dovute passare da oggi, 1 agosto, dalla percezione del reddito all’Assegno unico per i figli. Sono 224 mila le persone lasciate nel limbo, con le relative spese. Tra coloro che hanno ricevuto sul proprio cellulare il messaggio di testo sulla cessazione del rdc, infatti, ci sono anche i genitori di figli tra i 18 e i 21 anni. Costoro dovranno presentare di nuovo la domanda per continuare a percepire l’assegno unico. Se non lo faranno, si vedranno sospendere anche questo tipo di sussidio. Soltanto che ancora non lo sanno. Nessuno, infatti, ha detto loro nulla.
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Reddito di cittadinanza, a rischio anche i percettori dell’Assegno di inclusione

Non c’è solo il pasticcio dell’Assegno unico per i genitori, ma anche quello che riguarda il traghettamento degli “inoccupabili” verso il nuovo Assegno d’inclusione. Dopo gli annunci trionfali fatti otto mesi fa sull’avvio della misura dal primo agosto 2023, la realtà è un’altra. Se n’è accorta l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (l’Anci). Si sono verificati “errori di trasmissione sui dati dei fragili”. E questo provocherà “uno scarto temporale tra la cessazione del ricevimento dell’rdc e quello dell’Assegno di inclusione”. L’assegno dovrebbe essere riassegnato retroattivamente dopo gli accertamenti. Che potevano essere svolti mentre il governo sparava i botti per la misura-bandiera. E invece creeranno un ulteriore intasamento sull’Inps e sui Comuni, cui Meloni ha scaricato la responsabilità del tutto.

Mentre i tempi si dilatano, l’incertezza aumenta, cresce la pressione sulle istituzioni locali e la conseguente tensione su chi si è visto abbandonato dopo qualche anno di respiro. Fioccano le proroghe al 31 ottobre, ma non si sa cosa accadrà effettivamente agli aventi diritto.

L’opposizione in rivolta: “Furore ideologico sulla pelle dei più deboli”

Una misura che andava studiata nei minimi dettagli, e c’è stato tutto il tempo, cade come una valanga sulle spalle dei più fragili. Si levano gli strali dai banchi dell’opposizione. Tra chi ne ha ampio diritto, come Giuseppe Conte, leader del Movimento cinque stelle che aveva voluto il reddito di cittadinanza. Ma anche da chi spesso l’ha avversato, come il Partito democratico, che però ha ora una guida più vicina alla tutela dei più poveri.

Il pentastellato Riccardo Ricciardi, sbotta: “Eravate pronti per questo, per una macelleria sociale? Non vi rendete conto che la miseria è una tragedia, una roba vergognosa e lo avete fatto per furore ideologico, per colpire il M5s ma avete puntato a milioni di persone”.

Giuseppe Conte ha chiesto una riunione immediata del consiglio dei ministri. “La decisione del governo di interrompere da un giorno all’altro il sostegno alla fasce della popolazione più in difficoltà sta provocando un disastro annunciato. Bastava il buon senso a prevenire. Questa guerra ai poveri, anziché alla povertà, sta provocando anche un grave danno all’economia del Paese. Confesercenti certifica in un miliardo di euro all’anno il danno a imprenditori e commercianti, perché questi sono soldi che entravano direttamente nel circuito dei consumi. Abbiamo invitato il governo, anche se ci rendiamo conto che sono per loro già dei giorni estivi, a convocare immediatamente un Consiglio dei ministri per provvedere subito a porre rimedio a queste decisioni sciagurate”.

Schlein e Landini: “Il governo fa cassa sui poveri”

Elly Schlein richiama la maggioranza a un confronto. “Chiediamo al governo di venire a riferire al più presto perché è incredibile non solo che abbiano deciso di fare la guerra ai poveri, ma anche che non abbiano preparato minimamente questi passaggi accompagnando con una corretta informazione e dando sostegno alle misure che devono essere messe in campo di supporto. Il governo ha scelto di dichiarare guerra ai poveri anziché fare la guerra alla povertà. C’è grande cinismo e brutalità nell’sms arrivato a 169mila famiglie informandole che non avrebbero avuto più nessun supporto contro la povertà. La povertà non si sceglie, la povertà non è una colpa ma frutto di politiche sociali sbagliate e servono risposte che in questo momento il governo di Giorgia Meloni sta scaricando sui comuni, peraltro definanziati perché la stessa manovra che ha cancellato il Reddito di cittadinanza non ha messo risorse sui comuni, con i servizi sociali in grande difficoltà, scaricando sugli assistenti sociali. Non è accettabile”.

Maurizio Landini, leader della Cgil, accusa. “Il governo fa cassa sui più poveri, ha tagliato il Reddito e due giorni fa il Parlamento ha votato un’altra sanatoria fiscale. Dello stop al Reddito si parla da 7 mesi e oggi scopriamo che non hanno predisposto nulla, scaricano sui Comuni e raccontano balle”.

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Governo spaccato sul concorso esterno https://www.business.it/governo-spaccato-sul-concorso-esterno/ Thu, 13 Jul 2023 17:47:32 +0000 https://www.business.it/?p=123476 Concorso esterno, governo spaccato. Il Guardasigilli Carlo Nordio si è espresso con durezza sulla necessità di modificare il reato: “È evanescente, un ossimoro. Va rimodulato”. Nordio si è attirato le critiche anche dei famigliari di Giovanni Falcone. Ora è il braccio destro di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, Alfredo Mantovano, a intervenire per ripristinare l’ordine… Read More »Governo spaccato sul concorso esterno

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Concorso esterno, governo spaccato. Il Guardasigilli Carlo Nordio si è espresso con durezza sulla necessità di modificare il reato: “È evanescente, un ossimoro. Va rimodulato”. Nordio si è attirato le critiche anche dei famigliari di Giovanni Falcone. Ora è il braccio destro di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, Alfredo Mantovano, a intervenire per ripristinare l’ordine e frenare le intenzioni del ministro. “La modifica del reato di concorso esterno in associazione mafiosa non è in discussione, il governo non farà passi indietro nella lotta alla criminalità organizzata. Ci sono altre priorità“.
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Carlo Nordio

Il governo spaccato sull’abolizione del concorso esterno in associazione mafiosa

Bufera sul governo spaccato sul concorso esterno. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha rilasciato un’intervista ad Askanews.it.Non aprirei altre discussioni, la giurisprudenza sul concorso esterno è stabilita“, mentre è importante prestare attenzione alla “recentissima” sentenza della Corte di Cassazione che “mette in discussione il concetto di criminalità organizzata”. “Affronterei i problemi derivanti dalla giurisprudenza odierna” e “sforzerei di rendere sempre più chiara e incontrovertibile la lotta contro la criminalità mafiosa. C’è una recentissima sentenza della Corte di Cassazione che mette in discussione il concetto di criminalità organizzata. Mettere in discussione questa nozione significa creare allarmi nel sistema in quanto ci sono aggravanti speciali, benefici penitenziari, pene e così via. Probabilmente le Sezioni Unite interverranno perché la sentenza è un po’ discorde rispetto a quanto era stabilito, ma prima che intervengano le Sezioni Unite, nel frattempo, c’è una notevole confusione nell’applicazione delle norme nei tribunali. Pertanto, mi concentrerei di più su questo e non riaprirei altre questioni”.

Le proteste dei famigliari di Falcone e Borsellino

Il caso ha generato polemiche e allarmi, specialmente tra i familiari delle vittime di mafia. “Un affronto alla memoria e al lavoro di Giovanni Falcone. Una tomba per la lotta alla mafia“, commenta Maria, la sorella del giudice ucciso a Capaci. Anche Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, critica la situazione. “Smantellare il concorso esterno in associazione mafiosa, come annunciato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, significa apertamente negare la legislazione voluta da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, osserva il fratello del magistrato ucciso con gli agenti di scorta il 19 luglio 1992. “Depotenziare il concorso esterno vuol dire colpire i nostri martiri, quelli che il governo di destra dice di voler commemorare. E questo è l’ennesimo segnale di un gravissimo attacco all’indipendenza della magistratura e alla ricerca della verità”.

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Sondaggi politici: Giorgia Meloni cala ancora.

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Crisi delle materie prime, il ministro Urso: riaprire le miniere italiane https://www.business.it/crisi-delle-materie-prime-il-ministro-urso-riaprire-le-miniere-italiane/ Thu, 13 Jul 2023 14:32:03 +0000 https://www.business.it/?p=123452 L’Italia riaprirà le miniere contro la crisi delle materie prime. Il tutto dovrà accadere entro la fine dell’anno. Le materie prime critiche necessarie alla transizione energetica, secondo Adolfo Urso, ministro per le Imprese e il Made in Italy, si devono estrarre nel Paese. Il ministro ha annunciato questa decisione durante la presentazione del nuovo think… Read More »Crisi delle materie prime, il ministro Urso: riaprire le miniere italiane

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L’Italia riaprirà le miniere contro la crisi delle materie prime. Il tutto dovrà accadere entro la fine dell’anno. Le materie prime critiche necessarie alla transizione energetica, secondo Adolfo Urso, ministro per le Imprese e il Made in Italy, si devono estrarre nel Paese. Il ministro ha annunciato questa decisione durante la presentazione del nuovo think tank dell’Università Luiss sui temi europei a Roma. Urso ha affermato che entro fine anno saranno chiari tutti gli aspetti normativi europei e italiani, nonché le potenzialità del territorio nazionale. A quel punto, le imprese saranno in grado di presentare i loro progetti.
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La denuncia del presidente del Copasir
Adolfo Urso

Crisi delle materie prime, l’Italia riaprirà le miniere

Il ministro Urso asserisce che l’Italia riaprirà le miniere entro fine anno per far fronte alla crisi delle materie prime. Negli ultimi mesi, il ministero di Urso e quello guidato da Gilberto Pichetto Fratin, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, hanno avviato un tavolo di lavoro. L’obiettivo è quello di mappare il sottosuolo italiano. Dai primi risultati, sembra che l’Italia possieda 16 delle 34 materie prime considerate “critiche” dall’Unione Europea. Queste includono il litio dei Campi Flegrei in Campania, il cobalto di Punta Corna in Piemonte, il rame della Liguria, lo zinco di Bergamo e le terre rare della Sardegna. Il governo ha istituito un fondo da un miliardo di euro per sostenere questi progetti e mira a raccogliere manifestazioni di interesse anche da parte di investitori stranieri.
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Le mappe di estrazione in Italia

Le mappe dei siti di estrazione in Italia sono state aggiornate per l’ultima volta oltre 30 anni fa. Durante un’audizione al Senato, Urso ha dichiarato che il potenziale delle materie prime critiche presenti nel sottosuolo italiano non deve essere trascurato. Attualmente, l’Italia non svolge attività mineraria, ma Urso ritiene che sia necessario investire e riattivare queste potenzialità. La proposta di regolamento dell’Unione Europea richiede la riapertura delle miniere e uno sforzo interno di investimenti per recuperare capacità tecnologica. Urso considera questa sfida come un’opportunità.

Per sfruttare il potenziale minerario italiano e non perdere l’opportunità della transizione energetica, il governo sta puntando sulla semplificazione burocratica e sullo snellimento delle autorizzazioni. Urso ha precisato che i progetti minerari avranno un limite di due anni per le autorizzazioni di estrazione. Un anno per la raffinazione. In Europa ci vogliono 15 anni per ottenere l’autorizzazione all’estrazione mineraria, mentre negli Stati Uniti ci vogliono 7 anni, in Canada 2 anni e in Cina solo 3 mesi.

Oltre all’aumento delle estrazioni, l’Unione Europea ha suggerito altre due vie: stringere nuove partnership con i principali paesi produttori e investire nel riciclo. Riguardo al primo punto, la Commissione Europea ha lanciato varie iniziative. Tra queste il Global Gateway, per garantire l’approvvigionamento delle materie prime necessarie. Il governo italiano sta pensando di concentrarsi principalmente sul riciclo. Urso ha dichiarato che l’obiettivo dell’Italia è diventare il leader europeo nel riciclo di materie prime critiche, raggiungendo il 20% di riciclo entro il 2030. Secondo le stime del governo, entro il 2040 il riciclo potrebbe soddisfare quasi un terzo del fabbisogno italiano di queste 34 materie prime indispensabili per la transizione energetica. Questa strategia, insieme alla riapertura delle miniere, potrebbe evitare future dipendenze dall’estero.

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Fazio spiega perché ha lasciato la Rai.
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Ucraina, Mosca torna a minacciare la guerra nucleare https://www.business.it/ucraina-mosca-torna-a-minacciare-la-guerra-nucleare/ Thu, 13 Jul 2023 13:25:38 +0000 https://www.business.it/?p=123446 La Russia minaccia la guerra nucleare. “Il fatto stesso della comparsa in Ucraina di caccia F-16 in grado di trasportare armi nucleari sarà considerato dalla Russia come una minaccia dall’Occidente in ambito nucleare”. Il ministro russo degli Esteri, Sergei Lavrov, torna sullo spauracchio della guerra atomica. Le sue affermazioni sono state diffuse in un’intervista al… Read More »Ucraina, Mosca torna a minacciare la guerra nucleare

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La Russia minaccia la guerra nucleare. “Il fatto stesso della comparsa in Ucraina di caccia F-16 in grado di trasportare armi nucleari sarà considerato dalla Russia come una minaccia dall’Occidente in ambito nucleare”. Il ministro russo degli Esteri, Sergei Lavrov, torna sullo spauracchio della guerra atomica. Le sue affermazioni sono state diffuse in un’intervista al quotidiano Lenta.ru e rilanciata dall’agenzia Tass.
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Sergei Lavrov

Con Lavrov la Russia minaccia la guerra nucleare

Ecco perché la Russia minaccia la guerra nucleare. “Un esempio di sviluppo estremamente pericoloso è il piano degli Stati Uniti di trasferire aerei da combattimento F-16 al regime di Kiev. Abbiamo informato le potenze nucleari di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia che la Russia non può ignorare la capacità di questi aerei di trasportare armi nucleari. L’Ucraina sarà considerata da noi come una minaccia dall’Occidente nella sfera nucleare”. Non lascia spazio a interpretazioni, Lavrov. Secondo il ministro degli Esteri russo, gli Stati Uniti e i suoi satelliti nella Nato creano il rischio di uno scontro armato diretto con la Russia. Un pericolo che porterebbe a “conseguenze catastrofiche”. In Occidente, secondo Lavrov, “stanno intraprendendo azioni che costringono ripetutamente la Russia a sottolineare i rischi di natura strategica, che sono generati da un’aggressiva politica anti-russa”.

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Fabio Fazio rivela: “Non mi hanno cacciato dalla Rai, ecco perché ho scelto di cambiare” https://www.business.it/fabio-fazio-rivela-non-mi-hanno-cacciato-dalla-rai-ecco-perche-ho-scelto-di-cambiare/ Thu, 13 Jul 2023 12:52:52 +0000 https://www.business.it/?p=123431 Il conduttore Fabio Fazio spiega perché ha lasciato la Rai. Durante la presentazione dei palinsesti di Warner Bros Discovery, il conduttore, che ha concluso la sua esperienza in Rai con Che tempo che fa, ha espresso gratitudine ai suoi nuovi colleghi per avergli offerto questa seconda possibilità di rinascita. Ha osservato che, nonostante i suoi… Read More »Fabio Fazio rivela: “Non mi hanno cacciato dalla Rai, ecco perché ho scelto di cambiare”

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Il conduttore Fabio Fazio spiega perché ha lasciato la Rai. Durante la presentazione dei palinsesti di Warner Bros Discovery, il conduttore, che ha concluso la sua esperienza in Rai con Che tempo che fa, ha espresso gratitudine ai suoi nuovi colleghi per avergli offerto questa seconda possibilità di rinascita. Ha osservato che, nonostante i suoi 40 anni di televisione, rinascere rappresenta il regalo più bello che si possa ricevere, sottolineando che l’opportunità di affrontare una nuova sfida non è scontata. “Penso sinceramente che l’ingrediente fondamentale per fare televisione sia essere liberi“. Una stoccata al governo e poi la carota: “Non ho mai detto che ci hanno cacciato. Non ho mai usato il sostantivo ‘epurazione’. Non siamo stati in alcun modo cacciati”.
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Fabio Fazio

“Non siamo stati cacciati, abbiamo scelto di andare via”: Fazio spiega perché ha lasciato la Rai

Lo showman di successo, Fabio Fazio, spiega perché ha lasciato la Rai. “Non ho mai detto che ci hanno cacciato. Non ho mai usato il sostantivo ‘epurazione’. Non siamo stati in alcun modo cacciati”. Anzi, spiega Fazio: “l’interlocuzione non si è mai fermata, perché quando c’è un contratto in scadenza, ci sono interlocuzioni assidue, ma se non arrivano a qualcosa, significa che non dovevano arrivare a niente. Se dopo mesi non succede niente e non arrivano risposte, uno legittimamente pensa di proseguire il suo lavoro altrove al meglio e che questo sia il luogo migliore, penso sia evidente. Però non siamo scappati di notte come ladri”.
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Fabio Fazio Francesco Specchia

Alla presentazione dei palinsesti Discovery, Fazio accompagnato da Luciana Litizzetto

Durante la presentazione dei palinsesti, sul palco insieme a Luciana Littizzetto, il conduttore ha sottolineato che nel nuovo gruppo editoriale “ci vogliono bene”. Interviene come sempre a gamba tesa: “Più che altro ci vogliono”. Ma dei 40 anni in Rai “non mi lascio nulla alle spalle, perché mi lascio tutto dentro. Come faccio a dire che è alle spalle la mia vita?. Non sentirete mai una parola contro la Rai, non perché è il piatto in cui ho mangiato ma perché è il piatto che ho cucinato”.

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Caso Santanché, Giorgia Meloni: “Questa vicenda non è normale” https://www.business.it/caso-santanche-giorgia-meloni-questa-vicenda-non-e-normale/ Wed, 12 Jul 2023 17:36:34 +0000 https://www.business.it/?p=123370 Giorgia Meloni sul caso Santanché. Ai margini della conferenza di chiusura del vertice di Vlinius, Meloni si sofferma sulla vicenda della ministra del Turismo. “Un avviso di garanzia non determina le dimissioni di un ministro, a maggior ragione con queste modalità. La questione del ministro Santanchè non è invece una questione politica, nel senso che… Read More »Caso Santanché, Giorgia Meloni: “Questa vicenda non è normale”

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Giorgia Meloni sul caso Santanché. Ai margini della conferenza di chiusura del vertice di Vlinius, Meloni si sofferma sulla vicenda della ministra del Turismo.Un avviso di garanzia non determina le dimissioni di un ministro, a maggior ragione con queste modalità. La questione del ministro Santanchè non è invece una questione politica, nel senso che è una questione extra politica che riguarda la sua attività, il suo ruolo non di ministro -che tra l’altro sta, secondo me, svolgendo molto bene – ma una questione molto complessa che va vista nel merito. Quando il merito sarà complessivamente conosciuto, ma credo anche che il merito competa alle aule di tribunale non alle trasmissioni televisive“. E si sofferma su quella che per lei è l’anomalia della questione.
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Santanchè Report Meloni dimissioni
Giorgia Meloni e Daniela Santanché

Meloni sul caso Santanché: “Vicenda anomala”

Perché Meloni si sofferma sul caso Santanché. Nella rarissima conferenza stampa, dettata più che altro dal contesto istituzionale del vertice Nato in Lettonia, la presidente del Consiglio concede alcune battute sulle recenti vicende. Per Meloni, “l’anomalia nella vicenda del ministro Santanchè sta nel fatto che al ministro non viene notificata l’indagine, ma la stessa indagine viene notificata da un quotidiano nel giorno in cui il ministro Santanchè va a riferire in Aula. Io non penso che questo sia normale. Chiedo a voi se pensiate che sia normale, perché se fosse normale noi avremo un problema vero in tema di Stato di diritto. Questa è la questione che io ho posto, non è nel merito: il merito si vedrà, si valuterà quando si conoscerà nella sua complessità. Ma sul piano della procedura qualcosa non funziona. Il problema è che quando qualcosa non funziona sul piano della procedura diventa anche più difficile valutare serenamente il merito. Quando la questione diventa politica, perché si ritrova su un quotidiano che peraltro diciamo proprietà di un imprenditore che secondo me non è esattamente nella posizione di fare una morale sui debiti, bé qualcosa non funziona e quindi io segnalo un problema di procedura, okay?”.

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Conferenza di Meloni: “Ecco cosa penso di La Russa e della magistratura” https://www.business.it/conferenza-di-meloni-ecco-cosa-penso-di-la-russa-e-della-magistratura/ Wed, 12 Jul 2023 15:22:56 +0000 https://www.business.it/?p=123347 Meloni contro La Russa. La presidente del Consiglio, come di consueto, non si concede alle conferenze stampa nostrane, ma assume l’atteggiamento istituzionale in chiusura del vertice internazionale di turno. Questa volta in conclusione del tavolo degli alleati Nato a Vlinius, capitale della Lituania. “Ho letto cose curiose in questi giorni. Non c’è, dal mio punto… Read More »Conferenza di Meloni: “Ecco cosa penso di La Russa e della magistratura”

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Meloni contro La Russa. La presidente del Consiglio, come di consueto, non si concede alle conferenze stampa nostrane, ma assume l’atteggiamento istituzionale in chiusura del vertice internazionale di turno. Questa volta in conclusione del tavolo degli alleati Nato a Vlinius, capitale della Lituania. “Ho letto cose curiose in questi giorni. Non c’è, dal mio punto di vista, alcun conflitto con la magistratura. Chi confida nel ritorno dello scontro tra politica e magistratura credo che rimarrà deluso”. Bisogna vedere se è così anche per la magistratura. Com’era logico, Meloni si sofferma più che altro sulle questioni internazionali, ma questa volta non può schivare domande sugli scandali legati a Santanché, Delmastro e La Russa. Che chiosa velocemente. “Lo capisco come padre, ma io non sarei intervenuta”.
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Ignazio e Leonardo La Russa

Giorgia Meloni contro La Russa: “Io non sarei intervenuta”

La presidente Meloni contro La Russa: “Lo capisco come padre, ma io non sarei intervenuta. Solidarizzo con la ragazza”. Torna, poi sulle questioni della giustizia. “Rafforzare la terzietà del giudice è un modo per aggredire la magistratura? Non sono d’accordo, così si garantisce la maggiore efficienza della magistratura. Qual è il nesso tra una polemica che nasce su un fatto specifico e la separazione delle carriere? Le due cose non sono legate. Si rischia di scivolare su un dibattito che non aiuta. Consiglio prudenza. Sono due materie completamente diverse”. La breve parentesi interna si chiude qui, prima di riaprire il dossier internazionale.
>>>>> Meloni sul caso Santanché: “Vicenda anomala”

Giorgia Meloni

La necessaria compattezza della Nato

“Senza l’unità dell’Alleanza atlantica nessun Paese è al sicuro”. Giorgia Meloni ribadisce che la parte più efficace del vertice riguarda proprio i temi della difesa e della deterrenza. “Sono state prese decisioni all’altezza dei tempi difficili dettati dalla guerra in Ucraina: il segretario Stoltenberg anche per la proroga del suo mandato che racconta l’eccezionalità del momento, ma anche di una leadership ferma ed equilibrata”. “Sono stata invitata da Biden alla Casa Bianca, il 27 luglio”.

“L’Italia ha sostenuto e sostiene gli adattamenti in corso, come dimostrano i contributi sul fianco orientale e nel Mediterraneo e che sono stati anche rivendicati. Abbiamo rivendicato il ruolo dell’alleanza e abbiamo anche chiesto maggiore attenzione nei confronti del fianco Sud”. Questo perché “la guerra in Ucraina ha avuto pesanti ripercussioni soprattutto su Paesi in via di sviluppo come quelli dell’Africa. Sono conseguenze che creano instabilità, in cui si s’inseriscono spoiler esterni e fondamentalismi”.

Il nodo della guerra in Ucraina

Sull’ingresso dell’Ucraina nella Nato, la presidente del Consiglio non ha fretta. “Passi in avanti importanti per il futuro accesso dell’Ucraina nella Nato. È stato snellito il percorso di adesione, pur ribadendo che l’Ucraina entrerà nella Nato quando le condizioni lo permetteranno”. “Continuiamo a lavorare per favorire le condizioni negoziali che portino ad una pace giusta, duratura e globale in Ucraina. Senza adeguate condizioni di garanzia per l’Ucraina è più difficile arrivare alla pace, visto che sappiamo che spesso la Russia ha violato i patti sottoscritti. Servono le condizioni di garanzia”. “L’Italia ospiterà il G7 nel 2024 e vuole giocare un ruolo di primo piano anche sul tema della ricostruzione per scommettere su un futuro di pace, libertà e benessere”.

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Zelensky a Vilnius: “Rispetto per l’Ucraina, con noi Nato più forte” https://www.business.it/zelensky-contro-la-nato-inaudito-non-aver-stabilito-neanche-un-calendario/ Tue, 11 Jul 2023 15:41:34 +0000 https://www.business.it/?p=123238 Zelensky contro la Nato. “È inaudito e assurdo che non ci sia un calendario né per l’invito né per l’adesione dell’Ucraina alla Nato e che si aggiungano strane formulazioni sulle condizioni anche solo per l’invito”. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, esterna il suo pensiero sul suo canale Telegram. Le parole seguono la chiusura di Joe… Read More »Zelensky a Vilnius: “Rispetto per l’Ucraina, con noi Nato più forte”

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Zelensky contro la Nato. “È inaudito e assurdo che non ci sia un calendario né per l’invito né per l’adesione dell’Ucraina alla Nato e che si aggiungano strane formulazioni sulle condizioni anche solo per l’invito”. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, esterna il suo pensiero sul suo canale Telegram. Le parole seguono la chiusura di Joe Biden, presidente Usa, all’idea dell’ingresso dell’Ucraina nell’alleanza occidentale. Sempre su Telegram, Zelensky annuncia anche che l’incertezza sul futuro di Kiev nell’Alleanza incoraggia la Russia a continuare la guerra. “Rispettiamo i nostri alleati. Apprezziamo la sicurezza condivisa. E apprezziamo sempre una conversazione aperta. Ma anche l’Ucraina merita rispetto“.
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Bilaterale Biden-Zelensky

Il presidente ucraino Zelensky contro la Nato: “rispetto per il mio paese”

Mentre Zelensky si pronuncia contro la Nato, l’Ucraina avvia un massiccio attacco contro i comandi russi nelle regioni occupate. A Berdyansk, nell’Ucraina meridionale, le forze di Kiev avrebbero colpito e completamente distrutto un albergo chiamato Hotel Dune, dove risiedeva il comando russo. Secondo il governatore filorusso della regione di Zaporizhzhia, Vladimir Rogov, citato dall’Ukrainska Pravda, l’attacco sarebbe stato compiuto con un missile a lunga gittata Storm Shadow. L’edificio è stato “di fatto raso al suolo” e stanno operando i soccorritori. L’amministrazione militare ha riferito che i residenti di Berdyansk hanno sentito altre esplosioni nella zona.

Zelensky a Vilnius: Nato più forte con noi

“La Nato renderà l’Ucraina più sicura e l’Ucraina renderà la Nato più forte”, così il presidente ucraino ha detto pubblicamente in piazza a Vilnius alla folla radunata per in piazza in favore dell’Ucraina. Il suo discorso è stato accolto da migliaia di persone con applausi, grida di sostegno e bandiere ucraine e della Nato. Zelensky e il presidente lituano hanno poi assistito all’alzabandiera in piazza di un vessillo ucraino proveniente da Bakhmut, mentre risuonava l’inno dell’Ucraina.

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Arriva la social card, 380€ per le spese delle famiglie. La Cgil: “elemosina da un caffè al giorno” https://www.business.it/arriva-la-social-card-380e-per-le-spese-delle-famiglie/ Tue, 11 Jul 2023 14:35:46 +0000 https://www.business.it/?p=123234 Social card per la spesa delle famiglie in arrivo il 18 luglio. Si chiama “Dedicata a te” e aiuterà le famiglie italiane a far fronte all’aumento dei prezzi degli alimenti e dei beni di prima necessità. Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ha annunciato il provvedimento per calmierare il caro spesa. Si… Read More »Arriva la social card, 380€ per le spese delle famiglie. La Cgil: “elemosina da un caffè al giorno”

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Social card per la spesa delle famiglie in arrivo il 18 luglio. Si chiama “Dedicata a te” e aiuterà le famiglie italiane a far fronte all’aumento dei prezzi degli alimenti e dei beni di prima necessità. Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ha annunciato il provvedimento per calmierare il caro spesa. Si tratta di 380 euro una tantum per le famiglie meno abbienti. Il bonus un tantum da 382,50 euro sarà destinato ai nuclei familiari con un Isee fino a 15 mila euro e sarà disponibile per circa 1 milione e 300mila nuclei familiari. A partire dal 18 luglio, i Comuni invieranno comunicazioni ai beneficiari per il ritiro delle carte presso gli Uffici postali.
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Spesa alimentare

Dal 18 luglio la social card per la spesa delle le famiglie meno abbienti

Sarà distribuita da martedì prossimo, 18 luglio, la social card per la spesa delle famiglie meno abbienti. “Dedicata a te”, reca 380 euro per le spese di prima necessità di oltre un milione di famiglie. La spesa delle famiglie, costrette ad acquistare meno a causa dell’aumento dei prezzi di alimenti e beni di prima necessità, ha raggiunto un crollo allarmante. La carta “Dedicata a te” aiuterà 1,3 milioni di famiglie. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha affermato che l’esperimento della carta “Dedicata a te” dovrebbe avere successo e potrebbe essere replicato. L’intervento contro il caro carrello non è sommabile a altri tipi di interventi tra cui il Reddito di cittadinanza.
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Come sarà attribuita la Carta per la spesa delle famiglie

L’attribuzione della carta avverrà tramite una sinergia tra Inps e i Comuni, i quali riceveranno l’elenco dei beneficiari messo a disposizione dell’Inps. I Comuni verificheranno la posizione anagrafica dei nuclei familiari contenuti negli elenchi e assegneranno loro un numero di carte in base alla disponibilità. Il decreto attuativo indica che le carte non potranno essere assegnate a nuclei familiari con componenti che percepiscono Naspi, Dis coll, indennità di mobilità, Cig o altre forme di integrazione salariale o di sostegno nel caso di disoccupazione involontaria erogata dallo Stato.
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Meloni in silenzio, l’attacco di Schlein: “Ostaggio di inchieste e scandali” https://www.business.it/meloni-in-silenzio-lattacco-di-schlein-ostaggio-di-inchieste-e-scandali/ Mon, 10 Jul 2023 11:00:56 +0000 https://www.business.it/?p=123083 Elly Schlein attacca Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio mantiene il silenzio in mezzo all’aspro conflitto tra il centrodestra e la magistratura riguardo alla riforma Nordio. Ma anche sulle indagini che coinvolgono esponenti del governo. Mentre due figure di spicco di Fratelli d’Italia, come Santanchè e La Russa, vengono travolte dagli scandali e la Rai… Read More »Meloni in silenzio, l’attacco di Schlein: “Ostaggio di inchieste e scandali”

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Elly Schlein attacca Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio mantiene il silenzio in mezzo all’aspro conflitto tra il centrodestra e la magistratura riguardo alla riforma Nordio. Ma anche sulle indagini che coinvolgono esponenti del governo. Mentre due figure di spicco di Fratelli d’Italia, come Santanchè e La Russa, vengono travolte dagli scandali e la Rai sovranista viene messa sotto accusa. La premier decide di evitare commenti e confronti pubblici. L’ultimo intervento della presidente del Consiglio risale a una settimana fa, durante la sua partecipazione all’assemblea di Assolombarda. In quella occasione ha escluso che “per avviare la transizione ecologica possiamo smantellare la nostra economia. E le nostre imprese”, ma ha ignorato gli argomenti di attualità politica. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, la critica. “Quanto durerà ancora il silenzio di Meloni?“. “Da settimane è ostaggio delle inchieste, degli scandali e dei vergognosi sproloqui della sua stessa maggioranza. E non abbiamo sentito da lei una sola parola sulle emergenze economiche e sociali del Paese”.
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Elly Schlein

L’attacco di Elly Schlein a Giorgia Meloni

Ecco perché l’attacco di Elly Schlein a Giorgia Meloni. Oggi, mentre è in viaggio per il vertice Nato a Vilnius, la premier fa tappa a Riga. Incontrerà il premier lettone Krisjanis Karins. Nel pomeriggio sono previste dichiarazioni formali, ma senza possibilità di domande. Quindi, è facile immaginare che non ci saranno riferimenti alla tempesta che sta attraversando il governo né ai quesiti politici sollevati dalle opposizioni. Schlein attacca: “Non è arrivata una parola sulla proposta unitaria delle opposizioni riguardo al salario minimo. E questo silenzio non punisce l’opposizione, ma mortifica tre milioni di lavoratori poveri. Cosi come non sono arrivate parole né azioni riguardo all’aumento dei mutui, che richiede risposte, né sull’emergenza abitativa. Che il governo ha peggiorato tagliando il fondo per gli affitti. Non è arrivata una parola sulla sicurezza sul lavoro, nonostante la continua perdita di vite umane. Non c’è stata alcuna proposta su come contrastare l’inflazione galoppante che sta impoverendo il Paese. Cosa altro deve accadere affinché finalmente si agisca?”.

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Prigozhin a Mosca, avrebbe incontrato Putin https://www.business.it/prigozhin-a-mosca-avrebbe-incontrato-putin/ Mon, 10 Jul 2023 10:12:52 +0000 https://www.business.it/?p=123070 Clamorosa rivelazione di Libération, quotidiano francese, che riporta indiscrezioni dei servizi segreti occidentali. Il capo della Wagner, Prigozhin, a Mosca, avrebbe incontrato Putin. Nelle scorse giornate, La Stampa ha monitorato costantemente l’aereo di Prigozhin in Russia, tra San Pietroburgo e Mosca, e non a Minsk come precedentemente ipotizzato. Fonti di intelligence occidentali, che hanno preferito… Read More »Prigozhin a Mosca, avrebbe incontrato Putin

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Clamorosa rivelazione di Libération, quotidiano francese, che riporta indiscrezioni dei servizi segreti occidentali. Il capo della Wagner, Prigozhin, a Mosca, avrebbe incontrato Putin. Nelle scorse giornate, La Stampa ha monitorato costantemente l’aereo di Prigozhin in Russia, tra San Pietroburgo e Mosca, e non a Minsk come precedentemente ipotizzato. Fonti di intelligence occidentali, che hanno preferito mantenere l’anonimato, affermano che il 1° luglio Prigozhin è stato convocato al Cremlino da Putin. I due avrebbero avuto una lunga conversazione, seguita da un incontro con il direttore della Guardia russa, Viktor Zolotov, un fedelissimo di Putin, e con il capo dei servizi segreti esteri, Sergei Naryshkin.
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Putin e Prigozhin

La rivelazione dell’intelligence: Putin ha incontrato Prigozhin

Dunque Prigozhin avrebbe incontrato Putin. Questa indiscrezione proveniente dalla Francia è sorprendente, poiché confermerebbe non solo che Prigozhin ha la libertà di spostarsi in Russia a suo piacimento, ma anche che sta coordinando i suoi movimenti direttamente con Vladimir Putin. Questo aspetto non è così scontato, considerando l’attuale fase di incertezza delle loro relazioni. Fonti di intelligence confermano che Prigozhin al momento non può essere bandito da Putin, anche se il presidente non sa esattamente cosa fare riguardo a Wagner. Giorni fa, il presidente bielorusso Lukashenko aveva già dichiarato che Prigozhin non si trovava in Bielorussia, dicendo: “È a San Pietroburgo, forse è andato a Mosca”. La notizia del summit tra Prigozhin e Putin al Cremlino è stata anche ripresa da Tatiana Stanovaya, una delle maggiori esperte di Russia.

Le indiscrezioni sull’incontro riservato tra Putin e Prigozhin

Il 7 luglio Lukashenko parlando ai giornalisti diceva: “Prigozhin è a Pietroburgo… forse è andato a Mosca questa mattina“. E aggiungeva: “alcuni al Cremlino volevano farlo fuori, con il rischio di una guerra civile. Se pensate che Putin sia così maligno e vendicativo da spazzarlo via domani, no, questo non accadrà”.

“I combattenti del gruppo Wagner sono nei loro campi, quelli in cui si trovano da quando hanno lasciato il fronte”. Ossia Luhansk e Molkino, principalmente, specifica La Stampa. Lukashenko aveva anche ammesso che era probabile che Putin avesse ammorbidito il suo atteggiamento nei confronti di Prigozhin, rispetto all’ira iniziale.

Vladimir Putin

Il comandante della Wagner, Lotus, intervistato da Grey Zone

La conferma indiretta di nuovi contatti arriva dal comandante Lotus, uno dei comandanti storici di Wagner, che si è incontrato con uno degli autori del canale Grey Zone. Questo è quanto si sarebbero detti: “Non ci saranno attacchi da parte delle forze di sicurezza russe contro di noi, ce lo ha garantito il presidente. Per quanto riguarda la società e la gente comune, potete vederlo voi stessi: le ragazze vanno in giro con i galloni di Wagner, che si sono fate dare dai nostri ragazzi, molto probabilmente in cambio di baci. I ragazzi indossano magliette e berretti con le nostre insegne, fanno giochi di guerra, considerano gli ucraini come tedeschi e i combattenti del Gruppo Wagner come combattenti dell’Armata Rossa”.

Lotus ha aggiunto che il compito ora è la rotazione, e il ridispiegamento, non solo in Bielorussia. Ma ha aggiunto che Wagner resta una specie di “riserva della Russia”. “Siamo stati tutti lasciati andare in vacanza prima dell’inizio di agosto, ci sono molti compiti da svolgere, così Evgheny Viktorovich ha deciso di lasciare andare tutti in vacanza. Personalmente non vado al mare con la mia famiglia da cinque anni, e anche gli altri ragazzi sono ora immersi in questioni familiari. Il ‘Consiglio dei comandanti’ ha deciso di dare a tutti l’opportunità di riposare prima del grande lavoro che ci attende“.

Il futuro della Wagner è fuori dall’Ucraina

Lotus spiega, infine: “Seguiamo la situazione in Ucraina e naturalmente siamo preoccupati per quanto sta accadendo. Ma quando non ti ascoltano, ignorano tutte le proposte e i modi per risolvere i problemi, anche quando ne parli al mondo intero, forse a volte è meglio farsi da parte e osservare ciò che sta accadendo in disparte. Anche se è maledettamente frustrante e doloroso quando ci sono suggerimenti e opportunità già pronti per risolvere un problema, ma vengono messi da parte… Come dicevano i nostri saggi antenati, aspettiamo e vediamo. E noi ci mettiamo da parte e osserviamo in silenzio. Ma il nostro treno blindato è sul binario di riserva, e siamo pronti a venire in aiuto della nostra patria e del nostro popolo quando il popolo russo ce lo chiederà”.

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Facci, interviene Sallusti: “E allora Fedez?” https://www.business.it/facci-interviene-sallusti-e-allora-fedez/ Mon, 10 Jul 2023 06:46:21 +0000 https://www.business.it/?p=123047 Sallusti difende Facci. Il direttore di Libero, che ieri pubblicava in prima pagina un’opinione come minimo controversa del suo editorialista, lo difende. La frase incriminata: “Le sofisticate scienze forensi non impediscono che alla fine si scontri una parola contro l’altra, e che, nel caso, risulterà che una ragazza di 22 anni era indubbiamente fatta di… Read More »Facci, interviene Sallusti: “E allora Fedez?”

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Sallusti difende Facci. Il direttore di Libero, che ieri pubblicava in prima pagina un’opinione come minimo controversa del suo editorialista, lo difende. La frase incriminata: “Le sofisticate scienze forensi non impediscono che alla fine si scontri una parola contro l’altra, e che, nel caso, risulterà che una ragazza di 22 anni era indubbiamente fatta di cocaina prima di essere fatta anche da Leonardo Apache La Russa e che perciò ogni racconto di lei sarà reso equivoco dalla polvere presa prima di entrare in discoteca”. Il direttore dice la sua: strano che l’editto contro Facci arrivi da un “ex modesto giornalista alla corte di Michele Santoro oggi modesto politico alla corte di Elly Schlein”. Il riferimento è a Sandro Ruotolo.
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Filippo Facci
Filippo Facci

Caso La Russa, Sallusti difende Facci contro il Pd

Il pretesto è il caso La Russa, ma Sallusti difende Facci perché il punto per lui è un altro. L’ostracismo contro una sua trasmissione in Rai, fino all’altro ieri data per sicura. “Al Pd non è passato per la testa neppure per un attimo di chiedere al comitato etico della Rai di escludere Roberto Saviano dalla prossima stagione televisiva per aver detto su La7 che la presidente Giorgia Meloni ‘è una bastarda’, cosa assai più grave e sessista di un gioco di parole mal riuscito di cui non solo, a differenza di Facci, non si è mai scusato ma addirittura vantato. E la censura non è scattata per Fedez che ha addirittura simulato in diretta un rapporto tra uomini sul palco di Sanremo, cioè in casa Rai”.
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In realtà i contesti e le situazioni citati da Sallusti sono totalmente differenti, così come il fatto da cui originano. Ma Sallusti prosegue: “Il Pd non vuole Filippo Facci in Rai e ora alla Rai tocca scegliere. Mettersi al servizio del Pd o dimostrare non dico l’indipendenza, sarebbe eccessivo, ma almeno un minimo sindacale di autonomia. Del resto c’è un precedente che dovrebbe fare scuola: avere mandato in onda anni fa Sandro Ruotolo”.

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Morto l’attore Jeffrey Carlson.

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Mutui, famiglie sempre più in difficoltà: debiti per 15 miliardi https://www.business.it/mutui-famiglie-sempre-piu-in-difficolta-debiti-per-15-miliardi/ Sat, 08 Jul 2023 10:35:42 +0000 https://www.business.it/?p=122978 Debiti sui mutui per 15 miliardi in Italia, famiglie sempre più in difficoltà. Il totale delle rate non pagate da quasi un milione di famiglie italiane supera i 15 miliardi di euro. L’aumento del costo del denaro, l’incremento dei tassi e l’alta inflazione riducono il reddito disponibile e creano difficoltà per i clienti bancari nel… Read More »Mutui, famiglie sempre più in difficoltà: debiti per 15 miliardi

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Debiti sui mutui per 15 miliardi in Italia, famiglie sempre più in difficoltà. Il totale delle rate non pagate da quasi un milione di famiglie italiane supera i 15 miliardi di euro. L’aumento del costo del denaro, l’incremento dei tassi e l’alta inflazione riducono il reddito disponibile e creano difficoltà per i clienti bancari nel rispettare le scadenze dei finanziamenti. Secondo un’analisi della Federazione autonoma dei bancari italiani, la Fabi, basata su statistiche della Banca d’Italia, i crediti deteriorati delle famiglie ammontano a 14,9 miliardi di euro a marzo scorso. Questa cifra si suddivide in 6,8 miliardi di euro di mutui non pagati, 3,7 miliardi di euro di credito al consumo non rimborsato e 4,3 miliardi di euro di arretrati relativi ad altri prestiti personali.
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Mutui e debiti per le famiglie italiane

Perché le famiglie italiane accumulano debiti sui mutui per 15 miliardi

Ben 15 miliardi di debiti sui mutui accumulati da un milione di famiglie italiane, sempre più in difficoltà nei pagamenti. Dei 14,9 miliardi totali, 5,7 miliardi di euro sono sofferenze, ovvero crediti che i clienti non rimborsano più, mentre altri 7,1 miliardi di euro sono inadempienze probabili, cioè denaro che le banche realisticamente non recupereranno. Circa 2 miliardi di euro sono rate scadute, quindi posizioni debitorie con un rischio minore. Le difficoltà delle famiglie riguardano soprattutto i mutui a tasso variabile, che sono particolarmente colpiti dall’aumento del costo del denaro, che è passato dallo 0% al 4% in 11 mesi. Questa categoria di prestiti immobiliari ammonta complessivamente a circa 140 miliardi di euro e rappresenta un terzo del totale di 425 miliardi di euro erogati.

Dal punto di vista territoriale, Lombardia e Lazio sono in testa a questa classifica particolare con oltre 2 miliardi di euro di rate non pagate. Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Veneto superano il miliardo di euro. Emilia Romagna, Piemonte, Valle d’Aosta e Toscana si collocano appena al di sotto del miliardo. Le regioni più piccole come Umbria, Liguria e Calabria presentano valori più contenuti di rate non pagate.

Debiti sui mutui, l’analisi per Regione

L’analisi della Fabi riflette il quadro demografico del Paese nel dettaglio delle regioni italiane. La Lombardia è la regione con il valore più elevato di finanziamenti in difficoltà, con un totale di 2,6 miliardi di euro. Seguono il Lazio con 2 miliardi di euro, la Campania con 1,4 miliardi di euro, la Sicilia con 1,2 miliardi di euro, la Puglia e la Basilicata con 1 miliardo e 65 milioni di euro insieme, e il Veneto con 1 miliardo e 27 milioni di euro. Piemonte, Emilia Romagna e Toscana si collocano appena al di sotto del miliardo di euro. Altri valori meno elevati si registrano nelle regioni più piccole come Umbria, Liguria, Sardegna, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

Per quanto riguarda i mutui, Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia sono le regioni con i maggiori arretrati, con valori che variano da 549 milioni di euro a 1,4 miliardi di euro.

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Ecco perché il testamento di Berlusconi è impugnabile.

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Prigozhin non è mai arrivato in Bielorussia. La Casa Bianca: “Non sappiamo dove sia” https://www.business.it/prigozhin-non-e-mai-arrivato-in-bielorussia-la-casa-bianca-non-sappiamo-dove-sia/ Thu, 06 Jul 2023 16:19:50 +0000 https://www.business.it/?p=122815 Prigozhin è scomparso. Lukashenko, presidente della Bielorussia, afferma: “Non è mai venuto qui. È a San Pietroburgo”. Ma nella sua città e quartier generale non è mai stato trovato. Nelle perquisizioni trovate foto dei suoi numerosi travestimenti. Gli 007 da Washington: “Non sappiamo dove sia“. È mistero sulla reale posizione del capo della Wagner. >>>>>… Read More »Prigozhin non è mai arrivato in Bielorussia. La Casa Bianca: “Non sappiamo dove sia”

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Prigozhin è scomparso. Lukashenko, presidente della Bielorussia, afferma: “Non è mai venuto qui. È a San Pietroburgo”. Ma nella sua città e quartier generale non è mai stato trovato. Nelle perquisizioni trovate foto dei suoi numerosi travestimenti. Gli 007 da Washington: “Non sappiamo dove sia“. È mistero sulla reale posizione del capo della Wagner.
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Evgheny Prigozhin

Mistero su Prigozhin, è scomparso

Dov’è finito il capo della Wagner? Prigozhin è scomparso. “Gli Usa non hanno nessuna informazione sul luogo in cui si trova Prigozhin“. Lo ha detto il vice portavoce della Casa Bianca Andrew Bates in un punto con la stampa a bordo dell’Air Force One che sta portando Joe Biden in South Carolina. “Continuiamo a monitorare il gruppo Wagner”. Gli Usa, dunque, brancolerebbero nel buio.

Alexander Lukashenko, presidente della Bielorussia, questa mattina ai giornalisti ha dichiarato che Prigozhin “è a San Pietroburgo“. Secondo quanto riferito dall’agenzia Belta, Lukashenko ha detto di voler incontrare Vladimir Putin per discutere con lui dell’impiego dei mercenari Wagner nella sua nazione. “Stando a quello che mi è stato comunicato questa mattina i combattenti della Wagner sono nei loro campi” e il trasferimento degli uomini del Gruppo Wagner in Bielorussia “non pone rischi per il Paese”. “Non vedo assolutamente alcun rischio nel dislocamento della Wagner. Nonostante l’allarmismo da tutte le parti, non si tratta di una cosa che può inquietarmi”, ha detto Lukashenko.

Lukashenko ha poi esortato Russia e Ucraina a sedersi ora al tavolo dei negoziati “senza precondizioni”. “Dobbiamo fermarci ora. Abbiamo già fatto molte cose cattive, ma potrebbe andare peggio. Pertanto dobbiamo fermarci ora, sederci al tavolo dei negoziati senza precondizioni. Dobbiamo decidere tutto al tavolo dei negoziati”. Secondo Lukashenko, dopo la controffensiva ucraina non ci sarà più questa possibilità. “Oggi puoi parlare con l’Ucraina e raggiungere accordi di pace. Dopo la cosiddetta controffensiva, la situazione cambierà”.

I travestimenti di Prigozhin nelle foto sequestrate in una delle sue ville a San Pietroburgo

Il Cremlino smentisce Lukashenko

Dal Cremlino, però, poco dopo, il portavoce di Putin, Dmitry Peksov, se ne lava le mani. “Non abbiamo né l’opportunità, né il desiderio” di seguire i movimenti di Evgheny Prigozhin. Peskov ha anche negato che sia in programma un colloquio fra Putin e Lukashenko in merito alla Wagner e ha assicurato che su Prigozhin e la Wagner continuano a essere valide le dichiarazioni, della presidenza russa e del presidente bielorusso di sabato scorso, quando entrambi avevano discusso del trasferimento in Bielorussia del capo dei mercenari.

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Quando la pezza è peggiore del buco: Briatore prova a spiegare le sue esternazioni sugli artigiani. E sul figlio… https://www.business.it/quando-la-pezza-e-peggiore-del-buco-briatore-prova-a-spiegare-le-sue-esternazioni-sugli-artigiani-e-sul-figlio/ Tue, 04 Jul 2023 17:46:28 +0000 https://www.business.it/?p=122614 Briatore contro il sistema universitario. “L’università? Per l’80% è una piattaforma di disoccupati. Dopo il liceo, mio figlio verrà a lavorare con me e inizierà facendo il cameriere“. Quando la pezza è peggiore del buco. In sintesi, ecco Flavio Briatore che in un video sul suo profilo Instagram prova a spiegare quanto aveva detto in… Read More »Quando la pezza è peggiore del buco: Briatore prova a spiegare le sue esternazioni sugli artigiani. E sul figlio…

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Briatore contro il sistema universitario. “L’università? Per l’80% è una piattaforma di disoccupati. Dopo il liceo, mio figlio verrà a lavorare con me e inizierà facendo il cameriere“. Quando la pezza è peggiore del buco. In sintesi, ecco Flavio Briatore che in un video sul suo profilo Instagram prova a spiegare quanto aveva detto in diretta a Cartabianca. In quella occasione, qualche giorno fa, aveva detto che i figli dei falegnami, dovrebbero fare il mestiere dei padri, se no si perde l’artigianato italiano. Lui di certo non seguì la strada dei genitori, insegnanti. Provò a fare l’avvocato, ma fu bocciato. Con un po’ di fortuna e alcune truffe riconosciute dal tribunale di Milano, costruì il suo impero. E dall’alto del suo castello, continua a lanciare strali sui poveri sfigati che fanno una vita normale. Ma che cos’ha detto nel suo stile casual e fintamente (o realmente?) trascurato su Instagram?
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Flavio Briatore

Flavio Briatore contro l’università italiana, “piattaforma di disoccupati”

Veniamo alla “piattaforma di disoccupati”: Briatore contro l’università italiana. “Qualche chiarimento sulle mie parole a Cartabianca”, scrive l’imprenditore nella didascalia del suo video su Instagram. “Ho solo detto che il lavoro delle piccole imprese artigiane sta sparendo perché lo stato non aiuta. Solo creando lavoro si abbatte la povertà. Rompono su mio figlio? Indipendentemente dalla sua posizione sociale, dopo il liceo viene a lavorare da me. Comincerà a fare il cameriere, non farà il padrone. Poi, dopo 6-7 anni, se merita farà il padrone. Comincerà a fare il cameriere, tutto lì. Non dico che non si debba andare a scuola o all’università, che per l’80% è una piattaforma di disoccupati. Tutto lì, tutto lì. Chi è contro, non ha capito“. Forse non abbiamo capito neanche stavolta, perché sembra che la pezza sia peggiore del buco. Dopo aver riscoperto le caste, e non il corporativismo – che quello è vivo e vegeto – Briatore abbatte il sistema educativo e formativo, affermando che il lavoro si deve creare. Ma se già esistesse e la sua casta imprenditoriale impedisse ai sottoposti di avere una vita tranquilla? Sì, insomma, una in cui vai su Instagram e pontifichi su tutto senza alcuna preoccupazione, dall’alto di meriti di dubbia provenienza.

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La Lega risponde alle minacce del trapper musulmano BabyGang: “Non ci facciamo intimidire” https://www.business.it/la-lega-risponde-alle-minacce-del-trapper-musulmano-babygang-non-ci-facciamo-intimidire/ Tue, 04 Jul 2023 14:05:34 +0000 https://www.business.it/?p=122585 La Lega risponde alle minacce del trapper BabyGang. Il noto cantante, coinvolto in vari reati, ha lanciato minacce via Instagram ai leghisti Matteo Salvini e Silvia Sardone. Il fatto scatenante è un commento molto forte ai disordini in Francia, che coinvolgono diversi immigrati di seconda generazione, musulmani in particolare. “Persone come loro (Salvini e Sardone,… Read More »La Lega risponde alle minacce del trapper musulmano BabyGang: “Non ci facciamo intimidire”

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La Lega risponde alle minacce del trapper BabyGang. Il noto cantante, coinvolto in vari reati, ha lanciato minacce via Instagram ai leghisti Matteo Salvini e Silvia Sardone. Il fatto scatenante è un commento molto forte ai disordini in Francia, che coinvolgono diversi immigrati di seconda generazione, musulmani in particolare. “Persone come loro (Salvini e Sardone, ndr) devono morire, portano solo ignoranza e razzismo. In Italia non dovreste nemmeno parlare, perché non avete ancora visto nulla della mia generazione”. Matteo Salvini ha risposto ieri alle accuse, mentre oggi è stata la volta di Silvia Sardone. Il caos che si sta verificando in Francia sta allarmando l’Europa, e le parole di BabyGang confermano che sotto la superficie si sta sviluppando un’aria di rivoluzione.
>>>>> Ok del giudice all’estradizione del padre di Saman Abbas
>>>>> C’è un sospettato per la morte di Giusy Caliandro

Il trapper BabyGang ha minacciato Salvini e Sardone della Lega
Il trapper BabyGang in occasione di un suo recente arresto

Immigrazione, la Lega risponde alle minacce del trapper BabyGang

Dopo la lite a mezzo Instagram, la Lega risponde alle minacce del trapper BabyGang, cantante di origini marocchine e di fede musulmana, già arrestato per diversi reati. Nel suo post, il trapper, che conta quasi due milioni di follower, lancia vere e proprie intimidazioni, come le definisce Il Giornale, nei confronti dell’Italia. “Meglio non provocarci, perché diventeremo una razza di merda, più di quanto possiate pensare. Inoltre, se parlate di religione, sappiate che ogni musulmano è pronto a morire per la sua fede e il suo Dio“. Infine, fa riferimento al passato coloniale: “Evitate di parlare di cose che non conoscete, soprattutto in Italia, dove gli immigrati sono stati anche abbastanza gentili con voi, perché i vostri nonni e bisnonni in Africa hanno sempre fatto ciò che volevano“. Il clima in Italia è teso, e l’uso delle minacce, sfruttando il caos in Francia, sembra essere un’arma di ricatto per spaventare il nostro paese.
>>>>> Strage in un parcheggio del Texas

La Lega contro BabyGang: “Incita all’odio”

“L’incitamento all’odio e le minacce sono preoccupanti. Questo individuo ci attacca e ci minaccia perché abbiamo osato dire che le proteste in Francia sono il risultato delle politiche improntate all’immigrazione clandestina e di coloro che si sono sottomessi all’islamizzazione crescente”. Le dichiarazioni, altrettanto discutibili di Silvia Sardone, eurodeputata della Lega. “Le minacce di questo individuo non ci spaventano. Continuerò a ribadire, come ho fatto nel video citato da BabyGang, che le proteste in Francia potrebbero essere solo il primo passo preoccupante di un fenomeno evidente: la diffusione di ghetti in cui la criminalità e l’islamismo vanno di pari passo”.
>>>>> Addio a Fabrizio Zampa, firma del Messaggero e amico di Arbore

La deputata europea della Lega ha posto l’attenzione sull’islamizzazione dell’Europa: “In Francia, Belgio, Scandinavia e Germania ci sono quartieri che non hanno nulla di europeo, in cui si diffondono idee radicali sulla sottomissione delle donne. La sharia si sta diffondendo e il velo islamico è ovunque. Anche in Italia ci sono episodi preoccupanti”. Sardone sottolinea che quanto accaduto in Francia non deve essere sottovalutato. “Come dimostra questo trapper nelle sue follie, anche in Italia c’è un desiderio di rivolta che sta crescendo tra i giovani delle comunità islamiche contro le nostre istituzioni e i nostri valori”.

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Barbara D’Urso via da Mediaset, ecco perché.

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Buoni pasto: esenzioni e utilità, come regolarsi https://www.business.it/buoni-pasto-esenzioni-e-utilita-come-regolarsi/ Mon, 03 Jul 2023 11:36:32 +0000 https://www.business.it/?p=122416 Esenzioni e dichiarazioni sui buoni pasto, come fare. La normativa che regola l’erogazione dei buoni pasto ha subito diverse modifiche negli ultimi anni. Una delle modifiche più importanti riguarda la tassazione dei buoni. È più corretto parlare di detassazione, poiché la maggior parte dell’importo erogato è esente da tasse. La tassazione dei buoni pasto varia… Read More »Buoni pasto: esenzioni e utilità, come regolarsi

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Esenzioni e dichiarazioni sui buoni pasto, come fare. La normativa che regola l’erogazione dei buoni pasto ha subito diverse modifiche negli ultimi anni. Una delle modifiche più importanti riguarda la tassazione dei buoni. È più corretto parlare di detassazione, poiché la maggior parte dell’importo erogato è esente da tasse. La tassazione dei buoni pasto varia a seconda che siano cartacei o elettronici, poiché il legislatore cerca di promuovere l’uso dei buoni dematerializzati anziché quelli cartacei.
>>>>> Pnrr: Meloni ottimista, Fitto no

Buoni pasto cartacei

Buoni pasto e dichiarazione dei redditi, cosa c’è da sapere

I buoni pasto, esenzioni e dichiarazioni dei redditi. Essi vengono concessi ai dipendenti sia a tempo pieno che parziale, anche se non è prevista una pausa pranzo nell’orario di lavoro, e ai collaboratori che hanno un rapporto con il committente. Un altro aspetto da sottolineare è che l’azienda non è obbligata a erogare i buoni, a meno che ciò non sia previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) o da accordi individuali o decentralizzati. I buoni pasto vengono principalmente utilizzati come incentivo o premio per aumentare il potere di acquisto dei dipendenti.

Il vantaggio più interessante dei buoni pasto riguarda la tassazione: fino a un certo importo giornaliero, l’importo erogato è esente da tasse. Tuttavia, ciò varia a seconda del tipo di buono pasto utilizzato. Per i buoni pasto elettronici, la soglia di esenzione fiscale è di 8 euro al giorno, mentre per i buoni pasto cartacei è di 4 euro al giorno.

Quali importi dei buoni pasto sono soggetti a tassazione

Solo l’importo giornaliero eccedente i limiti segnalati è soggetto a tassazione per i dipendenti. Se l’importo del buono pasto giornaliero rientra nelle soglie di esenzione sopra menzionate, la somma ricevuta dai dipendenti non è soggetta a tassazione. Quando l’importo dei buoni supera la soglia di esenzione, 4 euro per i buoni cartacei e 8 euro per quelli elettronici, l’importo eccedente viene considerato reddito da lavoro. Di conseguenza, contribuisce alla determinazione del reddito imponibile ed è soggetto a tassazione Irpef, in base alla fascia di reddito in cui il dipendente rientra.

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Pnrr, Meloni: “Basta tafazzismi”, ma Fitto parla di “realismo” https://www.business.it/pnrr-meloni-basta-tafazzismi-ma-fitto-parla-di-realismo/ Mon, 03 Jul 2023 10:09:26 +0000 https://www.business.it/?p=122373 Giorgia Meloni ottimista sul Pnrr, Fitto realista. La presidente del Consiglio rilascia un’intervista a tutto campo al Corriere della Sera. Affronta diversi dossier, in particolare quello delicatissimo del Pnrr e del Mes. “Stiamo lavorando per rispondere alle ultime richieste di chiarimenti da parte della Commissione, e ricordo che stiamo operando su un piano scritto da… Read More »Pnrr, Meloni: “Basta tafazzismi”, ma Fitto parla di “realismo”

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Giorgia Meloni ottimista sul Pnrr, Fitto realista. La presidente del Consiglio rilascia un’intervista a tutto campo al Corriere della Sera. Affronta diversi dossier, in particolare quello delicatissimo del Pnrr e del Mes. “Stiamo lavorando per rispondere alle ultime richieste di chiarimenti da parte della Commissione, e ricordo che stiamo operando su un piano scritto da altri. Senza polemica, devo notare che se avessimo fatto un lavoro scrupoloso fin dall’inizio, al momento della presentazione dei progetti, avremmo potuto risparmiare molto tempo”. Raffaele Fitto la contraddice.
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Giorgia Meloni

Fitto: “Sul Pnrr e coesione dobbiamo fare operazione di realismo”

Raffaele Fitto, ministro per l’attuazione del Pnrr, aveva già dichiarato all’Ansa, però, di dover fare un’operazione realismo. “Nei prossimi giorni discuteremo proposte di modifica del Pnrr. E la programmazione 21-27 della coesione. Il governo porterà all’attenzione del sistema Paese obiettivi chiari. E un percorso che punterà alla soluzione di problemi annosi su cui è necessario invertire la tendenza. Questa operazione che è realismo e responsabilità bisogna avere il coraggio dirla”.
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Raffaele Fitto

Meloni: “Basta al tafazzismo sui fondi europei, andiamo spediti”

“Basta fare allarmismo su una questione strategica per la nazione intera e che, nella migliore tradizione dei Tafazzi d’Italia, viene strumentalizzata per attaccare il governo”. “Ritengo che accelerare la ratifica del trattato di riforma del Mes, mentre il governo è impegnato nella negoziazione decisiva per modificare il Patto di stabilità e completare l’Unione bancaria, sia contrario all’interesse nazionale”, ribadisce la premier. “Se abbiamo presentato una questione sospensiva riguardo alla richiesta delle opposizioni di ratifica immediata, è perché questi strumenti devono essere considerati insieme. Coloro che chiedono la ratifica oggi non stanno agendo nell’interesse dell’Italia”.

“Non sono convinta che il salario minimo possa essere stabilito per legge, e l’approccio del governo mira a favorire una contrattazione collettiva sempre più virtuosa, investire nel welfare aziendale, agire sulle agevolazioni fiscali e contributive, stimolare i rinnovi contrattuali. Il tavolo con le parti sociali è sempre aperto e ci confrontiamo con tutti, senza preclusioni”, ribadisce Meloni.

L’ottimismo di Meloni: “Occupazione record, procediamo”

La premier sottolinea anche che “l’occupazione sta raggiungendo numeri record, grazie anche alle misure che abbiamo adottato. Naturalmente, la condizione dei lavoratori, in particolare dei giovani che percepiscono retribuzioni indecenti, ci preoccupa e ci ha spinto ad intervenire sul cuneo fiscale e ad incentivare le imprese che assumono giovani sotto i 36 anni e ‘neet'”.

Osservando le elezioni europee, Meloni afferma che “non ci sono negoziati in corso” per alleanze tra le grandi famiglie politiche europee. Tuttavia, rileva che cresce la consapevolezza che “l’accordo innaturale tra i Popolari e i Socialisti non sia più adeguato alle sfide che l’Europa sta affrontando“.

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Buoni pasto, tutto quello che c’è da sapere per l’esenzione.

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Kramatorsk, morta sotto le bombe la più nota scrittrice ucraina, Victoria Amelina https://www.business.it/kramatorsk-morta-sotto-le-bombe-la-piu-nota-scrittrice-ucraina-victoria-amelina/ Mon, 03 Jul 2023 06:29:29 +0000 https://www.business.it/?p=122330 La scrittrice ucraina Victoria Amelina morta sotto le bombe a Kramatorsk. La donna aveva 37 anni ed era stata ferita durante i bombardamenti nella città ucraina lo scorso 27 giugno. Aveva riportato fratture multiple al cranio. Si trovava in una pizzeria insieme allo scrittore colombiano Hector Abad e all’ex alto commissario per la pace della… Read More »Kramatorsk, morta sotto le bombe la più nota scrittrice ucraina, Victoria Amelina

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La scrittrice ucraina Victoria Amelina morta sotto le bombe a Kramatorsk. La donna aveva 37 anni ed era stata ferita durante i bombardamenti nella città ucraina lo scorso 27 giugno. Aveva riportato fratture multiple al cranio. Si trovava in una pizzeria insieme allo scrittore colombiano Hector Abad e all’ex alto commissario per la pace della presidenza colombiana, Sergio Jaramillo. Abad e Jaramillo sono rimasti lievemente feriti. Amelina si aggiunge alle dodici vittime civili morte per l’aggressione russa a Kramatorsk.
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La scrittrice ucraina Victoria Amelina
Victoria Amelina

Ucraina, morta la nota scrittrice Victoria Amelina, ferita a morte nei bombardamenti su Kramatorsk

Com’è morta la scrittrice ucraina Victoria Amelina. Il Pen Club Ucraina avvisa che la scrittrice è deceduta il primo luglio nell’ospedale Mechnikov di Dnipro. La notizia è stata diffusa con il consenso di tutti i famigliari. Nel corso dell’attacco russo aveva riportato fratture multiple del cranio. Autrice di romanzi tradotti in diverse lingue, Amelina era nata a Leopoli e “aveva esteso i confini del suo lavoro molto oltre la letteratura”, ricorda il Pen Club, documentando dopo l’invasione dell’Ucraina “i crimini di guerra russi nei territori occupati”.
>>>>> La risposta di Amadeus agli insulti di Sgarbi: “Gli idioti parlano…”

Il giornalista e scrittore italiano, Max Coccia, la ricorda così sul suo profilo Instagram: “Era una delle voci migliori della nostra generazione, un talento raro che sapeva mescolare una dimensione poetica altissima con l’impegno, lo studio, la militanza contro i crimini di guerra, per l’Ucraina e la sua gente. Un abbraccio a chi l’amava e una promessa per noi che rimaniamo che nessuna cosa dimenticheremo, che la sua poesia, la sua vita e il suo impegno sarà come un seme di girasole, illuminerà la strada e la storia. E chi l’ha uccisa perderà, sarà sconfitto e quel giorno di festa porterà il suo nome”.

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Pensioni minime e quattordicesima: la truffa di Meloni denunciata dai sindacati https://www.business.it/pensioni-minime-e-quattordicesima-la-truffa-di-meloni-denunciata-dai-sindacati/ Thu, 29 Jun 2023 16:57:25 +0000 https://www.business.it/?p=122197 Quattordicesima e pensioni minime, la truffa di Meloni denunciata dai sindacati. Il Governo Meloni prova a fare il furbetto, ma scatena una tempesta, guidata dalla Cgil. Nei cedolini del primo luglio, invece della dicitura tradizionale “Quattordicesima, legge 7 agosto 2007 n.127“, compare una nuova dicitura “Aumento pensioni basse 2023”. I pensionati non riescono a distinguere… Read More »Pensioni minime e quattordicesima: la truffa di Meloni denunciata dai sindacati

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Quattordicesima e pensioni minime, la truffa di Meloni denunciata dai sindacati. Il Governo Meloni prova a fare il furbetto, ma scatena una tempesta, guidata dalla Cgil. Nei cedolini del primo luglio, invece della dicitura tradizionale “Quattordicesima, legge 7 agosto 2007 n.127“, compare una nuova dicitura “Aumento pensioni basse 2023”. I pensionati non riescono a distinguere tra la quattordicesima e il bonus Meloni per le pensioni minime. Alcuni ricevono la somma dei due importi, mentre per altri che non hanno diritto all’aumento delle pensioni minime, l’importo è lo stesso della quattordicesima dell’anno scorso, ma viene considerato come bonus Meloni.
>>>>> L’imbarazzante pensiero di Flavio Briatore, che riscopre le caste

Pensionati

La truffa di Meloni su quattordicesima e pensioni minime

Ecco cos’è accaduto alla quattordicesima e pensioni minime, la truffa di Meloni. La Cgil ha cercato di verificare diverse situazioni e ha riscontrato le stesse incongruenze in molti cedolini. Tania Scacchetti, segretaria nazionale della Cgil con delega alla previdenza, afferma: “Si sta cercando di far passare il piccolo aumento delle pensioni minime deciso dal governo Meloni nella legge di bilancio di dicembre come se fosse parte integrante della quattordicesima. Si sta dando l’impressione che dietro a queste somme relative alla quattordicesima, che sono superiori all’aumento delle pensioni minime, ci sia una decisione del governo e che possa trattarsi di un aumento mensile garantito”.
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Ma in realtà non è così. L’aumento delle pensioni minime, deciso nella manovra, sarebbe dovuto partire a gennaio, ma verrà incluso nei cedolini dei pensionati al minimo a partire dal primo luglio, con il conguaglio dei mesi precedenti. Si tratta di pochi euro: da 563,73 a 572,2 euro (+1,5%), circa 8 euro lordi aggiuntivi al mese. Gli over 75 riceveranno di più: da 563,73 a 599,81 euro (+6,4%), circa 36 euro extra al mese. Ma questo aumento non ha nulla a che fare con la quattordicesima, che spetta ai pensionati con almeno 64 anni e un reddito personale fino a 14.657,14 euro (circa 1.128 euro lordi al mese).

I cedolini a confronto

Viene mostrato il cedolino della pensione di luglio 2023 di un pensionato, in cui la voce “quattordicesima” è stata sostituita. È anche presentato il cedolino dello stesso pensionato di luglio 2022, in cui l’importo della quattordicesima è identico, ma si nota il cambio di dicitura.

Il cedolino del 2023
Il cedolino del 2022

La Cgil denuncia: esclusioni e bugie

Non tutti i pensionati che ricevono la quattordicesima sono al minimo. Pertanto, sono esclusi dal bonus Meloni (che in altri cedolini viene correttamente indicato come “Incremento L.197/2022”). E non trovano più la dicitura “Quattordicesima”, che è stata sostituita con “Aumento pensioni basse 2023“. Ivan Pedretti, segretario generale dei pensionati della Cgil, commenta: “Ancora una volta ci sono bugie sulle pensioni. Nulla di ciò che è stato detto è vero. L’aumento previsto dalla legge di bilancio per le pensioni basse ammonta a poche decine di euro, una cifra decisamente inferiore rispetto alla quattordicesima”.

Tania Scacchetti aggiunge: “Se si tratta di un errore dell’Inps, è grave. Deve essere chiarito immediatamente. Se, invece, è un fatto voluto con l’intenzione di distorcere la realtà, allora è un atto politicamente inaccettabile. I pensionati italiani hanno bisogno di un sostegno concreto al loro reddito, non di ulteriori bugie”.

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Carta acquisti 2023, in arrivo novità per tre milioni di famiglie https://www.business.it/carta-acquisti-2023-in-arrivo-novita-per-tre-milioni-di-famiglie/ Mon, 26 Jun 2023 11:22:06 +0000 https://www.business.it/?p=121683 Arriva a luglio la Carta acquisti 2023, benefici per 3,1 milioni di famiglie. La card è prevista dalla legge di bilancio 2023 e consentirà l’acquisto di prodotti alimentari. I benefici, però, saranno limitati, perché le risorse allocate si fermano a 503 milioni di euro, ben al di sotto del fabbisogno. La carta sarà una Poste… Read More »Carta acquisti 2023, in arrivo novità per tre milioni di famiglie

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Arriva a luglio la Carta acquisti 2023, benefici per 3,1 milioni di famiglie. La card è prevista dalla legge di bilancio 2023 e consentirà l’acquisto di prodotti alimentari. I benefici, però, saranno limitati, perché le risorse allocate si fermano a 503 milioni di euro, ben al di sotto del fabbisogno. La carta sarà una Poste Pay ricaricabile e nominativa, sulla quale verranno caricati 382,5 euro come pagamento unico. Il primo utilizzo dovrà avvenire entro il 15 settembre, altrimenti si perderà il beneficio.
>>>>> Feltri e Senaldi condannati per il titolo contro Virginia Raggi

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Obbligo di acquisto beni di prima necessità per le carte acquisti

A luglio la Carta acquisti 2023, benefici per 3,1 milioni di famiglie

Ecco chi avrà ne avrà diritto, a luglio. Carta acquisti 2023, benefici per 3,1 milioni di famiglie. Il costo dei beni alimentari continua a salire e fare la spesa è diventato un problema per un numero sempre maggiore di famiglie. Per ottenere la Carta, è necessario essere residenti in Italia e avere un reddito Isee inferiore a 15 mila euro. Non è richiesta nessuna domanda formale. Le card vengono assegnate ai Comuni in base alla popolazione e al reddito medio locale.

Una volta calcolato il numero di carte per ogni comune, la priorità sarà data alle famiglie con almeno tre membri. Le liste verranno redatte dall’Inps e trasmesse ai Comuni, che invieranno una lettera ai beneficiari con le istruzioni per ritirare la Carta presso gli uffici postali. I beneficiari del Reddito di Cittadinanza, dell’Inclusione o di altre misure di sostegno al reddito saranno esclusi. In totale, verranno distribuite 1,3 milioni di carte. A Roma ne saranno assegnate 30.271, a Milano 14.866, a Napoli 31.307 e a Torino 9.347.

Come potrà essere usata la Carta acquisti

La Carta potrà essere utilizzata nei supermercati e nei negozi aderenti, ma solo per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità, alcolici esclusi. Si prevede che l’intera procedura si concluda nella prima settimana di luglio. Pertanto, entro metà mese, i beneficiari dovrebbero ricevere la lettera per il ritiro della Carta.

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Pensioni, in arrivo aumenti e quattordicesime.
Colonie di batteri negli zaini delle consegne a domicilio, a rischio la filiera del delivery.

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Mistero su Prigozhin: che fine ha fatto dopo il tentato golpe? https://www.business.it/mistero-su-prigozhin-che-fine-ha-fatto-dopo-il-tentato-golpe/ Mon, 26 Jun 2023 07:33:27 +0000 https://www.business.it/?p=121630 Prigozhin è scomparso. Dal momento della fine del tentato golpe non si hanno più sue notizie. Dopo le perquisizioni in un hotel del suo quartier generale, a San Pietroburgo, sono stati ritrovati milioni di rubli, equivalenti a 43 milioni di euro. Secondo fonti della Wagner, erano banconote destinati a pagare le truppe di mercenari. La… Read More »Mistero su Prigozhin: che fine ha fatto dopo il tentato golpe?

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Prigozhin è scomparso. Dal momento della fine del tentato golpe non si hanno più sue notizie. Dopo le perquisizioni in un hotel del suo quartier generale, a San Pietroburgo, sono stati ritrovati milioni di rubli, equivalenti a 43 milioni di euro. Secondo fonti della Wagner, erano banconote destinati a pagare le truppe di mercenari. La negoziazione di Lukashenko, presidente bielorusso, avrebbe portato a un salvacondotto per il comandante. Che ora si troverebbe in viaggio per raggiungere il premier in una località segreta. Si nutrono dubbi sulle sue sorti, visti i precedenti degli oppositori allo strapotere di Putin. La novità di questi ultimi minuti è che Prigohin sarebbe stato avvistato al Green City Hotel di Minsk. Lo riportano canali Telegram russi e il Kyiv Post, che cita media bielorussi. Ma la notizia è ancora da confermare ufficialmente.
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Evgheny Prigozhin

Non si hanno più notizie del capo della Wagner: Prigozhin è scomparso?

Nessuno sa se Prigozhin è scomparso. Non si hanno più notizie dal momento della fine delle ostilità con l’esercito regolare russo. La sorte di Yevgeny Prigozhin è avvolta nel mistero dopo il presunto golpe della Wagner, che si è fermato a 200 km da Mosca e dal presidente russo Vladimir Putin. Fonti vicine al Cremlino, secondo Meduza, concordano sul fatto che Prigozhin “è stato espulso dalla Russia. Il presidente non lo perdona”. Durante una perquisizione a San Pietroburgo, ritenuta l’ufficio del capo della Wagner, sono stati trovati circa 44 milioni di euro in contanti. Gli Stati Uniti sottolineano le evidenti “crepe nel sistema di potere russo”, mentre la Cina ribadisce il suo sostegno a Mosca “nel mantenimento della stabilità nazionale”.
Leggi anche: Prigozhin e il volo del mistero: ecco dove potrebbe essere atterrato il capo della Wagner

Secondo il Cremlino, Prigozhin avrebbe dovuto raggiungere la Bielorussia dopo il dietrofront. Non è chiaro dove si trovi attualmente dopo aver salutato i cittadini di Rostov nella serata del 24 giugno. Ai media che hanno cercato di contattarlo dalla Russia, è arrivata una risposta interlocutoria dall’ufficio stampa: “Manda i saluti a tutti e risponderà alle domande quando comunicherà normalmente”. Le fonti vicine al Cremlino e al governo russo concordano sul fatto che Prigozhin “è stato espulso dalla Russia. Il presidente non lo perdona”.

Il possibile ruolo di Prigozhin in Bielorussia

Il presidente della Lituania, Gitanas Nauseda, ha affermato di non avere al momento informazioni per stabilire se il capo della Wagner sia già in Bielorussia. E ha annunciato che la Lituania aumenterà le risorse di intelligence per valutare “aspetti politici e di sicurezza” nella nazione confinante. Nauseda ha chiesto un rafforzamento del fianco orientale della Nato dopo la rivolta armata delle unità della milizia Wagner. Sottolineando che, in base all’accordo mediato dalla Bielorussia, Prigozhin dovrebbe andare in esilio nel paese confinante con la Lituania.

Le notizie speculari non trovano conferme, ma ipotesi. Prigozhin potrebbe supportare l’uomo di Putin al potere in Bielorussia. O magari sostituirlo. Una specie di nuova missione per l’ex cuoco del presidente russo. Ma queste ipotesi sono molto vaghe e non trovano conferme.

Le perquisizioni a San Pietroburgo

Sono state rinvenute cinquemila banconote, per un valore di circa quattro miliardi di rubli (43 milioni di euro) all’interno di scatole vicino al rifugio del fondatore e leader del gruppo a San Pietroburgo. Vicino all’ufficio sono stati trovati anche cinque chili di lingotti d’oro, sei pistole in pacchi e cinque mattonelle di polvere bianca. Secondo i media russi, il denaro sarebbe stato utilizzato per le spese dell’organizzazione di mercenari.

Sono stati anche trovati documenti, inclusi passaporti a nome di Prigozhin con gli stessi dati anagrafici, ma con la fotografia di un altro uomo. Si tratta di un sosia di Prigozhin, che nel 2021 ha viaggiato per l’Europa, secondo Fontanka.

La reazione di Putin alle azioni di Prigozhin

Durante la rivolta, Prigozhin ha cercato di contattare Vladimir Putin, ma il presidente russo ha rifiutato e non ha partecipato ai negoziati, condotti principalmente dal presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko. L’accordo che ha posto fine alla rivolta dei mercenari ha portato all’espulsione di Prigozhin dalla Russia. Secondo una fonte vicina al Cremlino citata da Meduza, “la dirigenza militare, i membri dell’amministrazione presidenziale, la dirigenza della Rosgvardia e i funzionari vicini a lui hanno cercato di comunicare con lui (Prigozhin). Ma non è chiaro di cosa volesse parlare, date le sue azioni”.

Allo stesso tempo, fonti vicine al Cremlino, secondo Meduza, riferiscono che Prigozhin ha cercato di contattare il Cremlino nella metà della giornata del 24 giugno. Il leader dei mercenari avrebbe anche “provato a chiamare Putin, ma il presidente non ha voluto parlargli”. Le sorti del mercenario, dunque, non sono definite.

Tentato golpe Wagner: 24 ore di tensione.
Prigozhin: il grande bluff?

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Russia, Prigozhin: “Marceremo su Mosca”, situazione da guerra civile https://www.business.it/russia-prigozhin-marceremo-su-mosca-situazione-da-guerra-civile/ Sat, 24 Jun 2023 08:48:24 +0000 https://www.business.it/?p=121561 Prigozhin: “Marceremo su Mosca”, ma la Wagner avanza ancora, dove si scontra con l’esercito regolare, a meno di 500 km dalla capitale. “Siamo pronti a morire per la libertà della nazione”, ha aggiunto Prigozhin. Rostov catturata, “situazione difficile” per ammissione dello stesso Vladimir Putin. Il discorso alla nazione del presidente russo non ha lasciato dubbi… Read More »Russia, Prigozhin: “Marceremo su Mosca”, situazione da guerra civile

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Prigozhin: “Marceremo su Mosca”, ma la Wagner avanza ancora, dove si scontra con l’esercito regolare, a meno di 500 km dalla capitale. “Siamo pronti a morire per la libertà della nazione”, ha aggiunto Prigozhin. Rostov catturata, “situazione difficile” per ammissione dello stesso Vladimir Putin. Il discorso alla nazione del presidente russo non ha lasciato dubbi sulla condanna del capo della milizia Wagner come traditore. Il suo errore, secondo Putin, è quello di aver dato una “coltellata alle spalle dei militari impegnati al fronte”. Mosca è blindata, il Cremlino e altre zone sensibili sono inaccessibili. Le reazioni degli Stati Uniti, dell’Unione europea e dell’Italia. Interviene l’altro uomo di Putin, il leader ceceno Ramzan Kadyrov: “Rivolta armata da reprimere, se serve siamo pronti”. L’intervento di Zelensky: “Evidente la debolezza della Russia”.
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Prigozhin

La Wagner avanza, Prigozhin: “Marceremo su Mosca”

L’intento del capo della Wagner è chiaro, Prigozhin: “Marceremo su Mosca”. Il dissidente russo Khodorovsky incita al sostegno per il comandante dei mercenari: “Sostenere chi si oppone a Putin”. Mentre Prigozhin conquista altre città in direzione della capitale, c’è stato un raid dell’esercito regolare nel quartier generale dell’ex alleato a San Pietroburgo.

Yevgeny Prigozhin ha dichiarato guerra ai vertici militari di Mosca, chiedendo di “fermare” i leader delle forze armate moscovite. Inoltre, ha accusato il Cremlino di bombardare i loro accampamenti su ordine del ministro della Difesa Sergei Shoigu, causando un grande numero di morti. Il leader dei miliziani ha affermato di avere con sé almeno 25 mila uomini e ha invitato i russi, specialmente i soldati, a unirsi a loro senza opporre resistenza. Definendo la situazione come “non un colpo di stato militare, ma una marcia della giustizia”.

La risposta di Mosca

Da Mosca la replica è stata immediata: prima il ministero della Difesa russo ha respinto le accuse di attacchi ai mercenari, poi Vladimir Putin è intervenuto dichiarando di essere stato informato sulla situazione riguardante Prigozhin e che erano in corso le misure necessarie. Successivamente ha parlato alla nazione con un messaggio registrato.

Infine, dopo aver blindato la capitale, l’esercito russo ha effettuato un raid nel quartier generale del ribelle Prigozhin a San Pietroburgo. Il comitato antiterrorismo ha avviato un procedimento penale contro il capo della Wagner e gli ha intimato di interrompere le azioni illegali. Putin ha commentato che il nome e l’onore degli eroi della Wagner, che hanno combattuto nell’operazione militare speciale in Ucraina e hanno sacrificato la propria vita per l’unità del mondo russo, sono stati traditi da coloro che hanno organizzato la ribellione. Putin non ha mai menzionato direttamente Prigozhin, il fondatore dell’armata Wagner, nei suoi interventi.

Il presidente ha dato l’ordine di neutralizzare la minaccia alle forze armate, ma la tensione rimane estremamente alta. “Marceremo su Mosca per la libertà della nazione”, ha affermato Prigozhin.

Secondo il governatore Alexander Gusev, le forze armate russe stanno eseguendo tutte le operazioni necessarie nella regione di Voronezh. Gusev afferma che ci sono molte informazioni inesatte sui social media riguardo al movimento di equipaggiamenti militari attraverso la regione e che la diffusione di tali messaggi è punita dalla legge russa. Il governatore invita i cittadini di Voronezh a non lasciarsi coinvolgere da provocazioni informative e a seguire esclusivamente informazioni provenienti da fonti ufficiali.

Ramzan Kadyrov

Kadyrov: “Rivolta da reprimere, siamo pronti”

Tutto ciò che sta accadendo in Russia “è un coltello nella schiena e una vera ribellione militare”. La dichiarazione del presidente della regione autonoma della Cecenia, Ramzan Kadyrov, sul suo canale Telegram. “La guerra non è il momento per esprimere lamentele personali e risolvere le controversie nelle nostre retrovie. Le retrovie devono restare sempre calme e affidabili. Se sarà necessario adottare misure severe per quest’obiettivo, allora saremo pronti”.

Interviene Zelensky: “Evidente la debolezza della Russia”

“Ora c’è così tanto caos che nessuna menzogna può nasconderlo. La debolezza della Russia è evidente“. Scrive sul suo canale Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Chi sceglie la via del male distrugge sé stesso. Invia colonne di truppe per distruggere la vita di un altro Paese, ma non riesce a impedirgli di fuggire e di tradirlo quando la vita resiste. Terrorizza con i missili e, quando vengono abbattuti, si umilia per ricevere uno Shahed (il nome dei droni israeliani, ndr)”.

“Disprezza la gente e manda centinaia di migliaia di persone in guerra, per poi barricarsi nella regione di Mosca contro coloro che ha armato. La Russia ha a lungo mascherato la sua debolezza e stupidità con la propaganda. E ora c’è così tanto caos che nessuna menzogna può nasconderlo. E tutto questo è dovuto a un solo uomo, che ancora e ancora ci spaventa con il 1917, anche se non è in grado di portare a nient’altro”.

Le reazioni della comunità internazionale

Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha raccomandato prudenza agli italiani in Russia, su Twitter. “Il Ministero degli Esteri è in contatto con l’Ambasciata d’Italia a Mosca. Al momento nessuna criticità per i connazionali in #Russia, i quali sono stati invitati alla prudenza. Per informazioni questo è il numero di emergenza dell’Unità di Crisi 0636225”.

Il tweet di Tajani

La posizione dell’Unione europea, espressa in conferenza stampa dal portavoce Eric Mamer: “È una questione interna alla Russia. Stiamo monitorando la situazione”. Intanto, il presidente francese, Emmanuel Macron “segue da vicino la situazione” in Russia e rimane “concentrato sugli aiuti all’Ucraina”. In Germania grande cautela. Una scarna nota della cancelleria esprime grande attenzione per quello che accade. Il comunicato segue l’informazione dell’invio di ulteriori mezzi armati a Kiev.

La Casa Bianca sta “monitorando la situazione“. Lo riporta la Cnn che cita il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale americano Adam Hodge, che aggiunge che si consulterà “con alleati e partner su questi sviluppi”. Il presidente americano, Joe Biden, “è stato informato sulla situazione in Russia e sta seguendo l’evolversi degli sviluppi”.

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Botte da orbi tra miliardari: Musk e Zuckerberg pronti a picchiarsi sul ring https://www.business.it/botte-da-orbi-tra-miliardari-musk-e-zuckerberg-pronti-a-picchiarsi-sul-ring/ Thu, 22 Jun 2023 14:09:20 +0000 https://www.business.it/?p=121401 Musk e Zuckerberg pronti a picchiarsi sul ring. L’ultimo post su Instagram del fondatore di Meta, Mark Zuckerberg, riporta i recenti successi del miliardario nell’arte marziale del jiu jitsu. Di recente, il trentanovenne aveva annunciato di voler soffiare il pubblico a Twitter fondando un nuovo social: Threads. Elon Musk, padre-padrone del social dei cinguettii, coglie… Read More »Botte da orbi tra miliardari: Musk e Zuckerberg pronti a picchiarsi sul ring

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Musk e Zuckerberg pronti a picchiarsi sul ring. L’ultimo post su Instagram del fondatore di Meta, Mark Zuckerberg, riporta i recenti successi del miliardario nell’arte marziale del jiu jitsu. Di recente, il trentanovenne aveva annunciato di voler soffiare il pubblico a Twitter fondando un nuovo social: Threads. Elon Musk, padre-padrone del social dei cinguettii, coglie la palla al balzo per sfidare il collega in una “gabbia”, il ring tipico delle arti marziali. Il tutto avviene a distanza, nessuno va sul social del rivale. E il magazine The Verge spiega che la cosa è molto concreta. Non è un caso che i padroni dei social, che hanno dato il colpo di grazia all’empatia umana nonostante si ripromettessero di amplificarla, non sapendo più codificare i propri sentimenti, li manifestino sotto forma di pugni.
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Lo screenshot che Zuck usa per discutere con Musk
Lo scambio di insulti tra Musk e Zuckerberg (lo screenshot è del fondatore di Meta)

I miliardari Musk e Zuckerberg pronti a picchiarsi sul ring

Non sembra uno scherzo quello che vede Musk e Zuckerberg pronti a picchiarsi sul ring, dunque. “Io sono pronto a battermi in una gabbia, se ci sta anche lui”, twitta Elon Musk, alludendo ai cage match, cioè agli incontri sul ring tipico del jiu jitsu. E Zuckerberg risponde con lo screenshot del tweet caricato sulla sua storia di Instagram e l’aggiunta del riquadro: “Dimmi dove”. Fin qui il lato social, per cui uno pensa che si scherzi e finisca lì. Ma proprio The Verge, che gode di contatti molto profondi nel jet set finanziario e tecnologico Usa, ammonisce. Non sembra proprio una questione irrisoria.
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Anzi, tra il serio e il faceto, il magazine americano scimmiotta il gergo tipico delle telecronache MMA (Mixed martial arts, che da noi include tutte le arti marziali e anche il wrestling). “In termini di amministratori delegati miliardari che si menano letteralmente, un combattimento Musk contro Zuckerberg sarebbe il meglio che si può chiedere”, scrive Alex Heath. “Musk, 51 anni, potrebbe prendere il sopravvento su Zuckerberg in termini di dimensioni fisiche, e ha detto di essere stato coinvolto in ‘veri combattimenti di strada molto pesanti’ da ragazzino, in Sudafrica. Ma Zuckerberg, 39 anni, è un aspirante combattente di MMA che vince tornei di jiu jitsu”. E non finisce qui.

Elon Musk sfida Mark Zuckerberg
Zuckerberg campione di jiu jitstu ed Elon Musk versione spaccona: sarà sfida di botte?

Musk contro Zuckerberg anche sul ring? La risposta del patron di Twitter

Non finisce qui, perché Elon Musk risponde all’articolo di The Verge e indirettamente pure a Zuck, proponendo davvero il luogo in cui potrebbe avvenire l’incontro. Si tratta dell’UFC Apex di Las Vegas, noto come l’“Ottagono di Las Vegas”, una struttura per eventi di arti marziali miste che appartiene alla Ultimate Fighting Championship, la principale federazione sportiva del settore. Non contento, Musk ha anche parlato della sua mossa letale: “Ho questa grande mossa che chiamo ‘il tricheco’, dove mi sdraio sopra il mio avversario e non faccio nient’altro”.

Perché l’escalation di insulti tra Musk e Zuck

L’episodio è il culmine di una serie di provocazioni che Musk lancia a Zuck da un paio di settimane, da quando il ceo di Meta ha lanciato “Threads”, con il chiaro obiettivo di svuotare Twitter dei suoi 450 milioni di utenti. Da tempo, infatti, Mark Zuckerberg criticava la gestione del social dei cinguettii: “Potrebbe avere almeno un miliardo di utenti”, si vantava, alludendo ai risultati dei suoi social.

Vedremo se due miliardari esaltati e con gravi problemi di comunicazione sapranno portare in fondo la sfida e offrire l’ennesimo trionfo della superficialità.

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Cifra esorbitante sequestrata a Esselunga per l’ipotesi di frode fiscale https://www.business.it/cifra-esorbitante-sequestrata-a-esselunga-per-lipotesi-di-frode-fiscale/ Thu, 22 Jun 2023 12:59:50 +0000 https://www.business.it/?p=121381 Ipotesi frode fiscale per Esselunga. Sono in corso perquisizioni presso le persone fisiche e giuridiche coinvolte a Milano, Novara e Bergamo nell’ambiente della catena Esselunga. In queste ore si notificano delle informazioni di garanzia. Si dovranno esercitare le responsabilità personali in relazione ai reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Anche in… Read More »Cifra esorbitante sequestrata a Esselunga per l’ipotesi di frode fiscale

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Ipotesi frode fiscale per Esselunga. Sono in corso perquisizioni presso le persone fisiche e giuridiche coinvolte a Milano, Novara e Bergamo nell’ambiente della catena Esselunga. In queste ore si notificano delle informazioni di garanzia. Si dovranno esercitare le responsabilità personali in relazione ai reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Anche in tema di responsabilità amministrativa degli enti in relazione agli illeciti penali commessi dai dirigenti della società Esselunga. La procura di Milano ha disposto il sequestro immediato di 48 milioni di euro.
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Store di Esselunga
Uno store Esselunga

Esselunga, ipotesi frode fiscale per 48 milioni

La procura di Milano ha disposto il sequestro di 48 milioni di euro per l’ipotesi di frode fiscale dell’Esselunga. Il Nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza milanese, è intervenuta su richiesta del pm Paolo Storari. La disposizione avviene nell’ambito di un’indagine sulla presunta “somministrazione illecita di manodopera”. Le indagini si concentrano sul fenomeno della somministrazione illecita di manodopera. Seguono lo schema illegale presunto, rilevato in numerose altre indagini. Il pm Storari segue da mesi grandi gruppi della logistica e della distribuzione, come Dhl e Brt.
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Secondo l’accusa, la presunta frode fiscale consiste nell’uso di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti. Dalla stipula di contratti di appalto fittizi per la somministrazione di manodopera. In violazione della normativa di settore. Ciò ha portato all’emissione e all’utilizzo di fatture inesistenti. L’importo totale è di oltre 221 milioni di euro, oltre all’IVA, che supera i 47 milioni di euro.
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Le società serbatoio

Le indagini hanno rivelato che i rapporti di lavoro con Esselunga sono stati in alcuni casi occultati. Società “filtro” si sono avvalse di diverse società cooperative (società “serbatoio”). In altri casi, i rapporti di lavoro sono stati intrattenuti direttamente con queste società. Esse hanno sistematicamente evaso il pagamento dell’IVA e, nella maggior parte dei casi, degli oneri previdenziali e assistenziali.

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Decreto Lavoro, le novità in arrivo oltre le liti in Senato.

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Decreto Lavoro, tutte le novità in arrivo https://www.business.it/decreto-lavoro-tutte-le-novita-in-arrivo/ Wed, 21 Jun 2023 13:10:05 +0000 https://www.business.it/?p=121207 Le novità sul Decreto Lavoro. Le modifiche al decreto Primo maggio sono state ampliate durante l’esame in Senato. Passando da contratti a termine a lavoro intelligente. Questa mattina il provvedimento è stato presentato in Aula, con la relatrice Paola Mancini (Fdi) che ha dato un’introduzione. Durante la giornata sono previsti i voti su oltre 400… Read More »Decreto Lavoro, tutte le novità in arrivo

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Le novità sul Decreto Lavoro. Le modifiche al decreto Primo maggio sono state ampliate durante l’esame in Senato. Passando da contratti a termine a lavoro intelligente. Questa mattina il provvedimento è stato presentato in Aula, con la relatrice Paola Mancini (Fdi) che ha dato un’introduzione. Durante la giornata sono previsti i voti su oltre 400 emendamenti. Tra cui le questioni cruciali dell’estensione delle norme favorevoli al lavoro intelligente. La misura riguarderebbe anche i dipendenti pubblici vulnerabili e la riduzione degli importi dell’Assegno di inclusione per evitare penalizzazioni per i fondi dei disabili e dei senzatetto. Ecco tutte le novità.
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Dallo smart working al lavoro intelligente: le novità sul Decreto Lavoro

Decreto Lavoro, le novità. In Senato, la maggioranza ha subito una sconfitta sul provvedimento: la votazione della commissione Bilancio sul parere riguardo al nuovo pacchetto di emendamenti, si è conclusa in pareggio. Dieci senatori della maggioranza e dieci dell’opposizione. La commissione è stata sospesa perché manca il parere necessario per esaminare le nuove proposte di modifica presentate questa mattina. Ora sarà necessaria una conferenza dei capigruppo per decidere come procedere con i lavori.

Per quanto riguarda i contratti a termine, d’ora in poi anche i rinnovi, e non solo le proroghe, saranno senza specifiche causali fino a 12 mesi. Questo vale anche per la somministrazione. Saranno aboliti i limiti quantitativi previsti per il personale in apprendistato (20%) e per le assunzioni di lavoratori in mobilità, disoccupati o svantaggiati.

Le novità sul lavoro intelligente e i benefit aggiuntivi

Per quanto riguarda il lavoro intelligente, mentre si sta discutendo una proroga fino al 30 settembre per i dipendenti pubblici vulnerabili, per i lavoratori del settore privato sono state prorogate le agevolazioni fino al 31 dicembre. Questo riguarda sia i lavoratori fragili, sia per i genitori con figli entro i 14 anni di età. Per quanto riguarda i fringe benefit aggiuntivi, la disposizione originale rimane invariata: sono esenti da imposte fino a 3.000 euro per i lavoratori con figli. Tuttavia, questi strumenti saranno esenti da contributi e tasse.

L’Assegno di inclusione

Anche l’Assegno di inclusione ha subito alcune modifiche. In caso di nuclei familiari con figli sotto i 14 anni, l’obbligo di accettare il contratto (anche a tempo indeterminato). Scatta solo se la distanza tra il lavoro e il domicilio è inferiore a 80 km. O se il tempo di percorrenza con i mezzi di trasporto pubblico è inferiore a 120 minuti. Per quanto riguarda solo il lavoro a tempo determinato, il limite di 80 km è stato aggiunto anche un limite orario di 120 minuti con i mezzi di trasporto pubblico. È stato anche approvato l’emendamento presentato da Paita-Sbrollini (Iv) sulle donne vittime di violenza. Questa norma consente loro di costituire un nucleo familiare indipendente da quello del marito anche ai fini Isee per l’accesso all’assegno di inclusione. Inoltre, queste donne potranno usufruire di percorsi di inclusione personalizzati.

Gestione separata settore turistico

Il provvedimento include anche una modifica che consente a commercianti, artigiani, lavoratori agricoli e professionisti iscritti alla gestione separata Inps di ricostruire la loro posizione contributiva, che è stata ridotta di fatto per i contributi soggetti a recupero dai bollettini esattoriali emessi dall’ex Equitalia tra il 2000 e il 2015, fino a un massimo di mille euro. In attesa delle istruzioni da parte dell’Inps, è certo che le somme dovute dovranno essere pagate entro il 2023 in un’unica soluzione o a rate.

Arriva anche la detassazione del lavoro notturno e festivo per i dipendenti del settore turistico, alberghiero e termale ha ricevuto l’approvazione: per il periodo dal 1° giugno al 21 settembre 2023, viene riconosciuta una somma a titolo di trattamento integrativo speciale, non considerata reddito, pari al 15% delle retribuzioni lordo corrisposte per il lavoro notturno e straordinario. Questa norma si applica ai dipendenti con un reddito non superiore a 40.000 euro (periodo di imposta 2022).

Bagarre in Senato

Le norme per i disabili

Oggi verranno risolti gli ultimi nodi riguardanti i disabili. Il lavoro intelligente riguarda anche i dipendenti pubblici vulnerabili. Il governo ha trovato nuove risorse e entrambe le questioni potrebbero essere risolte. Con circa 40 milioni di euro si spera di evitare tagli ai fondi per i disabili. Confermando l’estensione dell’Assegno di inclusione ai componenti svantaggiati inseriti in programmi di cura e assistenza.

La soluzione proposta è una ridistribuzione della scala di equivalenza, ripristinando il valore previsto dal Dl del 1° maggio per i minori con disabilità o non autosufficienza (0,5). E aggiungendo un ulteriore incremento di 0,2 punti per ogni altro componente adulto in grave disagio bio-psico-sociale inserito in programmi di cura e assistenza certificati dalla pubblica amministrazione. Si sta anche avvicinando una soluzione per il lavoro intelligente dei dipendenti pubblici vulnerabili: le norme favorevoli attuali in scadenza il 30 giugno saranno prorogate fino al 30 settembre. Si prevede anche un’ulteriore modifica al contratto di espansione per estenderne l’operatività.

Leggi anche: Maggioranza nel caos al Senato sul Decreto Lavoro.

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Quattordicesima, come la spenderanno gli italiani https://www.business.it/quattordicesima-come-la-spenderanno-gli-italiani/ Sat, 17 Jun 2023 10:48:28 +0000 https://www.business.it/?p=120856 Arriva la quattordicesima, come la spenderanno gli italiani. Sono in arrivo le quattordicesime per chi ne ha diritto. Un sondaggio Confesercenti-Ipsos spiega come verranno impiegati questi soldi degli italiani, creando una movimentazione nei consumi. Circa 10 milioni di italiani riceveranno un pagamento extra di 14 miliardi di euro complessivo. Arriverà tra la seconda metà di… Read More »Quattordicesima, come la spenderanno gli italiani

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Arriva la quattordicesima, come la spenderanno gli italiani. Sono in arrivo le quattordicesime per chi ne ha diritto. Un sondaggio Confesercenti-Ipsos spiega come verranno impiegati questi soldi degli italiani, creando una movimentazione nei consumi. Circa 10 milioni di italiani riceveranno un pagamento extra di 14 miliardi di euro complessivo. Arriverà tra la seconda metà di giugno e la prima settimana di luglio. Questa iniezione di liquidità potrebbe portare a consumi familiari per un valore di 6,8 miliardi di euro.
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Quattordicesima: come la spenderanno gli italiani

In arrivo la quattordicesima: come la spenderanno gli italiani, il sondaggio di Confesercenti. I consumi subiranno un notevole impulso, soprattutto nel settore turistico. La destinazione più comune per il denaro extra è senza dubbio la voce “vacanze”, scelta dal 51% degli intervistati. Che secondo l’associazione dei commercianti si tradurrà in un utilizzo di circa 3,7 miliardi di euro. Il 25% delle persone ha intenzione di investire l’extra nello shopping. Durante i saldi estivi, pari a circa 1,8 miliardi di euro. Un altro 18% prevede di utilizzarlo per l’acquisto di altri prodotti (1,3 miliardi di euro).

Una parte significativa delle risorse aggiuntive, però, sarà destinata a saldare debiti o a coprire spese obbligate. Secondo Confesercenti, basandosi sul sondaggio Ipsos, circa 4,7 miliardi di euro verranno utilizzati per queste finalità. Il 21% dei partecipanti afferma di utilizzare almeno una parte della quattordicesima per pagare debiti. Un totale di circa 1,5 miliardi di euro. Invece, il 15% la utilizzerà per coprire mutui e finanziamenti (poco più di 1 miliardo di euro). Una spesa aumentata a causa dell’aumento dei tassi di interesse nell’ultimo anno.

Il commento di Confesercenti

Un altro 15% degli intervistati investirà parte delle risorse per pagare centri estivi o vacanze studio per i propri figli (circa 1.106 milioni di euro). Il 14% opterà per spese legate alla sanità o alla salute (1.018,7 milioni di euro). Secondo le stime di Confesercenti, circa 1,5 miliardi di euro verranno destinati al risparmio. Fortemente eroso a causa dell’alta inflazione degli ultimi mesi. Solo il 21% degli intervistati indica il desiderio di utilizzare parte o l’intera somma extra. Incrementerà dunque le proprie riserve, mentre il 12% prevede anche scopi di investimento, ai quali saranno destinati oltre 870 milioni di euro.

Confesercenti commenta in una nota che l’effetto della quattordicesima potrebbe dare una spinta importante dopo una primavera “fredda” per i consumi. A causa dell’aumento dei prezzi e del peso delle spese obbligate sui bilanci familiari. Si riafferma la necessità di preservare il potere d’acquisto degli italiani. Si propone un intervento attraverso la leva fiscale, detassando gli aumenti salariali previsti dai rinnovi dei contratti nazionali. Ci sono milioni di lavoratori in Italia in attesa del rinnovo dei contratti e un’azione di questo tipo velocizzerebbe la negoziazione e libererebbe risorse per le famiglie. Secondo le stime di Confesercenti, ciò comporterebbe una spesa aggiuntiva per consumi di 2,8 miliardi di euro solo nel 2023.

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Francesco Nuti, l’ultimo saluto dagli amici dello spettacolo ai tifosi della Fiorentina https://www.business.it/francesco-nuti-lultimo-saluto-dagli-amici-dello-spettacolo-ai-tifosi-della-fiorentina/ Thu, 15 Jun 2023 17:00:55 +0000 https://www.business.it/?p=120724 I funerali di Francesco Nuti. Francesco Nuti, attore e regista, ha ricevuto l’ultimo saluto a Firenze nella basilica di San Miniato al Monte. L’artista è scomparso il 12 giugno all’età di 68 anni. I funerali si sono tenuti in forma privata e hanno visto la partecipazione di circa 300 persone, tra cui molti volti noti… Read More »Francesco Nuti, l’ultimo saluto dagli amici dello spettacolo ai tifosi della Fiorentina

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I funerali di Francesco Nuti. Francesco Nuti, attore e regista, ha ricevuto l’ultimo saluto a Firenze nella basilica di San Miniato al Monte. L’artista è scomparso il 12 giugno all’età di 68 anni. I funerali si sono tenuti in forma privata e hanno visto la partecipazione di circa 300 persone, tra cui molti volti noti del mondo dello spettacolo, alcuni tifosi della Fiorentina e i sindaci di Prato e Firenze. Tra i suoi amici storici presenti alla cerimonia: Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni, Sandro e Giovanni Veronesi, Giorgio Panariello, Marco Masini, Gianfranco Monti, Valeria Solarino e Nicola Pecci. I tifosi della Fiorentina hanno posto accanto al feretro una sciarpa della curva Fiesole e un cappellino. Durante le celebrazioni, Marco Masini ha cantato la canzone di Nuti “Sarà per te”, mentre Gianfranco Monti ha letto una lettera in memoria dell’artista.
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Francesco Nuti
I funerali di Francesco Nuti

Marco Masini canta “Sarà per te” ai funerali di Francesco Nuti, suo vecchio amico

All’uscita dalla chiesa, Leonardo Pieraccioni ha dichiarato al quotidiano fiorentino: “Era un grande e meraviglioso talento. Francesco rimarrà vivo nei suoi film. Ci ha regalato tanta allegria. Speriamo che le sue opere vengano sempre apprezzate e che anche i giovani scoprano il suo talento”.

L’omaggio di Marco Masini all’amico Francesco

Una cerimonia sobria ed emozionante

La messa è stata officiata da padre Bernardo Gianni, abate della basilica, che ha ricordato: “Da giovane, da studente al Cigognini di Prato, ho assistito alle riprese di uno dei suoi film, ‘Madonna che silenzio c’è stasera‘. È un bel ricordo della mia gioventù”. Durante l’omelia, padre Bernardo ha citato alcune frasi famose dei film di Nuti, tra cui la celebre “O vinci al Totocalcio, o tu sposti la chiesa, o tu vai in Perù” da “Madonna che silenzio c’è stasera”. L’abate ha sottolineato l’importanza di vivere la liturgia come un gesto di mistero e di aprire il cuore all’immaginazione. Ha augurato che il volo di Francesco sia limpido e trasparente, senza opacità.

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Quando arriva la quattordicesima, e chi ne ha diritto https://www.business.it/quando-arriva-la-quattordicesima-e-chi-ne-ha-diritto/ Thu, 15 Jun 2023 14:33:01 +0000 https://www.business.it/?p=120710 Quattordicesima, quando arriva e chi ne ha diritto. Di solito, la quattordicesima è pagata tra giugno e luglio, ma non è obbligatoria per legge. Ne beneficiano i pensionati che soddisfano determinati requisiti di reddito e i lavoratori dipendenti, se previsto dal contratto collettivo o da contratti individuali. La questione richiede un’ulteriore analisi perché, se il… Read More »Quando arriva la quattordicesima, e chi ne ha diritto

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Quattordicesima, quando arriva e chi ne ha diritto. Di solito, la quattordicesima è pagata tra giugno e luglio, ma non è obbligatoria per legge. Ne beneficiano i pensionati che soddisfano determinati requisiti di reddito e i lavoratori dipendenti, se previsto dal contratto collettivo o da contratti individuali. La questione richiede un’ulteriore analisi perché, se il calcolo della quattordicesima è abbastanza semplice per i lavoratori che la ricevono, le regole sono diverse per i pensionati. Il sito dell’Inps aiuta a chiarire, in parte.
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Chi ha diritto alla quattordicesima per il 2023

Ecco chi ha diritto alla quattordicesima e quando viene versata. I lavoratori dipendenti la ricevono solo se prevista dal contratto collettivo o da accordi individuali. Un datore di lavoro può decidere di pagarla volontariamente. Viene pagata entro luglio e le tempistiche sono specificate nei diversi contratti collettivi. Ad esempio, nel settore terziario, il pagamento è previsto entro la fine di giugno, mentre nella logistica entro la fine di luglio.

Il periodo di maturazione della quattordicesima va dal primo giorno di luglio al 30 giugno e il calcolo si basa sui giorni lavorati durante questo periodo. Chi ha lavorato per tutto l’anno riceve una quattordicesima completa, corrispondente a una mensilità, mentre per gli altri, ad esempio coloro che sono stati assunti durante quel periodo, la ricevono in proporzione ai mesi lavorati. Il calcolo si basa sullo stipendio e non include elementi aggiuntivi come straordinari o assegni familiari.

Pensionati e dipendenti

La quattordicesima viene pagata dall’Inps ai pensionati che hanno compiuto almeno 64 anni e hanno un reddito complessivo inferiore a 1,5 volte il trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (fino al 2016) o fino a due volte il trattamento minimo annuo del Fondo lavoratori dipendenti (dal 2017). Nel 2023, questi valori corrispondono rispettivamente a 10.992,93 euro e 14.657,24 euro. L’importo della quattordicesima varia a seconda degli anni di contribuzione e ci sono tre fasce di importo diverso, che vanno da 336 euro a 655,20 euro, come spiegato in dettaglio in precedenza. A parità di requisiti, la quattordicesima spetta anche a coloro che ricevono una pensione di reversibilità.

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Inflazione, la Bce alza ancora i tassi d’interesse https://www.business.it/inflazione-la-bce-alza-ancora-i-tassi-dinteresse-2/ Thu, 15 Jun 2023 12:39:47 +0000 https://www.business.it/?p=120687 La Bce alza ancora i tassi d’interesse per contrastare l’inflazione. Come annunciato a più riprese, ma con qualche flebile speranza di arrivare a decisioni diverse. La situazione, però, non è migliorata e l’istituzione ha comunicato le nuove percentuali. I tassi d’interesse crescono di un quarto di punto percentuale, portando il tasso sui rifinanziamenti principali al… Read More »Inflazione, la Bce alza ancora i tassi d’interesse

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La Bce alza ancora i tassi d’interesse per contrastare l’inflazione. Come annunciato a più riprese, ma con qualche flebile speranza di arrivare a decisioni diverse. La situazione, però, non è migliorata e l’istituzione ha comunicato le nuove percentuali. I tassi d’interesse crescono di un quarto di punto percentuale, portando il tasso sui rifinanziamenti principali al 4%, quello sui depositi al 3,50%, e quello sui prestiti marginali al 4,25%.
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La bce alza i tassi contro l'inflazione

La Bce rialza i tassi d’interesse per combattere l’inflazione

L’istituto europeo Bce contrasta l’inflazione rialzando i tassi d’interesse. La Banca Centrale Europea (BCE) ha preso una decisione significativa riguardo ai tassi d’interesse, che avrà un impatto su vari settori economici. Ha annunciato un aumento dei tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale, portando il tasso sui rifinanziamenti principali al 4%. Questa mossa ha l’obiettivo di regolare l’economia e gestire l’inflazione in modo efficace.

Allo stesso tempo, il tasso sui depositi aumentato al 3,50%, mentre il tasso sui prestiti marginali salito al 4,25%. Queste misure sono state adottate per riflettere le attuali condizioni economiche e le prospettive future, tenendo conto di fattori come l’inflazione, la crescita economica e la stabilità finanziaria.

“Una politica monetaria efficace”

La Bce ha comunicato con fermezza la sua decisione, riconoscendo l’importanza di una politica monetaria efficace nel sostenere l’economia e promuovere la stabilità finanziaria. L’obiettivo principale è bilanciare gli stimoli economici con la necessità di mantenere l’inflazione sotto controllo, garantendo al contempo condizioni di prestito accessibili per le imprese e i consumatori. Questa decisione potrebbe avere un impatto significativo sui mercati finanziari, influenzando le decisioni di investimento e le strategie finanziarie delle aziende e degli individui. Inoltre, potrebbe avere effetti sulle condizioni di prestito, con conseguenze per il settore immobiliare, l’industria automobilistica e altri settori dipendenti dal finanziamento.

È importante monitorare da vicino gli sviluppi futuri e valutare le implicazioni di questa decisione sulla situazione economica complessiva. Gli esperti economici, gli analisti e gli investitori saranno attenti agli effetti a breve e lungo termine di questa politica monetaria e alle possibili misure correttive che potrebbero essere necessarie per garantire una crescita stabile e sostenibile.

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Funerali di Berlusconi, tutte le curiosità https://www.business.it/funerali-di-berlusconi-tutte-le-curiosita/ Wed, 14 Jun 2023 14:01:09 +0000 https://www.business.it/?p=120568 Tutte le curiosità del funerale di Silvio Berlusconi. Si è concluso dopo poco meno di un’ora il funerale di Silvio Berlusconi. Al termine della cerimonia pubblica, il feretro dell’ex presidente del Consiglio e leader di Forza Italia sarà portato al cimitero monumentale del capoluogo lombardo, per poi essere cremato e portato alla villa San Martino… Read More »Funerali di Berlusconi, tutte le curiosità

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Tutte le curiosità del funerale di Silvio Berlusconi. Si è concluso dopo poco meno di un’ora il funerale di Silvio Berlusconi. Al termine della cerimonia pubblica, il feretro dell’ex presidente del Consiglio e leader di Forza Italia sarà portato al cimitero monumentale del capoluogo lombardo, per poi essere cremato e portato alla villa San Martino di Arcore. Gli applausi convinti della piazza Duomo gremita sono solo per Mario Draghi, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Sergio Mattarella. Il coro contro i comunisti che commuove la conduttrice dell’evento per Canale 5, Elena Guarnieri. E le bandiere rossonere che intonano il coro: “C’è solo un presidente”, all’arrivo del feretro.
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Toffanin e De Filippi

Il vestito di Maria De Filippi

Silvia Toffanin, partner di Pier Silvio Berlusconi, era presente in prima fila insieme ai loro due figli. Non ha preso parte al corteo funebre da Arcore, ma si è recata direttamente alla chiesa. Maria De Filippi, amica di lunga data della famiglia, era accanto a lei per offrire supporto. Meno di tre mesi fa, Pier Silvio era al fianco della conduttrice a Roma, durante il funerale di Maurizio Costanzo. Molti hanno notato che Maria De Filippi indossava un abito bianco. Cesara Buonamici, durante il collegamento al Tg5, ha spiegato: “Secondo il protocollo dei funerali di Stato, l’abito dovrebbe essere nero, ma probabilmente ha scelto il bianco perché sapeva che lui avrebbe voluto così“. Elena Guarnieri ha confermato: “Berlusconi diceva sempre: ‘Vestitevi con colori chiari e, se potete, portate i capelli biondi perché quelli scuri non fanno passare la luce’. Lo diceva sempre anche a me”.
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Il coro contro i comunisti

Nel corso della diretta Mediaset, che Canale 5 ha voluto legittimamente presentare in modo emozionale ed empatico, la conduttrice Elena Guarnieri si commuove e decide di fare ascoltare il coro dei presenti in piazza. Che è “Chi non salta comunista è!”.
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Indignazione nei commenti: “Il giornalismo italiano è imbarazzante”, “Che squallore”, “Spero che tutto questo finisca presto”, “Ma io dico, il re è morto, ma anche basta continuare a leccare. Di favori dal sovrano non ne arriveranno più”. Poi parte l’onda delle richieste al canale satirico “Il Grande Flagello”, che realizza una versione molto acclamata: quella con “Bella ciao” in sottofondo.

Il coro imbarazzante in piazza Duomo

Il disappunto dei famigliari

Unica piccola nota stonata, in una cerimonia sobria e di buon gusto, il disappunto della famiglia Berlusconi: il protocollo è stato osservato in modo rigido e non c’è stato il momento di ringraziamento per le persone venute a salutare il leader.
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Inflazione, come difendere i propri risparmi https://www.business.it/inflazione-come-difendere-i-propri-risparmi/ Wed, 14 Jun 2023 13:08:26 +0000 https://www.business.it/?p=120550 Come difendere i propri risparmi dall’aumento dell’inflazione. L’inflazione mantiene un ritmo elevato, seppur in rallentamento rispetto al passato (7,6% a maggio, dopo aver superato il 10% nel 2022), i risparmiatori italiani si trovano nella necessità di difendere il valore dei loro risparmi nel tempo, considerando anche la difficoltà di aumenti salariali nel paese. Ecco alcune… Read More »Inflazione, come difendere i propri risparmi

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Come difendere i propri risparmi dall’aumento dell’inflazione. L’inflazione mantiene un ritmo elevato, seppur in rallentamento rispetto al passato (7,6% a maggio, dopo aver superato il 10% nel 2022), i risparmiatori italiani si trovano nella necessità di difendere il valore dei loro risparmi nel tempo, considerando anche la difficoltà di aumenti salariali nel paese. Ecco alcune soluzioni per ottenere rendimenti sicuri o quasi senza rischi.
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Risparmio economico, risparmio gestito

Ecco i consigli utili per difendere i propri risparmi dall’inflazione

Difendere i propri risparmi dall’inflazione in tempi complicati come quelli che corrono. Le Poste Italiane hanno aumentato i rendimenti dei loro buoni fruttiferi e introdotto una nuova opzione per i libretti. Iniziano a cambiare l’approccio finanziario in risposta alle richieste di Christine Lagarde, con l’obiettivo di fermare la fuoriuscita di capitali che si è verificata all’inizio di quest’anno.
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Fino al 5 luglio, le Poste offrono due opzioni legate al Libretto Smart. Questo strumento di gestione della liquidità, garantito dallo Stato, non comporta spese di apertura, gestione o chiusura, e offre un rendimento dello 0,001%. La promozione “supersmart Premium 300 giorni” è riservata a coloro che investono nuovi fondi presso le Poste Italiane. Offre un rendimento lordo annuo del 3,00% sulle somme versate, con una durata di 300 giorni e possibilità di versamento tramite bonifico, assegno bancario o circolare, o accredito di stipendi o pensioni. La seconda opzione, “supersmart 360 giorni”, è disponibile per tutti i titolari del Libretto Smart (senza aggiunta di liquidità) e ha una durata di 360 giorni con un tasso di interesse annuo lordo dell’1,50% se portato a scadenza. L’importo minimo per ogni versamento è di mille euro, incrementabile per multipli di 50 euro.

inflazione aumento prezzi aprile

I buoni fruttiferi postali (Bfp)

Come alternativa, ci sono i buoni fruttiferi postali (Bfp) che offrono le stesse garanzie pubbliche e rendimenti variabili in base alla durata. Ad esempio, il Bfp 3 Anni Plus offre un rendimento del 2% lordo se portato a scadenza, mentre il Bfp 3×2, che paga interessi ogni tre anni con una durata massima di sei anni, offre un rendimento annuo dell’1,25% per i primi tre anni e del 2,25% per la scadenza finale. I guadagni derivanti dai buoni fruttiferi sono tassati al 12,5%, a differenza del 26% previsto per i libretti.

Anche i rendimenti dei conti deposito stanno aumentando, grazie al rinnovato interesse per i titoli di Stato, come dimostrato dal successo del collocamento del BTp Valore e del BoT. I conti deposito offrono un guadagno superiore rispetto ai conti correnti, anche se con un’operatività più limitata. Esistono opzioni vincolate e non vincolate, con i primi che offrono rendimenti più elevati a condizione che il denaro non venga prelevato prima della scadenza. Ad esempio, considerando un vincolo di 10.000 euro per un anno, Illimity offre un rendimento lordo del 4,5%, Banca CF+ del 3,9% e Ibl Banca del 3,65%. Con un vincolo di tre anni, Guber Banca offre un rendimento fino al 4,7%, mentre Vivibanca e Banca Progetto arrivano al 4,15%.

I conti deposito sono garantiti fino a 100.000 euro per depositante, quindi il denaro non viene perso in caso di fallimento della banca. Tuttavia, il rimborso potrebbe richiedere alcuni mesi.

Le opzioni del risparmio gestito

Un’alternativa è rappresentata dal risparmio gestito, con la scelta tra fondi comuni di investimento e Etf monetari, che investono in obbligazioni a breve termine. Entrambe le opzioni offrono la possibilità di diversificare gli investimenti e comportano commissioni di gestione più elevate per i fondi attivi, poiché vi è il coinvolgimento di un gestore professionale che decide quali titoli acquistare e vendere in base alle opportunità di mercato. I rendimenti non sono predefiniti, ma dipendono dall’andamento dei mercati e dalle abilità dei gestori.

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Muore di tumore a 5 anni, a processo sei dirigenti ex Ilva a Taranto https://www.business.it/muore-di-tumore-a-5-anni-a-processo-sei-dirigenti-ex-ilva-a-taranto/ Tue, 13 Jun 2023 15:13:43 +0000 https://www.business.it/?p=120437 Bambino muore di tumore a 5 anni, a processo dirigenti ex Ilva. Lorenzo Zaratta, detto Lollo, aveva solo tre mesi quando si ammalò di tumore al cervello. Nel 2014, a soli cinque anni, se n’è andato. Sei ex dirigenti dell’ex Ilva andranno a processo per la sua morte. La Corte d’Appello di Lecce ha accolto… Read More »Muore di tumore a 5 anni, a processo sei dirigenti ex Ilva a Taranto

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Bambino muore di tumore a 5 anni, a processo dirigenti ex Ilva. Lorenzo Zaratta, detto Lollo, aveva solo tre mesi quando si ammalò di tumore al cervello. Nel 2014, a soli cinque anni, se n’è andato. Sei ex dirigenti dell’ex Ilva andranno a processo per la sua morte. La Corte d’Appello di Lecce ha accolto il ricorso del pubblico ministero e della famiglia del bambino. Sei dei dipendenti dell’ex Ilva affronteranno il processo con l’accusa di omicidio colposo. Avrebbero consentito la dispersione di sostanze nocive e per non aver adottato le misure di prevenzione necessarie. Alcuni di loro ricoprivano ruoli di responsabilità nello stabilimento di Taranto. Un altro imputato è stato assolto nel processo preliminare, ma la procura ha proposto appello. Durante l’udienza preliminare ascoltati i consulenti delle parti, i quali hanno espresso pareri contrastanti riguardo alla correlazione tra l’astrocitoma e l’inquinamento. Il processo è previsto per ottobre davanti alla giudice Anna Lucia Zaurito.
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Lorenzo Zaratta
Lollo e suo papà

Lorenzo Zaratta, bambino, muore a 5 anni. A processo dirigenti ex Ilva

Per Lollo, morto di tumore a 5 anni, a processo sei ex dirigenti Ilva per omicidio colposo. Sei ex dirigenti dell’ex Ilva saranno processati per la morte di Lorenzo Zaratta. Un bambino deceduto a causa di un tumore al cervello diagnosticato quando aveva solo tre mesi. La Corte d’Appello di Lecce ha accolto il ricorso del pubblico ministero Mariano Buccoliero. E della famiglia del bambino, che è diventato un simbolo dell’inquinamento a Taranto.

Otto dipendenti dell’ex Ilva inizialmente prosciolti dal giudice per l’udienza preliminare Pompeo Carriere con la formula “perché il fatto non sussiste”. La procura di Taranto ha proposto un appello per sei di loro. Marco Andelmi, Ivan Di Maggio, Salvatore De Felice, Salvatore D’Alò, Giovanni Valentino e Luigi Capogrosso. Il collegio composto dai giudici Giovanna De Scisciolo, Luciano Cavallone e Paola Rosalia Incalza ha accolto l’appello. I sei ex dirigenti affronteranno quindi il processo con l’accusa di omicidio colposo.

Il nodo della diffusione di polveri sottili

Secondo il pubblico ministero, gli imputati hanno permesso la diffusione di polveri e sostanze nocive derivanti dalle lavorazioni. Omettendo di adottare le misure di prevenzione necessarie contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Questo avrebbe contribuito a causare una grave malattia neurologica a Zaratta. Che ha assorbito le sostanze velenose durante lo stato fetale, sviluppando una malattia neoplastica che lo ha portato alla morte.

All’epoca dei fatti, Capogrosso era direttore dello stabilimento di Taranto, Andelmi era responsabile dell’area parchi minerali, Di Maggio dell’area cokerie, De Felice dell’area altiforni. D’Alò e Valentino erano responsabili delle due acciaierie. Altri due imputati non sono coinvolti nell’appello davanti al giudice per l’udienza preliminare a causa di un errore nei capi d’imputazione.

Le acciaierie dell’ex Ilva a Taranto

L’inquinamento ambientale a Taranto

Durante l’udienza preliminare, Angelo Cavallo, all’epoca responsabile dell’area agglomerato, assolto perché il fatto non sussiste. Aveva scelto il rito abbreviato. La procura ha presentato un appello e l’impugnazione della sentenza sarà discussa davanti alla Corte d’Appello. A ottobre, nello stesso mese in cui è fissato l’inizio del processo, previsto per il 2 ottobre davanti alla giudice Anna Lucia Zaurito.

Durante l’udienza preliminare, sono stati ascoltati tutti i consulenti delle parti. Il consulente della procura è Carlo Barone. Ha sostenuto che è scientificamente provato che le polveri possono raggiungere il feto. E che le particelle di dimensioni maggiori potrebbero essere aggregazioni di particelle più piccole. Il collegio difensivo, d’altra parte, ha evidenziato che lo stesso consulente ha confermato l’assenza di studi epidemiologici che collegano l’astrocitoma all’inquinamento.

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Dietro le quinte del potere di Giorgia, con Bisignani e Madron https://www.business.it/dietro-le-quinte-del-potere-di-giorgia-con-bisignani-e-madron/ Tue, 13 Jun 2023 13:25:51 +0000 https://www.business.it/?p=120413 “I potenti al tempo di Giorgia” di Luigi Bisignani e Paolo Madron, edito da Chiarelettere, racconta il potere nel nuovo esecutivo. Si tratta di retroscena politici dai palazzi del potere che descrivono le nuove traiettorie decisionali dopo il 25 settembre. I “dietro le quinte” della politica, insomma, con un gusto sapido e divertente. Ma anche… Read More »Dietro le quinte del potere di Giorgia, con Bisignani e Madron

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“I potenti al tempo di Giorgia” di Luigi Bisignani e Paolo Madron, edito da Chiarelettere, racconta il potere nel nuovo esecutivo. Si tratta di retroscena politici dai palazzi del potere che descrivono le nuove traiettorie decisionali dopo il 25 settembre. I “dietro le quinte” della politica, insomma, con un gusto sapido e divertente. Ma anche riflessioni sullo stato attuale di salute della politica italiana e un tentativo di previsione del futuro.
>>>>> Berlusconi, il commiato di Giorgia Meloni in un video

Retroscena politico: "I potenti al tempo di Giorgia"
Il libro di Bisignani e Madron

Le novità più succose del libro “I potenti al tempo di Giorgia”, di Luigi Bisignani e Paolo Madron

Cosa nasconde il “dietro le quinte” del governo Meloni secondo il libro “I potenti al tempo di Giorgia” di Luigi Bisignani e Paolo Madron, edito da Chiarelettere? Specialisti di economia e di politica, Bisignani e Madron dialogano sui tenutari del potere ai tempi della prima presidente del Consiglio donna.

Il primo cambiamento evidente è nell’arredamento dei palazzi, con la “romanella” fatta passare per gli ambienti e le piante mangiafumo installate in modo copioso, vista la predilezione di Meloni per le sigarette. Si fa poi la conoscenza di “Wolf” e di “Spugna”, al secolo rispettivamente Patrizia Scurti, la super-segretaria di Meloni, e il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, coppia di veri problem solver.

E poi un altro duo, che rappresenta il volto umano e più moderato della presidenza Meloni: Alfredo Mantovano, talmente religioso da aver fatto benedire il suo ufficio prima di entrarvi, e Carlo Deodato, l’accomodatore. Entrambi passepartout per le relazioni in Vaticano. Qua e là sono nominati gli angeli di Giorgia Meloni: ne colleziona di tutti i tipi. Chissà, insinua Bisignani, se questo fatto non aiuti la presidente a elargire un ruolo sociale sempre più preponderante alla Chiesa di Bergoglio.

I retroscena sulle tensioni nella maggioranza e la trattativa con Silvio

25 aprile Meloni Berlusconi
Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni

I retroscena raccontanti da Bisignani e Madron certificano che il “sabotatore” delle prime settimane di governo era proprio Silvio Berlusconi. Via Ronzulli, Forza Italia si opponeva al posizionamento antiputiniano del governo in politica estera. Tutto sarebbe stato risolto dalla mossa di Giorgia di far telefonare il suo compagno, Andrea Giambruno, fedele uomo Mediaset, a Marina Berlusconi. Che insieme a Marta Fascina avrebbe lavorato a far scoppiare la pace tra i due leader.

A proposito della “quasi” moglie di Berlusconi, che proprio negli ultimi giorni di vita, Silvio chiamava moglie senza quasi, secondo Bisignani avrebbe ricevuto 50 milioni di dollari come risarcimento per le nozze mancate.

Una pace, quella tra Meloni e Berlusconi, che Giorgia avrebbe ripagato imponendo all’Avvocatura dello Stato il ritiro di Palazzo Chigi come parte civile nel processo Ruby ter, finito in gloria per tutti gli imputati. In cambio, sia Berlusconi che Mediaset smettono di bersagliare la presidente.

Meloni
Giorgia Meloni

I nodi nel futuro immediato di Meloni

Il libro sembra ammiccare con simpatia alla potente “underdog”, esaltandone il mix tra coerenza e compromesso che le permette di governare. Con alcune note ineludibili, soprattutto alla luce della morte di Silvio, che non potrà evitare scossoni. Si scoprono dunque le scommesse sui primi “rimpasti” e sul nodo della presidenza di Fratelli d’Italia. Per i due analisti, è difficile che Meloni possa restare in sella a entrambi i bolidi. Benissimo, ma l’interrogativo che ci lasciano i due è il seguente: può delegare una donna che non si fida di nessuno come Giorgia? Aggiungiamo noi: soprattutto guardandosi intorno?

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Berlusconi, il delicato nodo dell’eredità economica e politica https://www.business.it/berlusconi-il-delicato-nodo-delleredita-economica-e-politica/ Mon, 12 Jun 2023 11:44:45 +0000 https://www.business.it/?p=120284 L’eredità di Silvio Berlusconi. Silvio Berlusconi, 86 anni, è deceduto questa mattina all’ospedale San Raffaele di Milano. I suoi cinque figli, venuti a conoscenza della grave situazione, si sono radunati al suo capezzale insieme alla compagna Marta Fascina, che è stata al suo fianco fin dal primo giorno. Saranno proprio i figli a proseguire l’impero… Read More »Berlusconi, il delicato nodo dell’eredità economica e politica

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L’eredità di Silvio Berlusconi. Silvio Berlusconi, 86 anni, è deceduto questa mattina all’ospedale San Raffaele di Milano. I suoi cinque figli, venuti a conoscenza della grave situazione, si sono radunati al suo capezzale insieme alla compagna Marta Fascina, che è stata al suo fianco fin dal primo giorno. Saranno proprio i figli a proseguire l’impero da lui costruito negli ultimi decenni, che comprende Mediaset, Fininvest, Mondadori, il Monza e il partito Forza Italia, mantenendo salde anche le numerose proprietà immobiliari. Non sono pochi, però, i nodi da sciogliere alla morte del leader.
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Silvio Berlusconi e i figlia
La famiglia Berlusconi

Silvio Berlusconi e la sua eredità

Il vasto patrimonio di Berlusconi e la sua eredità. Sarà principalmente diviso tra i suoi cinque figli: Marina e Pier Silvio, avuti dal primo matrimonio con Carla Elvira Lucia Dall’Oglio, e Luigi, Barbara ed Eleonora, figli della seconda moglie Veronica Lario. Marina guida Fininvest e Mondadori, mentre Pier Silvio è al comando di Mediaset. Tutti e cinque i figli possiedono una quota della Fininvest, che dovrà essere ridistribuita, dato che Silvio deteneva il 61% della società.

Secondo Forbes, nel 2022 il patrimonio totale di Silvio Berlusconi ammontava a 7,1 miliardi di dollari, piazzandolo al quinto posto tra gli italiani più ricchi e al 336º nel mondo. Oltre a Fininvest e Mediaset, fa parte del suo impero anche la partecipazione in Banca Mediolanum, il Monza, il teatro Manzoni e numerose holding. Una di queste, chiamata “Quattordicesima”, è detenuta per un terzo da Barbara, Luigi ed Eleonora.

Berlusconi possedeva più di 20 ville di grande valore, tra cui Villa San Martino ad Arcore, Villa Belvedere a Macherio, Villa ‘La Certosa’ a Porto Rotondo (Sardegna) e Villa Gernetto vicino a Monza. Possedeva anche diverse proprietà immobiliari in vari paesi, dai Caraibi alla Francia.

Marta Fascina e Silvio Berlusconi

Il nodo della successione politica

Il futuro di Forza Italia inizia oggi. Nonostante le precarie condizioni di salute e le pressioni interne, Berlusconi non ha mai voluto cedere il comando. Antonio Tajani, suo fedelissimo, si aspetta di essere nominato nuovo leader del partito, portando avanti una linea moderata e collaborando con Marta Fascina, che ha svolto un ruolo sempre più importante nella vita politica del partito dalle ultime elezioni.

Non è ancora chiaro quali siano le indicazioni precise di Berlusconi per il futuro del partito, ma negli ultimi mesi, a causa del peggioramento della sua salute, ha espresso la necessità di una sua evoluzione. Resta comunque confermato il sostegno al governo Meloni, con una spinta più atlantista che distanzierebbe definitivamente Forza Italia dalla Russia di Putin, a cui Berlusconi è sempre stato vicino.

Nonostante questo, però, proprio in occasione del suo messaggio di cordoglio, Gianfranco Miccicchè ha dichiarato che le cose per come stanno non hanno un futuro: “Forza Italia muore con Silvio”, ha dichiarato all’AdnKronos. Si prevede una battaglia politica intestina intensa.

Il ruolo di Marta Fascina

Marta Fascina è stata l’ultima compagna di Berlusconi. È rimasta accanto a lui fino all’ultimo momento. La loro relazione è iniziata durante il lockdown del 2020, subito dopo la fine della storia con Francesca Pascale. Nonostante sia stata una relazione mantenuta discretamente lontano dai riflettori e non formalizzata con il matrimonio, si presume che Silvio abbia destinato una parte della sua fortuna a Marta, sebbene la sua posizione nel contesto dell’eredità sia ancora incerta.

La squadra del Monza con il presidente Silvio Berlusconi.
Berlusconi alla cena di Natale con il Monza a dicembre 2022

Il destino finanziario della società calcistica del Monza

Il futuro del Monza è incerto. La società che ha segnato il ritorno di Berlusconi nel calcio, con Adriano Galliani, potrebbe essere venduta dai figli o potrebbe diventare l’interesse principale di uno di loro. Barbara sembra essere quella più indicata a portare avanti la gloriosa storia calcistica di suo padre, nel caso in cui la famiglia Berlusconi decidesse di non abbandonare definitivamente il mondo del calcio. Dopo il ritorno in Serie A e la salvezza senza problemi, le cose potrebbero ora cambiare radicalmente per il Monza.

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Bambina scomparsa a Firenze, il padre tenta il suicidio.

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Addio a Silvio Berlusconi, le reazioni https://www.business.it/addio-a-silvio-berlusconi-le-reazioni/ Mon, 12 Jun 2023 09:05:34 +0000 https://www.business.it/?p=120224 Le reazioni alla morte di Silvio Berlusconi, mentre si annunciano l’allestimento della camera ardente e la scelta di celebrare i funerali di Stato mercoledì 14 al Duomo di Milano. Il primo a intervenire, in diretta su SkyTg24, è il deputato e vicecoordinatore di Forza Italia, Alessandro Cattaneo. “Non è facile parlare in questo momento, la… Read More »Addio a Silvio Berlusconi, le reazioni

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Le reazioni alla morte di Silvio Berlusconi, mentre si annunciano l’allestimento della camera ardente e la scelta di celebrare i funerali di Stato mercoledì 14 al Duomo di Milano. Il primo a intervenire, in diretta su SkyTg24, è il deputato e vicecoordinatore di Forza Italia, Alessandro Cattaneo. “Non è facile parlare in questo momento, la famiglia politica di Forza Italia è scossa, milioni di persone e dirigenti commossi. C’è un sentimento di gratitudine, è andata via la persona più grande di tutti i tempi. Abbiamo conosciuto la sua generosità e il suo essere sempre un passo avanti. Molto scossi in questo momento, travolti da affetto. Nel mio caso migliaia di messaggi per lui e la sua famiglia”.
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Silvio Berlusconi telefonata Minzolini
Silvio Berlusconi

Dalla politica al calcio, le reazioni alla morte di Silvio Berlusconi

Così Giorgia Meloni in un video diffuso a mezzogiorno in punto: “Silvio Berlusconi era soprattutto un combattente, era un uomo che non aveva mai avuto paura a difendere le sue convinzioni e sono state esattamente quel coraggio e quella determinazione a farne uno degli uomini più influenti della storia d’Italia, a consentirgli di imprimere delle vere e proprie svolte nel mondo della politica, della comunicazione e dell’impresa”.
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“Profondamente scossi dalla notizia della morte di Silvio Berlusconi. Un grande uomo di stato, che ha lasciato un segno nella storia dell’Italia, del mondo e delle relazioni russo-italiane. Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici, a tutto il popolo italiano”. Così l’ambasciata russa a Roma in un tweet, cui ha seguito immediatamente un messaggio personale del presidente russo, Vladimir Putin: “Silvio Berlusconi ha dato un inestimabile contributo allo sviluppo della partnership russo-italiana reciprocamente vantaggiosa”.

Matteo Salvini: “Uno dei più grandi della politica italiana ha deciso di salutare. Sono commosso e rientro immediatamente a Milano, dopo avervi chiesto un minuto di silenzio”. Le dichiarazioni del leghista, intervenuto al fianco di Alberto Cirio, presidente del Piemonte in quota Forza Italia, che a sua volta non trattiene le lacrime. Un breve commento anche dallo storico fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi: “Sono commosso. Per tanti anni è stato come un fratello”.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ancora su Twitter: “Un grande, enorme dolore. Lascia un vuoto enorme perché è stato un grande. È finita un’epoca, si chiude un’era. Gli ho voluto molto bene. Addio Silvio”.

Francesco Storace, ex ministro della Salute dei governi Berlusconi: “Vivo malissimo questa notizia. Non vorrei mai fosse arrivata. Berlusconi sempre educato e rispettoso. Potevi vincere tre guerre con i soldi che hai e lui si è impegnato per il Paese. Grandissima perdita e sofferenza”.

Il commiato degli avversari politici

Le agenzie stampa sono un fiume in piena per le reazioni alla morte di Silvio Berlusconi. Immediata anche la reazione di Matteo Renzi, con un lungo tweet: “Silvio Berlusconi ha fatto la storia in questo Paese. Tanti lo hanno amato, tanti lo hanno odiato: tutti oggi devono riconoscere che il suo impatto sulla vita politica ma anche economica, sportiva, televisiva è stato senza precedenti. Oggi l’Italia piange insieme alla famiglia, ai suoi cari, alle sue aziende, al suo partito. A tutti quelli che gli hanno voluto bene il mio abbraccio più affettuoso e più sincero. In queste ore porto con me i ricordi dei nostri incontri, dei tanti consigli, dei nostri accordi, dei nostri scontri. Ma soprattutto di una telefonata in cui Silvio, non il Presidente, mi ha fatto scendere una lacrima parlando della mamma. Ci mancherai Pres, che la terra ti sia lieve”.

Paolo Gentiloni, commissario europeo per gli affari economici e monetari: “Scompare un leader che ha lasciato un segno profondo nell’Italia degli ultimi decenni”.

Schlein annulla la direzione del Pd in segno di rispetto

“Di fronte alla scomparsa di Silvio Berlusconi vogliamo far arrivare tutta la nostra vicinanza al dolore della sua famiglia, dei suoi cari e di tutta Forza Italia, così come vogliamo che arrivi al Governo e alle forze di maggioranza. Con la morte di Silvio Berlusconi si chiude un’epoca. Tutto ci ha divisi e ci divide dalla sua visione politica, resta però il rispetto che umanamente si deve a quello che è stato un protagonista della storia del nostro Paese. Le più sentite condoglianze da parte del Partito Democratico”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, che rinvia la direzione del partito in segno di rispetto e di lutto per la morte del senatore.

Giuseppe Conte, leader M5s su Twitter: “Silvio Berlusconi è stato un imprenditore e un politico che in ogni campo in cui si è cimentato ha contribuito a scrivere pagine significative della nostra storia. Ha acceso e polarizzato il dibattito pubblico forse come nessun altro, e anche chi lo ha affrontato da avversario politico deve riconoscere che non gli sono mai mancati il coraggio, la passione, la tenacia. In questo momento di profondo dolore tengo a far pervenire ai suoi cari e alla sua famiglia il sincero e rispettoso cordoglio mio e del Movimento 5 Stelle”.

“Forza Italia è finita”, le constatazioni e l’amarezza del cerchio di Berlusconi

“Berlusconi mi ha fatto ricco e non lo dimenticherò mai”, le prime dichiarazioni di Vittorio Feltri. “Non mi ha mai fatto richieste né disturbato nel mio lavoro. Quando seppe che avevo più che raddoppiato le vendite del Giornale di Montanelli, che era in rosso, mi ha fatto un enorme regalo. Mi ha regalato il 7% dell’azienda, compreso un palazzo di 7 piani, che mi ha fatto diventare ricco e per questo gli sarò sempre riconoscente. Anche negli ultimi tempi, infondendogli una simpatia che non capisco, mi telefonava chiamandomi ‘Numero uno’, quando non sono nemmeno numero 100. Tra noi un rapporto fraterno e non lo dimenticherò mai. Adesso che è morto ne parleranno bene, finalmente. I suoi nemici più accaniti dalla magistratura hanno fatto di tutto per abbatterlo e non ci sono riusciti. Ha vinto tutte le sue battaglie, dal settore edile a quello bancario, sportivo e politico. Rimpiangeremo uomini come lui”.

Miccicchè: “Forza Italia muore con lui”

Il viceministro Gianfranco Miccicchè: “Mi è stato vicino per tutta la vita, come un parente, forse di più. Sono sotto choc, eravamo tutti convinti che superasse anche questa. Oggi sono davvero molto molto triste. È come se fosse morto un mio parente. Perché Silvio Berlusconi mi è stato vicino per tutta la vita, come un parente, forse di più. Con lui mi sono confidato, con lui ho litigato, gioito, in questo momento non mi vengono neppure le parole. L’ho sentito per l’ultima volta una quindicina di giorni fa – dice – Cercavo di capire come stava dalla sua voce. Lo capivo che stava male”. Miccichè all’AdnKronos si dice anche convinto che con la morte di Berlusconi “non ci sarà più Forza Italia. Muore con Silvio. È un fatto scontato“, spiega. “Il nostro non è un partito da congresso per sapere chi prende la direzione del partito. Assisteremo alla lite su chi è proprietario del simbolo, a chi non lo è. Già so come andrà a finire. Ma ora non voglio pensarci, voglio solo capire quando saranno i funerali e se saranno pubblici”.

Marcello Dell’Utri è commosso e laconico, ancora all’AdnKronos: “Sono sconvolto. Per me è venuto a mancare un fratello. Non me lo aspettavo. Pensavo che superasse anche questa. Sono senza parole”.

Berlusconi e i trofei del Milan degli anni d’oro

Arrigo Sacchi e gli anni d’oro del Milan: “Lei è un genio o è un pazzo, e visti i risultati…”

“Sto male, nonostante tutto non me l’aspettavo”. Arrigo Sacchi piange, al telefono con l’Ansa: lunghe fasi di silenzio, non riesce a gestire il dolore per la morte del suo “amico geniale al quale devo tutto”. “Silvio Berlusconi è stato un uomo generoso e ha cercato di cambiare questo Paese difficile, formato da individualisti. Lo era anche lui? No, pensava di insieme e vedeva lontano: quando mi prese gli dissi ‘lei o è pazzo o è un genio’. Visti i risultati, datemi voi la risposta…”.

Nella sua recente avventura calcistica, quella di un Monza arrivato a ridosso di metà classifica al suo primo anno di Serie A, con Adriano Galliani. Adriano Galliani e tutto il Monza “piangono affranti la scomparsa di Silvio Berlusconi. Un vuoto che non potrà mai essere colmato, per sempre con noi. Grazie di tutto Presidente”, è il messaggio sul sito del club brianzolo.

Il tweet di Carlo Ancelotti, fantasista del vecchio Milan e poi allenatore iper-vincente: “La tristezza di oggi, non cancella i momenti felici passati insieme. Rimane una riconoscenza infinita al presidente, ma soprattutto ad un uomo ironico, leale, intelligente, sincero, fondamentale nella mia avventura da calciatore prima, e da allenatore poi. Grazie Presidente”.

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L’allarme del Codacons: un giorno al mare per le famiglie italiane è un salasso. La classifica https://www.business.it/lallarme-del-codacons-un-giorno-al-mare-per-le-famiglie-italiane-e-un-salasso-la-classifica/ Sat, 10 Jun 2023 10:15:38 +0000 https://www.business.it/?p=120139 Vacanze 2023, Codacons: una giornata al mare in Italia è un salasso. Per noleggiare un ombrellone e due lettini in uno stabilimento medio durante il weekend, quest’anno si spenderanno tra i 30 e i 35 euro al giorno. Le tariffe variano parecchio a seconda della località. In media, 40 euro a Viareggio o Riccione, 80… Read More »L’allarme del Codacons: un giorno al mare per le famiglie italiane è un salasso. La classifica

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Vacanze 2023, Codacons: una giornata al mare in Italia è un salasso. Per noleggiare un ombrellone e due lettini in uno stabilimento medio durante il weekend, quest’anno si spenderanno tra i 30 e i 35 euro al giorno. Le tariffe variano parecchio a seconda della località. In media, 40 euro a Viareggio o Riccione, 80 euro a Gallipoli e 60 euro in alcune località della Sardegna. Non è raro però, raggiungere anche i 120 euro al giorno nelle strutture di lusso. L’indagine del Codacons e le classifiche degli stabilimenti balneari in Italia a partire dai più cari.
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Stangata sulle vacanze 2023, Codacons: una giornata al mare è un salasso

L’allarme sulle vacanze 2023, Codacons: una giornata al mare è un salasso. L’associazione per la tutela dei consumatori ha lanciato un allarme. Che riguarda i costi dei lettini, degli ombrelloni, delle sdraio, dei gazebo e dei servizi vari sulle spiagge italiane. Considerando anche le spese per consumazioni, parcheggio e carburante. Una famiglia con due bambini dovrà mediamente spendere tra i 100 e i 110 euro per una giornata al mare. Ciò rappresenta un aumento del 13,4% rispetto al 2022.
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La classifica degli stabilimenti più costosi

Sebbene questi siano i prezzi negli stabilimenti di medio livello, la situazione cambia radicalmente nelle strutture esclusive delle località di mare più prestigiose. Il Codacons ha esaminato alcune offerte e ha evidenziato i costi elevati.

Nel Salento, “Le Cinque Vele Beach Club” di Marina di Pescoluse, un gazebo con tavolino, 4 lettini, teli da mare e aperitivo. Prezzo: 1.010 euro al giorno ad agosto se si sceglie l’opzione “rimborsabile”. Più conveniente è il “Twiga” di Forte dei Marmi. Dove una tenda araba con sofa, 2 letti king size, 2 lettini standard, 1 sedia regista e 1 tavolino costa 600 euro al giorno. Si registra un aumento significativo dei prezzi (+50%) rispetto agli anni precedenti. Nel 2020, la stessa tenda araba al Twiga costava 400 euro al giorno. Al terzo posto la spiaggia dell’Hotel Excelsior di Venezia. Una postazione centrale con lettino, materasso e cuscino, 2 sedie a sdraio con cuscini, 1 tavolo, 4 sedie pieghevoli e teli da spiaggia costa 515 euro ad agosto. In questo caso, l’aumento rispetto al 2020, quando la stessa postazione costava 453 euro, è del 13,7%.

Gli aumenti dall’ultimo anno

La classifica continua con un pari merito tra la spiaggia dell’Augustus Hotel di Forte dei Marmi e il Nikki Beach Costa Smeralda, dove il costo di una postazione è di 500 euro al giorno. L’Hotel Romazzino di Porto Cervo offre lettino e ombrellone a 200 euro a persona, lo stesso prezzo del 2020. All’Eco del mare di Lerici, una “Cabina Deluxe” costa 352 euro al giorno, mentre al Lido Pettolecchia di Savelletri (Brindisi) un gazebo costa 300 euro al giorno. Alla spiaggia Des Bains di Venezia, si pagano 230 euro al giorno, mentre al Phi Beach di Baja Sardinia, un lettino costa 180 euro a persona. Per accedere al “Beach Club Da Luigi” a Capri, si pagano 100 euro a persona (per un lettino o una sdraio), ma il prezzo include la consumazione presso il ristorante.

Anche consumare cibi e bevande presso i lidi costerà di più quest’anno, con aumenti medi tra il 5% e il 10% rispetto al 2022. Questo aumento si rifletterà non solo sui menu dei ristoranti in spiaggia, ma anche sul prezzo dell’acqua minerale, dei succhi di frutta, delle birre e dei gelati.

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Esenzioni e acconti Imu 2023: tutto quello che c’è da sapere https://www.business.it/esenzioni-e-acconti-imu-2023-tutto-quello-che-ce-da-sapere/ Thu, 08 Jun 2023 15:22:30 +0000 https://www.business.it/?p=119992 Imu 2023, esenzioni e acconti: tutto quello che c’è da sapere. L’Imu rappresenta la principale tassa sulla proprietà immobiliare in Italia. Secondo le attuali normative, questa imposta non è dovuta nel caso in cui l’immobile di proprietà sia adibito a prima abitazione. Pertanto, quando si possiede un unico immobile in cui si risiede, generalmente si… Read More »Esenzioni e acconti Imu 2023: tutto quello che c’è da sapere

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Imu 2023, esenzioni e acconti: tutto quello che c’è da sapere. L’Imu rappresenta la principale tassa sulla proprietà immobiliare in Italia. Secondo le attuali normative, questa imposta non è dovuta nel caso in cui l’immobile di proprietà sia adibito a prima abitazione. Pertanto, quando si possiede un unico immobile in cui si risiede, generalmente si è esenti dal pagamento dell’Imu. A breve si avvicina la scadenza per il pagamento del primo acconto dell’Imu per l’anno in corso. Questa tassa viene pagata in due momenti durante l’anno, il 16 giugno e il 16 dicembre.
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Scadenza acconto Imu

Tutto quello che occorre sapere sull’Imu 2023: acconti ed esenzioni

Scadenza Imu 2023: esenzioni e acconti. Si avvicina quindi la scadenza del primo acconto e molti soggetti saranno obbligati a effettuare il pagamento. Ma chi deve pagare questa imposta per l’anno in corso? Dovranno pagare questa imposta tutti i soggetti che possiedono diritti di proprietà o diritti reali su un immobile specifico. Inoltre, devono pagare l’IMU anche i proprietari di edifici, terreni edificabili e terreni agricoli. Vediamo nel dettaglio chi deve pagare il primo acconto dell’IMU del 16 giugno e chi invece è esonerato.

L’IMU è l’Imposta Municipale Unica, una delle principali tasse sulle proprietà immobiliari in Italia. Negli ultimi anni ci sono state molte controversie riguardo alla possibilità di estendere questa imposta anche alle prime case di proprietà. Tuttavia, al momento è confermato che i proprietari di abitazioni principali nel 2022 non dovranno effettuare il pagamento e saranno quindi esenti.

Questa esenzione non è universalmente valida, poiché ci sono alcuni casi in cui è obbligatorio pagare l’imposta anche per le prime case, ma solo se rientrano in una categoria catastale considerata di lusso, come A/1, A/8, A/9. In caso contrario, si è esenti dal pagamento. Poiché l’IMU può essere pagata in due rate, la prima scadenza è il 16 giugno 2023, e quindi il pagamento deve essere effettuato da diversi soggetti.

Imu 2023: come stabilire l’importo da pagare

Devono pagare questa imposta tutti i proprietari di case, edifici, terreni e simili, tramite un bollettino postale o il Modello F24. L’importo totale da pagare durante l’anno si stabilisce in modo diverso per ogni immobile e dipende dalle decisioni prese dal singolo Comune in cui si trova l’immobile o il terreno. Pertanto, per conoscere l’importo esatto, è necessario rivolgersi al Comune di riferimento. In ogni caso, la richiesta di pagamento arriva per posta quando è necessario saldare la rata.

Il primo acconto del 2022 deve quindi essere pagato entro il 16 giugno da diversi soggetti: proprietari di case, edifici e terreni; soggetti che hanno diritti reali su immobili, edifici o terreni, come usufrutto, uso, abitazione e altri tipi di diritti; il soggetto concessionario nel caso di una concessione di aree demaniali; il soggetto locatario in caso di leasing.

Tutti questi soggetti devono effettuare il pagamento, ma per quali strutture o edifici devono saldare l’imposta? L’imposta è dovuta per i seguenti beni: edifici e immobili ad eccezione delle abitazioni principali, a condizione che non rientrino nelle categorie catastali di lusso A/1, A/8, A/9; terreni edificabili; terreni agricoli.

Nel caso degli inquilini che vivono stabilmente in affitto, questa tassa non è a loro carico, ma spetta ai proprietari effettivi dell’abitazione. Tuttavia, la TARI è a carico degli inquilini, poiché è relativa alla gestione dei rifiuti all’interno dell’abitazione.

I proprietari di case, terreni e strutture devono pagare l’imposta anche se questi beni sono utilizzati per scopi lavorativi o per attività commerciali come negozi, bar, ristoranti o hotel. In tutti i casi, è sempre il proprietario a dover pagare questa tassa.

Franchising immobiliare

Esenzioni e novità per l’Imu 2023

Sono esentati dal pagamento tutti gli immobili considerati abitazione principale, a meno che non rientrino nelle categorie catastali di lusso come A/1, A/8 e A/9. L’imposta è invece dovuta per le cosiddette seconde case. Inoltre, l’imposta non si paga per i seguenti immobili: unità immobiliari appartenenti a cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari; alloggi sociali; la casa coniugale in seguito a separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

L’unico immobile di proprietà del personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché del personale dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del personale appartenente alla carriera prefettizia, a condizione che non siano richieste le condizioni di dimora abituale e residenza anagrafica; un’unica unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o usufrutto in Italia, a condizione che non sia locata o data in comodato d’uso.

Le novità dal 1 gennaio


Dal 1° gennaio 2023, si esentano dall’Imu gli immobili non utilizzabili né disponibili per i quali sia stata presentata denuncia all’autorità giudiziaria per reati come invasione di terreni o edifici, o per occupazione abusiva. È necessario comunicare al Comune il possesso dei requisiti per beneficiare dell’esenzione e informare il Comune nel momento in cui il diritto all’esenzione cessi. Per sostenere i comuni, sono disponibili 62 milioni di euro annui a partire dal 2023. Un’altra novità riguardante l’IMU per il 2023 è l’esenzione dell’imposta per l’Accademia Nazionale dei Lincei, incluso per gli immobili a essa riconducibili, anche se non utilizzati direttamente per scopi istituzionali. Prevista anche la proroga delle esenzioni per i fabbricati resi inagibili a seguito di eventi sismici verificatisi nel Centro Italia nel 2016 e nelle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto nel 2012. Queste proroghe sono nella legge finanziaria n. 197/2022, nei commi 750 e 768.

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Calcio, scoppia la guerra per i diritti tv in Serie A: a perdere saranno ancora gli italiani? https://www.business.it/calcio-scoppia-la-guerra-per-i-diritti-tv-in-serie-a-a-perdere-saranno-ancora-gli-italiani/ Mon, 05 Jun 2023 11:03:44 +0000 https://www.business.it/?p=119546 Guerra per i diritti del calcio in tv in Serie A. Dazn, Sky, Amazon, Rai, Mediaset, Apple, Discovery: chi trasmetterà in streaming e chi in chiaro? E a quali costi? Mentre la Lega Serie A si prepara a vendere i diritti televisivi post 2024 al miglior offerente, gli italiani si chiedono quanto dovranno pagare. E,… Read More »Calcio, scoppia la guerra per i diritti tv in Serie A: a perdere saranno ancora gli italiani?

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Guerra per i diritti del calcio in tv in Serie A. Dazn, Sky, Amazon, Rai, Mediaset, Apple, Discovery: chi trasmetterà in streaming e chi in chiaro? E a quali costi? Mentre la Lega Serie A si prepara a vendere i diritti televisivi post 2024 al miglior offerente, gli italiani si chiedono quanto dovranno pagare. E, magari, quanti abbonamenti dovranno sottoscrivere per continuare a seguire la propria squadra del cuore nei prossimi anni. Queste due esigenze, l’aspirazione della Serie A a ottenere guadagni massimi e il desiderio dei tifosi di pagare il meno possibile, dovranno trovare un punto di equilibrio nella nuova configurazione delle trasmissioni sportive.
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Calcio e diritti televisivi, un binomio sempre più delicato

È guerra per i diritti del calcio in tv in Serie A: chi vince e chi perde

Ci sono ancora nove giorni di tempo per mettere fine alla guerra per i diritti del calcio in tv in Serie A. L’Antitrust approva le linee guida per la gara d’appalto e indica una possibile soluzione: favorire la cessione dei diritti tv a più operatori, indipendentemente dalla piattaforma, limitando le esclusive al minimo necessario. Questo modello è stato in parte anticipato dalla Lega Serie B negli ultimi tre anni. Resta da vedere come risponderà il mercato domestico e se ci saranno effettivamente diversi broadcaster, operatori telefonici e servizi di streaming pronti ad investire nel massimo campionato italiano.
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La Lega Serie A ha messo sul tavolo una vasta gamma di offerte per pacchetti che superano i tre anni (il limite imposto dalla legge Melandri appena abolito, ndr). Le risposte del mercato dovranno essere presentate entro il 14 giugno. Soltanto in seguito potrà esserci una fase di trattative private per raggiungere e magari superare il “prezzo minimo” stabilito nell’appalto. Che è supera i 927,5 milioni ottenuti nel triennio 2021/2024: 840 milioni da Dazn per il pacchetto principale e 87,5 milioni da Sky per tre partite in co-esclusiva per ogni giornata.

Prezzi minimi e accordi per i diritti tv

In caso di accordo triennale, il prezzo minimo è fissato a 1 miliardo e 150 milioni a stagione. Se è presente un accordo quadriennale, questo ammonta a 1 miliardo e 265 milioni. Infine, in caso di accordo quinquennale, a 1 miliardo e 380 milioni all’anno fino alla stagione 2028/2029. I pacchetti proposti dalla Lega comprendono varie opzioni: dalle esclusive assegnate a più operatori, con o senza parità nel numero di partite, alle co-esclusive parziali e totali. C’è anche la possibilità di assegnare intere giornate di campionato a un solo broadcaster, come accaduto per la Premier League con Amazon per le partite del periodo natalizio e il cosiddetto “boxing day”. E poi la novità di una trasmissione in chiaro il sabato sera e/o la domenica pomeriggio.

Insomma, i tifosi potrebbero dover sottoscrivere da uno a tre abbonamenti. E poi l’Uefa ha già venduto i diritti delle Coppe europee 2024/2027, inclusi i nuovi format della Champions, a Sky per oltre 200 milioni all’anno, ad eccezione della migliore partita del mercoledì, ceduta ad Amazon, con una spesa di 85 milioni all’anno.

La questione del canale della Lega Serie A

Non si conosce il futuro del canale della Lega Serie A, usato come una leva per stimolare i broadcaster. Oggi, grazie al supporto tecnologico e alle strutture disponibili, come l’International Broadcasting Center di Lissone, un centro di produzione all’avanguardia che dal 2021 produce già i contenuti della Serie A, questo progetto alternativo sembra più credibile nel caso in cui non si presentino offerte soddisfacenti. In tal caso, sarebbe la Lega a produrre il contenuto televisivo e successivamente a rivenderlo su diverse piattaforme di distribuzione, generando almeno 1,2 miliardi di introiti all’anno dal 2024 al 2034. Si tratta comunque di un progetto futuro per il quale potrebbe essere utile l’intervento di fondi di investimento e private equity (l’Antitrust non ha ammesso la possibilità di partner industriali in questa direzione, anche se la Lega ne ha ipotizzato la presenza), da selezionare con l’assistenza dell’advisor Lazard.

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Bollette, da lunedì stop ai prezzi bloccati del mercato tutelato: cosa succederà dopo https://www.business.it/bollette-da-lunedi-stop-ai-prezzi-bloccati-del-mercato-tutelato-cosa-succedera-dopo/ Sat, 03 Jun 2023 10:41:58 +0000 https://www.business.it/?p=119398 Arriva la fine del mercato di tutela per le bollette luce e gas. Il primo appuntamento importante è il 5 giugno, quando l’Autorità per l’energia renderà noto il prezzo del gas per i consumi di maggio delle famiglie in maggior tutela. Le previsioni indicano un possibile calo dopo l’incremento del mese scorso, considerando la discesa… Read More »Bollette, da lunedì stop ai prezzi bloccati del mercato tutelato: cosa succederà dopo

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Arriva la fine del mercato di tutela per le bollette luce e gas. Il primo appuntamento importante è il 5 giugno, quando l’Autorità per l’energia renderà noto il prezzo del gas per i consumi di maggio delle famiglie in maggior tutela. Le previsioni indicano un possibile calo dopo l’incremento del mese scorso, considerando la discesa delle quotazioni del gas sui mercati internazionali. Bisognerà valutare anche l’incidenza delle altre componenti della bolletta che potrebbero annullare l’effetto positivo della diminuzione del prezzo della materia prima.
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bollette luce Pichetto Fratin
Bollette luce e gas

Fine del mercato di tutela per bollette luce e gas, cosa succede ora

Ecco la fine del mercato di tutela per bollette luce e gas. Cosa succede ora. Un’altra data da ricordare è il 10 gennaio 2024, quando cesserà il mercato tutelato per i clienti domestici. Non c’è l’obbligo di passare immediatamente al mercato libero, ma è importante prepararsi per fare una scelta consapevole. In caso di mancata scelta entro quella data, verrà assegnato il servizio a tutele graduali per garantire la continuità della fornitura.
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Il ministero dell’Ambiente ha stabilito le modalità del passaggio per i clienti dell’energia elettrica. Coloro che non saranno migrati al mercato libero saranno assegnati al servizio a tutele graduali, con fornitori individuati tramite procedure concorsuali per evitare la concentrazione dell’offerta. Il servizio a tutele graduali avrà una durata massima di 4 anni e diventerà solo servizio di ultima istanza dal 1° aprile 2027. I clienti saranno informati sulla scadenza e avranno il diritto di scegliere un altro fornitore o un’offerta di mercato libero dello stesso esercente.

Il portale offerte dell’Arera è un comparatore pubblico che consente ai clienti domestici e alle piccole imprese di confrontare e scegliere le offerte di elettricità e gas in modo chiaro e gratuito. La piattaforma fornisce informazioni sul funzionamento e sulle previsioni dei mercati dell’energia.

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Omar Favaro accusato di violenza sessuale a 22 anni da Novi Ligure.

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Lavoro, lo stipendio continua a calare per le donne e le madri https://www.business.it/lavoro-lo-stipendio-continua-a-calare-per-le-donne-e-le-madri/ Thu, 01 Jun 2023 13:24:19 +0000 https://www.business.it/?p=119248 L’analisi di Bankitalia è senza appello per quanto riguarda il gender gap sul lavoro: lo stipendio cala per le donne e le madri. A parità di età, competenze e reddito iniziale, dopo quindici anni dalla nascita di un figlio, una madre lavoratrice guadagna circa la metà dello stipendio di una collega senza figli. Che a… Read More »Lavoro, lo stipendio continua a calare per le donne e le madri

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L’analisi di Bankitalia è senza appello per quanto riguarda il gender gap sul lavoro: lo stipendio cala per le donne e le madri. A parità di età, competenze e reddito iniziale, dopo quindici anni dalla nascita di un figlio, una madre lavoratrice guadagna circa la metà dello stipendio di una collega senza figli. Che a sua volta guadagna meno di un uomo. Questa disparità è causata dal bisogno di ridurre le ore lavorate, passando a contratti part-time o diminuendo le settimane retribuite nell’anno, pur mantenendo lo stesso tipo di rapporto di lavoro. Contribuisce anche la minore crescita delle retribuzioni settimanali, con una progressione di carriera più lenta rispetto alle donne senza figli.
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Madri e lavoro, peggiorano le condizioni di salario

Donne, madri e lavoro: lo stipendio continua a calare

Disastrose le condizioni sul lavoro per donne e madri, lo stipendio continua a calare. La relazione annuale 2022 della Banca d’Italia evidenzia come la maternità influenzi la retribuzione e, di conseguenza, le scelte lavorative delle donne. Sebbene il tasso di fecondità sia più alto nelle aree in cui le donne hanno maggiori probabilità di lavorare, il fatto di avere un figlio non aumenta le opportunità di carriera, anzi. La maternità non solo riduce la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, ma influisce anche negativamente sulle loro retribuzioni anche se rimangono impiegate.
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Le stime relative al periodo 1990-2018 mostrano che le donne occupate in Italia hanno quasi il doppio di probabilità rispetto alle donne senza figli di rimanere disoccupate nei due anni successivi alla maternità. Questa discrepanza persiste nel tempo ed è ancora più significativa dopo quindici anni dalla nascita del figlio. Anche per le donne non occupate, le probabilità di trovare lavoro diminuiscono notevolmente dopo aver avuto un figlio e rimangono più basse per almeno cinque anni.

Le cause del peggioramento della retribuzione per le madri e le possibili soluzioni secondo Bankitalia

Tutti questi fattori contribuiscono alla disparità tra i tassi di occupazione maschile e femminile durante la vita lavorativa. Non è una novità che il tasso di occupazione delle donne sia inferiore a quello degli uomini, e questa disparità si amplia intorno alla nascita del primo figlio, in media all’età di 32 anni. Un elemento che contribuisce a ciò è anche il tempo dedicato alla cura dei figli. Le madri italiane tra i 25 e i 44 anni dedicano quasi quattro ore in più al giorno rispetto agli uomini, con una media di oltre cinque ore giornaliere.
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Secondo lo studio della Banca d’Italia, il dimezzamento dello stipendio in quindici anni rispetto a chi non ha figli dipende dalla mancanza di servizi e politiche di sostegno a livello nazionale. Infatti, gli effetti della maternità sulle retribuzioni e sulla probabilità di abbandonare il lavoro sono più evidenti nelle regioni con una minore diffusione dei servizi di cura per l’infanzia, il che supporta l’ipotesi che le difficoltà nella conciliazione tra famiglia e lavoro svolgano un ruolo determinante. Spetterebbe alla politica affrontare la questione.

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Il Codacons premia la piccola Giulia, anti-Ferragni, e vuole riaprirle Instagram, ma siamo sicuri sia la mossa giusta?.
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Anche il Codacons vuole riaprire Instagram a Giulia, ma ci siamo scordati gli studi dell’impatto dei social sui ragazzini? https://www.business.it/anche-il-codacons-vuole-riaprire-instagram-a-giulia-ma-ci-siamo-scordati-gli-studi-dellimpatto-dei-social-sui-ragazzini/ Wed, 31 May 2023 17:12:46 +0000 https://www.business.it/?p=119131 Il Codacons vuole riaprire l’Instagram di Giulia, la ragazzina che ha criticato Chiara Ferragni. Già qualche giorno fa la madre di Giulia, Vittoria, gridava allo scandalo: “Non posso accettare che mia figlia sia stata cancellata per aver espresso un’opinione“. E il Corriere della Sera aveva intervistato Giulia nella sua casa in Svizzera, presentandola come una… Read More »Anche il Codacons vuole riaprire Instagram a Giulia, ma ci siamo scordati gli studi dell’impatto dei social sui ragazzini?

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Il Codacons vuole riaprire l’Instagram di Giulia, la ragazzina che ha criticato Chiara Ferragni. Già qualche giorno fa la madre di Giulia, Vittoria, gridava allo scandalo: “Non posso accettare che mia figlia sia stata cancellata per aver espresso un’opinione“. E il Corriere della Sera aveva intervistato Giulia nella sua casa in Svizzera, presentandola come una campionessa d’equitazione. E riportando le frasi del padre, Stefano: “Bisogna avere più fiducia nello spirito critico dei ragazzini che hanno la testa sulle spalle”. La stessa autrice dell’articolo asseriva che la ragazzina usava il suo social con “assennatezza”. Il fatto è che non c’è nessun complotto. L’uso di Instagram è interdetto ai minori di 13 anni. Il che significa che per usarlo la piccola Giulia, con l’evidente guida della madre, deve aver detto una bugia. Per cosa? Per stare su un posto che i suoi stessi proprietari definivano “devastante” per la salute mentale dei minorenni.
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Immagini promozionali che ritraggono i loghi di Instagram e Facebook

La richiesta del Codacons: vuole riaprire l’Instagram di Giulia

In ordine di tempo l’ultima notizia è quella della richiesta del Codacons: vuole riaprire l’Instagram di Giulia. La bambina di 11 anni criticava Chiara Ferragni per un suo selfie succinto. “Qual è il messaggio per noi ragazzine? Che per farci notare dobbiamo metterci nude?”. E l’influencer rispondeva, con una certa freddezza e inopportunità: “Il messaggio che voglio trasmettere a tutte, sia ragazzine che non, è molto semplice: nessuno può giudicarci o farci sentire sbagliate. Ci hanno insegnato che le donne non possono osare e questo è uno dei tanti modi in cui io prendo la libertà che tutti dovremmo avere. Se infastidisco i puritani, allora missione compiuta”. Appresa l’età di Giulia, Instagram le ha chiuso il profilo. La madre grida allo scandalo, il padre ne elogia lo spirito critico, il Corriere ne fa un’agiografia. E, ultima puntata per ora, il Codacons.

Il Codacons premierà Giulia come “Amico del Consumatore”

“Stiamo preparando un’immediata istanza di accesso agli atti ai sensi della Legge n. 241/1990 nei confronti di Meta”. “Al fine di accertare quali e quanti controlli sono stati fatti in generale dalla società sull’età dei minori presenti sulla piattaforma prima di chiudere solo quello della giovane”. Lo dichiara Carlo Rienzi, presidente dell’associazione dei consumatori, all’Adnkronos. “Alla luce di quella che potrebbe altrimenti essere interpretata come una ‘censura’, è necessario valutare se questo caso sia stato utilizzato come unico esempio circa le verifiche sulla correttezza dei dati relativi all’età degli iscritti al noto social network”.

Rienzi poi appoggia ancora una volta l’atteggiamento della ragazzina. “Ha fatto una cosa giusta per la sua età, mostrando la vera sincerità di chi, a quell’età, non dice bugie, non si lascia trascinare dalla paura di non essere schietto né dal timore del potere degli influencer”. E annuncia che le sarà assegnato il Premio “Amico del Consumatore”. Grande animosità, che è difficile non leggere nell’ottica di una forte acrimonia nei confronti dei Ferragnez negli ultimi anni.

Giulia campionessa di equitazione
Giulia, 11 anni, campionessa di equitazione e utente “critica” di Chiara Ferragni

Gli studi sulla dannosità di Instagram per le ragazze

Il punto è che per stare su Instagram, Giulia, o chi per lei, ha dichiarato di avere almeno 13 anni. E questo per cosa? L’assennatezza decantata dal Corriere, lo spirito critico elogiato dal papà, si addicono a una ragazzina di appena 11 anni? E perché tale ragazzina dovrebbe “sprecare” i suoi talenti su Instagram. La giovane campionessa di equitazione forse non è stata avvertita dai genitori dei problemi che il social network procura ai suoi utenti più giovani.

“La tendenza a condividere solo i momenti migliori, la pressione per apparire perfetti, mixati a un prodotto che crea dipendenza, possono far precipitare gli adolescenti verso disturbi alimentari, depressione e un senso malsano del proprio corpo. La sezione ‘Esplora’, che fornisce agli utenti foto e video curati da un algoritmo, secondo la stessa ricerca indirizza verso contenuti che possono essere dannosi”. Disturbi alimentari, anoressia, problemi mentali e di percezione del sé. Questi gli effetti che Meta aveva già rilevato due anni fa, quando uno studio riservato ai dirigenti interni dell’azienda era arrivato alla stampa e pubblicati per la prima volta dal Wall Street Journal.

Chiara Ferragni, selfie nuda davanti allo specchio.
Il selfie di Ferragni che ha scatenato la vicenda

Instagram e la questione dei 13 anni

Instagram e l’età minima per accedere al social network sono argomenti che sollevano polemiche. Secondo i termini di utilizzo, l’età minima richiesta per registrarsi e utilizzare la piattaforma è di 13 anni. Questa politica è stata implementata con l’intento di proteggere i minori e garantire la loro sicurezza online. Questa restrizione ha suscitato dibattiti e critiche da diverse prospettive.

Anche la soglia minima di 13 anni è contestata. Molti sostengono che questa sia un’età ancora troppo giovane per affrontare le potenziali conseguenze negative dell’utilizzo dei social media. Alcuni esperti sottolineano che i bambini a quell’età potrebbero essere più suscettibili al bullismo online, allo sfruttamento sessuale e alla dipendenza da Internet. Alcuni ritengono che Instagram non faccia abbastanza per garantire che i minori rispettino realmente l’età minima richiesta.

Il dibattito è aperto, ma sottovalutare la questione per incensare una ragazzina di 11 anni, forse non è la mossa più appropriata.

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Bankitalia, Visco a valanga su Meloni: “Sul Pnrr non c’è tempo da perdere” https://www.business.it/bankitalia-fare-in-fretta-sul-pnrr-mes-ue-saldo-migratorio-lavoro-inflazione/ Wed, 31 May 2023 15:42:25 +0000 https://www.business.it/?p=119122 Bankitalia, sul Pnrr non c’è tempo da perdere. La critica più forte del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, alla presidente Giorgia Meloni riguarda i tempi e i modi della contrattazione con l’Europa. “Non c’è tempo da perdere” dice Visco, che chiede anche una politica fiscale più equa. E striglia Meloni anche sul Mes: “Serve seguire… Read More »Bankitalia, Visco a valanga su Meloni: “Sul Pnrr non c’è tempo da perdere”

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Bankitalia, sul Pnrr non c’è tempo da perdere. La critica più forte del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, alla presidente Giorgia Meloni riguarda i tempi e i modi della contrattazione con l’Europa. “Non c’è tempo da perdere” dice Visco, che chiede anche una politica fiscale più equa. E striglia Meloni anche sul Mes: “Serve seguire le nuove norme europee e imparare a far nostra la necessità di riduzione del debito, non perché ce lo chiede l’Europa“. Ecco i punti più rilevanti delle consuete Considerazioni finali del governatore.
>>>>> Lavoro: lo stipendio cala ulteriormente se si è donne e madri
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La Banca d’Italia

L’allerta di Bankitalia, sul Pnrr non c’è tempo da perdere

Ecco perché secondo il presidente di Bankitalia sul Pnrr non c’è tempo da perdere. L’inflazione raggiungerà nuovamente un livello sotto controllo, al 2%, non prima del 2025. Prima di tale periodo, sarà necessaria una rigorosa vigilanza monetaria, ma è fondamentale che tutti contribuiscano al processo di rientro dei prezzi. Il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nelle sue Considerazioni Finali, mette in evidenza l’emergenza inflazionistica con un tono ottimistico sull’economia e la sua rinnovata vitalità. Le banche hanno affrontato le crisi, ma le regole di vigilanza devono adattarsi al cambiamento del contesto generale.
>>>>>> Meloni fa scaricabarile sui ritardi del Pnrr

L’inflazione rappresenta il fulcro della sua analisi. Visco sostiene che nelle trattative del mercato del lavoro sia necessario evitare un approccio puramente retrospettivo, poiché una dinamica salariale basata sull’inflazione passata porterebbe solo a una vana corsa tra prezzi e salari. Per garantire un miglioramento del potere d’acquisto, è necessaria una crescita più sostenuta della produttività. Lontano dalla logica dei bonus, Visco afferma che eventuali misure di bilancio devono rimanere temporanee e mirate. È importante chiudere gli interventi tempestivamente quando non sono più indispensabili, sia per evitare difficoltà nel raggiungimento dell’obiettivo di stabilità dei prezzi a causa di trasferimenti pubblici eccessivi, sia per non ostacolare la transizione necessaria verso fonti di energia rinnovabile.

La bce alza i tassi contro l'inflazione
La Banca centrale europea

Stabilizzazione dei prezzi contro l’inflazione

La politica monetaria deve essere orientata verso un rientro progressivo ma rapido dell’inflazione. Il rientro dei prezzi sarà più veloce e meno costoso se tutte le parti interessate, comprese imprese, lavoratori e governi, contribuiscono a questo obiettivo, rafforzando l’efficacia di una normalizzazione monetaria indispensabile ed equilibrata. Le strategie di prezzo delle imprese svolgeranno un ruolo fondamentale. Simmetricamente all’aumento dei prezzi dell’energia del 2022, le recenti riduzioni dei costi dovrebbero ora riflettersi sui prezzi dei beni e dei servizi.

Il tema occupazionale

Il tema del lavoro è successivo solo all’impatto dell’inflazione. Visco osserva che in molti casi, il lavoro a termine è associato a prolungate condizioni di precarietà. La percentuale di giovani che dopo cinque anni si trova ancora in un impiego a tempo determinato si avvicina al 20%. Troppi individui, non solo giovani, non hanno un’occupazione regolare o non godono di condizioni contrattuali adeguate. Come negli altri paesi principali, l’introduzione di un salario minimo, bilanciato adeguatamente, può rispondere a esigenze di giustizia sociale non trascurabili. L’aumento dei redditi e il miglioramento delle opportunità di lavoro richiedono un aumento della qualità e della capacità produttiva dell’intero sistema economico, particolarmente importante alla luce dei cambiamenti demografici in corso.

La crescita economica dovrà essere sostenuta dal flusso migratorio

Nei prossimi decenni la dinamica della popolazione mondiale continuerà a essere fortemente sbilanciata, con una crescita sostenuta nei paesi in via di sviluppo e una crescita debole o negativa nei paesi avanzati. L’Italia si caratterizza per un rapido processo di invecchiamento. In soli tre anni, dal 2019, il numero di persone in età lavorativa è diminuito di quasi 800 mila unità. Secondo le proiezioni demografiche dell’Istat, entro il 2040 la popolazione residente si ridurrà di due milioni e mezzo di persone, e quella in età lavorativa di oltre sei milioni. Visco sottolinea che la crescita economica nei prossimi venti anni non potrà contare su un aumento endogeno della forza lavoro, a causa del calo della popolazione in età lavorativa.

Gli effetti di questo calo potranno essere mitigati solo da un aumento del saldo migratorio. Per gestire i flussi migratori, saranno necessarie politiche ben concepite di formazione e integrazione per facilitare l’inserimento dei migranti nella società e nell’economia. Un aumento della natalità, sebbene auspicabile, contribuirà all’offerta di lavoro solo nel lungo termine.

Sul Pnrr rispettare i tempi concordati con l’Ue

Uno spazio ampio della sua trattazione, Visco la dedica al Pnrr. È necessario tener conto del serrato programma concordato con le autorità europee, e quindi, un dialogo continuo con la Commissione è indispensabile e costruttivo. Non c’è tempo da perdere. Anche se ci sono presunte criticità nel dibattito pubblico riguardo al disegno del Pnrr al suo orizzonte temporale limitato per raggiungere gli obiettivi e alle possibili carenze nell’attuazione delle misure, è importante sottolineare che il Piano rappresenta un raro e complessivamente valido tentativo di definire una visione strategica per il Paese. Oltre agli investimenti e ad altre spese, è fondamentale attuare il programma ambizioso di riforme che è stato atteso per troppo tempo.

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Migranti ed Unione europea, Meloni litiga con gli alleati di Visegrad https://www.business.it/migranti-ed-unione-europea-meloni-litiga-con-gli-alleati-di-visegrad/ Wed, 31 May 2023 13:58:53 +0000 https://www.business.it/?p=119116 Redistribuzione dei migranti in Ue, Meloni litiga con gli alleati. Il gruppo di Visegrad non sembra per niente intenzionato ad accettare la soluzione sulla redistribuzione dei migranti proposta dall’Unione europea e che farebbe molto comodo all’Italia. Meloni, dunque, rischia di soccombere sotto il proverbiale “fuoco amico”. L’Unione Europea ha manifestato l’intenzione di compensare gli Stati… Read More »Migranti ed Unione europea, Meloni litiga con gli alleati di Visegrad

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Redistribuzione dei migranti in Ue, Meloni litiga con gli alleati. Il gruppo di Visegrad non sembra per niente intenzionato ad accettare la soluzione sulla redistribuzione dei migranti proposta dall’Unione europea e che farebbe molto comodo all’Italia. Meloni, dunque, rischia di soccombere sotto il proverbiale “fuoco amico”. L’Unione Europea ha manifestato l’intenzione di compensare gli Stati che affrontano maggiormente il problema dell’immigrazione, offrendo un risarcimento di 22 mila euro per ogni migrante. Durante i negoziati tra gli ambasciatori europei delle scorse settimane, è emerso che questa cifra riservata obbligherebbe i Paesi che non accettano la ricollocazione dei migranti sul loro territorio a versare un risarcimento allo Stato di destinazione. Proprio i più stretti alleati della destra italiana si preparano a un veto clamoroso.
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Veto ai risarcimenti sulla redistribuzione dei migranti in Ue, Meloni litiga con gli alleati

Veto a Bruxelles sui risarcimenti per la redistribuzione dei migranti in Ue, Meloni litiga con gli alleati. Se un certo numero di migranti arrivasse in Sicilia o in Calabria, l’Italia avrebbe il diritto di assegnarne una quota, ad esempio, alla Polonia. Nel caso in cui Varsavia rifiutasse di accettarli, dovrebbe quindi compensare l’Italia con beni, aiuti o denaro contante per un importo pari a 22 mila euro per ogni extracomunitario entrato nell’Unione Europea senza permesso.

Questo è solo uno dei dettagli emersi durante i negoziati attuali che si stanno svolgendo a Bruxelles riguardo al nuovo Patto sull’immigrazione e l’asilo. Molte delle sue disposizioni piacciono al governo italiano. Non appena il dossier elaborato dalla Commissione e dalla presidenza di turno svedese è giunto sul tavolo, però, gli Stati appartenenti al cosiddetto gruppo di Visegrad, come Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, considerati in teoria alleati stretti della leader Giorgia Meloni, si sono opposti fermamente a tali proposte.
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No ai risarcimenti, il tema migranti di nuovo al centro del dibattito europeo

Questo rappresenta forse la prova di quanto sia difficile raggiungere un equilibrio sul tema dell’immigrazione, che sarà nuovamente oggetto di discussione al Consiglio europeo alla fine del mese a Bruxelles. È paradossale che i Paesi considerati amici dalla diplomazia italiana a causa delle loro posizioni conservatrici o sovraniste siano i principali oppositori di una misura che Roma sostiene con forza, insieme ad altri grandi Stati fondatori dell’Unione Europea, e che si basa sul principio di solidarietà.

Alcuni dettagli delle fasi attuali dei negoziati sono stati svelati oggi da Politico. Il ministro degli Interni polacco ha semplicemente risposto all’ipotesi dicendo che per il suo Paese “non se ne parla nemmeno, né oggi né in futuro”. La stessa posizione è stata espressa dai primi ministri di Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria, Paesi recentemente visitati da Giorgia Meloni, con cui l’Italia si è trovata pienamente d’accordo sulla questione migratoria.

Leggi anche: Scomparsa di Giulia Tramontano, il messaggio disperato della sorella.
Ragazza dispersa mentre fa rafting, trovato il corpo.
Armi all’Ucraina, il Pd si spacca.
Bertinotti contro Meloni: “Rivolta subito”.
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Rimborsi in busta paga già a luglio, corsa alla dichiarazione precompilata 2023 https://www.business.it/rimborsi-in-busta-paga-gia-a-luglio-corsa-alla-dichiarazione-precompilata-2023/ Tue, 30 May 2023 14:12:11 +0000 https://www.business.it/?p=118969 Dichiarazione Precompilata 2023, come avere i rimborsi in busta paga già a luglio. La corsa alla dichiarazione dei redditi è iniziata il 2 maggio e si concluderà il 2 ottobre. I contribuenti italiani potranno presentare il loro 730 precompilato all’Agenzia delle Entrate attraverso l’applicazione web dedicata. Durante questo periodo, ci sono diverse scadenze da considerare.… Read More »Rimborsi in busta paga già a luglio, corsa alla dichiarazione precompilata 2023

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Dichiarazione Precompilata 2023, come avere i rimborsi in busta paga già a luglio. La corsa alla dichiarazione dei redditi è iniziata il 2 maggio e si concluderà il 2 ottobre. I contribuenti italiani potranno presentare il loro 730 precompilato all’Agenzia delle Entrate attraverso l’applicazione web dedicata. Durante questo periodo, ci sono diverse scadenze da considerare. Per ottenere i rimborsi già a luglio, però, la dichiarazione deve essere compilata entro il 31 maggio.
>>>>> Tasse, i dati smentiscono Meloni: ecco chi evade di più

La dichiarazione dei redditi

Come ottenere i rimborsi dalla Dichiarazione Precompilata 2023

Entro il 31 maggio, è necessario consegnare tutti i documenti ai professionisti o ai Centri di Assistenza Fiscale (Caf) per la dichiarazione precompilata 2023 e come ottenere i rimborsi già a luglio. Per rimborso si intende il credito eventualmente dovuto nel mese di luglio. Il 30 giugno è la data entro cui i contribuenti che compilano il 730 senza sostituto d’imposta o con il modello Redditi devono versare il primo acconto o saldare direttamente il saldo. Dopo il 2 ottobre, è importante prestare attenzione ad altre date indicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Queste riguardano integrazioni, correzioni, presentazioni tardive e versamento del secondo acconto per coloro che non hanno scelto il saldo diretto al primo pagamento. La stagione della Dichiarazione Precompilata 2023 si concluderà ufficialmente il 28 febbraio 2024, che rappresenta l’ultimo giorno per presentare il modello Redditi precompilato “tardivo”, cioè entro 90 giorni dalla scadenza, e per scaricare il modello Redditi PF On line 2023.

Come annullare la Dichiarazione precompilata 2023 e reinviarla

A partire dal 17 maggio, è possibile annullare una dichiarazione già inviata in caso di errori o omissioni. Questa operazione si può fare una sola volta, utilizzando le funzionalità dell’applicazione web entro il 20 giugno. Bisogna pertanto prestare la massima attenzione, soprattutto nel caso di un primo invio errato. Nella stessa data del 20 giugno è possibile annullare anche il modello 730 + Redditi correttivi già inviato con o senza F24, sempre una sola volta. Il 26 giugno è l’ultimo giorno per annullare tramite l’applicazione web il modello Redditi e i modelli Redditi Persone Fisiche (PF) correttivi collegati, se è stato predisposto un modello F24. Entro il 27 settembre 2023, è possibile annullare il modello Redditi e i modelli Redditi PF correttivi già inviati, se non è stato predisposto un modello F24.

Quali sono i comuni più ricchi del 2023 secondo la Cgia di Mestre

Gli aggiornamenti della Dichiarazione precompilata 2023

La Dichiarazione Precompilata è stata migliorata anche quest’anno, anche se i cambiamenti rispetto agli anni successivi al suo lancio nel 2015 sono stati modesti. Tra le nuove voci introdotte nel 2023, ci sono le spese per canoni di locazione e intermediazione per l’acquisto di immobili adibiti a “prima casa”. Queste informazioni si aggiungono a quelle già presenti negli anni precedenti, come i contributi previdenziali e assistenziali, i contributi per i lavoratori domestici, le spese universitarie e per gli asili nido.

Complessivamente, sono stati utilizzati oltre un miliardo di dati relativi a spese sanitarie, 99 milioni di premi assicurativi, 73 milioni di certificazioni uniche di lavoratori dipendenti e autonomi, 11 milioni di bonifici per ristrutturazioni, 8,5 milioni di dati relativi agli interessi passivi sui mutui e 6,5 milioni di dati relativi a spese scolastiche. Quest’anno, le informazioni pre-caricate dall’Agenzia superano 1,3 miliardi.

Una dichiarazione precompilata sempre più automatizzata

L’Agenzia delle Entrate sta lavorando per automatizzare sempre più la Dichiarazione Precompilata, che lo scorso anno è stata utilizzata direttamente da oltre 4 milioni di contribuenti senza l’assistenza di Caf o professionisti. Tuttavia, ci sono ancora sfide da affrontare, come sottolineato dall’Agenzia stessa. La complessità della normativa fiscale italiana, con diverse deduzioni, detrazioni e frequenti modifiche normative, rende difficile automatizzare completamente la dichiarazione dei redditi.

È evidente la necessità di semplificazione. La creazione di testi unici e la semplificazione del sistema tributario sono passaggi necessari per consentire a un numero sempre maggiore di persone di utilizzare la Dichiarazione Precompilata, che rimane uno strumento eccellente in costante miglioramento. Solo attraverso tali miglioramenti sarà possibile ridurre il divario con i Paesi più avanzati in questo settore.

Gli sforzi di miglioramento riguardano non solo il numero di dati precaricati, ma anche gli strumenti a disposizione dei contribuenti. A partire da quest’anno, l’Agenzia delle Entrate consente l’autorizzazione di un familiare o di una persona di fiducia per gestire la propria Dichiarazione Precompilata (visualizzarla, accettarla o modificarla, inviarla) e utilizzare altri servizi online tramite l’accesso all’area riservata del sito. In alternativa, è possibile autorizzare la persona di fiducia tramite una videochiamata con un funzionario delle Entrate. Queste opzioni si aggiungono a quelle già attive dallo scorso anno, come l’invio di una pec o la presentazione della richiesta presso un ufficio dell’Agenzia.

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La Juventus patteggia, la somma definitiva per gli illeciti fa discutere https://www.business.it/la-juventus-patteggia-la-somma-definitiva-per-gli-illeciti-fa-discutere/ Tue, 30 May 2023 12:55:22 +0000 https://www.business.it/?p=118951 Patteggiamento Juventus, ecco la multa per la manovra stipendi. Ammonterà a settecentodiciottomiladuecentoquaranta euro l’ammenda stabilita dal Tribunale nazionale federale. Che ha pubblicato la sentenza con la quale accetta formalmente l’accordo tra la procura della Federcalcio e il club torinese. La sentenza era stata fissata per il 15 giugno, ma negli scorsi giorni la società bianconera… Read More »La Juventus patteggia, la somma definitiva per gli illeciti fa discutere

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Patteggiamento Juventus, ecco la multa per la manovra stipendi. Ammonterà a settecentodiciottomiladuecentoquaranta euro l’ammenda stabilita dal Tribunale nazionale federale. Che ha pubblicato la sentenza con la quale accetta formalmente l’accordo tra la procura della Federcalcio e il club torinese. La sentenza era stata fissata per il 15 giugno, ma negli scorsi giorni la società bianconera ha accettato il patteggiamento. Di fatto, dunque, il club riconosce di aver pagato parte degli stipendi di alcuni giocatori in nero e accetta l’ammenda. L’accordo prevede che la Juventus non effettui più alcun ricorso. Lo stesso per tutti i dirigenti, tranne l’ex presidente, Andrea Agnelli, che ha chiesto lo stralcio del processo e che sarà dunque rinviato a giudizio. Non confermate le voci che prevedevano anche un’ulteriore penalizzazione, di due punti, che avrebbe estromesso definitivamente la Juventus dalla corsa per un posto nelle coppe europee.
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La Juventus della stagione 2022-2023

Il patteggiamento Juventus, ecco la multa per la manovra stipendi e il comunicato del club

La società ha pubblicato un comunicato sul sito ufficiale della squadra, per commentare il patteggiamento. La Juventus commenta la manovra stipendi, ribadendo la sua posizione. Dopo aver ribadito la notizia, ecco il commento del club. “La Società, pur ribadendo la correttezza del proprio operato e la fondatezza delle proprie argomentazioni difensive ha ritenuto di accedere all’applicazione di sanzioni su richiesta ex art. 127 CGS nei termini sopra indicati nel miglior interesse della Società stessa, dei suoi azionisti e di tutti gli stakeholders (sia appartenenti al mondo dello sport che non). La definizione di tutti i procedimenti sportivi FIGC aperti consente infatti alla Società di conseguire un risultato certo, mettendo un punto fermo e superando lo stato di tensione e instabilità che inevitabilmente discenderebbe dalla prosecuzione di contenziosi incerti negli esiti e nei tempi, permettendo inoltre al management, all’allenatore della Prima Squadra e ai giocatori di concentrarsi sull’attività sportiva ed in particolare sulla programmazione complessiva della prossima stagione (sia con riferimento alle attività sportive che per quanto attiene ai rapporti di business con gli sponsor, le altre controparti commerciali e quelle finanziarie)”.

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Chiara Ferragni e il selfie dello scandalo: risponde alla piccola Giulia.
 “Non lo vuole nessuno”, lo sfogo di una madre per il figlio con un disturbo dell’attenzione.
Attacchi omofobi, rimosso il coordinatore di FdI a Novi Ligure.
 Chiara Ferragni risponde alla piccola Giulia sul senso della decenza.
Manuel Bortuzzo, la splendida notizia: “Sarò ai mondiali paralimpici”.
Max Gazzè condannato dal Fisco.
Veronica Amistadi, trovato un biglietto con le motivazioni del gesto.
Suicidio di Veronica Amistadi, il messaggio del papà di Riccardo.
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Ucraina, partita la controffensiva: bombardamenti sulle zone occupate https://www.business.it/ucraina-partita-la-controffensiva-bombardamenti-sulle-zone-occupate/ Sat, 27 May 2023 10:53:16 +0000 https://www.business.it/?p=118656 Ucraina, partita la controffensiva. La conferma del Guardian dopo gli annunci via Telegram del presidente Volodymyr Zelensky e del suo comandante delle Forze armate. Bombardamenti si susseguono da stamattina sulle zone occupate dai russi e sostanzialmente evacuate. Sono state segnalate esplosioni attraverso i social media nel distretto di Berdyansk, occupato dalle forze russe. In particolare,… Read More »Ucraina, partita la controffensiva: bombardamenti sulle zone occupate

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Ucraina, partita la controffensiva. La conferma del Guardian dopo gli annunci via Telegram del presidente Volodymyr Zelensky e del suo comandante delle Forze armate. Bombardamenti si susseguono da stamattina sulle zone occupate dai russi e sostanzialmente evacuate. Sono state segnalate esplosioni attraverso i social media nel distretto di Berdyansk, occupato dalle forze russe. In particolare, le esplosioni più intense sono state udite nel centro della città, nella zona del porto e nei centri Khimik e Vesna, nel villaggio di Novopetrovka, che ospitano “un gran numero di truppe russe”.
>>>>>> Rai, il governo occupa la rete di Stato e fa un comizio in diretta

Mezzi militari a Bakhmut
La guerra a Bakhmut

Ucraina, Zelensky: “Partita la controffensiva”

I media ucraini hanno riportato la notizia, partita la controffensiva. Sono circolati i video delle esplosioni. “È la pace che trasmetteremo ai nostri figli e nipoti come eredità della nostra generazione. Non abbiamo e non vogliamo altre alternative. Ma per consegnare la pace come eredità, dobbiamo arrivare al giorno in cui potremo dire di aver posto fine a questa guerra con la nostra vittoria”, ha scritto oggi su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Il comandante delle Forze armate ucraine, Valeriy Zaluzhny, ha pubblicato un video su Telegram che sembra segnalare l’inizio della controffensiva. Nel filmato si vedono i soldati ucraini che si preparano per la battaglia, recitando una preghiera. “È ora di riprenderci ciò che ci appartiene“, ha affermato Zaluzhny. Nel frattempo, il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza Oleksy Danilov, membro del gabinetto di guerra, ha dichiarato alla BBC che l’Ucraina è pronta a lanciare la controffensiva e ha sottolineato che il governo ucraino non ha “il diritto di sbagliare” in questa decisione, poiché si tratta di un’opportunità storica che non può essere persa.

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Morta Anna Bartolini, avvocata della tv in difesa dei consumatori.
Addio a Tina Turner, la regina del rock.
Max Gazzè condannato per abusivismo.

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Uno studio inquietante dimostra che l’intelligenza artificiale è in grado di leggere nel cervello https://www.business.it/uno-studio-inquietante-dimostra-che-lintelligenza-artificiale-e-in-grado-di-leggere-nel-cervello/ Wed, 24 May 2023 15:58:39 +0000 https://www.business.it/?p=118338 L’intelligenza artificiale che legge nel cervello. Un nuovo sviluppo nell’ambito dell’intelligenza artificiale ha rivelato la possibilità di tradurre i pensieri delle persone in testo attraverso la scansione delle attività cerebrali mentre ascoltano una storia. Questo sistema innovativo, chiamato decodificatore semantico, utilizza la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per misurare l’attività cerebrale e generare testo basato su… Read More »Uno studio inquietante dimostra che l’intelligenza artificiale è in grado di leggere nel cervello

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L’intelligenza artificiale che legge nel cervello. Un nuovo sviluppo nell’ambito dell’intelligenza artificiale ha rivelato la possibilità di tradurre i pensieri delle persone in testo attraverso la scansione delle attività cerebrali mentre ascoltano una storia. Questo sistema innovativo, chiamato decodificatore semantico, utilizza la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per misurare l’attività cerebrale e generare testo basato su tali attività.
>>>>> La profezia di Bill Gates sull’IA: “Stravolgerà le nostre vite”

L’inquietante esperimento dell’intelligenza artificiale che legge nel cervello

Uno studio pubblicato su Nature: l’intelligenza artificiale che legge nel cervello. Gli studiosi dell’Università di Austin (Texas) hanno condotto una ricerca con l’obiettivo di aiutare le persone che sono mentalmente coscienti ma impossibilitate a comunicare verbalmente, come coloro che hanno subito gravi ictus. Alex Huth, assistente di Neuroscienze e Informatica presso l’UT Austin, ha commentato che questo sistema rappresenta un notevole passo avanti rispetto ai metodi non invasivi precedenti, che si limitavano a singole parole o frasi brevi.
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A differenza di altri sistemi di decodifica del linguaggio che richiedono impianti chirurgici invasivi, il decodificatore semantico è non invasivo e non richiede alcun impianto. Inoltre, a differenza di altri decodificatori, non si basa su un elenco predeterminato di parole, consentendo una maggiore libertà di espressione. I risultati ottenuti non sono una trascrizione letterale di ciò che il soggetto pensa o sente, ma il decodificatore cattura l’essenza del pensiero. Circa il 50% delle volte, la macchina è in grado di produrre un testo che si avvicina molto al significato delle parole originali.

Il risultato dell’esperimento sulla lettura del cervello

In un esperimento, ad esempio, un ascoltatore ha sentito l’oratore dire: “Non ho ancora la patente di guida” e la macchina ha tradotto il pensiero in: “Non ha ancora iniziato ad imparare a guidare”. Durante i test, i ricercatori hanno anche chiesto ai partecipanti di guardare brevi video durante la scansione, e il decodificatore è stato in grado di descrivere con precisione alcuni eventi dei video basandosi sull’attività cerebrale registrata.

I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature. Oltre alla traduzione delle attività cerebrali in testo scritto, gli studiosi stanno anche esplorando altre applicazioni dell’intelligenza artificiale nel campo della lettura del pensiero. Un altro studio recente condotto dall’Università di Osaka, in Giappone, ha dimostrato come l’intelligenza artificiale possa leggere le scansioni cerebrali per ricreare le immagini visualizzate dalla persona, utilizzando generatori di testo immagine come Stable Diffusion, Midjourney e DALL-E 2 di OpenAI.

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Lufthansa compra Ita Airways: “Presto arriveranno gli utili” https://www.business.it/lufthansa-compra-ita-airways-presto-arriveranno-gli-utili/ Wed, 24 May 2023 13:52:30 +0000 https://www.business.it/?p=118316 La compagnia aerea tedesca Lufthansa acquista Ita Airways. Ita Airways si prepara ad accogliere anche la bandiera tedesca. Il ministero dell’Economia, che possiede il 100% della compagnia aerea nazionale, sta cedendo una quota di minoranza a Lufthansa, tramite un contratto preliminare di compravendita. L’annuncio di questo accordo potrebbe avvenire già domani. Ai tedeschi andrebbe il… Read More »Lufthansa compra Ita Airways: “Presto arriveranno gli utili”

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La compagnia aerea tedesca Lufthansa acquista Ita Airways. Ita Airways si prepara ad accogliere anche la bandiera tedesca. Il ministero dell’Economia, che possiede il 100% della compagnia aerea nazionale, sta cedendo una quota di minoranza a Lufthansa, tramite un contratto preliminare di compravendita. L’annuncio di questo accordo potrebbe avvenire già domani. Ai tedeschi andrebbe il 40% della compagnia.
>>>>> Euro 7, arriva la stangata sugli automobilisti italiani

Lufthansa compra Airways
Ita batte bandiera tedesca

I tedeschi di Lufthansa acquistano Ita Airways, i dettagli

I dettagli dell’operazione: Lufthansa acquista Ita Airways. Il percorso di vendita è stato complicatissimo. Emblematica la frase dell’amministratore delegato del colosso teutonico, Carsten Spohr. Per tranquillizzare i soci, infatti, ha dichiarato: “Ita non è Alitalia, giusto comprarla”. Al momento, il compratore Lufthansa acquisirà solo il 40% delle azioni, tramite un aumento di capitale riservato. L’obiettivo è arrivare a possedere la totalità delle azioni entro due anni, come previsto da un meccanismo di opzioni. È improbabile che lo Stato italiano possa mantenere una quota minima in futuro.

La relazione tra i due azionisti sarà regolata da uno Shareholders’ agreement (Sha). Questi accordi extracontrattuali concederanno la gestione operativa di Ita Airways ai tedeschi, nonostante siano solo soci di minoranza. Il Consiglio di amministrazione di Ita, che avrebbe dovuto essere sciolto il 30 marzo 2023 con l’approvazione del bilancio annuale del 2022, si prepara a uscire di scena. L’amministratore delegato Fabio Lazzerini lascerà il comando a un manager di assoluta fiducia del nuovo socio tedesco. Allo stesso tempo, il presidente sarà nominato dal governo italiano, almeno fino a quando il ministero dell’Economia manterrà la maggioranza delle azioni (il 60%).

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Euro 7, arriva la stangata sulle automobili degli italiani https://www.business.it/euro-7-arriva-la-stangata-sulle-automobili-degli-italiani/ Tue, 23 May 2023 16:34:49 +0000 https://www.business.it/?p=118219 Auto Euro 7, costi fino a 10 volte superiori. L’allarme arriva dall’Associazione dei costruttori europei di auto (Acea), che cita un recente studio di Frontier Economics. Recepire la proposta Euro 7 sulle emissioni inquinanti comporterebbe un aumento significativo dei costi diretti. L’Acea afferma che tali costi sarebbero da 4 a 10 volte superiori rispetto alle… Read More »Euro 7, arriva la stangata sulle automobili degli italiani

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Auto Euro 7, costi fino a 10 volte superiori. L’allarme arriva dall’Associazione dei costruttori europei di auto (Acea), che cita un recente studio di Frontier Economics. Recepire la proposta Euro 7 sulle emissioni inquinanti comporterebbe un aumento significativo dei costi diretti. L’Acea afferma che tali costi sarebbero da 4 a 10 volte superiori rispetto alle stime fornite dalla Commissione europea. I costi per veicolo sarebbero di circa 2.000 euro per auto e furgoni a motore a combustione interna e di circa 12.000 euro per camion e autobus diesel.
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Auto inquinanti

Allarme dei costruttori europei sulle auto Euro 7, costi fino a 10 volte superiori

Le auto Euro 7 avranno costi fino a 10 volte superiori. L’allarme dell’Acea prosegue. Le cifre enunciate nello studio sono da 4 a 10 volte superiori alle stime della Commissione europea nella sua valutazione d’impatto Euro 7, che prevedeva costi di 180-450 euro per auto e furgoni, e di 2.800 euro per camion e autobus. Le stime europee includono solo i costi diretti legati alla produzione, principalmente per attrezzature e investimenti. L’Acea sottolinea che i costi aggiuntivi non corrispondono ai prezzi di acquisto, ma si tradurrebbero in un ulteriore aumento dei prezzi per gli acquirenti finali. Pertanto, i prezzi aumenterebbero probabilmente più delle cifre menzionate nello studio.
>>>>> Lufthansa compra Ita Airways

Perché le stime europee sono al ribasso

Le attuali norme Euro 6/VI, l’Unione europea ha gli standard più completi e rigorosi al mondo per contrastare le emissioni inquinanti, come l’ossido di azoto. L’associazione afferma che le emissioni dei gas di scarico sono ridotte a un livello appena misurabile grazie alla tecnologia avanzata dei veicoli. L’industria automobilistica europea è impegnata a ridurre ulteriormente le emissioni per contribuire al clima, all’ambiente e alla salute. La proposta Euro 7, però, non è il modo più corretto per affrontare la transizione, secondo i costruttori, perché avrebbe un impatto ambientale estremamente limitato a un costo estremamente elevato.

Secondo la direttrice generale dell’Acea, Sigrid de Vries, i veri benefici per l’ambiente e la salute si otterrebbero dalla transizione verso l’elettrificazione, sostituendo nel contempo i veicoli più vecchi con modelli Euro 6/VI altamente efficienti. Oltre ai costi diretti, l’implementazione della proposta Euro 7, secondo i costruttori europei, genererebbe costi indiretti come un aumento del consumo di carburante. Nel corso della vita di un veicolo, ciò potrebbe comportare un aumento dei costi del carburante del 3,5%, equivalente a un aumento di 20.000 euro per i camion a lungo raggio e di 650 euro per auto e furgoni.

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La profezia di Bill Gates: “L’intelligenza artificiale tasformerà i colossi Google e Amazon” https://www.business.it/la-profezia-di-bill-gates-lintelligenza-artificiale-tasformera-i-colossi-google-e-amazon/ Tue, 23 May 2023 14:37:21 +0000 https://www.business.it/?p=118198 Bill Gates: “L’intelligenza artificiale trasformerà Google e Amazon”. Il fondatore di Microsoft ritiene che un assistente personale dotato di Ai (l’acronimo inglese per “intelligenza artificiale”), cambierà profondamente le abitudini degli utenti. Ed è molto probabile che a realizzare questo assistente Ai sarà realizzato da una nuova startup. Gates si sbilancia proprio con le percentuali, arrivando… Read More »La profezia di Bill Gates: “L’intelligenza artificiale tasformerà i colossi Google e Amazon”

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Bill Gates: “L’intelligenza artificiale trasformerà Google e Amazon”. Il fondatore di Microsoft ritiene che un assistente personale dotato di Ai (l’acronimo inglese per “intelligenza artificiale”), cambierà profondamente le abitudini degli utenti. Ed è molto probabile che a realizzare questo assistente Ai sarà realizzato da una nuova startup. Gates si sbilancia proprio con le percentuali, arrivando a sostenere che la probabilità è al 50%.
>>>>> L’intelligenza artificiale che legge nel cervello
>>>>> Rivoluzione WhatsApp, in arrivo le chat private
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Bill Gates

Secondo Bill Gates l’intelligenza artificiale trasformerà Google e Amazon

È facile alle previsioni e spesso ci azzecca, Bill Gates. “L’intelligenza artificiale trasformerà Google e Amazon”, sostiene. Il vaticinio avviene durante un evento della Goldman Sachs, sul tema dell’Ia. Gates dice che l’impatto di un futuro assistente personale dotato di intelligenza artificiale sarà così profondo che la prima azienda a svilupparlo avrà un vantaggio sui concorrenti. Secondo Gates, l’impatto altererà i comportamenti degli utenti e di conseguenza le loro abitudini di acquisto. “Sarà uno sconvolgimento epocale: chiunque realizzerà per primo un agente personale, dotato di intelligenza artificiale, farà sì che nessuno andrà più su un motore di ricerca, su un sito di produttività, su Amazon”.
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Le caratteristiche dell’assistente Ai che sostituirà i colossi

L’assistente AI, secondo il fondatore di Microsoft, potrà comprendere le persone e aiutarle a “leggere le cose che non ha tempo di leggere”, tra l’altro. Questa tecnologia sarà quasi certamente sviluppata da una startup, dice Gates. Ma per l’altro cinquanta per cento potrebbe essere un altro colosso tecnologico. “Sarei deluso se Microsoft non entrasse in questo filone di business, ma sono impressionato da un paio di startup, inclusa Inflection“. Si riferisce alla startup di Mustafa Suleyman. già fondatore di DeepMind. Non sarà immediata questa rivoluzione, quanto meno finché questa diverrà popolare e diffusa. Ci vorrà del tempo prima che questo potente agente digitale futuro sia pronto per l’uso mainstream, ha affermato Gates. Fino ad allora, sarà guerra aperta tra i colossi della tecnologia generativa, come Google.
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Stop alle caldaie a gas naturale dal 2029: eccezioni e modifiche possibili https://www.business.it/stop-alle-caldaie-a-gas-naturale-dal-2029-eccezioni-e-modifiche-possibili/ Mon, 22 May 2023 11:39:02 +0000 https://www.business.it/?p=117974 Caldaie a gas naturale vietate dal 2029. Tra sei anni, nel 2029, le caldaie a gas in tutta l’Unione Europea non potranno più funzionare. La bozza di revisione del regolamento 813/2013/Ue in discussione prevede standard tecnico-produttivi molto rigorosi. Questi comporterebbero l’esclusione dalla vendita delle caldaie a gas, comprese quelle alimentate da gas rinnovabili. Tuttavia, si… Read More »Stop alle caldaie a gas naturale dal 2029: eccezioni e modifiche possibili

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Caldaie a gas naturale vietate dal 2029. Tra sei anni, nel 2029, le caldaie a gas in tutta l’Unione Europea non potranno più funzionare. La bozza di revisione del regolamento 813/2013/Ue in discussione prevede standard tecnico-produttivi molto rigorosi. Questi comporterebbero l’esclusione dalla vendita delle caldaie a gas, comprese quelle alimentate da gas rinnovabili. Tuttavia, si sta aprendo una possibilità e il divieto di commercializzazione a partire dal 2029 è meno sicuro.
>>>>> Inflazione, stangata sull’estate italiana

Stop della Commissione europea alle caldaie alimentate a gas o gasolio.
Gli adempimenti per le caldaie a gas dal 2029

L’Unione europea vieta le caldaie a gas naturale del 2029

Ecco quali eccezioni e quali adempimenti compiere per la decisione Ue: caldaie a gas naturale vietate dal 2029. Il 27 aprile scorso è partita la riunione del Consultation Forum della Commissione Europea. Al centro dell’incontro la revisione del regolamento Ecodesign.

Tra le proposte emerse, l’idea di stabilire un livello minimo di efficienza del 115% per le caldaie. Una sfida ostica, considerando le tecnologie attualmente disponibili e che potrebbe escludere alcune tecnologie che utilizzano biogas o idrogeno. Se venisse adottato il livello minimo di efficienza stagionale del 115%, le uniche soluzioni incentivabili potrebbero essere le pompe di calore. Dopo la riunione del 27 aprile, è stata aperta una fase di 8 settimane per consentire ai soggetti interessati di inviare i loro pareri alla Commissione. In modo inaspettato, però, Bruxelles ha anticipato la prossima riunione al 12 giugno, prima dello scadere delle settimane previsto. Tra i punti all’ordine del giorno anche il divieto di vendita delle caldaie a gas a partire da settembre 2029.

Modifiche al regolamento Ue: i favorevoli e i contari

La bozza di revisione del regolamento Ue suscita l’opposizione di alcuni Paesi, tra cui l’Italia. Con loro, gli operatori del settore. Enti come Proxigas, Assogasliquidi, Assortermica, Federcostruttori e Appia Italia sono contrarie. Organizzazioni non governative come Eeb e ECOS, insieme ai produttori di pompe di calore, sono invece favorevoli.

I dubbi inducono la Commissione a esaminare più approfonditamente la questione e magari a rivedere la sua posizione che sembrava molto rigida alla fine di aprile. In sostanza, la Commissione ha rilevato che in alcune “situazioni particolari potrebbe non esserci una soluzione tecnica per sostituire la caldaia con una delle alternative disponibili”.

Durante la riunione del 12 giugno, gli esperti dovranno identificare tali situazioni particolari e dimostrare eventualmente la necessità di introdurre eccezioni al livello di efficienza del 115%.

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Maximulta per Meta dall’Antitrust europeo.
Report, la storia della foto con Berlusconi e Graviano.
“Alluvioni in Emilia Romagna, messaggio di dio”, la frase shock di Occhetto in diretta tv.
Cereali pubblicizzati da Sfera Ebbasta, è psicosi.
Gene Gnocchi in lacrime per l’Emilia Romagna.
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Meloni in Emilia Romagna, il gioco delle tre carte.
Il governo rischia di perdere i miliardi del Pnrr sul disastro idrogeologico.
Morandi in lacrime per la sua Romagna.
Addio ad Anna Bartolini, avvocata che difendeva i consumatori.
Lavoro, caccia ai “furbetti della Naspi”.
Rai, il futuro di Fiorello è in bilico?.

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Il boss Graviano e Silvio Berlusconi: le anticipazioni di Report https://www.business.it/il-boss-graviano-e-silvio-berlusconi-le-anticipazioni-di-report/ Mon, 22 May 2023 09:59:21 +0000 https://www.business.it/?p=117928 La storia della foto con Berlusconi e Graviano a Report. La trasmissione Rai riprende la storia che avrebbe portato alla chiusura della trasmissione di La7, “Non è l’Arena”, condotta da Massimo Giletti. Le fotografie che ritraggono Silvio Berlusconi in compagnia di Giuseppe Graviano e del generale dei carabinieri Francesco Delfino sono tre. Le immagini li… Read More »Il boss Graviano e Silvio Berlusconi: le anticipazioni di Report

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La storia della foto con Berlusconi e Graviano a Report. La trasmissione Rai riprende la storia che avrebbe portato alla chiusura della trasmissione di La7, “Non è l’Arena”, condotta da Massimo Giletti. Le fotografie che ritraggono Silvio Berlusconi in compagnia di Giuseppe Graviano e del generale dei carabinieri Francesco Delfino sono tre. Le immagini li mostrano seduti in un caffè sul lago d’Orta. La data è il 1992. Si tratta di tre polaroid scattate da Salvatore Baiardo. L’ex gelataio e faccendiere di Graviano nega in questo momento l’esistenza delle foto, ma ha dichiarato di averle riprese in una conversazione con Paolo Mondani di Report, che il giornalista ha registrarto di nascosto. Baiardo ha mostrato le foto a Massimo Giletti, secondo quanto testimoniato dal conduttore a Firenze, dove si sta indagando sulle stragi del 1993. L’uomo minacciava di pubblicare tutto in un libro autobiografico che doveva uscire a breve.
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Salvatore Baiardo durante un’intervista per “Non è l’Arena”

Report anticipa: “La storia della foto con Berlsuconi e Graviano”

Si occuperà della intricata storia della foto con Berlusconi e Graviano, Report in onda questa sera, 22 maggio, su Rai Tre. Nel verbale dell’audizione, il conduttore Massimo Giletti ha dichiarato ai pubblici ministeri che le foto sono state “rubate”, cioè scattate clandestinamente. Baiardo è stato perquisito a marzo come ex favoreggiatore dei fratelli Graviano, ma senza risultati.
>>>>> Meta, maximulta dall’Antitrust europeo

Luca Tescaroli e Luca Turco stanno conducendo le indagini sulle stragi di Firenze, Milano e Roma che sono avvenute dopo l’arresto di Totò Riina e in cui Matteo Messina Denaro è coinvolto come uno degli ideatori. Il faccendiere Baiardo, ignaro di essere ripreso dalle telecamere di Report, ha rivelato alcuni dettagli sulle fotografie, affermando di averle scattate personalmente dopo la morte di Paolo Borsellino e che sono legate all’ingresso in politica di Berlusconi con la nascita di Forza Italia. L’amico dei Graviano avrebbe mostrato le foto al fratello di Berlusconi, Paolo, durante un incontro presso la sede de Il Giornale.

Baiardo e il caos sulle sue “profezie”

Il 2 marzo scorso, Baiardo ha inviato a Giletti la foto che lo ritrae insieme a Mondani di Report. Ha anche menzionato che “loro” (la trasmissione) “avrebbero ripreso ad aprile e vogliono farla con Netflix”. Baiardo ha fatto capire a Giletti che lui e Mondani hanno discusso delle foto e ha affermato che a Report sapevano già tutto, sospettando che lui avesse rivelato loro le informazioni. Giletti ha negato. Baiardo ha affermato di aver finto di non sapere nulla. In seguito, Baiardo ha fatto un’altra “profezia”, affermando che “saranno rivelate delle cose interessanti” dopo l’8 marzo. Questa è la data in cui la Corte di Cassazione doveva decidere sulla riforma dell’ergastolo ostativo del governo Meloni. Il 27 marzo, la procura di Firenze ha perquisito Baiardo, ma le foto non sono state trovate. Nel frattempo, Baiardo ha smentito Giletti su TikTok riguardo alla foto.

Baiardo è noto per la sua “profezia” su Matteo Messina Denaro. In un’intervista a “Non è l’Arena”, ha espresso la convinzione che il superlatitante sarebbe stato catturato attraverso un accordo. Nel corso del tempo, Baiardo ha parlato di diverse cose. Ha predetto che Giletti non sarebbe tornato in Rai, ma gli ha consigliato di aprire un canale YouTube. Ha cercato di ottenere pubblicità per la trasmissione che stava affrontando problemi di ascolti. Avrebbe anche detto: “Non posso consegnare la foto finché non ne parlo con Graviano”. Il 26 aprile, Mondani è stato interrogato dalla procura di Firenze, che ha acquisito anche le registrazioni delle conversazioni con Baiardo. L’argomento è stato affrontato anche dal Fatto Quotidiano.

La versione di Graviano sugli incontri con Berlusconi

Giuseppe Graviano ha dato la sua versione degli incontri con Berlusconi in un memoriale consegnato tre anni fa durante il processo “Ndrangheta Stragista“. Ha affermato che la morte di suo padre, i rapporti di Totuccio Contorno con la procura di Palermo, quelli del gruppo di Bontate con Berlusconi e gli investimenti finanziari di alcuni imprenditori di Palermo a Milano, insieme alla strage di via d’Amelio, fanno parte di un’unica vicenda collegata. Graviano sostiene che il pentito Totuccio Contorno sia responsabile dell’omicidio del padre, imprenditore Michele Graviano, per il quale Tanino Grado è stato accusato. Graviano ha anche accusato il pool della procura di Palermo, composto da Falcone, Chinnici e altri, di aver consentito a Contorno di commettere una serie di omicidi mai confessati.

Berlusconi, Graviano e i 20 miliardi

Nella trasmissione di Report si fa anche riferimento agli investimenti di 20 miliardi di palermitani a Milano. Tra il 1970 e il 1972, Filippo Quartararo, nonno materno di Graviano, ha deciso di guidare un gruppo di investitori palermitani che hanno investito la somma equivalente a 173 milioni di euro di oggi. In quell’occasione, Michele Graviano ha detto al padre di sua moglie che non era interessato a partecipare all’investimento collettivo perché preferiva gestire i suoi interessi da solo. Ha anche intimato di non coinvolgere i suoi figli (Filippo, Giuseppe, Benedetto e Nunzia) in quella storia. Dopo la morte del padre, Graviano afferma che il nonno gli ha fatto notare l’importanza di curare gli interessi a Milano. Fino ad ora, solo suo cugino Salvo Graviano si è occupato di questi interessi, secondo Graviano.

Graviano sostiene che questi 20 miliardi siano garantiti da un accordo privato tra Berlusconi e gli investitori palermitani. A suo avviso, l’ultimo incontro con Berlusconi a Milano si è concentrato sulla formalizzazione dell’accordo stabilito con suo nonno Quartararo e gli altri investitori palermitani. Graviano afferma che i palermitani volevano ottenere i propri profitti e ratificare l’accordo davanti a un notaio. Era stato fissato un appuntamento in uno studio per firmare l’accordo nel febbraio del 1993. Poco prima, Graviano viene arrestato.

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Meloni in Emilia Romagna, il gioco delle tre carte.
Il governo rischia di perdere i miliardi del Pnrr sul disastro idrogeologico.
Morandi in lacrime per la sua Romagna.
Addio ad Anna Bartolini, avvocata che difendeva i consumatori.
Lavoro, caccia ai “furbetti della Naspi”.

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Stangata sul turismo italiano: l’inflazione fa esplodere i prezzi delle vacanze https://www.business.it/stangata-sul-turismo-italiano-linflazione-fa-esplodere-i-prezzi-delle-vacanze/ Mon, 22 May 2023 07:17:57 +0000 https://www.business.it/?p=117889 Inflazione e turismo, stangata sui prezzi delle vacanze. È lo studio della Federazione Turismo Organizzato. L’inflazione sta causando un aumento vertiginoso dei prezzi negli alberghi e nei ristoranti. Gli italiani che se lo potranno permettere, trascorreranno vacanze più brevi e più costose. Quest’estate, gli italiani dovranno sborsare quasi due miliardi di euro in più rispetto… Read More »Stangata sul turismo italiano: l’inflazione fa esplodere i prezzi delle vacanze

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Inflazione e turismo, stangata sui prezzi delle vacanze. È lo studio della Federazione Turismo Organizzato. L’inflazione sta causando un aumento vertiginoso dei prezzi negli alberghi e nei ristoranti. Gli italiani che se lo potranno permettere, trascorreranno vacanze più brevi e più costose. Quest’estate, gli italiani dovranno sborsare quasi due miliardi di euro in più rispetto all’anno scorso solo per cenare fuori, mentre i prezzi per i soggiorni in hotel e alberghi sono aumentati in media del 15,2%, raggiungendo addirittura picchi record del 43%. Questi calcoli sull’impatto dell’inflazione sul settore della ristorazione e delle bevande, così come sulle bollette energetiche, sono stati effettuati dalle associazioni dei consumatori. Sono peggiorate le previsioni di aprile.
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Vacanze estive a costi sempre più alti

Turismo, stangata sulle vacanze degli italiani per colpa dell’inflazione

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Rapporto su inflazione e turismo, stangata sulle vacanze degli italiani. Il turismo e la ristorazione sono settori trainanti per l’economia e contribuiscono alla creazione di posti di lavoro, ma l’attuale ondata di aumenti significativi nei prezzi degli alberghi, dei bar e dei ristoranti fa sorgere il timore di una crisi nel settore proprio durante la stagione estiva, che è il momento più importante dell’anno. Per mangiare fuori, gli italiani si troveranno a spendere quasi due miliardi di euro in più rispetto allo scorso anno, mentre i prezzi per i soggiorni negli hotel e negli alberghi sono aumentati in media dell’18%, raggiungendo picchi record del 43% come nel caso di Firenze.

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Bankitalia boccia la flat tax: improponibile per un paese con un welfare https://www.business.it/bankitalia-boccia-la-flat-tax-improponibile-per-un-paese-con-un-welfare/ Thu, 18 May 2023 13:10:06 +0000 https://www.business.it/?p=117614 La Banca d’Italia boccia la flat tax. Il Capo del Servizio assistenza e consulenza fiscale della Banca d’Italia, Giacomo Ricotti, l’ha annunciato alla commissione Finanze della Camera. Bankitalia “richiama la necessità che la delega fiscale trovi le opportune coperture. Molti degli interventi prefigurati comporteranno perdite di gettito. Al momento coperture sono previste solo per il… Read More »Bankitalia boccia la flat tax: improponibile per un paese con un welfare

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La Banca d’Italia boccia la flat tax. Il Capo del Servizio assistenza e consulenza fiscale della Banca d’Italia, Giacomo Ricotti, l’ha annunciato alla commissione Finanze della Camera. Bankitalia “richiama la necessità che la delega fiscale trovi le opportune coperture. Molti degli interventi prefigurati comporteranno perdite di gettito. Al momento coperture sono previste solo per il superamento dell’Irap attraverso la nuova sovraimposta all’Ires”. In sostanza, “non è chiaro né quali incentivi fiscali saranno oggetto della razionalizzazione, né quindi l’entità delle risorse che potranno essere recuperate“.
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Il palazzo della Banca d'Italia
Bankitalia

Bocciata la flat tax, Bankitalia: “improponibile in un paese con un welfare”

Perché Bankitalia boccia la flat tax. In audizione alla commissione Finanze della Camera, il delegato Giacomo Ricotti ha puntualizzato che è un problema di coperture e di possibili effetti negativi sul welfare. E poi prosegue. “Il modello prefigurato dalla delega fiscale come punto di arrivo, cioè un sistema ad aliquota unica insieme a una riduzione del carico fiscale, potrebbe risultare poco realistico per un paese con un ampio sistema di welfare. Soprattutto alla luce dei vincoli di finanza pubblica”. A ogni modo “ne andranno attentamente valutati gli effetti redistributivi, valutando che l’estensione dei regimi sostitutivi potrebbe ridurre l’equità del sistema”.

“Stanti i vincoli di finanza pubblica, l’obiettivo principale dovrebbe essere quello di pervenire a una diversa ripartizione del prelievo complessivo. Sotto il profilo dell’equità ciò significherebbe ridurre il prelievo sui contribuenti in regola recuperando risorse con il contrasto all’evasione”. Ma sulla crescita economica, Bankitalia ribadisce che “andrebbe spostato l’onere tributario dai fattori produttivi (lavoro e capitale) alle rendite e ai consumi”.

Flat tax, non tutto è da buttare per Bankitalia: “contributo positivo alla certezza del diritto nel sistema tributario”

Nonostante tutto, Ricotti si sofferma anche sugli aspetti positivi della proposta. “Bankitalia valuta nel complesso in termini positivi il contributo del disegno di legge alla certezza del diritto e alla semplificazione del sistema tributario. Molte delle misure appaiono estremamente puntuali, essendo volte anche a risolvere incoerenze sistematiche, modernizzare istituti ormai obsoleti e renderne altri conformi a consolidati orientamenti giurisprudenziali o a principi condivisi in ambito internazionale”. Soprattutto “è da apprezzare la scelta di agire anche ‘alla fonte’, con le proposte di consolidamento delle norme tributarie in testi unici e di successiva codificazione”.

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Alluvione e maltempo in Emilia Romagna, chi erano le vittime https://www.business.it/alluvione-e-maltempo-in-emilia-romagna-chi-erano-le-vittime/ Wed, 17 May 2023 14:28:49 +0000 https://www.business.it/?p=117498 Ecco chi erano le vittime dell’alluvione in Emilia Romagna. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, annuncia l’allerta rossa per il meteo anche nella giornata di domani, giovedì 18 maggio, con le scuole chiuse su quasi tutta la Romagna. E riferisce della presenza di diversi dispersi. Purtroppo, quindi, il bilancio delle vittime potrebbe aumentare. Sono nove… Read More »Alluvione e maltempo in Emilia Romagna, chi erano le vittime

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Ecco chi erano le vittime dell’alluvione in Emilia Romagna. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, annuncia l’allerta rossa per il meteo anche nella giornata di domani, giovedì 18 maggio, con le scuole chiuse su quasi tutta la Romagna. E riferisce della presenza di diversi dispersi. Purtroppo, quindi, il bilancio delle vittime potrebbe aumentare. Sono nove le vittime accertate. Ecco chi erano e come sono morte.
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Mappa Arpae
La mappatura idrogeologica dell’Arpae evidenzia numerose aree oltre la soglia critica

Chi erano le vittime dell’alluvione in Emilia Romagna

Sappiamo chi erano le vittime dell’alluvione in Emilia Romagna finora accertate. Sono quattro le vittime accertate a Cesena, tre a a Forlì, una in provincia di Ravenna, una nel Bolognese. A Ronta di Cesena sono morti due coniugi, Sauro Manuzzi e Palma Maraldi, lui 70 anni e lei 60. Andavano verso Boscone, dove possedevano un’azienda agricola. L’acqua li ha trascinati sul fondo. Nonostante i divieti, cercavano di constatare le condizioni dell’azienda intorno alle 22 di ieri sera. Il corpo di Sauro è stato ritrovato subito, per Palma ci sono volute diverse ore, perché è stata trascinata per più di venti chilometri e la notizia del ritrovamento è arrivata in mattinata.
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Auto sommerse a Faenza

A Casale di Calisese in provincia di Cesena, un uomo di mezz’età è morto dopo la frana di un costone dalla vicina collina, che l’ha travolto mentre si trovava nel giardino di casa sua. Ancora a Cesena, in zona Ponte Vecchio, un anziano è stato colto da un infarto mentre cercava di mettersi in salvo dall’esondazione.
Alluvione in Emilia Romagna, morti a Cesena, Forlì, Ravenna e Bologna

A Forlì un uomo è annegato in casa, dopo l’esondazione del fiume Montone. L’anziano viveva in una casa di campagna con la moglie. Lui è rimasto al piano inferiore dell’abitazione mentre la donna è riuscita a raggiungere i piani più alti. Soltanto dopo alcune ricerche è stato possibile ritrovare il corpo dell’uomo.

Sempre a Forlì, al civico 45 di via Firenze, sono stati ritrovati dai sommozzatori dei carabinieri i corpi di due coniugi. Le due persone risultavano tra i dispersi segnalati nelle scorse ore per il maltempo che ha colpito la zona.

Un uomo senza vita è stato rinvenuto in un’auto sommersa dall’acqua, al momento impossibile da raggiungere, nelle campagne tra Solarolo e Castel Bolognese, in provincia di Ravenna.

Un uomo di 43 anni è morto nel primo pomeriggio di oggi, annegato a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna. Era il titolare di un’azienda che stava tentando di installare una pompa sommersa per svuotare il piazzale dall’acqua, ma nel farlo è caduto nel pozzo e ha perso la vita.

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I tecnici del Senato stroncano Calderoli: “Ecco perché l’Autonomia è una bufala” https://www.business.it/i-tecnici-del-senato-stroncano-calderoli-ecco-perche-lautonomia-e-una-bufala/ Tue, 16 May 2023 15:47:07 +0000 https://www.business.it/?p=117379 Il Senato boccia Calderoli sull’Autonomia. E lo fa tramite il canale istituzionale sul social network Linkedin. Il Servizio Bilancio del Senato ha analizzato il disegno di legge Calderoli sull’autonomia differenziata, evidenziando alcune criticità. La lacuna peggiore riguarda la disparità delle risorse che creerebbe più disuguaglianze. E lancia l’allarme sugli effetti collaterali della misura. Che il… Read More »I tecnici del Senato stroncano Calderoli: “Ecco perché l’Autonomia è una bufala”

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Il Senato boccia Calderoli sull’Autonomia. E lo fa tramite il canale istituzionale sul social network Linkedin. Il Servizio Bilancio del Senato ha analizzato il disegno di legge Calderoli sull’autonomia differenziata, evidenziando alcune criticità. La lacuna peggiore riguarda la disparità delle risorse che creerebbe più disuguaglianze. E lancia l’allarme sugli effetti collaterali della misura. Che il Consiglio dei ministri aveva approvato lo scorso febbraio. E che la Commissione Affari Costituzionali aveva messo in agenda il 3 maggio scorso, a seguito della presentazione dei senatori Della Porta e Tosato.
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Il senatore Roberto Calderoli

Autonomia differenziata, il Senato stronca la proposta di Calderoli

Ecco l’introduzione al dossier del Senato, pubblicata su Linkedin. “La Costituzione italiana, al terzo comma dell’articolo 116, prevede ‘forme e condizioni particolari di autonomia’ per le regioni a statuto ordinario. Il disegno di legge A.S. 615, presentato il 23 marzo dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie, definisce i princìpi generali per l’attuazione di questa autonomia differenziata. Ma sarà possibile realizzarla senza aggravio per le casse dello Stato e continuando ad assicurare i Livelli Essenziali delle Prestazioni (Lep), che costituiscono il nucleo invalicabile di quei diritti civili e sociali, previsti dalla Costituzione, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, in modo da erogare a tutti i cittadini i servizi fondamentali, dalla sanità all’istruzione?”.

L’analisi del Servizio Bilancio del Senato

“Il Servizio del Bilancio del Senato ha passato al setaccio il disegno di legge, rilevando alcune criticità. Nel caso, ad esempio, del trasferimento alle regioni di un consistente numero di funzioni oggi svolte dallo Stato (e delle relative risorse umane, strumentali e finanziarie), ci sarebbe una forte crescita del bilancio regionale ed un ridimensionamento di quello statale, col rischio di non riuscire a conservare i livelli essenziali delle prestazioni presso le regioni non differenziate. Le regioni più povere, oppure quelle con bassi livelli di tributi erariali maturati nel proprio territorio, potrebbero avere maggiori difficoltà a finanziare, e dunque ad acquisire, le funzioni aggiuntive. E il trasferimento delle nuove funzioni amministrative a comuni, province e città metropolitane da parte delle regioni differenziate potrebbe far venir meno il conseguimento di economie di scala, dovuto alla presenza dei costi fissi indivisibili legati all’erogazione dei servizi la cui incidenza aumenta al diminuire della popolazione“.

Dopo la circolazione del dossier, però arriva una precisazione dal Senato: “Una bozza provvisoria, non ancora verificata, sul disegno di legge sull’Autonomia è stata erroneamente pubblicata online. Il Servizio del Bilancio si scusa con la stampa e con gli utenti per il disservizio arrecato”.

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Lavoro, caccia ai “furbetti della Naspi” https://www.business.it/lavoro-caccia-ai-furbetti-della-naspi/ Tue, 16 May 2023 13:28:13 +0000 https://www.business.it/?p=117355 Decreto Lavoro, è caccia ai furbetti della Naspi. Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il Primo Maggio, insieme al decreto Lavoro, include nuove norme che modificano il Reddito di cittadinanza, ridotto gli oneri fiscali e liberalizzato i contratti a termine. Di seguito sono presentate alcune delle novità introdotte, tra cui lo stop… Read More »Lavoro, caccia ai “furbetti della Naspi”

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Decreto Lavoro, è caccia ai furbetti della Naspi. Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il Primo Maggio, insieme al decreto Lavoro, include nuove norme che modificano il Reddito di cittadinanza, ridotto gli oneri fiscali e liberalizzato i contratti a termine. Di seguito sono presentate alcune delle novità introdotte, tra cui lo stop ai “furbetti della Naspi”.
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Lavoro-disoccupazione-naspi

Stop ai “furbetti della Naspi”, le nuove norme nel Decreto Lavoro

Nel Decreto Lavoro caccia ai “furbetti della Naspi”. Assenza ingiustificata del lavoratore. Quando la mancanza ingiustificata del dipendente supera la durata stabilita dal contratto collettivo applicabile al suo rapporto di lavoro. Oppure, in caso di mancanza di specifiche indicazioni nel contratto. Questo si protrae per oltre cinque giorni, il rapporto di lavoro sarà considerato risolto di comune accordo con il lavoratore. In altre parole, non sarà necessario licenziarlo a causa di assenze ingiustificate. Questa norma contrasta i cosiddetti “furbetti della Naspi”, licenziati volontariamente per ottenere l’indennità di disoccupazione.
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Sospensione della Cassa integrazione guadagni (Cig). La Cig si estende ai contratti di lavoro con durata pari o inferiore a sei mesi. Applicando le stesse regole previste per i contratti di durata superiore ai sei mesi: il dipendente non avrà diritto alla Cassa integrazione solo per i giorni effettivamente lavorati. Di conseguenza, la Cig si sospende solo durante il periodo di lavoro effettivo. Lo scopo di questa norma è identificare il lavoro non dichiarato che il beneficiario della Cassa integrazione svolge per integrare il proprio reddito.
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Incentivi per l’assunzione di persone con disabilità

È previsto un contributo per enti e organizzazioni che assumono persone con disabilità a tempo indeterminato. Il periodo è tra il 1º agosto 2022 e il 31 dicembre 2023. Un fondo con un finanziamento iniziale di 7 milioni di euro sarà istituito per questo scopo. I criteri di ammissione saranno definiti tramite un decreto interministeriale entro il 1º marzo 2024. Limiti sulle assunzioni in somministrazione. Si eliminano i limiti percentuali per le assunzioni di apprendisti in somministrazione. Rimossi i limiti quantitativi per le assunzioni a tempo indeterminato in somministrazione di specifiche categorie. Per esempio i lavoratori in mobilità e i disoccupati al di fuori del settore agricolo. Inoltre, l’esenzione dal rispetto dei limiti quantitativi nell’impiego di personale in somministrazione si applica anche nel caso in cui tale personale venga assunto a tempo indeterminato dal somministratore.
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Durata del periodo di prova e sanatoria dei contributi

La durata del periodo di prova stabilisce che ogni quindicesimo giorno di calendario lavorativo corrisponda a un giorno effettivo di prestazione. In ogni caso, la durata del periodo di prova non può essere inferiore a due giorni. Sanatoria dei contributi non pagati. Potenziato il controllo e la verifica dell’Inps, attraverso l’incrocio dei dati, al fine di contrastare l’evasione e le violazioni nella sfera contributiva.

Se però il contribuente evasore paga l’importo entro 40 giorni dalla notifica dell’accertamento, le sanzioni civili si riducono del 50%. Inoltre, è possibile richiedere la dilazione dei pagamenti mancanti. Al fine di promuovere l'”adempimento spontaneo degli obblighi contributivi”, è concesso al contribuente un periodo di 90 giorni dalla notifica della comunicazione di eventuali anomalie. Se il contribuente regolarizza le anomalie e versa i contributi non pagati entro 30 giorni, riceverà una sanzione civile annuale pari al 2,75% dell’importo dei contributi dovuti. Nel caso di pagamento dilazionato, la riduzione della sanzione è subordinata al pagamento della prima rata. Sono previste disposizioni specifiche per il mancato o tardivo versamento di rate successive.

Dilazione dei contributi e altre misure

Il numero di rate consentite per il pagamento dei premi contributivi viene aumentato da 24 a 60 mesi. Ricongiunzione dei periodi assicurativi ai fini previdenziali. La disciplina riguardante la ricongiunzione dei periodi assicurativi per i lavoratori dipendenti. Per autonomi e professionisti viene modificata per allinearsi al sistema contributivo, che prevede il calcolo sulla media quinquennale del tasso di crescita del Pil. È previsto un aumento di 2.427.740 euro per il Fondo nazionale per le politiche migratorie per l’anno 2023, istituito presso la Presidenza del Consiglio.

I servizi sociali comunali svolti dai Comuni delle Regioni a statuto ordinario verranno rafforzati mediante finanziamenti per aumentare la capacità operativa degli Ambiti territoriali sociali. Questo permetterà una migliore programmazione, coordinamento, realizzazione e gestione degli interventi. E dei servizi e delle attività necessari per raggiungere i Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps). Inoltre, si consentiranno assunzioni a tempo indeterminato. Compreso personale amministrativo, per svolgere funzioni utili al raggiungimento dei Leps, in deroga ai vincoli di contenimento della spesa del personale.


Il testo include anche norme riguardanti l’istituzione di un Sistema informativo per la lotta al caporalato. Riguarda l’agricoltura, l’uniformazione dei tempi di presentazione delle domande per l’accesso all’Ape sociale. E al pensionamento anticipato con requisito contributivo ridotto, modifiche al Codice del terzo settore per consentire la partecipazione a distanza alle assemblee e modifiche relative ai fondi di solidarietà bilaterali.

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Ucraina, scoop del Washington Post: “Prigozhin ha svelato postazioni russe a Kiev”. Ecco perché https://www.business.it/ucraina-scoop-del-washington-post-prigozhin-ha-svelato-postazioni-russe-a-kiev-ecco-perche/ Mon, 15 May 2023 07:49:34 +0000 https://www.business.it/?p=117218 Ucraina, il tradimento di Prigozhin. Uno scoop del Washington Post rivela il tradimento dell’oligarca a capo della milizia mercenaria Wagner. Yevgeniy Prigozhin avrebbe comunicato all’intelligence ucraina, l’HUR, le postazioni russe sul territorio occupato. L’avrebbe fatto perché, in rotta completa con i suoi referenti moscoviti, avrebbe cercato di usare una finestra temporale per lasciare Bakhmut. Ecco… Read More »Ucraina, scoop del Washington Post: “Prigozhin ha svelato postazioni russe a Kiev”. Ecco perché

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Ucraina, il tradimento di Prigozhin. Uno scoop del Washington Post rivela il tradimento dell’oligarca a capo della milizia mercenaria Wagner. Yevgeniy Prigozhin avrebbe comunicato all’intelligence ucraina, l’HUR, le postazioni russe sul territorio occupato. L’avrebbe fatto perché, in rotta completa con i suoi referenti moscoviti, avrebbe cercato di usare una finestra temporale per lasciare Bakhmut. Ecco com’è andata secondo le fonti altamente qualificate ascoltate dal quotidiano statunitense.
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Prigozhin, comandante dei mercenari della compagnia Wagner
Yevgeniy Prigozhin, capo della milizia mercenaria Wagner

Ecco perché Prigozhin avrebbe “venduto” i russi agli 007 ucraini

Il tradimento di Prigozhin, secondo il Washington Post. Ecco cosa scrive il quotidiano Usa su questa storia. “Due funzionari ucraini hanno confermato che Prigozhin ha parlato più volte con la direzione dell’intelligence ucraina, nota come ‘HUR’. Un funzionario ha detto che Prigozhin ha esteso l’offerta relativa a Bakhmut più di una volta, ma che Kiev l’ha rifiutata perché i funzionari non si fidano di Prigozhin e pensano che le sue proposte possano essere false”. “Un funzionario statunitense ha anche avvertito che a Washington ci sono dubbi simili sulle intenzioni di Prigozhin. I funzionari ucraini e statunitensi hanno parlato a condizione di anonimato per discutere di informazioni sensibili”.
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I fatti sarebbero accaduti a gennaio. Il comandante della Wagner avrebbe promesso ai comandanti ucraini che avrebbe fornito a Kiev informazioni sulle posizioni delle truppe russe. Tutto questo in cambio del ritiro delle truppe ucraine da Bakhmut. Prigozhin voleva raggiungere due obiettivi: un’uscita onorevole dal conflitto, dato che in quel periodo ha attaccato violentemente i gerarchi russi, e lo specchio per le allodole di una conquista nel territorio occupato. L’unica di cui Mosca si sarebbe potuta vantare, sebbene effimera.
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Ucraina, gli altri documenti trapelati dall’intelligence Usa

Il Washington Post fa poi riferimento altri documenti secretati e che sono stati resi noti. “I funzionari del ministero della Difesa russo si chiedevano come rispondere alle critiche di Prigozhin sulle prestazioni dei militari e alle sue richieste di maggiori munizioni”. Nei documenti si fa riferimento alla lotta di potere intestina tra Prigozhin e gli alti funzionari, cosa piuttosto evidente. Nel mirino dell’oligarca, in particolare, il ministro della Difesa, Sergei Shoigu. Il quale, peraltro, stava valutando come eliminarlo. A quel punto Prigohzin ha avviato contatti con i servizi segreti di Kiev. I contatti sarebbero avvenuti tramite telefono e tramite incontri di persona nei paesi africani in cui la Wagner è impegnata.

L’intelligence Usa riferisce delle lamentele del comandante. Prigozhin ha detto a un ufficiale dell’intelligence ucraina che “l’esercito russo stava terminando le scorte di munizioni e ha consigliato alle forze di Kiev di andare avanti con un assalto al confine della Crimea”. Nei documenti si fa esplicito riferimento al “crollo del morale tra le forze di Wagner e che alcuni dei suoi combattenti si erano rifiutati di schierarsi nell’area di Bakhmut per paura di subire ulteriori vittime”.

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Pensioni e Quota 103, cambia tutto: le nuove regole dell’Inps https://www.business.it/quota-103-nuove-regole-e-requisiti-circolare-inps-pensioni-62-anni-41-di-contributi/ Mon, 15 May 2023 07:00:05 +0000 https://www.business.it/?p=117213 Quota 103, circolare Inps: nuove regole e requisiti. L’Inps ha dato delucidazioni sulla Circolare numero 27 del 10 marzo scorso, che seguiva le nuove regole sulle pensioni introdotte dalla Legge di Bilancio. L’Inps ha chiarito che i requisiti devono essere maturati entro il 31 dicembre 2023. Occorrerà avere almeno 62 anni d’età e 41 di… Read More »Pensioni e Quota 103, cambia tutto: le nuove regole dell’Inps

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Quota 103, circolare Inps: nuove regole e requisiti. L’Inps ha dato delucidazioni sulla Circolare numero 27 del 10 marzo scorso, che seguiva le nuove regole sulle pensioni introdotte dalla Legge di Bilancio. L’Inps ha chiarito che i requisiti devono essere maturati entro il 31 dicembre 2023. Occorrerà avere almeno 62 anni d’età e 41 di contributi. Se da un lato il Governo Meloni ha tagliato i contributi delle pensioni dei lavoratori precoci, il possesso dei requisiti adatti permetterà invece di andare in pensione con cinque anni d’anticipo rispetto ai calcoli precedentemente in vigore.
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Aumenti delle pensioni minime, l'Inps le erogherà da luglio
Inps, le nuove regole sulle pensioni di Quota 103

Circolare Inps e Quota 103: chiarimenti sui requisiti per andare in pensione cinque anni prima

Con la nuova Legge di Bilancio è possibile andare in pensione cinque anni prima. Si può usufruire di Quota 103, con la circolare Inps nuove regole e requisiti. Occorre avere 62 anni di età e almeno 41 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre di quest’anno.
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Questo il passaggio principale della circolare Inps: “Gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago) e alle forme esclusive e sostitutive della medesima gestite dall’Inps, nonché alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che perfezionano entro il 31 dicembre 2023 un’età anagrafica non inferiore a 62 anni e un’anzianità contributiva minima di 41 anni, possono conseguire il diritto alla ‘pensione anticipata flessibile'”.

In sostanza, l’Inps ha aggiornato procedure e requisiti per la definizione delle domande di pensione anticipata flessibile, da parte di lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive o esclusive gestite dall’Inps, ma anche alla gestione separata. Le modifiche introdotte riguardano tutti i lavoratori in possesso dei requisiti richiesti. Chi li ha maturati potrà usufruire di Quota 103 in qualsiasi momento successivo alla finestra di uscita, che avviene dopo tre mesi, per i lavoratori dipendenti da datori di lavoro diversi dalle Pubbliche amministrazioni e per i lavoratori autonomi, e sei mesi per i dipendenti della pubblica amministrazione.

Quota 103, i requisiti per i lavoratori autonomi e i dipendenti del settore privato

Per i dipendenti privati e i lavoratori autonomi, la decorrenza della pensione non potrà comunque essere precedente al primo aprile 2023. Per quanto riguarda i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, la decorrenza non precederà il primo agosto 2023.

Ci sono, come sempre, delle eccezioni: il personale di ruolo Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica) e delle scuole, potranno uscire rispettivamente il primo novembre e il primo settembre, sempre entro l’anno solare.

Pensione anticipata Quota 103: gli importi

L’ammontare degli assegni per i pensionati con Quota 103 non potrà superare più di cinque volte il trattamento minimo stabilito per ciascun anno. Per esempio, per l’anno in corso l’importo previsto è di 2.818,65 euro. Il limite, però, verrà meno nel momento in cui si raggiungerà il requisito anagrafico previsto per la pensione di vecchiaia, che oggi è fissato ai 67 anni.

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Carlo Rovelli non aprirà più la Fiera del Libro di Francoforte: “Punito dal Governo” https://www.business.it/carlo-rovelli-escluso-da-fiera-libro-francoforte-dopo-accuse-a-crosetto-al-concerto-del-primo-maggio-per-invio-armi-in-ucraina/ Sat, 13 May 2023 09:21:52 +0000 https://www.business.it/?p=117106 Il fisico e divulgatore, Carlo Rovelli, escluso dalla Fiera del Libro di Francoforte. L’Italia tornerà a essere la nazione ospite d’onore alla Buchmesse del 2024, dopo trentasei anni dall’ultima volta. Rovelli aveva avuto l’incarico di aprire la manifestazione con una lectio magistralis. Ma è appena arrivata la lettera del commissario straordinario che coordinerà l’evento, Riccardo… Read More »Carlo Rovelli non aprirà più la Fiera del Libro di Francoforte: “Punito dal Governo”

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Il fisico e divulgatore, Carlo Rovelli, escluso dalla Fiera del Libro di Francoforte. L’Italia tornerà a essere la nazione ospite d’onore alla Buchmesse del 2024, dopo trentasei anni dall’ultima volta. Rovelli aveva avuto l’incarico di aprire la manifestazione con una lectio magistralis. Ma è appena arrivata la lettera del commissario straordinario che coordinerà l’evento, Riccardo Franco Levi, che ritira l’invito. Un fatto gravissimo, che ha tutta l’aria della vendetta. L’autore aveva rivolto parole durissime al Governo, e in particolare al ministro della Difesa, Guido Crosetto, al Concertone del Primo Maggio. “Ci sono dei piazzisti degli strumenti di morte che pensano solo a fare cassa”, aveva detto. Parlando di chi vende armi in Ucraina, e in particolare del lobbista Crosetto, in palese conflitto di interessi per il suo ruolo al governo.
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Primo Maggio Rovelli Crosetto
Le accuse di Carlo Rovelli dal palco del Primo Maggio a Roma, contro il Governo e contro Crosetto

Rovelli escluso dalla Fiera del Libro di Francoforte: la lettera e la replica

Ecco la lettera con la quale il commissario straordinario per la manifestazione, Riccardo Franco Levi, comunica a Carlo Rovelli di essere escluso dalla Fiera del Libro di Francoforte. “Professore carissimo, è con grande pena che mi accingo a scriverle questa lettera. Con grande pena ma senza infingimenti”.

“Il clamore, l’eco, le reazioni che hanno fatto seguito al suo intervento al concerto del Primo Maggio mi inducono a pensare, mi danno, anzi, la quasi certezza, che la sua lezione che così fortemente avevo immaginato e voluto per la cerimonia di inaugurazione della Buchmesse con l’Italia Ospite d’Onore diverrebbe l’occasione non per assaporare, guidati dalle sue parole, il fascino della ricerca e per lanciare uno sguardo ai confini della conoscenza, ma, invece, per rivivere polemiche e attacchi“.

“Ciò che più di ogni altra cosa sento il dovere di evitare, e di questo mi prendo tutta, personale la responsabilità, è che un’occasione di festa e anche di giusto orgoglio nazionale, si trasformi in un motivo di imbarazzo per chi quel giorno rappresenterà l’Italia. E non le nascondo la speranza che il nostro Paese sia rappresentato al massimo livello istituzionale. Sono portato a pensare che lei per primo avrà immaginato gli scenari che le sue parole avrebbero aperto”.

A dare la notizia è stato lo stesso professore sulla sua Pagina Facebook. Laconico il suo commento. “L’Italia mi ha chiesto di rappresentarla alla cerimonia di apertura della Fiera del Libro di Francoforte, ma siccome ho osato criticare il ministro della difesa, il mio intervento è stato cancellato“. Nelle risposte al post si legge di rimandi alla censura e al fascismo.

Fiera del Libro di Francoforte, cos’aveva detto Rovelli

Così aveva detto il professore sul palco di Piazza San Giovanni: “In Italia, il ministro della Difesa è stato vicinissimo a una delle più grandi fabbriche di armi nel mondo, Leonardo”, sottolineando, poi, che al governo ci sono “piazzisti di strumenti di guerr”» che costruiscono strumenti di morte “per ammazzarci l’un l’altro”.

Anche questa volta, il ministro Crosetto si è giustificato ribadendo: “Vorrei che si evitasse di tirare in ballo me, che non so nulla di questa vicenda, ma soprattutto che sono stato il primo a gettare acqua sul fuoco rispondendo a pesanti insulti con un invito a cena”. Rovelli aveva già declinato l’invito spiegando che non era un fatto personale, ma una constatazione sullo stato delle cose in Italia. Oggi la decisione del commissario straordinario, che è impossibile non ascrivere a un diktat del governo.

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Pensioni minime, aumenti in arrivo dal 1 luglio https://www.business.it/pensioni-minime-aumenti-in-arrivo-dal-1-luglio-tutte-le-quote-e-gli-arretrati/ Thu, 11 May 2023 13:11:54 +0000 https://www.business.it/?p=116875 C’è l’accordo per le pensioni minime, aumenti in arrivo dal 1 luglio. Finalmente 1,3 milioni di pensionati in Italia possono tirare un sospiro di sollievo. Aspettavano un aumento promesso da Meloni già da gennaio, ma gli è toccato attendere altri sei mesi. Non si sa che fine abbiano fatto gli impegni della maggioranza a sottolineare… Read More »Pensioni minime, aumenti in arrivo dal 1 luglio

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C’è l’accordo per le pensioni minime, aumenti in arrivo dal 1 luglio. Finalmente 1,3 milioni di pensionati in Italia possono tirare un sospiro di sollievo. Aspettavano un aumento promesso da Meloni già da gennaio, ma gli è toccato attendere altri sei mesi. Non si sa che fine abbiano fatto gli impegni della maggioranza a sottolineare l‘urgenza del provvedimento già da Capodanno, ma tant’è. Bisognava proteggere le pensioni più basse dall’inflazione, arrivata all’11,6%. Ecco gli aiuti per chi percepisce una pensione minima che l’Inps erogherà da luglio e che ora arriva a 563,74 euro al mese, o anche più bassa.
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Aumenti delle pensioni minime, l'Inps le erogherà da luglio
Le pensioni minime godranno di un aumento da luglio

L’annuncio dell’Inps: gli aumenti delle pensioni minime in arrivo dal 1 luglio

Ecco la data tanto attesa: gli aumenti delle pensioni minime in arrivo dal 1 luglio. Il comma della manovra finanziaria che dava speranze sull’urgenza recita così: “Al fine di contrastare gli effetti negativi delle tensioni inflazionistiche registrate e attese per il biennio 2022-2023” si prevede, “in via eccezionale, il riconoscimento in via transitoria di un incremento”. In quegli stessi giorni il governo brindava agli aumenti fino a 600 euro, ma solo per i pensionati over 75. Antipasto, si diceva, dell’ultima promessa elettorale di Berlusconi: pensioni minime a 1000 euro.

I tempi, però, si sono allungati per via dei percorsi tortuosi della burocrazia e delle procedure necessarie. La parola-chiave in questo settore è: “cumulo perequativo”. Il problema sta nell’individuare esattamente la platea che avrà diritto all’erogazione. Il cumulo serve a erogare in una prestazione tutti i trattamenti pensionistici di cui godono i titolari, al fine di evitare errori. Dall’Inps, comunque, annunciano che la procedura è in dirittura d’arrivo.

Inps, la circolare sulle pensioni minime

Al termine delle procedure, l’Inps ha annunciato che diventerà presto esecutiva la circolare del 3 aprile che entra nei dettagli delle fasce di erogazione. L’incremento: +1,5% per le pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo Inps quest’anno; 2,7% punti percentuali in più nel 2024. Per i pensionati che hanno 75 anni o più, invece, l’aumento per il 2023 è pari al 6,4 per cento.

Dalle percentuali passiamo alle cifre concrete. Si tratta, di base, di 8,46 euro in più al mese per chi ha meno di 75 anni. La pensione salirà da 563,74 a 572,20 euro. Per gli over 75, invece, il beneficio è più cospicuo: 36,08 euro al mese, con l’assegno che salirà da 563,74 a 599,82 euro. Da luglio, comunque, tutte le fasce d’età riceveranno anche gli arretrati che spettano loro da gennaio. Anche se c’è un possibile intoppo: è plausibile il rinvio di un mese proprio per reperire le cifre arretrate, giustificato dal fatto che le disposizioni di pagamento devono essere effettuate negli ultimi giorni del mese precedente. In soldoni: il governo a un mese di tempo, entro il 10 giugno, per onorare questa seconda promessa. La prima è saltata. Buona la seconda?

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Caro affitti, Valditara: “Colpa dei sindaci del centrosinistra”, scoppia il caso https://www.business.it/caro-affitti-valditara-colpa-dei-sindaci-del-centrosinistra-scoppia-il-caso/ Wed, 10 May 2023 14:22:20 +0000 https://www.business.it/?p=116777 Sul caro affitti le accuse di Valditara ai sindaci di centrosinistra. Il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, fa un’altra uscita delle sue. “Io credo che il problema del caro affitti è grave ma tocca le città governate dal centrosinistra. Evidenzio come nelle città dove ci sono gli accampamenti degli studenti non sono attive… Read More »Caro affitti, Valditara: “Colpa dei sindaci del centrosinistra”, scoppia il caso

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Sul caro affitti le accuse di Valditara ai sindaci di centrosinistra. Il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, fa un’altra uscita delle sue. “Io credo che il problema del caro affitti è grave ma tocca le città governate dal centrosinistra. Evidenzio come nelle città dove ci sono gli accampamenti degli studenti non sono attive politiche a favore dei giovani e degli studenti. Offrire loro un panorama abitativo decoroso”. Il ministro ha reso questa dichiarazione a SkyTg24, commentando le proteste degli studenti. Che si accampano in tenda nelle città con importanti sedi universitarie e centri di cultura di eccellenza in Italia. Le reazioni alle dichiarazioni del ministro si traducono in una vera e propria buriana.
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Proteste degli studenti universitari per il caro affitti
Le proteste degli studenti fuori dagli atenei per il caro affitti

Proteste per il caro affitti, le accuse di Valditara ai sindaci di centrosinistra

Le frasi del ministro non sono passate inosservate. Le accuse di Valditara ai sindaci di centrosinistra scatenano un vero e proprio vespaio. L’Ansa intervista Irene Manzi, responsabile del Pd per la Scuola.

“Il caro affitti è un problema grave. Un governo serio si assumerebbe la responsabilità di affrontarlo invece di scaricare le responsabilità contro i Comuni guidati dagli avversari politici. Del resto, è lo stesso atteggiamento usato in tema di sicurezza. Quando erano all’opposizione la colpa era del Ministro degli interni, adesso che governano dei Sindaci dei Comuni guidati dal centrosinistra. Il Ministro dell’Istruzione dovrebbe sapere bene che nel Pnrr ci sono 960 milioni di euro per gli alloggi dedicati al diritto allo studio. Ma sono in colpevole ritardo. Procedano con urgenza e incrementino in modo significativo le risorse. Bisogna sostenere i fondi affitti per gli studenti fuori sede, come il Partito Democratico aveva già proposto in legge di bilancio. I Ministri competenti dicano chiaramente cosa intendono fare per favorire il diritto all’istruzione e ci risparmino questo eccesso di dichiarazioni”.

Elly Schlein: “Siamo vicini a studenti e studentesse colpiti dall’errore madornale della canellazione del Fondo affitti”

Elly Schlein è a Umbertide per un’iniziativa a sostegno del candidato sindaco Sauro Anniboletti: “Siamo vicini alle studentesse e agli studenti che stanno protestando contro il caro affitti. È diventato impossibile per loro trovare una casa e questo incide sul diritto allo studio che è fondamentale nel nostro Paese. Il Pd continuerà a spingere per convincere il governo a tornare indietro sull’errore madornale che ha fatto cancellando il fondo per gli affitti, 330 milioni di euro”.

Sulla stessa linea, in blocco, gli esponenti Cinquestelle in commissione Istruzione e università alla Camera: Anna Laura Orrico, Antonio Caso, Gaetano Amato e Susanna Cherchi. “Quando parla di caro-affitti Valditara dovrebbe ricordarsi che fa parte di un governo che si è assunto la responsabilità di non rifinanziare né il fondo affitti né quello per le morosità incolpevoli e che ha anzi vergognosamente bocciato un emendamento M5S al dl Bollette proprio per rifinanziare entrambi i fondi. Perché non convince Giorgia Meloni e tutto il governo a fare un passo in questo senso?”.

Sul caro affitti contro Valditara anche il “fuoco amico” della ministra Bernini

Anche la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, raggiunta dal Giornale non avvalla quanto dichiarato dal collega Valditara. “Servono più risorse, con il governo abbiamo già messo in legge di bilancio 400 milioni in più extra Pnrr ma è solo un primo passo. Il Pnrr prevede di realizzare 60 mila posti aggiuntivi. Il ministero ha già raggiunto il primo target assegnando agli studenti 7500 posti letto. Nelle prossime ore partirà una manifestazione d’interesse per capire gli immobili pubblici su cui possiamo contare per creare gli altri 52.500 posti previsti”.

Le risposte dei sindaci dalle principali città governate dal centrosinistra

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, interviene a Omnibus, trasmissione su La7. “Scaricabarile penoso, vorrei evitare di scadere a un livello così basso. Tutte le istituzioni dovrebbero fare la loro parte e affrontare questo problema. Tra l’altro gli studentati non sono nemmeno competenza dei Comuni. Se facciamo il balletto della propaganda politica mentre gli studenti stanno con le tende e hanno il caro-affitti non è un bello spettacolo. Mi sottraggo a questo teatrino”.

“Qui ci sono due possibilità, o quella del ministro Valditara è una battuta, peraltro riuscita male, oppure è frutto di una riflessione. Se è frutto di una riflessione profonda, credo che con questa affermazione il ministro Valditara illumini il Paese rispetto a quello che lui è”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Se è una battuta, rispondo con una battuta: magari è così perché gli studenti hanno più voglia di stare nelle città di centrosinistra che non di centrodestra perché accolgono la loro complessità e le loro problematiche”.

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, su Twitter: “Valditara scarica sulle città di centrosinistra le colpe del caro affitto che grava sugli studenti. Come se dipendesse dai sindaci! Ma il ministro dov’era mentre il suo governo votava a dicembre l’azzeramento del fondo nazionale affitti? Non c’è limite alla vergogna”.

L’Unione degli Universitari contro Valditara

Sulla questione interviene anche l’Udu, il sindacato degli studenti. “La crisi abitativa non dipende dal colore politico della Giunta Comunale, ma anzitutto dalle politiche statali e regionali attuate negli ultimi anni. Un esempio? I comuni di Pavia e Perugia che sono amministrate da giunte di destra, all’interno di Regioni governate dalla destra. La dichiarazione del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara è fuori dal mondo”.

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