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Dalla Russia con amore: chi è Igor Danilov, l’amico di Putin che da anni vive (e soprattutto lavora) in Italia

Per molto tempo è stato tra gli uomini di punta di Gazprom, colosso che opera nel settore energetico molto vicino a Putin. Dal 2010 è in Italia, dove ha creato una pattuglia di onlus e associazioni per promuovere i rapporti tra la Russia e il nostro Paese. A raccontare chi è Igor Danilov è La Repubblica, che lo definisce “un personaggio vulcanico, ricco di relazioni internazionali, dallo scorso anno ha dato una svolta alle sue attività italiane. Ha messo piede in un’università romana, ha aperto una società di marketing digitale e soprattutto si è dedicato a studi molto suggestivi sul tema delle fake news”.

Una rete di contatti molto vasta, che spazia da sindaci ad assessori, senza però nomi molto noti. Tranne uno: con lui ha infatti lavorato l’ultima stella della comunicazione M5S, Maria Chiara Ricciuti. Il numero due dello staff di Palazzo Chigi, un gradino sotto Rocco Casalino. Nel corso della passata legislatura era stata portavoce di Luigi Di Maio e responsabile dell’ufficio stampa pentastellato al Senato e per circa sei mesi, tra la fine del 2013 e l’estate 2014, Ricciuti ha curato la comunicazione delle onlus di Danilov.
“Me lo presentò un’amica, un’interprete dal russo che faceva traduzioni per lui – spiega Ricciuti – Sapevo del suo ruolo in Russia, ma sembrava avesse venduto le sue attività nei media. Io ho collaborato agli eventi sul dialogo culturale e la tradizione bizantina in diverse cittadine. Era un personaggio sempre pieno di idee, ma all’epoca non aveva interessi nella comunicazione e non si era dedicato a ricerche di quel tipo. Da anni non ne so più nulla”. Le attività di Danilov sono confuse. Ma da anni ormai si sono concentrate nel nostro Paese, dove ha aperto una società che si occupa di didattica online e dove ha concentrato i suoi studi sulla comunicazione. E dove ha pubblicato un libro sulla comunicazione, dove però si parla anche di come orientare “e modellare la realtà secondo i propri obiettivi strategici”. Anche se, a parole, continua a definirsi semplicemente un filantropo.

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