Business.it https://www.business.it I segreti del potere - Notizie e retroscena Sun, 05 Jul 2026 15:45:02 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://www.business.it/wp-content/uploads/2023/01/cropped-Favicon_Business.it_-32x32.jpg Business.it https://www.business.it 32 32 Ricina, viene fuori tutto: “Sono loro tre”. Colpo di scena https://www.business.it/ricina-chi-sono-i-tre-sospettati-al-centro-delle-indagini/ Sun, 05 Jul 2026 15:45:00 +0000 https://www.business.it/?p=156392 L’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvenuta a seguito di un avvelenamento da ricina a Pietracatella, raggiunge un momento decisivo. Secondo fonti della Questura di Campobasso riportate dalla trasmissione Morning News di Canale 5, gli investigatori hanno individuato tre sospettati: due donne e un uomo. Al momento nessuno… Read More »Ricina, viene fuori tutto: “Sono loro tre”. Colpo di scena

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Indagini sulla ricina a Pietracatella

L’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvenuta a seguito di un avvelenamento da ricina a Pietracatella, raggiunge un momento decisivo. Secondo fonti della Questura di Campobasso riportate dalla trasmissione Morning News di Canale 5, gli investigatori hanno individuato tre sospettati: due donne e un uomo.

Al momento nessuno risulta ufficialmente iscritto nel registro degli indagati, ma le verifiche disposte dalla Procura di Larino potrebbero portare a sviluppi importanti nelle indagini.

ricina tre sospettati

Tre sospettati sotto indagine

L’identità delle persone attenzionate dalle autorità è mantenuta strettamente riservata. La loro posizione è tuttora in fase di approfondimento, con gli investigatori impegnati a raccogliere elementi oggettivi per confermare o smentire i sospetti emersi nel corso dell’attività investigativa.

Le nuove analisi dovranno stabilire se vi siano sufficienti motivi per procedere con l’iscrizione nel registro degli indagati. Per chiarire i dettagli del duplice omicidio sono stati coinvolti gli esperti del Robert Koch Institut di Berlino, un centro internazionale riconosciuto per lo studio delle sostanze tossiche.

Gli specialisti esamineranno i campioni di sangue raccolti da Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, e da Alice Di Vita, l’altra figlia della famiglia sopravvissuta all’avvelenamento. Parallelamente saranno analizzati circa 70 alimenti e diversi contenitori sequestrati nella residenza, alla ricerca di tracce della tossina.

ricina tre sospettati

L’obiettivo è verificare la presenza di anticorpi contro la ricina e ricostruire con precisione le tempistiche e le modalità dell’avvelenamento.

Ipotesi sulla cena del 23 dicembre

Una pista centrale nelle indagini riguarda la cena del 23 dicembre, quando erano a tavola Antonella Di Ielsi, il marito Gianni e le figlie Sara e Alice. Gli inquirenti stanno cercando di accertare se il veleno sia stato somministrato durante quel pasto e perché solo madre e figlia siano decedute.

Gianni Di Vita ha manifestato un malessere senza esiti fatali, mentre Alice è sopravvissuta. Le analisi tossicologiche dovranno chiarire se tutti abbiano ingerito la ricina o se le dosi siano state diverse. Intanto, i familiari attendono risposte con ansia.

La zia di Antonella Di Ielsi, intervenuta a Morning News, ha espresso il dolore della famiglia con le parole: «Aspettiamo la verità, e poi la giustizia». Ha ricordato Antonella come una persona profondamente legata ai propri affetti e ha sottolineato di non essere a conoscenza di eventuali intenzioni di separazione dal marito.

Le analisi affidate al Robert Koch Institut rappresentano un passaggio cruciale per l’indagine. Gli esiti degli esami sui campioni biologici e sugli alimenti sequestrati potrebbero permettere agli investigatori di ricostruire il percorso della ricina e verificare la presenza di prove contro le tre persone sotto osservazione.

La Procura mantiene il massimo riserbo: nessuno è ancora formalmente indagato, ma i risultati potrebbero segnare una svolta nel mistero del duplice omicidio di Pietracatella.

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Concerto Ultimo, lo hanno visto tutti: la compagna Jacqueline lo ha fatto davvero https://www.business.it/concerto-ultimo-lo-hanno-visto-tutti-la-compagna-jacqueline-lo-ha-fatto-davvero/ Sun, 05 Jul 2026 11:54:03 +0000 https://www.business.it/?p=156388 Tra le 250mila persone presenti a Tor Vergata per il concerto di Ultimo, si è distinta la partecipazione di Jacqueline Luna Di Giacomo, compagna del cantautore romano e madre del loro figlio Enea. La sua presenza ha confermato il legame stabile tra i due, in contrasto con alcune recenti voci di crisi. Giunta da New… Read More »Concerto Ultimo, lo hanno visto tutti: la compagna Jacqueline lo ha fatto davvero

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Jacqueline Luna Di Giacomo al concerto di Ultimo a Tor Vergata

Tra le 250mila persone presenti a Tor Vergata per il concerto di Ultimo, si è distinta la partecipazione di Jacqueline Luna Di Giacomo, compagna del cantautore romano e madre del loro figlio Enea. La sua presenza ha confermato il legame stabile tra i due, in contrasto con alcune recenti voci di crisi.

Giunta da New York, città in cui risiede gran parte dell’anno, Jacqueline ha seguito lo spettacolo dal pubblico. Successivamente, ha condiviso sui propri canali social una dedica accompagnata da cuori rossi. Inoltre, sono emersi video in rete che la mostrano mentre canta insieme agli altri spettatori i brani di Ultimo.

Presenza di Federica Lelli al concerto

Oltre a Jacqueline, tra il pubblico era presente anche Federica Lelli, ex fidanzata di Ultimo con cui ha avuto una relazione conclusasi nel 2019. A lei il cantautore aveva dedicato alcune delle sue canzoni più note, come “22 settembre”.

Federica ha assistito ad altri concerti di Ultimo dopo la fine della loro storia, mantenendo un rapporto sereno nonostante le differenti strade di vita intraprese.

Profilo di Jacqueline Luna Di Giacomo

Nata a Roma il 10 marzo 2000, Jacqueline Luna Di Giacomo è figlia della showgirl Heather Parisi e dell’ortopedico Giovanni Di Giacomo.

Ha una sorella maggiore, Rebecca Jewel Manenti, e due fratelli gemelli più piccoli, Elizabeth e Dylan, nati dalla relazione della madre con Umberto Maria Anzolin.

Nel 2024 è diventata madre di Enea, il primo figlio avuto con Ultimo.

Jacqueline ha una formazione come attrice ed è anche imprenditrice creativa, designer e content creator. Ha fondato il progetto GiveMe, che si occupa della personalizzazione artistica di capi d’abbigliamento e accessori. Negli ultimi anni ha diviso la sua vita tra Roma, Los Angeles e New York, città quest’ultima diventata un punto di riferimento anche dopo la nascita del figlio.

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La solitudine ha un prezzo. In Cina il boom dei robot “affettuosi” https://www.business.it/la-solitudine-ha-un-prezzo-in-cina-il-boom-dei-robot-affettuosi/ Sun, 05 Jul 2026 11:29:58 +0000 https://www.business.it/?p=156382 Non lavorano più in magazzino, non controllano più la qualità sulla catena di montaggio. La nuova generazione di umanoidi cinesi ha un compito diverso: tenere compagnia a chi torna a casa da solo. Un lancio, tredicimila richieste Quando UbTech Robotics — colosso di Shenzhen quotato alla borsa di Hong Kong, con una capitalizzazione che sfiora… Read More »La solitudine ha un prezzo. In Cina il boom dei robot “affettuosi”

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Non lavorano più in magazzino, non controllano più la qualità sulla catena di montaggio. La nuova generazione di umanoidi cinesi ha un compito diverso: tenere compagnia a chi torna a casa da solo.


Un lancio, tredicimila richieste

Quando UbTech Robotics — colosso di Shenzhen quotato alla borsa di Hong Kong, con una capitalizzazione che sfiora i 6,1 miliardi di euro — ha presentato la famiglia di umanoidi “U1”, nessuno si aspettava una risposta così immediata. Bastano 48 ore perché gli ordini superino quota tredicimila, ciascuno accompagnato da una caparra di circa 400 euro.


Il listino parte da 17.600 dollari e può arrivare fino a nove volte tanto, a seconda delle personalizzazioni. Chi acquista può scegliere le sembianze: una versione “maschile” alta 1,83 metri e da 42 chili, oppure una “femminile” di 1,68 metri e 35 chili. La consegna è fissata per settembre.
Fino a ieri i robot di UbTech svolgevano mansioni industriali: smistamento merci, ispezioni di qualità, persino la sostituzione autonoma della propria batteria. Con lo U1 l’azienda cambia mercato, e cambia soprattutto pubblico: non più le imprese, ma i singoli consumatori.


Due Cine che si intrecciano


Dietro questo prodotto si intravedono due fenomeni che stanno ridisegnando la società cinese, apparentemente distanti ma sempre più connessi.
Il primo è la corsa dell’automazione. La Cina domina già oggi la produzione robotica mondiale: l’anno scorso è arrivato dal Paese l’80% degli oltre 16mila robot installati nel pianeta. Le stime di Morgan Stanley parlano di un mercato globale da 7.500 miliardi di dollari, con un miliardo di unità prodotte entro il 2050. I produttori cinesi beneficiano di ingenti sussidi statali, condizionati al reinvestimento in ricerca e sviluppo — una leva industriale che spiega in parte il primato del Paese nel settore.


Il secondo fenomeno è più difficile da programmare: il crollo demografico. Dal 2016, anno in cui Xi Jinping ha abolito la politica del figlio unico, il tasso di fertilità cinese non è affatto risalito. È crollato — passando da 1,7 a 0,98 figli per donna in appena un decennio, il calo più veloce al mondo dopo quello registrato nelle Filippine. Oggi la Cina si colloca al penultimo posto nella classifica mondiale della fertilità, davanti soltanto alla Corea del Sud (e a un’Ucraina flagellata dalla guerra). A Shanghai, una metropoli con un’economia paragonabile a quella dei Paesi Bassi o dell’Indonesia, il dato scende addirittura a 0,5 figli per donna.
Le cause sono note e si sommano tra loro: il costo crescente delle abitazioni, le spese per l’istruzione dei figli, e un mercato del lavoro segnato dal sistema “996” — orari che vanno dalle 9 del mattino alle 9 di sera, sei giorni su sette.


Compagnia su misura


È in questo spazio, tra automazione industriale e solitudine di massa, che si inserisce lo U1. Il robot non si limita a eseguire comandi: funziona come un vero agente di intelligenza artificiale, capace di apprendere le abitudini di chi lo possiede e — con il tempo — di restituire risposte sempre più calibrate su ciò che l’utente desidera sentirsi dire.


Non è un caso isolato. Anche altri dispositivi pensati per il pubblico domestico, incluso qualche gadget per bambini, integrano ormai sistemi di intelligenza artificiale sviluppati in Cina, come quello di DeepSeek. E altri produttori del settore — da Unitree ad Agibot — stanno già introducendo umanoidi capaci di gestire compiti domestici o alberghieri: distribuire farmaci agli orari prescritti, svolgere funzioni di portineria.
Ciò che colpisce nello U1, però, è un dettaglio che va oltre la funzionalità: l’estetica dei suoi modelli è marcatamente sessualizzata, con figure femminili e maschili costruite per risultare desiderabili. Un tratto che stride con l’austerità pubblica promossa dalla leadership di Xi Jinping, e che segnala forse qualcosa di più profondo: un cambiamento nel modo in cui la tecnologia si propone di rispondere ai vuoti affettivi lasciati da ritmi di vita e di lavoro sempre più totalizzanti.
Una trasformazione che, avverte chi osserva da vicino questi mercati, difficilmente resterà confinata alla sola Cina.

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Ultimo fa litigare la sinistra: “Cosa dobbiamo fare con lui?” https://www.business.it/ultimo-fa-litigare-la-sinistra-cosa-dobbiamo-fare-con-lui/ Sun, 05 Jul 2026 10:28:50 +0000 https://www.business.it/?p=156378 Il cantante romano Ultimo continua a essere protagonista di un acceso dibattito che travalica la musica. Dopo il concerto record tenutosi a Tor Vergata, che ha registrato la presenza di circa 250mila spettatori, l’artista è nuovamente al centro delle riflessioni di un editoriale pubblicato da Repubblica. L’articolista Stefano Cappellini ha preso spunto dal successo dell’artista… Read More »Ultimo fa litigare la sinistra: “Cosa dobbiamo fare con lui?”

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Ultimo durante un concerto con sfondo del pubblico

Il cantante romano Ultimo continua a essere protagonista di un acceso dibattito che travalica la musica. Dopo il concerto record tenutosi a Tor Vergata, che ha registrato la presenza di circa 250mila spettatori, l’artista è nuovamente al centro delle riflessioni di un editoriale pubblicato da Repubblica. L’articolista Stefano Cappellini ha preso spunto dal successo dell’artista per esaminare il suo rapporto con la sinistra italiana, ripercorrendo anche le polemiche sorte in seguito al Festival di Sanremo 2019.

Dal Festival di Sanremo al riconoscimento del pubblico

Nel 2019, dopo aver ottenuto il secondo posto al Festival di Sanremo, vinto da Mahmood con il brano Soldi, Ultimo aveva reagito con durezza alle critiche ricevute dalla stampa. Durante una conferenza stampa dichiarò: «Voi avete questa settimana per sentirvi importanti e avete rotto il ca**o», sostenendo che il suo vero successo sarebbe arrivato attraverso i concerti e il sostegno del pubblico.

Oggi, i risultati confermano quella previsione: l’artista ha accumulato un totale di 86 dischi di platino, 19 dischi d’oro e conta oltre tre milioni di ascoltatori mensili su Spotify. Inoltre, il recente concerto di Tor Vergata ha stabilito un nuovo record di biglietti venduti per un evento musicale in Italia.

L’analisi di Repubblica sulla figura di Ultimo

Stefano Cappellini, nel suo editoriale, riflette sulla figura di Ultimo, evidenziando come molti artisti contemporanei rivendichino un passato segnato da difficoltà personali e riscatto sociale. Nel caso di Ultimo, nato e cresciuto nel quartiere romano di San Basilio, noto soprattutto per problemi legati allo spaccio di droga, l’autore ricorda che la zona ospita anche numerose famiglie comuni.

L’editorialista sottolinea che il cantante non proviene da un contesto economico svantaggiato: suo padre è un ingegnere civile, mentre sua madre è un’impiegata. Inoltre, Ultimo ha iniziato a studiare musica fin da bambino presso il Conservatorio Santa Cecilia.

Il rapporto di Ultimo con la sinistra italiana

Un tema centrale dell’articolo riguarda il legame tra Ultimo e il mondo progressista. Viene ricordato come Goffredo Bettini avesse indicato il cantante come un possibile punto di partenza per la sinistra. Tuttavia, Cappellini esprime dubbi ironici su cosa effettivamente la sinistra avrebbe potuto fare per avvicinarsi a Ultimo, citando con sarcasmo l’ipotesi di una recensione su Rinascita, un convegno al Teatro Eliseo o un endorsement da parte di Furfaro.

Un artista che suscita consenso e divisioni

Al di là delle controversie, Ultimo rimane uno degli artisti italiani più seguiti della sua generazione. Il concerto di Tor Vergata, che ha registrato il maggior numero di spettatori paganti per un singolo evento in Italia, conferma una popolarità costruita principalmente sul rapporto diretto con il pubblico.

Proprio questo legame con i fan rende Ultimo una figura capace di generare sia ammirazione sia critiche, alimentando un dibattito che si estende ben oltre il semplice ambito musicale.

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Monopattini elettrici è finita la pacchia. Dal 17 luglio cambia tutto https://www.business.it/monopattini-elettrici-e-finita-la-pacchia-dal-17-luglio-cambia-tutto/ Sat, 04 Jul 2026 18:42:35 +0000 https://www.business.it/?p=156375 Tra due settimane scatterà una delle novità più attese – e discusse – del nuovo Codice della Strada. Dopo il rinvio concordato tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le compagnie assicurative, entrerà infatti in vigore l’obbligo di assicurazione Rc Auto per i monopattini. Se le società di sharing sono già in regola,… Read More »Monopattini elettrici è finita la pacchia. Dal 17 luglio cambia tutto

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Tra due settimane scatterà una delle novità più attese – e discusse – del nuovo Codice della Strada. Dopo il rinvio concordato tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le compagnie assicurative, entrerà infatti in vigore l’obbligo di assicurazione Rc Auto per i monopattini. Se le società di sharing sono già in regola, resta invece il nodo di circa un milione di proprietari di monopattini privati, che dovranno adeguarsi per evitare di circolare fuori norma.

La nuova assicurazione si aggiunge agli altri obblighi introdotti negli ultimi mesi, come casco e targhino, che però nelle città italiane continuano a essere rispettati solo in parte. Sul fronte dei controlli non sono ancora disponibili dati ufficiali sulle sanzioni elevate: sarà il Ministero dell’Interno a diffonderli nelle prossime settimane.

Le società di sharing: “Il problema sono i monopattini privati”

A contestare le nuove regole sono soprattutto le aziende del monopattino in sharing, che rivendicano di essere già da tempo in regola con tutti gli obblighi previsti.

«Noi rispettiamo le regole dal primo giorno: siamo l’unico segmento autorizzato, controllato e assicurato da sempre», spiegano gli operatori del settore. Secondo loro, il vero problema riguarda i mezzi privati: «Dal 17 luglio circa un milione di persone rischia di circolare senza essere in regola».

Le aziende sostengono inoltre che la normativa sia stata costruita guardando agli incidenti provocati dai monopattini privati, finendo però per penalizzare anche chi già rispettava le regole.

“Paghiamo di più senza aumentare la sicurezza”

Tra le critiche c’è anche quella relativa all’Rc Auto obbligatoria, che secondo gli operatori non garantirebbe una maggiore tutela per i pedoni.

«L’assicurazione non aggiunge un euro di protezione in più: ci obbliga semplicemente a stipulare polizze più costose e complesse», spiegano. Anche sull’obbligo del targhino le imprese esprimono forti perplessità, ricordando che ogni monopattino in sharing è già monitorato tramite GPS, codice identificativo e applicazione che registra chi utilizza il mezzo, quando e dove.

Dubbi anche sul casco, ritenuto poco coerente con la natura del servizio. Secondo gli operatori, il monopattino condiviso dovrebbe essere trattato in modo diverso rispetto a quello privato, soprattutto considerando che in altri Paesi europei, come il Regno Unito, lo sharing non prevede questo obbligo.

“Così si rischia di colpire chi è già in regola”

Le aziende denunciano infine un forte aumento dei costi dovuto alle nuove disposizioni, tra assicurazioni, adempimenti burocratici e nuove attrezzature.

«Se l’aumento dei costi ci costringerà a ridurre il servizio o a chiudere, sulle strade resteranno soltanto i mezzi che nessuno controlla», sostengono. E rilanciano una provocazione: «Piuttosto che chiedere se noi rispettiamo le regole, bisognerebbe domandarsi quante multe siano state fatte finora ai monopattini privati che circolano senza rispettare i nuovi obblighi».

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Rissa con il kalashnikov, confermati gli arresti: ecco chi sono https://www.business.it/rissa-con-il-kalashnikov-confermati-gli-arresti-ecco-chi-sono/ Sat, 04 Jul 2026 17:16:17 +0000 https://www.business.it/?p=156371 Le immagini della violenta rissa scoppiata nel cuore di Napoli continuano a far discutere, mentre l’inchiesta della Procura prova a ricostruire cosa si nasconda davvero dietro quei momenti di caos. Quello che inizialmente sembrava un violento litigio tra due gruppi potrebbe infatti avere motivazioni molto più complesse di una semplice questione personale. Nelle ultime ore… Read More »Rissa con il kalashnikov, confermati gli arresti: ecco chi sono

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Le immagini della violenta rissa scoppiata nel cuore di Napoli continuano a far discutere, mentre l’inchiesta della Procura prova a ricostruire cosa si nasconda davvero dietro quei momenti di caos. Quello che inizialmente sembrava un violento litigio tra due gruppi potrebbe infatti avere motivazioni molto più complesse di una semplice questione personale.

Nelle ultime ore è arrivato un primo importante sviluppo giudiziario. Il giudice ha infatti convalidato il fermo di due degli indagati ritenuti coinvolti nella rissa avvenuta il 29 giugno in piazzetta Montesanto, confermando la misura del carcere. Si tratta di Giuseppe Triuolo, indicato dagli investigatori come l’uomo che avrebbe esploso un colpo di pistola in aria, ed Emanuele Iaccarino, che secondo la ricostruzione sarebbe tornato poco dopo sul posto armato di un kalashnikov. Per Arianna Rossetti, finita ai domiciliari con l’accusa di aver nascosto la pistola nell’auto di Triuolo, il giudice non ha ancora reso nota la decisione.

Il sospetto della fuga e il movente ancora da chiarire

Secondo gli investigatori, i tre sarebbero stati sul punto di lasciare l’Italia. Durante le indagini sarebbero infatti emersi l’acquisto di un biglietto per l’estero, la richiesta del passaporto e la presenza di bagagli già pronti.

Resta però ancora aperto il capitolo più delicato: il movente. Dai primi accertamenti, supportati anche dai video e dai contenuti pubblicati sui social da persone vicine agli indagati, la rissa sarebbe scoppiata per presunti tradimenti sentimentali. Gli investigatori, tuttavia, non escludono una pista ben diversa: dietro lo scontro potrebbero esserci contrasti legati alla spartizione dei proventi di attività illecite, con la vicenda sentimentale utilizzata soltanto come copertura.

La ricostruzione della rissa

La sequenza ricostruita dagli investigatori racconta di un’escalation rapidissima. Prima il lancio di sedie, caschi e cassonetti, poi l’arrivo delle armi. Nei video diventati virali si vede un uomo recuperare una pistola dall’abitacolo di un’auto e sparare un colpo in aria. Poco dopo compare un secondo uomo armato di kalashnikov, mentre alcune persone cercano inutilmente di calmarlo.

Secondo la ricostruzione della Procura, la pistola sarebbe appartenuta a Emanuele Iaccarino. La compagna, Arianna Rossetti, gliel’avrebbe sottratta durante la rissa nascondendola nell’automobile, dalla quale Giuseppe Triuolo l’avrebbe poi recuperata per sparare.

Un quarto arresto

Nelle ore successive ai fatti è stato arrestato anche Giuseppe Calvanese, residente in un appartamento che affaccia proprio su piazzetta Montesanto. Secondo gli investigatori avrebbe preso parte alla rissa, ma farebbe parte del gruppo rivale.

Durante la perquisizione nella sua abitazione è stata trovata una pistola calibro 9 con matricola abrasa. L’uomo ha dichiarato di averla trovata per strada e di averla portata a casa con l’intenzione di rivenderla. Il suo arresto, limitatamente al possesso dell’arma, è già stato convalidato nei giorni scorsi.

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Caos in strada, incidente tra sei auto: chiusa la carreggiata e soccorsi immediati https://www.business.it/caos-in-strada-incidente-tra-sei-auto-chiusa-la-carreggiata-e-soccorsi-immediati/ Sat, 04 Jul 2026 14:43:35 +0000 https://www.business.it/?p=156362 Un grave incidente stradale ha coinvolto sei veicoli sulla Statale 16 Adriatica, nel tratto di competenza del comune di Lecce. L’urto ha causato il ferimento di più persone, mentre l’Anas ha disposto la chiusura temporanea della carreggiata per consentire l’intervento dei soccorsi. Lo scontro si è verificato in direzione nord, precisamente al km 957,700. Sei… Read More »Caos in strada, incidente tra sei auto: chiusa la carreggiata e soccorsi immediati

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Un grave incidente stradale ha coinvolto sei veicoli sulla Statale 16 Adriatica, nel tratto di competenza del comune di Lecce. L’urto ha causato il ferimento di più persone, mentre l’Anas ha disposto la chiusura temporanea della carreggiata per consentire l’intervento dei soccorsi.

Lo scontro si è verificato in direzione nord, precisamente al km 957,700. Sei automobili sono rimaste coinvolte e alcune persone hanno riportato lesioni, anche se non sono state fornite al momento ulteriori informazioni sulle condizioni cliniche dei feriti o sulla gravità delle loro situazioni.

Per garantire la sicurezza degli operatori intervenuti, la circolazione è stata temporaneamente deviata sulla viabilità di servizio adiacente. Sul luogo dell’incidente sono state collocate adeguate segnalazioni per indirizzare gli automobilisti e limitare i disagi alla viabilità.

Le operazioni in corso comprendono il soccorso alle persone ferite, i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente e la rimozione dei veicoli dalla carreggiata. Sul posto sono presenti le squadre dell’Anas, le forze dell’ordine e il personale medico del 118. Questi operatori stanno gestendo la viabilità e prestando assistenza ai coinvolti. Anas ha confermato che le attività di intervento continueranno fino al completo ripristino della circolazione sulla Statale 16 Adriatica.

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Choc al bar, uomo accoltellato senza apparente motivo: le condizioni gravissime https://www.business.it/choc-al-bar-uomo-accoltellato-senza-apparente-motivo-le-condizioni-gravissime/ Sat, 04 Jul 2026 14:26:35 +0000 https://www.business.it/?p=156357 Una tranquilla colazione del sabato mattina si è trasformata in pochi istanti in una scena di violenza nel quartiere San Siro di Milano. Erano circa le 7.30 quando un uomo di 55 anni è stato accoltellato all’esterno di un bar in via Capecelatro da un giovane che, secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, lo avrebbe… Read More »Choc al bar, uomo accoltellato senza apparente motivo: le condizioni gravissime

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Una tranquilla colazione del sabato mattina si è trasformata in pochi istanti in una scena di violenza nel quartiere San Siro di Milano. Erano circa le 7.30 quando un uomo di 55 anni è stato accoltellato all’esterno di un bar in via Capecelatro da un giovane che, secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, lo avrebbe aggredito senza alcun apparente motivo. L’aggressore è stato fermato sul posto e arrestato con l’accusa di tentato omicidio.

La vittima, Gerardo P., si trovava seduta ai tavolini esterni del bar La Giada insieme al padre, un’abitudine che, secondo i titolari del locale, i due erano soliti concedersi almeno due o tre volte al mese. I testimoni hanno raccontato che padre e figlio stavano conversando serenamente quando il responsabile dell’aggressione è comparso all’improvviso, interrompendo bruscamente la tranquillità della mattinata.

Secondo le prime ricostruzioni raccolte dalla polizia, Lamin Saidilly, 22 anni, nato in Italia da genitori gambiani, sarebbe arrivato dal fondo di via Paravia con un’andatura apparentemente tranquilla. Giunto all’altezza del cinquantacinquenne, avrebbe improvvisamente estratto un coltello iniziando a colpirlo alla schiena. Colto completamente di sorpresa, Gerardo P. si sarebbe voltato per capire cosa stesse accadendo, ma in quel momento sarebbe stato raggiunto da altri fendenti all’addome.

Nei concitati istanti successivi è scattata la reazione delle persone presenti. Il primo a intervenire sarebbe stato proprio il padre della vittima, che non ha esitato a lanciarsi contro l’aggressore nel tentativo di fermarlo. Con l’aiuto di altri clienti del bar, tra cui tre cittadini egiziani, l’uomo è riuscito a immobilizzare il ventiduenne, trattenendolo a terra fino all’arrivo degli agenti dell’Ufficio prevenzione generale della Questura di Milano, che hanno proceduto al suo arresto.

Le indagini hanno permesso di ricostruire alcuni dettagli sulla posizione del giovane arrestato. Saidilly vive a Conegliano Veneto insieme al padre e, secondo quanto emerso, risultava scomparso da casa da circa una settimana. Durante l’aggressione e nelle fasi immediatamente successive non avrebbe pronunciato alcuna parola, mantenendo il silenzio anche davanti ai poliziotti intervenuti sul posto.

Agli investigatori, il padre del ventiduenne ha riferito che il figlio non sarebbe seguito per problemi psichiatrici. Restano ora da chiarire il movente dell’aggressione e le ragioni che hanno portato il giovane ad accanirsi contro un uomo che, allo stato attuale delle indagini, non risulterebbe avere alcun legame con lui. Gli accertamenti della polizia proseguono per ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare tutti gli elementi utili all’inchiesta.

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L’impero economico di Trump e l’impero statunitense https://www.business.it/limpero-economico-di-trump-e-limpero-statunitense/ Sat, 04 Jul 2026 13:36:50 +0000 https://www.business.it/?p=156351 Per decenni Donald Trump ha incarnato l’immagine del tycoon immobiliare americano. Grattacieli, hotel di lusso, campi da golf e il marchio Trump hanno rappresentato il cuore della sua fortuna economica e della sua immagine pubblica. Oggi, però, il patrimonio della famiglia presidenziale ha cambiato profondamente natura. Il settore immobiliare continua a rappresentare una componente importante… Read More »L’impero economico di Trump e l’impero statunitense

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Per decenni Donald Trump ha incarnato l’immagine del tycoon immobiliare americano. Grattacieli, hotel di lusso, campi da golf e il marchio Trump hanno rappresentato il cuore della sua fortuna economica e della sua immagine pubblica. Oggi, però, il patrimonio della famiglia presidenziale ha cambiato profondamente natura. Il settore immobiliare continua a rappresentare una componente importante della ricchezza del presidente statunitense, ma non è più l’elemento dominante.

Nel giro di pochi anni la famiglia Trump ha costruito un ecosistema finanziario molto più articolato, che comprende criptovalute, società di venture capital, partecipazioni in aziende tecnologiche e investimenti in alcuni dei comparti strategici dell’economia americana. Un’evoluzione che ha attirato l’attenzione di economisti, analisti finanziari e osservatori politici, soprattutto per il possibile intreccio tra gli interessi economici privati della famiglia e le decisioni di politica economica e industriale della nuova amministrazione.

Comprendere questo cambiamento significa osservare come si sia trasformato il patrimonio di Donald Trump e, soprattutto, come la sua famiglia abbia progressivamente costruito una rete di società e fondi d’investimento che oggi occupano una posizione centrale nell’ecosistema tecnologico e finanziario degli Stati Uniti.

Dall’immobiliare alle criptovalute: la nuova ricchezza della famiglia Trump

Il vero salto di qualità economico non è arrivato dagli immobili, ma dal mondo delle criptovalute.

Secondo le più recenti ricostruzioni finanziarie pubblicate dalla stampa economica internazionale, una parte consistente della crescita patrimoniale di Donald Trump deriva dalle attività sviluppate nel settore crypto. Tra memecoin, token digitali, piattaforme finanziarie decentralizzate e stablecoin, il presidente avrebbe beneficiato di un flusso di ricavi che ha modificato profondamente la composizione del suo patrimonio.

Il caso più emblematico è rappresentato dal memecoin TRUMP, la criptovaluta che porta il suo nome e che ha attirato investitori da tutto il mondo. A questa si aggiungono i progetti sviluppati attraverso World Liberty Financial, piattaforma finanziaria legata alla famiglia Trump che opera nell’universo della finanza decentralizzata.

A differenza degli investimenti tradizionali, in questo caso non si tratta semplicemente di acquistare criptovalute già esistenti, ma di partecipare direttamente alla creazione e alla commercializzazione di strumenti finanziari digitali, capaci di generare ricavi attraverso la vendita dei token, le commissioni e la crescita del loro valore di mercato.

Questo rappresenta il cambiamento più significativo rispetto al passato. Se fino a pochi anni fa la fortuna di Trump dipendeva principalmente dal valore degli immobili e dalle attività commerciali, oggi una quota rilevante della sua ricchezza è collegata ad asset digitali, molto più dinamici e fortemente influenzati dalle aspettative degli investitori e dall’evoluzione della regolamentazione.

Un patrimonio che coinvolge tutta la famiglia

La trasformazione non riguarda soltanto Donald Trump.

Negli ultimi anni anche i suoi figli hanno assunto un ruolo sempre più attivo nella gestione delle attività economiche familiari, contribuendo a trasformare quella che era una holding immobiliare in un gruppo con interessi distribuiti in numerosi settori dell’economia.

Donald Trump Jr. rappresenta oggi una delle figure più influenti della nuova strategia finanziaria della famiglia. Accanto alla gestione di parte delle attività della Trump Organization, ricopre infatti un ruolo centrale in 1789 Capital, fondo di venture capital che investe in aziende tecnologiche considerate strategiche per il futuro dell’economia americana.

Eric Trump continua invece a seguire numerose attività storiche della Trump Organization, contribuendo alla gestione del patrimonio immobiliare e delle strutture ricettive che ancora oggi generano importanti flussi di cassa.

Particolarmente interessante è anche la figura di Barron Trump. Pur essendo il più giovane dei figli del presidente, diverse ricostruzioni giornalistiche gli attribuiscono un ruolo nel progetto World Liberty Financial, dove viene indicato come “DeFi visionary”. Alcune stime sul suo patrimonio parlano già di centinaia di milioni di dollari, anche se tali valutazioni dipendono principalmente dal valore delle partecipazioni detenute e dall’andamento del mercato delle criptovalute.

Nel complesso emerge una strategia familiare molto diversa rispetto al passato. La ricchezza non è più concentrata esclusivamente nelle mani del capofamiglia, ma distribuita attraverso una rete di società, partecipazioni e fondi che coinvolgono direttamente diversi membri della famiglia Trump.

Il ruolo di 1789 Capital

Tra gli strumenti che meglio rappresentano questa trasformazione c’è 1789 Capital.

Il nome del fondo non richiama la Rivoluzione francese, ma il 1789 americano, l’anno in cui entrò in vigore la Costituzione degli Stati Uniti. La scelta riflette l’orientamento ideologico del progetto, che si propone di promuovere un modello di “capitalismo patriottico”, sostenendo imprese considerate strategiche per la crescita economica e tecnologica del Paese.

Donald Trump Jr. ricopre un ruolo di primo piano all’interno del fondo, che negli ultimi anni ha attirato investitori di grande rilievo nel panorama del venture capital americano.

Tra i nomi più frequentemente associati a questo ecosistema figurano Peter Thiel, cofondatore di PayPal e Palantir, Palmer Luckey, fondatore di Anduril, e Marc Andreessen, tra i più importanti investitori della Silicon Valley. Personalità diverse tra loro ma accomunate da una forte attenzione verso le tecnologie della difesa, dell’intelligenza artificiale e della sicurezza nazionale.

L’obiettivo dichiarato del fondo consiste nell’individuare e sostenere aziende innovative operanti in comparti ritenuti strategici, offrendo capitale, competenze e relazioni con il mondo degli investimenti.

L’intreccio con le Big Tech e le aziende della difesa

È proprio su questo terreno che il dibattito si fa più delicato.

Tra le aziende che attirano l’interesse dei grandi fondi di venture capital vicini all’universo Trump figurano società come Palantir, Anduril e SpaceX, protagoniste della trasformazione tecnologica della difesa americana.

Si tratta di imprese che operano in ambiti estremamente sensibili: intelligenza artificiale, sistemi di sorveglianza, infrastrutture spaziali, tecnologie militari e sicurezza nazionale. Allo stesso tempo sono tra i principali destinatari di contratti pubblici provenienti dal Dipartimento della Difesa statunitense e da altre agenzie governative.

Secondo alcuni analisti, questo genera un ecosistema in cui capitale privato e investimenti pubblici finiscono per rafforzarsi reciprocamente. I grandi fondi investono nelle aziende considerate più promettenti, mentre queste ultime ottengono importanti commesse governative che ne aumentano il valore economico e l’attrattività per gli investitori.

È proprio questa dinamica ad aver alimentato un intenso dibattito negli Stati Uniti, soprattutto dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.

Il dibattito sui possibili conflitti di interesse

Le critiche mosse da diversi osservatori non riguardano tanto l’esistenza di fondi d’investimento o di società private, quanto il possibile intreccio tra l’attività economica della famiglia presidenziale e le decisioni politiche dell’amministrazione.

La crescita del settore delle criptovalute rappresenta uno degli esempi più evidenti. Trump ha assunto negli ultimi anni una posizione sempre più favorevole allo sviluppo degli asset digitali, promuovendo un approccio regolatorio più aperto rispetto al passato. Parallelamente, la sua famiglia è diventata uno degli attori economicamente più esposti proprio nel mercato delle criptovalute.

Un ragionamento analogo viene proposto anche per il venture capital e per gli investimenti nelle grandi aziende tecnologiche. Se imprese come Palantir, Anduril o SpaceX operano sempre più spesso in collaborazione con il governo federale e, contemporaneamente, attirano capitali provenienti da fondi vicini alla famiglia Trump, il confine tra interesse pubblico e interesse privato diventa inevitabilmente oggetto di discussione.

Va tuttavia sottolineato che, allo stato attuale, il dibattito riguarda soprattutto il piano politico ed etico. La presenza di possibili conflitti di interesse è materia di confronto pubblico e di analisi giornalistica, ma non equivale automaticamente all’accertamento di violazioni di legge.

Il concetto di “tecnovassalli”

In questo contesto alcuni studiosi e commentatori hanno introdotto il termine “tecnovassalli” per descrivere il nuovo rapporto tra politica, finanza e grandi imprese tecnologiche.

L’espressione indica quelle aziende private che, pur mantenendo la propria autonomia imprenditoriale, svolgono funzioni sempre più centrali per lo Stato in ambiti come la difesa, la sicurezza, l’intelligenza artificiale e le infrastrutture digitali.

Secondo questa interpretazione, il potere economico non sarebbe più separato da quello politico come in passato, ma tenderebbe a svilupparsi all’interno di un ecosistema nel quale fondi d’investimento, Big Tech e istituzioni pubbliche collaborano e si influenzano reciprocamente.

È una lettura che non rappresenta un fatto accertato, bensì una chiave interpretativa del fenomeno. Tuttavia fotografa efficacemente uno dei principali interrogativi posti dall’evoluzione del capitalismo americano contemporaneo: fino a che punto è possibile distinguere gli interessi dello Stato da quelli dei grandi gruppi privati quando questi ultimi diventano partner indispensabili nei settori strategici?

Un modello destinato a far discutere

L’evoluzione economica della famiglia Trump rappresenta probabilmente uno dei cambiamenti più significativi nella storia recente della politica americana.

Nel giro di pochi anni Donald Trump è passato dall’essere principalmente un imprenditore immobiliare a guidare una rete di interessi che spazia dalle criptovalute al venture capital, fino agli investimenti nelle aziende più avanzate dell’economia tecnologica statunitense.

Questa trasformazione ha certamente contribuito ad accrescere il patrimonio della famiglia, ma ha anche aperto interrogativi destinati a rimanere al centro del dibattito pubblico. Il tema non riguarda soltanto l’entità della ricchezza accumulata, bensì il modo in cui tale ricchezza viene prodotta e il rapporto che può instaurarsi tra interessi economici privati, innovazione tecnologica e potere politico.

Che si interpreti questo modello come un’evoluzione del capitalismo americano o come un potenziale terreno di conflitti di interesse, una cosa appare ormai evidente: la nuova forza economica della famiglia Trump non si fonda più soltanto sul mattone, ma su una rete di strumenti finanziari, fondi d’investimento e tecnologie strategiche che stanno ridisegnando gli equilibri tra finanza, industria e politica negli Stati Uniti.

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Totti e Noemi, panico in casa: costretti a chiedere aiuto https://www.business.it/totti-e-noemi-panico-in-casa-costretti-a-chiamare-gli-interventi-cosa-e-successo/ Sat, 04 Jul 2026 13:23:48 +0000 https://www.business.it/?p=156343 Un grave problema di infestazione ha colpito la nuova abitazione di Francesco Totti e Noemi Bocchi situata a Roma nord. Quello che sembrava un semplice fastidio causato da insetti si è trasformato in una situazione seria che ha richiesto un intervento specialistico. La presenza di numerose vespe nella cameretta dell’appartamento ha spinto la coppia a… Read More »Totti e Noemi, panico in casa: costretti a chiedere aiuto

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Un grave problema di infestazione ha colpito la nuova abitazione di Francesco Totti e Noemi Bocchi situata a Roma nord. Quello che sembrava un semplice fastidio causato da insetti si è trasformato in una situazione seria che ha richiesto un intervento specialistico. La presenza di numerose vespe nella cameretta dell’appartamento ha spinto la coppia a rivolgersi a una ditta specializzata per affrontare il problema.

Esterno della nuova abitazione di Francesco Totti e Noemi Bocchi a Roma nord

La situazione si è rivelata più complessa del previsto: le vespe non erano comuni, ma appartenenti alla specie Vespula germanica, nota per la sua aggressività e difficoltà di rimozione. Un accurato sopralluogo ha permesso di individuare il vero focolaio dell’infestazione, evitando così rischi maggiori per l’intera struttura abitativa.

Il titolare dell’azienda romana Sos Api, Daniel Palmieri, ha documentato l’intervento attraverso i propri canali ufficiali. Dall’analisi delle immagini inviate da Totti e Bocchi, Palmieri ha escluso la presenza di vespe comuni, concentrandosi subito sulla specie più pericolosa. La colonia, molto numerosa, rappresentava una vera minaccia per la sicurezza degli abitanti. Al suo arrivo, il tecnico è stato accolto da Noemi Bocchi, che si è mostrata collaborativa durante le operazioni. Anche Francesco Totti ha partecipato al sopralluogo, ricevendo dettagli sulle modalità di intervento da parte dell’esperto.

Inizialmente si pensava che il nido fosse localizzato nel soffitto della cameretta, ma l’esperienza del tecnico ha suggerito di estendere l’indagine all’esterno dell’edificio. L’ispezione della facciata ha rivelato un’intercapedine anomala nel marcapiano, luogo in cui il nido si era realmente sviluppato. La colonia ospitava oltre duemila vespe germaniche, una quantità che avrebbe potuto espandersi ulteriormente se non fosse stata individuata tempestivamente. Il rischio coinvolgeva non solo la famiglia di Totti e Bocchi, ma anche gli altri residenti del condominio.

Tecnico Daniel Palmieri durante l’intervento a Roma nord

La rimozione di un nido di tali dimensioni richiede protocolli rigorosi e personale specializzato. Le vespe germaniche sono particolarmente aggressive quando percepiscono minacce, potendo attaccare in gruppo. Per questo motivo, l’operazione è stata condotta con attrezzature specifiche e seguendo norme di sicurezza per tutelare gli abitanti dello stabile.

Palmieri ha sottolineato come simili interventi costituiscano un’attività frequente per la sua azienda, sebbene questa volta il committente fosse uno dei personaggi più noti di Roma. L’intervento si è concluso senza danni per la famiglia Totti-Bocchi e gli altri condomini. L’episodio evidenzia come un’infestazione possa proliferare rapidamente senza essere immediatamente rilevata, complicando i successivi interventi di bonifica. Grazie alla tempestività degli specialisti, il problema è stato contenuto prima che si trasformasse in un pericolo concreto. Una situazione insolita che ha visto protagonista una delle figure più celebri del calcio italiano, alle prese con una sfida ben lontana dai campi di gioco.

Francesco Totti e Noemi Bocchi nella loro abitazione a Roma

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“Come farò senza di te…”. Grave lutto per Antonella Clerici, tutti stretti a lei https://www.business.it/come-faro-senza-di-te-grave-lutto-per-antonella-clerici-addio-dolorosissimo-anche-gli-amici-vip-stretti-a-lei-foto/ Sat, 04 Jul 2026 12:33:48 +0000 https://www.business.it/?p=156335 Antonella Clerici affronta un momento di profondo dolore per la perdita di Dimitri Tollini, suo storico assistente e collaboratore di lunga data. La notizia ha suscitato un forte impatto non solo nella vita privata della conduttrice, ma anche nell’ambiente televisivo che li ha visti lavorare fianco a fianco per decenni. Dimitri Tollini è stato molto… Read More »“Come farò senza di te…”. Grave lutto per Antonella Clerici, tutti stretti a lei

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Antonella Clerici affronta un momento di profondo dolore per la perdita di Dimitri Tollini, suo storico assistente e collaboratore di lunga data. La notizia ha suscitato un forte impatto non solo nella vita privata della conduttrice, ma anche nell’ambiente televisivo che li ha visti lavorare fianco a fianco per decenni.

Dimitri Tollini è stato molto più di un semplice collaboratore per Antonella Clerici. Il loro rapporto, iniziato nell’estate del 1998 in Romagna, città natale di Dimitri, si è trasformato in un’amicizia profonda e duratura. L’immagine di quel primo incontro, con Dimitri vestito di bianco, è rimasta impressa nella mente della conduttrice, che ha ricordato come da allora non si siano più separati.

Antonella Clerici e Dimitri Tollini insieme sul set

Nel corso degli anni, il duo “Dimitri&Antonella” è diventato un punto di riferimento per il team che lavorava con loro, consolidando un rapporto basato su fiducia, condivisione e collaborazione quotidiana. Antonella Clerici ha espresso tutto il peso di questa perdita con un messaggio toccante sui social, dove ha confessato di sentirsi come se stesse camminando sull’orlo di un precipizio. La conduttrice ha scritto: “Cosa farò, amico mio, senza di te?”, evidenziando il vuoto lasciato dalla scomparsa prematura di Dimitri.

Ritratto di Dimitri Tollini, assistente di Antonella Clerici

Accanto al dolore, però, rimane anche la gratitudine per il tempo condiviso e per i tanti ricordi accumulati insieme, tra viaggi, sfide e momenti significativi sia professionali sia personali. L’ultimo saluto di Antonella ha incluso una canzone interpretata proprio da Dimitri, un omaggio che simboleggia il forte legame che li univa.

Antonella Clerici in un momento di riflessione

Numerosi colleghi e amici del mondo dello spettacolo hanno manifestato la loro vicinanza ad Antonella Clerici in questo momento così delicato, sottolineando l’importanza del ruolo di Dimitri non solo come collaboratore ma anche come amico fedele e insostituibile.

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Salis, che figura! Va a protestare a Verona e finisce nel ridicolo https://www.business.it/salis-che-figura-va-a-protestare-a-verona-e-finisce-nel-ridicolo/ Sat, 04 Jul 2026 11:46:47 +0000 https://www.business.it/?p=156330 Nuove polemiche accompagnano la visita di Ilaria Salis a Verona, dove l’eurodeputata è intervenuta nei giorni scorsi in occasione della campagna di tesseramento di Sinistra Italiana e del festival “Para todos”, dedicato ai temi del G8 e dell’antifascismo. La sua presenza aveva anche l’obiettivo, come spiegato dalla stessa Salis, di portare il proprio “sostegno anti… Read More »Salis, che figura! Va a protestare a Verona e finisce nel ridicolo

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Nuove polemiche accompagnano la visita di Ilaria Salis a Verona, dove l’eurodeputata è intervenuta nei giorni scorsi in occasione della campagna di tesseramento di Sinistra Italiana e del festival “Para todos”, dedicato ai temi del G8 e dell’antifascismo. La sua presenza aveva anche l’obiettivo, come spiegato dalla stessa Salis, di portare il proprio “sostegno anti fascista e per condannare le ronde squadriste che ci sono in città”. Proprio alcune dichiarazioni rilasciate durante la permanenza nel capoluogo veneto hanno però alimentato un acceso dibattito politico.

Nel corso di un’intervista concessa all’emittente locale Telenuovo, all’europarlamentare è stato chiesto un giudizio sull’amministrazione guidata dal sindaco Damiano Tommasi. La risposta ha subito attirato l’attenzione perché Salis ha ammesso di non conoscere nel dettaglio la realtà politica cittadina. “Guardi, non ho seguito così a fondo la politica locale. Sono stata eletta al Nordovest, per cui non… Non mi sento di esprimermi sulla città”. Un’affermazione che, secondo diversi osservatori, contrasta con la scelta di intervenire pubblicamente su temi legati alla situazione veronese.

L’emittente ha inoltre evidenziato come l’eurodeputata abbia evitato valutazioni sull’operato dell’amministrazione comunale, pur intervenendo con decisione sul piano politico nazionale. Da qui le critiche di chi ritiene che il suo intervento si sia limitato a riproporre argomentazioni già utilizzate in altre occasioni, senza affrontare le peculiarità del contesto locale.

Nel corso della visita, Salis ha definito Verona “una città come tante altre”, nella quale “avvengono le ronde messe in atto da esponenti dell’estrema destra e queste formazioni neofasciste non dovrebbero avere voce e spazi all’interno di una democrazia, della nostra democrazia che si fonda ed è stata costruita sull’antifascismo”. Parole che hanno riacceso il confronto politico sul tema della sicurezza e sul fenomeno delle ronde cittadine, spesso descritte da chi le sostiene come iniziative spontanee di residenti preoccupati per l’aumento della criminalità nei quartieri.

Le dichiarazioni dell’eurodeputata hanno provocato una dura replica da parte dell’europarlamentare Daniele Polato, che ha contestato sia il merito sia il metodo dell’iniziativa. “La visita di Ilaria Salis a Verona è l’ennesima operazione di propaganda della sinistra costruita sulla pelle della nostra città. È paradossale che un’eurodeputata venga a dare lezioni di antifascismo in una città amministrata dal centrosinistra. Ancora più incredibile è che la stessa Salis ammetta ai microfoni di non conoscere l’operato del sindaco Tommasi e, di conseguenza, dell’amministrazione comunale e dei consiglieri di maggioranza che l’hanno invitata. Siamo al dilettantismo politico. È imbarazzante”.

Polato ha poi ampliato la critica, sostenendo che il dibattito avrebbe dovuto concentrarsi sulle questioni che interessano maggiormente i cittadini. “Ancora una volta la sinistra dimostra che, invece di occuparsi dei problemi concreti dei cittadini, delle famiglie e dei lavoratori, preferisce alimentare la propaganda ideologica. Tutto questo mentre nei quartieri crescono gli episodi di criminalità e degrado”.

L’esponente di Fratelli d’Italia ha infine chiamato in causa anche la maggioranza che governa il Comune di Verona, puntando il dito contro chi avrebbe favorito l’iniziativa. “Grave è l’atteggiamento di chi, dall’interno della maggioranza che governa Verona, ha favorito questa iniziativa. Chi amministra dovrebbe difendere l’immagine della città, agire per la sicurezza dei cittadini, non prestarsi a operazioni di propaganda”, ha concluso.

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Famiglie e pmi penalizzate dal credito: tassi troppo alti per i prestiti https://www.business.it/famiglie-e-pmi-penalizzate-dal-credito-tassi-troppo-alti-per-i-prestiti/ Sat, 04 Jul 2026 11:03:35 +0000 https://www.business.it/?p=156324 Le famiglie continuano a pagare interessi elevati quando chiedono un prestito, mentre chi lascia i propri risparmi in banca riceve rendimenti sempre più contenuti. È il quadro delineato dall’ultima analisi del Centro studi di Unimpresa, basata sui dati della Banca d’Italia, che fotografa una situazione in cui la riduzione dei tassi decisa dalla Banca centrale… Read More »Famiglie e pmi penalizzate dal credito: tassi troppo alti per i prestiti

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Le famiglie continuano a pagare interessi elevati quando chiedono un prestito, mentre chi lascia i propri risparmi in banca riceve rendimenti sempre più contenuti. È il quadro delineato dall’ultima analisi del Centro studi di Unimpresa, basata sui dati della Banca d’Italia, che fotografa una situazione in cui la riduzione dei tassi decisa dalla Banca centrale europea non si sarebbe tradotta in un alleggerimento significativo del costo del credito. Al contrario, i benefici sembrano essersi concentrati soprattutto sul lato della raccolta bancaria, con una rapida diminuzione della remunerazione riconosciuta ai depositanti.

I numeri relativi a marzo 2026 mostrano infatti una marcata distanza tra quanto banche e istituti di credito pagano ai risparmiatori e quanto chiedono invece a famiglie e imprese. I conti correnti hanno garantito un rendimento medio di appena lo 0,29%, mentre la remunerazione media dei depositi si è fermata allo 0,65%, in calo rispetto allo 0,85% registrato all’inizio del 2025. Anche i depositi vincolati hanno perso appeal: il rendimento medio è sceso al 2,45%, contro il 3,14% di gennaio 2025, con una contrazione di 0,69 punti percentuali in poco più di un anno.

Il quadro cambia radicalmente quando si osserva il costo del denaro preso a prestito. Il dato più pesante riguarda il credito al consumo, che continua a rappresentare la forma di finanziamento più onerosa per le famiglie. A marzo 2026 il Taeg medio si è attestato al 10,34%, un livello praticamente identico al 10,50% registrato quindici mesi prima. Dopo essere sceso sotto la soglia del 10% nel dicembre 2025, il costo dei prestiti personali, dei finanziamenti per gli acquisti e delle cessioni del quinto è tornato rapidamente in doppia cifra nei primi mesi del 2026, con una riduzione complessiva di appena 0,16 punti percentuali nonostante il progressivo allentamento della politica monetaria europea.

Anche il mercato dei mutui ha evidenziato un recepimento solo parziale delle decisioni della Bce. A marzo 2026 il Taeg medio per i finanziamenti destinati all’acquisto della casa è risultato pari al 3,81%. Dopo una fase iniziale di lieve diminuzione, nel corso del 2025 i tassi hanno ripreso a crescere fino a raggiungere il 3,87% tra gennaio e febbraio 2026, per poi registrare un leggero arretramento nel mese successivo. Un andamento che, secondo lo studio, dimostra come la trasmissione delle politiche monetarie al mercato dei mutui sia rimasta incompleta.

Sul fronte delle imprese emerge una netta differenza tra aziende di piccole dimensioni e grandi realtà produttive. I finanziamenti fino a un milione di euro, principale strumento di accesso al credito per le piccole e medie imprese, hanno registrato un tasso medio del 4,18%. Dopo aver raggiunto un minimo del 3,95% nell’agosto 2025, il costo dei prestiti alle pmi è tornato a salire nella seconda parte dell’anno, chiudendo il primo trimestre del 2026 su livelli superiori rispetto ai minimi. Molto più favorevoli, invece, le condizioni applicate ai finanziamenti oltre il milione di euro, destinati prevalentemente alle grandi imprese, che hanno fatto segnare un tasso medio del 2,99%, circa 1,2 punti percentuali in meno rispetto a quello sostenuto dalle pmi. Un divario che continua a confermare come la dimensione aziendale rappresenti un elemento determinante nell’accesso a condizioni creditizie più vantaggiose.

Lo studio evidenzia inoltre come anche altre forme di finanziamento abbiano seguito dinamiche differenti. I conti correnti e i prestiti rotativi destinati alle imprese sono passati dal 4,94% di gennaio 2025 al 4,05% di marzo 2026, segnando il calo più consistente tra tutte le categorie di prestiti analizzate. Tuttavia, secondo Unimpresa, questa riduzione non è stata sufficiente a riequilibrare il divario tra il costo del credito e la remunerazione riconosciuta ai depositi.

Il confronto tra tassi attivi e passivi mette infatti in evidenza margini ancora molto elevati per il sistema bancario. Chi ha lasciato la propria liquidità su un conto corrente ha ottenuto uno 0,29% di rendimento, mentre chi ha richiesto un prestito al consumo ha sostenuto un costo del 10,34%, con una differenza superiore ai dieci punti percentuali. Lo spread tra la remunerazione media dei depositi, pari allo 0,65%, e il costo dei finanziamenti alle pmi, attestato al 4,18%, raggiunge invece i 3,53 punti percentuali, mentre quello relativo ai prestiti destinati alle grandi imprese si ferma a 2,34 punti.

A commentare i dati è il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora, che sottolinea come “Si conferma una dinamica ormai consolidata: la discesa dei tassi ufficiali ha prodotto benefici immediati per le banche sul lato della raccolta, ma non si è tradotta in un analogo alleggerimento del costo del credito per famiglie e piccole imprese. La riduzione dei rendimenti riconosciuti ai risparmiatori è stata rapida e generalizzata, mentre quella applicata ai prestiti è risultata più lenta, selettiva e incompleta, mantenendo elevato il peso degli interessi su consumatori e sistema produttivo”.

Secondo il Centro studi di Unimpresa, il quadro complessivo conferma quindi una trasmissione asimmetrica della politica monetaria. Pur in presenza di una fase di allentamento avviata dalla Bce dal 2024, e interrotta soltanto di recente con il rialzo dei tassi dal 2 al 2,25%, il costo del denaro in Italia continua a gravare soprattutto su famiglie e piccole imprese. Al contrario, la remunerazione dei risparmi è diminuita rapidamente, ampliando il divario tra quanto gli istituti di credito riconoscono ai depositanti e quanto incassano da chi ricorre ai finanziamenti.

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“Arrestate quel poliziotto”. Caos in Italia, la clamorosa richiesta: polemiche ferocissime https://www.business.it/arrestate-quel-poliziotto-caos-in-italia-la-clamorosa-richiesta-polemiche-ferocissime/ Sat, 04 Jul 2026 08:38:33 +0000 https://www.business.it/?p=156320 Una svolta significativa nell’inchiesta sugli scontri verificatisi prima del derby tra Torino e Juventus del 24 maggio. La Procura di Torino ha richiesto gli arresti domiciliari per un agente del Reparto mobile, accusato di aver colpito con un lacrimogeno alla testa il tifoso juventino Marco Basoccu, di 36 anni, che rimase gravemente ferito e fu… Read More »“Arrestate quel poliziotto”. Caos in Italia, la clamorosa richiesta: polemiche ferocissime

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Scena degli scontri al derby Torino-Juventus

Una svolta significativa nell’inchiesta sugli scontri verificatisi prima del derby tra Torino e Juventus del 24 maggio. La Procura di Torino ha richiesto gli arresti domiciliari per un agente del Reparto mobile, accusato di aver colpito con un lacrimogeno alla testa il tifoso juventino Marco Basoccu, di 36 anni, che rimase gravemente ferito e fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico dopo essere finito in coma.

Accuse e ricostruzione dell’episodio

Secondo quanto ipotizzato dalla Procura, il poliziotto avrebbe violato le procedure di gestione dell’ordine pubblico utilizzando il lacrimogeno in modo improprio, sparandolo con una traiettoria orizzontale anziché a “campanile” come previsto. L’agente è indagato per lesioni personali aggravate e, dopo l’interrogatorio preventivo previsto dalla riforma Nordio, il pubblico ministero ha avanzato la richiesta di misura cautelare degli arresti domiciliari. La decisione del giudice è attesa nei prossimi giorni.

Le indagini, affidate alla Squadra mobile, si sono basate su migliaia di fotogrammi, un filmato in timelapse e numerose testimonianze, incluse quelle di altri membri delle forze dell’ordine. Gli investigatori ritengono che Basoccu sia stato colpito direttamente dall’involucro in acciaio del lacrimogeno, esploso a distanza troppo ravvicinata e senza aprirsi.

Contesto degli scontri e testimonianze raccolte

Il ferimento si è verificato durante gli scontri tra tifosi granata e bianconeri nelle vicinanze dello stadio Olimpico Grande Torino. In un primo momento si era ipotizzato che Basoccu fosse stato colpito da una pietra o da una bottiglia lanciata dagli ultras, ma gli accertamenti successivi hanno orientato l’inchiesta verso una diversa dinamica.

Fondamentali per l’indagine sono state le dichiarazioni dell’autista del pullman dei Viking Milano, gruppo ultras di cui Basoccu faceva parte, e di diversi agenti presenti durante le operazioni di ordine pubblico. Nel corso degli scontri furono sparati circa 130 lacrimogeni, ma solo quello attribuito all’agente indagato risulterebbe lanciato con una traiettoria non conforme alle direttive operative.

Impatti giudiziari e posizione della famiglia

La famiglia del tifoso ha sempre sostenuto che le gravissime lesioni riportate da Basoccu fossero compatibili con l’impatto di un lacrimogeno. La richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura rappresenta la prima significativa evoluzione giudiziaria nell’inchiesta riguardante il grave episodio avvenuto prima del derby torinese.

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“Li ha presi in pieno!”. Ambulanza passa col rosso: bilancio gravissimo https://www.business.it/li-ha-presi-in-pieno-ambulanza-passa-col-rosso-bilancio-gravissimo/ Fri, 03 Jul 2026 17:43:57 +0000 https://www.business.it/?p=156313 Un incidente grave ha coinvolto un’ambulanza della Croce Rossa impegnata in un servizio d’emergenza a Torino, causando un bilancio di feriti significativi. La collisione, avvenuta in un incrocio trafficato, ha richiesto l’intervento di numerosi mezzi di soccorso e ha determinato rallentamenti e deviazioni nel traffico cittadino. Gli scontri con mezzi di emergenza rappresentano una criticità… Read More »“Li ha presi in pieno!”. Ambulanza passa col rosso: bilancio gravissimo

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Ambulanza coinvolta in incidente a Torino

Un incidente grave ha coinvolto un’ambulanza della Croce Rossa impegnata in un servizio d’emergenza a Torino, causando un bilancio di feriti significativi. La collisione, avvenuta in un incrocio trafficato, ha richiesto l’intervento di numerosi mezzi di soccorso e ha determinato rallentamenti e deviazioni nel traffico cittadino.

Gli scontri con mezzi di emergenza rappresentano una criticità nel contesto urbano, dove la gestione del traffico e la rapidità di intervento sono essenziali ma non esenti da rischi. L’impatto ha evidenziato le difficoltà di gestire situazioni di emergenza in spazi congestionati e sotto vincoli temporali. L’episodio si è verificato a Torino, all’incrocio tra corso Palermo, corso Novara, via Aosta e via Monte Rosa, in un punto caratterizzato da un intenso flusso veicolare.

Incrocio tra corso Palermo e corso Novara a Torino dove è avvenuto l'incidente

Incrocio teatro dello scontro tra ambulanza e due autovetture

L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio in un incrocio regolato da semaforo, dove un’ambulanza infermieristica della Croce Rossa si è scontrata con due automobili. L’impatto, descritto come particolarmente violento, ha causato ferimenti e disagi alla circolazione.

Le autorità e le squadre di soccorso sono intervenute tempestivamente per assistere i feriti e per mettere in sicurezza l’area. Le operazioni di gestione dell’emergenza hanno comportato la chiusura temporanea delle strade coinvolte, con conseguenti rallentamenti e deviazioni del traffico cittadino. La complessità di questo tipo di interventi è accentuata dalla necessità di coordinare il soccorso sanitario con la gestione della viabilità urbana per limitare i disagi e garantire la sicurezza degli utenti della strada.

Operazioni di soccorso e messa in sicurezza dopo incidente a Torino

Feriti in codice rosso e trasporto ospedaliero

Il bilancio più grave riguarda due persone: un paziente trasportato sull’ambulanza e un operatore sanitario, entrambi in codice rosso e trasferiti urgentemente al reparto traumi dell’ospedale Cto di Torino.

Oltre ai due casi più critici, altri feriti sono stati trasportati nei nosocomi San Giovanni Bosco e Maria Vittoria per ulteriori accertamenti. Tra questi figurano due anziani a bordo di una Lancia Delta Sh e un uomo alla guida di un Renault Jumper, le cui condizioni attuali non destano particolare preoccupazione. La distribuzione dei feriti su più strutture ospedaliere è stata necessaria per ottimizzare le cure e gestire efficacemente l’emergenza.

Intervento di soccorso e messa in sicurezza dell’area

Immediatamente dopo l’incidente, sono intervenuti cinque mezzi della Croce Rossa, insieme a Polizia locale e Vigili del fuoco. Questi ultimi hanno curato la messa in sicurezza dei veicoli coinvolti e dell’incrocio, mentre la Polizia locale ha delimitato l’area e avviato le indagini.

La chiusura temporanea dell’incrocio ha comportato rallentamenti significativi, con ripercussioni sulla viabilità e sui mezzi pubblici nelle vie limitrofe. La riapertura è avvenuta solo dopo la completa rimozione dei mezzi incidentati e la verifica delle condizioni del manto stradale.

Veicoli coinvolti e area dell'incidente a Torino con presenza delle forze dell'ordine

Accertamenti in corso sulla dinamica dell’incidente

La Polizia locale sta conducendo le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Una prima ipotesi indica che l’ambulanza, in servizio d’emergenza, abbia attraversato l’incrocio con il semaforo rosso, impattando contro gli altri veicoli. Fondamentale sarà verificare se la sirena fosse attivata al momento dello scontro, elemento chiave per comprendere le responsabilità e la sequenza dei fatti.

Le indagini includono l’analisi dei punti d’urto, delle traiettorie, la raccolta di testimonianze e la verifica di eventuali filmati disponibili. L’obiettivo è fare chiarezza su velocità, posizioni e tempi di attraversamento, considerando le condizioni del traffico e dell’ambiente circostante. Restano confermati i danni e i ferimenti causati dall’incidente, con le autorità impegnate a chiarire ogni dettaglio e a garantire la sicurezza nelle aree interessate.

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Panico a bordo del volo Ryanair in Italia. Passeggeri sconvolti https://www.business.it/panico-a-bordo-del-volo-ryanair-in-italia-passeggeri-sconvolti/ Fri, 03 Jul 2026 17:11:10 +0000 https://www.business.it/?p=156298 Un volo Ryanair in partenza dall’aeroporto di Milano Malpensa verso Alicante ha subito una serie di disagi che hanno portato a un ritardo di quasi tre ore. I passeggeri hanno vissuto momenti di tensione quando la cabina dell’aeromobile è stata invasa da numerose zanzare, costringendo l’equipaggio a evacuare l’aereo per motivi igienico-sanitari. Il volo FR1423… Read More »Panico a bordo del volo Ryanair in Italia. Passeggeri sconvolti

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Un volo Ryanair in partenza dall’aeroporto di Milano Malpensa verso Alicante ha subito una serie di disagi che hanno portato a un ritardo di quasi tre ore. I passeggeri hanno vissuto momenti di tensione quando la cabina dell’aeromobile è stata invasa da numerose zanzare, costringendo l’equipaggio a evacuare l’aereo per motivi igienico-sanitari.

Passeggeri a bordo di un volo Ryanair

Il volo FR1423 Ryanair, diretto da Milano Malpensa ad Alicante, ha subito un primo rinvio della partenza, con un’attesa che ha già superato i tempi previsti. L’imbarco è avvenuto regolarmente nonostante il ritardo, ma poco dopo la situazione a bordo è precipitata. Secondo le testimonianze dei passeggeri, la normale procedura di imbarco è stata seguita inizialmente, ma la scoperta dell’infestazione di insetti ha rapidamente complicato la permanenza a bordo.

Terminal dell'aeroporto di Milano Malpensa

Una volta entrati nell’aeromobile, i passeggeri hanno notato la presenza di un numero significativo di zanzare all’interno della cabina. Gli insetti continuavano a entrare, approfittando delle porte ancora aperte durante le operazioni di imbarco.

Per contenere la situazione, l’equipaggio ha spento le luci all’interno dell’aereo nel tentativo di ridurre la presenza degli insetti. Tuttavia, dopo circa trenta minuti, è stata presa la decisione di evacuare completamente il velivolo per motivi igienico-sanitari, anche a causa della presenza di una possibile emergenza medica legata a una passeggera allergica alle punture di zanzara.

I passeggeri sono stati fatti sbarcare e riportati al terminal dell’aeroporto, dove sono stati assegnati a un nuovo gate per l’imbarco su un altro aereo. Il ritardo complessivo rispetto all’orario di partenza originario ha superato le due ore e mezza. Solo dopo il cambio di aeromobile il volo è riuscito a decollare verso Alicante, ponendo fine a una serie di disagi che hanno coinvolto centinaia di viaggiatori e rischiato di degenerare in una situazione più grave.

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“Mai pianto così tanto”. Carmen Russo, l’annuncio sulla figlia Maria: impossibile trattenere le lacrime https://www.business.it/8220-mai-pianto-cosi-tanto-8221-carmen-russo-l-8217-annuncio-sulla-figlia-maria-e-le-foto/ Fri, 03 Jul 2026 16:55:58 +0000 https://www.business.it/?p=156303 Un momento di emozione pura ha travolto Carmen Russo e suo marito Enzo Paolo Turchi, questa volta non per un progetto televisivo ma per un traguardo importante della loro amata figlia Maria. La giovane ha appena concluso la terza media con il massimo dei voti, regalando alla famiglia un’esperienza di gioia e orgoglio che ha… Read More »“Mai pianto così tanto”. Carmen Russo, l’annuncio sulla figlia Maria: impossibile trattenere le lacrime

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carmen russo mai pianto così

Un momento di emozione pura ha travolto Carmen Russo e suo marito Enzo Paolo Turchi, questa volta non per un progetto televisivo ma per un traguardo importante della loro amata figlia Maria. La giovane ha appena concluso la terza media con il massimo dei voti, regalando alla famiglia un’esperienza di gioia e orgoglio che ha commosso profondamente i genitori, sempre riservati sulla loro vita privata.

Maria, che a soli 13 anni dimostra talento e dedizione sia negli studi che nelle passioni sportive e artistiche, ha conquistato il cuore della famiglia. Il risultato scolastico è solo una delle tante soddisfazioni che la ragazza sta collezionando, tra cui spiccano la passione per il calcio e lo studio della batteria.

Carmen Russo con la figlia Maria durante la celebrazione dell'esame di terza media

Il trionfo di Maria e le lacrime di Carmen Russo

Il racconto di Carmen Russo al settimanale Oggi è carico di emozione: “Non ho mai pianto così tanto di gioia in vita mia. Maria è una bambina che ci regala ogni giorno un’emozione più grande”. La tensione vissuta durante l’esame orale è stata forte, tanto che Carmen e Enzo Paolo hanno seguito con ansia l’esposizione della tesina, sciogliendosi poi in lacrime di sollievo e felicità.

Maria durante l'esame di terza media, accompagnata dai genitori

Per la showgirl 66enne e il ballerino 76enne, sposati dal 1987, questo momento rappresenta un ricordo indelebile e la conferma dell’impegno e dei valori trasmessi alla figlia. La loro gioia è palpabile e condivisa attraverso alcuni scatti pubblicati sui social, che raccontano la giornata speciale.

Maria con i genitori, orgogliosi del suo percorso scolastico e personale

Passioni e futuro: tra calcio e musica

Maria non si limita agli studi: la giovane coltiva con entusiasmo anche altre passioni. È una promettente calciatrice e si dedica con impegno allo studio della batteria, dimostrando una versatilità che fa ben sperare per il suo futuro. Questi interessi, uniti alla dedizione scolastica, raccontano una ragazza completa e determinata.

Per celebrare il primo grande traguardo della figlia, Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi hanno organizzato una festa speciale e, subito dopo, un pellegrinaggio a Medjugorje, luogo di fede e riflessione a cui sono profondamente legati. Un viaggio di ringraziamento che suggella un momento di grande felicità familiare.

La dedica sui social riassume il sentimento condiviso: “L’emozione del primo traguardo sia suo che nostro. Esame di terza media: abbiamo il cuore che scoppia e tante lacrime di gioia”.

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Jannik nervoso col pubblico a Wimbledon, poi entra in modalità Sinner https://www.business.it/jannik-nervoso-col-pubblico-a-wimbledon-poi-entra-in-modalita-sinner/ Fri, 03 Jul 2026 16:40:15 +0000 https://www.business.it/?p=156293 Jannik Sinner continua la sua corsa a Wimbledon e raggiunge gli ottavi di finale, ma senza mostrare ancora il volto del dominatore assoluto. Contro Jenson Brooksby il numero uno del mondo ha vinto in tre set, 6-4 6-3 6-4, chiudendo la pratica in due ore e 13 minuti. Una prestazione efficace, più solida rispetto alle… Read More »Jannik nervoso col pubblico a Wimbledon, poi entra in modalità Sinner

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sinner vince e avanza wimbledon

Jannik Sinner continua la sua corsa a Wimbledon e raggiunge gli ottavi di finale, ma senza mostrare ancora il volto del dominatore assoluto. Contro Jenson Brooksby il numero uno del mondo ha vinto in tre set, 6-4 6-3 6-4, chiudendo la pratica in due ore e 13 minuti. Una prestazione efficace, più solida rispetto alle prime uscite sull’erba londinese, anche se attraversata da qualche esitazione e da passaggi meno brillanti.

Dopo il complicato debutto contro Miomir Kecmanovic e il successo su Nuno Borges, l’azzurro ha compiuto un altro passo avanti. Il servizio ha funzionato con continuità e il diritto ha prodotto meno errori rispetto ai turni precedenti. I numeri raccontano 13 ace, il 66% di prime palle in campo, 29 colpi vincenti e 27 errori non forzati. Quanto basta per controllare un avversario capace, però, di creare qualche momento di tensione.

sinner vince e avanza wimbledon

Sinner batte Brooksby e vola agli ottavi di Wimbledon

Sul Campo 1, dove non giocava dai quarti dello scorso anno contro Ben Shelton, Sinner ha faticato inizialmente in risposta. Il break decisivo del primo set è arrivato nel settimo game, mentre al servizio l’italiano non ha concesso occasioni. Sei ace e il 72% di prime palle gli hanno permesso di chiudere il parziale 6-4, senza affrontare alcuna palla break e mantenendo sempre il controllo degli scambi più importanti.

Nel secondo set Brooksby ha provato ad aumentare la pressione. Sinner ha dovuto annullare due palle break nel quarto gioco e salvarsi ancora nel sesto, affidandosi alla battuta. Superato il momento più delicato, ha immediatamente strappato il servizio allo statunitense, salendo sul 4-3. Un altro break nel nono game gli ha consegnato il 6-3 e un vantaggio ormai rassicurante, nonostante un tennis ancora lontano dalla perfezione.

sinner vince e avanza wimbledon

Doppio fallo e momento di nervosismo col pubblico

Nel terzo parziale l’americano è partito meglio, approfittando anche di un doppio fallo di Sinner per ottenere il break. La reazione del numero uno è stata immediata: controbreak e successivo allungo nell’ottavo gioco. Quando ha servito per il match, però, Jannik ha commesso un altro doppio fallo e si è innervosito per un rumore proveniente dalle tribune. Brooksby ha recuperato, ma nel game seguente Sinner ha chiuso al terzo match point.

“Cerchiamo di migliorare ogni giorno, ho visto piccoli miglioramenti ma c’è ancora da fare per andare avanti nel torneo. Mi ha aiutato anche la gente, ho messo il dito all’orecchio come non sono solito fare, devo ringraziarli”. Con questo successo Sinner raggiunge per la quinta volta gli ottavi a Wimbledon, eguagliando Nicola Pietrangeli. Il prossimo avversario sarà il qualificato giapponese Shintaro Mochizuki, numero 151 del mondo.

Mochizuki ha eliminato in rimonta lo spagnolo Rafael Jodar con il punteggio di 1-6 7-6 6-4 6-4, conquistando il primo ottavo Slam della carriera. Sinner partirà nettamente favorito, ma sa di dover alzare ulteriormente il livello per difendere il titolo conquistato sull’erba londinese. La forma migliore non è ancora arrivata, eppure il campione continua a vincere: la macchina non viaggia a pieno regime, ma la strada verso la seconda settimana è ormai spalancata.

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“Farà così”. Garlasco, il colpo di scena su Sempio arriva dalle parole della mamma https://www.business.it/fara-cosi-garlasco-il-colpo-di-scena-su-sempio-arriva-dalle-parole-della-mamma/ Fri, 03 Jul 2026 15:55:29 +0000 https://www.business.it/?p=156284 Emergono ulteriori elementi dalle indagini in corso sul delitto di Garlasco. La Procura di Pavia sta approfondendo il caso di Andrea Sempio, attualmente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Recenti intercettazioni e documenti inediti stanno alimentando un acceso confronto pubblico, con particolare attenzione a una conversazione della madre dell’indagato che ha suscitato notevole interesse sui… Read More »“Farà così”. Garlasco, il colpo di scena su Sempio arriva dalle parole della mamma

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Emergono ulteriori elementi dalle indagini in corso sul delitto di Garlasco. La Procura di Pavia sta approfondendo il caso di Andrea Sempio, attualmente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Recenti intercettazioni e documenti inediti stanno alimentando un acceso confronto pubblico, con particolare attenzione a una conversazione della madre dell’indagato che ha suscitato notevole interesse sui social.

Andrea Sempio

Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, è al centro dell’attenzione per un’intercettazione diffusa dal direttore del settimanale Giallo. In essa, la donna dichiara: “Se chiedono l’archiviazione Andrea non l’accetta, lui vuole andare a processo in modo da avere l’estraneità, così è finita per sempre”. Questa affermazione testimonia la certezza della madre circa l’innocenza del figlio, ma ha anche sollevato diverse reazioni e interpretazioni contrapposte tra gli utenti.

Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio

Nei commenti al post che ha condiviso l’intercettazione emergono opinioni divergenti. Alcuni utenti ritengono che il ricorso al processo sia inevitabile, mentre altri criticano la scelta di Sempio di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio. Non mancano tuttavia messaggi di sostegno, con richieste di attendere gli sviluppi dell’inchiesta prima di formulare giudizi definitivi.

Procuratore aggiunto Stefano Civardi
Procura di Pavia

Il procuratore aggiunto Stefano Civardi sta riesaminando l’indagine rapida del 2017, evidenziando nella memoria depositata numerose criticità. Secondo la Procura, l’inchiesta precedente sarebbe stata “condotta frettolosamente e senza accessi agli atti ufficiali”, con un’archiviazione di Sempio che non avrebbe considerato tutte le prove disponibili. Sono stati segnalati 21 punti rilevanti, tra cui il Dna rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi e l’impronta 33 sulle scale della villetta di via Pascoli, che potrebbero supportare la nuova ipotesi investigativa. Resta da vedere quali saranno le prossime mosse degli inquirenti e se emergeranno ulteriori elementi in grado di dare una svolta a questa complessa indagine.

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“Donne e bambini, una strage”. Il bus precipita, impatto devastante: tanti morti https://www.business.it/donne-e-bambini-una-strage-il-bus-precipita-impatto-devastante-tanti-morti/ Fri, 03 Jul 2026 13:31:11 +0000 https://www.business.it/?p=156278 Un autobus di linea è precipitato per circa 20 metri in un burrone nella regione montuosa di Dana Sar, nel sud-ovest del Pakistan. Il mezzo, partito da Quetta e diretto a Peshawar, è uscito di strada per cause ancora in fase di accertamento, provocando un bilancio estremamente pesante. Il pullman si è ridotto a un… Read More »“Donne e bambini, una strage”. Il bus precipita, impatto devastante: tanti morti

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Un autobus di linea è precipitato per circa 20 metri in un burrone nella regione montuosa di Dana Sar, nel sud-ovest del Pakistan. Il mezzo, partito da Quetta e diretto a Peshawar, è uscito di strada per cause ancora in fase di accertamento, provocando un bilancio estremamente pesante.

Il pullman si è ridotto a un ammasso di lamiere sul fondo del burrone, con numerosi passeggeri intrappolati all’interno. Tra i presenti vi erano anche donne e bambini, elemento che ha aggravato ulteriormente le conseguenze dell’incidente. Le squadre di emergenza hanno operato in condizioni difficili a causa del terreno impervio, impegnandosi in una corsa contro il tempo per recuperare feriti e vittime. Le operazioni di soccorso sono proseguite per diverse ore, con il trasporto dei feriti negli ospedali locali.

Secondo un primo bilancio, almeno 40 persone hanno perso la vita nell’incidente. Le autorità stanno ancora verificando il numero esatto dei passeggeri coinvolti e le condizioni dei sopravvissuti. Le forze di polizia hanno avviato un’indagine per ricostruire la dinamica dell’incidente e accertare le cause che hanno portato alla fuoriuscita di strada del veicolo. Al momento non sono escluse diverse ipotesi sull’origine dell’incidente.

Questo tragico evento riporta all’attenzione le problematiche legate alla sicurezza dei trasporti nelle aree montuose del Pakistan, dove le infrastrutture e le condizioni dei percorsi rappresentano un fattore di rischio significativo per i viaggi su lunga distanza.

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“Io e il fratello di Silvio ci sposiamo”. Paolo Berlusconi: il lieto annuncio della famosa conduttrice tv https://www.business.it/io-e-il-fratello-di-silvio-ci-sposiamo-festa-nella-famiglia-berlusconi-il-lieto-annuncio-della-famosa-conduttrice-tv/ Fri, 03 Jul 2026 13:05:00 +0000 https://www.business.it/?p=156264 La famiglia Berlusconi si prepara a celebrare un evento privato di rilievo. Paolo Berlusconi, fratello dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, annuncia il prossimo matrimonio con Anna La Rosa, nota conduttrice televisiva e giornalista con una carriera di oltre vent’anni nel racconto della politica italiana. Questo annuncio segna un capitolo importante per entrambi, riportando l’attenzione… Read More »“Io e il fratello di Silvio ci sposiamo”. Paolo Berlusconi: il lieto annuncio della famosa conduttrice tv

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La famiglia Berlusconi si prepara a celebrare un evento privato di rilievo. Paolo Berlusconi, fratello dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, annuncia il prossimo matrimonio con Anna La Rosa, nota conduttrice televisiva e giornalista con una carriera di oltre vent’anni nel racconto della politica italiana. Questo annuncio segna un capitolo importante per entrambi, riportando l’attenzione su una figura significativa del giornalismo televisivo.

Anna La Rosa è stata per anni una presenza consolidata nel panorama televisivo italiano, conducendo il programma TeleCamere dal 1994 al 2014, prima su Rai2 e poi su Rai3. Il suo salotto politico ha ospitato molteplici leader istituzionali, diventando un punto di riferimento per il dibattito pubblico. In un’intervista al Corriere della Sera, la giornalista ha ricordato i primi anni della sua carriera iniziata nel 1991 al Tg2, sotto la direzione di Enrico Mentana e Clemente Mimun.

Paolo Berlusconi ritratto ufficiale

Anna La Rosa, oggi 71enne, ha confermato che convolerà a nozze con Paolo Berlusconi, manager di 64 anni con attività tra Zurigo, Francoforte e Roma. La coppia è insieme da nove anni e la proposta ufficiale è giunta lo scorso gennaio. La giornalista ha precisato che la cerimonia si terrà probabilmente dopo l’estate, in Calabria, a Gerace, località a cui è particolarmente legata.

Anna La Rosa ritratta in uno studio televisivo

Tra i ricordi professionali di Anna La Rosa emergono aneddoti con figure politiche di rilievo come Giulio Andreotti, Bettino Craxi e Francesco Cossiga, che ha partecipato anche al suo matrimonio. Anna ha raccontato episodi significativi e momenti di vicinanza con queste personalità, testimonianza del suo ruolo centrale nel giornalismo politico italiano.

Durante la sua esperienza televisiva, Anna La Rosa ha avuto frequenti incontri con Silvio Berlusconi, che ha descritto come un uomo spesso solo, soprattutto dopo la perdita della madre Rosa. Ricorda inoltre un episodio in cui Berlusconi, malato, rispose con sicurezza alle domande sulla sua salute rassicurando il pubblico prima delle elezioni.

Silvio Berlusconi e Paolo Berlusconi insieme in un evento pubblico

La chiusura del programma TeleCamere ha rappresentato per Anna La Rosa un momento difficile, con motivazioni legate a rapporti politici e personali. Oggi, oltre al matrimonio, la giornalista guarda con attenzione anche alla convivenza con il futuro marito, un cambiamento importante per entrambi.

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Senza vergogna. Strage Crans-Montana la decisione sconvolgente dei coniugi Moretti https://www.business.it/senza-vergogna-strage-crans-montana-la-decisione-sconvolgente-dei-coniugi-moretti/ Fri, 03 Jul 2026 12:47:57 +0000 https://www.business.it/?p=156271 La possibile riapertura di due ristoranti riconducibili a Jacques e Jessica Moretti torna al centro del dibattito a Crans-Montana e a Lens. I coniugi, proprietari del Le Constellation e di altri locali nella stessa area, hanno avviato le pratiche per far ripartire l’attività del Le Senso e del Vieux-Chalet, due esercizi attualmente sottoposti a sequestro… Read More »Senza vergogna. Strage Crans-Montana la decisione sconvolgente dei coniugi Moretti

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La possibile riapertura di due ristoranti riconducibili a Jacques e Jessica Moretti torna al centro del dibattito a Crans-Montana e a Lens. I coniugi, proprietari del Le Constellation e di altri locali nella stessa area, hanno avviato le pratiche per far ripartire l’attività del Le Senso e del Vieux-Chalet, due esercizi attualmente sottoposti a sequestro da parte delle autorità.

La conferma è arrivata oggi attraverso una nota diffusa dai legali della coppia, dello studio Hayar e Meier, dopo le voci circolate nei giorni scorsi su una possibile riapertura e dopo la nascita di una petizione contraria all’iniziativa. Nel testo, i due ristoranti vengono indicati anche come “LE SENSO”, a Crans-Montana, e “VIEUX-CHALET”, a Lens, al centro di una decisione che sta provocando reazioni forti nell’opinione pubblica locale.

La richiesta dei Moretti viene presentata dai loro avvocati come un passaggio necessario per evitare un deterioramento ulteriore della situazione economica delle società riconducibili alla coppia. Secondo la nota legale, la ripresa dell’attività servirebbe a preservare il valore dei beni e a impedire che le imprese finiscano in fallimento, con la conseguente perdita di risorse che potrebbero essere destinate ai risarcimenti.

È solo dentro questo quadro economico e giudiziario che emerge il punto più delicato della vicenda. Jacques e Jessica Moretti sono infatti indagati in seguito al rogo del Le Constellation di Crans-Montana, un terzo locale di loro proprietà, dove nella notte di Capodanno si è consumata una tragedia con 41 morti e 115 feriti. Il locale è finito al centro delle contestazioni anche per le condizioni di sicurezza, indicate come non conformi nella ricostruzione della vicenda.

Proprio questo precedente rende la prospettiva della riapertura particolarmente controversa. Da un lato ci sono i legali, che sostengono la necessità di mantenere operative le attività ancora recuperabili. Dall’altro c’è il peso della strage di Capodanno, con decine di vittime e feriti, e una comunità segnata da un incendio che ha trasformato il nome dei Moretti in uno dei più discussi nella zona.

Nella comunicazione diffusa dallo studio Hayar e Meier, i coniugi avrebbero assunto l’impegno di devolvere i proventi delle attività riaperte a un’associazione di sostegno alle vittime della tragedia. La scelta viene quindi motivata non soltanto con la volontà di proseguire l’attività imprenditoriale, ma anche con l’obiettivo dichiarato di contribuire, attraverso gli incassi, al percorso di assistenza e ristoro delle persone colpite dal rogo.

Gli avvocati insistono inoltre su un ulteriore aspetto: se Le Senso e Vieux-Chalet restassero chiusi, le società potrebbero andare incontro al fallimento. In quel caso, secondo la tesi difensiva, i beni oggi ancora disponibili rischierebbero di perdere valore o di disperdersi, riducendo le possibilità di risarcire le vittime e i loro familiari. È questa la spiegazione con cui la coppia prova a giustificare una decisione destinata comunque a rimanere divisiva.

La vicenda resta aperta su più piani: quello giudiziario, legato all’inchiesta sul rogo del Le Constellation; quello economico, collegato al destino delle società e dei beni sequestrati; e quello pubblico, segnato dalla reazione di chi considera inopportuna la riapertura dei locali mentre le indagini sulla tragedia sono ancora in corso. I Moretti, in quanto indagati, restano comunque persone sottoposte a procedimento e non possono essere considerati colpevoli fino a un eventuale accertamento definitivo.

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Caos al Colosseo, chi sono i maranza che hanno assaltato i vigili https://www.business.it/caos-al-colosseo-chi-sono-i-maranza-che-hanno-assaltato-i-vigili/ Fri, 03 Jul 2026 11:38:52 +0000 https://www.business.it/?p=156258 Una serata di festeggiamenti a Roma è degenerata in un episodio di violenza e disordine davanti al Colosseo, suscitando preoccupazione per la sicurezza nel centro storico. Largo Gaetana Agnesi, noto punto panoramico sulla celebre struttura, è stato teatro di aggressioni contro agenti della Polizia Locale e di lanci di fuochi d’artificio, con conseguenze rilevanti per… Read More »Caos al Colosseo, chi sono i maranza che hanno assaltato i vigili

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Una serata di festeggiamenti a Roma è degenerata in un episodio di violenza e disordine davanti al Colosseo, suscitando preoccupazione per la sicurezza nel centro storico. Largo Gaetana Agnesi, noto punto panoramico sulla celebre struttura, è stato teatro di aggressioni contro agenti della Polizia Locale e di lanci di fuochi d’artificio, con conseguenze rilevanti per turisti e residenti.

La dinamica ha avuto origine nella serata del 1° luglio, in occasione del compleanno di un giovane di 21 anni di origine egiziana. Nel corso della festa sono stati esplosi fuochi d’artificio in prossimità di persone presenti nella zona, creando situazioni di pericolo. L’intervento della Polizia Locale per contenere i disordini ha provocato la reazione violenta di un gruppo di ragazzi che ha aggredito le pattuglie, danneggiato un’auto di servizio con bastoni e tentato di forzare uno dei veicoli.

Le immagini riprese da spettatori e turisti hanno rapidamente circolato sui social network, documentando gli attimi di tensione nel cuore del centro storico romano. Quattro persone sono state fermate nel corso dell’intervento, mentre altri riuscivano a fuggire prima dell’arrivo di rinforzi da parte di polizia e carabinieri. Le indagini condotte dalle forze dell’ordine hanno confermato che il gruppo coinvolto è composto principalmente da giovani tra i 16 e i 30 anni, inclusi minori e maggiorenni. Alcuni di questi sono arrivati in Italia come minori stranieri non accompagnati e sono stati inseriti in strutture di accoglienza.

Le riunioni vengono organizzate attraverso piattaforme social e chat online. Oltre a Largo Gaetana Agnesi, altri luoghi frequentati dai gruppi sono piazza Ara Coeli e Largo Arenula, da cui si spostano verso le aree turistiche più frequentate del centro della Capitale. Le autorità stanno esaminando numerosi video amatoriali per identificare tutti i partecipanti agli episodi di violenza. Tra i fermati figura il giovane che stava celebrando il compleanno e un altro ragazzo accusato di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, danneggiamento e uso pericoloso di fuochi d’artificio.

Secondo gli inquirenti, alcuni membri del gruppo sono coinvolti anche in reati come borseggi e rapine ai danni di turisti nel centro storico. Nonostante i controlli notturni costanti, la situazione rimane una criticità significativa per la sicurezza urbana. Gli eventi davanti al Colosseo hanno riacceso il dibattito pubblico e politico sulla necessità di aumentare la presenza delle forze dell’ordine nelle zone monumentali di Roma. Le immagini degli scontri hanno alimentato richieste di maggiori misure di controllo e di interventi più incisivi per garantire la sicurezza di residenti e visitatori.

Le indagini proseguono per chiarire i dettagli degli episodi e per individuare tutti i responsabili, mentre il caso continua a suscitare attenzione per le modalità con cui un luogo simbolo della città è stato teatro di violenze sotto gli occhi di turisti provenienti da tutto il mondo.

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È morto Franco Bernabei: grande perdita per l’Italia https://www.business.it/e-morto-franco-bernabei-grande-perdita-per-l-italia/ Fri, 03 Jul 2026 11:10:31 +0000 https://www.business.it/?p=156246 Nel settore agricolo e agroalimentare, alcune figure operano lontano dai riflettori ma lasciano un segno indelebile nel tempo. Con la scomparsa di Franco Bernabei, a 73 anni, si chiude una pagina fondamentale per la viticoltura italiana. Il suo contributo ha rappresentato un punto di svolta nella valorizzazione qualitativa e territoriale del vino nazionale. Originario di… Read More »È morto Franco Bernabei: grande perdita per l’Italia

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Nel settore agricolo e agroalimentare, alcune figure operano lontano dai riflettori ma lasciano un segno indelebile nel tempo. Con la scomparsa di Franco Bernabei, a 73 anni, si chiude una pagina fondamentale per la viticoltura italiana. Il suo contributo ha rappresentato un punto di svolta nella valorizzazione qualitativa e territoriale del vino nazionale.

Originario di Abano Terme, nei Colli Euganei, Bernabei ha scelto la Toscana come epicentro della sua attività professionale, stabilendosi a Greve in Chianti. Laureatosi in Viticoltura ed Enologia all’Università di Padova, ha iniziato la sua carriera in un momento in cui la consulenza enologica era ancora poco diffusa in Italia.

Nel 1993 ha fondato con la moglie Daniela il laboratorio di consulenza Enoproject, realtà che oggi prosegue grazie ai figli Marco e Matteo, entrambi specialisti del settore.

Bernabei è stato un protagonista nel rinnovamento della viticoltura italiana degli anni Ottanta e Novanta, contribuendo a definire nuovi standard qualitativi e identitari del vino. Soprannominato “Mister Sangiovese“, ha promosso una visione che unisce rigorosa ricerca tecnica e rispetto delle specificità territoriali.

Il suo lavoro ha accompagnato la nascita e l’affermazione dei Supertuscan, vini simbolo di una svolta enologica capace di proiettare il panorama nazionale verso riconoscimenti internazionali.

Vigneti e produzione vitivinicola

Nel corso della sua carriera, Bernabei ha operato in molte regioni italiane, dalla Toscana al Friuli Venezia Giulia, passando per Umbria, Sardegna, Sicilia e Veneto, adattando il suo metodo alle diverse realtà locali e contribuendo a una crescita qualitativa diffusa.

Il suo ruolo è stato riconosciuto da numerosi operatori del settore, tra cui Assoenologi, che tramite il presidente Riccardo Cotarella ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia. Critici come Marco Sabellico, Daniele Cernilli e Leonardo Romanelli hanno ricordato le sue qualità professionali e umane.

Un saluto particolare è stato rivolto da Giovanni Manetti, presidente del Consorzio Vino Chianti Classico, che ha sottolineato il lungo rapporto di collaborazione e amicizia con Bernabei.

Franco Bernabei durante un evento enologico

Nel corso della sua vita professionale, Bernabei ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui l’Oscar del Vino come miglior professionista. Il suo lascito va oltre i premi, rappresentando un’eredità tecnica e culturale che ha profondamente influenzato la viticoltura moderna italiana.

I funerali si svolgeranno lunedì 6 luglio alle ore 15.30 presso la chiesa di Santa Croce a Greve in Chianti, dove colleghi, amici e appassionati potranno porgere l’ultimo saluto a una delle figure più autorevoli del settore.

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Giorgia Meloni al Congresso Uil: “Io l’unica farlo”. Salari e pensioni, schiaffo a Landini https://www.business.it/giorgia-meloni-al-congresso-uil-io-lunica-farlo-salari-e-pensioni-schiaffo-a-landini/ Fri, 03 Jul 2026 11:05:58 +0000 https://www.business.it/?p=156251 Giorgia Meloni ha rilanciato il dialogo con le parti sociali intervenendo al XIX Congresso nazionale della Uil a Padova. La presidente del Consiglio ha annunciato che il governo intende confermare anche nella prossima legge di Bilancio la detassazione dei rinnovi contrattuali, sottolineando l’importanza del confronto con le organizzazioni sindacali e rivendicando i risultati ottenuti su… Read More »Giorgia Meloni al Congresso Uil: “Io l’unica farlo”. Salari e pensioni, schiaffo a Landini

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Giorgia Meloni al Congresso Uil

Giorgia Meloni ha rilanciato il dialogo con le parti sociali intervenendo al XIX Congresso nazionale della Uil a Padova. La presidente del Consiglio ha annunciato che il governo intende confermare anche nella prossima legge di Bilancio la detassazione dei rinnovi contrattuali, sottolineando l’importanza del confronto con le organizzazioni sindacali e rivendicando i risultati ottenuti su occupazione, salari e contrasto al lavoro precario.

Svolta nel dialogo con i sindacati: Meloni e la partecipazione ai congressi

Nel suo intervento, Meloni ha ricordato di aver preso parte ai congressi delle tre principali organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil, evidenziando di essere l’unica premier a averlo fatto nel corso del suo mandato.

“Credo di essere l’unico presidente del Consiglio ad avere partecipato nel corso del suo mandato ai congressi di tutte e tre le principali organizzazioni sindacali”, ha dichiarato, rimarcando come il dialogo con le parti sociali sia un elemento distintivo dell’azione del governo. Questo passaggio è stato interpretato come una risposta indiretta alla posizione critica della Cgil guidata da Maurizio Landini.

Detassazione, occupazione e salari: gli impegni della manovra

Meloni ha riferito di aver già discusso con i ministri Marina Calderone e Giancarlo Giorgetti l’intenzione di mantenere la detassazione dei rinnovi contrattuali anche nella prossima manovra economica. Ha inoltre sottolineato i risultati raggiunti sul mercato del lavoro, citando il livello più alto di occupazione mai registrato, il minimo storico della disoccupazione e l’incremento di 1,2 milioni di contratti a tempo indeterminato dall’inizio della legislatura, con una diminuzione delle forme di lavoro precario.

La presidente del Consiglio ha attribuito il miglioramento delle buste paga soprattutto alle fasce di reddito medio-basse al taglio del cuneo fiscale attuato dal governo, che ha aumentato il netto percepito dai lavoratori.

Contrasto allo sfruttamento, sicurezza sul lavoro e riforma pensionistica

Nel suo discorso Meloni ha riaffermato la linea di tolleranza zero nei confronti del caporalato e delle organizzazioni criminali che sfruttano i lavoratori, evidenziando anche la necessità di contrastare i cosiddetti contratti pirata. Ha inoltre ricordato il dramma delle morti sul lavoro, definendole “una sconfitta per tutti” e ha rivolto un pensiero a Emma Marrazzo, madre di Luana D’Orazio, giovane operaia tragicamente scomparsa nel 2021.

Riguardo alle pensioni, Meloni ha ribadito la necessità di intervenire per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale: “Bisogna ripristinare l’equilibrio del sistema pensionistico oppure non avremo più lo Stato sociale”. Ha inoltre aperto a un confronto sulla previdenza complementare.

Occupazione femminile: una priorità per il governo

Nel concludere il suo intervento, la presidente del Consiglio ha evidenziato il ruolo centrale delle donne nel futuro del Paese, sottolineando che il sostegno all’occupazione femminile rimane una priorità. Ha invitato a superare la percezione che famiglia, maternità e lavoro siano realtà incompatibili, affermando che “il futuro dell’Italia dipende dalle donne, in particolare dalle donne lavoratrici”, sollecitando un impegno condiviso tra le parti sociali per favorire la piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

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Operazione della Polizia, sgominata l’organizzazione criminale: 6 arresti per truffa https://www.business.it/operazione-della-polizia-sgominata-l-organizzazione-criminale-6-arresti-per-truffa/ Fri, 03 Jul 2026 10:50:11 +0000 https://www.business.it/?p=156241 Nella mattinata del 30 giugno la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di sei persone, di età compresa tra i 21 e i 61 anni. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Nola, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito di un’inchiesta su una presunta… Read More »Operazione della Polizia, sgominata l’organizzazione criminale: 6 arresti per truffa

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Nella mattinata del 30 giugno la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di sei persone, di età compresa tra i 21 e i 61 anni. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Nola, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito di un’inchiesta su una presunta organizzazione criminale attiva nel settore delle truffe.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i sei indagati sarebbero gravemente indiziati del reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di diversi reati contro il patrimonio. Al centro dell’indagine vi sarebbero in particolare truffe commesse ai danni di persone anziane, dalle quali il gruppo avrebbe ottenuto un ingiusto profitto stimato in circa cinquecentomila euro.

L’attività investigativa è stata condotta dalla Squadra Mobile di Napoli e coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola. Gli accertamenti hanno preso di mira un gruppo con base operativa nella provincia di Napoli, ritenuto dedito alla realizzazione di raggiri in varie località del territorio nazionale. Le vittime individuate dagli investigatori avevano un’età compresa tra i 74 e i 97 anni. Nel corso delle indagini sarebbe emerso un sistema ben strutturato, fondato su una forte pressione emotiva e sulla capacità di isolare le persone offese. Gli anziani venivano contattati sull’utenza telefonica di casa da un uomo che si presentava come “maresciallo”, e che riferiva loro una notizia improvvisa e drammatica: un familiare stretto avrebbe provocato un incidente stradale alla guida di un’auto priva di copertura assicurativa, causando il grave ferimento di un’altra persona.

La parte più delicata del meccanismo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, consisteva nell’aumentare progressivamente l’angoscia della vittima. In molte circostanze veniva raccontato che la persona ferita nell’incidente fosse un bambino trasportato d’urgenza in ospedale. In altri casi, invece, l’anziano veniva informato che la vittima del sinistro era una donna in stato di gravidanza, in grave pericolo di vita. Una narrazione costruita per rendere più credibile l’emergenza e ridurre la capacità di reazione della persona contattata. A quel punto il finto appartenente alle forze dell’ordine prospettava una sola via per evitare l’arresto del parente indicato come responsabile dell’incidente: risarcire immediatamente la persona offesa. Sarebbe stato questo passaggio a spingere le vittime a recuperare il denaro custodito in casa o a consegnare gioielli conservati nella propria abitazione, convinte di dover intervenire con urgenza per salvare un familiare da conseguenze giudiziarie imminenti.

Gli investigatori hanno inoltre ricostruito un ulteriore elemento del presunto metodo utilizzato dal gruppo. Durante l’intera durata della truffa, le vittime sarebbero state sottoposte a un vero e proprio bombardamento telefonico, sia sull’utenza fissa sia sul cellulare. Le telefonate potevano durare oltre un’ora e, in alcuni casi, proseguivano anche dopo il ritiro del denaro o dei preziosi. Questa pressione continua avrebbe avuto due obiettivi principali: mantenere il controllo psicologico sull’anziano e impedirgli di contattare amici, parenti o conoscenti che avrebbero potuto aiutarlo a verificare la storia raccontata. Allo stesso tempo, secondo gli inquirenti, il flusso costante di chiamate serviva anche a evitare che la vittima potesse rivolgersi alle forze di polizia mentre il raggiro era ancora in corso.

Il provvedimento eseguito resta una misura cautelare adottata nella fase delle indagini preliminari. Contro l’ordinanza sono ammessi i mezzi di impugnazione previsti dalla legge. I destinatari della misura sono persone sottoposte a indagine e, come tali, devono essere considerati presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Condannato per reati gravissimi non può essere espulso. La storia che indigna l’Europa https://www.business.it/condannato-per-reati-gravissimi-non-puo-essere-espulso-la-storia-che-indigna-l-europa/ Fri, 03 Jul 2026 10:16:28 +0000 https://www.business.it/?p=156236 Un caso che continua a suscitare forte dibattito nel Regno Unito riguarda un uomo coinvolto nello scandalo delle “grooming gangs”, gruppi criminali responsabili di gravi abusi sessuali su minorenni. Nonostante la condanna a 22 anni, l’uomo è stato rilasciato dopo circa 14 anni di detenzione e non potrà essere espulso dal Paese, una decisione che… Read More »Condannato per reati gravissimi non può essere espulso. La storia che indigna l’Europa

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Un caso che continua a suscitare forte dibattito nel Regno Unito riguarda un uomo coinvolto nello scandalo delle “grooming gangs”, gruppi criminali responsabili di gravi abusi sessuali su minorenni. Nonostante la condanna a 22 anni, l’uomo è stato rilasciato dopo circa 14 anni di detenzione e non potrà essere espulso dal Paese, una decisione che ha acceso le polemiche a livello politico e sociale.

L’individuo in questione era stato condannato per numerosi reati sessuali commessi nell’ambito di una rete criminale che per anni ha abusato di ragazze minorenni. La pena complessiva ammontava a 22 anni di carcere, ma secondo la legislazione britannica ha ottenuto la libertà dopo averne scontati circa 14. La sua scarcerazione ha riacceso il dibattito pubblico, poiché si pensava che al termine della pena sarebbe stato espulso dal Regno Unito, cosa che invece non avverrà.

Secondo quanto riportato dai media britannici, il motivo principale risiede nelle normative sui diritti umani e le procedure di espulsione. Le autorità hanno valutato che il rimpatrio potrebbe esporre l’uomo a rischi tali da impedire un allontanamento forzato dal territorio. Questa valutazione ha generato numerose critiche da parte di esponenti politici, che chiedono una revisione delle regole per impedire che condannati per reati gravi possano rimanere nel Paese dopo aver scontato la pena.

La vicenda rappresenta un tema di forte divisione politica. Da un lato, si sottolinea l’importanza di rispettare le normative internazionali e i diritti fondamentali anche per i condannati; dall’altro, si invoca un cambiamento delle leggi per consentire l’espulsione di cittadini stranieri responsabili di reati particolarmente gravi. Il caso si inserisce nel più ampio contesto di discussioni sull’immigrazione, sulla sicurezza e sull’efficacia delle politiche di espulsione nel Regno Unito, questioni che ormai da tempo sono al centro del dibattito pubblico e politico.

La notizia della scarcerazione ha provocato una vasta ondata di indignazione sui social network, con migliaia di utenti che hanno espresso disappunto per l’impossibilità di procedere con l’espulsione. Molti richiedono un intervento governativo per modificare la normativa, pur riconoscendo la necessità di rispettare gli obblighi del diritto nazionale e internazionale. Il caso continua così a essere motivo di confronto e potrebbe innescare un riesame delle regole che disciplinano la permanenza nel Paese di cittadini stranieri condannati per reati particolarmente gravi.

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“Lo coprono di soldi”. Cifra choc per Alberto Stasi: De Rensis vuota il sacco https://www.business.it/lo-coprono-di-soldi-cifra-choc-per-alberto-stasi-de-rensis-vuota-il-sacco/ Fri, 03 Jul 2026 06:48:52 +0000 https://www.business.it/?p=156230 Il nome di Alberto Stasi continua a essere al centro dell’attenzione pubblica in relazione al delitto di Garlasco, uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni. Mentre proseguono le indagini e si moltiplicano le novità processuali, si delinea un nuovo progetto mediatico che dovrebbe portare la sua versione dei fatti direttamente al pubblico, suscitando… Read More »“Lo coprono di soldi”. Cifra choc per Alberto Stasi: De Rensis vuota il sacco

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Il nome di Alberto Stasi continua a essere al centro dell’attenzione pubblica in relazione al delitto di Garlasco, uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni. Mentre proseguono le indagini e si moltiplicano le novità processuali, si delinea un nuovo progetto mediatico che dovrebbe portare la sua versione dei fatti direttamente al pubblico, suscitando grande interesse.

Negli ultimi mesi le indagini hanno registrato nuovi sviluppi, con la magistratura impegnata nell’approfondimento di un filone che coinvolge altri soggetti legati alla vicenda. Nel contempo, i legali di Stasi seguono con attenzione ogni evoluzione che potrebbe incidere sul processo, compresa la possibile richiesta di revisione del processo qualora emergessero nuovi elementi di rilievo.

Alberto Stasi

Docu-serie con Alberto Stasi protagonista

Secondo quanto riportato dal giornalista Gabriele Parpiglia, è in fase di sviluppo una docu-serie dedicata ad Alberto Stasi prodotta da Groenlandia. La particolarità del progetto è che lo stesso Stasi racconterebbe la propria storia senza l’uso di attori, offrendo una narrazione in prima persona. L’accordo economico per la cessione dei diritti supererebbe i 500mila euro, cifra che testimonia la rilevanza mediatica ancora molto alta del caso.

Chiara Poggi

La distribuzione della serie è prevista per il 2028, data scelta in relazione all’andamento del filone investigativo parallelo. Tuttavia, l’avvocato De Rensis ha smentito le dichiarazioni di Parpiglia, sottolineando che il nuovo filone vede indagato Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi. Sebbene formalmente l’inchiesta su Sempio sia chiusa, la Procura di Pavia continua l’attività di analisi del materiale fornito dalla difesa e delle consulenze tecniche.

Andrea Sempio

Indagini in corso e approfondimenti tecnici

Il caso Garlasco rimane avvolto da numerosi interrogativi a quasi vent’anni dall’omicidio. Gli investigatori stanno riesaminando gli elementi delle prime indagini condotte nel 2007 per individuare possibili incongruenze o dettagli non adeguatamente considerati. Questi approfondimenti vengono seguiti con interesse dall’opinione pubblica e dalle parti coinvolte nel processo.

Tra gli aspetti ancora da definire vi è la consulenza psichiatrica affidata al dottor Roberto Catanesi, incaricato di valutare il profilo psicologico dell’indagato, la sua capacità di intendere e di volere all’epoca dei fatti e la sua eventuale pericolosità sociale attuale. I risultati di questa perizia potrebbero influenzare significativamente l’evoluzione delle indagini.

Parallelamente, non è escluso che la difesa di Alberto Stasi possa avanzare una richiesta di revisione del processo, fondata sui nuovi elementi e approfondimenti che stanno emergendo durante questi ultimi accertamenti investigativi.

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Maltempo Italia, la situazione precipita: auto sommerse e trascinate dall’acqua https://www.business.it/maltempo-italia-la-situazione-precipita-auto-sommerse-e-trascinate-dallacqua/ Thu, 02 Jul 2026 17:00:12 +0000 https://www.business.it/?p=156222 Un intenso nubifragio ha interessato questa mattina la provincia di Napoli, causando allagamenti diffusi e notevoli disagi in numerose località, da Brusciano all’area flegrea, fino all’isola di Ischia. In pochi minuti si è verificata una precipitazione eccezionale che ha messo in difficoltà il sistema di drenaggio delle acque, rendendo impraticabili diverse strade e sottopassi. Tra… Read More »Maltempo Italia, la situazione precipita: auto sommerse e trascinate dall’acqua

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Strade allagate in provincia di Napoli durante il nubifragio

Un intenso nubifragio ha interessato questa mattina la provincia di Napoli, causando allagamenti diffusi e notevoli disagi in numerose località, da Brusciano all’area flegrea, fino all’isola di Ischia. In pochi minuti si è verificata una precipitazione eccezionale che ha messo in difficoltà il sistema di drenaggio delle acque, rendendo impraticabili diverse strade e sottopassi.

Tra le zone più colpite figura Brusciano, dove la violenza della pioggia ha sommerso veicoli e trascinato detriti sulle carreggiate. Le immagini recenti mostrano vie completamente invase dall’acqua, con gravi ripercussioni sulla mobilità locale.

Auto sommerse e strade allagate a Brusciano

Il sindaco Giacomo Romano ha descritto la situazione di emergenza attraverso i canali social, evidenziando come la forza della bomba d’acqua abbia messo in ginocchio vaste aree della città metropolitana. Le pompe di drenaggio sono state attivate e monitorate, ma l’intensità della precipitazione ha superato la capacità di smaltimento.

Romano ha inoltre chiarito che, nonostante i controlli effettuati dall’azienda incaricata per garantire il funzionamento degli impianti, la quantità d’acqua caduta in mezz’ora ha provocato numerosi allagamenti. Il sindaco è in costante comunicazione con la Prefettura e ha sottolineato che l’elevato numero di emergenze sta limitando l’efficacia degli interventi dei Vigili del Fuoco.

Interventi dei Vigili del Fuoco durante il maltempo in Campania

Situazione critica anche a Pomigliano d’Arco, dove sono stati registrati circa 78 millimetri di pioggia. Diverse autovetture sono rimaste semisommerse, e un uomo è stato soccorso dopo essere rimasto bloccato in un sottopasso allagato.

Nel capoluogo, a Napoli Est, si sono misurati circa 80 millimetri di pioggia, con allagamenti diffusi in vari quartieri. In considerazione dell’allerta meteo prorogata fino alle 23:59 di venerdì 3 luglio, il Comune di Napoli ha disposto la chiusura di parchi pubblici, del pontile Nord di Bagnoli, delle spiagge e degli impianti sportivi all’aperto Ascarelli, Caduti di Brema e San Pietro a Patierno.

Gravi danni si registrano anche sull’isola di Ischia, dove il nubifragio ha provocato allagamenti estesi, infiltrazioni nelle attività commerciali e numerosi interventi di soccorso. Il sistema di smaltimento delle acque è stato sopraffatto, con diversi tombini saltati.

Un episodio rilevante è avvenuto in Piazza degli Eroi, dove la forza dell’acqua ha trascinato via un tombino, lasciando un pozzetto scoperto nel quale è rimasta incastrata un’automobile. Nel comune di Barano, nel parcheggio della Fonte di Nitrodi, un’auto e uno scooter sono stati completamente sommersi. In molte aree dell’isola, le caditoie non hanno retto l’intensità della pioggia, trasformando le strade in torrenti e causando danni diffusi in tutti i centri abitati.

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La costruzione del nuovo capitalismo italiano https://www.business.it/la-costruzione-del-nuovo-capitalismo-italiano/ Thu, 02 Jul 2026 15:50:21 +0000 https://www.business.it/?p=156027 Per molti osservatori il cosiddetto “risiko bancario” italiano appare come una semplice successione di offerte pubbliche, fusioni e acquisizioni tra grandi istituti di credito. Un susseguirsi di operazioni finanziarie spesso raccontate attraverso l’andamento dei titoli in Borsa o le dichiarazioni degli amministratori delegati. Ma osservando il fenomeno con maggiore attenzione emerge una realtà molto più… Read More »La costruzione del nuovo capitalismo italiano

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Per molti osservatori il cosiddetto “risiko bancario” italiano appare come una semplice successione di offerte pubbliche, fusioni e acquisizioni tra grandi istituti di credito. Un susseguirsi di operazioni finanziarie spesso raccontate attraverso l’andamento dei titoli in Borsa o le dichiarazioni degli amministratori delegati. Ma osservando il fenomeno con maggiore attenzione emerge una realtà molto più complessa.

Quella che si sta giocando oggi non è soltanto una competizione tra banche. È una trasformazione profonda del capitalismo italiano.

Per comprenderne il significato occorre andare oltre la cronaca delle singole operazioni e ricostruire il lungo percorso che ha portato il sistema economico italiano a cambiare i propri centri di potere. Per decenni il cuore della finanza nazionale è stato identificato con quello che veniva definito il “salotto buono”: un intreccio di partecipazioni incrociate, grandi famiglie imprenditoriali, banche d’affari e gruppi assicurativi che, pur mantenendo la concorrenza tra loro, contribuivano a garantire un certo equilibrio dell’intero sistema.

Quel modello, costruito soprattutto attorno alla figura di Enrico Cuccia e al ruolo di Mediobanca, ha rappresentato per oltre quarant’anni uno dei principali strumenti di governo del capitalismo italiano. Le grandi decisioni industriali passavano spesso attraverso un numero limitato di protagonisti, capaci di influenzare il destino delle principali imprese del Paese.

Oggi quello schema non esiste più.

La globalizzazione dei mercati finanziari, la crisi del 2008, la crescente presenza di investitori internazionali e le nuove regole europee hanno modificato profondamente gli equilibri. Al posto del vecchio sistema di relazioni si è affermato un capitalismo più aperto, più competitivo e, per molti aspetti, più contendibile. Ma questo non significa che siano scomparsi i centri di potere. Significa piuttosto che essi si sono spostati.

Ed è proprio questo il vero significato del risiko bancario.

Dalla grande crisi finanziaria al ritorno delle banche

La crisi finanziaria globale del 2008 ha rappresentato uno spartiacque anche per il sistema italiano. Molte banche hanno dovuto affrontare una lunga fase di ristrutturazione, caratterizzata da ricapitalizzazioni, riduzione dei crediti deteriorati e rafforzamento patrimoniale. Per anni la priorità non è stata crescere, ma sopravvivere.

Parallelamente, il sistema produttivo italiano ha attraversato una delle stagioni più difficili della propria storia recente. La contrazione del credito, la crisi dei consumi e il rallentamento degli investimenti hanno modificato il rapporto tra banche e imprese.

Negli ultimi anni, però, il quadro è cambiato nuovamente.

L’aumento dei tassi di interesse deciso dalla Banca Centrale Europea ha restituito redditività al settore bancario. I margini sono tornati a crescere, gli utili hanno raggiunto livelli record e gli istituti italiani hanno rafforzato sensibilmente la propria posizione patrimoniale. Intesa Sanpaolo e UniCredit sono oggi tra i gruppi bancari più solidi del continente, mentre Monte dei Paschi di Siena, dopo il lungo processo di risanamento seguito all’intervento pubblico, è tornata progressivamente a essere un soggetto contendibile sul mercato.

È in questo contesto che nasce il nuovo risiko.

Le operazioni che coinvolgono Intesa Sanpaolo, MPS, Banco BPM, Mediobanca e Generali non sono episodi isolati, ma tasselli di una strategia molto più ampia: ridefinire gli assetti del principale settore finanziario italiano in una fase in cui il consolidamento bancario è diventato una priorità anche a livello europeo.

Perché tutti guardano a Generali

Tra i nomi che ricorrono più frequentemente negli ultimi mesi c’è quello di Assicurazioni Generali. Non è un caso.

Generali non rappresenta soltanto il primo gruppo assicurativo italiano. È uno dei maggiori investitori istituzionali del Paese, gestisce enormi masse di risparmio e partecipa direttamente o indirettamente a numerosi equilibri finanziari nazionali.

Comprendere chi esercita influenza su Generali significa comprendere una parte importante del capitalismo italiano contemporaneo.

Ed è proprio per questo che negli ultimi anni attorno alla compagnia triestina si è sviluppato uno dei confronti più intensi tra grandi azionisti, fondazioni, holding finanziarie e gruppi bancari.

In questa partita assumono un ruolo rilevante anche soggetti come Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, e Francesco Gaetano Caltagirone, protagonisti di una strategia che punta a incidere sugli equilibri della finanza italiana ben oltre il semplice investimento azionario.

Nel messaggio successivo proseguirò con la parte dedicata a Intesa, UniCredit, Banco BPM, al ruolo del Governo, del Golden Power, della dimensione europea e concluderò l’articolo con l’analisi sul nuovo centro di gravità del capitalismo italiano.

Intesa, UniCredit e il nuovo equilibrio del credito italiano

Se Generali rappresenta il cuore del risparmio gestito italiano, le grandi banche costituiscono invece il principale strumento attraverso cui si finanziano famiglie, imprese e investimenti. È proprio questo il motivo per cui le operazioni degli ultimi mesi assumono un significato che va ben oltre la semplice crescita dimensionale dei singoli istituti.

Intesa Sanpaolo, guidata da Carlo Messina, continua a rappresentare il principale gruppo bancario nazionale per dimensioni, redditività e presenza sul territorio. Negli ultimi anni la banca ha perseguito una strategia prudente, puntando sulla crescita organica, sulla solidità patrimoniale e su una forte diversificazione delle attività. Tuttavia, il nuovo scenario competitivo ha imposto anche a Intesa una riflessione sul proprio ruolo nel consolidamento del sistema bancario italiano.

Parallelamente, UniCredit ha cambiato profondamente volto sotto la guida di Andrea Orcel. L’ex banchiere d’affari, arrivato nel 2021, ha avviato una trasformazione radicale dell’istituto, concentrandosi sulla redditività, sulla razionalizzazione dei costi e su una maggiore presenza nei mercati europei. La strategia di Orcel ha riportato UniCredit tra le banche più profittevoli del continente, ma ha anche rafforzato l’idea che il consolidamento bancario non possa più essere letto esclusivamente in chiave nazionale.

Le mosse di UniCredit in Germania, con l’interesse manifestato nei confronti di Commerzbank, dimostrano infatti come il mercato bancario europeo stia entrando in una nuova fase. Per la prima volta dopo molti anni, gli istituti di credito iniziano a guardare oltre i propri confini nazionali, anticipando quello che potrebbe diventare il prossimo passo dell’Unione bancaria europea.

In questo contesto si inseriscono anche Banco BPM e Monte dei Paschi di Siena.

Banco BPM rappresenta oggi uno degli istituti più appetibili del panorama italiano. La sua rete territoriale, la qualità degli attivi e la posizione competitiva lo rendono uno degli obiettivi più osservati dai grandi gruppi bancari.

Monte dei Paschi, invece, costituisce probabilmente il caso più emblematico della trasformazione del sistema bancario italiano. Dopo il salvataggio pubblico e il lungo processo di risanamento, la banca senese è tornata progressivamente a presentare bilanci solidi e una redditività crescente. Questo ha riaperto inevitabilmente il dibattito sul suo futuro industriale e sul possibile ruolo all’interno del consolidamento nazionale.

Il Governo osserva una partita che riguarda l’intero Paese

In questa fase il Governo mantiene formalmente una posizione di neutralità. Le operazioni societarie appartengono al mercato e devono seguire le regole della concorrenza.

Tuttavia sarebbe ingenuo pensare che l’esecutivo osservi queste dinamiche con distacco.

Il settore bancario rappresenta infatti un’infrastruttura strategica per qualsiasi economia avanzata. Attraverso il sistema del credito passano gli investimenti delle imprese, il finanziamento delle famiglie, la gestione del debito pubblico e una parte consistente del risparmio privato.

Per questo motivo strumenti come il Golden Power continuano a rappresentare una leva importante qualora fossero coinvolti asset ritenuti strategici per l’interesse nazionale.

La questione assume particolare rilievo anche alla luce della crescente presenza di investitori internazionali nel capitale delle principali società italiane. Il capitalismo nazionale è oggi molto più aperto rispetto al passato, ma proprio questa apertura impone una riflessione sul mantenimento di alcuni equilibri strategici.

Il capitalismo italiano cambia natura

Per comprendere ciò che sta accadendo è utile osservare un cambiamento più profondo.

Per gran parte del Novecento il potere economico italiano era fortemente legato alla grande industria manifatturiera. FIAT, Pirelli, Olivetti, Montedison e i grandi gruppi industriali rappresentavano il centro del sistema economico.

Oggi il baricentro si è progressivamente spostato.

La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane supera i cinquemila miliardi di euro. Una parte significativa di questo patrimonio viene gestita attraverso banche, assicurazioni, fondi comuni e gestori patrimoniali.

Questo significa che il controllo delle grandi istituzioni finanziarie assume un valore completamente diverso rispetto al passato.

Non si tratta soltanto di concedere prestiti o raccogliere depositi.

Si tratta di amministrare una parte rilevante del risparmio nazionale, finanziare imprese, sostenere investimenti infrastrutturali e partecipare direttamente agli equilibri dei principali gruppi industriali italiani.

In altre parole, il potere economico si è progressivamente spostato dalla fabbrica alla finanza.

La dimensione europea del risiko

Limitarsi a osservare le operazioni italiane sarebbe però riduttivo.

L’intero settore bancario europeo sta attraversando una fase di consolidamento.

La Banca Centrale Europea ha più volte sottolineato la necessità di creare gruppi bancari più solidi, efficienti e capaci di competere con i grandi operatori americani e asiatici.

Questo significa che il risiko italiano rappresenta soltanto una parte di un fenomeno molto più ampio.

Le operazioni che coinvolgono Crédit Agricole, Commerzbank, UniCredit, Banco BPM o Intesa Sanpaolo rispondono tutte a una stessa logica: costruire gruppi di dimensioni sufficienti per affrontare un mercato sempre più competitivo, caratterizzato da digitalizzazione, elevati investimenti tecnologici e crescente pressione regolamentare.

La sfida non riguarda soltanto le quote di mercato.

Riguarda la capacità dell’Europa di mantenere un sistema finanziario competitivo rispetto ai grandi colossi internazionali.

Chi controllerà il risparmio controllerà il capitalismo

Alla fine, il vero significato del risiko bancario italiano non risiede nelle singole offerte pubbliche di acquisto o nelle oscillazioni quotidiane dei titoli in Borsa.

La posta in gioco è molto più ampia.

Le banche, insieme alle grandi compagnie assicurative, amministrano oggi una parte decisiva del risparmio privato italiano. Finanziano imprese, sostengono investimenti, acquistano titoli di Stato e contribuiscono direttamente alla stabilità dell’intero sistema economico.

Chi esercita maggiore influenza su queste istituzioni esercita inevitabilmente un’influenza anche sugli equilibri del capitalismo nazionale.

Per questo motivo le operazioni degli ultimi mesi meritano di essere lette non come semplici vicende finanziarie, ma come il segnale di una trasformazione storica.

Il vecchio “salotto buono” costruito attorno a Mediobanca e alle grandi famiglie industriali appartiene ormai al passato.

Al suo posto sta emergendo un capitalismo diverso, più aperto ai mercati internazionali, più competitivo, ma anche più complesso.

È un capitalismo nel quale il potere economico non si misura più soltanto attraverso il controllo delle fabbriche, bensì attraverso la gestione del credito, del risparmio e delle grandi reti finanziarie.

Ed è proprio questa la vera partita che oggi si sta giocando in Italia: una partita silenziosa, lontana dai riflettori della politica quotidiana, ma destinata a influenzare profondamente il futuro dell’economia nazionale.

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“E alla fine quel giorno è arrivato”. Katia Pedrotti, la notizia sulla figlia Matilda https://www.business.it/e-alla-fine-quel-giorno-e-arrivato-katia-pedrotti-e-lei-a-dare-la-notizia-sulla-figlia-matilda-cosa-succede-foto/ Thu, 02 Jul 2026 13:11:58 +0000 https://www.business.it/?p=156214 Per oltre vent’anni, Katia Pedrotti e Ascanio Pacelli sono stati una delle coppie più seguite nate sotto i riflettori televisivi, a partire dal loro incontro nella casa del Grande Fratello. La coppia ha sempre mantenuto una vita familiare riservata, condividendo con i propri follower soprattutto i momenti più significativi della quotidianità. Recentemente, la notizia che… Read More »“E alla fine quel giorno è arrivato”. Katia Pedrotti, la notizia sulla figlia Matilda

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Per oltre vent’anni, Katia Pedrotti e Ascanio Pacelli sono stati una delle coppie più seguite nate sotto i riflettori televisivi, a partire dal loro incontro nella casa del Grande Fratello. La coppia ha sempre mantenuto una vita familiare riservata, condividendo con i propri follower soprattutto i momenti più significativi della quotidianità.

Recentemente, la notizia che ha suscitato emozione tra i fan riguarda la loro figlia maggiore, Matilda, che ha appena superato con successo l’esame di Maturità, un traguardo importante per la giovane.

Katia Pedrotti e Ascanio Pacelli

Per festeggiare questo momento, Katia Pedrotti ha pubblicato su Instagram due fotografie: una insieme a Matilda nel giorno dell’esame e un’altra che ritrae la ragazza da bambina nel suo primo giorno di scuola elementare, simbolo del percorso di crescita compiuto.

Accompagnando le immagini, Katia ha espresso con emozione il suo orgoglio: “E fu così che arrivò anche il giorno della tua Maturità… sembra ieri il tuo primo giorno di scuola elementare e oggi il tuo ciclo termina chiudendo così un capitolo bellissimo della tua e della nostra vita. Sono orgogliosa di te, del tuo percorso e di questo esame che ancora una volta mi ha fatto capire quanto sei in gamba”.

La showgirl ha inoltre raccontato alcuni aspetti del rapporto con la figlia, riconoscendo l’esistenza di momenti di confronto ma sottolineando la fiducia nelle capacità di Matilda: “Ci sono momenti in cui non sempre andiamo d’accordo, ma fanno parte del tuo cammino di vita e se a volte ti sembro distante (solo a te… lo sai che la chiamo libertà controllata) è semplicemente perché so quanto vali, quanto sei brava, caparbia e anche un piccolo martello pneumatico che va ad acchiapparsi i suoi successi con le sue sole mani!”.

Matilda insieme a Katia Pedrotti

Infine, Katia ha rivolto alla figlia un pensiero dedicato al futuro, manifestando piena fiducia: “Ora inizia un nuovo capitolo ma sono certa, che anche lì troverai la tua dimensione! Brava amore mio, ancora una volta hai saputo sorprendermi. Ti amo, la tua Mamma”.

Matilda, figlia di Katia Pedrotti

Il messaggio di Katia Pedrotti ha ricevuto numerosi commenti di affetto da parte dei fan e di personaggi del mondo dello spettacolo. La stessa Matilda ha risposto pubblicamente con poche parole: “Ti amo mamma”.

Questo scambio di messaggi testimonia il profondo legame tra madre e figlia, in un momento di festa che segna la fine di un importante percorso di studi e l’inizio di una nuova fase della vita, condivisa e sostenuta dall’intera famiglia.

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“Trasportato d’urgenza”. Sport sotto choc, terribile incidente stradale per il campione https://www.business.it/trasportato-durgenza-sport-sotto-choc-terribile-incidente-stradale-per-il-campione/ Thu, 02 Jul 2026 12:47:05 +0000 https://www.business.it/?p=156206 Un grave incidente stradale ha coinvolto Frankie Dettori, leggenda del galoppo mondiale, a Newmarket. Il sinistro ha suscitato preoccupazione tra gli appassionati di ippica e gli operatori del settore, data la gravità dell’impatto e le condizioni del campione. Le autorità e i soccorsi sono intervenuti tempestivamente per prestare assistenza al fantino italiano. Dettagli dell’incidente e… Read More »“Trasportato d’urgenza”. Sport sotto choc, terribile incidente stradale per il campione

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Un grave incidente stradale ha coinvolto Frankie Dettori, leggenda del galoppo mondiale, a Newmarket. Il sinistro ha suscitato preoccupazione tra gli appassionati di ippica e gli operatori del settore, data la gravità dell’impatto e le condizioni del campione. Le autorità e i soccorsi sono intervenuti tempestivamente per prestare assistenza al fantino italiano.

Dettagli dell’incidente e intervento dei soccorsi

L’incidente si è verificato quando l’auto guidata da Dettori è stata urtata nella parte posteriore destra da un altro veicolo, causando la perdita di controllo e il ribaltamento del mezzo. L’impatto ha richiesto un immediato intervento dei servizi di emergenza, che hanno trasportato il campione d’urgenza in ospedale per le cure necessarie.

Frankie Dettori in azione durante una corsa ippica

Condizioni cliniche del campione

Secondo le prime informazioni, Dettori ha riportato la frattura di diverse costole e quella di un pollice. Rimane ricoverato sotto osservazione per sottoporsi a ulteriori accertamenti diagnostici, tra cui una nuova Tac prevista nelle prossime ore. La situazione clinica è monitorata attentamente dal personale medico.

Frankie Dettori durante una gara di ippica

L’agenzia H Talent Management, che rappresenta il campione, ha confermato ufficialmente l’accaduto con un comunicato: “Possiamo confermare che Frankie Dettori è rimasto coinvolto in un incidente stradale a Newmarket nella serata di mercoledì 1 luglio. Un altro veicolo ha urtato la parte posteriore dell’auto che Frankie stava guidando, facendola girare su se stessa e ribaltare”.

Frankie Dettori in ospedale dopo l'incidente

Richiesta di rispetto della privacy

Nel medesimo comunicato, l’agenzia ha aggiunto: “Frankie è stato portato in ospedale, dove gli sono state riscontrate diverse costole rotte e la frattura di un pollice. Le sue ferite sono ancora in fase di valutazione e rimane sotto osservazione per ulteriori esami. Frankie desidera ringraziare i servizi di emergenza intervenuti sul posto, insieme ai medici, agli infermieri e a tutto il team che si sta prendendo cura di lui. Il suo obiettivo ora è riposare e recuperare”.

H Talent Management ha infine chiesto il rispetto della privacy del fantino durante questo delicato momento, precisando che non saranno rilasciati ulteriori commenti fino a nuovi aggiornamenti significativi.

Il mondo dell’ippica segue con attenzione l’evolversi della situazione, auspicando un pronto recupero per uno dei suoi protagonisti più amati.

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“Sta male”. Wimbledon, il campione è finito in ospedale https://www.business.it/sta-male-wimbledon-il-campione-e-finito-in-ospedale-cosa-succede/ Thu, 02 Jul 2026 10:53:33 +0000 https://www.business.it/?p=156199 Durante il torneo di Wimbledon, il giovane tennista americano Learner Tien ha vissuto un episodio inatteso e preoccupante che ha segnato la sua partecipazione. Eliminato al secondo turno dopo la sconfitta in quattro set contro Marton Fucsovics, Tien ha manifestato evidenti problemi di natura fisica che lo hanno costretto a interrompere più volte la partita… Read More »“Sta male”. Wimbledon, il campione è finito in ospedale

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Durante il torneo di Wimbledon, il giovane tennista americano Learner Tien ha vissuto un episodio inatteso e preoccupante che ha segnato la sua partecipazione. Eliminato al secondo turno dopo la sconfitta in quattro set contro Marton Fucsovics, Tien ha manifestato evidenti problemi di natura fisica che lo hanno costretto a interrompere più volte la partita e ad adottare misure insolite per contenere il malessere.

Nel corso dell’incontro, infatti, Tien ha chiesto un medical timeout a causa di disturbi allo stomaco che ne hanno compromesso la prestazione agonistica. Durante la pausa, il giocatore ha consumato diverse fette di pane, un rimedio poco comune nel tennis professionistico, dove normalmente si preferiscono banane o barrette energetiche.

Le difficoltà fisiche di Tien sono state tali da render necessario il ricorso a un supporto alimentare leggero. Il pane è stato scelto come soluzione per alleviare i crampi e i fastidi gastrici, ma non ha portato a un miglioramento significativo. Questa condizione ha influito sull’andamento della partita, conclusasi con la vittoria dell’avversario Fucsovics. Al termine della partita, la situazione clinica del giovane tennista ha richiesto ulteriori esami e un trasferimento in ospedale a Londra, dove è rimasto in osservazione per tutta la notte. Le condizioni non sono risultate gravi, ma hanno giustificato il ricovero per controlli approfonditi.

Successivamente, Tien ha pubblicato sui social un’immagine dalla stanza d’ospedale che mostra un pasto poco convenzionale per un atleta, composto da hamburger, patatine e altri prodotti tipici di una nota catena di fast food. Questo gesto, probabilmente legato a un momento di rifocillamento dopo le difficoltà fisiche, ha aggiunto un elemento insolito alla sua esperienza londinese durante Wimbledon. Questa vicenda rappresenta uno degli episodi più particolari e inaspettati di questa edizione del torneo, evidenziando come anche i giovani talenti possano trovarsi ad affrontare sfide fisiche impreviste durante competizioni di alto livello.

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Operazione della Polizia: sgominata un’associazione criminale per traffico internazionale: come operavano https://www.business.it/operazione-della-polizia-sgominata-un-associazione-criminale-per-traffico-internazionale-come-operavano/ Thu, 02 Jul 2026 10:41:36 +0000 https://www.business.it/?p=156193 Un traffico internazionale di mezzi da cantiere, acquistati o comunque acquisiti attraverso canali illeciti e poi destinati ai mercati esteri, è finito al centro di un’indagine della Polizia di Stato. L’attività investigativa è stata condotta dal Compartimento Polizia Stradale per l’Emilia-Romagna, che ha ricostruito i passaggi di una rete ritenuta capace di movimentare macchinari di… Read More »Operazione della Polizia: sgominata un’associazione criminale per traffico internazionale: come operavano

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Un traffico internazionale di mezzi da cantiere, acquistati o comunque acquisiti attraverso canali illeciti e poi destinati ai mercati esteri, è finito al centro di un’indagine della Polizia di Stato. L’attività investigativa è stata condotta dal Compartimento Polizia Stradale per l’Emilia-Romagna, che ha ricostruito i passaggi di una rete ritenuta capace di movimentare macchinari di grande valore, facendoli uscire dal territorio nazionale attraverso rotte commerciali apparentemente regolari.

Nel mirino degli investigatori sono finiti sollevatori telescopici, escavatori e altre macchine da lavoro, mezzi normalmente impiegati nei cantieri e particolarmente richiesti anche fuori dall’Italia. Secondo quanto accertato, i veicoli sarebbero stati raccolti e predisposti per l’esportazione, con una filiera organizzata in grado di gestire il trasferimento verso l’estero sfruttando gli scali portuali di Ravenna e Civitavecchia.

Le destinazioni individuate dagli investigatori portavano soprattutto verso Arabia Saudita e Libia. Proprio il passaggio attraverso i porti avrebbe rappresentato uno degli snodi decisivi dell’intero sistema, consentendo ai mezzi di lasciare il Paese e di essere immessi su mercati internazionali. Il valore complessivo dei beni coinvolti, secondo gli accertamenti, supera 1.800.000 euro.

La parte centrale dell’inchiesta riguarda però la natura dell’organizzazione che avrebbe gestito il traffico. La Polizia Stradale ritiene infatti di aver smascherato un’associazione criminale dedita all’acquisizione di un numero elevato di mezzi da cantiere di provenienza illecita, poi esportati all’estero. Non si sarebbe trattato, dunque, di episodi isolati, ma di un’attività strutturata, con ruoli e collegamenti interni ricostruiti dagli investigatori.

Sono 17 le persone indagate nell’ambito dell’operazione. Di queste, 8 risultano legate, a vario titolo, da un vincolo associativo. Per 6 indagati è stata disposta la misura degli arresti domiciliari, a conferma della gravità del quadro delineato dalle indagini e della consistenza degli elementi raccolti dagli investigatori.

L’operazione ha portato anche a un importante sequestro di beni. Sono stati recuperati 12 mezzi d’opera, 2 semirimorchi, 2 autocarri e 3 autovetture. Secondo quanto emerso, tutti i veicoli sequestrati sarebbero oggetto di riciclaggio e appropriazione indebita. L’intervento della Polizia di Stato ha così interrotto un circuito illecito che, attraverso mezzi di elevato valore economico e una proiezione internazionale, avrebbe alimentato un traffico capace di superare i confini nazionali.

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“Sarà presidente dopo Mattarella”. Quirinale, il centrodestra ha scelto: colpo di scena https://www.business.it/8220-sara-presidente-dopo-mattarella-8221-quirinale-il-centrodestra-ha-scelto-colpo-di-scena/ Thu, 02 Jul 2026 08:18:00 +0000 https://www.business.it/?p=156186 Le recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno riacceso il dibattito politico in vista dell’elezione del Presidente della Repubblica prevista per il 2029. L’intervento televisivo della premier ha portato al centro del confronto l’ipotesi che il centrodestra possa proporre un proprio candidato per il Colle, stimolando una prima analisi interna alla maggioranza sui… Read More »“Sarà presidente dopo Mattarella”. Quirinale, il centrodestra ha scelto: colpo di scena

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candidati quirinale meloni mattarella

Le recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno riacceso il dibattito politico in vista dell’elezione del Presidente della Repubblica prevista per il 2029. L’intervento televisivo della premier ha portato al centro del confronto l’ipotesi che il centrodestra possa proporre un proprio candidato per il Colle, stimolando una prima analisi interna alla maggioranza sui profili istituzionali ritenuti idonei.

Nonostante la distanza temporale dall’appuntamento elettorale, diversi osservatori considerano questa fase come un passaggio naturale per una coalizione di governo che inizia a valutare gli equilibri futuri e le figure in grado di rappresentare al massimo livello l’area politica di riferimento. Parallelamente, il dibattito mediatico ha trasformato la questione in un elenco di nomi potenzialmente papabili, coinvolgendo i principali esponenti della maggioranza.

Quirinale 2029: il dibattito politico dopo le dichiarazioni della premier

Le parole di Giorgia Meloni hanno suscitato reazioni immediate sul piano politico, focalizzando l’attenzione sul significato istituzionale di questa prospettiva. Secondo alcuni esponenti del centrodestra, è del tutto normale che una coalizione di governo consideri anche la possibilità di esprimere un Capo dello Stato.

In questo contesto, Gianfranco Fini ha commentato criticamente le reazioni dell’opposizione, sottolineando che il tema non dovrebbe essere un tabù e che la discussione è parte delle dinamiche politiche, nel pieno rispetto dei tempi e delle procedure previste dalla Costituzione.

Palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica

I nomi ipotizzati dal centrodestra: ministri e presidenti delle Camere tra i profili considerati

Tra le ipotesi emerse, il nome di Giorgia Meloni stessa viene indicato come possibile opzione in prospettiva, una valutazione richiamata anche da Gianfranco Rotondi, che non esclude una candidatura della premier in linea di principio.

All’interno di Fratelli d’Italia vengono citati altri nomi di rilievo istituzionale: Antonio Tajani, Guido Crosetto, Raffaele Fitto, Ignazio La Russa e Alfredo Mantovano. In particolare, la coincidenza del 2029 con la conclusione del mandato europeo di Fitto alimenta le considerazioni sul suo profilo.

Tra le figure menzionate vi è anche Giulio Tremonti, considerato un possibile protagonista per esperienza e ruolo. Parallelamente, si registra un raffreddamento sul nome di Carlo Nordio, pur senza elementi formali. Resta tra i papabili anche Marcello Pera, già presidente del Senato.

Giorgia Meloni e Sergio Mattarella in un incontro istituzionale

Le ipotesi in Forza Italia e Lega: Moratti, Fontana e Calderoli tra i profili valutati

Il confronto all’interno della maggioranza non appare omogeneo. Forza Italia mantiene interesse su Letizia Moratti, figura di rilievo istituzionale a livello nazionale e locale. La Lega, invece, avrebbe individuato tra i possibili candidati il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli.

Attualmente si tratta di valutazioni politiche preliminari, senza candidature ufficiali o percorsi definiti. Tuttavia, il ritorno del tema conferma come la prospettiva del 2029 continui a influenzare il confronto tra partiti, soprattutto in vista dei futuri assetti parlamentari.

Rotondi: “Gli equilibri si definiscono solo nella fase finale”

Nonostante il moltiplicarsi delle ipotesi, Gianfranco Rotondi invita alla prudenza, ricordando che l’elezione del Presidente della Repubblica si caratterizza spesso per dinamiche complesse e accordi che si definiscono solo nelle fasi conclusive del voto parlamentare.

Secondo Rotondi, l’elenco dei nomi riflette più la disponibilità di figure con adeguati profili istituzionali che certezze definitive. Viene inoltre sottolineato il ruolo rilevante dei presidenti delle due Camere, Fontana e La Russa, che tradizionalmente rientrano tra i possibili candidati al Colle in diversi momenti della storia repubblicana.

Il dibattito resta quindi ancora in una fase preliminare, ma l’attenzione politica e mediatica indica che la partita per il Quirinale, seppur lontana, ha già iniziato a influenzare le dinamiche tra alleati e opposizioni.

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Eruzione del vulcano Taal: colonna di cenere alta 1200 metri nelle Filippine https://www.business.it/8220-e-esploso-il-vulcano-8221-colonna-di-cenere-di-1200-metri-immagini-impressionanti/ Thu, 02 Jul 2026 07:36:09 +0000 https://www.business.it/?p=156182 Un’improvvisa eruzione del vulcano Taal nelle Filippine ha generato una massiccia colonna di cenere alta oltre 1200 metri, trasformando il paesaggio circostante e creando condizioni di visibilità ridotta. Le immagini e i dati registrati dalle autorità scientifiche mostrano un evento di grande impatto ambientale e umano, con tutte le attenzioni rivolte al monitoraggio costante della… Read More »Eruzione del vulcano Taal: colonna di cenere alta 1200 metri nelle Filippine

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Eruzione vulcano Taal con colonna di cenere nel cielo

Un’improvvisa eruzione del vulcano Taal nelle Filippine ha generato una massiccia colonna di cenere alta oltre 1200 metri, trasformando il paesaggio circostante e creando condizioni di visibilità ridotta. Le immagini e i dati registrati dalle autorità scientifiche mostrano un evento di grande impatto ambientale e umano, con tutte le attenzioni rivolte al monitoraggio costante della situazione.

Il risveglio del vulcano Taal nelle Filippine

Il vulcano Taal, situato nel cuore delle Filippine, ha dato origine a un’eruzione improvvisa e potente. Le telecamere dell’istituto locale di vulcanologia e sismologia hanno catturato il momento esatto in cui il cratere ha ceduto alla pressione interna, scatenando un’esplosione che ha scagliato in aria una grande quantità di materiale piroclastico. L’evento è stato documentato con precisione, evidenziando la gravità e la portata dell’eruzione.

Formazione della colonna di cenere e impatti immediati

La deflagrazione ha provocato la formazione di una gigantesca nube di cenere che si è rapidamente innalzata nel cielo, superando i 1200 metri di altezza. Questa colonna eruttiva ha oscurato parzialmente la luce solare, creando un muro di cenere che ha interessato un’ampia area circostante. Le condizioni atmosferiche e la qualità dell’aria sono state compromesse, con ripercussioni per l’agricoltura, la salute pubblica e la sicurezza del traffico aereo nella regione.

Monitoraggio scientifico e valutazione dei rischi

Le autorità scientifiche hanno immediatamente attivato il monitoraggio continuo dell’attività vulcanica, utilizzando strumenti avanzati per analizzare tremori, emissioni di gas e deformazioni del suolo. Questo controllo costante permette di rilevare tempestivamente eventuali cambiamenti e di prevedere possibili scenari evolutivi, garantendo una gestione efficace della situazione e la sicurezza della popolazione residente.

Misure di sicurezza e interventi delle autorità

Nonostante la pericolosità dell’evento, i responsabili della protezione civile hanno confermato che la situazione è sotto controllo. Sono pronti piani di evacuazione preventiva, ma al momento le misure adottate risultano sufficienti a contenere i rischi. Le comunicazioni ufficiali puntano a mantenere la calma e a garantire una gestione ordinata e responsabile dell’emergenza.

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Maltempo in Italia, violenta bufera crea disagi: vento fortissimo e grandinate https://www.business.it/ondata-di-maltempo-sull-8217-italia-temporali-e-crollo-termico-spezzano-il-grande-caldo-violenta-bufera-in-toscana/ Thu, 02 Jul 2026 07:19:44 +0000 https://www.business.it/?p=156177 La prima perturbazione significativa di luglio sta attraversando l’Italia, ponendo fine bruscamente alla persistente ondata di caldo subtropicale che ha interessato la penisola con temperature elevate e bollini rossi in oltre venti città. L’ingresso di una massa d’aria fredda in quota ha generato un’intensa fase di instabilità atmosferica, con il Dipartimento della Protezione Civile che… Read More »Maltempo in Italia, violenta bufera crea disagi: vento fortissimo e grandinate

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Tempesta intensa durante un'ondata di maltempo in Toscana

La prima perturbazione significativa di luglio sta attraversando l’Italia, ponendo fine bruscamente alla persistente ondata di caldo subtropicale che ha interessato la penisola con temperature elevate e bollini rossi in oltre venti città. L’ingresso di una massa d’aria fredda in quota ha generato un’intensa fase di instabilità atmosferica, con il Dipartimento della Protezione Civile che ha emesso allerte meteo arancioni e gialle per temporali, grandinate e forti raffiche di vento in diverse regioni, tra cui Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Campania.

Impatto della tempesta sulla Toscana occidentale

Durante la serata del 1 luglio, il fronte instabile ha colpito duramente la costa livornese, generando un violento downburst con raffiche di vento fino a 110 chilometri orari. Questo fenomeno ha causato danni significativi lungo la costa prima di estendersi verso l’entroterra. Le autorità locali hanno già avviato interventi per la rimozione dei detriti e la messa in sicurezza delle aree colpite.

Situazione attuale e monitoraggio della Protezione Civile

Alle prime luci dell’alba, il monitoraggio della Protezione Civile conferma il progressivo spostamento del nucleo principale verso il basso senese e il Grossetano, con la situazione che resta sotto stretta osservazione. Nel resto della Toscana, le condizioni meteorologiche stanno gradualmente migliorando, mentre l’attenzione si sposta verso le regioni centro-meridionali dove l’aria fredda sta iniziando a sostituire l’afa persistente.

Calo termico e condizioni meteorologiche nelle prime ore del 2 luglio

Il risveglio del 2 luglio è segnato da un netto calo delle temperature e della saturazione dell’aria su tutto il territorio toscano, con diminuzioni tra 5 e 7 gradi rispetto ai giorni precedenti. La ventilazione dai quadranti occidentali rimane sostenuta, mentre i meteorologi confermano che i fenomeni più violenti associati al downburst della notte sono ormai terminati.

violenta bufera italia

Danni e disagi nelle zone colpite

Le ultime segnalazioni dalle aree interessate confermano la gravità dei danni causati dalla tempesta sul litorale livornese. A Cecina e nelle zone limitrofe si registrano dehors distrutti, alberi abbattuti, coperture danneggiate e arredi esterni trascinati via dalle raffiche di vento. Il fronte instabile ha inoltre continuato la sua avanzata verso l’interno, portando intense piogge e grandinate nei territori di Volterra e Pomarance, prima di dirigersi verso la zona del Senese.

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“Non è normale”. Marito Roccella disperso, ora viene fuori tutto https://www.business.it/non-e-normale-marito-roccella-disperso-ora-viene-fuori-tutto/ Wed, 01 Jul 2026 19:58:13 +0000 https://www.business.it/?p=156171 Le operazioni di ricerca nelle acque di un lago rappresentano una delle sfide più impegnative per i soccorritori, soprattutto quando le caratteristiche naturali del bacino, come la visibilità ridotta e la conformazione del fondale, complicano ogni intervento. In questi casi, le ore che scorrono diventano un fattore chiave che incide profondamente sui tempi e sulle… Read More »“Non è normale”. Marito Roccella disperso, ora viene fuori tutto

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Veduta del lago di Vico con ambiente naturale e acque calme

Le operazioni di ricerca nelle acque di un lago rappresentano una delle sfide più impegnative per i soccorritori, soprattutto quando le caratteristiche naturali del bacino, come la visibilità ridotta e la conformazione del fondale, complicano ogni intervento. In questi casi, le ore che scorrono diventano un fattore chiave che incide profondamente sui tempi e sulle modalità di recupero.

Nel caso di persone disperse in aree lacustri, la combinazione di profondità, vegetazione sommersa e correnti interne può rappresentare un ostacolo significativo per le ricerche. Questa situazione è ben conosciuta dagli operatori del settore e dagli abitanti che vivono in prossimità di questi ambienti, dove la natura impone condizioni spesso imprevedibili.
Leggi anche: “Cosa ho visto!”. Il marito disperso nel lago: testimonianza shock della ministra Roccella

Continuano senza sosta le operazioni di ricerca di Luigi Cavallari, scomparso dopo un tuffo nelle acque del lago di Vico. L’intervento coinvolge squadre di sommozzatori e le forze dell’ordine, che stanno scandagliando l’intera area, mentre cresce la preoccupazione per la possibilità che il recupero richieda tempi prolungati.

Con il trascorrere delle ore, aumenta il timore che le difficoltà naturali del lago possano influenzare negativamente l’esito delle ricerche. Le condizioni subacquee complesse rendono infatti ogni operazione particolarmente delicata e rallentano le attività di perlustrazione.

Sommozzatori impegnati nelle ricerche subacquee nel lago di Vico

Secondo le testimonianze di chi conosce bene il lago di Vico, il fondale si caratterizza per elementi che complicano le ricerche, come fitte zone di vegetazione sommersa, profondi canaloni e correnti interne capaci di spostare oggetti e ridurre la visibilità.

Volontari e pescatori locali sottolineano che, in queste condizioni, i corpi possono rimanere intrappolati sott’acqua per lunghi periodi, emergendo solo in circostanze particolari. Per questo motivo, nonostante l’impiego di tecnologie avanzate da parte delle squadre di soccorso, esistono dubbi sulla possibilità di un ritrovamento rapido.

La storia recente del lago conferma la complessità delle operazioni di recupero, con numerosi casi che hanno richiesto interventi prolungati nel tempo.

Dal 2011 il lago di Vico è stato scenario di vari incidenti di annegamento. In diverse occasioni i corpi sono stati recuperati solo dopo settimane o mesi, talvolta riaffiorando casualmente o grazie all’attività dei pescatori. Una vittima, secondo quanto riferito dalla comunità locale, non è mai stata identificata.

L’episodio più recente risale allo scorso anno, quando un uomo è deceduto per un malore durante un bagno nella stessa zona dove è scomparso Luigi Cavallari, circostanza che mantiene alta l’attenzione sulla pericolosità del bacino.

Panorama del lago di Vico con vegetazione e rilievi circostanti

Gli abitanti del territorio respingono l’etichetta di “lago maledetto”, ma richiamano alla massima prudenza chi frequenta la zona. Le acque, anche in piena estate, possono presentare temperature molto basse e correnti interne insidiose, spesso invisibili dalla superficie, che diventano pericolose anche a pochi metri dalla riva.

Il lago di Vico è un ambiente naturale che richiede rispetto e consapevolezza dei rischi. Un delicato equilibrio tra bellezza paesaggistica e pericolosità, che torna al centro dell’attenzione in queste ore segnate dalle ricerche di Luigi Cavallari e dall’apprensione della comunità locale.

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“È nata la nostra Dalila”. Mamma alla terza: fiocco rosa per l’amata ragazza della Rai https://www.business.it/e-nata-la-nostra-dalila-mamma-alla-terza-fiocco-rosa-per-l-amata-ragazza-della-rai/ Wed, 01 Jul 2026 15:58:02 +0000 https://www.business.it/?p=156162 Per il pubblico, Domiziana Giovinazzo è sempre stata la dolce Elena di Un medico in famiglia, la bambina cresciuta sotto i riflettori tra le mura di una serie amata da tutti. Oggi, lontana dalle telecamere, ha scelto una scena diversa, quella della famiglia e dell’intimità. Recentemente, un annuncio semplice ma emozionante ha riportato alla luce… Read More »“È nata la nostra Dalila”. Mamma alla terza: fiocco rosa per l’amata ragazza della Rai

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Ritratto di Domiziana Giovinazzo

Per il pubblico, Domiziana Giovinazzo è sempre stata la dolce Elena di Un medico in famiglia, la bambina cresciuta sotto i riflettori tra le mura di una serie amata da tutti. Oggi, lontana dalle telecamere, ha scelto una scena diversa, quella della famiglia e dell’intimità. Recentemente, un annuncio semplice ma emozionante ha riportato alla luce affetti e ricordi, raccontando una gioia nuova e profonda.

Questa volta non si tratta di un ritorno sotto i riflettori, ma di un momento privato, condiviso con delicatezza, che ha scaldato il cuore di chi l’ha seguita sin dall’inizio.

Domiziana Giovinazzo in un ritratto recente

Mamma per la terza volta: l’attesa di un fiocco rosa

Negli ultimi mesi, la gravidanza di Domiziana era stata accolta come una dolce carezza. Poche parole e tanta emozione trattenuta, condivisa solo con chi non ha mai smesso di amarla. Dopo due maschietti, questa volta la famiglia si è preparata ad accogliere una bambina, una novità capace di riaccendere speranze e sogni.

Il pensiero di riorganizzare la casa, la tenerezza dei fratelli maggiori pronti a diventare custodi e complici: un quadro familiare che si tinge di colori sempre più intensi, in attesa di Dalila.

Domiziana Giovinazzo durante l'attesa della terza figlia

“La nostra Dalila”: l’annuncio dolce su Instagram

Il 16 giugno 2026, Domiziana ha scelto Instagram per condividere la nascita della sua terza figlia. Un’immagine semplice ma carica di significato: le mani dei genitori che stringono quella piccolissima della neonata, formando un cuore. Tutto ciò che serve per raccontare un amore immenso, senza bisogno di parole.

La didascalia, breve e intensa, dice tutto: “La nostra Dalila, 16/06/2026”, un nome e una data che sigillano un momento di felicità pura.

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Simona Ventura, brutte notizie: questa proprio non ci voleva https://www.business.it/simona-ventura-brutte-notizie-questa-proprio-non-ci-voleva/ Wed, 01 Jul 2026 14:44:17 +0000 https://www.business.it/?p=156155 A poche settimane dalla svelata dei palinsesti Mediaset, emergono voci che mettono in discussione la presenza di un format amatissimo dal pubblico. Tra conferme e dubbi, il destino del Grande Fratello Nip appare ora più fragile che mai, con ripercussioni dirette sulla carriera di una delle conduttrici più riconosciute della televisione italiana. Le indiscrezioni, che… Read More »Simona Ventura, brutte notizie: questa proprio non ci voleva

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simona ventura brutta notizia

A poche settimane dalla svelata dei palinsesti Mediaset, emergono voci che mettono in discussione la presenza di un format amatissimo dal pubblico. Tra conferme e dubbi, il destino del Grande Fratello Nip appare ora più fragile che mai, con ripercussioni dirette sulla carriera di una delle conduttrici più riconosciute della televisione italiana.

Le indiscrezioni, che si fanno sempre più insistenti, potrebbero segnare un punto di svolta per la prossima stagione televisiva, lasciando i fan in attesa di risposte ufficiali.

Il destino incerto del Grande Fratello Nip

L’esperto di gossip Lorenzo Pugnaloni ha rivelato tramite le sue storie Instagram che il Grande Fratello Nip non sarebbe inserito nei programmi ufficiali di Mediaset per la prossima stagione. Un dettaglio ancor più significativo è che i casting, solitamente primo passo per l’avvio di una nuova edizione, non sarebbero stati aperti.

simona ventura brutta notizia

Questa possibile sospensione del format rappresenterebbe un duro colpo per il programma stesso e per Simona Ventura, reduce dalla sua ultima esperienza alla conduzione del reality.

Ascolti deludenti e conseguenze

Al centro di questa scelta potrebbero esserci soprattutto i risultati Auditel dell’ultima stagione, andata in onda da ottobre a dicembre. La finale ha raccolto solo 1 milione e 620 mila spettatori con uno share del 14,33%, cifre che segnano il record negativo nella storia del programma.

Questi dati hanno probabilmente influenzato le strategie Mediaset, impegnata in una riorganizzazione complessiva della sua offerta di intrattenimento.

Approfondiremo ulteriori dettagli nella sezione successiva

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“Scossa fortissima”. Terremoto improvviso, terrore tra gli abitanti https://www.business.it/scossa-fortissima-terremoto-improvviso-terrore-tra-gli-abitanti/ Wed, 01 Jul 2026 13:11:13 +0000 https://www.business.it/?p=156147 La Grecia ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 4.6 nella tarda mattinata di mercoledì 1 luglio, un evento che ha destato preoccupazione tra la popolazione pur senza causare danni. Il sisma, localizzato nel centro del Paese con una profondità di 92 chilometri, è stato avvertito alle 12:54 ora locale (11:54 in Italia). La… Read More »“Scossa fortissima”. Terremoto improvviso, terrore tra gli abitanti

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La Grecia ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 4.6 nella tarda mattinata di mercoledì 1 luglio, un evento che ha destato preoccupazione tra la popolazione pur senza causare danni. Il sisma, localizzato nel centro del Paese con una profondità di 92 chilometri, è stato avvertito alle 12:54 ora locale (11:54 in Italia).

La profondità significativa ha attenuato gli effetti in superficie, limitando l’impatto visibile. Questa scossa rientra nella normale attività sismica della regione, caratterizzata da movimenti tettonici frequenti e distribuiti su un ampio territorio.

Mappa delle zone sismiche in Grecia

La posizione geografica della Grecia è influenzata dall’interazione tra la placca africana e la placca euroasiatica, insieme ai movimenti della microplacca egea. Questa complessa dinamica genera una rete di faglie attive che si estende su diverse aree del Paese.

Le regioni interessate dalla sismicità comprendono il Mar Ionio, il Peloponneso, la Grecia centrale, il Golfo di Corinto e l’arcipelago dell’Egeo. Ogni anno si registrano migliaia di eventi sismici, perlopiù di bassa intensità. Il terremoto dell’1 luglio, con la sua profondità elevata, è coerente con i processi di subduzione tipici del sottosuolo locale, dove le tensioni tettoniche si accumulano e si rilasciano periodicamente.

Sismografo che registra una scossa di terremoto

La Grecia è una delle aree sismicamente più attive del Mediterraneo, con una storia segnata da eventi di grande intensità. Tra i più rilevanti si ricorda il terremoto del 365 d.C. a Creta, uno dei più potenti mai documentati nel bacino del Mediterraneo, che causò danni estesi.

Nel XX secolo, la sequenza sismica del 1953 nelle Isole Ionie ha provocato gravi distruzioni, mentre più recentemente il terremoto del 30 ottobre 2020 nell’area dell’Egeo, di magnitudo 7, ha causato vittime e ingenti danni anche nelle zone limitrofe. Questi eventi confermano la natura strutturale e permanente della sismicità greca, dove scosse come quella odierna rappresentano fenomeni ordinari della dinamica del sottosuolo.

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Scuola italiana in lutto, addio alla maestra Silvia: guerriera armata di sorriso https://www.business.it/scuola-italiana-in-lutto-addio-alla-maestra-silvia-guerriera-armata-di-sorriso/ Wed, 01 Jul 2026 12:14:59 +0000 https://www.business.it/?p=156141 È con profonda tristezza che l’istituto comprensivo di Cucciago, Grandate e Casnate con Bernate annuncia la scomparsa di Silvia Puricelli, insegnante di sostegno alla scuola primaria “Carlo Giuseppe Molteni” di Cucciago, morta all’età di 46 anni dopo una lunga malattia. Silvia avrebbe compiuto 47 anni il prossimo 28 luglio. Residente a Cassina Rizzardi, lascia il… Read More »Scuola italiana in lutto, addio alla maestra Silvia: guerriera armata di sorriso

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È con profonda tristezza che l’istituto comprensivo di Cucciago, Grandate e Casnate con Bernate annuncia la scomparsa di Silvia Puricelli, insegnante di sostegno alla scuola primaria “Carlo Giuseppe Molteni” di Cucciago, morta all’età di 46 anni dopo una lunga malattia. Silvia avrebbe compiuto 47 anni il prossimo 28 luglio.

Residente a Cassina Rizzardi, lascia il figlio Leonardo di 12 anni, oltre ai genitori e due fratelli. L’ultimo saluto si è tenuto nella chiesa di Sant’Agata a Bulgarograsso, dove familiari, colleghi, amici e numerosi cittadini si sono riuniti per commemorare la sua figura.

I colleghi ricordano Silvia come una persona capace di trasmettere entusiasmo e positività. Il suo percorso professionale è iniziato come educatrice, per poi superare il concorso da insegnante di sostegno e proseguire la carriera all’interno dell’istituto comprensivo. Dopo un periodo presso la scuola primaria di Casnate con Bernate, dal 2021 insegnava alla scuola primaria di Cucciago.

Silvia Puricelli, insegnante di sostegno della scuola primaria Carlo Giuseppe Molteni

Daria Cappelletti, collaboratrice della dirigente scolastica, la descrive come un “vulcano di idee”, creativa e appassionata di arte, pittura e teatro. Silvia accoglieva con entusiasmo ogni progetto scolastico e si distingueva per il suo sorriso, un tratto che non ha mai perso, neppure nei momenti più difficili.

Nonostante la malattia che l’ha accompagnata per anni, Silvia Puricelli non ha mai abbandonato il suo legame con la scuola. Quando le cure glielo permettevano, tornava in classe con i suoi alunni e negli ultimi mesi ha mantenuto un contatto costante con colleghe e amici tramite telefonate e messaggi.

La sua scomparsa ha suscitato profonda commozione nell’intera comunità scolastica. La dirigente dell’istituto, Adriana Reccia, insieme al personale, ha espresso vicinanza alla famiglia affermando che Silvia resterà per sempre nel cuore dei bambini e di chi ha avuto la fortuna di incontrarla lungo il suo cammino. Anche le colleghe della scuola primaria di Cucciago hanno dedicato un messaggio di affetto: “Grazie per i sorrisi e la tua gioia contagiosa. Un forte abbraccio a Leonardo, ai tuoi genitori e ai tuoi fratelli.”

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“Quindi è indagato anche lui?”. Garlasco, la mossa del pm e la novità sul caso https://www.business.it/quindi-e-indagato-anche-lui-colpo-di-scena-su-garlasco-cosa-e-successo-in-procura-video/ Wed, 01 Jul 2026 11:51:09 +0000 https://www.business.it/?p=156134 L’inchiesta sul delitto di Garlasco si avvicina a un momento cruciale, ma la conclusione delle indagini è prevista probabilmente dopo l’estate. Gli accertamenti proseguono e ogni nuovo dettaglio dal fascicolo viene seguito con attenzione, suscitando interesse nell’opinione pubblica. Oltre al filone principale riguardante l’omicidio di Chiara Poggi, è emersa una vicenda parallela che coinvolge uno… Read More »“Quindi è indagato anche lui?”. Garlasco, la mossa del pm e la novità sul caso

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L’inchiesta sul delitto di Garlasco si avvicina a un momento cruciale, ma la conclusione delle indagini è prevista probabilmente dopo l’estate. Gli accertamenti proseguono e ogni nuovo dettaglio dal fascicolo viene seguito con attenzione, suscitando interesse nell’opinione pubblica.

Oltre al filone principale riguardante l’omicidio di Chiara Poggi, è emersa una vicenda parallela che coinvolge uno dei protagonisti delle prime fasi investigative. La questione è tornata al centro del dibattito dopo la diffusione integrale della deposizione di Gennaro Cassese, carabiniere che coordinò le prime indagini, avvenuta durante la trasmissione Quarta Repubblica.

Carabinieri impegnati nelle indagini a Garlasco

La testimonianza del 27 giugno 2025, già anticipata dal Corriere della Sera, ha avuto un forte impatto pubblico grazie alla diffusione integrale di immagini e audio. Al centro della deposizione vi è la sovrapposizione oraria tra il verbale di Andrea Sempio e quello di Alessandro Biasibetti del 4 ottobre 2008, oltre al tema dello scontrino del parcheggio.

Durante l’interrogatorio, Cassese ha spiegato di non ricordare con precisione i dettagli relativi al biglietto del parcheggio e alle modalità di verbalizzazione, ammettendo di non avere una visione nitida di quei momenti. Ha inoltre chiarito che nei suoi verbali riporta quanto accade, ma non ha memoria esatta di alcune situazioni specifiche.

Il carabiniere ha inoltre affrontato il tema dell’intervento dell’ambulanza, presente nella documentazione acquisita, ma ha dichiarato di non ricordare se vi fosse stato un malore durante le verbalizzazioni quel giorno, invitando a verificare i registri per confermare i fatti.

Chiara Poggi, vittima del delitto di Garlasco

Nel corso del confronto, è emersa una fase critica quando il pubblico ministero ha richiamato Cassese sulle conseguenze di dichiarazioni false o reticenti, citando l’articolo 371 bis del Codice penale. Cassese ha risposto sottolineando di non ricordare alcuni dettagli dopo 18 anni, mentre il pm ha interrotto il verbale ricordando i doveri di veridicità.

La parte finale dell’interrogatorio ha suscitato un acceso dibattito sui social network, dove il richiamo del pm è stato interpretato da alcuni come prova dell’iscrizione di Cassese nel registro degli indagati per false informazioni. Altri hanno invece considerato la comunicazione un semplice avvertimento procedurale.

Lo scorso maggio il Corriere della Sera riportò l’esistenza di presunte indagini a carico dell’ex capitano dei carabinieri per false informazioni al pubblico ministero. Cassese confermò l’interrogatorio senza fornire dettagli e precisò di non aver ricevuto notifiche ufficiali riguardo a un suo coinvolgimento come indagato.

La situazione rimane dunque poco chiara in attesa di chiarimenti ufficiali dalla Procura, mentre l’inchiesta sul delitto continua a svilupparsi con nuovi accertamenti.

Sede della Procura di Pavia impegnata nel caso Garlasco

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Attentato a Monaco, paura in Italia: “Ecco dove si nasconde”. Panico https://www.business.it/attentato-a-monaco-paura-in-italia-ecco-dove-si-nasconde-panico/ Wed, 01 Jul 2026 11:18:32 +0000 https://www.business.it/?p=156129 Prosegue la ricerca del responsabile dell’attentato dinamitardo avvenuto lunedì sera nel Principato di Monaco. Secondo fonti investigative riportate dal Corriere della Sera, il sospettato potrebbe aver varcato il confine italiano dopo la fuga. Le indagini ipotizzano che l’uomo, dopo essersi nascosto nella cittadina francese di Beausoleil, confinante con Monaco, abbia raggiunto il territorio italiano, situato… Read More »Attentato a Monaco, paura in Italia: “Ecco dove si nasconde”. Panico

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Prosegue la ricerca del responsabile dell’attentato dinamitardo avvenuto lunedì sera nel Principato di Monaco. Secondo fonti investigative riportate dal Corriere della Sera, il sospettato potrebbe aver varcato il confine italiano dopo la fuga.

Le indagini ipotizzano che l’uomo, dopo essersi nascosto nella cittadina francese di Beausoleil, confinante con Monaco, abbia raggiunto il territorio italiano, situato a pochi chilometri di distanza. Al momento non sono state fornite conferme ufficiali su questa dinamica.

Il procuratore generale del Principato, Stéphane Thibault, ha fatto il punto sull’inchiesta, sottolineando la collaborazione tra le autorità di Monaco e Francia. Ha assicurato che si stanno adottando tutte le misure necessarie per identificare e arrestare il sospettato il prima possibile. Al momento, non è stata confermata alcuna matrice terroristica per l’attentato. Il fascicolo aperto riguarda i reati di tentato omicidio e deposito di ordigni esplosivi in luogo pubblico.

Secondo quanto emerso, il responsabile avrebbe lasciato un pacco contenente l’ordigno all’ingresso di un edificio residenziale, per poi allontanarsi a piedi. Le telecamere di sorveglianza lo hanno ripreso mentre si dirigeva verso Beausoleil, dove ha fatto perdere le proprie tracce.

Le forze dell’ordine francesi sono intervenute per tentare di identificarlo e tracciare i suoi movimenti. Gli investigatori stanno esaminando ogni possibile via di fuga, inclusa la possibilità che il sospettato abbia attraversato il confine italiano. La cooperazione tra le autorità di Monaco, Francia e Italia continua senza sosta per rintracciare il colpevole dell’attentato.

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Operazione della Polizia: sgominata un’associazione criminale dedita al riciclaggio internazionale https://www.business.it/operazione-della-polizia-sgominata-unassociazione-criminale-dedita-al-riciclaggio-internazionale/ Wed, 01 Jul 2026 10:25:42 +0000 https://www.business.it/?p=156123 Una complessa operazione della Polizia di Stato ha permesso di smantellare un’organizzazione criminale transnazionale specializzata nel riciclaggio e nell’esportazione all’estero di mezzi da cantiere rubati o illecitamente sottratti ai legittimi proprietari. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna e condotta dagli investigatori della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale per l’Emilia-Romagna, ha… Read More »Operazione della Polizia: sgominata un’associazione criminale dedita al riciclaggio internazionale

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Una complessa operazione della Polizia di Stato ha permesso di smantellare un’organizzazione criminale transnazionale specializzata nel riciclaggio e nell’esportazione all’estero di mezzi da cantiere rubati o illecitamente sottratti ai legittimi proprietari. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna e condotta dagli investigatori della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale per l’Emilia-Romagna, ha portato all’esecuzione di numerose misure cautelari e al sequestro di decine di veicoli riconducibili all’attività illecita. L’operazione, denominata “Benna”, ha consentito di interrompere un traffico internazionale che aveva già movimentato mezzi per un valore superiore a 1,8 milioni di euro.

L’inchiesta era partita nell’ottobre del 2025, quando gli investigatori avevano avviato accertamenti su una serie di episodi di appropriazione indebita, furto, ricettazione, riciclaggio di veicoli industriali e falsificazione documentale. Con il passare dei mesi, le attività investigative hanno fatto emergere l’esistenza di una struttura criminale ben organizzata, con una precisa gerarchia interna e un sistema ormai consolidato per acquisire mezzi d’opera di provenienza illecita e farli sparire rapidamente oltre i confini nazionali.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo riusciva a impossessarsi di sollevatori telescopici, escavatori e altre macchine da lavoro che, dopo essere state “ripulite”, venivano esportate principalmente in Arabia Saudita e in Libia attraverso i porti di Ravenna e Civitavecchia. Per rendere più difficile risalire alla loro provenienza, gli indagati si servivano di società fittizie riconducibili ai vertici dell’organizzazione oppure intestate a persone compiacenti, creando così una rete destinata a mascherare l’origine dei mezzi e a favorirne la commercializzazione all’estero.

La svolta nelle indagini è arrivata grazie a un intervento tempestivo della Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Ravenna. Nel corso di un’attività investigativa definita “lampo”, gli agenti sono riusciti a individuare e sequestrare due macchine operatrici già pronte per essere imbarcate nel porto di Ravenna su una nave diretta in Arabia Saudita. I mezzi erano stati completamente alterati: riportavano nuove targhette identificative e disponevano di documentazione per l’esportazione risultata falsa, elementi che avrebbero consentito loro di superare i controlli e lasciare il territorio nazionale senza destare sospetti.

Gli approfondimenti investigativi successivi hanno consentito di individuare quella che gli inquirenti descrivono come una vera e propria fabbrica specializzata nel “taroccamento” dei veicoli. All’interno della struttura venivano modificati gli elementi identificativi delle macchine e prodotti documenti di circolazione contraffatti, così da impedire qualsiasi collegamento con i reali proprietari e favorire la successiva reimmissione dei mezzi nei mercati esteri.

L’operazione si è conclusa con l’iscrizione nel registro degli indagati di 17 persone, delle quali 8 accusate, a vario titolo, di far parte dell’associazione criminale. Per sei di loro sono stati disposti gli arresti domiciliari. Contestualmente, la Polizia di Stato ha sequestrato 12 mezzi d’opera, due semirimorchi, due autocarri e tre autovetture, tutti ritenuti oggetto di riciclaggio o appropriazione indebita.

Per ricostruire l’intera rete criminale, gli investigatori hanno fatto ricorso a una vasta attività tecnica e sul territorio. Le indagini sono state condotte attraverso servizi di osservazione, controllo e pedinamento, affiancati dall’analisi dei tabulati telefonici e dei dati delle celle, oltre a intercettazioni telefoniche che hanno permesso di delineare ruoli, collegamenti e modalità operative dell’organizzazione, fino a ricostruire l’intera filiera del traffico internazionale di mezzi da cantiere rubati.

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“Tonfo senza precedenti”. Sondaggi, un partito crolla e un altro festeggia (di brutto) https://www.business.it/tonfo-senza-precedenti-sondaggi-un-partito-crolla-e-un-altro-festeggia-di-brutto/ Wed, 01 Jul 2026 09:55:45 +0000 https://www.business.it/?p=156117 Le ultime rilevazioni dei sondaggi politici indicano un significativo arretramento per i due principali partiti italiani. Secondo la media elaborata da Termometro Politico, Fratelli d’Italia si attesta al 28%, mentre il Partito Democratico scende al 21,1%, segnando per entrambi i partiti i valori più bassi dall’elezione europea del 2024. Analisi delle rilevazioni demoscopiche L’analisi considera… Read More »“Tonfo senza precedenti”. Sondaggi, un partito crolla e un altro festeggia (di brutto)

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Giorgia Meloni, Elly Schlein e Roberto Vannacci

Le ultime rilevazioni dei sondaggi politici indicano un significativo arretramento per i due principali partiti italiani. Secondo la media elaborata da Termometro Politico, Fratelli d’Italia si attesta al 28%, mentre il Partito Democratico scende al 21,1%, segnando per entrambi i partiti i valori più bassi dall’elezione europea del 2024.

Analisi delle rilevazioni demoscopiche

L’analisi considera i dati raccolti tra il 21 e il 27 giugno da sette istituti: Swg, Emg, Tecnè, Bidimedia, Ipsos, Lab 21 e Termometro Politico. Gli esperti evidenziano come il calo coinvolga i partiti che negli ultimi anni hanno dominato la scena politica, in un contesto di crescente frammentazione del consenso elettorale.

Per Fratelli d’Italia, guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il 28% rappresenta una flessione rispetto al 28,9% ottenuto alle Europee del 2024, pur mantenendo il primato tra le forze politiche italiane.

Situazione del Partito Democratico e altri partiti

Anche il Partito Democratico, sotto la guida di Elly Schlein, registra una fase di difficoltà, fermandosi al 21,1%, in calo rispetto al 24% delle elezioni europee di due anni fa. Si tratta del dato più basso dal post consultazione europea.

In crescita si segnala il Movimento 5 Stelle, che supera il 13% nel 2026, attestandosi al 13,1%. Il partito di Giuseppe Conte guadagna oltre due punti e mezzo rispetto al 10,4% delle Europee del 2024.

Forza Italia mostra una situazione più stabile con il 7,9%, sotto il 9,2% delle Europee, mentre Alleanza Verdi e Sinistra si attesta al 6,3%, in leggera flessione rispetto al 6,8% precedente.

Declino della Lega e l’ascesa di Futuro Nazionale

La Lega, guidata da Matteo Salvini, continua il suo momento negativo scendendo al 6,2%, il livello più basso dell’ultimo decennio, in calo rispetto all’8,6% delle Europee 2024.

Tra le forze centriste, Azione risale al 3,1%, mentre Italia Viva cresce leggermente al 2,3%. +Europa scende invece all’1,5% rispetto all’1,8% precedente.

La novità più significativa è la crescita di Futuro Nazionale, guidato da Roberto Vannacci, che raggiunge il 5,5%. In appena due mesi il partito è passato dal 3,5% al dato attuale, influenzando gli equilibri all’interno del centrodestra.

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Nel 2025 Brunetta si porta a casa 215mila euro di stipendio https://www.business.it/nel-2025-brunetta-si-porta-a-casa-215mila-euro-di-stipendio/ Wed, 01 Jul 2026 09:46:16 +0000 https://www.business.it/?p=156113 Il compenso del presidente del Cnel torna al centro del dibattito dopo la pubblicazione dei dati relativi al 2025. A far discutere è l’incremento dello stipendio percepito da Renato Brunetta, che nell’ultimo anno ha raggiunto una cifra ben superiore rispetto a quella registrata dodici mesi prima. L’aumento si inserisce nel quadro della riorganizzazione dell’ente, tornato… Read More »Nel 2025 Brunetta si porta a casa 215mila euro di stipendio

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Il compenso del presidente del Cnel torna al centro del dibattito dopo la pubblicazione dei dati relativi al 2025. A far discutere è l’incremento dello stipendio percepito da Renato Brunetta, che nell’ultimo anno ha raggiunto una cifra ben superiore rispetto a quella registrata dodici mesi prima. L’aumento si inserisce nel quadro della riorganizzazione dell’ente, tornato negli ultimi anni a occupare un ruolo più rilevante dopo un lungo periodo in cui era rimasto ai margini dell’attività istituzionale.

Il Cnel, considerato da molti un organismo rimasto per anni in secondo piano, è stato infatti rilanciato durante il governo Meloni, con nuovi fondi e una rinnovata attenzione alle sue funzioni. Alla guida dell’ente c’è Renato Brunetta, che oltre alla presidenza mantiene anche il trattamento pensionistico maturato nella sua carriera politica. Una situazione che contribuisce ad alimentare il confronto sui costi degli incarichi pubblici e sulle risorse destinate all’organismo.

Secondo i dati riferiti al 2025, lo stipendio annuo lordo percepito dal presidente del Cnel ammonta a 215.764,45 euro. Il dato segna un deciso incremento rispetto all’anno precedente, quando il compenso si era fermato a circa 91 mila euro. La crescita è legata anche agli interventi adottati per rafforzare la struttura dell’ente e aumentarne le risorse, mentre Brunetta continua a cumulare la pensione con la retribuzione prevista per l’incarico di presidente.

Non tutti i componenti del Cnel, però, hanno scelto di percepire l’indennità. Sono infatti 14 consiglieri su 70 ad avervi rinunciato, mentre i compensi degli altri membri oscillano tra i 10 e i 15 mila euro, con importi superiori ai 43 mila euro soltanto in casi particolari. Nel complesso, il costo degli stipendi del Cnel nel 2025 supera 1,3 milioni di euro, una cifra che avrebbe potuto aumentare ulteriormente se fosse rimasta in vigore una delibera approvata nei mesi scorsi.

Lo scorso novembre, infatti, l’Ufficio di presidenza dell’ente aveva dato il via libera a un provvedimento che avrebbe adeguato gli stipendi dopo una pronuncia della Corte costituzionale, facendo salire il tetto massimo delle retribuzioni pubbliche da 240 mila a 310 mila euro lordi. Se quella decisione fosse stata applicata, lo stipendio annuo di Brunetta avrebbe raggiunto proprio i 310 mila euro. La prospettiva aveva però provocato forti polemiche, fino all’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva espresso pubblicamente la propria contrarietà costringendo Brunetta a fare marcia indietro e ad annunciare il ritiro del provvedimento.

In quell’occasione il presidente del Cnel aveva spiegato la sua decisione affermando: “Non voglio in alcun modo che dall’applicazione legittima di una giusta sentenza della Corte costituzionale derivino strumentalizzazioni in grado di danneggiare la credibilità dell’istituzione e, di riflesso, condizionare negativamente l’azione del governo”. Saranno i dati del 2026 a mostrare gli effetti definitivi della scelta, ma quelli appena pubblicati evidenziano già un netto aumento rispetto all’anno precedente. Non è stato soltanto Brunetta a registrare un incremento: anche il vicepresidente Floriano Botta ha visto il proprio compenso salire a 43.848 euro, circa il doppio rispetto al 2024, mentre il consigliere Guido Carrella è passato da meno di 10 mila euro a 38 mila euro. Una crescita che, secondo i diretti interessati, sarebbe legata agli adeguamenti retributivi e non semplicemente all’inflazione.

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Pizzaiolo ucciso per una pizza gratis viene fuori il racconto shock: “È entrato e…”. Tremendo https://www.business.it/pizzaiolo-ucciso-per-una-pizza-gratis-viene-fuori-il-racconto-shock-e-entrato-e-tremendo/ Wed, 01 Jul 2026 08:22:55 +0000 https://www.business.it/?p=156108 Il caso dell’omicidio di Raffaele Stipa, pizzaiolo di 67 anni, avvenuto il 29 giugno nella sua pizzeria “Yoghi” a Reggio Emilia, si è delineato grazie alla ricostruzione fornita dagli investigatori. Il delitto sarebbe scaturito dal rifiuto di consegnare tre pizze gratuite, motivazione che ha portato a una tragica escalation di violenza. Gli accertamenti della Procura… Read More »Pizzaiolo ucciso per una pizza gratis viene fuori il racconto shock: “È entrato e…”. Tremendo

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Pizzeria Yoghi a Reggio Emilia

Il caso dell’omicidio di Raffaele Stipa, pizzaiolo di 67 anni, avvenuto il 29 giugno nella sua pizzeria “Yoghi” a Reggio Emilia, si è delineato grazie alla ricostruzione fornita dagli investigatori. Il delitto sarebbe scaturito dal rifiuto di consegnare tre pizze gratuite, motivazione che ha portato a una tragica escalation di violenza.

Gli accertamenti della Procura indicano che l’aggressione non è stata un gesto impulsivo, ma un atto premeditato da parte del presunto autore Andrea Pellati, 42 anni, anch’egli residente a Reggio Emilia. Pellati avrebbe voluto vendicare un amico a cui erano state negate delle pizze per debiti non saldati con il locale.

La dinamica ricostruita dalla Procura

Il procuratore capo Calogero Gaetano Paci ha illustrato come le indagini, anche grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, abbiano tracciato un quadro dettagliato dei fatti. Il movente è nato intorno a mezzogiorno del giorno precedente l’omicidio, quando un amico dell’aggressore si recò nel locale per chiedere tre pizze senza pagare, ma gli fu negato il favore dalla sorella della vittima a causa di debiti pregressi.

Da questo punto, secondo gli investigatori, si è sviluppata la decisione di Pellati di compiere l’aggressione. Le telecamere interne hanno confermato che egli è entrato nel locale con l’intento esclusivo di uccidere Stipa.

Il tentativo di difesa della sorella

Durante l’aggressione, è rimasta ferita anche Antonella Stipa, sorella della vittima, che ha cercato di intervenire per fermare l’assalitore impugnando un bastone. Purtroppo è stata colpita più volte al fianco e alle braccia, riportando una prognosi di circa 20 giorni. Oltre alle ferite fisiche, la donna ha subito un forte trauma emotivo per aver assistito all’omicidio del fratello.

L’arresto e le contestazioni legali

La fuga di Pellati si è conclusa nella notte tra il 29 e il 30 giugno, quando gli agenti della Squadra Mobile lo hanno rintracciato presso l’abitazione dei suoi genitori. Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati gli abiti indossati durante il delitto e il coltello ritenuto compatibile con l’aggressione, ora in fase di analisi da parte della Polizia Scientifica.

L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani, che nell’udienza di convalida dell’arresto, fissata per il 1° luglio, chiederà la contestazione delle aggravanti della premeditazione e dei futili motivi.

Forze dell'ordine durante le indagini a Reggio Emilia

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Vadym Ermolaev: semplice esplosione o riflesso del potere economico in guerra. https://www.business.it/vadym-ermolaev-semplice-esplosione-o-riflesso-del-potere-economico-in-guerra/ Wed, 01 Jul 2026 08:14:37 +0000 https://www.business.it/?p=156101 Per molti europei il nome di Vadym Ermolaev era pressoché sconosciuto fino a pochi giorni fa. L’esplosione avvenuta a Monaco di Baviera, che secondo le prime ricostruzioni investigative potrebbe essere stata un attentato, ha però improvvisamente acceso i riflettori sull’imprenditore ucraino, rimasto ferito nell’episodio insieme ad altre persone. Le autorità tedesche stanno ancora lavorando per… Read More »Vadym Ermolaev: semplice esplosione o riflesso del potere economico in guerra.

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Per molti europei il nome di Vadym Ermolaev era pressoché sconosciuto fino a pochi giorni fa. L’esplosione avvenuta a Monaco di Baviera, che secondo le prime ricostruzioni investigative potrebbe essere stata un attentato, ha però improvvisamente acceso i riflettori sull’imprenditore ucraino, rimasto ferito nell’episodio insieme ad altre persone.

Le autorità tedesche stanno ancora lavorando per chiarire la dinamica dell’accaduto e, al momento, non sono state rese note conclusioni definitive sulle responsabilità. Tuttavia, l’episodio ha immediatamente attirato l’attenzione internazionale non soltanto per le modalità dell’esplosione, ma anche per il profilo della vittima.

Ermolaev, infatti, non è un semplice imprenditore. È considerato uno degli uomini d’affari più influenti dell’Ucraina, proprietario di un vasto gruppo attivo nei settori immobiliare, commerciale, industriale e logistico.

Un impero costruito nel cuore dell’economia ucraina

La storia imprenditoriale di Vadym Ermolaev si sviluppa principalmente nella regione di Dnipro, uno dei poli economici più importanti dell’Ucraina.

Negli anni Novanta, durante la difficile transizione dall’economia sovietica a quella di mercato, numerosi imprenditori riuscirono ad acquisire attività industriali, immobili e imprese pubbliche che costituirono la base della futura classe oligarchica ucraina.

Ermolaev appartiene proprio a questa generazione di imprenditori.

Nel corso degli anni ha costruito un gruppo estremamente diversificato, investendo in immobili, centri commerciali, logistica, produzione industriale e sviluppo urbano. Le sue società hanno contribuito in maniera significativa alla trasformazione economica di Dnipro, città che ancora oggi rappresenta uno dei principali centri industriali del Paese.

A differenza di altri oligarchi divenuti noti soprattutto per il controllo dei grandi gruppi energetici o metallurgici, Ermolaev ha sviluppato un modello più orientato all’immobiliare e ai servizi, pur mantenendo una presenza rilevante nell’economia nazionale.

Chi sono davvero gli oligarchi ucraini

Per comprendere il ruolo di Ermolaev è necessario fare un passo indietro.

Quando si parla di oligarchi ucraini ci si riferisce a una ristretta élite di imprenditori che, a partire dagli anni Novanta, ha accumulato enormi patrimoni attraverso il controllo di imprese privatizzate, banche, industrie e mezzi di comunicazione.

Per molti anni queste figure hanno esercitato un’influenza che andava ben oltre il semplice potere economico.

Attraverso televisioni, giornali, finanziamenti ai partiti politici e partecipazioni nei principali settori industriali, gli oligarchi sono diventati uno dei pilastri del sistema politico ucraino.

Nomi come Rinat Akhmetov, Ihor Kolomojskyi, Viktor Pinchuk o Dmytro Firtash hanno rappresentato per oltre vent’anni il volto del grande capitalismo ucraino, influenzando governi, campagne elettorali e strategie economiche.

Ermolaev, pur mantenendo un profilo mediatico più discreto rispetto ad altri, appartiene a questo stesso contesto imprenditoriale.

Il rapporto con il governo ucraino

Negli ultimi anni il ruolo degli oligarchi è profondamente cambiato.

Già prima dell’invasione russa del 2022, il presidente Volodymyr Zelensky aveva promosso una controversa legge nota come “anti-oligarchi”, con l’obiettivo dichiarato di ridurre l’influenza economica e politica dei grandi gruppi privati.

L’iniziativa nasceva dalla convinzione che la concentrazione del potere economico nelle mani di pochi imprenditori rappresentasse uno dei principali ostacoli allo sviluppo democratico e all’integrazione europea del Paese.

Successivamente, la guerra ha modificato ulteriormente gli equilibri.

Molti grandi gruppi industriali hanno perso impianti situati nelle aree occupate dalla Russia, altri hanno dovuto riconvertire parte della produzione o collaborare direttamente con lo sforzo bellico nazionale.

Questo ha inevitabilmente ridimensionato il peso di alcune grandi fortune economiche, pur senza eliminarne completamente l’influenza.

Guerra e sicurezza: un contesto completamente diverso

L’attentato avvenuto a Monaco, qualora venisse confermata la matrice dolosa, si inserirebbe in un contesto di sicurezza estremamente delicato.

Dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina numerosi imprenditori, ex funzionari pubblici, uomini d’affari e figure considerate sensibili sotto il profilo economico o politico sono stati coinvolti in episodi ancora oggi oggetto di indagine.

Le autorità tedesche, tuttavia, mantengono al momento la massima prudenza.

Non esistono ancora elementi pubblici sufficienti per attribuire responsabilità o individuare eventuali collegamenti con la guerra o con altri contesti criminali.

Per questo motivo gli investigatori stanno lavorando senza escludere alcuna ipotesi.

Un episodio che supera la cronaca

Al di là delle responsabilità che verranno eventualmente accertate, il caso Ermolaev offre uno spunto di riflessione più ampio.

L’Ucraina che emergerà dal conflitto sarà inevitabilmente diversa da quella conosciuta prima del 2022.

La ricostruzione del Paese richiederà enormi investimenti internazionali, nuovi rapporti con l’Unione Europea e profonde riforme economiche.

In questo scenario anche il ruolo degli oligarchi è destinato a cambiare.

Se per oltre trent’anni essi hanno rappresentato uno dei principali centri di potere economico del Paese, oggi il loro futuro dipenderà dalla capacità dell’Ucraina di rafforzare le proprie istituzioni, attrarre capitali esteri e ridurre progressivamente la concentrazione della ricchezza.

L’attentato di Monaco, dunque, non racconta soltanto la vicenda personale di uno degli imprenditori più influenti dell’Ucraina.

Rappresenta anche il riflesso di un Paese ancora attraversato da profondi cambiamenti economici, politici e geopolitici, nei quali il rapporto tra potere economico, sicurezza e ricostruzione continuerà a giocare un ruolo centrale anche negli anni successivi alla guerra.

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“Ci lascia un mito”. Addio alla star del cinema, tanti ruoli indimenticabili https://www.business.it/ci-lascia-mito-addio-alla-star-del-cinema-tanti-ruoli-indimenticabili/ Wed, 01 Jul 2026 07:55:11 +0000 https://www.business.it/?p=156093 È venuto a mancare all’età di 82 anni l’attore britannico Michael Byrne, noto per una carriera che ha attraversato oltre cinque decenni. Il suo nome è legato a ruoli memorabili in film di rilievo internazionale come Indiana Jones e l’ultima crociata, Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1, Braveheart e Il domani… Read More »“Ci lascia un mito”. Addio alla star del cinema, tanti ruoli indimenticabili

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È venuto a mancare all’età di 82 anni l’attore britannico Michael Byrne, noto per una carriera che ha attraversato oltre cinque decenni. Il suo nome è legato a ruoli memorabili in film di rilievo internazionale come Indiana Jones e l’ultima crociata, Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1, Braveheart e Il domani non muore mai.

Nato a Londra il 7 novembre 1943, Byrne si è formato alla prestigiosa Central School of Speech and Drama. Ha iniziato la sua attività artistica nel teatro, entrando a far parte del National Theatre sotto la direzione di Laurence Olivier, un passaggio cruciale per il suo sviluppo professionale. Il suo impegno teatrale si è protratto per tutta la vita, interpretando opere di autori come William Shakespeare, Harold Pinter, Simon Gray ed Eduardo De Filippo, mantenendo il palcoscenico come una componente fondamentale della sua carriera anche durante il successo cinematografico.

Michael Byrne durante una rappresentazione teatrale

La notorietà di Byrne è cresciuta soprattutto grazie a film ambientati nella Seconda guerra mondiale, in cui ha spesso interpretato ufficiali tedeschi. Tra le pellicole più significative si ricordano La notte dell’aquila, Quell’ultimo ponte e Forza 10 da Navarone, che hanno evidenziato la sua versatilità come attore.

Una delle sue interpretazioni più celebri è quella del colonnello Vogel in Indiana Jones e l’ultima crociata, uno dei villain più noti della saga, reso celebre dalla sequenza del combattimento sul dirigibile con il personaggio di Harrison Ford.

Michael Byrne ritratto recente

Negli anni Duemila Byrne ha partecipato anche al franchise di Harry Potter, interpretando Gellert Grindelwald in Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1. Sebbene la sua presenza sullo schermo fosse limitata, il ruolo ha contribuito a delineare uno dei personaggi più enigmatici della saga.

La sua filmografia internazionale include anche produzioni come Braveheart, diretta e interpretata da Mel Gibson, e il film di James Bond Il domani non muore mai, dove ha vestito i panni di un ufficiale della Royal Navy. Parallelamente al cinema, ha avuto una lunga attività televisiva con apparizioni in serie come Coronation Street, Casualty, I Borgia, Bodies e Scarlatto e nero.

Fino agli ultimi anni della sua carriera, Byrne è tornato al teatro con ruoli di grande rilievo, tra cui Maria Stuarda nel 2018 e Zio Vanja nel 2019. La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa per il cinema e il teatro britannico, che ricordano un attore raffinato e poliedrico capace di lasciare un segno indelebile nel panorama dello spettacolo internazionale.

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“Cosa ha detto lei”. Garlasco, Stefania e Paola Cappa intercettate per 5 mesi dai carabinieri. E ora l’annuncio https://www.business.it/cosa-ha-detto-lei-garlasco-stefania-e-paola-cappa-intercettate-per-5-mesi-dai-carabinieri-e-ora-lannuncio/ Wed, 01 Jul 2026 07:04:23 +0000 https://www.business.it/?p=156086 Il caso di Garlasco continua a essere al centro dell’attenzione, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi. La Procura di Pavia ha riaperto un nuovo filone investigativo su Andrea Sempio, mentre emergono nuovi elementi riguardanti le sorelle Stefania e Paola Cappa, cugine della vittima. Recenti dichiarazioni dell’avvocata Valeria Mettica hanno fatto luce sulle intercettazioni che… Read More »“Cosa ha detto lei”. Garlasco, Stefania e Paola Cappa intercettate per 5 mesi dai carabinieri. E ora l’annuncio

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Il caso di Garlasco continua a essere al centro dell’attenzione, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi. La Procura di Pavia ha riaperto un nuovo filone investigativo su Andrea Sempio, mentre emergono nuovi elementi riguardanti le sorelle Stefania e Paola Cappa, cugine della vittima. Recenti dichiarazioni dell’avvocata Valeria Mettica hanno fatto luce sulle intercettazioni che hanno coinvolto le due donne e la loro famiglia.

Le gemelle Cappa sono state oggetto di intercettazioni per un arco temporale di circa cinque mesi, da gennaio a maggio 2025. In questo periodo, i loro telefoni, insieme a quelli dei genitori e del fratello, sono stati costantemente monitorati dagli inquirenti di Pavia. Oltre alle intercettazioni telefoniche, sono state effettuate anche intercettazioni ambientali sulle automobili della famiglia.

Le gemelle Stefania e Paola Cappa

Indagini e attività investigative

Dalle indagini svolte, però, non sono emersi elementi di rilievo tali da coinvolgere direttamente le sorelle Cappa. Nel fascicolo depositato il 7 maggio 2025 dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano non è presente alcun riferimento al contenuto delle intercettazioni. Le registrazioni si sono concluse alcune settimane dopo un’ispezione effettuata nel canale di Tromello, vicino all’abitazione della nonna delle sorelle, luogo nel quale aveva vissuto anche Chiara Poggi.

Chiara Poggi, vittima del delitto di Garlasco

L’ispezione è stata disposta in seguito a una testimonianza rilasciata a un programma televisivo da un cosiddetto “super testimone”. Secondo la testimonianza, una vicina di casa della nonna delle gemelle aveva riferito che la mattina del 13 agosto 2007 una delle due sorelle sarebbe arrivata con un borsone pesante e avrebbe gettato qualcosa nel canale. Tuttavia, gli accertamenti effettuati non hanno portato al ritrovamento di oggetti utili alle indagini. Per questo motivo, il canale di Tromello non è menzionato nell’informativa dei carabinieri.

Stefania e Paola Cappa

Reazioni e posizione delle sorelle Cappa

Secondo quanto dichiarato dall’avvocata Valeria Mettica, i carabinieri avevano previsto di osservare una possibile reazione delle sorelle dopo la diffusione della notizia dell’ispezione nel canale, ma questa non si è verificata. Di conseguenza, le intercettazioni sono state interrotte. Nella Nota 19/3-1-68 del 21 maggio 2025 si evidenzia che Stefania non ha mostrato preoccupazione per la sua posizione giuridica, bensì per le conseguenze che la diffusione mediatica avrebbe potuto avere sulla sua vita privata e professionale.

Carabinieri impegnati nelle indagini a Garlasco

Nonostante le accuse riportate dai “super testimoni”, le indagini non hanno portato all’iscrizione delle sorelle Cappa nel registro degli indagati. Gli investigatori hanno ricostruito che la mattina dell’omicidio le due erano nella loro abitazione, circostanza confermata anche dai dati delle celle telefoniche.

Infine, l’avvocata Mettica ha sottolineato che su quasi cinque mesi di intercettazioni raccolte su tutta la famiglia Cappa, solo 16 conversazioni facevano riferimento al caso di Garlasco. Nessuna di queste è stata ritenuta probatoria dalla Squadra Omicidi, ma solo di interesse investigativo per il mantenimento delle intercettazioni finalizzate alla verifica della posizione delle sorelle. Inoltre, ha evidenziato come la pubblicazione integrale di tali conversazioni da parte di alcuni giornalisti costituisca una violazione dell’obbligo di riservatezza.

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“Schifo, chi lo ha detto?”. Giuseppe Conte esplode in diretta, mai visto così https://www.business.it/schifo-chi-lo-ha-detto-conte-esplode-in-diretta-mai-visto-cosi-si-scatena-di-tutto/ Wed, 01 Jul 2026 06:59:04 +0000 https://www.business.it/?p=156079 Si è registrato un acceso confronto a Quarta Repubblica tra Giuseppe Conte e il conduttore Nicola Porro in merito alle forniture di mascherine acquistate nella fase emergenziale della pandemia di Covid. L’ex presidente del Consiglio ha messo in discussione il metodo adottato dalla commissione d’inchiesta, sostenendo che alcune audizioni siano avvenute senza un’adeguata comunicazione a… Read More »“Schifo, chi lo ha detto?”. Giuseppe Conte esplode in diretta, mai visto così

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Si è registrato un acceso confronto a Quarta Repubblica tra Giuseppe Conte e il conduttore Nicola Porro in merito alle forniture di mascherine acquistate nella fase emergenziale della pandemia di Covid. L’ex presidente del Consiglio ha messo in discussione il metodo adottato dalla commissione d’inchiesta, sostenendo che alcune audizioni siano avvenute senza un’adeguata comunicazione a tutti i membri.

Giuseppe Conte durante un'intervista

Il dibattito si è infiammato quando Porro ha richiamato l’attenzione sulla qualità delle mascherine e sulle pronunce giudiziarie citate nel corso della trasmissione. Conte ha replicato duramente, chiedendo chi avesse stabilito l’inadeguatezza dei dispositivi, sottolineando di non essere un esperto e di non voler difendere le forniture stesse.

Il conduttore ha risposto menzionando le sentenze dei tribunali di Gorizia e Roma, accusando l’ex premier di sostenere una gestione che, a suo avviso, avrebbe avuto conseguenze gravissime. Il leader del Movimento 5 Stelle ha quindi alzato i toni, accusando Porro di speculare sulla vita delle persone e respingendo categoricamente l’uso politico delle vittime della pandemia. Il giornalista ha negato ogni intento speculativo, riportando l’attenzione sulle commissioni milionarie e sulle responsabilità da chiarire. Il confronto si è concluso in un clima di forte tensione, con Conte visibilmente irritato e Porro deciso a continuare a porre domande su uno degli aspetti più controversi della gestione della crisi sanitaria.

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Acque minerali in bottiglia, il nuovo divieto Ue sulle confezioni: cosa prevede https://www.business.it/acque-minerali-in-bottiglia-il-nuovo-divieto-ue-sulle-confezioni-cosa-prevede/ Tue, 30 Jun 2026 14:31:28 +0000 https://www.business.it/?p=156072 Il 12 agosto entrerà in vigore il Regolamento Ue 2025/40, noto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation), che introduce nuove norme sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio. Questa misura è parte della strategia europea per ridurre i rifiuti e incrementare la riciclabilità degli imballaggi di uso quotidiano, con effetti significativi sul settore delle… Read More »Acque minerali in bottiglia, il nuovo divieto Ue sulle confezioni: cosa prevede

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Il 12 agosto entrerà in vigore il Regolamento Ue 2025/40, noto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation), che introduce nuove norme sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio. Questa misura è parte della strategia europea per ridurre i rifiuti e incrementare la riciclabilità degli imballaggi di uso quotidiano, con effetti significativi sul settore delle acque minerali.

La normativa interesserà in modo particolare le confezioni più diffuse nei supermercati italiani, come i multipack da sei bottiglie da un litro e mezzo avvolti in plastica e dotati di maniglia per il trasporto. Il regolamento mira a limitare l’uso di imballaggi in plastica meno sostenibili, promuovendo alternative più riciclabili.

Queste nuove disposizioni coinvolgeranno produttori, distributori e consumatori, che dovranno adeguarsi alle regole entro i prossimi mesi. Le associazioni di categoria hanno già espresso alcune preoccupazioni in merito ai tempi e alle modalità di applicazione della normativa.

Bottiglie d'acqua minerale in confezione con maniglia

Ettore Fortuna, vicepresidente di Mineracqua, ha dichiarato a La Verità che la confezione con manico facilita la portabilità e protegge le bottiglie, sottolineando la necessità di una pianificazione più chiara da parte delle istituzioni europee. Al momento, però, non sono ancora stati pubblicati dettagli ufficiali che confermino eventuali modifiche alla norma.

Consumo di acqua minerale in Italia e impatto della normativa

Il settore delle acque minerali è particolarmente rilevante in Italia, dove il consumo medio familiare si attesta intorno ai 273 litri annui. Questo equivale all’acquisto di circa sette-otto multipack da sei bottiglie da un litro e mezzo al mese. Le nuove regole, dunque, avranno un impatto diretto su un mercato molto ampio.

Introduzione del sistema di cauzione dal 2029

Un’ulteriore novità prevista dal regolamento riguarda l’implementazione, a partire dal 2029, di un sistema di cauzione sulle bottiglie di plastica per i Paesi che non raggiungeranno l’obiettivo del 90% di raccolta. Il consumatore sarà tenuto a versare una somma aggiuntiva al momento dell’acquisto, che verrà restituita al momento della riconsegna della bottiglia vuota nei punti di raccolta autorizzati.

Situazione della raccolta differenziata in Europa

L’Italia si distingue per risultati significativi nella raccolta differenziata, con una percentuale di circa il 70%. Al contrario, in altri Paesi europei come la Francia, la raccolta delle bottiglie di plastica si attesta tra il 35% e il 37%. Le autorità europee monitoreranno attentamente l’applicazione delle nuove norme per verificare il raggiungimento degli obiettivi ambientali fissati dall’Unione.

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Caldo insopportabile, due gemelline trovate così: dolore immenso https://www.business.it/caldo-insopportabile-due-gemelline-trovate-cosi-dolore-immenso/ Tue, 30 Jun 2026 13:05:52 +0000 https://www.business.it/?p=156065 Due gemelline trovate senza vita in casa Un dramma ha scosso la comunità di Beuvrages, vicino a Valenciennes, dove due gemelline di 15 mesi sono state ritrovate prive di vita nella loro abitazione. Le prime ricostruzioni indicano che le cause del decesso siano riconducibili a una grave disidratazione. L’allarme è stato dato nella giornata del… Read More »Caldo insopportabile, due gemelline trovate così: dolore immenso

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Due gemelline trovate senza vita in casa

Un dramma ha scosso la comunità di Beuvrages, vicino a Valenciennes, dove due gemelline di 15 mesi sono state ritrovate prive di vita nella loro abitazione. Le prime ricostruzioni indicano che le cause del decesso siano riconducibili a una grave disidratazione.

Interno abitazione dove sono state trovate le gemelline

L’allarme è stato dato nella giornata del 29 giugno dai genitori, che hanno contattato i soccorsi dopo aver trovato le bambine prive di sensi nel letto. All’arrivo del personale medico, purtroppo, per le due sorelline non c’era più nulla da fare.

Indagini in corso e stato di arresto dei genitori

Le autorità francesi hanno comunicato che le bambine risultavano già morte da diverse ore all’arrivo dei soccorritori. La Procura ha immediatamente avviato un’indagine per ricostruire la dinamica dell’accaduto e valutare eventuali responsabilità.

I genitori sono stati fermati e posti in stato di arresto, mentre gli investigatori continuano a raccogliere elementi utili a chiarire le circostanze della tragedia. Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle accuse a loro carico.

Altri figli della famiglia ricoverati per disidratazione

All’interno dell’abitazione erano presenti anche gli altri quattro figli della coppia, di età compresa tra i 3 e i 6 anni. I bambini hanno manifestato sintomi riconducibili a uno stato di disidratazione e sono stati trasportati in ospedale per le cure del caso.

Ambulanza in servizio notturno

Fortunatamente, secondo le autorità sanitarie, i minori non sono in pericolo di vita ma restano ricoverati sotto osservazione.

Il ruolo delle condizioni climatiche nelle indagini

La tragedia è avvenuta dopo una prolungata ondata di caldo che ha interessato la regione di Valenciennes, con temperature particolarmente elevate nei giorni precedenti.

Gli investigatori stanno verificando se le condizioni meteorologiche abbiano contribuito in modo determinante al decesso delle due gemelline o se siano intervenuti altri fattori. Accertamenti medico-legali saranno fondamentali per chiarire le cause esatte della morte.

La comunità locale sotto shock

L’intera comunità di Beuvrages è profondamente scossa dall’accaduto. Le indagini sono ancora in corso e si attendono i risultati delle perizie e degli accertamenti per definire con precisione le responsabilità e chiarire ogni aspetto della vicenda.

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“Che mese, ottimo. Chi di voi può sorridere”. Oroscopo luglio 2026, Branko avvisa questi segni: cosa succede https://www.business.it/che-mese-ottimo-chi-di-voi-puo-sorridere-oroscopo-luglio-2026-branko-avvisa-questi-segni-cosa-succede/ Tue, 30 Jun 2026 12:39:20 +0000 https://www.business.it/?p=156057 Luglio 2026 si presenta come un mese ricco di cambiamenti astrologici significativi. L’ingresso di Giove nel segno del Leone rappresenta un evento centrale che influenzerà fortemente i dodici segni zodiacali, portando nuove opportunità ma anche sfide da affrontare. Amore, lavoro, fortuna e benessere saranno condizionati da un assetto celeste dinamico, con Venere, Marte, Mercurio e… Read More »“Che mese, ottimo. Chi di voi può sorridere”. Oroscopo luglio 2026, Branko avvisa questi segni: cosa succede

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Luglio 2026 si presenta come un mese ricco di cambiamenti astrologici significativi. L’ingresso di Giove nel segno del Leone rappresenta un evento centrale che influenzerà fortemente i dodici segni zodiacali, portando nuove opportunità ma anche sfide da affrontare. Amore, lavoro, fortuna e benessere saranno condizionati da un assetto celeste dinamico, con Venere, Marte, Mercurio e il Sole protagonisti.

Di seguito, le previsioni di Branko per il mese di luglio 2026, segno per segno, con indicazioni precise su come muoversi in ogni ambito della vita.

Oroscopo Branko luglio 2026

Previsioni per ogni segno zodiacale a luglio 2026

Ariete: Il mese sarà caratterizzato da emozioni intense. Giove nel settore sentimentale favorirà incontri e renderà più semplici anche le situazioni affettive complesse. I primi giorni saranno favorevoli per chi è alla ricerca dell’anima gemella o desidera consolidare un legame. Dal punto di vista professionale sarà necessario recuperare energie all’inizio del mese, ma Marte dal 9 luglio spingerà verso nuovi obiettivi. Attenzione all’alimentazione e agli eccessi. Voto: 8,5.

Oroscopo mese luglio 2026

Toro: Luglio segnerà l’inizio di una nuova fase. L’ingresso di Giove in una nuova posizione richiederà qualche adattamento. Il sostegno di Saturno, Urano e Nettuno aiuterà a mantenere equilibrio e lucidità. Fino al 21 luglio Mercurio favorirà affari e nuovi contratti, mentre dal 9 Venere porterà romanticismo con emozioni inattese. Attenzione a questioni burocratiche e salute. Voto: 7,5.

Gemelli: Il mese si prospetta molto positivo. Nonostante piccoli contrasti sentimentali dopo il 9 luglio, Marte renderà i rapporti intensi e appassionati. Giorni particolarmente fortunati per incontri e matrimoni sono il 2, 3, 7, 8, 15, 16, 19, 20, 29 e 30 luglio. Sul lavoro, protezione per investimenti e immobili. Possibilità di amori inattesi durante viaggi. Ottima energia fisica. Voto: 8,5.

“Arriva quello che volevate, mese grandioso”. Oroscopo luglio 2026, Paolo Fox avvisa questi segni: “Preparatevi, belle cose”

Cancro: Il compleanno del segno inaugurerà un nuovo capitolo. L’uscita di Giove potrebbe portare incertezze iniziali, ma il Sole e Mercurio nel segno favoriranno progetti concreti. Dal 9 luglio Venere migliorerà la serenità emotiva. Possibilità di una sorpresa economica nella prima parte del mese. Consigliato il mare e il relax per recuperare energie. Voto: 8,5.

Per leggere gli altri segni clicca su Successiva

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“Se non avessi fatto la politica…”. Meloni, ecco cosa sarebbe diventata: assurdo! https://www.business.it/se-non-avessi-fatto-la-politica-meloni-ecco-cosa-sarebbe-diventata-assurdo/ Tue, 30 Jun 2026 12:15:14 +0000 https://www.business.it/?p=156053 Durante un evento organizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito dedicato al potenziamento delle competenze linguistiche degli studenti italiani, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha condiviso un aspetto personale legato alle sue aspirazioni giovanili. In un discorso rivolto ai giovani, ha rivelato quale fosse il suo sogno nel cassetto prima di intraprendere la carriera… Read More »“Se non avessi fatto la politica…”. Meloni, ecco cosa sarebbe diventata: assurdo!

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Giorgia Meloni durante una conferenza stampa

Durante un evento organizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito dedicato al potenziamento delle competenze linguistiche degli studenti italiani, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha condiviso un aspetto personale legato alle sue aspirazioni giovanili. In un discorso rivolto ai giovani, ha rivelato quale fosse il suo sogno nel cassetto prima di intraprendere la carriera politica, soffermandosi anche sul valore strategico del multilinguismo nella diplomazia internazionale.

Il sogno giovanile di Giorgia Meloni e la passione per le lingue straniere

Meloni ha ammesso che, in passato, il suo obiettivo principale era diventare interprete. Questo interesse ha influenzato il suo impegno nello studio delle lingue straniere, competenza che oggi si rivela fondamentale nel suo ruolo istituzionale. La capacità di mediare tra culture diverse e facilitare il dialogo tra nazioni rappresentava il fulcro delle sue aspirazioni, un percorso che poi si è evoluto verso la leadership politica mantenendo comunque un forte legame con la comunicazione.

Nel suo intervento, la premier ha sottolineato l’importanza del bilinguismo e del multilinguismo per chi ricopre ruoli di responsabilità. Pur riconoscendo il valore dei professionisti della traduzione, ha evidenziato i limiti insiti nell’affidarsi esclusivamente a un intermediario linguistico, che può privare il dialogo di spontaneità ed emotività fondamentali nelle trattative internazionali.

Comunicazione diretta e costruzione dell’empatia tra leader

Il discorso si è concentrato sul valore del trasferimento diretto di identità e pensiero tra interlocutori. Quando i leader politici parlano la stessa lingua senza intermediari, si attiva un canale di comprensione reciproca che supera il significato letterale delle parole. Secondo Meloni, esprimersi direttamente consente di trasmettere sfumature caratteriali, ironia, determinazione e stati d’animo che nessuna traduzione potrà replicare perfettamente. Questo contatto diretto è essenziale per costruire la fiducia necessaria al successo delle delicate trattative diplomatiche.

L’importanza dell’immersione culturale per l’apprendimento linguistico

Rivolgendosi agli studenti interessati all’Europa come opportunità formativa e professionale, Meloni ha consigliato di non limitarsi allo studio teorico ma di vivere direttamente nei paesi in cui si parla la lingua straniera. Solo attraverso l’esperienza sul campo è possibile comprendere appieno modi di dire, consuetudini culturali e il contesto sociale di una comunità, elementi fondamentali per un apprendimento autentico e approfondito.

Una prospettiva strategica per la formazione dei giovani italiani

L’intervento della presidente del Consiglio si inserisce nelle iniziative del Ministero dell’Istruzione e del Merito volte a rendere la scuola italiana più competitiva e aperta all’internazionalizzazione. Condividendo la sua esperienza personale, Meloni ha voluto motivare i giovani a cogliere ogni opportunità di mobilità internazionale. Saper comunicare fluentemente e personalmente nel contesto globale non rappresenta solo un arricchimento culturale e formativo, ma una vera e propria necessità strategica per il futuro del Paese.

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Milano, furto a bordo di un treno alta velocità: due arresti della Polizia di Stato https://www.business.it/milano-furto-a-bordo-di-un-treno-alta-velocita-due-arresti-della-polizia-di-stato/ Mon, 29 Jun 2026 16:21:26 +0000 https://www.business.it/?p=156045 Salivano a bordo dei treni senza una meta precisa, osservavano i passeggeri, studiavano i loro movimenti e aspettavano il momento giusto per entrare in azione. Un metodo collaudato che, questa volta, è stato interrotto dagli agenti della Polizia di Stato, che hanno assistito all’intera scena e sono intervenuti prima che i due riuscissero a fuggire.… Read More »Milano, furto a bordo di un treno alta velocità: due arresti della Polizia di Stato

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Salivano a bordo dei treni senza una meta precisa, osservavano i passeggeri, studiavano i loro movimenti e aspettavano il momento giusto per entrare in azione. Un metodo collaudato che, questa volta, è stato interrotto dagli agenti della Polizia di Stato, che hanno assistito all’intera scena e sono intervenuti prima che i due riuscissero a fuggire.

L’operazione è scattata nell’ambito di un servizio di contrasto ai reati predatori all’interno della Stazione Centrale di Milano. In manette sono finiti due cittadini algerini di 27 e 36 anni, entrambi irregolari sul territorio nazionale e con precedenti, arrestati con l’accusa di furto aggravato in concorso.

Il trucco dello zaino

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della 6ª sezione della Squadra Mobile, i due avrebbero iniziato la mattinata osservando i tabelloni delle partenze e salendo su un treno diretto a Udine, dal quale sono poi scesi senza mai prendere posto. Poco dopo hanno ripetuto lo stesso schema su un convoglio ad alta velocità diretto a Reggio Calabria.

Una volta individuata la vittima, il 36enne avrebbe posizionato il proprio zaino sulla cappelliera accanto a quello di un passeggero. Poco prima dell’arrivo alla stazione di Milano Rogoredo, approfittando di un momento di distrazione, avrebbe preso lo zaino della vittima sostituendolo con il proprio, mentre il complice faceva da palo e teneva sotto controllo la situazione.

L’intervento della Polizia

Gli agenti, confusi tra i viaggiatori e presenti fin dall’inizio dell’azione, hanno bloccato immediatamente i due uomini, recuperando lo zaino appena rubato e restituendolo al legittimo proprietario.

Durante la successiva perquisizione, il 27enne è stato trovato in possesso di un altro zaino, che gli accertamenti hanno poi identificato come provento di un precedente furto. Un ulteriore elemento che ha aggravato la posizione dei due arrestati.

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Operazione della Polizia: sei arresti per traffico internazionale di mezzi da cantiere https://www.business.it/operazione-della-polizia-sei-arresti-per-traffico-internazionale-di-mezzi-da-cantiere/ Mon, 29 Jun 2026 10:34:23 +0000 https://www.business.it/?p=156039 È emersa al termine di una complessa attività investigativa una presunta organizzazione specializzata nel traffico internazionale di mezzi da cantiere rubati o comunque di provenienza illecita. L’indagine, condotta dalla polizia stradale, ha portato alla luce un sistema che, secondo gli investigatori, avrebbe consentito di far uscire dall’Italia numerosi macchinari destinati ai cantieri, successivamente esportati verso… Read More »Operazione della Polizia: sei arresti per traffico internazionale di mezzi da cantiere

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È emersa al termine di una complessa attività investigativa una presunta organizzazione specializzata nel traffico internazionale di mezzi da cantiere rubati o comunque di provenienza illecita. L’indagine, condotta dalla polizia stradale, ha portato alla luce un sistema che, secondo gli investigatori, avrebbe consentito di far uscire dall’Italia numerosi macchinari destinati ai cantieri, successivamente esportati verso Paesi esteri attraverso importanti scali marittimi nazionali.

Al centro dell’inchiesta ci sono mezzi da lavoro di elevato valore economico, tra cui escavatori, sollevatori telescopici e altre attrezzature impiegate nel settore dell’edilizia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i macchinari sarebbero stati trasferiti oltreconfine utilizzando i porti di Ravenna e Civitavecchia, con destinazione finale Arabia Saudita e Libia. Il valore complessivo dei beni individuati nel corso dell’indagine supera gli 1,8 milioni di euro.

L’operazione, denominata “Benna”, ha consentito agli investigatori di ricostruire i presunti movimenti dell’organizzazione e di individuare numerosi soggetti ritenuti coinvolti nell’attività illecita. L’inchiesta ha portato complessivamente all’iscrizione nel registro degli indagati di 17 persone. Tra queste, otto sarebbero legate tra loro, a vario titolo, da un vincolo associativo, elemento che rappresenta uno dei punti centrali dell’indagine coordinata dagli inquirenti.

Nel corso dell’operazione sono state inoltre eseguite diverse misure cautelari. Sei degli indagati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre gli investigatori hanno proceduto al sequestro di numerosi veicoli ritenuti collegati alle attività contestate. Tra i beni finiti sotto sequestro figurano 12 mezzi d’opera, due semirimorchi, due autocarri e tre autovetture, che gli inquirenti ritengono oggetto di riciclaggio e appropriazione indebita.

Tutti i dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa nella Questura di Bologna. In quell’occasione saranno illustrati gli sviluppi dell’inchiesta “Benna”, le modalità con cui sarebbe stata organizzata l’esportazione dei mezzi all’estero e gli elementi raccolti nel corso delle indagini che hanno portato all’esecuzione delle misure cautelari e dei sequestri.

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Palmer Luckey: l’immagine della velocità nella costruzione del nuovo stato https://www.business.it/palmer-luckey-limmagine-della-velocita-nella-costruzione-del-nuovo-stato/ Sun, 28 Jun 2026 13:57:56 +0000 https://www.business.it/?p=156016 Per molti anni la Silicon Valley e l’industria della difesa americana hanno rappresentato due mondi profondamente diversi. Da una parte le startup tecnologiche, concentrate sullo sviluppo di software, social network, smartphone e applicazioni digitali. Dall’altra il cosiddetto complesso militare-industriale statunitense, dominato da grandi colossi come Lockheed Martin, Boeing, Raytheon e Northrop Grumman, protagonisti della difesa… Read More »Palmer Luckey: l’immagine della velocità nella costruzione del nuovo stato

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Per molti anni la Silicon Valley e l’industria della difesa americana hanno rappresentato due mondi profondamente diversi. Da una parte le startup tecnologiche, concentrate sullo sviluppo di software, social network, smartphone e applicazioni digitali. Dall’altra il cosiddetto complesso militare-industriale statunitense, dominato da grandi colossi come Lockheed Martin, Boeing, Raytheon e Northrop Grumman, protagonisti della difesa americana sin dalla Guerra Fredda.

Oggi questa distinzione sta rapidamente scomparendo.

Negli ultimi anni è emerso un nuovo modello industriale che unisce innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e produzione militare. Il simbolo di questa trasformazione è Anduril Industries, una società fondata nel 2017 da Palmer Luckey, imprenditore già noto per aver creato Oculus VR, la startup della realtà virtuale successivamente acquisita da Facebook.

La storia di Anduril non racconta soltanto la nascita di una nuova azienda. Racconta un cambiamento molto più profondo: l’ingresso definitivo della Silicon Valley nel settore della difesa e la progressiva trasformazione della guerra in un ecosistema dominato dal software, dai dati e dall’intelligenza artificiale.

Palmer Luckey: dall’intrattenimento digitale alla sicurezza nazionale

La figura di Palmer Luckey rappresenta probabilmente il filo conduttore di questa trasformazione.

Dopo aver rivoluzionato il mercato della realtà virtuale con Oculus, Luckey decide di abbandonare il settore dell’intrattenimento digitale per dedicarsi a un ambito completamente diverso: la difesa.

La scelta appare sorprendente soltanto in apparenza.

Secondo Luckey, infatti, il principale limite dell’industria militare americana non riguarda la mancanza di risorse economiche, bensì la lentezza con cui vengono sviluppate le nuove tecnologie.

Per decenni il Pentagono ha affidato gran parte dei propri programmi ai grandi contractor storici, caratterizzati da tempi di sviluppo lunghi, procedure complesse e costi elevati.

Anduril nasce proprio con l’obiettivo di rompere questo schema.

L’idea non è semplicemente produrre nuove armi, ma applicare all’industria della difesa il metodo tipico delle startup tecnologiche: sviluppo rapido, aggiornamenti continui, software modulare e capacità di adattarsi velocemente all’evoluzione del contesto operativo.

La rivoluzione del software

Uno degli aspetti più innovativi del modello Anduril riguarda il rapporto tra hardware e software.

Per gran parte del Novecento il valore di un sistema militare era rappresentato soprattutto dalla sua componente fisica: carri armati, aerei da combattimento, navi o missili.

Oggi questo paradigma sta cambiando.

Sempre più spesso il vantaggio competitivo non dipende esclusivamente dalla qualità della piattaforma, ma dalla capacità del software di raccogliere, elaborare e interpretare enormi quantità di dati in tempo reale.

È proprio qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale.

Anduril sviluppa sistemi nei quali sensori, telecamere, radar, droni e piattaforme autonome sono collegati da un’unica architettura software capace di assistere gli operatori nell’identificazione delle minacce e nel coordinamento delle operazioni.

L’elemento centrale non è quindi il singolo drone o il singolo missile, ma la rete digitale che li collega.

È una logica molto diversa rispetto a quella tradizionale e ricorda, per molti aspetti, il funzionamento delle moderne piattaforme tecnologiche sviluppate dalle grandi aziende della Silicon Valley.

Droni autonomi e nuovi sistemi di difesa

Tra i prodotti sviluppati da Anduril figurano droni autonomi, sistemi di sorveglianza, piattaforme di difesa anti-drone e software di comando e controllo.

Negli ultimi anni particolare attenzione hanno ricevuto sistemi come Ghost, Altius, Roadrunner e la piattaforma Lattice.

Quest’ultima rappresenta probabilmente il cuore tecnologico dell’azienda.

Lattice integra informazioni provenienti da numerosi sensori e utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per costruire una rappresentazione in tempo reale del campo operativo, supportando il processo decisionale degli operatori umani.

L’obiettivo dichiarato non è sostituire completamente l’uomo, ma ridurne il carico cognitivo e aumentare la velocità di risposta in scenari caratterizzati da una crescente complessità.

Si tratta di una filosofia che riflette un cambiamento più ampio: la guerra contemporanea è sempre meno basata esclusivamente sulla superiorità del singolo mezzo militare e sempre più sulla capacità di elaborare informazioni in tempi estremamente ridotti.

L’Ucraina come laboratorio tecnologico

La guerra in Ucraina ha accelerato ulteriormente questa trasformazione.

Il conflitto ha mostrato come droni, sistemi autonomi e intelligenza artificiale possano modificare profondamente il modo di condurre le operazioni militari.

Molte delle tecnologie sviluppate da aziende come Anduril sono state osservate con crescente interesse proprio perché il teatro ucraino è diventato un banco di prova senza precedenti per le nuove applicazioni della difesa digitale.

L’innovazione non procede più attraverso programmi decennali, ma attraverso cicli di aggiornamento molto rapidi.

Le esperienze maturate sul campo vengono trasformate in miglioramenti software che possono essere implementati nel giro di settimane o addirittura di giorni.

È un approccio che ricorda molto più quello delle aziende tecnologiche che quello dei tradizionali programmi militari.

Il Pentagono cambia strategia

Anche il Dipartimento della Difesa americano sta modificando il proprio approccio.

Negli ultimi anni Washington ha progressivamente ampliato la collaborazione con startup e imprese tecnologiche, riconoscendo che l’innovazione nel settore digitale procede oggi con una velocità difficilmente replicabile dai modelli industriali tradizionali.

Accanto ai grandi contractor storici stanno così emergendo nuovi protagonisti come Anduril, Palantir, SpaceX e altre aziende specializzate in software, analisi dei dati e sistemi autonomi.

Questa evoluzione riflette una consapevolezza crescente: la competizione strategica con potenze come Cina e Russia non si gioca più soltanto sulla quantità di mezzi militari disponibili, ma sulla capacità di innovare rapidamente.

In questo scenario, la collaborazione tra governo, università, venture capital e startup tecnologiche diventa parte integrante della strategia di sicurezza nazionale.

Le criticità di un modello in rapida crescita

Nonostante la forte espansione, il modello Anduril non è privo di criticità.

Diverse analisi giornalistiche hanno evidenziato come la crescita estremamente rapida dell’azienda abbia comportato anche problemi organizzativi, sfide produttive e difficoltà tipiche delle startup che si trovano improvvisamente a operare su scala molto più ampia.

La necessità di coniugare velocità di sviluppo, affidabilità dei sistemi e rigorosi standard militari rappresenta una delle principali sfide del settore.

Inoltre, l’ingresso delle grandi aziende tecnologiche nella difesa alimenta un dibattito sempre più acceso sul rapporto tra innovazione, etica e sicurezza.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito militare apre infatti interrogativi che riguardano la responsabilità delle decisioni automatizzate, il controllo umano e il ruolo delle tecnologie emergenti nei futuri conflitti.

Il nuovo complesso militare-digitale

La storia di Anduril rappresenta molto più della crescita di una singola impresa.

Segna la nascita di quello che molti osservatori iniziano a definire un nuovo complesso militare-digitale.

Se nel Novecento il potere industriale della difesa si concentrava nelle grandi aziende manifatturiere, oggi il baricentro si sta progressivamente spostando verso software, dati, intelligenza artificiale e sistemi autonomi.

La competizione geopolitica del XXI secolo si giocherà sempre meno sulla semplice disponibilità di mezzi militari e sempre più sulla capacità di sviluppare tecnologie avanzate, elaborare informazioni e integrare rapidamente innovazione civile e applicazioni militari.

In questo contesto Anduril non rappresenta soltanto una startup di successo.

Rappresenta il simbolo di un cambiamento destinato a ridefinire il rapporto tra tecnologia, industria e sicurezza internazionale, mostrando come la Silicon Valley sia ormai diventata uno degli attori più influenti anche nel settore della difesa.

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Truffe nel noleggio di auto di lusso, la Polizia smantella un’organizzazione https://www.business.it/truffe-nel-noleggio-di-auto-di-lusso-la-polizia-smantella-unorganizzazione/ Sat, 27 Jun 2026 11:23:02 +0000 https://www.business.it/?p=156010 Un’indagine partita dal furto di un’auto e sviluppatasi nel corso di oltre quattro anni ha portato alla luce un sistema fraudolento che, secondo gli investigatori, operava con modalità altamente organizzate nel settore del noleggio di auto di lusso. Quello che inizialmente sembrava un singolo episodio si sarebbe trasformato, con il passare dei mesi, nella scoperta… Read More »Truffe nel noleggio di auto di lusso, la Polizia smantella un’organizzazione

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Un’indagine partita dal furto di un’auto e sviluppatasi nel corso di oltre quattro anni ha portato alla luce un sistema fraudolento che, secondo gli investigatori, operava con modalità altamente organizzate nel settore del noleggio di auto di lusso. Quello che inizialmente sembrava un singolo episodio si sarebbe trasformato, con il passare dei mesi, nella scoperta di una rete criminale capace di agire su scala nazionale e internazionale, sfruttando documenti falsi, prestanome e società di noleggio per impossessarsi di vetture di altissimo valore.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Bolzano, si è conclusa con la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 41 persone, tra cui 4 donne e 37 uomini di età compresa tra i 32 e i 73 anni. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione e simulazione di reato. L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato attraverso il lavoro congiunto della Squadra Mobile di Siena e delle Polizie Stradali di Siena e La Spezia.

Come funzionava il sistema

Le indagini hanno preso il via nel febbraio del 2022 dopo una denuncia per appropriazione indebita presentata da una società di leasing alla Polizia Stradale della Spezia. Gli accertamenti hanno però fatto emergere un meccanismo molto più ampio e strutturato.

Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo riusciva a ottenere autovetture di alta gamma attraverso contratti di noleggio a lungo termine stipulati utilizzando documentazione fiscale, bancaria e reddituale falsa o alterata. Una volta entrati in possesso dei veicoli, gli indagati avrebbero avviato una seconda fase dell’operazione, finalizzata a far sparire completamente le auto dal circuito legale.

Dalle false denunce all’estero

Per ostacolare le ricerche, venivano presentate false denunce di furto oppure di smarrimento delle chiavi. Successivamente le vetture sarebbero state modificate negli elementi identificativi, dotate di targhe straniere e trasferite all’estero, rendendone molto più difficile il rintraccio.

Gli investigatori ritengono che l’organizzazione fosse caratterizzata da una precisa divisione dei compiti. Alcuni componenti si sarebbero occupati del reperimento dei documenti falsi, altri dell’individuazione dei prestanome e altri ancora del trasferimento e dell’occultamento dei veicoli fuori dall’Italia.

Un’organizzazione tra Toscana, Campania e Paesi esteri

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’associazione avrebbe operato principalmente tra Campania, Toscana e diversi Paesi esteri, replicando lo stesso schema in numerosi episodi. Proprio la ripetitività delle condotte e l’elevato livello di organizzazione avrebbero consentito al gruppo di agire con rapidità nel settore delle auto di lusso.

Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: la responsabilità degli indagati potrà essere accertata soltanto con un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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La fine del modello industriale tedesco che si riversa in tutta Europa https://www.business.it/la-fine-del-modello-industriale-tedesco-che-si-riversa-in-tutta-europa/ Sat, 27 Jun 2026 08:12:50 +0000 https://www.business.it/?p=156004 Per decenni Volkswagen non è stata soltanto una casa automobilistica. È stata il simbolo stesso della forza industriale tedesca. Le sue fabbriche, i suoi marchi e la sua capacità di esportare automobili in tutto il mondo hanno accompagnato la crescita economica della Germania dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri, contribuendo a costruire l’immagine di… Read More »La fine del modello industriale tedesco che si riversa in tutta Europa

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Per decenni Volkswagen non è stata soltanto una casa automobilistica. È stata il simbolo stesso della forza industriale tedesca. Le sue fabbriche, i suoi marchi e la sua capacità di esportare automobili in tutto il mondo hanno accompagnato la crescita economica della Germania dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri, contribuendo a costruire l’immagine di un Paese capace di coniugare innovazione, qualità e competitività.

Oggi, però, quel modello mostra crepe sempre più evidenti.

Le indiscrezioni che parlano di un piano di ristrutturazione con fino a 100mila posti di lavoro a rischio e la possibile chiusura di quattro stabilimenti rappresentano molto più di una notizia aziendale. Sono il sintomo di una trasformazione profonda che interessa l’intera industria europea e che coinvolge energia, geopolitica, concorrenza cinese, transizione elettrica e nuovi equilibri economici mondiali.

Non è un caso che il dibattito abbia rapidamente superato i confini della Germania. Se Volkswagen rallenta, infatti, non è soltanto il primo costruttore automobilistico europeo a entrare in difficoltà. È un intero modello industriale che viene messo in discussione.

Quando Volkswagen rappresentava il miracolo economico tedesco

Per comprendere la portata della crisi bisogna tornare indietro nel tempo.

Volkswagen nasce nel 1937, ma è soprattutto nel secondo dopoguerra che diventa uno dei simboli della ricostruzione tedesca. Il Maggiolino prima e, successivamente, marchi come Audi, Porsche, Škoda, Seat e lo stesso brand Volkswagen trasformano il gruppo in uno dei maggiori costruttori automobilistici del pianeta.

Per decenni il successo dell’azienda coincide quasi perfettamente con quello dell’economia tedesca.

Il modello era semplice quanto efficace: elevata qualità industriale, forte specializzazione manifatturiera, salari elevati compensati da una produttività altrettanto alta e una straordinaria capacità di esportazione.

L’automobile diventa il cuore dell’industria tedesca.

Attorno ai grandi costruttori si sviluppa una rete di migliaia di imprese della componentistica, della meccanica, della chimica e dell’elettronica che contribuisce a rendere la Germania il principale motore economico europeo.

Per molti anni questo sistema ha funzionato quasi perfettamente.

Oggi, però, le condizioni che lo avevano reso vincente stanno cambiando contemporaneamente.

Il Dieselgate: la prima crepa

La prima grande frattura arriva nel 2015.

Lo scandalo Dieselgate travolge Volkswagen dopo la scoperta dell’utilizzo di software capaci di alterare i risultati dei test sulle emissioni.

Le conseguenze economiche sono enormi.

Il gruppo paga decine di miliardi di euro tra sanzioni, risarcimenti e costi legali, ma soprattutto subisce un danno reputazionale senza precedenti.

Per la prima volta il marchio che rappresentava l’affidabilità dell’ingegneria tedesca viene associato a uno dei più grandi scandali industriali della storia recente.

Da quel momento Volkswagen accelera con decisione sulla mobilità elettrica, investendo decine di miliardi di euro nello sviluppo di nuovi modelli e nella riconversione di numerosi stabilimenti produttivi.

Una scelta quasi obbligata, ma estremamente costosa.

La rivoluzione elettrica e la concorrenza cinese

Per anni la Cina è stata il principale mercato di Volkswagen.

Le vendite nel Paese asiatico hanno rappresentato una parte fondamentale della crescita del gruppo.

Oggi lo scenario è completamente cambiato.

Pechino non è più soltanto un enorme mercato di sbocco. È diventata il principale concorrente dell’industria automobilistica europea.

Marchi come BYD, Geely, SAIC e Nio hanno compiuto un salto tecnologico impressionante, soprattutto nel settore dell’auto elettrica.

Queste aziende possono contare su costi di produzione più bassi, una filiera delle batterie quasi completamente integrata e un forte sostegno industriale interno.

Il risultato è evidente.

Volkswagen continua a investire miliardi nella mobilità elettrica, ma si trova a competere con aziende che producono veicoli spesso meno costosi e sempre più competitivi anche dal punto di vista tecnologico.

Il paradosso è che proprio il mercato cinese, che per anni aveva sostenuto la crescita del gruppo tedesco, oggi rappresenta una delle principali fonti di pressione competitiva.

La crisi energetica cambia tutto

A rendere ancora più complesso il quadro è arrivata la crisi energetica.

Per decenni la Germania ha costruito parte della propria competitività industriale anche grazie alla disponibilità di energia relativamente economica, favorita dall’importazione di gas russo.

La guerra in Ucraina ha modificato radicalmente questo equilibrio.

L’aumento dei costi energetici ha colpito in modo particolare proprio i grandi gruppi manifatturieri, che basano la propria competitività su produzioni ad alta intensità industriale.

Volkswagen si è così trovata a gestire contemporaneamente tre grandi trasformazioni: l’aumento dei costi energetici, la rivoluzione dell’auto elettrica e la crescente pressione della concorrenza cinese.

Tre fattori che, sommati, hanno progressivamente ridotto i margini del gruppo.

Perché oggi si parla di 100mila esuberi

È dentro questo contesto che nascono le indiscrezioni sulle possibili chiusure di stabilimenti e sulla riduzione dell’organico.

Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, il gruppo starebbe valutando un piano di razionalizzazione molto più ampio rispetto a quelli affrontati in passato.

L’obiettivo sarebbe ridurre una capacità produttiva oggi considerata superiore rispetto alla domanda effettiva del mercato.

Il punto più significativo è che tra gli impianti interessati figurerebbero anche stabilimenti recentemente riconvertiti alla produzione di veicoli elettrici.

Questo significa che la crisi non riguarda soltanto il vecchio modello industriale basato sul motore termico.

Coinvolge anche la nuova strategia elettrica del gruppo.

È probabilmente questo l’aspetto che più preoccupa gli analisti.

Una crisi che riguarda tutta l’Europa

Ridurre la vicenda Volkswagen a un problema tedesco sarebbe un errore.

L’intera industria automobilistica europea è costruita attraverso una filiera integrata che coinvolge decine di migliaia di aziende distribuite tra Germania, Italia, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Ungheria e altri Paesi dell’Unione.

Molte imprese italiane della componentistica lavorano direttamente o indirettamente per il gruppo Volkswagen.

Un rallentamento strutturale della produzione potrebbe quindi avere effetti anche sul sistema manifatturiero italiano.

Il settore automobilistico rappresenta ancora oggi una delle principali filiere industriali europee.

Per questo motivo le difficoltà del gruppo tedesco vengono osservate con estrema attenzione anche dalle istituzioni europee.

Il vero nodo: il modello industriale europeo

La vicenda Volkswagen racconta qualcosa di molto più grande di una semplice ristrutturazione aziendale.

Racconta la trasformazione del modello industriale europeo.

Per oltre trent’anni la competitività della manifattura europea si è basata su alcuni elementi fondamentali: energia relativamente accessibile, forte domanda internazionale, leadership tecnologica nei motori tradizionali e globalizzazione dei mercati.

Oggi tutti questi elementi stanno cambiando contemporaneamente.

La Cina non è più soltanto una piattaforma produttiva, ma una potenza tecnologica.

Gli Stati Uniti stanno attirando investimenti grazie a energia meno costosa e politiche industriali molto aggressive.

L’Europa, invece, si trova a gestire contemporaneamente transizione energetica, nuove regole ambientali e crescente concorrenza internazionale.

Volkswagen rappresenta probabilmente il caso più emblematico di questa trasformazione.

100 mila esuberi, 100 mila passi indietro

Le indiscrezioni sui possibili 100mila esuberi rappresentano certamente una notizia di grande impatto.

Ma fermarsi ai numeri significherebbe perdere il significato più profondo della vicenda.

La crisi Volkswagen racconta infatti la difficoltà dell’industria europea di adattarsi contemporaneamente a una rivoluzione tecnologica, a un nuovo equilibrio geopolitico e a una competizione globale sempre più intensa.

Per molti anni il gruppo tedesco ha incarnato il successo del modello manifatturiero europeo.

Oggi quel modello è chiamato a reinventarsi.

La domanda che resta aperta non riguarda soltanto il futuro di Volkswagen.

Riguarda la capacità dell’intera Europa di continuare a essere una delle grandi potenze industriali del XXI secolo.

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“Lasciamo Forza Italia”: politici passano a Vannacci, la reazione di Marina Berlusconi https://www.business.it/marina-berlusconi-non-teme-la-fuga-verso-vannacci-8220-chi-e-andato-via-8230-8221/ Fri, 26 Jun 2026 16:05:26 +0000 https://www.business.it/?p=155992 Due deputati di Forza Italia hanno recentemente lasciato il partito per aderire a Futuro Nazionale, guidato dal generale Roberto Vannacci. Nonostante la potenziale crisi interna, la risposta di Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e figlia di Silvio Berlusconi, è stata misurata e priva di allarmismi, sottolineando piuttosto un’analisi delle scelte compiute in passato. I deputati… Read More »“Lasciamo Forza Italia”: politici passano a Vannacci, la reazione di Marina Berlusconi

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Marina Berlusconi non teme la fuga verso Vannacci: "Chi è andato via..."

Due deputati di Forza Italia hanno recentemente lasciato il partito per aderire a Futuro Nazionale, guidato dal generale Roberto Vannacci. Nonostante la potenziale crisi interna, la risposta di Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e figlia di Silvio Berlusconi, è stata misurata e priva di allarmismi, sottolineando piuttosto un’analisi delle scelte compiute in passato.

I deputati coinvolti e il loro percorso politico

I protagonisti di questa vicenda sono Attilio Pierro e Davide Bergamini, entrambi ex membri della Lega e passati a Forza Italia nel gennaio 2026. Ora hanno scelto di unirsi a Futuro Nazionale, insieme ai leghisti Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof, oltre all’economista ed ex europarlamentare Antonio Maria Rinaldi.

Particolarmente emblematico è il caso di Bergamini, che a gennaio motivava il proprio abbandono della Lega con il fatto che il partito si era spostato troppo a destra e che non voleva associarsi alle idee di Vannacci. Cinque mesi dopo, invece, ha aderito proprio a quel movimento.

vannacci fuga marina berlusconi

La posizione di Marina Berlusconi sulle fuoriuscite

Fonti vicine ad Arcore riportano che Marina Berlusconi non considera queste defezioni un motivo di preoccupazione. La sua interpretazione è che si tratti di una conseguenza delle aperture fatte in passato verso esponenti non pienamente allineati con i valori del partito. Questo rimanda implicitamente alla gestione precedente dei gruppi parlamentari, guidati da Maurizio Gasparri al Senato e Paolo Barelli alla Camera, entrambi recentemente sostituiti da Stefania Craxi ed Enrico Costa.

La strategia politica di Marina Berlusconi per Forza Italia

Dietro il tono pacato della sua reazione, Marina Berlusconi coltiva una visione chiara per il futuro di Forza Italia: orientare il partito verso un’identità liberal, moderata ed europeista, incompatibile con le posizioni più identitarie e sovraniste di Futuro Nazionale. Di conseguenza, chi ha scelto di lasciare il partito probabilmente non era mai pienamente integrato nella sua nuova linea politica.

vannacci fuga marina berlusconi

Il fatto che queste uscite siano avvenute senza traumi o rotture evidenti rappresenta, secondo la leadership del partito, la modalità migliore per procedere a una ricostruzione interna senza contraddizioni.

La reazione di Vannacci e le conseguenze per la Lega

Il generale Vannacci ha espresso soddisfazione per la crescita del suo movimento, sottolineando come il partito abbia raggiunto 94mila iscritti e stia continuando a guadagnare consensi. Il gruppo parlamentare di Futuro Nazionale alla Camera ora conta otto deputati.

Il principale partito danneggiato da questo scenario resta la Lega, che ha perso diversi esponenti verso Vannacci e si trova in difficoltà anche nei sondaggi. Nel frattempo, Forza Italia sembra adottare un atteggiamento di osservazione attenta, lavorando a un progetto di rilancio sotto la guida di Marina Berlusconi.

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Aerei dall’Italia nella guerra all’Iran, Rutte scatena il caos: la risposta di Palazzo Chigi https://www.business.it/aerei-dallitalia-nella-guerra-alliran-rutte-scatena-il-caos-la-risposta-di-palazzo-chigi/ Fri, 26 Jun 2026 14:19:15 +0000 https://www.business.it/?p=155987 Le parole del segretario generale della Nato Mark Rutte hanno acceso uno scontro politico e diplomatico che coinvolge direttamente l’Italia. Durante un’intervista a Fox News, Rutte ha parlato del contributo fornito dai Paesi dell’Alleanza all’azione militare statunitense contro l’Iran, citando anche le basi presenti sul territorio italiano. Dichiarazioni che hanno provocato polemiche interne e una… Read More »Aerei dall’Italia nella guerra all’Iran, Rutte scatena il caos: la risposta di Palazzo Chigi

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rutte nato caos guerra iran

Le parole del segretario generale della Nato Mark Rutte hanno acceso uno scontro politico e diplomatico che coinvolge direttamente l’Italia. Durante un’intervista a Fox News, Rutte ha parlato del contributo fornito dai Paesi dell’Alleanza all’azione militare statunitense contro l’Iran, citando anche le basi presenti sul territorio italiano. Dichiarazioni che hanno provocato polemiche interne e una dura reazione da parte di Teheran.

A intervenire è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto: “Le parole “a caso” del segretario generale della Nato, inopportune e superflue, amplificate da un approccio politico interno sempre pronto a danneggiare l’Italia pur di colpire il governo pro tempore, stanno generando una tempesta in un bicchiere d’acqua sul piano interno, ma rischiano di produrre conseguenze ben più serie sul piano internazionale”.

rutte nato caos guerra iran

Rutte cita l’Italia, esplode lo scontro con l’Iran

La vicenda nasce anche dalle parole di Donald Trump: “Se si guarda l’Italia, 500 aerei militari statunitensi sono decollati da basi statunitensi in Italia per partecipare all’operazione Epicfury. Un sostegno enorme”. L’opposizione ha reagito chiedendo chiarimenti: “Aperti i cieli: 500 aerei? Per fare cosa? Decollati dalle basi senza passaggio parlamentare?”. Per Crosetto, tuttavia, la polemica interna rischia di produrre effetti internazionali.

Il ministro degli Esteri iraniano ha affermato: “L’Italia e la Romania sono esplicitamente nominate dal segretario generale della Nato come partecipanti all’aggressione contro l’Iran”. Poi l’accusa: “Essi, insieme a tutti gli altri Paesi europei che hanno sostenuto l’aggressione americano-israeliana contro l’Iran, devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di colludere in questo palese atto di aggressione. Si tratta di una chiara e schiacciante ammissione della complicità attiva della Nato”.

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La risposta italiana e l’irritazione degli Stati Uniti

Il portavoce del ministero iraniano ha parlato di “una guerra di aggressione illegale contro uno Stato membro sovrano delle Nazioni unite: una flagrante violazione delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni unite. L’Organizzazione e i suoi singoli Stati membri che hanno partecipato a tale processo decisionale devono essere ritenuti responsabili di tutte le conseguenze”.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato: “Ho parlato con il ministro degli esteri iraniano Araghchi”, ribadendo che l’Italia ha agito nel rispetto degli accordi con Washington. Teheran ha però chiesto “una smentita chiara e ufficiale”, sostenendo che il governo italiano “non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare” e “non ha mai autorizzato l’utilizzo delle basi per azioni di guerra”.

Anche il segretario di Stato americano Marco Rubio ha manifestato irritazione: “Ho parlato con il presidente Trump, è molto deluso, perché sente che non solo l’Italia ma anche altri Paesi europei, in un momento in cui affrontavamo una minaccia, non solo contro di noi ma più in particolare contro l’Europa, non si sono fatti avanti”. Rubio ha comunque precisato che i rapporti con Roma continuano senza ostacoli, pur aggiungendo che “ovviamente il presidente è molto arrabbiato”.

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POLIZIA DI STATO: 41 indagati a vario titolo per truffa, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione e simulazione di reato https://www.business.it/polizia-di-stato-41-indagati-a-vario-titolo-per-truffa-riciclaggio-autoriciclaggio-ricettazione-e-simulazione-di-reato/ Fri, 26 Jun 2026 09:47:05 +0000 https://www.business.it/?p=155983 Siena – La Spezia. La Polizia di Stato ha disarticolato una presunta associazione criminale specializzata in frodi legate al noleggio di auto di lusso, attiva sia in Italia sia all’estero. Sono 41 le persone indagate, a vario titolo, per truffa, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione e simulazione di reato. Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo avrebbe… Read More »POLIZIA DI STATO: 41 indagati a vario titolo per truffa, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione e simulazione di reato

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Siena – La Spezia. La Polizia di Stato ha disarticolato una presunta associazione criminale specializzata in frodi legate al noleggio di auto di lusso, attiva sia in Italia sia all’estero. Sono 41 le persone indagate, a vario titolo, per truffa, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione e simulazione di reato.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo avrebbe operato in modo organizzato e continuativo nel settore del noleggio a lungo termine di vetture di alta gamma, con una rete radicata principalmente tra Campania e Toscana. L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato di Siena e La Spezia.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Bolzano, ha portato nei giorni scorsi alla notifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 41 soggetti: 4 donne e 37 uomini, di età compresa tra i 32 e i 73 anni. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere, truffa, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione e simulazione di reato.

Nel corso dell’inchiesta sono state eseguite perquisizioni in diverse aree del territorio nazionale. Tra le figure coinvolte figurerebbero anche commercialisti e prestanome ritenuti compiacenti. Il volume d’affari riconducibile al presunto sistema fraudolento supererebbe il milione e mezzo di euro.

I particolari dell’operazione saranno resi noti durante la conferenza stampa in programma oggi alle ore 10.00 presso la Questura di Siena, Caserma Piave, in via delle Sperandie 43.

Si precisa che, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza, la responsabilità delle persone indagate potrà essere accertata in via definitiva soltanto con eventuale sentenza irrevocabile di condanna.

Siena, 25 giugno 2026

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“Ce l’hai fatta”. Massimiliano Rosolino, le parole sulla figlia Sofia commuovono tutti: “Momenti difficili…” https://www.business.it/8220-momenti-difficili-ma-8230-e-fatta-8221-massimiliano-rosolino-le-parole-sulla-figlia-sofia-commuovono-tutti/ Thu, 25 Jun 2026 17:05:39 +0000 https://www.business.it/?p=155975 Massimiliano Rosolino si trova a vivere un momento intenso e ricco di significato familiare. L’ex campione olimpico di nuoto ha scelto di condividere con i suoi follower un importante risultato raggiunto dalla figlia maggiore, Sofia, che ha appena concluso gli esami di terza media, segnando una tappa fondamentale nel suo percorso di crescita. Per Rosolino,… Read More »“Ce l’hai fatta”. Massimiliano Rosolino, le parole sulla figlia Sofia commuovono tutti: “Momenti difficili…”

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Massimiliano Rosolino si trova a vivere un momento intenso e ricco di significato familiare. L’ex campione olimpico di nuoto ha scelto di condividere con i suoi follower un importante risultato raggiunto dalla figlia maggiore, Sofia, che ha appena concluso gli esami di terza media, segnando una tappa fondamentale nel suo percorso di crescita.

Per Rosolino, conosciuto anche per la sua partecipazione a programmi televisivi come Ballando con le Stelle, questi giorni sono stati scanditi dall’emozione e dall’orgoglio per la giovane Sofia, nata dalla relazione con la ballerina e coreografa Natalia Titova. Una storia nata proprio sul set dello show di Milly Carlucci e consolidata con la nascita delle due figlie, Sofia e Nicole.

Massimiliano Rosolino con la figlia Sofia

Il messaggio di Rosolino per Sofia dopo gli esami di terza media

Sofia, nata nel 2013, ha affrontato una delle prime prove significative del suo percorso scolastico, un momento carico di emozione naturale per ogni ragazzo alla sua età. In risposta a questo importante passaggio, Rosolino ha voluto dedicare un messaggio pubblico ricco di affetto e sostegno.

Attraverso il suo profilo Instagram, il campione ha condiviso alcune fotografie che li ritraggono insieme, tra momenti scolastici e scene di vita quotidiana, accompagnate da parole che sottolineano il valore del traguardo: “Anche questa è andata. O meglio, anche questa è stata portata a casa”.

“Ma che tenerezza”. Francesca Chillemi torna sul set con la figlia piccola: tutti impazziti per Smeralda (FOTO)

Massimiliano Rosolino e Natalia Titova

Nel testo del post, Rosolino riflette sul significato dell’esame di terza media, riconoscendo che ogni fase della vita porta con sé le proprie sfide: “Molti dicono che sia solo un esame di passaggio e che le vere sfide arriveranno dopo. Ed è vero. Ma è altrettanto vero che ogni età ha i suoi esami, ed è giusto che sia così”.

L’ex nuotatore paragona poi l’esperienza scolastica della figlia alle competizioni sportive vissute durante la sua carriera: “Alla fine, è un po’ come una gara: c’è emozione, c’è preparazione, c’è una prestazione da esprimere e un risultato che resterà scritto per un po’”. Questo confronto mette in luce come i valori di disciplina, impegno e determinazione siano fondamentali sia nello sport che nella vita quotidiana.

Un momento di tenerezza emerge dal racconto di Rosolino: Sofia ha scelto di affrontare l’ingresso in aula senza la presenza del padre, preferendo condividere quell’attimo con un’amica. Un gesto accolto con un sorriso e una battuta affettuosa, con la figlia che avrebbe confidato: “a te perdono tutto”.

Il messaggio social accenna anche a un periodo difficile vissuto dalla famiglia, mai approfondito da Rosolino, ma che è stato toccato durante la sua partecipazione a Ballando con le Stelle, quando Filippo Magnini aveva fatto riferimento a mesi complicati, suscitando una forte emozione nell’ex collega e amico.

Concludendo, Rosolino esprime un sentimento paterno profondo, ricordando l’impegno della figlia: “La cosa che conta davvero, però, è un’altra: sei stata brava. Non è stato un anno semplice. La scuola, come la vita, riserva difficoltà e sorprese. Ma quando è arrivato il momento di metterti alla prova, hai saputo dare il massimo”.

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Vannacci e Alemanno a cena insieme, poi accade l’inaspettato https://www.business.it/vannacci-e-alemanno-a-cena-insieme-poi-accade-l-inaspettato/ Thu, 25 Jun 2026 07:49:24 +0000 https://www.business.it/?p=155968 Una cena in un ristorante della zona nord di Roma ha recentemente catalizzato l’attenzione del dibattito politico nazionale. Al centro dell’incontro si sono trovati Gianni Alemanno, ex sindaco della Capitale, e il generale Roberto Vannacci, due figure della destra identitaria e sovranista che sembrano avviare un percorso comune. Oltre all’aspetto conviviale, la serata è stata… Read More »Vannacci e Alemanno a cena insieme, poi accade l’inaspettato

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Vannacci e Alemanno a cena insieme, poi accade l’inaspettato

Una cena in un ristorante della zona nord di Roma ha recentemente catalizzato l’attenzione del dibattito politico nazionale. Al centro dell’incontro si sono trovati Gianni Alemanno, ex sindaco della Capitale, e il generale Roberto Vannacci, due figure della destra identitaria e sovranista che sembrano avviare un percorso comune.

Oltre all’aspetto conviviale, la serata è stata interpretata come un momento di avvicinamento tra reti politiche, con riferimenti simbolici e presenze parlamentari che hanno affrontato temi quali il sistema penitenziario e le pene per i reati gravi.

Dettagli dell’incontro tra Vannacci e Alemanno

La serata si è svolta con una forte componente scenografica: un abbraccio davanti alle telecamere e gesti rituali che hanno richiamato codici identitari specifici, attirando l’attenzione di cronisti e osservatori presenti.

Nel corso dell’incontro, sia Roberto Vannacci che Gianni Alemanno hanno indicato la volontà di proseguire il dialogo oltre questo appuntamento. La composizione dei tavoli e le dichiarazioni hanno fatto emergere un’agenda di confronto che potrebbe portare a sviluppi politici nelle prossime settimane, pur non mancando alcune polemiche sulle immagini diffuse.

Tavolata della cena a Roma con esponenti della destra

Simboli e gestualità al centro della serata

La cena si è aperta con un saluto mediatico intenso: un gesto caloroso tra i protagonisti ripreso dalle telecamere. Alemanno ha utilizzato la dextrarum iunctio, ovvero la stretta dell’avambraccio, un rito antico ripreso in alcuni ambienti contemporanei. All’evento hanno partecipato circa venti persone, tra cui deputati di area futurista che hanno eseguito un brindisi accompagnato dal segno della croce e dal motto del ventennio fascista terminante con la formula “A noi”.

Al tavolo principale erano presenti esponenti noti della destra italiana quali Edoardo Ziello, Rossano Sasso, Domenico Furgiuele ed Emanuele Pozzolo, oltre all’ex europarlamentare della Lega Antonio Maria Rinaldi e al teorico di Futuro nazionale Lorenzo Gasperini.

In un primo confronto con la stampa, Vannacci ha espresso apprezzamento per Alemanno, sottolineando la possibilità che l’ex sindaco possa mettere a disposizione la propria esperienza nel progetto politico di Futuro nazionale.

vannacci alemanno cena imprevisto

Linee programmatiche e priorità emerse

Durante l’incontro è emersa la volontà di elaborare un programma politico comune, sebbene ancora in fase di definizione. Tra i temi discussi, ha avuto rilievo la questione carceraria e la gestione delle pene, di particolare attualità dopo la recente scarcerazione di Gianni Alemanno dal carcere di Rebibbia, dove era detenuto per oltre un anno a seguito di un processo per traffico di influenze illecite e abuso d’ufficio.

Vannacci ha ribadito una linea dura, richiamando la figura biblica di Caino per sostenere l’espiazione integrale della pena per i reati più gravi, citando casi di cronaca nera come quello di Turetta e sottolineando la necessità della certezza della pena indipendentemente dall’introduzione di fattispecie come il femminicidio.

Alemanno, pur con una posizione leggermente differente, ha evidenziato la distinzione tra chi dimostra un reale cambiamento durante la detenzione e chi invece non lo fa, sostenendo che per quest’ultimo gruppo la detenzione debba rimanere inalterata.

Partecipanti, contesto e reazioni

La presenza di parlamentari e figure rappresentative di diverse correnti della destra ha contribuito a far emergere l’incontro come un evento politico di rilievo. La combinazione di gesti simbolici, slogan e messaggi programmatici ha trasformato la cena in un focus di dibattito pubblico. Non sono stati annunciati impegni formali o calendari di iniziative, ma l’incontro è interpretato come un segnale di dialogo tra aree della destra in cerca di una sintesi.

Le dichiarazioni di Vannacci sull’apporto di Alemanno a Futuro nazionale rappresentano uno dei passaggi più attenzionati. Resta da vedere come si svilupperà il confronto e quali saranno le tappe successive di questo percorso politico che ha già sollevato interesse e commenti nel panorama italiano.

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Dichiarato morto per un infarto, si risveglia 30 minuti dopo ed ecco cosa succede https://www.business.it/dichiarato-morto-per-un-infarto-si-risveglia-30-minuti-dopo-ed-ecco-cosa-succede/ Thu, 25 Jun 2026 07:28:38 +0000 https://www.business.it/?p=155959 Un episodio raro e sorprendente si è verificato a Tarquinia, in provincia di Viterbo, dove un uomo di 78 anni è stato dichiarato morto a seguito di un arresto cardiaco, per poi riprendere conoscenza circa 30 minuti dopo. La vicenda, che la scorsa estate ha destato scalpore nella comunità locale, ha visto il protagonista tornare… Read More »Dichiarato morto per un infarto, si risveglia 30 minuti dopo ed ecco cosa succede

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Uomo dichiarato morto si risveglia dopo 30 minuti a Tarquinia

Un episodio raro e sorprendente si è verificato a Tarquinia, in provincia di Viterbo, dove un uomo di 78 anni è stato dichiarato morto a seguito di un arresto cardiaco, per poi riprendere conoscenza circa 30 minuti dopo. La vicenda, che la scorsa estate ha destato scalpore nella comunità locale, ha visto il protagonista tornare lucido e reattivo poco dopo la constatazione del decesso da parte del personale sanitario.

Dichiarazione di morte e risveglio improvviso

In una sera dell’estate 2025, il servizio di emergenza 118 è intervenuto presso l’abitazione dell’anziano, colpito da un grave arresto cardiaco. Nonostante le manovre di rianimazione effettuate tempestivamente, l’uomo ha subito due arresti cardiaci consecutivi senza rispondere agli stimoli. A seguito di questi eventi, il personale medico ha dichiarato ufficialmente la morte e ha disposto la cancellazione dell’arrivo dell’elisoccorso Ares 118, già attivato per un trasporto urgente. La salma è rimasta nell’ambulanza in attesa del carro funebre.

Uomo risvegliato dopo 30 minuti nella ambulanza a Tarquinia

Un evento inatteso: il ritorno alla vita

Circa mezz’ora dopo, mentre si attendevano le procedure per il trasporto della salma, l’uomo ha improvvisamente riaperto gli occhi e ha chiesto delle figlie, dimostrando piena lucidità e reattività. I soccorritori, colti di sorpresa, hanno prontamente ripreso le operazioni di assistenza, riscontrando segni vitali stabili.

Il fenomeno di Lazzaro e la morte apparente

Il paziente è stato trasferito in ospedale per ulteriori accertamenti. Secondo i medici, si tratta di un caso raro riconducibile al cosiddetto “fenomeno di Lazzaro”, fenomeno per cui la circolazione sanguigna riprende spontaneamente dopo l’interruzione delle manovre rianimatorie. La scienza medica non ha ancora una spiegazione definitiva per questa forma di morte reversibile.

Dettaglio del paziente risvegliato dopo la dichiarazione di morte

Reazioni della comunità e condizioni attuali

La notizia si è rapidamente diffusa tra gli abitanti di Tarquinia, generando stupore e commenti di incredulità. La famiglia ha definito l’accaduto un “miracolo”, mentre il personale sanitario ha sottolineato l’eccezionalità dell’evento, definendolo “fuori da ogni logica”. Attualmente, l’uomo resta sotto stretta osservazione medica in condizioni stabili.

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Il Venezuela tra speranza e tragedia: il terremoto arriva mentre il Paese tenta di uscire dalla crisi del debito https://www.business.it/il-venezuela-tra-speranza-e-tragedia-il-terremoto-arriva-mentre-il-paese-tenta-di-uscire-dalla-crisi-del-debito/ Thu, 25 Jun 2026 07:12:36 +0000 https://www.business.it/?p=155950 Per anni il Venezuela è stato il simbolo di una delle crisi economiche più profonde del continente americano. Inflazione fuori controllo, isolamento internazionale, carenza di beni essenziali e un debito accumulato nel corso dei decenni hanno segnato la vita di milioni di cittadini. Proprio mentre il Paese sembrava affacciarsi a una nuova fase, con un… Read More »Il Venezuela tra speranza e tragedia: il terremoto arriva mentre il Paese tenta di uscire dalla crisi del debito

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Per anni il Venezuela è stato il simbolo di una delle crisi economiche più profonde del continente americano. Inflazione fuori controllo, isolamento internazionale, carenza di beni essenziali e un debito accumulato nel corso dei decenni hanno segnato la vita di milioni di cittadini. Proprio mentre il Paese sembrava affacciarsi a una nuova fase, con un ambizioso piano di risanamento finanziario destinato a cambiare il futuro dell’economia nazionale, un violento terremoto ha riportato l’emergenza al centro dell’attenzione.

Le due vicende non sono direttamente collegate tra loro, ma la loro coincidenza temporale racconta meglio di qualsiasi analisi la complessità del momento che il Venezuela sta attraversando. Da una parte la ricerca di una stabilità economica dopo anni di difficoltà, dall’altra una tragedia che impone nuove priorità e richiama l’attenzione sul dramma delle persone colpite.

Il terremoto che ha sconvolto il Paese

La forte scossa di terremoto registrata nelle ultime ore è stata avvertita in diverse aree del Venezuela e anche oltre i confini nazionali. Il sisma ha provocato crolli, danni a edifici e infrastrutture e ha causato vittime e numerosi feriti. Le autorità hanno immediatamente attivato la macchina dei soccorsi, mentre migliaia di cittadini hanno lasciato le proprie abitazioni per il timore di nuove scosse.

Le operazioni di ricerca e assistenza proseguono senza sosta e il bilancio resta provvisorio. In queste situazioni ogni aggiornamento può modificare il quadro complessivo e, per questo motivo, la priorità rimane garantire il supporto alle comunità coinvolte e mettere in sicurezza le aree maggiormente colpite.

Il maxi piano per risanare un debito storico

Fino a poche ore prima del terremoto l’attenzione internazionale era concentrata soprattutto sull’avvio del più importante progetto di ristrutturazione del debito venezuelano degli ultimi anni. Il governo aveva infatti dato il via a un percorso destinato a ridisegnare il rapporto con i creditori internazionali, affrontando un’esposizione che viene stimata intorno ai 240 miliardi di dollari.

L’obiettivo è quello di rendere nuovamente sostenibile il debito pubblico, creare condizioni più favorevoli per il ritorno degli investimenti esteri e permettere all’economia nazionale di recuperare gradualmente credibilità sui mercati internazionali. Si tratta di un passaggio considerato fondamentale per un Paese che ha vissuto una lunga stagione di recessione, inflazione e forti difficoltà finanziarie.

Due emergenze diverse che si incontrano

Il terremoto non modifica automaticamente il piano economico già avviato, ma arriva nel momento meno favorevole possibile. Un governo che stava cercando di concentrare risorse, energie e attenzione sul rilancio finanziario deve ora affrontare una nuova emergenza umanitaria, destinando uomini e fondi ai soccorsi, alla gestione della crisi e, successivamente, alla ricostruzione.

È proprio questo il punto di contatto tra le due notizie. Non esiste un rapporto di causa ed effetto, ma è inevitabile che un evento di tale portata influenzi il contesto nel quale il piano di risanamento dovrà svilupparsi. In un Paese che dispone già di margini economici limitati, ogni calamità naturale rappresenta un ulteriore elemento di pressione sulle finanze pubbliche.

Le incognite sulla ripresa economica

Gli esperti ritengono che sia ancora prematuro stabilire quale sarà il reale impatto del terremoto sul percorso di ristrutturazione del debito. Molto dipenderà dall’entità dei danni, dalle risorse necessarie per la ricostruzione e dalla capacità delle istituzioni di gestire contemporaneamente l’emergenza e il processo di rilancio economico.

La storia dimostra che le calamità naturali possono rallentare programmi di sviluppo già avviati, soprattutto quando colpiscono economie particolarmente fragili. Per questo motivo la comunità internazionale osserva con attenzione sia l’evoluzione della situazione sul territorio sia gli effetti che la crisi potrebbe avere sui delicati equilibri finanziari del Paese.

Un futuro ancora tutto da scrivere

Il Venezuela si trova oggi davanti a una nuova sfida che va oltre i numeri dell’economia. Mentre il governo tenta di costruire le basi per una ripresa finanziaria dopo anni di difficoltà, la priorità assoluta resta il sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto e alle famiglie delle vittime.

Il percorso verso una reale stabilità appare ancora lungo e complesso. Le prossime settimane diranno se il piano di risanamento potrà proseguire secondo i programmi oppure se l’emergenza sismica costringerà il Paese a rivedere tempi e priorità. Nel frattempo, il Venezuela continua a confrontarsi con due prove profondamente diverse, ma accomunate dalla stessa necessità: trovare la forza di ricostruire, sul piano umano prima ancora che su quello economico.

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Hormuz, petrolio e geopolitica: perché la tregua tra Stati Uniti e Iran riguarda anche l’Europa https://www.business.it/hormuz-petrolio-e-geopolitica-perche-la-tregua-tra-stati-uniti-e-iran-riguarda-anche-leuropa/ Wed, 24 Jun 2026 18:06:20 +0000 https://www.business.it/?p=155941 Per alcuni giorni il mondo ha avuto l’impressione di trovarsi a un passo da una nuova grande guerra in Medio Oriente. Gli attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani, le minacce di ritorsione da parte di Teheran, il coinvolgimento degli alleati regionali e la mobilitazione delle forze militari hanno riportato al centro dell’attenzione una delle aree più… Read More »Hormuz, petrolio e geopolitica: perché la tregua tra Stati Uniti e Iran riguarda anche l’Europa

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Per alcuni giorni il mondo ha avuto l’impressione di trovarsi a un passo da una nuova grande guerra in Medio Oriente.

Gli attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani, le minacce di ritorsione da parte di Teheran, il coinvolgimento degli alleati regionali e la mobilitazione delle forze militari hanno riportato al centro dell’attenzione una delle aree più instabili del pianeta. Eppure, osservando con attenzione gli sviluppi delle ultime settimane, emerge una realtà diversa da quella raccontata dalla cronaca quotidiana.

Il vero tema non è soltanto lo scontro tra Stati Uniti e Iran.

Il vero tema è l’energia.

Dietro le dichiarazioni dei leader politici, dietro i movimenti militari e persino dietro i negoziati diplomatici si nasconde infatti una questione che riguarda direttamente l’economia mondiale: il controllo dello Stretto di Hormuz e la sicurezza delle rotte energetiche globali.

È questo il motivo per cui una crisi apparentemente regionale è diventata immediatamente una questione che coinvolge Europa, Cina, India, Stati Uniti e gran parte dell’economia mondiale.

Lo Stretto di Hormuz: il collo di bottiglia dell’economia globale

Per comprendere la portata della crisi è necessario partire dalla geografia.

Lo Stretto di Hormuz è una sottile via marittima che collega il Golfo Persico all’Oceano Indiano. Attraverso questo passaggio transitano ogni giorno milioni di barili di petrolio e una quota significativa del gas naturale liquefatto destinato ai mercati internazionali.

Secondo diverse stime internazionali, circa un quinto del petrolio mondiale passa da questo tratto di mare.

Questo significa che qualsiasi minaccia alla libera navigazione nello stretto ha effetti immediati sui mercati energetici.

Gli investitori lo sanno bene. Ogni volta che le tensioni tra Stati Uniti e Iran aumentano, il primo effetto si registra sul prezzo del petrolio e del gas. Non è soltanto una questione finanziaria: da quei prezzi dipendono l’inflazione, la crescita economica e il costo dell’energia per famiglie e imprese.

In altre parole, Hormuz è diventato uno dei principali punti nevralgici dell’economia globale.

Perché Washington e Teheran hanno scelto la strada del negoziato

Le fonti diplomatiche e le ricostruzioni giornalistiche delle ultime settimane mostrano come, parallelamente alla crisi militare, sia proseguito un intenso lavoro negoziale tra Washington e Teheran.

L’obiettivo era evitare che l’escalation sfuggisse al controllo.

Da qui nasce il memorandum che ha consentito una progressiva riduzione delle tensioni e la riapertura di canali di dialogo.

A prima vista potrebbe sembrare un gesto di distensione politica.

In realtà si tratta soprattutto di una necessità economica.

Gli Stati Uniti non hanno interesse a provocare uno shock energetico globale che rischierebbe di colpire la crescita economica occidentale. L’Iran, dal canto suo, ha bisogno di evitare un ulteriore isolamento economico in un momento già complicato per la propria economia.

Anche l’Europa osservava con crescente preoccupazione l’evoluzione della crisi.

Dopo la guerra in Ucraina e la lunga crisi energetica che ne è seguita, Bruxelles sa bene quanto una nuova impennata dei prezzi possa compromettere la ripresa economica del continente.

Per questo motivo il memorandum tra Stati Uniti e Iran va letto più come una tregua economica che come una vera riconciliazione politica.

Il ruolo dell’Italia nella crisi

La vicenda ha assunto una dimensione particolarmente interessante anche per l’Italia.

Le dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte hanno infatti alimentato una polemica politica riguardante il presunto utilizzo delle basi militari americane presenti sul territorio italiano.

Secondo alcune ricostruzioni, oltre 500 velivoli statunitensi avrebbero utilizzato infrastrutture italiane nell’ambito delle operazioni collegate alla crisi iraniana.

Il governo italiano ha però respinto questa interpretazione.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha precisato che l’Italia ha fornito esclusivamente supporto logistico previsto dagli accordi internazionali e che non vi è stata alcuna partecipazione diretta alle operazioni militari.

Al di là della polemica politica, la vicenda evidenzia una realtà spesso sottovalutata: la posizione geografica dell’Italia la rende inevitabilmente un attore coinvolto nelle grandi crisi del Mediterraneo e del Medio Oriente.

Le basi presenti sul territorio nazionale rappresentano infatti uno degli elementi chiave dell’architettura strategica della Nato nel Mediterraneo.

Petrolio, inflazione e crescita economica

L’aspetto più interessante della crisi riguarda però le sue conseguenze economiche.

Nelle settimane di maggiore tensione i mercati energetici hanno reagito immediatamente al rischio di una possibile interruzione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.

Il semplice timore di una chiusura del passaggio è stato sufficiente per provocare movimenti significativi nei prezzi del petrolio.

Successivamente, l’avvio dei negoziati e la prospettiva di una de-escalation hanno contribuito a raffreddare le quotazioni.

Questo episodio dimostra ancora una volta quanto il sistema economico globale resti fortemente dipendente dalla stabilità delle rotte energetiche.

La transizione energetica procede, ma il petrolio continua a rappresentare una componente fondamentale dell’economia mondiale.

E proprio per questo le tensioni geopolitiche nel Golfo Persico continuano ad avere un impatto immediato sulle economie occidentali.

La nuova sicurezza del XXI secolo

La crisi tra Stati Uniti e Iran offre una lezione più ampia.

Per decenni la sicurezza è stata interpretata quasi esclusivamente in termini militari.

Oggi il concetto appare molto più complesso.

La sicurezza energetica è diventata una componente essenziale della sicurezza nazionale ed economica.

Proteggere le rotte commerciali, garantire l’accesso alle materie prime strategiche e mantenere stabili i mercati energetici è diventato importante quanto la difesa tradizionale.

In questo senso, la vicenda di Hormuz rappresenta uno degli esempi più evidenti della trasformazione in corso.

Le grandi crisi contemporanee non si combattono soltanto con missili e portaerei.

Si combattono anche attraverso il controllo delle infrastrutture energetiche, delle rotte commerciali e dei mercati globali.

Conclusione

La tregua tra Stati Uniti e Iran non rappresenta la fine delle tensioni in Medio Oriente. Molti dei nodi che hanno alimentato il confronto restano irrisolti: dal programma nucleare iraniano al ruolo regionale di Teheran, fino alle relazioni con Israele e con gli alleati occidentali.

Tuttavia, gli sviluppi delle ultime settimane mostrano chiaramente come la questione energetica abbia esercitato una forza moderatrice sulle scelte dei principali attori coinvolti.

In un mondo ancora fortemente dipendente dal petrolio, il controllo di uno stretto marittimo può influenzare l’inflazione europea, la crescita americana e la stabilità dei mercati asiatici.

È per questo motivo che la crisi tra Washington e Teheran non riguarda soltanto il Medio Oriente.

Riguarda anche le bollette europee, la competitività delle imprese, la politica monetaria delle banche centrali e, in ultima analisi, la crescita economica globale.

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Vannacci, che bomba: “Anche lui con me”. Scacco matto a Meloni https://www.business.it/vannacci-che-bomba-anche-lui-con-me-scacco-matto-a-meloni/ Wed, 24 Jun 2026 07:55:52 +0000 https://www.business.it/?p=155928 L’uscita dal carcere di Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma e già ministro dell’Agricoltura, segna l’inizio di una nuova fase politica. Dopo la detenzione presso la casa circondariale di Rebibbia, Alemanno torna attivo nel panorama politico nazionale, affiancato da Roberto Vannacci, con l’obiettivo di costituire un nuovo polo della destra sovranista e identitaria. L’incontro tra… Read More »Vannacci, che bomba: “Anche lui con me”. Scacco matto a Meloni

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L’uscita dal carcere di Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma e già ministro dell’Agricoltura, segna l’inizio di una nuova fase politica. Dopo la detenzione presso la casa circondariale di Rebibbia, Alemanno torna attivo nel panorama politico nazionale, affiancato da Roberto Vannacci, con l’obiettivo di costituire un nuovo polo della destra sovranista e identitaria.

L’incontro tra i due è previsto nei pressi della struttura detentiva romana, dove Vannacci accoglierà l’ex primo cittadino. Tale momento assume un rilievo significativo in quanto formalizza un percorso politico comune già in corso da tempo tra i due esponenti.

Alemanno ha deciso di sciogliere il movimento Indipendenza all’interno di Futuro Nazionale, optando per il sostegno al progetto politico promosso da Vannacci dopo la sua uscita dalla Lega. Questa scelta ha determinato tensioni interne, con l’esclusione di figure storiche del movimento come Marcello Taglialatela, Fabio Granata e Luigia Passero, che non hanno condiviso la nuova linea politica, ritenuta troppo vicina alle posizioni del generale, soprattutto in materia di remigrazione, giustizia e politica estera.

Negli anni precedenti, Alemanno si era distinto per una posizione critica nei confronti dell’Unione Europea, della Nato e dell’attuale assetto delle relazioni internazionali, un orientamento che lo ha progressivamente allontanato dal centrodestra di governo guidato da Giorgia Meloni.

Fin dal 2023, Alemanno aveva sottolineato la necessità di una forza politica definita “antisistema”, accusando maggioranza e opposizione di posizioni omologate sulle principali questioni strategiche. Il rapporto con Fratelli d’Italia si è quindi ulteriormente raffreddato, portandolo all’attuale convergenza con il progetto di Vannacci.

L’ex ministro ha definito “coraggiosa” la decisione di Vannacci di lasciare la Lega per fondare una nuova formazione politica dai connotati sovranisti e identitari, ritenendo tale percorso il naturale sbocco per chi si riconosce in una destra alternativa rispetto a quella attualmente al governo.

Durante la detenzione, Alemanno ha mantenuto una significativa presenza pubblica tramite i social network, raccogliendo un consistente seguito di sostenitori che hanno continuato a seguirlo anche durante la permanenza a Rebibbia. Nel suo ultimo messaggio prima della scarcerazione, l’ex sindaco ha descritto la sensazione di lasciare il carcere come “disertare una trincea”, denunciando le condizioni di altri detenuti e criticando alcuni aspetti del sistema giudiziario italiano.

Con il ritorno in libertà e la nuova alleanza politica, Alemanno mira a riaffermarsi nel dibattito nazionale, puntando a costruire un nuovo spazio per l’elettorato sovranista. L’obiettivo è posizionarsi tra la destra di governo guidata da Meloni e la Lega di Matteo Salvini, configurando una sfida che potrebbe influenzare gli equilibri dell’area conservatrice nei prossimi mesi.

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Triste lutto per Antonella Clerici: il suo dolore e tutti stretti a lei https://www.business.it/addio-sempre-nel-mio-cuore-triste-lutto-per-antonella-clerici-il-suo-dolore-e-tutti-stretti-a-lei-foto/ Wed, 24 Jun 2026 07:20:03 +0000 https://www.business.it/?p=155920 Antonella Clerici ha reso pubblico il proprio cordoglio per la scomparsa di Romana, storica parrucchiera Rai e amica di lunga data, attraverso un messaggio condiviso sui social network. La conduttrice ha voluto ricordare il legame professionale e personale che l’ha unita a Romana sin dal 1986, sottolineando l’importanza di questo rapporto nel corso della sua… Read More »Triste lutto per Antonella Clerici: il suo dolore e tutti stretti a lei

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Antonella Clerici ha reso pubblico il proprio cordoglio per la scomparsa di Romana, storica parrucchiera Rai e amica di lunga data, attraverso un messaggio condiviso sui social network. La conduttrice ha voluto ricordare il legame professionale e personale che l’ha unita a Romana sin dal 1986, sottolineando l’importanza di questo rapporto nel corso della sua carriera televisiva.

Nel messaggio pubblicato su Instagram, Antonella Clerici ha descritto Romana come la sua prima parrucchiera alla Rai di Milano, evidenziando come la loro relazione sia nata in ambito lavorativo e si sia successivamente trasformata in una profonda amicizia. La conduttrice ha ricordato che, pur essendo state spesso lontane fisicamente, il legame non si è mai interrotto.

“Ciao Romana, sei stata la mia prima parrucchiera alla Rai di Milano nel 1986”, si legge nel post. “Tu lavoravi già in sceneggiati importanti, io ero una ragazzina di provincia alla scoperta della tv. Mi hai preso per mano e non ci siamo più lasciate anche se la vita e la nostra storia ci hanno allontanate fisicamente ma mai nel cuore. Dove ti porterò sempre”.

Antonella Clerici

Il post ha generato numerose manifestazioni di vicinanza da parte degli utenti, che hanno espresso solidarietà alla conduttrice e sottolineato la sua capacità di condividere momenti personali con il pubblico. Molti hanno ricordato anche il lavoro svolto dai professionisti che operano dietro le quinte dei programmi televisivi.

Tra i commenti, una fan ha scritto: “Che belle parole, sei speciale cara Antonella e come dici sempre tu, la gratitudine è importante”. Un’altra ha evidenziato il valore delle figure come Romana, fondamentali per la riuscita dei programmi ma spesso poco visibili al grande pubblico.

Ricordo di Romana, parrucchiera Rai

Il ricordo di Romana si configura come un tributo alla professionalità e alla dedizione di chi opera dietro le telecamere, contribuendo al successo delle trasmissioni televisive. Il messaggio di Antonella Clerici rappresenta al contempo un omaggio personale e un riconoscimento pubblico a una figura che ha avuto un ruolo significativo nella sua vita professionale e umana.

Antonella Clerici e il ricordo di Romana

Questa manifestazione di cordoglio ha trovato ampia eco tra i follower, che hanno apprezzato la trasparenza e la sobrietà con cui la conduttrice ha espresso il proprio dolore, mantenendo un atteggiamento rispettoso e istituzionale nel rispetto della memoria di Romana.

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Caos alla Camera, deputata portata fuori dall’aula: “Violata”. Tensione altissima https://www.business.it/scontro-alla-camera-sul-piano-casa-opposizioni-contro-vannacci-parole-che-richiamano-le-leggi-razziali/ Wed, 24 Jun 2026 06:26:26 +0000 https://www.business.it/?p=155915 Confronto acceso durante il dibattito sul Piano casa Si è registrata una forte tensione alla Camera dei Deputati durante la discussione sugli ordini del giorno collegati al Piano casa. Il confronto si è inasprito tra le opposizioni e i rappresentanti del movimento Futuro Nazionale, guidato da Roberto Vannacci. Il nodo della polemica sono state alcune… Read More »Caos alla Camera, deputata portata fuori dall’aula: “Violata”. Tensione altissima

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Deputata Ouidad Bakkali in Aula alla Camera

Confronto acceso durante il dibattito sul Piano casa

Si è registrata una forte tensione alla Camera dei Deputati durante la discussione sugli ordini del giorno collegati al Piano casa. Il confronto si è inasprito tra le opposizioni e i rappresentanti del movimento Futuro Nazionale, guidato da Roberto Vannacci.

Il nodo della polemica sono state alcune affermazioni pronunciate dal deputato Rossano Sasso nel corso del dibattito sulle case popolari, in cui ha dichiarato: «Nei citofoni delle nostre case popolari non abbiamo più Giuseppe, Maria o Francesco. Abbiamo Omar, Mohamed, Abdul. E questo a noi di Futuro Nazionale non va giù».

Reazioni delle opposizioni

Le parole di Sasso hanno suscitato una pronta reazione da parte delle forze di opposizione. Il deputato del Partito Democratico, Federico Fornaro, ha definito tali affermazioni come il superamento di «un limite», sottolineando che il semplice fatto di avere «un nome straniero» o appartenere a una determinata religione viene trasformato in un marchio. Fornaro ha inoltre collegato queste dichiarazioni al periodo delle leggi razziali del 1938.

Analogamente, Andrea Casu (PD) ha denunciato un clima «di chiara matrice razzista», ricordando che durante gli interventi di Futuro Nazionale la deputata Ouidad Bakkali è stata richiamata all’ordine dalla vicepresidente della Camera Anna Ascani mentre protestava dai banchi dell’opposizione.

Ulteriori critiche e accuse reciproche

Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra ha definito «inaccettabile mettere sotto processo cittadini italiani» e ha invitato a far «remigrare» le parole «razziste, fasciste e naziste». Sulla stessa linea si è espresso Andrea Quartini del Movimento 5 Stelle, che ha definito gli interventi di Futuro Nazionale «impregnati di nazifascismo e odio verso il diverso».

Dall’altra parte, i deputati vicini a Vannacci hanno respinto le accuse. Rossano Sasso ha rivendicato le proprie parole, sostenendo che la richiesta di assegnare «prima le case popolari agli italiani e molto dopo bengalesi, pachistani e marocchini» sia una «opinione politica e non razzismo».

Difesa e proteste in Aula

Sasso ha inoltre accusato il centrosinistra di essere razzista verso gli italiani e di voler impedire agli avversari di esprimere le proprie posizioni. Anche Edoardo Ziello ha difeso il collega, evidenziando che a presiedere la seduta fosse proprio Anna Ascani del PD e che, se avesse ritenuto gli interventi offensivi o contrari al regolamento, avrebbe potuto richiamare formalmente Sasso.

In segno di protesta, la deputata dem Ouidad Bakkali ha abbandonato l’Aula. Successivamente, attraverso i social, ha dichiarato: «È stata violata la dignità del Parlamento italiano, sono stati offesi cittadini e cittadine italiane, le persone di origine immigrata e le persone povere».

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Nuovo ct Italia, colpo di scena clamoroso: “Niente Mancini, arriva lui” https://www.business.it/nuovo-ct-italia-colpo-di-scena-clamoroso-niente-mancini-arriva-lui/ Tue, 23 Jun 2026 17:47:01 +0000 https://www.business.it/?p=155907 Il rinnovamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc), guidata da Giovanni Malagò, apre una fase decisiva per la nomina del nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Dopo l’uscita di scena di Gennaro Gattuso, la panchina azzurra è scoperta e la necessità di una guida tecnica stabile e credibile è urgente, considerando il ritorno in campo… Read More »Nuovo ct Italia, colpo di scena clamoroso: “Niente Mancini, arriva lui”

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Panchina della Nazionale Italiana di calcio

Il rinnovamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc), guidata da Giovanni Malagò, apre una fase decisiva per la nomina del nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Dopo l’uscita di scena di Gennaro Gattuso, la panchina azzurra è scoperta e la necessità di una guida tecnica stabile e credibile è urgente, considerando il ritorno in campo programmato per la fine di settembre.

Nazionale italiana: scelta strategica e tempistiche

Il nuovo corso federale punta a individuare un allenatore che sia il fulcro di un progetto a lungo termine, con l’obiettivo di preparare al meglio la squadra in vista dei Mondiali 2030. Malagò ha adottato un approccio prudente, evitando di confermare nomi specifici e rimarcando la necessità di valutazioni approfondite. La scelta del tecnico è parte di un più ampio riassetto che coinvolge anche la struttura organizzativa della Figc.

La Federazione privilegia una figura che garantisca solidità immediata, capacità di leadership e gestione della pressione, ma per il momento non sono stati avviati colloqui formali.

nuovo ct italia

Il dossier Roberto Mancini

Tra i candidati più accreditati rimane quello di Roberto Mancini, reduce dalle esperienze con Al Sadd e la nazionale dell’Arabia Saudita. Il suo ritorno sulla panchina italiana potrebbe rappresentare un valore aggiunto grazie alla sua esperienza internazionale e alla capacità dimostrata di valorizzare giovani talenti.

Tuttavia, la scelta del ct si inserisce in un quadro più ampio di riorganizzazione, che comprende anche la definizione dei ruoli tecnici e dirigenziali all’interno della Figc.

Riorganizzazione della Figc: nuovi ruoli tecnici e dirigenziali

Nel nuovo organigramma federale si fa strada l’ipotesi di affidare a Paolo Maldini il ruolo di direttore tecnico, con un incarico operativo e margini decisionali concreti. Parallelamente, si valuta di inserire Ricky Massara come direttore sportivo, figura di raccordo tra la squadra e i club per la gestione dei percorsi dei calciatori.

Rimane centrale anche la figura di Gianluigi Buffon per la continuità nel lavoro di scouting e accompagnamento dei giovani talenti nelle nazionali giovanili fino all’Under 21. Invece, l’opzione Claudio Ranieri sembra aver perso terreno rispetto alle strategie attuali della Federazione.

nuovo ct italia

Un elemento rilevante riguarda il possibile ruolo di team manager, con la candidatura di Lele Oriali, ex dirigente del Napoli e uomo di fiducia del tecnico salentino. La sua eventuale nomina sarebbe interpretata come un segnale chiaro della linea di indirizzo scelta dalla Figc.

Inaspettatamente, si fa strada la candidatura di Antonio Conte per la guida della Nazionale. Il tecnico, noto per la sua intensità e capacità di ricostruire squadre in transizione, è indicato come possibile sorpasso rispetto a Mancini, con un progetto quadriennale in vista.

La Federazione mantiene una posizione di cautela, consapevole che la scelta del commissario tecnico e la definizione dello staff saranno cruciali per impostare il lavoro in vista dei prossimi impegni. La decisione finale è attesa a breve per assicurare alla Nazionale italiana una guida stabile e una programmazione chiara e immediatamente operativa.

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Sondaggi clamorosi: cosa succede a Giorgia Meloni dopo la lite con Trump https://www.business.it/sondaggi-clamorosi-cosa-succede-a-giorgia-meloni-dopo-la-lite-con-trump/ Tue, 23 Jun 2026 17:15:15 +0000 https://www.business.it/?p=155902 Negli ultimi giorni, la controversia tra Giorgia Meloni e Donald Trump ha suscitato un’attenzione mediatica intensa, ma i dati emergenti dai sondaggi rivelano un esito sorprendente. Contrariamente alle aspettative di un possibile calo di consensi per la presidente del Consiglio, la fiducia degli italiani sembra aver registrato un lieve aumento, mentre la popolarità di Trump… Read More »Sondaggi clamorosi: cosa succede a Giorgia Meloni dopo la lite con Trump

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meloni trump sondaggi

Negli ultimi giorni, la controversia tra Giorgia Meloni e Donald Trump ha suscitato un’attenzione mediatica intensa, ma i dati emergenti dai sondaggi rivelano un esito sorprendente. Contrariamente alle aspettative di un possibile calo di consensi per la presidente del Consiglio, la fiducia degli italiani sembra aver registrato un lieve aumento, mentre la popolarità di Trump ha subito un crollo significativo.

Incremento della fiducia in Meloni dopo lo scontro con Trump

Secondo un recente sondaggio dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, la fiducia verso Giorgia Meloni è cresciuta dal 38% di maggio al 40% attuale, segnando un incremento di due punti percentuali in meno di due giorni. Questo dato emerge in un contesto politico già teso, caratterizzato da incertezze economiche e tensioni internazionali.

Giorgia Meloni in primo piano durante un discorso pubblico

Il declino della popolarità di Donald Trump in Italia

Parallelamente, la stessa indagine evidenzia un drastico calo della stima verso Donald Trump da parte degli italiani, passata dal 42% all’11% in meno di diciotto mesi. Questo repentino deterioramento riflette una perdita di credibilità e consenso che va oltre il mero ambito politico, coinvolgendo anche la percezione dell’immagine pubblica dell’ex presidente statunitense.

Fattori di contesto e prospettive future

Il sondaggio copre un periodo che va dall’elezione di Trump alla Casa Bianca fino ai giorni nostri, in cui la fiducia nella premier era stata già messa alla prova da diversi fattori, quali il referendum costituzionale e una situazione economica precaria aggravata dalle tensioni internazionali, in particolare la guerra in Medio Oriente e la chiusura strategica dello Stretto di Hormuz.

In questo scenario complesso, lo scontro con Trump sembra aver innescato un effetto contrario a quello ipotizzato, determinando una risalita di due punti nella fiducia in Meloni nel giro di 48 ore. Rimane ora forte l’attenzione sull’evoluzione di questa dinamica, poiché i sondaggi rappresentano un’istantanea che potrebbe subire ulteriori cambiamenti nei prossimi giorni.

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Gattuso, la notizia è arrivata: ora è ufficiale https://www.business.it/gattuso-la-notizia-e-appena-arrivata-ora-e-ufficiale/ Tue, 23 Jun 2026 16:32:09 +0000 https://www.business.it/?p=155897 L’attesa è finita: la Lazio ha ufficializzato la nomina di Gennaro Gattuso come nuovo allenatore della prima squadra. Un cambiamento atteso da settimane all’interno del club biancoceleste, che segna un nuovo inizio in un momento delicato per la società e i tifosi. Il presidente Claudio Lotito ha comunicato ufficialmente l’incarico affidato a Gattuso, sottolineando la… Read More »Gattuso, la notizia è arrivata: ora è ufficiale

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Gennaro Gattuso, ufficiale l’annuncio sulla panchina della Lazio

L’attesa è finita: la Lazio ha ufficializzato la nomina di Gennaro Gattuso come nuovo allenatore della prima squadra. Un cambiamento atteso da settimane all’interno del club biancoceleste, che segna un nuovo inizio in un momento delicato per la società e i tifosi.

Il presidente Claudio Lotito ha comunicato ufficialmente l’incarico affidato a Gattuso, sottolineando la fiducia nelle qualità tecniche e caratteriali del nuovo tecnico, chiamato a guidare la squadra verso gli obiettivi stagionali.

Il comunicato ufficiale: Gattuso prende il posto di Sarri

La società ha diffuso una nota esplicita: “La S.S. Lazio S.p.A. comunica di aver affidato l’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra al sig. Gennaro Gattuso. La Società accoglie con soddisfazione il nuovo allenatore, nella convinzione che la sua esperienza, professionalità e determinazione possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi sportivi del Club”.

gattuso allenatore lazio

Una formalità che sancisce un cambio di rotta dopo una stagione complessa, contraddistinta da tensioni con la tifoseria e una gestione non sempre lineare.

Le priorità tecniche e il mercato: le richieste di Gattuso

Il tecnico ha già indicato alcune esigenze per il mercato estivo: un difensore centrale, un attaccante centrale e un trequartista per strutturare il 4-2-3-1 che intende adottare. Tuttavia, il mercato biancoceleste resta vincolato alle cessioni, con i giocatori Romagnoli e Gila indicati come possibili partenti per sbloccare gli acquisti.

La società sta valutando profili giovani e promettenti, come il classe 2006 Asp Jensen, e un profilo più esperto come il 22enne Luca Stoijkovic della Dinamo Zagabria, giocatore ritenuto pronto e apprezzato da Gattuso per la sua esperienza nel calcio croato.

Le sfide economiche e il futuro della squadra

Il presidente Lotito avrebbe promesso a Gattuso un mercato con 4-5 acquisti, ma per realizzare la rifondazione sarà necessario reperire circa 19,5 milioni di euro, cifra che evidenzia la distanza tra le ambizioni e le risorse disponibili.

La sfida principale per il club sarà quindi trasformare questa nomina in un progetto solido, capace di resistere alle pressioni di una piazza esigente e a un mercato complesso.

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Ragazzina uccide mamma e papà, poi il gesto atroce ai compagni di classe. Orrore puro https://www.business.it/ragazzino-uccide-mamma-e-papa-poi-il-gesto-atroce-ai-compagni-di-classe-orrore-puro/ Tue, 23 Jun 2026 16:16:12 +0000 https://www.business.it/?p=155892 Un grave episodio ha scosso la comunità di Groningen (Paesi Bassi settentrionali), dove una ragazza di 15 anni è stata arrestata con l’accusa di aver ucciso i propri genitori e di aver diffuso le immagini della tragedia tra i compagni di scuola. L’evento ha aperto un dibattito sulle difficoltà psicologiche degli adolescenti e sul ruolo… Read More »Ragazzina uccide mamma e papà, poi il gesto atroce ai compagni di classe. Orrore puro

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Scena del crimine a Groningen

Un grave episodio ha scosso la comunità di Groningen (Paesi Bassi settentrionali), dove una ragazza di 15 anni è stata arrestata con l’accusa di aver ucciso i propri genitori e di aver diffuso le immagini della tragedia tra i compagni di scuola. L’evento ha aperto un dibattito sulle difficoltà psicologiche degli adolescenti e sul ruolo dei social nella diffusione di contenuti estremi.

Il duplice omicidio e la diffusione delle immagini

La minorenne ha colpito mortalmente i genitori, Johan e Mathilda, entrambi di 53 anni, nella loro abitazione a Meerstad. Durante l’aggressione è stato ferito anche il cane di famiglia, un golden retriever, che però non ha riportato lesioni gravi. Successivamente, la ragazza avrebbe inviato le fotografie dei corpi ai suoi compagni tramite WhatsApp. Le autorità hanno invitato a non condividere ulteriormente i contenuti e a segnalare ogni diffusione non autorizzata.

Comportamenti anomali e reazioni familiari

Secondo testimonianze raccolte, la giovane manifestava una profonda fragilità psicologica e atteggiamenti insoliti. Alcuni compagni di classe hanno riferito che la ragazza si identificava frequentemente con un cane, gattonando e abbaiando nei corridoi scolastici, indossando persino orecchie e coda finte. Inoltre, aveva spesso saltato le lezioni e mostrava difficoltà a definire la propria identità di genere.

ragazzina uccide mamma e papà

I vicini hanno descritto la famiglia come affettuosa e gentile, ma hanno anche sottolineato l’isolamento della ragazza, che talvolta si sedeva in silenzio sul tetto o usciva a tarda notte. I parenti dei coniugi hanno espresso il loro sgomento e dolore per l’accaduto, sottolineando di non comprendere le motivazioni dietro il gesto.

Rimane incerto chi abbia dato l’allarme: alcune fonti indicano che sia stata la stessa ragazza a chiamare la polizia, mentre altre ipotizzano che l’allerta sia scattata dopo la ricezione delle immagini da parte di una sua amica.

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Garlasco, Marco Poggi inguaia Sempio: “Si tratta della cantina” https://www.business.it/garlasco-marco-poggi-inguaia-sempio-si-tratta-della-cantina/ Tue, 23 Jun 2026 15:00:18 +0000 https://www.business.it/?p=155888 Emergono nuovi dettagli nel caso di Garlasco. Durante la puntata di lunedì 22 giugno di Quarta Repubblica sono stati trasmessi estratti della testimonianza resa il 20 maggio 2025 da Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi, vittima dell’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli. La testimonianza sulla cantina e la presenza di… Read More »Garlasco, Marco Poggi inguaia Sempio: “Si tratta della cantina”

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Marco Poggi durante la deposizione

Emergono nuovi dettagli nel caso di Garlasco. Durante la puntata di lunedì 22 giugno di Quarta Repubblica sono stati trasmessi estratti della testimonianza resa il 20 maggio 2025 da Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi, vittima dell’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli.

La testimonianza sulla cantina e la presenza di amici

Al centro dell’interrogatorio condotto dalla pubblica ministero di Pavia e da un carabiniere è stata la cantina dell’abitazione e la possibile presenza, all’epoca dei fatti, degli amici di Marco, inclusa la figura di Andrea Sempio, recentemente nuovamente indagato nell’ambito dell’inchiesta.

Marco Poggi ha dichiarato: «In cantina avevo, se non sbaglio, alcuni vecchi giochi, alcune scatole. Può essere che siamo andati a prendere delle cose, sì».

Alla domanda se trascorresse tempo in quella zona, ha risposto: «Non credo, no», ma ha precisato di non poter escludere che in alcune occasioni altri ragazzi fossero scesi in cantina.

L’incertezza sulla presenza di Andrea Sempio

«Può essere che siano venuti tutti perché magari dovevo mostrare qualcosa, ma non so quante volte è capitato, è passato troppo tempo», ha spiegato Poggi.

Quando gli è stato chiesto se ricordasse quali amici fossero stati in cantina e in particolare se fosse stato presente Andrea Sempio, ha risposto: «Non posso dirlo, non mi ricordo proprio. Come detto, è possibile che siamo andati perché c’erano delle cose, da riviste di videogiochi ad altro».

Le scale della cantina e le impronte

Gli investigatori hanno poi affrontato il tema delle scale di accesso alla cantina, chiedendo se qualcuno fosse mai caduto o avesse avuto difficoltà a percorrerle.

Marco Poggi ha replicato: «Non ricordo. Le scale sono strette e credo che negli atti sia presente la mia impronta su tutto il vano scala».

La pm ha quindi precisato che risulta effettivamente un’impronta di Marco Poggi su quel vano scala, al che lui ha concluso: «Me ne ricordavo di più, comunque viene da appoggiarsi».

Le dichiarazioni si inseriscono nel contesto delle nuove attività investigative disposte dalla Procura di Pavia per approfondire la presenza di tracce biologiche e impronte all’interno della villetta di Garlasco, a quasi diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi.

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Trump-Meloni, spunta l’audio ufficiale: “Ecco chi ha ragione” https://www.business.it/trump-meloni-spunta-laudio-ufficiale-ecco-chi-ha-ragione/ Tue, 23 Jun 2026 14:23:00 +0000 https://www.business.it/?p=155881 Dopo giorni di polemiche e sospetti, La7 ha trasmesso l’audio integrale della telefonata tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il giornalista Daniele Compatangelo, avvenuta subito dopo il G7 di Evian. La registrazione completa, finora disponibile solo in forma trascritta e doppiata, è stata diffusa durante il programma L’Aria che Tira. Questa mossa… Read More »Trump-Meloni, spunta l’audio ufficiale: “Ecco chi ha ragione”

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Giorgia Meloni al vertice G7 di Evian, in Francia, durante i lavori

Dopo giorni di polemiche e sospetti, La7 ha trasmesso l’audio integrale della telefonata tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il giornalista Daniele Compatangelo, avvenuta subito dopo il G7 di Evian. La registrazione completa, finora disponibile solo in forma trascritta e doppiata, è stata diffusa durante il programma L’Aria che Tira.

Questa mossa arriva in un momento di alta tensione politica e mediatica, dopo che alcune voci della maggioranza avevano messo in discussione la veridicità della versione diffusa inizialmente. La messa in onda dell’audio originale vuole fare chiarezza su quanto effettivamente detto nel colloquio.

Giorgia Meloni durante il vertice G7 a Evian

Il conduttore David Parenzo ha annunciato che la diffusione dell’audio completo è stata possibile grazie all’autorizzazione ufficiale della Casa Bianca. Inizialmente l’emittente aveva pubblicato solo la trascrizione, seguendo i protocolli previsti per le comunicazioni con il presidente statunitense.

«Abbiamo rispettato tutte le procedure previste per le telefonate con il presidente degli Stati Uniti – ha spiegato Parenzo –. A seguito dei dubbi sollevati, abbiamo chiesto di poter diffondere l’audio originale e la Casa Bianca ha dato il via libera».

L’audio è stato trasmesso integralmente, senza tagli, includendo anche i momenti preliminari come gli squilli e i secondi antecedenti la risposta di Trump, per dimostrare l’assenza di manipolazioni.

Donald Trump durante un discorso negli Stati Uniti

Le controversie sulla pubblicazione e la posizione di La7

La vicenda si era intensificata anche perché la prima diffusione era avvenuta tramite testo e doppiaggio, modalità frequenti in televisione quando non è possibile o autorizzata la pubblicazione dell’audio originale. Con questa nuova autorizzazione, La7 ha reso disponibile la registrazione nella sua forma genuina.

Secondo quanto dichiarato da Parenzo, la scelta iniziale era dettata dal rispetto delle norme riguardanti i contatti con il presidente in carica degli Stati Uniti, un aspetto che è diventato centrale a seguito delle polemiche non solo sul contenuto, ma anche sulle modalità di pubblicazione.

Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva

La ricostruzione della telefonata: dall’Ucraina a Giorgia Meloni

Dall’ascolto emerge una versione sostanzialmente in linea con quanto già riportato da La7 nei giorni scorsi. Compatangelo avrebbe aperto la conversazione chiedendo la posizione di Trump sul possibile ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea, ma il presidente Usa avrebbe subito deviato il discorso parlando della presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni.

La parte più discussa riguarda la frase pronunciata da Trump sulla premier italiana, riportata in inglese e rilanciata dall’emittente: «She begged me for a picture. She wanted a picture with me so badly. I wouldn’t have done it, but I felt sorry for her».

La7 ha tradotto così questo passaggio: «Mi ha implorato di fare una foto. La voleva così tanto. Non l’avrei fatta, ma mi ha fatto pena».

Spiegazioni in studio e quadro della conversazione

Durante il programma Parenzo ha sottolineato un elemento chiave per capire la dinamica: l’intervista era iniziata con un focus sulla politica internazionale, mentre il riferimento a Giorgia Meloni sarebbe stato introdotto spontaneamente da Trump.

«L’intervista parte con un altro obiettivo – ha detto il conduttore –. È stato il presidente a cambiare subito discorso e a chiedere informazioni su Giorgia Meloni». Questa puntualizzazione risponde alle critiche sulla sequenza e contesto delle affermazioni.

La trasmissione integrale dell’audio consente così agli spettatori di valutare direttamente la conversazione, compresi i passaggi preliminari, per una comprensione più precisa degli eventi.

Reazioni politiche e assenza di commenti ufficiali

La diffusione dell’audio arriva in un clima di forte dibattito politico e mediatico, alimentato dai dubbi di alcuni esponenti della maggioranza sulla corrispondenza fra trascrizione e contenuto originale. Il caso, rilanciato anche sui social e nei talk show, ha assunto rapidamente rilevanza nazionale, mescolando diplomazia e scontro politico interno.

Finora non sono arrivate dichiarazioni ufficiali da Palazzo Chigi o dalla stessa presidente del Consiglio. In assenza di prese di posizione formali, l’attenzione resta sulla registrazione e sugli sviluppi futuri della vicenda, con la pubblicazione dell’audio che segna un passaggio importante per la verifica dei fatti.

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“Addio direttore”. Televisione in lutto, la triste notizia https://www.business.it/addio-direttore-televisione-in-lutto-la-triste-notizia-e-arrivata-poco-fa/ Tue, 23 Jun 2026 12:45:43 +0000 https://www.business.it/?p=155876 Si è spento il 22 giugno 2026, a 81 anni, Vito Monaco, figura di rilievo nel panorama giornalistico e televisivo del Veneto, in particolare ad Abano Terme, dove risiedeva da molti anni. Il decesso, dovuto a complicazioni di natura sanitaria, ha suscitato un immediato cordoglio nelle istituzioni locali e nella comunità professionale, che ricordano l’impegno… Read More »“Addio direttore”. Televisione in lutto, la triste notizia

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Si è spento il 22 giugno 2026, a 81 anni, Vito Monaco, figura di rilievo nel panorama giornalistico e televisivo del Veneto, in particolare ad Abano Terme, dove risiedeva da molti anni. Il decesso, dovuto a complicazioni di natura sanitaria, ha suscitato un immediato cordoglio nelle istituzioni locali e nella comunità professionale, che ricordano l’impegno e la lunga carriera dedicata alla comunicazione.

Originario della Puglia, Monaco aveva scelto il territorio padovano come luogo di vita e lavoro. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere e filosofia a Padova, aveva intrapreso inizialmente la carriera di insegnante, esperienza che ha influenzato il suo approccio comunicativo. Negli anni Novanta ha operato un significativo passaggio professionale verso il giornalismo televisivo, diventando una figura di riferimento nel settore.

Nel corso della sua attività ha ricoperto incarichi di responsabilità come direttore di Serenissima TV e successivamente di Canale Italia. In quest’ultima emittente è stato anche conduttore di programmi di approfondimento politico e di attualità, oltre a guidare la trasmissione sportiva Calciolandia, nota per lo stile preciso e garbato con cui Monaco riusciva a coniugare informazione e intrattenimento.

La notizia della scomparsa ha ricevuto numerose attestazioni di stima da parte delle autorità venete. Il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha evidenziato come l’esperienza di insegnante abbia influenzato la capacità di Monaco di rendere accessibili temi complessi, ricordando altresì che fu il primo giornalista a intervistarlo all’inizio della sua attività politica. Il presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia, ha definito Monaco un professionista preparato e determinato, che ha continuato a svolgere il proprio lavoro fino a tempi recenti, dimostrando grande forza d’animo. Il ricordo collettivo sottolinea l’importanza del contributo offerto da Monaco alla comunicazione radiotelevisiva veneta e la sua dedizione professionale, elementi che ne hanno fatto un punto di riferimento per colleghi e pubblico.

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“Quando finirà il caldo estremo?”. La domanda che si fanno tutti in Italia: ecco la risposta https://www.business.it/quando-finira-il-caldo-estremo-la-domanda-che-si-fanno-tutti-in-italia-ecco-la-risposta/ Tue, 23 Jun 2026 11:53:45 +0000 https://www.business.it/?p=155870 Negli ultimi anni si è osservato un incremento della durata e dell’intensità delle ondate di calore in Italia, con episodi che modificano profondamente la percezione climatica estiva. La persistenza di condizioni di alta pressione, temperature superiori alla media e umidità elevata rappresentano elementi ricorrenti, con impatti rilevanti sulla salute pubblica e sui servizi urbani. Il… Read More »“Quando finirà il caldo estremo?”. La domanda che si fanno tutti in Italia: ecco la risposta

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Negli ultimi anni si è osservato un incremento della durata e dell’intensità delle ondate di calore in Italia, con episodi che modificano profondamente la percezione climatica estiva. La persistenza di condizioni di alta pressione, temperature superiori alla media e umidità elevata rappresentano elementi ricorrenti, con impatti rilevanti sulla salute pubblica e sui servizi urbani. Il fenomeno interessa ormai l’intero arco stagionale estivo, riducendo le possibilità di raffrescamento notturno. Le aree urbane risultano particolarmente vulnerabili, a causa dell’effetto di isola di calore amplificato dalla densità abitativa e dalla natura delle superfici urbanizzate.

Attualmente l’Italia è interessata da una ondata di calore intensa che coinvolge in maniera diffusa le regioni settentrionali, centrali e meridionali. Le temperature in pianura raggiungono livelli elevati, con punte che si attestano tra i 36 e i 38 gradi Celsius. Le previsioni indicano un ulteriore aumento delle temperature nei giorni successivi, con valori che potrebbero superare tali soglie. Tale quadro meteorologico è sostenuto da condizioni atmosferiche che mantengono stabile e persistente l’alta pressione, generando un contesto di caldo prolungato.

Alla base dell’attuale fase di caldo vi è la presenza di una massa d’aria di origine subtropicale che si estende su gran parte dell’Europa, interessando anche l’Italia settentrionale. Tale configurazione è sostenuta da un robusto anticiclone posizionato sull’Europa occidentale, che limita l’ingresso di perturbazioni fresche.

Questa situazione determina un’anomalia termica significativa, con temperature che si mantengono sopra la media stagionale e condizioni di caldo africano particolarmente intense nelle pianure del Nord, ma con effetti estesi sull’intero territorio nazionale.

Le città risentono maggiormente degli effetti del caldo estremo, a causa dell’amplificazione delle temperaturepercepite dovuta all’effetto di isola di calore. Località quali Milano e altri capoluoghi registrano livelli elevati di stress bioclimatico, con difficoltà nelle attività quotidiane soprattutto nelle ore centrali della giornata. Le ore notturne risultano particolarmente critiche, con temperature che difficilmente scendono sotto i 24-25 gradi, configurando le cosiddette notti tropicali. Tale condizione riduce la capacità di recupero termico dell’organismo e incide negativamente sulla qualità del sonno.

Effetti del caldo africano in Italia

I modelli meteorologici più recenti indicano che l’attuale fase di ondata di caldo è destinata a proseguire nel breve-medio termine. L’anticiclone dovrebbe mantenersi stabile almeno fino alla fine del mese, con temperature che rimarranno elevate e condizioni di caldo intenso persistenti. In questo contesto, l’Italia affronta una delle fasi più prolungate di caldo estremo degli ultimi anni, con un impatto significativo sul clima estivo e sulle condizioni di vita della popolazione. Al momento non sono attesi segnali immediati di cambiamento significativo nel quadro meteorologico nazionale.

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Trump-Meloni, La7 manda in onda l’audio della telefonata: ecco chi ha ragione https://www.business.it/meloni-trump-spunta-l-audio-ufficiale-ecco-chi-ha-ragione-pazzesco/ Tue, 23 Jun 2026 11:08:26 +0000 https://www.business.it/?p=155865 La rete televisiva La7 ha diffuso l’audio integrale della telefonata intercorsa tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il giornalista Daniele Compatangelo, avvenuta a seguito del G7 di Evian. La registrazione, fino a oggi disponibile esclusivamente tramite una trascrizione e un doppiaggio, è stata trasmessa durante la trasmissione L’Aria che Tira. La messa… Read More »Trump-Meloni, La7 manda in onda l’audio della telefonata: ecco chi ha ragione

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La rete televisiva La7 ha diffuso l’audio integrale della telefonata intercorsa tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il giornalista Daniele Compatangelo, avvenuta a seguito del G7 di Evian. La registrazione, fino a oggi disponibile esclusivamente tramite una trascrizione e un doppiaggio, è stata trasmessa durante la trasmissione L’Aria che Tira.

La messa in onda dell’audio è stata annunciata dal conduttore David Parenzo, che ha precisato come, in un primo momento, fosse stata consentita solo la pubblicazione del testo della conversazione, in conformità con le normative vigenti per i colloqui con il presidente degli Stati Uniti. Parenzo ha dichiarato: “Abbiamo rispettato il protocollo previsto per le telefonate con il presidente degli Stati Uniti. Qualcuno aveva messo in dubbio il contenuto della telefonata. Per questo abbiamo chiesto la possibilità di diffondere l’audio originale e la Casa Bianca ci ha autorizzato a farlo”. La registrazione è stata trasmessa integralmente, senza alcun montaggio o omissione, inclusi i primi squilli e i momenti antecedenti alla risposta del presidente Trump.

Dall’ascolto dell’audio si conferma la versione già divulgata da La7. L’intervistatore aveva iniziato la conversazione ponendo una domanda riguardante la posizione di Trump su un possibile ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea, ma il presidente statunitense ha rapidamente riportato il discorso sulla presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni. Nel corso della telefonata, Trump ha riferito: “She begged me for a picture. She wanted a picture with me so badly. I wouldn’t have done it, but I felt sorry for her“, tradotto dall’emittente con: “Mi ha implorato di fare una foto. La voleva così tanto. Non l’avrei fatta, ma mi ha fatto pena”.

Parenzo ha sottolineato come la trasmissione dell’audio confermi la ricostruzione proposta da La7, evidenziando che l’intervista era stata avviata su tematiche di politica internazionale e che è stato il presidente Trump stesso a deviare immediatamente la conversazione verso la figura di Giorgia Meloni.

La pubblicazione del materiale audio giunge a seguito di un acceso dibattito politico e mediatico, nel quale alcuni esponenti della maggioranza avevano sollevato dubbi sulla fedeltà della trascrizione inizialmente resa pubblica. Al momento non sono pervenuti commenti ufficiali da parte di Palazzo Chigi o della stessa presidente del Consiglio.

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“Sappiamo che voi…”. Garlasco, le parole dei carabinieri a Marco Poggi https://www.business.it/le-nostre-condoglianze-garlasco-i-carabinieri-dicono-tutto-a-marco-poggi-sappiamo-che-voi-cosa-e-successo/ Tue, 23 Jun 2026 10:17:48 +0000 https://www.business.it/?p=155856 Il caso Garlasco torna sotto la lente della Procura di Pavia a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Nel corso di una recente audizione, durata circa due ore, è stato ascoltato come testimone Marco Poggi, fratello della vittima, che ha espresso riserve sul nuovo filone investigativo che vede indagato Andrea… Read More »“Sappiamo che voi…”. Garlasco, le parole dei carabinieri a Marco Poggi

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Il caso Garlasco torna sotto la lente della Procura di Pavia a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Nel corso di una recente audizione, durata circa due ore, è stato ascoltato come testimone Marco Poggi, fratello della vittima, che ha espresso riserve sul nuovo filone investigativo che vede indagato Andrea Sempio.

Durante il confronto, il personale della Procura e dei Carabinieri ha illustrato a Marco Poggi le motivazioni che hanno determinato la riapertura del fascicolo, chiarendo che non si tratta di un accanimento giudiziario ma di un dovere istituzionale volto a verificare eventuali elementi nuovi o non ancora approfonditi.

Marco Poggi durante l'audizione

Marco Poggi ha manifestato scetticismo riguardo alla reale novità delle indagini, sottolineando il timore che il procedimento possa protrarsi senza esiti concreti. Nel passaggio più significativo, ha dichiarato: “Mi sembra di capire che non ci sia niente di nuovo, dopo 18 anni capisco che Procuratore e altri possono avere il sentore, ma di sto passo andiamo avanti per tutta la vita…”.

Uno degli investigatori ha spiegato a Marco Poggi: “Noi le rinnoviamo le condoglianze, ma le vorremmo anche far presente che da parte della Procura di Pavia non c’è nessun accanimento nei confronti di nessuno. Noi capiamo che per voi familiari è un riaprire, una ferita che penso che non si possa mai chiudere, però da parte della Procura di Pavia, dei magistrati, nel momento in cui hanno il sentore che ci possa essere qualcosa che va approfondito e va chiuso definitivamente una volta per tutte, hanno l’obbligo quantomeno giuridico di farlo, ma credo che sia all’interesse di tutti”.

Il rappresentante delle forze dell’ordine ha risposto precisando che la riapertura dell’inchiesta non si fonda su intuizioni personali ma su elementi valutati dalla Procura, respingendo qualsiasi ipotesi di iniziativa estemporanea. Successivamente, Marco Poggi ha fatto riferimento alle precedenti iniziative investigative e difensive volte a riaprire il caso, ricordando un atto del 2020 presentato dalla difesa con lo stesso intento. Il funzionario ha confermato la completa conoscenza dell’intera vicenda giudiziaria, sottolineando la continuità dell’attenzione degli inquirenti nel corso degli anni.

Chiara Poggi, vittima del delitto di Garlasco
Alberto Stasi, principale indagato nel caso Garlasco

La riapertura dell’inchiesta testimonia l’interesse della Procura di Pavia a chiudere definitivamente una vicenda che ha attraversato numerose fasi investigative e processuali. L’attenzione rivolta agli elementi emergenti e la volontà di approfondire ogni possibile pista sottolineano l’impegno istituzionale nella ricerca della verità, nel rispetto dei diritti degli indagati e delle garanzie previste dal sistema giudiziario.

Al momento, non sono stati resi noti ulteriori dettagli relativi allo sviluppo delle indagini o a eventuali provvedimenti cautelari collegati al nuovo filone investigativo. Il procedimento proseguirà secondo le disposizioni della Procura, che valuterà gli esiti delle attività investigative in corso per definire le successive fasi processuali.

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Musica in lutto, addio all’icona ribelle: indimenticabile per quel successo https://www.business.it/musica-in-lutto-addio-allicona-ribelle-indimenticabile-per-quel-successo/ Tue, 23 Jun 2026 08:59:38 +0000 https://www.business.it/?p=155846 È deceduta a Parigi nella notte tra il 21 e il 22 giugno, all’età di 80 anni, Guesch Patti, cantante francese nota per il successo internazionale conseguito negli anni Ottanta. Il suo brano più celebre, “Étienne”, ha segnato un’epoca e rappresenta tuttora un riferimento nel panorama musicale europeo. La notizia è stata ufficializzata dal suo… Read More »Musica in lutto, addio all’icona ribelle: indimenticabile per quel successo

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È deceduta a Parigi nella notte tra il 21 e il 22 giugno, all’età di 80 anni, Guesch Patti, cantante francese nota per il successo internazionale conseguito negli anni Ottanta. Il suo brano più celebre, “Étienne”, ha segnato un’epoca e rappresenta tuttora un riferimento nel panorama musicale europeo. La notizia è stata ufficializzata dal suo rappresentante Sébastien d’Assigny, che ha specificato come l’artista fosse affetta da una malattia di lunga durata.

Il singolo “Étienne”, pubblicato nel 1987, ha ottenuto un vasto riscontro commerciale e mediatico, vendendo oltre un milione e mezzo di copie in Francia e ottenendo il disco d’oro. La canzone si è distinta per un testo caratterizzato da allusioni provocatorie e per la voce roca e sensuale della cantante, accompagnata da un videoclip in bianco e nero che ha acquisito valore simbolico per un’intera generazione. In Italia, il brano ha riscosso notevole popolarità, portando Guesch Patti a partecipare come ospite internazionale al Festival di Sanremo. Il successo ha rappresentato un momento di grande rilievo nella carriera dell’artista, che ha trovato nel brano una consacrazione a livello europeo.

Nata come Patricia Porrasse il 16 marzo 1946 a Neuilly-sur-Seine, Guesch Patti proveniva da una famiglia con forti legami nel settore dello spettacolo. Prima di intraprendere la carriera musicale, la sua formazione è stata principalmente orientata verso la danza.

All’età di nove anni è entrata a far parte dell’Opéra di Parigi, una delle istituzioni più prestigiose nel settore della danza, collaborando con coreografi di fama internazionale quali Roland Petit, Carolyn Carlson e Pina Bausch. Quest’esperienza ha influenzato profondamente il suo approccio alle esibizioni, caratterizzate da una forte componente performativa. I primi tentativi nel campo musicale risalgono agli anni Sessanta, ma il successo è arrivato solo dopo un lungo percorso che ha compreso esperienze nel teatro e in televisione. La notorietà internazionale è stata raggiunta dopo i quarant’anni.

In seguito al successo di “Étienne”, Guesch Patti ha proseguito la propria attività artistica evitando di essere limitata dalla notorietà acquisita. I suoi album successivi, tra cui “Labyrinthe”, “Nomades”, “Gobe” e “Blonde”, hanno mostrato una produzione più sperimentale e impegnata, trattando tematiche sociali e culturali quali emarginazione, dipendenze, discriminazioni e nazionalismi.

Nonostante non abbia replicato i risultati commerciali del brano più noto, ha ottenuto il rispetto della critica e collaborato con importanti artisti della scena francese, mantenendo una forte indipendenza creativa. Nel corso della sua carriera, Guesch Patti ha ampliato il proprio ambito artistico, dedicandosi anche al teatro, alla danza e al cinema, partecipando a produzioni sia nazionali che internazionali. Negli anni Duemila ha pubblicato l’album “Dernières nouvelles”, caratterizzato da un’atmosfera più intima e malinconica.

Ha continuato a esibirsi come performer, senza mai abbandonare la sperimentazione artistica che ha contraddistinto il suo percorso. La sua scomparsa rappresenta la perdita di una figura significativa nella cultura musicale francese ed europea, distintasi per la capacità di esprimere con la propria arte una libertà espressiva fuori dagli schemi commerciali convenzionali.

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Marcinelle, la memoria negata all’Ugl: chi timbra i passaporti della Storia? https://www.business.it/marcinelle-la-memoria-negata-all-ugl-chi-timbra-i-passaporti-della-storia/ Tue, 23 Jun 2026 08:42:47 +0000 https://www.business.it/?p=155849 L’8 agosto 1956, nella miniera belga di Bois du Cazier, morirono 262 lavoratori, di cui 136 italiani. Settant’anni dopo, quel luogo — patrimonio Unesco e simbolo universale del sacrificio operaio — è diventato teatro di una discriminazione che non ha ancora trovato rimedio. L’ASBL “Le Bois du Cazier”, ente gestore del sito, ha negato al… Read More »Marcinelle, la memoria negata all’Ugl: chi timbra i passaporti della Storia?

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L’8 agosto 1956, nella miniera belga di Bois du Cazier, morirono 262 lavoratori, di cui 136 italiani. Settant’anni dopo, quel luogo — patrimonio Unesco e simbolo universale del sacrificio operaio — è diventato teatro di una discriminazione che non ha ancora trovato rimedio.

L’ASBL “Le Bois du Cazier”, ente gestore del sito, ha negato al sindacato Ugl la possibilità di apporre una targa commemorativa sul Muro del Ricordo, adducendo la presunta “tendenza di estrema destra” dell’organizzazione. Una motivazione che il segretario generale Francesco Capone ha definito “un cortocircuito democratico”: “Marcinelle non appartiene a una parte politica. Appartiene alla storia del lavoro, al sacrificio degli italiani emigrati, al dolore delle famiglie e alla coscienza civile dell’Europa”.

La discriminazione, denunciata nei giorni, non è stata rimossa. L’Ugl resta escluso da un luogo che dovrebbe appartenere a tutti. Eppure si tratta di un sindacato pienamente legittimo, presente a ogni livello della contrattazione italiana, che i lavoratori hanno liberamente scelto come proprio interlocutore. Che cosa c’entra l’orientamento politico con una tragedia causata da impianti inadeguati, strutture in legno, assenza di compartimentazioni anti-fumo e soccorsi in ritardo? Nessun “passaporto politico” era richiesto ai 136 italiani morti a quasi mille metri di profondità.

Trentasette eurodeputati italiani di centrodestra — di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega — hanno inviato una lettera congiunta al presidente del Consiglio di Amministrazione del sito museale, per conoscenza all’ambasciatrice d’Italia in Belgio Federica Favi, chiedendo la revisione immediata della decisione. «È una censura deliberata e ideologica che offende il ricordo dei 262 minatori e di tutti gli italiani», ha dichiarato Carlo Fidanza, capodelegazione di FdI-ECR al Parlamento europeo, annunciando la presenza della delegazione a Marcinelle il 7 e 8 agosto.

Resta però un silenzio che pesa. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrebbe farsi carico di questa vicenda: un sindacato italiano viene discriminato in Europa sulla base di un giudizio politico arbitrario, in un luogo che commemora lavoratori italiani. Spendere una parola presso il Re del Belgio e le istituzioni competenti non sarebbe un atto di parte, ma un atto dovuto a tutela della libertà sindacale e della dignità della memoria collettiva. Marcinelle è una ferita di tutti. Non può essere amministrata da censori.

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Rai, il lutto che sconvolge: addio alla sua “Regina” https://www.business.it/rai-il-lutto-che-sconvolge-addio-alla-sua-regina/ Tue, 23 Jun 2026 08:21:19 +0000 https://www.business.it/?p=155840 È deceduta all’età di 88 anni Giorgia Moll, attrice italiana che ha segnato con la propria presenza il panorama del cinema, della televisione e della pubblicità nel secondo dopoguerra. La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dall’agenzia Adnkronos. L’artista, nota per il suo profilo elegante e per una carriera avviata in giovane età, aveva… Read More »Rai, il lutto che sconvolge: addio alla sua “Regina”

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Ritratto di Giorgia Moll

È deceduta all’età di 88 anni Giorgia Moll, attrice italiana che ha segnato con la propria presenza il panorama del cinema, della televisione e della pubblicità nel secondo dopoguerra. La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dall’agenzia Adnkronos. L’artista, nota per il suo profilo elegante e per una carriera avviata in giovane età, aveva scelto negli ultimi anni di condurre una vita appartata, mantenendo un basso profilo lontano dall’attenzione mediatica.

Nata il 14 gennaio 1938 a Prata di Pordenone, Giorgia Moll, nota anche con il nome d’arte Georgia Moll, esordì al cinema nel 1956, dando inizio a un percorso professionale che l’avrebbe resa una delle interpreti più riconosciute degli anni Sessanta.

Giorgia Moll in una scena cinematografica

Nel corso degli anni Sessanta, Giorgia Moll consolidò la propria popolarità grazie a numerose produzioni, tra cui si ricordano in particolare i film Il rossetto (1960) e Laura nuda (1961). Questi titoli contribuirono a definire la sua presenza nel panorama cinematografico nazionale.

La sua attività non si limitò al solo cinema italiano, ma si estese a molteplici produzioni, caratterizzate da ruoli diversi e da una versatilità riconosciuta, che le permise di attraversare più stagioni dello spettacolo con continuità. Il periodo in cui si sviluppò la sua carriera coincise con una fase di profonda trasformazione dell’industria culturale italiana, nella quale il cinema manteneva un ruolo centrale nell’intrattenimento e nella vita sociale. Per una larga parte del pubblico, la figura di Giorgia Moll è stata soprattutto associata alla televisione, in particolare al programma Carosello, appuntamento serale che per anni ha scandito le abitudini degli italiani.

La sua partecipazione agli spot pubblicitari, tra cui quelli per la Pasta del Capitano accanto a Carlo Dapporto, ha contribuito a renderla un volto familiare e riconoscibile anche al di fuori delle sale cinematografiche. Il programma Carosello, in un’epoca caratterizzata da pochi canali e un pubblico condiviso, rappresentò un passaggio cruciale per molte figure dello spettacolo, amplificando la notorietà degli interpreti coinvolti.

Giorgia Moll in Carosello

Negli ultimi decenni, come evidenziato da Adnkronos, Giorgia Moll preferì mantenere un profilo riservato, riducendo sensibilmente le apparizioni pubbliche e allontanandosi progressivamente dal mondo dello spettacolo. Nonostante l’assenza dalla ribalta mediatica, la sua figura resta associata a un’epoca definita del cinema e della televisione italiana, con un ricordo vivo nelle produzioni e negli spot che hanno segnato un periodo storico specifico. La scomparsa di Giorgia Moll rappresenta la perdita di una personalità significativa nell’ambito dell’intrattenimento nazionale, la cui attività ha abbracciato diversi settori, dal cinema alla televisione, fino alla pubblicità storica.

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“Arrestato il sindaco”. Terremoto nella politica italiana: accuse gravissime https://www.business.it/8220-arrestato-il-sindaco-8221-terremoto-nella-politica-italiana-la-notizia-e-appena-arrivata-accuse-gravissime/ Tue, 23 Jun 2026 08:06:57 +0000 https://www.business.it/?p=155834 Un’operazione giudiziaria ha portato all’arresto del sindaco di Spadafora, Lillo Pistone, e di altri due indagati, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina. Le accuse riguardano gravi reati di scambio elettorale politico-mafioso e corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso, con un sistema di condizionamento delle elezioni comunali e di gestione amministrativa asservita… Read More »“Arrestato il sindaco”. Terremoto nella politica italiana: accuse gravissime

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Un’operazione giudiziaria ha portato all’arresto del sindaco di Spadafora, Lillo Pistone, e di altri due indagati, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina. Le accuse riguardano gravi reati di scambio elettorale politico-mafioso e corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso, con un sistema di condizionamento delle elezioni comunali e di gestione amministrativa asservita a interessi criminali.

L’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata eseguita nei confronti di figure di rilievo locale, in particolare il sindaco Lillo Pistone e due fratelli, settantacinque e settantuno anni, ritenuti vicini alla famiglia mafiosa dei Barcellonesi. L’attività investigativa, condotta dai carabinieri di Milazzo, ha evidenziato un sodalizio tra l’amministrazione comunale e la criminalità organizzata della fascia tirrenica messinese.

La Procura, guidata dal procuratore capo Antonio D’Amato, ha raccolto elementi probatori che descrivono un accordo illecito, stipulato prima delle elezioni dell’8 e 9 giugno 2024, volto a garantire il sostegno elettorale dei clan in cambio di favoritismi amministrativi e patrimoniali. Le indagini sono state avviate nell’aprile 2024 a seguito di una denuncia che ha permesso di monitorare le fasi preparatorie delle consultazioni elettorali. Secondo le ricostruzioni, i due fratelli legati ai Barcellonesi avrebbero operato per procacciare preferenze a favore del candidato sindaco, esercitando pressioni e utilizzando il peso del clan per influenzare il voto.

Dopo la vittoria elettorale, Lillo Pistone avrebbe dato seguito agli impegni assunti, firmando atti amministrativi che hanno favorito interessi privati riconducibili ai due fratelli. Tra le concessioni illegittime spiccano l’assegnazione di parcheggi pubblici ad uso privato e la concessione di sgravi fiscali indebiti sull’IMU.

Inoltre, sarebbero state facilitate procedure per sbloccare documenti relativi a immobili sotto sequestro giudiziario e concessi rapidi cambi di destinazione d’uso per vari beni immobili di proprietà dei soggetti coinvolti. Un secondo filone investigativo riguarda la corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, che coinvolge un’insegnante di cinquantuno anni, segretario di seggio durante le elezioni di giugno 2024 a Spadafora. La donna avrebbe violato la segretezza del voto spiando elettori anziani o disabili e comunicando le preferenze al sindaco.

Inoltre, si sarebbe resa responsabile della modifica di schede elettorali contestabili, alterandole in favore del candidato sostenuto. In cambio, ha ricevuto un incarico di collaborazione volontaria nel settore scolastico comunale e la nomina di un familiare al servizio civile retribuito presso la Pro loco di Spadafora, garantendo un vantaggio economico indiretto. Le indagini proseguono per approfondire ulteriormente le dinamiche criminali e definire lo stato del procedimento.

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Lutto nella musica, se ne va un grande: “Li ha scoperti tutti lui” https://www.business.it/lutto-nella-musica-se-ne-va-un-grande-li-ha-scoperti-tutti-lui/ Tue, 23 Jun 2026 07:26:04 +0000 https://www.business.it/?p=155829 È venuto a mancare all’età di 94 anni Clive Davis, figura di rilievo nel settore discografico internazionale. La sua scomparsa rappresenta la conclusione di un’epoca in cui il successo musicale dipendeva dall’intuito di singoli professionisti capaci di anticipare tendenze e mutamenti sociali. Clive Davis è universalmente riconosciuto come uno dei più importanti talent scout statunitensi.… Read More »Lutto nella musica, se ne va un grande: “Li ha scoperti tutti lui”

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È venuto a mancare all’età di 94 anni Clive Davis, figura di rilievo nel settore discografico internazionale. La sua scomparsa rappresenta la conclusione di un’epoca in cui il successo musicale dipendeva dall’intuito di singoli professionisti capaci di anticipare tendenze e mutamenti sociali. Clive Davis è universalmente riconosciuto come uno dei più importanti talent scout statunitensi. Sebbene non abbia mai ricoperto ruoli da interprete o musicista, la sua attività ha segnato profondamente la storia della musica pop e rock degli ultimi sessant’anni. La sua carriera ha avuto origine a Brooklyn, dove si è distinto per un’elevata preparazione accademica, culminata con la laurea in legge presso l’Università di Harvard.

Entrato inizialmente alla Columbia Records in qualità di legale, Davis ha rapidamente scalato le posizioni dirigenziali, diventando un elemento chiave nel rinnovamento dell’etichetta. Ha dimostrato particolare capacità nell’individuare artisti con potenziale commerciale significativo, contribuendo alla diffusione di nomi come Janis Joplin, Bruce Springsteen, Billy Joel e Alicia Keys.

Le sue strategie hanno influenzato l’approccio della Columbia Records verso nuovi generi musicali, in particolare il rock, in un periodo caratterizzato da tensioni sociali e culturali. La sua lungimiranza ha favorito l’ingresso di band come i Blood, Sweat & Tears e la contaminazione tra jazz e musica giovanile, come dimostrato dalla collaborazione con Miles Davis. Nel 1973, Davis ha subito un brusco licenziamento dalla Columbia Records per presunte irregolarità amministrative. Tuttavia, la sua carriera non si è interrotta: nel 1974 ha fondato la Arista Records, dando avvio a una nuova fase caratterizzata da un’espansione ancora più significativa nel mercato musicale.

In questa nuova veste imprenditoriale, Davis ha investito nel genere hip hop e nella musica black, riconoscendo il loro potenziale commerciale. Tra gli artisti e gruppi sostenuti figurano gli Outkast e Diddy, contribuendo a portare il rap dai contesti di periferia al mercato globale. La sua attività ha consolidato il suo ruolo di protagonista nella storia della musica contemporanea, lasciando un’eredità culturale e industriale di primaria importanza. Al momento non sono state comunicate ulteriori informazioni riguardo alle cerimonie funebri o ad eventuali iniziative commemorative.

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Auto pirata non si ferma all’alt, poi il dramma: il poliziotto Francesco muore nell’inseguimento https://www.business.it/auto-pirata-non-si-ferma-all-alt-poi-il-dramma-il-poliziotto-francesco-muore-nell-inseguimento/ Tue, 23 Jun 2026 06:57:35 +0000 https://www.business.it/?p=155822 Nel corso della serata del 22 giugno, un agente della polizia locale di 35 anni, Francesco Imprezzabile, ha perso la vita durante un inseguimento iniziato a seguito del mancato arresto all’alt di un veicolo. L’episodio si è verificato nella periferia di Milano, in zona Ponte Lambro, ed è terminato tragicamente in via Milano, nei pressi… Read More »Auto pirata non si ferma all’alt, poi il dramma: il poliziotto Francesco muore nell’inseguimento

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Nel corso della serata del 22 giugno, un agente della polizia locale di 35 anni, Francesco Imprezzabile, ha perso la vita durante un inseguimento iniziato a seguito del mancato arresto all’alt di un veicolo. L’episodio si è verificato nella periferia di Milano, in zona Ponte Lambro, ed è terminato tragicamente in via Milano, nei pressi dell’aeroporto di Linate.

I fatti si sono sviluppati quando una Audi Q7, sottoposta a controllo in un posto di blocco delle forze dell’ordine, ha ignorato l’alt imposto, dando inizio a una fuga ad alta velocità. L’agente della polizia locale ha immediatamente avviato l’inseguimento a bordo della propria motocicletta di servizio, con il supporto successivo di pattuglie della Polizia di Stato. La corsa si è spostata dall’area urbana verso l’hinterland est di Milano, coinvolgendo diverse arterie stradali di collegamento con i comuni limitrofi e generando una situazione di elevato rischio per la sicurezza pubblica.

L’inseguimento si è concluso intorno alle ore 21 con la caduta dell’agente in via Milano, nei pressi dell’aeroporto di Linate. L’impatto è stato particolarmente violento, tanto da richiedere l’intervento immediato dei soccorsi sanitari, inclusa la mobilitazione di un elisoccorso. Nonostante le manovre di rianimazione sul posto, l’agente è deceduto a causa delle gravissime ferite riportate.

L’area dell’incidente è stata delimitata per consentire l’esecuzione di rilievi tecnici e scientifici da parte delle autorità competenti. Sono intervenuti agenti provenienti dalla Questura di Milano e da Peschiera Borromeo, nonché personale della Polizia Stradale e dei Carabinieri. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, mirano a ricostruire la dinamica esatta dell’incidente, valutando in particolare l’ipotesi di uno speronamento da parte del conducente del veicolo fuggitivo.

Le attività investigative comprendono l’acquisizione e l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza lungo il percorso di fuga e l’esame dei sistemi di lettura targhe per identificare il proprietario dell’Audi Q7 e il conducente al momento dei fatti. La Procura sta considerando l’ipotesi di reati gravi, tra cui l’omicidio stradale, qualora venisse confermato un contatto volontario con la motocicletta della polizia locale.

Le autorità hanno avviato una vasta attività di ricerca del veicolo coinvolto e del conducente, estesa all’intero territorio milanese e alle province limitrofe. Il coordinamento delle operazioni è affidato alla Procura, che seguirà l’evolversi delle indagini e delle eventuali misure cautelari. Al momento, il procedimento è in fase preliminare con accertamenti tecnici e raccolta di elementi probatori.

Il tragico episodio rappresenta un duro colpo per le forze di polizia locale, sottolineando l’importanza delle attività di controllo e l’alto rischio connesso a tali operazioni. La magistratura e le forze dell’ordine confermano il proprio impegno nel garantire il rispetto della legalità e la tutela della sicurezza pubblica mediante l’approfondimento accurato dei fatti.

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Come sono state ritrovate le sorelle: ora si spiega tutto https://www.business.it/ritrovate-le-sorelle-scomparse-come-le-hanno-trovate-incredibile/ Mon, 22 Jun 2026 16:18:01 +0000 https://www.business.it/?p=155814 Si è conclusa con il ritrovamento delle due sorelle di 16 e 12 anni una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso per quindici giorni. Le ragazze, scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, sono state rintracciate nella serata di domenica a Formia, nel basso Lazio, all’interno di un appartamento riconducibile… Read More »Come sono state ritrovate le sorelle: ora si spiega tutto

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sorelle scomparse come ritrovate

Si è conclusa con il ritrovamento delle due sorelle di 16 e 12 anni una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso per quindici giorni. Le ragazze, scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, sono state rintracciate nella serata di domenica a Formia, nel basso Lazio, all’interno di un appartamento riconducibile a un parente della madre. Il ritrovamento conferma la pista indicata fin dall’inizio dal padre, Stefano Di Giacinto, che aveva sempre sostenuto che le figlie fossero vive e lontane dall’Abruzzo.

L’operazione è stata coordinata dalla Procura di Sulmona e condotta dai carabinieri, intervenuti in località Rio Fresco, una zona residenziale di Formia, dove le minorenni sarebbero state nascoste da diversi giorni. Le ragazze sono state affidate immediatamente alle autorità competenti e non risultano particolari problemi di salute. Per il padre, che aveva insistito per concentrare le ricerche nel territorio pontino, il ritrovamento è stato un sollievo ma anche uno shock emotivo tale da richiedere un ricovero ospedaliero dopo un malore.

La svolta nelle indagini e la chiamata decisiva

Le indagini hanno preso una direzione definitiva nelle ultime ore, spostando l’attenzione dalla zona abruzzese a quella del Lazio meridionale. Un ruolo chiave è stato svolto dal fidanzato diciottenne della sorella maggiore, ascoltato dagli investigatori, che ha fornito informazioni sui legami familiari e su luoghi frequentati dalle ragazze, indirizzando le ricerche verso l’area tra Minturno, Formia, Gaeta e Cassino.

sorelle scomparse come ritrovate

Inizialmente le ricerche si erano concentrate attorno al Lago di Barrea e nei centri dell’Alto Sangro, località vicine alla casa famiglia. La pista familiare ha infine preso vigore, portando al blitz nell’appartamento di Formia, non lontano da un’altra abitazione legata alla madre. Ora l’attenzione degli inquirenti è focalizzata su chi fosse a conoscenza della posizione delle ragazze, chi le abbia aiutate e come siano riuscite a rimanere nascoste per due settimane.

La svolta decisiva è stata favorita da un errore: una delle ragazze avrebbe effettuato una videochiamata a un numero sotto controllo degli investigatori, consentendo di localizzare la loro posizione. Questo riscontro telefonico ha permesso di chiudere rapidamente il caso.

Ipotesi di sottrazione di minore e sviluppi giudiziari

Le sorelle sono state temporaneamente affidate alle autorità locali e sono in attesa di un trasferimento in una nuova struttura protetta. La loro situazione rimane delicata, poiché sebbene la fase dell’emergenza si sia conclusa, si apre quella degli accertamenti sulle responsabilità degli adulti coinvolti. Gli investigatori devono ricostruire gli spostamenti, i contatti avuti durante i giorni di assenza e verificare l’esistenza di una possibile rete di protezione.

Sul fronte giudiziario, si sta configurando l’ipotesi di sottrazione di minore, anche se saranno le procure di Sulmona e del basso Lazio a valutare eventuali contestazioni formali. La priorità resta comunque il benessere delle due ragazze e la chiarezza su quanto accaduto dal momento della loro scomparsa fino all’intervento delle forze dell’ordine.

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Grave incidente in autostrada: coinvolte due bimbe piccole https://www.business.it/grave-incidente-in-autostrada-coinvolte-due-bimbe-piccole/ Mon, 22 Jun 2026 11:48:08 +0000 https://www.business.it/?p=155807 Un grave incidente stradale si è verificato nella mattinata lungo l’autostrada A21, nel tratto tra Torino e Piacenza, causando il coinvolgimento di diversi veicoli e il ferimento di due bambine di cinque e sette anni. Il sinistro ha richiesto l’intervento immediato delle forze di soccorso e il blocco temporaneo della circolazione autostradale. Alle ore 9:30… Read More »Grave incidente in autostrada: coinvolte due bimbe piccole

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Un grave incidente stradale si è verificato nella mattinata lungo l’autostrada A21, nel tratto tra Torino e Piacenza, causando il coinvolgimento di diversi veicoli e il ferimento di due bambine di cinque e sette anni. Il sinistro ha richiesto l’intervento immediato delle forze di soccorso e il blocco temporaneo della circolazione autostradale.

Alle ore 9:30 circa è avvenuto un tamponamento a catena che ha coinvolto tre mezzi pesanti e due autovetture al chilometro 150, nel comune di Rottofreno, direzione sud. Le operazioni di soccorso sono state coordinate dal 118 e dai vigili del fuoco, impegnati nell’estrazione dei feriti e nella messa in sicurezza dei veicoli, in particolare dei mezzi pesanti, per evitare ulteriori rischi.

Le due minori sono state trasferite d’urgenza all’ospedale Maggiore di Parma tramite elisoccorso, mentre altri due feriti di minore entità sono stati accompagnati presso strutture sanitarie locali con ambulanze. Sul posto la Polizia Stradale ha effettuato i rilievi necessari per accertare la dinamica del sinistro. Il tratto autostradale tra Castelsangiovanni e Piacenza è stato temporaneamente chiuso per consentire le operazioni di soccorso e bonifica della carreggiata. Il traffico è stato deviato sulla rete ordinaria, provocando rallentamenti significativi e disagi alla circolazione.

Le autorità hanno sottolineato l’importanza della tempestività degli interventi e la necessità di seguire rigorosamente le procedure operative per garantire la sicurezza degli utenti e degli operatori coinvolti. La Questura di Piacenza, in collaborazione con la Polizia Stradale e i vigili del fuoco, ha avviato un’indagine per stabilire con precisione le cause e le responsabilità dell’incidente. Il procedimento resta aperto, con ulteriori accertamenti tecnici e la valutazione di eventuali misure cautelari. Il tratto autostradale sarà riaperto non appena verranno completate le operazioni di pulizia e messa in sicurezza, mentre si attendono aggiornamenti sulle condizioni delle vittime coinvolte.

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Sorelline ritrovate, la zia che le nascondeva confessa tutto: “Perché l’ho fatto” https://www.business.it/sorelline-ritrovate-la-zia-che-le-nascondeva-confessa-tutto-perche-lho-fatto/ Mon, 22 Jun 2026 09:33:35 +0000 https://www.business.it/?p=155797 «Mi hanno messo in mezzo, sono sola e mi hanno fregato. Io volevo soltanto aiutare quelle bambine». Con queste parole Maria Sofia Di Russo, zia acquisita di Sarah e Alisya, ha spiegato il suo ruolo nella vicenda delle due sorelle di 16 e 12 anni ritrovate a Rio Fresco, nel territorio di Formia, dopo quindici… Read More »Sorelline ritrovate, la zia che le nascondeva confessa tutto: “Perché l’ho fatto”

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«Mi hanno messo in mezzo, sono sola e mi hanno fregato. Io volevo soltanto aiutare quelle bambine». Con queste parole Maria Sofia Di Russo, zia acquisita di Sarah e Alisya, ha spiegato il suo ruolo nella vicenda delle due sorelle di 16 e 12 anni ritrovate a Rio Fresco, nel territorio di Formia, dopo quindici giorni di ricerche.

Secondo quanto raccontato dalla donna, le ragazze sarebbero state portate nella sua abitazione all’alba. «Il nonno e il compagno della mamma me le hanno portate alle quattro del mattino, ma già dal giorno prima mi avevano detto che sarebbero arrivate», ha dichiarato. L’appartamento, descritto come modesto ma provvisto di cibo, vestiti e prodotti per le minori, sarebbe stato allestito per accoglierle anche per un periodo prolungato. «Non sapevo quanto sarebbero rimaste, forse mesi, per quanto cibo mi hanno portato», ha aggiunto.

Maria Sofia Di Russo ha ammesso di essere stata motivata da convinzioni personali sulla situazione familiare delle bambine. «Io l’ho fatto per le bambine. A me quell’uomo non piaceva, non volevo che stessero con il padre. Pensavo fosse la cosa giusta e speravo che potessero tornare dalla mamma, così da chiudere questa storia». Secondo la sua versione, le sorelle trascorrevano gran parte della giornata nella loro stanza: «Mangiavamo a mezzogiorno e loro stavano tutto il giorno in camera», ha raccontato.

La donna ha precisato di non aver ricevuto alcun compenso e di aver agito unicamente per motivi affettivi. «Non mi hanno dato soldi. L’ho fatto col cuore. Quelle bambine non le avevo mai viste prima, ma sono parenti di mio marito. Se fosse stato vivo lo avrebbe fatto anche lui».

Di Russo ha riconosciuto anche i rischi legali connessi alla sua scelta. «Andava bene anche stare ai domiciliari, io avrei rischiato per loro. Sono spaventata, ma volevo solo proteggerle. Non volevo sapere nulla, volevo soltanto aiutarle».

Le dichiarazioni della zia acquisita potrebbero assumere rilievo nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura, finalizzate a chiarire eventuali responsabilità di chi ha favorito l’allontanamento e nascosto le due sorelle. La vicenda continua a essere fonte di forti tensioni tra i genitori e i rispettivi legali.

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“Fiamme altissime”. Tir prende fuoco in autostrada: è caos in Italia https://www.business.it/fiamme-altissime-tir-prende-fuoco-in-autostrada-e-caos-in-italia/ Mon, 22 Jun 2026 09:08:26 +0000 https://www.business.it/?p=155782 Alle prime ore della notte, sulla autostrada A13 Bologna-Padova, un incendio ha interessato un mezzo pesante al chilometro 23, provocando la chiusura temporanea del tratto compreso tra Altedo e Ferrara Sud in direzione Padova. Le autorità hanno attivato le procedure di emergenza per garantire la sicurezza e il regolare svolgimento delle operazioni di soccorso. Il… Read More »“Fiamme altissime”. Tir prende fuoco in autostrada: è caos in Italia

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Alle prime ore della notte, sulla autostrada A13 Bologna-Padova, un incendio ha interessato un mezzo pesante al chilometro 23, provocando la chiusura temporanea del tratto compreso tra Altedo e Ferrara Sud in direzione Padova. Le autorità hanno attivato le procedure di emergenza per garantire la sicurezza e il regolare svolgimento delle operazioni di soccorso.

Il rogo, sviluppatosi poco prima delle ore 3, ha richiesto l’intervento immediato dei Vigili del Fuoco, delle pattuglie della Polizia Stradale, del personale del 3° Tronco di Bologna di Autostrade per l’Italia e dei mezzi di soccorso meccanico incaricati della gestione dell’emergenza.

Mezzo pesante in fiamme sull'autostrada A13

Le fiamme sono state domate nel corso dell’intervento operativo, che ha incluso la messa in sicurezza dell’area interessata. Successivamente, sono state avviate le attività di rimozione del veicolo danneggiato e di verifica dello stato della pavimentazione e delle infrastrutture stradali, danneggiate dalle alte temperature. Il controllo degli elementi della carreggiata, comprese le barriere di sicurezza, si è rivelato fondamentale per garantire la riapertura in condizioni di piena sicurezza e prevenire ulteriori rischi per la circolazione.

L’incendio ha comportato rallentamenti e disagi alla circolazione, con una coda di circa un chilometro segnalata tra Bologna Interporto e Altedo in direzione Padova. La chiusura del tratto ha imposto l’uscita obbligatoria ad Altedo per gli utenti diretti verso Padova, con conseguente rallentamento legato alla deviazione obbligatoria.

Traffico in autostrada dopo l’intervento dei soccorsi

Le autorità competenti stanno monitorando costantemente la situazione, al fine di limitare i disagi e agevolare il regolare deflusso del traffico lungo l’arteria principale che collega Emilia-Romagna e Veneto. Per consentire il superamento del tratto interessato, è stato predisposto un itinerario alternativo che prevede l’uscita obbligatoria ad Altedo e il proseguimento lungo la SP20 via Chiavicone.

Da lì, gli automobilisti possono seguire le indicazioni per la SS64 Porrettana e rientrare sulla A13 all’altezza di Ferrara Sud, evitando così la zona dell’incendio e delle operazioni di ripristino. Le autorità raccomandano agli utenti di attenersi alla segnaletica temporanea e di seguire gli aggiornamenti ufficiali per garantire la sicurezza durante il transito.

Coda in autostrada per deviazione a causa dell'incendio

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Dieci anni dopo Brexit, perché Farage vince e Starmer perde https://www.business.it/dieci-anni-dopo-brexit-perche-farage-vince-e-starmer-perde/ Mon, 22 Jun 2026 09:00:39 +0000 https://www.business.it/?p=155788 Dieci anni di solitudine. Brexit, Starmer e il naufragio di una nazione senza bussolaIl 22 giugno 2026, esattamente dieci anni dopo il referendum che spaccò il Paese, Keir Starmer si è presentato davanti al numero 10 di Downing Street e ha annunciato le sue dimissioni da primo ministro e da leader del Partito laburista. È… Read More »Dieci anni dopo Brexit, perché Farage vince e Starmer perde

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Dieci anni di solitudine. Brexit, Starmer e il naufragio di una nazione senza bussola
Il 22 giugno 2026, esattamente dieci anni dopo il referendum che spaccò il Paese, Keir Starmer si è presentato davanti al numero 10 di Downing Street e ha annunciato le sue dimissioni da primo ministro e da leader del Partito laburista. È il settimo premier britannico in un decennio: lo stesso numero che Londra aveva prodotto nei trentasette anni precedenti al voto del 23 giugno 2016. La coincidenza con l’anniversario della Brexit non è solo simbolica — è la fotografia perfetta di un Paese che ha scelto la sovranità e ha ottenuto l’ingovernabilità. Non c’è niente da festeggiare, in questo anniversario. Il bilancio del decennio è scritto nei numeri, nella successione caotica dei governi e nel paradosso terminale di Starmer stesso: l’uomo che aveva promesso di ricucire il tessuto lacerato del Paese si è consumato in meno di due anni, estromesso dal partito che lui stesso aveva rifondato.

Il costo della fuga
Cominciamo dall’economia, che è il terreno dove la realtà si mostra con meno retorica. Uno studio firmato da economisti della Banca d’Inghilterra e da Nick Bloom della Stanford University stima che la Brexit abbia sottratto circa il 6% alla crescita economica britannica nell’ultimo decennio rispetto a uno scenario in cui Londra fosse rimasta nell’Unione Europea. L’Ufficio per la Responsabilità del Bilancio (OBR) fissa la perdita a lungo termine al 4% del PIL; Goldman Sachs e il National Bureau of Economic Research arrivano fino all’8%. In termini assoluti, si parla di circa 125 miliardi di sterline di PIL annuale bruciati, e di quasi 50 miliardi di mancate entrate fiscali.


Eppure ridurre tutto alla Brexit sarebbe intellettualmente disonesto, ed è qui che il dibattito pubblico britannico — e spesso europeo — commette il suo peccato più grave: quello della semplificazione causale. La pandemia ha devastato tutte le economie avanzate. La guerra in Ucraina ha fatto esplodere i prezzi energetici e alimentari su scala continentale. La Germania ha vissuto una recessione più lunga e profonda di quella britannica. La Francia ristagna. Il confronto con i partner europei, dunque, mostra che il Regno Unito ha sofferto di problemi in larga parte condivisi — con la differenza cruciale che la Brexit ha operato come moltiplicatore di vulnerabilità, privando il Paese degli ammortizzatori strutturali del mercato unico proprio nel momento in cui arrivavano gli shock globali.

Un Paese ingovernabile
Ma la crisi britannica non è soltanto economica. È prima di tutto politica, e qui la Brexit ha lasciato un segno che va ben oltre i decimali del PIL. Cameron se ne va la mattina dopo il voto. Theresa May si arena sullo stesso accordo di uscita che il Parlamento respinge tre volte. Boris Johnson vince una maggioranza schiacciante nel 2019 e viene travolto dagli scandali due anni e mezzo dopo. Liz Truss dura quarantacinque giorni. Rishi Sunak perde le elezioni con un margine storico. Arriva Starmer, con la promessa della serietà, della competenza, della ricostruzione. E oggi se ne va anche lui.
È come se la Brexit, allontanando Londra dall’Europa continentale, l’avesse avvicinata all’Italia della Prima Repubblica: quella dei governi balneari, delle crisi al buio, delle leadership che si consumano prima ancora di dispiegare una visione.

Il paradosso Starmer
Il fallimento di Keir Starmer ha qualcosa di tragico nel senso classico del termine: è un uomo distrutto dalle sue stesse qualità. Avvocato dei diritti umani, costruttore paziente di un Labour uscito devastato dagli anni di Jeremy Corbyn, aveva incarnato l’idea che la politica potesse tornare a essere adulta. Ha vinto le elezioni del luglio 2024 con una maggioranza parlamentare enorme — non perché fosse amato, ma perché i Tory erano odiati.


Il problema è che una vittoria per default non genera mandato, e Starmer non ha mai capito la differenza. Lo stile comunicativo — burocratico, placido, privo di fiamma — che aveva funzionato contro Johnson e Sunak si è rivelato un handicap fatale nel momento in cui doveva governare. Come ha osservato l’analista Marzia Maccaferri, seguendo la lezione di Machiavelli: metà del successo dipende dalla fortuna, e quella Starmer non l’ha avuta; ma l’altra metà dipende dalla virtù del principe, e lì è mancato.
Le dimissioni a cascata — il ministro della Sanità Wes Streeting, il segretario alla Difesa John Healey, la vice Angela Rayner — hanno eroso l’autorità di Downing Street settimana dopo settimana. Il caso dell’ambasciatore a Washington Peter Mandelson, rimosso dopo le rivelazioni sui suoi legami con Jeffrey Epstein, ha aggiunto il disonore alla debolezza. Le elezioni amministrative del 7 maggio 2026 hanno consegnato il verdetto: il Labour ha perso quasi i due terzi dei suoi consiglieri comunali. Reform UK di Nigel Farage ne ha conquistati 1.451, diventando di fatto il primo partito d’opposizione reale. Il colpo finale lo ha assestato Andy Burnham, vincendo tre giorni fa le suppletive di Makerfield con il 55% dei voti: da quel momento, la permanenza di Starmer a Downing Street era diventata solo una questione di ore.

Il ritorno di Farage e il campo del discorso
Ed eccoci al paradosso più acuto. Farage — l’uomo che ha voluto la Brexit più di chiunque altro, che l’ha voluta quando sembrava impossibile e l’ha ottenuta quando sembrava inevitabile — è oggi più forte che mai. Eppure i sondaggi mostrano che il 57% dei britannici ritiene sbagliato aver lasciato l’UE, e il 55% voterebbe per rientrare in un ipotetico referendum. Come si spiega questa contraddizione?
La risposta è che Farage non ha mai combattuto sul terreno economico. Ha combattuto sul terreno identitario, e su quel terreno non esistono smentite empiriche. Il costo della vita non sconfessa la sovranità; il calo degli investimenti non cancella il senso di appartenenza; il 6% di PIL perso non vale, nell’immaginario politico, quanto la bandiera sventolata sul clacson di un camion a Dover. Starmer ha perso quella guerra non perché abbia sbagliato i numeri, ma perché non ha mai capito che era una guerra di narrazioni.

L’isola che non si trova
C’è infine una dimensione più profonda, che trascende la cronaca politica. La Brexit ha privato il Regno Unito della sua àncora europea proprio nel momento in cui il mondo si frammentava. Senza il quadro comune dell’Unione, Londra si è trovata esposta — terreno fertile per la manipolazione di Elon Musk attraverso X, laboratorio di tensioni sociali che dalla questione delle grooming gang al caso di Southampton hanno alimentato una spirale di polarizzazione difficile da interrompere.
Nessun altro Paese europeo — nemmeno i più euroscettici — ha seguito la stessa strada. L’Italia del Governo Conte, la Francia di Le Pen, la Germania di AfD: nessuno ha chiesto l’uscita dall’Unione. Proprio questo silenzio è, forse, il giudizio più eloquente sulla Brexit: non l’hanno condannata con le parole, l’hanno semplicemente ignorata come modello.
Andy Burnham, il “re del Nord”, eredita ora una sfida immensa: riportare il Labour alle sue radici operaie in un Paese dove Farage avanza e il bipartitismo storico si è dissolto. Il cerchio si chiude con una crudele ironia: l’uomo che voleva rompere con l’Europa ha finito per rompere, uno dopo l’altro, tutti coloro che hanno provato a raccogliere i cocci. La solitudine, alla fine, è il vero lascito della Brexit.

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Evacuato il Leroy Merlin, è panico! Decine di persone accusano malori: “La causa è sconvolgente” https://www.business.it/evacuato-il-leroy-merlin-e-panico-decine-di-persone-accusano-malori-la-causa-e-sconvolgente/ Mon, 22 Jun 2026 08:12:03 +0000 https://www.business.it/?p=155776 Momenti di grande apprensione sono stati vissuti nel punto vendita Leroy Merlin di Marcon, in provincia di Venezia, quando circa trenta persone hanno accusato malori improvvisi a causa della presenza nell’aria di una sostanza irritante, ancora da identificare. L’allarme è scattato intorno alle 12 di domenica 21 giugno nel negozio di via Enrico Mattei. Per… Read More »Evacuato il Leroy Merlin, è panico! Decine di persone accusano malori: “La causa è sconvolgente”

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Momenti di grande apprensione sono stati vissuti nel punto vendita Leroy Merlin di Marcon, in provincia di Venezia, quando circa trenta persone hanno accusato malori improvvisi a causa della presenza nell’aria di una sostanza irritante, ancora da identificare.

L’allarme è scattato intorno alle 12 di domenica 21 giugno nel negozio di via Enrico Mattei. Per precauzione, i Vigili del fuoco hanno ordinato l’evacuazione dell’intera struttura. Sul posto sono intervenute le squadre del comando di Mestre insieme agli specialisti del nucleo Nbcr (Nucleare, Biologico, Chimico e Radiologico), incaricati di effettuare rilievi e determinare l’origine della sostanza.

Secondo il bilancio provvisorio, circa trenta persone sono state interessate dall’episodio: quattro sono state trasportate in ospedale per accertamenti, mentre le altre hanno ricevuto assistenza direttamente sul posto dal personale sanitario del Suem 118. Presenti anche le forze dell’ordine, impegnate nelle verifiche per chiarire l’accaduto.

Il sindaco di Marcon, Matteo Romanello, ha aggiornato la cittadinanza tramite i social: «Una trentina di persone ha accusato malori improvvisi. I Vigili del Fuoco e i soccorsi sono già sul posto e stanno lavorando per mettere in sicurezza l’area e, soprattutto, per assistere chi ne ha bisogno».

Romanello ha aggiunto che le cause dell’episodio sono ancora in fase di accertamento: «Al momento le autorità stanno svolgendo le verifiche necessarie per capire l’origine dell’accaduto: non è ancora possibile stabilire se si tratti di una dispersione di sostanze o dell’utilizzo improprio di uno spray al peperoncino».

Il primo cittadino ha infine tranquillizzato la popolazione: «La situazione è sotto controllo e le forze dell’ordine sono all’opera. Sarà mia premura tenervi aggiornati non appena avrò notizie certe e verificate. Restiamo lucidi e vicini a chi è stato coinvolto».

Le operazioni di monitoraggio e messa in sicurezza dell’area sono tuttora in corso.

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“Si è sfasciato tutto”. Finita malissimo tra la coppia: Canale 5, il successo e l’addio choc https://www.business.it/si-e-sfasciato-tutto-finita-malissimo-tra-la-coppia-canale-5-il-successo-e-l-addio-choc/ Mon, 22 Jun 2026 07:25:25 +0000 https://www.business.it/?p=155769 La relazione tra Marcello Messina e Giada Rizzi, ex protagonisti del programma televisivo Uomini e Donne, si è ufficialmente conclusa. Dopo una prima rottura e un successivo tentativo di riconciliazione, la coppia ha deciso di porre termine al rapporto, interrompendo anche la convivenza. Opinionista Social ha riportato le prime indiscrezioni riguardanti la separazione, indicando che… Read More »“Si è sfasciato tutto”. Finita malissimo tra la coppia: Canale 5, il successo e l’addio choc

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La relazione tra Marcello Messina e Giada Rizzi, ex protagonisti del programma televisivo Uomini e Donne, si è ufficialmente conclusa. Dopo una prima rottura e un successivo tentativo di riconciliazione, la coppia ha deciso di porre termine al rapporto, interrompendo anche la convivenza.

Opinionista Social ha riportato le prime indiscrezioni riguardanti la separazione, indicando che Giada Rizzi non vive più con Marcello Messina da alcune settimane e che la stessa è alla ricerca di una nuova abitazione, mentre lui rimane solo nell’appartamento precedentemente condiviso.

Marcello Messina e Giada Rizzi

Secondo quanto emerso, il rapporto si sarebbe nuovamente interrotto per motivi analoghi a quelli che avevano causato la prima separazione. La rimozione delle foto di coppia dai profili social di Marcello Messina ha rafforzato le voci relative alla fine definitiva della relazione.

Maria De Filippi, conduttrice Uomini e Donne

Intervistato dal portale Isa&Chia, Marcello Messina ha confermato la separazione, sottolineando che la decisione è irrevocabile. La notizia ha suscitato sorpresa tra i sostenitori della coppia, che avevano sperato in un nuovo inizio dopo il riavvicinamento.

La fine della relazione tra Marcello Messina e Giada Rizzi rappresenta un punto di chiusura definitivo per una storia che aveva attirato attenzione e seguito all’interno del panorama televisivo. Nonostante il tentativo di superare le difficoltà, la coppia ha scelto di separarsi definitivamente, ponendo fine anche alla convivenza.

Marcello Messina durante una puntata di Uomini e Donne

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Sorelle ritrovate, svolta choc: tre arresti, chi sono https://www.business.it/sorelle-ritrovate-svolta-choc-tre-arresti-chi-sono/ Mon, 22 Jun 2026 06:09:59 +0000 https://www.business.it/?p=155764 Alle prime ore dell’alba, in data 22 giugno, sono stati eseguiti tre fermi di polizia giudiziaria nell’ambito delle indagini sulla scomparsa delle sorelle Alisya e Sarah, rispettivamente di 12 e 16 anni, allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, provincia dell’Aquila. Le persone fermate sono accusate di sequestro di persona. I provvedimenti restrittivi hanno riguardato… Read More »Sorelle ritrovate, svolta choc: tre arresti, chi sono

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Alle prime ore dell’alba, in data 22 giugno, sono stati eseguiti tre fermi di polizia giudiziaria nell’ambito delle indagini sulla scomparsa delle sorelle Alisya e Sarah, rispettivamente di 12 e 16 anni, allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, provincia dell’Aquila. Le persone fermate sono accusate di sequestro di persona.

I provvedimenti restrittivi hanno riguardato Valentina Dacunto, madre delle due minori, il suo compagno Vincenzo Esposito e il padre della donna, Marco Dacunto. Le indagini hanno accertato il loro coinvolgimento nell’allontanamento dalle strutture di accoglienza durante la notte tra il 6 e il 7 giugno. Le ragazze si trovavano presso l’abitazione di una donna ottantenne, non parente diretta, sita nel territorio del Lazio.

Le attività investigative condotte da militari e reparti speciali sono culminate con un blitz presso un immobile nel quartiere Rio Fresco di Formia, provincia di Latina, dove sono state rinvenute le due minori. Pur inizialmente indicata come casa di una zia, la relazione di parentela tra le persone coinvolte è ancora oggetto di accertamenti da parte della Procura competente.

Le sorelle sono state trovate in buone condizioni di salute dai Carabinieri nella serata del 21 giugno, ponendo fine a un’intensa attività di ricerca coordinata dalle autorità. Ulteriori dettagli sulle modalità operative e sui provvedimenti adottati saranno resi noti nel corso della conferenza stampa convocata per le ore 11:45 presso la Procura della Repubblica di Sulmona, con la partecipazione dei magistrati titolari e della polizia giudiziaria.

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Meloni-Trump, nella notte cambia tutto! Cosa è successo https://www.business.it/meloni-trump-nella-notte-cambia-tutto-cosa-e-successo/ Sun, 21 Jun 2026 16:09:53 +0000 https://www.business.it/?p=155758 Dopo un periodo caratterizzato da dichiarazioni dure e tensioni con Donald Trump, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha deciso di riportare il confronto su un piano istituzionale e diplomatico. Fonti vicine all’esecutivo riferiscono che, al suo rientro a Roma, la premier ha chiesto una chiusura della fase dello scontro pubblico per evitare una frattura… Read More »Meloni-Trump, nella notte cambia tutto! Cosa è successo

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Giorgia Meloni e Donald Trump

Dopo un periodo caratterizzato da dichiarazioni dure e tensioni con Donald Trump, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha deciso di riportare il confronto su un piano istituzionale e diplomatico. Fonti vicine all’esecutivo riferiscono che, al suo rientro a Roma, la premier ha chiesto una chiusura della fase dello scontro pubblico per evitare una frattura politica con Washington.

L’area di governo valuta con attenzione le conseguenze di una possibile rottura con il principale alleato internazionale. Il rischio non riguarda solo gli equilibri politici, ma anche gli interessi economici, commerciali e strategici che coinvolgono direttamente l’Italia.

Dopo la risposta pubblica necessaria per tutelare il ruolo delle istituzioni, Palazzo Chigi ha scelto di non alimentare ulteriori polemiche, evitando dichiarazioni che possano irrigidire la situazione. La frase della premier «non tornerò più sull’argomento» è stata interpretata come un segnale di volontà di abbassare i toni per preservare relazioni costruite in decenni tra Italia e Stati Uniti.

Giorgia Meloni durante un discorso istituzionale

Le ragioni della preoccupazione a Palazzo Chigi

Una delle principali preoccupazioni deriva dall’ampiezza degli scambi commerciali tra i due Paesi, che superano i cento miliardi di euro. Inoltre, il ruolo delle basi militari americane sul territorio italiano e la collaborazione nell’ambito della Nato sono considerati fondamentali per la sicurezza euro-atlantica.

Per questo motivo, la strategia del governo è quella di fermare l’escalation e ricucire il rapporto prima che la situazione sfugga di mano. La posizione ufficiale punta a mantenere ferme le istituzioni senza trasformare lo scontro in una crisi diplomatica strutturale.

All’interno della maggioranza si valuta anche l’impatto sul consenso politico: sebbene la contrapposizione con Trump abbia rafforzato il ruolo della premier all’interno del centrodestra, prevale la cautela, consapevoli che nessun guadagno nei sondaggi può compensare un danno alle relazioni con Washington.

Il ruolo del Quirinale e la gestione del dossier Stati Uniti

Anche il Quirinale segue con attenzione l’evoluzione della vicenda. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrebbe espresso preoccupazione per i possibili sviluppi, sottolineando la necessità di evitare una rottura mantenendo però la dignità delle istituzioni italiane.

La cooperazione bilaterale si sviluppa su più livelli: politico, militare, industriale e di intelligence. Ogni mossa comunicativa dell’esecutivo viene pertanto calibrata in funzione delle conseguenze sui canali diplomatici e multilaterali già attivi.

La linea di prudenza mira anche a evitare che il confronto personale tra i leader porti a irrigidimenti nelle sedi multilaterali. Il ruolo della Nato è cruciale per la politica estera italiana, e una tensione con gli Stati Uniti rischierebbe di complicare la gestione di dossier sensibili.

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“Non è lui!”. Svolta shock Garlasco: le immagini di Sempio. Tutti a bocca aperta https://www.business.it/non-e-lui-svolta-shock-garlasco-le-immagini-di-sempio-tutti-a-bocca-aperta/ Sun, 21 Jun 2026 11:15:30 +0000 https://www.business.it/?p=155746 Un nuovo sviluppo si registra nell’ambito dell’indagine sul delitto di Garlasco, con particolare riferimento agli elementi biometrici analizzati nelle ultime perizie. La difesa di Andrea Sempio ha presentato evidenze che mettono in discussione la compatibilità tra le calzature rinvenute sulla scena del crimine e le misure del piede dell’indagato, in un contesto investigativo che prosegue… Read More »“Non è lui!”. Svolta shock Garlasco: le immagini di Sempio. Tutti a bocca aperta

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Un nuovo sviluppo si registra nell’ambito dell’indagine sul delitto di Garlasco, con particolare riferimento agli elementi biometrici analizzati nelle ultime perizie. La difesa di Andrea Sempio ha presentato evidenze che mettono in discussione la compatibilità tra le calzature rinvenute sulla scena del crimine e le misure del piede dell’indagato, in un contesto investigativo che prosegue sotto la supervisione della Procura di Pavia e dei carabinieri del Nucleo operativo di Milano.

Gli accertamenti effettuati hanno riguardato in particolare la traccia di scarpa a pallini rinvenuta sul pavimento della villetta, identificata come una calzatura Frau codice 27U1 di taglia 42, citata nella sentenza a carico di Alberto Stasi. Da tempo Sempio sostiene che tale misura non corrisponda al suo piede, indicato invece come taglia 44. La consulenza disposta dalla Procura, affidata all’antropologa forense Cristina Cattaneo, ha ritenuto compatibili le misure del piede dell’indagato con tali calzature, sulla base di misurazioni antropometriche e scansioni 3D eseguite tra il 24 e il 25 ottobre 2025. È stato tuttavia precisato dagli investigatori che non risultano noti i modelli di calzature in possesso di Sempio al 13 agosto 2007, né la scarpa in questione è stata mai ritrovata in possesso di Stasi.

La difesa ha prodotto una perizia tecnica che mette in discussione le conclusioni della Procura, basandosi su dati numerici precisi e prove pratiche documentate. Dopo la chiusura delle indagini dello scorso 7 maggio, sono state depositate consulenze specifiche che descrivono il piede di Sempio come avente una larghezza minima misurata di 11,5 cm, con una scansione ad alta risoluzione che ha rilevato una larghezza di 12,0 cm.

Andrea Sempio prova calzatura Frau 42

Gli esperti di parte concludono che la larghezza del piede risulti incompatibile con una scarpa progettata per piante di piedi con larghezza massima di 9,2 cm. Un test visivo allegato mostra Sempio mentre prova una calzatura Frau taglia 42, evidenziando l’impossibilità di inserire completamente il piede nel modello. La Procura, al momento, sta valutando i nuovi elementi e prevede di formulare una richiesta di rinvio a giudizio entro la fine di settembre, in attesa di ulteriori approfondimenti che saranno svolti nel corso del procedimento.

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Sorelle scomparse, alla fine il fidanzato crolla: “Ecco dove sono” https://www.business.it/sorelle-scomparse-alla-fine-il-fidanzato-crolla-ecco-dove-sono/ Sun, 21 Jun 2026 10:49:27 +0000 https://www.business.it/?p=155751 Le indagini sulla scomparsa di Sarah e Alisya, rispettivamente di 16 e 12 anni, residenti a Civitella Alfedena, hanno registrato un significativo sviluppo a seguito delle dichiarazioni rese dal fidanzato di Sarah. L’adolescente, già noto alle autorità per essere stato ospite della stessa casa famiglia, ha fornito agli inquirenti dettagli precisi riguardanti un piano di… Read More »Sorelle scomparse, alla fine il fidanzato crolla: “Ecco dove sono”

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Le indagini sulla scomparsa di Sarah e Alisya, rispettivamente di 16 e 12 anni, residenti a Civitella Alfedena, hanno registrato un significativo sviluppo a seguito delle dichiarazioni rese dal fidanzato di Sarah. L’adolescente, già noto alle autorità per essere stato ospite della stessa casa famiglia, ha fornito agli inquirenti dettagli precisi riguardanti un piano di allontanamento volontario delle due minori, smentendo così l’ipotesi del rapimento o di un incidente.

Il giovane, sentito come persona informata sui fatti, ha descritto la dinamica della fuga, avvenuta nella notte tra le 2 e le 5, indicando che le ragazze si sarebbero dirette verso un parente stretto, in una località segreta, per poi allontanarsi definitivamente.

Le dichiarazioni hanno trovato riscontro nei rilievi effettuati dai carabinieri lungo il tragitto indicato. Sono stati repertati alcuni oggetti appartenenti alle ragazze, tra cui un fermaglio, una maglia tecnica e un laccio nero, elementi che confermerebbero il passaggio delle minori lungo il percorso verso il punto d’incontro con il familiare.

Le autorità stanno inoltre esaminando i dati di tre utenze telefoniche intestate a soggetti vicini alle minori. Due di questi dispositivi risultano collegati a persone appartenenti all’entourage familiare e al fidanzato di Alisya. L’inattività prolungata dei telefoni testimonia l’intenzione delle minori di evitare la localizzazione. Nel frattempo, l’associazione Penelope Abruzzo, attivata dalla compagna del padre, continua a monitorare la situazione in attesa di ulteriori sviluppi.

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“Ora basta”. Trump, la vendetta su Meloni è arrivata. Mossa spietata https://www.business.it/ora-basta-trump-la-vendetta-su-meloni-e-arrivata-in-queste-ore-mossa-spietata/ Sun, 21 Jun 2026 08:10:37 +0000 https://www.business.it/?p=155741 È emersa una significativa frattura tra il presidente statunitense Donald Trump e la premier italiana Giorgia Meloni, con la base del movimento conservatore Maga che ha rivolto numerose critiche e attacchi personali alla leader di governo. L’episodio ha assunto rilievo soprattutto sui canali social vicini all’area trumpiana, dove si è assistito a una netta inversione… Read More »“Ora basta”. Trump, la vendetta su Meloni è arrivata. Mossa spietata

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È emersa una significativa frattura tra il presidente statunitense Donald Trump e la premier italiana Giorgia Meloni, con la base del movimento conservatore Maga che ha rivolto numerose critiche e attacchi personali alla leader di governo. L’episodio ha assunto rilievo soprattutto sui canali social vicini all’area trumpiana, dove si è assistito a una netta inversione di tendenza del sostegno politico.

Negli ultimi giorni, migliaia di post e commenti, in particolare sulla piattaforma Truth, hanno preso di mira la figura di Meloni con toni marcati e spesso offensivi. La mobilitazione social è stata innescata da un duro attacco diretto di Trump, che ha accusato la presidente del Consiglio di avergli chiesto insistentemente una fotografia insieme, gesto interpretato come segnale di debolezza politica.

Tra i contenuti più diffusi figurano meme, fotomontaggi e video ironici finalizzati a rappresentare Meloni isolata e marginalizzata nelle sedi internazionali. Molti utenti lamentano un presunto tradimento delle aspettative conservatrici, soprattutto in materia di immigrazione e rapporti con l’Unione Europea, mentre non mancano accuse di incompetenza e contestazioni sull’affidabilità dell’Italia come alleato degli Stati Uniti.

Il dissidio tra Meloni e la componente trumpiana non si limita a una contesa personale, ma riflette un divario strategico crescente tra la destra europea e il trumpismo americano. Mentre la premier italiana mantiene un impegno chiaro verso la Nato, il sostegno all’Ucraina e la centralità dell’alleanza occidentale, la base Maga manifesta invece orientamenti isolazionisti e critici nei confronti di molti alleati storici di Washington. Questo contrasto si traduce in una contestazione social che assume valenza simbolica, indicando un allontanamento politico che potrebbe consolidarsi nel tempo, con conseguenze sull’assetto delle relazioni internazionali tra Stati Uniti e Italia.

Nonostante la durezza delle critiche provenienti dalla base Maga, non tutto il Partito Repubblicano si è allineato contro Meloni. Alcuni esponenti conservatori continuano a riconoscerle un ruolo autorevole nel panorama europeo, sostenendo il valore della sua leadership. Tuttavia, la prevalenza del sentimento negativo sui social affiliati a Trump segnala un cambiamento significativo nell’immagine politica della premier presso una parte rilevante dell’elettorato conservatore statunitense. Il quadro politico rimane pertanto in evoluzione, con potenziali sviluppi nelle dinamiche di alleanza tra Roma e Washington, che saranno oggetto di monitoraggio anche in relazione agli appuntamenti diplomatici futuri.

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