Cinema – Business.it https://www.business.it I segreti del potere - Notizie e retroscena Fri, 29 Sep 2023 09:34:24 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://www.business.it/wp-content/uploads/2023/01/cropped-Favicon_Business.it_-32x32.jpg Cinema – Business.it https://www.business.it 32 32 Grave lutto nel cast di Harry Potter: morto uno dei protagonisti della serie https://www.business.it/harry-potter-morto-michael-gambon-albus-silente/ Thu, 28 Sep 2023 12:59:35 +0000 https://www.business.it/?p=129129 Un gravissimo lutto ha colpito il cast di Harry Potter. È morto infatti Michael Gambon. L’attore irlandese aveva 82 anni ed aveva ottenuto la consacrazione sul grande schermo interpretando in sei degli otto film della serie la parte di Albus Silente, il mago professore e preside di Hogwarts. A confermare ufficialmente la notizia è stato… Read More »Grave lutto nel cast di Harry Potter: morto uno dei protagonisti della serie

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Un gravissimo lutto ha colpito il cast di Harry Potter. È morto infatti Michael Gambon. L’attore irlandese aveva 82 anni ed aveva ottenuto la consacrazione sul grande schermo interpretando in sei degli otto film della serie la parte di Albus Silente, il mago professore e preside di Hogwarts. A confermare ufficialmente la notizia è stato il suo addetto stampa.
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Harry Potter morto Silente

Harry Potter: morto l’attore che interpretava Albus Silente

“Siamo devastati nell’annunciare la perdita di Sir Michael Gambon. Amatissimo marito e padre, Michael è morto pacificamente in ospedale con la moglie Anne e il figlio Fergus al suo capezzale”, si legge nella dichiarazione della famiglia resa pubblica dall’addetto stampa. L’uomo che interpretava Albus Silente in Harry Potter sarebbe morto a causa di un “attacco di polmonite”.
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Anche se la sua carriera di attore è durata più di 50 anni, il nome di Michael Gambon rimarrà per sempre indissolubilmente legato al personaggio di Albus Silente, uno dei ‘buoni’ della saga di Harry Potter. Entrò nel cast della fortunatissima serie sulle avventure del maghetto nel 2002, dopo che era morto il suo collega e predecessore Richard Harris.

Michael Gambon era nato a Dublino il 19 ottobre del 1940. Nel corso della sua lunghissima carriera da attore aveva raggiunto la fama in Inghilterra grazie al ruolo di Philip Marlow nella serie della BBC The Singing Detective, per cui fu premiato con un British Academy Television Award come miglior attore. Degna di nota anche la partecipazione alla serie televisiva del 1992 Il commissario Maigret. La sua formazione teatrale si è svolta al National Theatre sotto la supervisione del mitico Laurence Olivier. In seguito ebbe esperienze nelle altre principali compagnie londinese per il Royal National Theatre e la Royal Shakespeare Company. Ma la fama planetaria arrivò soltanto con l’interpretazione di Albus Silente in Harry Potter.
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Indiana Jones stroncato dalla cancel culture: “Ha origini razziste” https://www.business.it/indiana-jones-harrison-ford-origini-razziste/ Fri, 30 Jun 2023 07:18:26 +0000 https://www.business.it/?p=122222 Sta per uscire proprio in questi giorni al cinema l’ultimo capitolo della serie di film con protagonista Harrison Ford nel ruolo Indiana Jones. Il titolo della pellicola è ‘Indiana Jones e il quadrante del destino’. Nonostante siano trascorsi ormai molti anni dalle prime avventure del noto archeologo, nato dalla fantasia di George Lucas e Steven… Read More »Indiana Jones stroncato dalla cancel culture: “Ha origini razziste”

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Sta per uscire proprio in questi giorni al cinema l’ultimo capitolo della serie di film con protagonista Harrison Ford nel ruolo Indiana Jones. Il titolo della pellicola è ‘Indiana Jones e il quadrante del destino’. Nonostante siano trascorsi ormai molti anni dalle prime avventure del noto archeologo, nato dalla fantasia di George Lucas e Steven Spielberg, l’attore americano si mostra ancora in discreta forma. Ma a rompergli le uova nel paniere di questo nuovo successo ci sta pensando la cosiddetta cancel culture secondo cui, in nome del politicamente corretto, il personaggio che interpreta “ha origini razziste”.
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Indiana Jones origini razziste

Le presunte origini razziste di Indiana Jones

“Le origini letterarie razziste di Indiana Jones”. È questo il titolo di un articolo apparso pochi giorni fa sul Washington Post. Secondo l’autore del pezzo, il docente statunitense della Marquette University Gerry Canavan, il personaggio interpretato da Harrison Ford stato influenzato da modelli letterari intrisi di razzismo. Il professore punta il dito contro il “grande eroe bianco”.

Canavan non prende solo di mira le presunte origini razziste della saga di Indiana Jones, ma anche l’intera tradizione dei libri di avventura del XX secolo: da Le miniere di re Salomone a Viaggio al Centro della Terra, passando per Tarzan. “Risulta molto difficile ignorare il razzismo di cui è intrisa la storia”, sostiene Canavan.

Inoltre, secondo il professore, il fumetto di Flash Gordon sarebbe stato un predecessore negativo di Indiana Jones. E dalla furia della cancel culture non si salva nemmeno Zorro. “Pensate, ad esempio, a come i film di Indiana Jones usano la minaccia nazista per distrarre dal fatto che il nostro eroe si appropria quasi sempre dei tesori dei popoli indigeni o pre coloniali. – affonda ancora il colpo Canavan – È come se si sentissero obbligati a ricordarci che c’è sempre un uomo bianco peggiore, come una sorta di alibi. Ha perfettamente senso, da questo punto di vista, che i film di minor successo di Indiana Jones siano quelli che, come ‘Temple of Doom’, lasciano fuori i nazisti”, conclude.
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Morta Chiara Rigione, la giovane regista avellinese mamma da poche settimane https://www.business.it/chiara-rigione-regista-morta-avellino-mamma/ Wed, 17 May 2023 09:10:22 +0000 https://www.business.it/?p=117447 Dolore e commozione ad Avellino per la scomparsa di Chiara Rigione. La regista ora morta aveva 37 anni ed era diventata mamma da appena poche settimane. Tristezza e cordoglio anche nella vicina Benevento, dove la Rigione si dedicava con la sua associazione Kinetta Spazio Labus alla promozione del cinema.Leggi anche: Maria Miceli morta a 35… Read More »Morta Chiara Rigione, la giovane regista avellinese mamma da poche settimane

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Dolore e commozione ad Avellino per la scomparsa di Chiara Rigione. La regista ora morta aveva 37 anni ed era diventata mamma da appena poche settimane. Tristezza e cordoglio anche nella vicina Benevento, dove la Rigione si dedicava con la sua associazione Kinetta Spazio Labus alla promozione del cinema.
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Chiara Rigione regista morta

Morta la regista Chiara Rigione

Chiara Rigione, la regista ora morta, si era laureata in Ingegneria Energetica all’Università del Sannio, per poi dedicarsi totalmente alla sua grande passione: il cinema. Uno dei suoi documentari, intitolato ‘DentroOrsa’, era stato selezionato per il premio Rai Cinema Channel al Festival Internazionale della Cinematografia Sociale Tulipani di Seta Nera.

“Sei arrivata in Archivio sei anni fa e non sei più andata via. – ricorda così Chiara Rigione il Premio Zavattini, al quale la regista ora morta partecipò vincendo nel 2019 – Timida e brillante, determinata e affettuosa, colta e militante. Dal tuo zavattiniano ‘Domani chissà, forse’, ai divertenti e profondi videoclip a base d’archivio, fino alla scrupolosa selezione di film per il festival UnArchive. Che meraviglia di persona. Ci mancherai”.

“Ci ha lasciato Chiara Rigione, compagna e amica speciale, che tanti di voi hanno conosciuto per le sue collaborazioni durante Strati della Cultura e nell’ultimo Congresso nazionale. – questo il messaggio dell’Arci nazionale – Chiara era presidente del Kinetta spazio Labus, circolo di Arci Benevento APS, Comitato provinciale che si occupa della promozione e diffusione della cultura cinematografica. Ed era una talentuosissima montatrice e regista. Resistere e portare il cinema e la cultura in territori marginali era il suo lavoro e la sua passione. Chiara ha affrontato gli ultimi tempi con grande coraggio e dignità, è riuscita a diventare madre poche settimane fa mettendo alla luce la splendida Diana. Stamattina il suo cuore ha smesso di battere. Ci lascia le sue splendide immagini che ci accompagneranno sempre. Il suo bisogno di poesia, il suo sguardo che bruciava la pesantezza delle parole, che risvegliava le emozioni, il suo sorriso dolce, la sua luce”.
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Morto Enrico Oldoini, creatore della serie tv Don Matteo con Terence Hill https://www.business.it/enrico-oldoini-morto-regista-don-matteo-terence-hill/ Thu, 11 May 2023 08:00:54 +0000 https://www.business.it/?p=116841 Il cinema italiano è in lutto. È morto infatti Enrico Oldoini. Il regista e sceneggiatore aveva 77 anni ed era considerato uno dei padri della commedia italiana degli anni ‘80 e ‘90. Oltre ai cosiddetti cinepanettoni, come i primi sequel di Vacanze di Natale, Oldoini verrà certamente ricordato per essere l’ideatore di Don Matteo, la… Read More »Morto Enrico Oldoini, creatore della serie tv Don Matteo con Terence Hill

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Il cinema italiano è in lutto. È morto infatti Enrico Oldoini. Il regista e sceneggiatore aveva 77 anni ed era considerato uno dei padri della commedia italiana degli anni ‘80 e ‘90. Oltre ai cosiddetti cinepanettoni, come i primi sequel di Vacanze di Natale, Oldoini verrà certamente ricordato per essere l’ideatore di Don Matteo, la fortunatissima serie tv andata in onda su Rai 1 con protagonista Terence Hill, di cui Enrico Oldoini è stato soggettista, sceneggiatore e regista per tutta la prima stagione.
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Oldoini morto Don Matteo

Morto l’ideatore di Don Matteo Enrico Oldoini

Il regista Enrico Oldoini appena morto era originario di La Spezia, ma si era trasferito a Roma alla fine degli anni ‘60. Nella sua lunga vita professionale ovviamente non c’è solo Don Matteo. Dopo aver tentato senza successo la carriera di attore, esordisce con lo script del film thriller ‘E tanta paura’. Nel 1978 scrive soggetto e sceneggiatura di ‘Così come sei’ con Marcello Mastroianni e Nastassja Kinski.

Nel 1979 Oldoini esordisce insieme a Pasquale Festa Campanile nella commedia sexy con ‘Il corpo della ragassa’, interpretato dal trio formato da Enrico Maria Salerno, Renzo Montagnani e Lilli Carati. Seguono ‘Qua la mano’, ‘Manolesta’, ‘Nessuno è perfetto’, ‘Bingo Bongo’. Poi l’artista appena morto scrive ‘Borotalco’ per Carlo Verdone. Il suo debutto alla regia avviene nel 1984 con ‘Cuori nella tormenta’. Seguono poi collaborazioni con attori comici come Renato Pozzetto, Christian De Sica, Massimo Boldi, Ezio Greggio e Jerry Calà. Da ricordare anche la commedia ‘Una botta di vita’ con Alberto Sordi.

Ma la sua consacrazione arriva nel 2000 con Don Matteo interpretato da Terence Hill. Secondo alcuni retroscena, però, Enrico Oldoini non avrebbe voluto lui come protagonista, ma Lino Banfi. “Terence Hill, entrando in terrazza, mi trovò ansimante mentre soffiavo disperatamente sul barbecue sollevando inutili fumate nere. – raccontò una volta il regista ora morto – Con quella sua tipica espressione serena, l’aria dinoccolata ed elegante dell’eroe del West, mi fece capire che stavo sbagliando e mi mostrò come dovevo fare per riattivare il fuoco”.
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Lutto nel cinema, fan di Harry Potter e Star Wars in lacrime https://www.business.it/lutto-nel-cinema-fan-di-harry-potter-e-star-wars-in-lacrime/ Tue, 21 Mar 2023 09:46:50 +0000 https://www.business.it/?p=112498 Lutto nel mondo del cinema per i fan di Harry Potter e Star Wars: l’attore Paul Grant, famoso per aver interpretato il capo degli Ewok nella celebre saga di George Lucas Star Wars, è morto all’età di 73 anni. L’attore, affetto da nanismo, è stato colto da un malore a Londra ed è stato trasferito… Read More »Lutto nel cinema, fan di Harry Potter e Star Wars in lacrime

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Paul Grant Morto Harry Potter Star Wars

Lutto nel mondo del cinema per i fan di Harry Potter e Star Wars: l’attore Paul Grant, famoso per aver interpretato il capo degli Ewok nella celebre saga di George Lucas Star Wars, è morto all’età di 73 anni. L’attore, affetto da nanismo, è stato colto da un malore a Londra ed è stato trasferito d’urgenza in ospedale, dove è stata dichiarata la morte celebrale. La sua famiglia ha quindi deciso di staccare la spina alla macchina che lo teneva in vita.
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Paul Grant morto Harry Potter Star Wars
Paul Grant

Morto Paul Grant

Paul Grant ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema, grazie alle sue interpretazioni iconiche di personaggi come il capo degli Ewok in Star Wars, il folletto in Labyrinth – Dove tutto è possibile e, soprattutto, il folletto in Harry Potter e la pietra filosofale. L’attore britannico, che ha iniziato la sua carriera giovanissimo nel mondo del cinema, era considerato un attore quotato a Hollywood e ha recitato accanto a grandi protagonisti come Harrison Ford e Mark Hammill.


La sua carriera, però, non si è limitata al mondo del cinema: Paul Grant ha infatti lavorato anche come controfigura in film come Legend e Willow, e ha partecipato a numerosi spettacoli con personaggi alternativi. La sua altezza, di soli 1 metro e 30, lo ha reso un attore molto richiesto per ruoli particolari, e le sue scene sullo schermo accanto al gigantesco Chewbacca sono state tra le più divertenti e amate dal pubblico del terzo episodio della saga di George Lucas Star Wars.


La figlia di Paul Grant, Sophie Jayne Grant, si è detta “devastata” per la scomparsa del padre e lo ha definito “una leggenda sotto molti aspetti”. L’attore, infatti, era molto amato dal pubblico e portava sempre un sorriso e una risata sul volto di tutti. Sophie ha raccontato che il padre avrebbe fatto qualsiasi cosa per chiunque e che era un grande tifoso dell’Arsenal.

Con la scomparsa di Paul Grant, il mondo del cinema perde un grande attore e una figura indimenticabile per i fan di Star Wars e Harry Potter. Le sue interpretazioni rimarranno per sempre nella memoria dei suoi numerosi fan e nella storia del cinema.
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Le frasi choc della mamma-neonazista: “Odio gli ebrei, che c’è di male?” https://www.business.it/le-frasi-choc-della-mamma-neonazista-odio-gli-ebrei-che-ce-di-male/ Fri, 29 Nov 2019 08:43:54 +0000 https://www.business.it/?p=55549 Moglie, madre, impiegata in uno studio contabile. Ma anche fieramente nazista, una delle fondatrici del Partito Nazionalsocialista Italiano dei Lavoratori, attiva nella ricerca di altre persone con le sue stesse idee politiche da reclutare. Sta facendo il giro dei social la storia di Antonella Pavin, 48 anni, residente in provincia di Padova, una delle persone coinvolte… Read More »Le frasi choc della mamma-neonazista: “Odio gli ebrei, che c’è di male?”

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Moglie, madre, impiegata in uno studio contabile. Ma anche fieramente nazista, una delle fondatrici del Partito Nazionalsocialista Italiano dei Lavoratori, attiva nella ricerca di altre persone con le sue stesse idee politiche da reclutare. Sta facendo il giro dei social la storia di Antonella Pavin, 48 anni, residente in provincia di Padova, una delle persone coinvolte nelle indagini della Digos intorno al movimento di estremisti e a loro tentativo di dar vita a una vera e propria formazione politica.Intervista da La Repubblica, la donna ha parlato con sconcertante naturalezza delle sue idee, agghiaccianti: “Sono una fan di Hitler, e allora? Penso che gli ebrei siano la rovina del mondo, è un reato?”. Poi l’attacco al nemico, gli ebrei: “I sionisti comandano il mondo, guidano le banche, decidono sulle politiche dell’immigrazione. Sono la rovina dell’umanità. L’Olocausto è una fandonia. Ad Auschwitz c’erano piscina, teatro, cinema. Non è andata come la raccontano”.La donna ha però respinto l’idea di essere una sovversiva, lamentandosi per l’irruzione della Digos nella sua vita privata (“Ci hanno buttato giù dal letto alle 5 del mattino”) e negando di aver reclutato estremisti pronti a imbracciare le armi. Dalle indagini era emersa un’altra figura inquietante, quella di Francesca Rizzi, soprannominata “Miss Hitler, un titolo che si era conquistata partecipando a un concorso di bellezza in rete.La Rizzi, 26 anni, era da tempo tenuta sott’occhio dalle forze dell’ordine a causa soprattutto della sua ossessione per gli ebrei alimentata leggendo testi antisemiti. A testimoniare il suo “pensiero”, una lunga serie di post deliranti in rete: “Questi subumani devono sparire dalla faccia della terra. Con i forni ci vorrebbe troppo tempo” scriveva ad esempio attraverso il suo profilo (nickname FraFrafrafra) parlando di Liliana Segre e Laura Boldrini.

Il Movimento svolta a destra: Di Maio e Di Battista virano verso Salvini

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Con Facebook Film il cinema diventa social: a portata di smartphone tutti gli spettacoli nelle vicinanze e biglietti on line https://www.business.it/con-facebook-film-il-cinema-diventa-social-a-portata-di-smartphone-tutti-gli-spettacoli-nelle-vicinanze-e-biglietti-on-line/ Sat, 01 Jun 2019 12:14:41 +0000 https://www.business.it/?p=47226 Finalmente anche in Italia è arrivato Facebook Film: lanciato per la prima volta negli Stati Uniti e più recentemente nel Regno Unito e in Canada, l’ultima funzionalità proposta da Fb consente agli utenti del noto social di visualizzare tutti gli spettacoli cinematografici nelle vicinanze, ovunque ci si trovi grazie alla geolocalizzazione, ma anche di acquistare… Read More »Con Facebook Film il cinema diventa social: a portata di smartphone tutti gli spettacoli nelle vicinanze e biglietti on line

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Finalmente anche in Italia è arrivato Facebook Film: lanciato per la prima volta negli Stati Uniti e più recentemente nel Regno Unito e in Canada, l’ultima funzionalità proposta da Fb consente agli utenti del noto social di visualizzare tutti gli spettacoli cinematografici nelle vicinanze, ovunque ci si trovi grazie alla geolocalizzazione, ma anche di acquistare i biglietti e avere tante altre info direttamente dallo smartphone. Per provare Facebook Film è sufficiente accedere al menu generale del social e selezionare l’icona con l’immagine di una bobina cinematografica. A quel punto appariranno due sezioni: la prima sezione è Film, con l’elenco degli spettacoli in programmazione, la descrizione, il trailer, tutte le informazioni su cast e regista, mentre la seconda sezione si chiama Cinema, e comprende la lista delle sale, gli orari degli spettacoli e i link per acquistare il biglietto online.Una volta selezionati film e sala, i biglietti possono essere acquistati con un solo clic direttamente sul sito del cinema, dove disponibile l’e-commerce, sul quale viene effettuato il pagamento e completata la transazione. A fine procedura, il cinema invia all’acquirente una conferma via email con il codice a barre o il QR code dell’e-ticket, a seconda di quanto previsto dal sistema di e-commerce utilizzato, in modo quindi indipendente da Facebook.

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Barbareschi choc: “Il cinema italiano? La mafia dei fro**” https://www.business.it/luca-barbareschi-choc-il-cinema-italiano-la-mafia-dei-froci/ Thu, 04 Apr 2019 09:08:24 +0000 https://www.business.it/?p=44045 Un’intervista choc in cui Luca Barbareschi ha lanciato delle vere e proprie bombe contro il mondo del cinema italiano. Sottolineando le differenze con l’estero: “Altrove mi rispettano come un professionista che dialoga alla pari con Mamet, Coppola o Polanski, qui sono vissuto come un’anomalia. Non a caso, da trent’anni, non esco a cena con quelli che fanno il… Read More »Barbareschi choc: “Il cinema italiano? La mafia dei fro**”

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Un’intervista choc in cui Luca Barbareschi ha lanciato delle vere e proprie bombe contro il mondo del cinema italiano. Sottolineando le differenze con l’estero: “Altrove mi rispettano come un professionista che dialoga alla pari con Mamet, Coppola o Polanski, qui sono vissuto come un’anomalia. Non a caso, da trent’anni, non esco a cena con quelli che fanno il mio mestiere. Non amo il pettegolezzo, mi annoierei”.L’ex onorevole del Pdl attraverso le pagine di Vanity Fair non ha risparmiato nessuno: “Io do da lavorare a più di 60 persone, sto producendo il film di Polanski, il più costoso d’Europa, con 26 milioni di euro trovati da me. Intanto metto in piedi spettacoli e fiction per la tv. Gli altri urlano Barbareschi è una testa di c***o, un bastardo, deve morire, glielo mettiamo al c*** e io intanto faccio il 40 per cento”. Poi parla del cinema del passato, del salotto di Morazzano: “Il luogo di reclutamento delle marchette di Roma, dove tutti i grandi registi, quelli iscritti al Pci che fino al 25 luglio del 43 erano stati fascisti di stretta osservanza, passavano in rassegna i ragazzi e davano loro una parte per la loro bellezza, al di là dell’effettivo talento: ‘Tanto poi li doppiamo’ dicevano Valli, De Lullo, Zeffirelli,Visconti e tutte le altre signore delle camelie. Tutti indistintamente omosessuali, tutti molto cattivi. Verrà il giorno dei professionisti mi dicevo e invece la professionalità in Italia non è mai nata”. E ancora: “Molto cinema italiano si è perso per corruzione, quella vera. Io, Castellitto, Rubini e quelli della nostra generazione abbiamo dovuto aspettare che inciampassero gli altri, i bellocci. Siamo passati dall’obbligo della tessera politica alla mafia dei froci”. Specificando poi “no, non sono omofobo e trovo l’omosessualità una cosa meravigliosa. Credo anzi che non fare coming out, non dichiararsi, sia un passo indietro terribile”.

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Camicia, completo e… popcorn! La prima volta di Salvini con la nuova fiamma Francesca https://www.business.it/matteo-salvini-e-francesca-verdini-insieme-al-cinema-per-dumbo/ Wed, 27 Mar 2019 08:27:32 +0000 https://www.business.it/?p=43445 Il più classico degli appuntamenti al cinema, approfittando dell’uscita in sala del nuovo Dumbo di Tim Burton, remake del classico Disney con protagonista il celebre elefantino. Così Matteo Salvini ha regalato ai fotografi la sua prima uscita pubblica con la nuova fidanzata Francesca Verdini, figlia del politico Denis, con la quale è arrivato al cinema… Read More »Camicia, completo e… popcorn! La prima volta di Salvini con la nuova fiamma Francesca

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Il più classico degli appuntamenti al cinema, approfittando dell’uscita in sala del nuovo Dumbo di Tim Burton, remake del classico Disney con protagonista il celebre elefantino. Così Matteo Salvini ha regalato ai fotografi la sua prima uscita pubblica con la nuova fidanzata Francesca Verdini, figlia del politico Denis, con la quale è arrivato al cinema moderno The Space di Roma. Eccoli negli scatti pubblicati dal Messaggero.Per l’occasione, il Capitano ha sfoggiato camicia e completo, mentre Francesca ha optato per un look total black con capello sciolto: la coppia, munita di popcorn, è arrivata mano nella mano, tra un sorriso e una battuta.  I due erano stati già visti insieme a cena nel ristorante del fratello di lei e, ovviamente, il gossip si era scatenato, pur in assenza di conferma da parte dei diretti interessati.Altri indizi importanti sulla relazione tra i due erano arrivati nelle scorse ore, quando Salvini aveva scherzato sul fatto che sarebbe potuto andare accompagnato al vertice dei ministri dell’Interno di tutta Europa a Parigi. Per i giornali di gossip, l’attesa conferma di un nuovo amore ormai sbocciato. Tra Francesca e Matteo ci sono 20 anni di differenza, un dettaglio che però a quanto pare non è stato d’ostacolo tra i due.La Verdini gestisce il ristorante PaStation nei pressi di Montecitorio, il locale dove per la prima volta è stata vista a cena con Salvini. Nessun ritorno di fiamma, dunque, con Elisa Isoardi, l’ormai illustre ex. Tanti fedelissimi del leader della Lega avevano auspicato sui social un riavvicinamento, ma evidentemente non era destino. Anche alla giornalista negli ultimi mesi erano stati attribuiti diversi nuovi fidanzati, tra i quali il produttore Alessandro Di Paolo. Voci, al momento, che non hanno trovato conferme.

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Tecnologia, nuovo cinema LED a Zurigo. L’analogico andrà in pensione? https://www.business.it/tecnologia-nuovo-cinema-led-a-zurigo-lanalogico-andra-in-pensione/ Tue, 18 Sep 2018 12:31:34 +0000 https://www.business.it/?p=31506 In Svizzera, più precisamente nella città di Zurigo, è stata inaugurata una sala cinematografica a dir poco innovativa: il primo schermo cinematografico europeo Samsung al Led. Se avrà successo, sarà forse la fine dell'analogico?

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Oramai siamo diventati avvezzi ai cambiamenti e alle improvvise trasformazioni e innovazioni, che interessano soprattutto il campo digitale. Ma quando vere e proprie istituzioni riconoscibili alla collettività come lo schermo cinematografico diventano obsoleta, ci rendiamo conto che i tempi sono cambiati.

Eppure il classico schermo analogico viene ancora largamente utilizzato, ma stando all’ultima novità poterebbe andare presto in pensione.

In Svizzera, più precisamente nella città di Zurigo, è stata inaugurata una sala cinematografica a dir poco innovativa: il primo schermo europeo Samsung al Led.

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incentivi industria cinematografica

Samsung e i prototipi al LED

Il colosso sudcoreano ha realizzato uno schermo grande quanto un widewall già visti nei multisala che costellano la nostra regione: si tratta di uno schermo di 10, 2 metri di lunghezza 5,4 metri di altezza e dotato di circa 26,4 milioni di led.

La sala in cui è disponibile la visione è la numero 5 dell’Arena Cinema, che si trova proprio nel bel mezzo della città, nel centro commerciale di Sihlcity.

La sala svizzera non è però l’unica al mondo: Samsung ha già realizzato un prototipo al Led nella città si Seul, vicino alla sede della multinazionale.

Chi l’ha visto e ne ha potuto costatare forma e dimensione, ma soprattutto la visione di un film,. riporta che sia un’esperienza cinematografica sensazionale.

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Samsung_led

Caratteristiche e funzionalità

Il buio in sala, ad esempio, è estremo: nessun fascio di luce da un proiettore retrostante le sedute, nessuna fascia grigia sulla schermata, niente di niente. A parte un’immagine enorme, nitida, chiara e pulita grazie alla complessità di 96 moduli singoli (e completamente sostituibili singolarmente). Lo schermo cinematografico Samsung possiede un formato da 4.096 per 2.160 pixel (4K “Full”) e la visualizzazione dei formati cinematografici può essere  standard “Flat” oppure “Scope”.

Luminosità, intensità, nitidezza n volte superiore alla media degli schermi analogici.

Inoltre la combinazione dell’effetto 3D e LED rappresenta una novità assoluta nel mondo del cinema.

Ovviamente, viste le potenzialità del prodotto, la sala può essere utilizzata anche per connettere presentazioni, riprodurre video esterni, giocare con gli esporta, e tanto altro ancora.

Le possibilità sono infinte. Guai a chiamarla grande TV.

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Attori più pagati 2018 secondo Forbes: ecco chi sono i primi dieci https://www.business.it/attori-piu-pagati-2018-secondo-forbes-ecco-chi-sono-i-primi-dieci/ Wed, 08 Aug 2018 12:31:55 +0000 https://www.business.it/?p=30464 Come ogni anno, Forbes stila la classifica degli attori più pagati. Ad uno sguardo generale, la situazione appare

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Come ogni anno, Forbes stila la classifica degli attori più pagati. Ad uno sguardo generale, la situazione appare confermare la tendenza degli ultimi anni, ma qualche sorpresa c’è a cominciare dalla prima posizione.

Ma l’elenco, parte dal basso, per cui vediamo chi è il “poverello” che si è piazzato solo al decimo posto: si tratta di Will Smith, che ha guadagnato bene 42 milioni di dollari. Il fatto di essere diventato una star di Netflix grazie all’esclusiva con il film Bright non gli ha certo impedito di dedicarsi ad altri progetti cinematografici. Bolle in pentola anche un contratto con la Disney.

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incentivi industria cinematografica

La prima donna della classifica dei dieci attori più ricchi si aggiudica la nona posizione: Sofia Vergara, che grazie ad intraprendenza, fascino e humor conclude contratti milionari non solo come attrice, anche come testimonial. Ben 42, 5 milioni di dollari per la bella colombiana.

Non poteva mancare in classifica il numero 1 dei film action/comedy: Jackie Chan, che con 45,5 milioni di dollari continua a lavorare ininterrottamente tra progetti cinematografici che lo vedono presente ad Hollywood come in Asia, sbancando i botteghini.

Ecco la seconda donna della classifica: non poteva che essere lei, Jennifer Lopez. Più avanzano gli anni, più sembra non curarsene affatto impegnata com’è tra musica, cinema e tv. 47 milioni di dollari ben guadagnati!

Segue alla sesta posizione un’altra donna, che come JLo viene dal mondo della musica ed è una star al livello internazionale: si tratta di Lady Gaga, che successo dopo successo, prova ad affermarsi anche al cinema nel primo film diretto da Bradley Cooper, A Star is Born. Suoi di diritto 50 milioni di dollari.

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Entriamo nella top 5 della classifica: è qui che arrivano diverse sorprese. Alla quinta posizione troviamo un attore poco conosciuto ai più, ma sicuramente con un volto noto, di quelli presenti soprattutto nei film d’azione. É Kevin Hart, che oltre al cinema ha registrato un successo stellare grazie al suo show personale. Il guadagno? 57 milioni di dollari.

Al numero 4 della classifica degli attori più pagati si piazza Chris Hemsworth, che forse molti avrebbero dato al vertice. Con la saga di Thor e The Avengers, Chris ha sbaragliato i rivali, arrivando a guadagnare 64, 5 milioni di dollari.

Eppure non è il vendicatore più pagato: Robert Downey Junior e i suoi 81 milioni di dollari lo battono di una posizione, classificandosi terzo. Niente male, Iron Man.

E se il secondo posto è ormai una sicurezza per Dwayne Johnson, da qualche anno primo assoluto della classifica degli attori più pagati, con 124 milioni di dollari guadagnati grazie ai numerosi blockbuster di cui è protagonista, il primo posto vi sbalordirà.

Nonostante sia da un paio d’anni assente dalle sale cinematografiche, George Clooney è l’attore più pagato. Stavolta non solo grazie ai guadagni dei suoi film, evidentemente, ma ad un’idea imprenditoriale alquanto azzeccata: è riuscito a vendere la sua ultima passione, un’azienda che produceva Tequila insieme al socio Rande Gerber, ad una compagnia britannica. Il guadagno 2018? Pari a 239 milioni di dollari. Bravo George!

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Cinema e tecnologia, quali Studios incassano di più https://www.business.it/cinema-e-tecnologia-quali-studios-incassano-di-piu/ Fri, 29 Jun 2018 06:30:25 +0000 https://www.business.it/?p=29048 Il business del cinema non conosce crisi, nonostante la situazione generale della produzione dei film sia molto cambiata negli ultimi anni. Prima un film veniva ideato, prodotto e poi distribuito. Maggiori erano le sale nelle quali veniva proiettato, maggiore il tempo di permanenza e maggiori gli incassi. Ma la tecnologia ha rivoluzionato il nostro modo… Read More »Cinema e tecnologia, quali Studios incassano di più

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Il business del cinema non conosce crisi, nonostante la situazione generale della produzione dei film sia molto cambiata negli ultimi anni.

Prima un film veniva ideato, prodotto e poi distribuito. Maggiori erano le sale nelle quali veniva proiettato, maggiore il tempo di permanenza e maggiori gli incassi.

Ma la tecnologia ha rivoluzionato il nostro modo di fruire dei contenuti, tant’è che le sale cinematografiche hanno dovuto adeguarsi passando dall’analogico al digitale, e inserendo maggiori effetti visivi e sonori per poter competere con i grandi multiplex, che oltre alla visione del film offrono ambiti di divertimento e ristorazione, il tutto per confezionare un’esperienza completa e gratificante.

Il pubblico in sala è calato di numero, nonostante ci sia una buona fetta di spettatori legati alla visione sul grande schermo: oggi basta un pc, un tablet, addirittura uno smartphone per scaricare un film e guardarselo in diretta, magari mentre siamo in treno o in fila in banca. 

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Le case di produzione più importanti

I contenuti sono oggi disponibili su numerosi dispositivi quando e dove vogliamo, stravolgendo completamente quello il modo di fruizione.

Quello che non è cambiato è il modo: le case di produzione cinematografica, ovvero i grandi studios, continuano a sopravvivere aggiornandosi pur di rimanere un punto di riferimento per il processo di produzione di un contenuto.

Vi siete mai chiesti quali sono le case di produzione più importanti, ovvero quelle che incassano di più?

Nessuna sorpresa tra le prime cinque, se solo un po’ vi intendete di film: al quinto posto c’è la Lucasfilm, con un guadagno di 8,5 miliardi di dollari.

Come immaginabile dal nome stesso, si tratta della casa di produzione di George Lucas, il regista che ha ideato e prodotto franchising di successo come Guerre Stellari e Indiana Jones.

Al quarto posto si posiziona la Pixar Animation Studios, di proprietà della Disney, che registra incassi pari a 9,5 miliardi di dollari.

É proprio alla Pixar che si devono successi del calibro di Toy Story e Alla ricerca di Nemo.

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cinema 3D

Le prime tre posizioni: chi incassa di più?

Al terzo posto si posiziona Legendary, con 13 miliardi di incassi. É passata da poco sotto la direzione del cinese Wanda Group e vanta produzioni del calibro di Jurassic World e la saga di Batman targata dal visionario Christopher Nolan.

Al secondo posto la Dreamworks Animation non poteva certo mancare: grazie a Spielberg, Katzenberg, e Geffen la società ha stipulato diversi contratti con case di distribuzione, ideando i cartoni animati più visti come Kung Fu Panda e Shrek.

Al primo posto, ca va sans dire: ecco la Marvel, che scala la classifica con 19 miliardi di incassi. A lei si devono i successi planetari di Avengers, Iron e Spider-man, segno che la trasposizione cinematografica dei fumetti viene premiata dal pubblico.

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Bad Robot e Tencent, al via l’accordo per un progetto senza precedenti https://www.business.it/bad-robot-e-tencent-al-via-laccordo-per-un-progetto-senza-precedenti/ Fri, 08 Jun 2018 10:09:02 +0000 https://www.business.it/?p=28181 Bad Robot, la società di produzione multimediale guidata dal famoso regista, produttore e sceneggiatore J.J. Abrams, ha deciso di espandersi ulteriormente, sbarcando nell’ambito dei videogiochi. I film di Abrams hanno fatto epoca, e cavalcando l’impronta amarcord di Spielberg, il regista americano viene da molti definito come il “signore della nostalgia”: tra i suoi titoli più… Read More »Bad Robot e Tencent, al via l’accordo per un progetto senza precedenti

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Bad Robot, la società di produzione multimediale guidata dal famoso regista, produttore e sceneggiatore J.J. Abrams, ha deciso di espandersi ulteriormente, sbarcando nell’ambito dei videogiochi. I film di Abrams hanno fatto epoca, e cavalcando l’impronta amarcord di Spielberg, il regista americano viene da molti definito come il “signore della nostalgia”: tra i suoi titoli più famosi ricordiamo Mission: Impossible 3, Star Trek, Super 8, gli ultimi episodi della saga di Star Wars, oltre ad aver creato e girato numerose serie tv di successo come Alias, Lost e Fringe.

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L’accordo con Tencent

A quanto pare il mondo del cinema e della tv non gli basta più. Il suggestivo autore ha deciso di partecipare ad un progetto più ampio, incoraggiando gli sviluppatori e offrendo un servizio innovativo ai clienti. Per far questo è stato fatto un accordo con il conglomerato tecnologico cinese Tencent.
Già alla ribalta delle cronache per la collaborazione con La Lego per creare una gamma di contenuti digitali rivolta i bambini cinesi, ma soprattutto per l’inserimento nella classifica stilata dal The Boston Consulting Group come una delle aziende più innovative del mondo, la società si appresta ora a lavorare con la Bad Robot di Abrams, prestando tutta la sua esperienza di sviluppo alla casa di produzione cinematografica, sia a livello indipendente sia a quello commerciale.

Sono un grande appassionato di giochi, e sempre più invidioso degli incredibili strumenti con cui gli sviluppatori possono lavorare, e dei mondi in cui possono giocare“, ha spiegato Abrams in occasione dell’annuncio della partnership. “Ora stiamo raddoppiando il nostro impegno nei confronti dello spazio con un approccio di co-sviluppo unico nel mondo del gioco, che ci consente di concentrarci su ciò che sappiamo fare meglio e, auspicabilmente, essere un moltiplicatore significativo per i nostri partner sviluppatori”.

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Le novità della partnership

Nel progetto verranno coinvolti designer, artisti visivi e sceneggiatori di Bad Robot, che collaboreranno con gli sviluppatori di Tencent puntando a tutti i mercati del gioco e del videogioco: partendo dal PC, passando per le console e atterrando infine su tutti i dispositivi mobili.

L’accordo vero e proprio è rimasto segreto in gran parte segreto, ma sarà facile supporre che la società cinese fornirà soprattutto finanziamenti e competenze, in cambio di diritti commerciali per la distribuzione dei titoli che verranno prodotti.

Questo potrebbe forse limitare la nuova azienda, lasciando ad Abrams e alla Bad Robot Games quello che sa fare meglio: ringiovanire il franchising con un’estetica moderna, migliorare le immagini, gli effetti speciali e garantire nuovi strumenti di narrazione. Alla promozione commerciale, ma sopratutto allo sbocco sui mercati asiatici penserà invece Tencent. 

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Chi seguirà l’ambizioso progetto

Abrams stesso non sarà, secondo l’accordo, colui che dirigerà la nuova impresa; le redini saranno invece di Dave Baranoff, che ha realizzato i contenuti interattivi e di gioco per Bad Robot negli ultimi dieci anni. Questa non è la sua prima incursione nel settore dei videogames: lui e la stessa Bad Robot stanno attualmente lavorando con Epic e ChAIR su un misterioso titolo chiamato “Spyjinx”. Presumibilmente questo accordo rappresenta solo l’inizio di qualcosa di più grande di una partnership o di una promozione cinematografica.

Intanto a Tim Keenan è stato affidato il ruolo di direttore creativo.

Non si sa altro, a parte il fatto che la Warner Bros Interactive parteciperà al progetto come socio di minoranza.

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Fandango lancia la vendita dei biglietti del cinema su Instagram https://www.business.it/fandango-lancia-la-vendita-dei-biglietti-del-cinema-su-instagram/ Thu, 07 Jun 2018 09:45:02 +0000 https://www.business.it/?p=28082 Le vendite dei biglietti del cinema stanno arrivando su Instagram. Il mondo dei social diventa sempre più ampio, facendo spazio anche ad alcune azioni di prenotazione e acquisto prodotti. L’ultima novità riguarda la casa di produzione e distribuzione cinematografica Fandango: sul suo profilo Instagram ufficiale si potranno acquistare direttamente i biglietti del film da guadare… Read More »Fandango lancia la vendita dei biglietti del cinema su Instagram

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Le vendite dei biglietti del cinema stanno arrivando su Instagram.

Il mondo dei social diventa sempre più ampio, facendo spazio anche ad alcune azioni di prenotazione e acquisto prodotti. L’ultima novità riguarda la casa di produzione e distribuzione cinematografica Fandango: sul suo profilo Instagram ufficiale si potranno acquistare direttamente i biglietti del film da guadare al cinema.

Sulla pagina infatti sarà presente un ulteriore pulsante “Acquista biglietti”: il processo per acquistarli diventa così semplice e immediato.

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La funzione acquista biglietti


Facendo click sull’apposito pulsante, si apre la home page del sito di Fandango sempre all’interno di Instagram, in modo da consentire l’acquisto di biglietti per i film che si desidera guardare, e tutto questo senza uscire dall’applicazione.

Si prevede poi che la nuova funzionalità si sviluppi anche su altre pagine Instagram incentrate sui film che usciranno durante l’anno. 

La funzione fa parte del nuovo percorso intrapreso da Instagram nel commercio di funzionalità definite come “tag shoppable”: ciò consente alle persone di prenotare i servizi direttamente attraverso il profilo di un’azienda. La scheda “Compra biglietti” apparirà proprio accanto alla scheda “Shop” in cui Fandango vende i suoi contenuti cinematografici.

Dato che milioni di fan dei film si sono avvicinati alle piattaforme di social media per scoprire, condividere ed interagire con i loro contenuti preferiti, Fandango è stato essenziale per quell’esperienza, offrendo funzionalità di biglietteria e accesso alla rete più completa delle sale americane“, ha detto il presidente di Fandango Paul Yanover. “Siamo entusiasti di integrare il ticketing nel nostro Instagram Fandango e non vediamo l’ora di lavorare con i nostri partner di studio per trasformare la passione dei consumatori in acquisti di biglietti“.

Fandango rappresenta una delle destinazioni principali per le vendite di biglietti di film online, con oltre 60 milioni di visitatori unici al mese, per ogni singolo risultato. La società afferma di aver venduto circa il 33% dei dollari del botteghino negli Stati Uniti grazie ad Instagram solo nel weekend di uscita di Avengers: Infinity War.

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L’e-commerce per imprese e negozi

Le novità non sono finite: esiste il progetto di una nuova organizzazione dei messaggi privati anche per l’ambito business. Grazie a “shop”, si possono così effettuare pagamenti, e fare prenotazioni direttamente dall’App dedicata. Fandango è la prima in ambito cinematografico a sfruttare le potenzialità di Instagram, ma il social media già da tempo ha deciso di intraprendere la strada dell’e-commerce, aiutando ad esempio siti e negozi a rispondere in maniera più immediata ai messaggi degli utenti.

Come funzionerà?

Semplice: le aziende potranno leggere i messaggi nella loro casella di posta, proprio come avviene ad esempio per Facebook. Per ora si tratta di un programma che va ancora testato a dovere, a ci auguriamo che nasca presto la possibilità per negozi e imprese registrate di rispondere automaticamente alle domande più frequenti, garantendo disponibilità e chiarezza di informazioni.

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Dispositivi intelligenti, ecco il nuovissimo proiettore portatile Cinemood https://www.business.it/dispositivi-intelligenti-proiettore-portatile-cinemood/ Mon, 14 May 2018 09:27:56 +0000 https://www.business.it/?p=25077 Quando fuori piove, la giornata volge al termine e il mattino seguente ci aspetta una giornata densa di lavoro, incarichi di famiglia e commissioni, non c’è niente di meglio che rilassarsi davanti ad un buon film o una serie tv che ci appassiona. Il cinema a casa Il successo delle pay tv e delle piattaforme… Read More »Dispositivi intelligenti, ecco il nuovissimo proiettore portatile Cinemood

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Quando fuori piove, la giornata volge al termine e il mattino seguente ci aspetta una giornata densa di lavoro, incarichi di famiglia e commissioni, non c’è niente di meglio che rilassarsi davanti ad un buon film o una serie tv che ci appassiona.

Il cinema a casa

Il successo delle pay tv e delle piattaforme streaming è nato e cresciuto per offrire un customer service che regala ottimi contenuti video, quando e dove si vuole.

Non è più necessario recarsi al cinema o acquistare cofanetti e dvd, ma l’ampia scelta di un catalogo fornito e completo è accessibile tramite la Rete, potenziando così la possibilità di rilassarsi e godersi un buon contenuto in tutta la tranquillità  nell’intimità della propria casa.

Ormai c’è l’imbarazzo della scelta, da Netflix a Sky, passando per piattaforme streaming e contenuti digitali, l’importante è scegliere ciò che ci aggrada, secondo l’umore del momento.

Se inoltre si possiede una smart tv, la visione è ottimale. Se invece possediamo uno schermo abbastanza grande, o abbiamo in programma di comprarla non è il caso di disperarsi. Una visione da cinema può essere effettuata anche a casa nostra tramite un proiettore portatile.

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Cinemood, proiettore portatile

Di proiettori ne esistono diversi in commercio, ma Cinemood rappresenta l’ultima innovazione nel settore.

Sicuramente si tratta del proiettore più piccolo in circolazione, e attualmente si può trovare su internet ad un prezzo scontato.

Cinemood sarà quindi in grado di risolvere tutti i problemi legati alla connessione Wi-Fi, al collegamento con la tv o al pc, se non è abbastanza grande per essere guardato da più persone.

Proiettato su una parete, la visione viene garantita in modo perfetto e definito. Il dispositivo è dotato di controlli di facile utilizzo e funziona esattamente come un dispositivo indipendente.

Infatti, anche se non dovesse funzionare il wi-fi, o il telefono o le prese elettriche di casa, ciò non costituisce alcun problema.

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CINEMOOD-Portable-Kids-Projector-CampingFunzioni e caratteristiche

Cinemood può essere usato tranquillamente collegandolo allo streaming di contenuti Netflix e YouTube, ed è possibile perfino scaricare e riprodurre contenuti quando Netflix è online. Si può infatti portare ovunque, ed essere utilizzato anche in situazioni “estreme” come il campeggio, oppure mentre si viaggia ad esempio su autobus, aerei o treni.

È inoltre comodissimo, perchè piccolo e abbastanza silenzioso. Per l’appunto si può attivare la funzione del raffreddamento silenzioso e senza ventola.

La visione è a dir poco esagerata: Cinemood può proiettare immagini fino a superare i 3 metri e mezzo e può funzionare per oltre 5 ore fuori dalla batteria ricaricabile, riproducendo anche video in altr definzione. Cinemood funziona anche da archivio, includendo una memoria interna da 16 GB, in quanto le immagini proiettate sono cristalline, possiedono il controllo motorizzato della messa a fuoco e della correzione automatica della distorsione dell’immagine, quindi garantiscono una visione più che eccellente.

E se non si ha la possibilità di connettersi con lo streaming, ci sono più di 120 ore di intrattenimento aggiuntivo, pronto a soddisfare ogni necessità di gusti ed desideri. L’esperienza cinematografica non sarà la sola ad offrire una serata all’insegna del relax: d’ora in poi lo sarà anche una serata comodamente trascorsa sul proprio divano di casa.

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Marvel film, 4 lezioni di business per fare successo al cinema https://www.business.it/marvel-film-4-lezioni-business-successo-al-cinema/ Sun, 29 Apr 2018 10:08:37 +0000 https://www.business.it/?p=24078 Era il 2008 quando sulle poltrone dei cinema abbiamo sussultato guardando IronMan volare via sulle note degli A.C.D.C. Sono passati dieci anni e l’imponete piano cinematografico dei Marvel Studios ha lentamente preso forma, arrivando ad una fase in cui i film tratti dai celebri fumetti sono diventati i più attesi sia dai fan storici sia… Read More »Marvel film, 4 lezioni di business per fare successo al cinema

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Era il 2008 quando sulle poltrone dei cinema abbiamo sussultato guardando IronMan volare via sulle note degli A.C.D.C. Sono passati dieci anni e l’imponete piano cinematografico dei Marvel Studios ha lentamente preso forma, arrivando ad una fase in cui i film tratti dai celebri fumetti sono diventati i più attesi sia dai fan storici sia da quel pubblico che si è appassionato scena dopo scena ad un’universo fantastico costruito anno dopo anno in modo sapiente con l’inserimento di personaggi iconici e di altri elementi che piacciono tanto ai filmofili. Nei cinema ora c’è Avengers Infinity War, un cross over tra tutti i film che sono passati sul grande e piccolo schermo negli ultimi anni, il terzo di una saga interna che raccoglie tutti gli eroi in una sola pellicola. Chi ha già visto il film è rimasto a bocca aperta, decantandone i pregi e lasciando poche parole ai difetti, che comunque esistono. I fratelli Russo hanno dunque contribuito a rimpolpare un business già di grande successo. Avengers Infinity War è costato tra i $300 e i $400 milioni e le previsioni dicono che nelle casse dei Marvel Studios, soltanto dopo il debutto, arriverà qualcosa come più di $235 milioni. Un business incredibile dunque, in attesa di tanti altri film e di una nuova fase che prevede novità e rinnovamento. Ma quali sono i segreti di questa autentica macchina da soldi? Ecco come i film Marvel hanno fatto successo al cinema.
“Non abbiamo mai deciso di costruire un universo. Abbiamo deciso di fare un grande film di Iron Man, un film di Hulk, un film di Thor, e poi essere in grado di fare quello che, al momento, nessun altro stava facendo: metterli insieme”. Secondo Kevin Feige, presidente degli Studi Marvel, le intenzioni erano diverse inizialmente. La volontà di creare il miglior prodotto possibile ha messo in moto una macchina che si è rivelata inarrestabile.

Non avere paura di buttare via le cose e ricominciare da capo

Non avere paura di mettere da parte qualcosa è stato sicuramente un buon punto di partenza per gli studi. La visione d’insieme ha fatto in modo che tutti potessero capire quando qualcosa avrebbe pagato e in che termini e nel caso in cui la strada perseguita non portasse verso i risultati sperati, non ci sono stati timori nell’accantonare quella via e intraprenderne una nuova che potesse fruttare in modo diverso rispetto all’altra.

Scegliere collaboratori fidati e lasciare spazio alla loro visione

Al contrario di quanto la critica potesse pensare prima di sedersi in sala in uno dei tanti film Marvel, alla base del rinnovamento di questo business decennale c’è stata anche la capacità di scegliere diversi interpreti dietro la macchina da presa che hanno saputo portare la loro visione al servizio del Marvel Universe. Un esempio, Taika Waititi con il suo Thor: Ragnarok.

Avere un senso della storia e la volontà di andare avanti

Un’altra caratteristica molto importante è quella di guardare oltre. Sicuramente chi ha ideato il Marvel Universe l’ha fatto in parte anche con gli occhi di un fan ma la scelta fondamentale è stata quella di aver dato un senso alla storia e sopratutto di aver pensato a riempire l’universo attorno con una serie di elementi collaterali. Portare più di 8.000 personaggi davanti agli occhi dei fan, dal grande schermo, al merchandising potrebbe essere sembrata una scelta azzardata ma evidenzia un modo di pensare che ragiona su dove si è e su quale obiettivo si vuole raggiungere.
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Tecnologia e cinema, quando la fruizione di contenuti incontra il mondo digitale https://www.business.it/tecnologia-cinema-fruizione-mondo-digitale/ Mon, 23 Apr 2018 06:30:29 +0000 https://www.business.it/?p=23479 Il modo di guardare film è totalmente cambiato dall’invenzione del cinema nel 1895 ad oggi. In poco più di un secolo siamo passati all’esperienza della sala cinematografica alla visione domestica fino alla fruizione digitale, che la maggior parte del pubblico moderno oramai predilige. Quante sono le piattaforme che propongono contenuti multimediali? Da Google Play a… Read More »Tecnologia e cinema, quando la fruizione di contenuti incontra il mondo digitale

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Il modo di guardare film è totalmente cambiato dall’invenzione del cinema nel 1895 ad oggi. In poco più di un secolo siamo passati all’esperienza della sala cinematografica alla visione domestica fino alla fruizione digitale, che la maggior parte del pubblico moderno oramai predilige.

Quante sono le piattaforme che propongono contenuti multimediali? Da Google Play a Tim Vision, da Netflix a iTunes, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Abbonarsi e guardare in tutta comodità un film quando e dove si vuole non ha prezzo in termini di comodità, accessibilità e fruibilità.

Anche il mondo del mercato cinematografico è stato sconvolto dalla rivoluzione digitale, tant’è che numerosi contenuti non vengono più acquistati dal produttore al distributore solo per il grande schermo. Adesso le anteprime sono anche digitali, e gli utenti, in questo modo, vengono incoraggiati a sottoscrivere un abbonamento in vista di un contenuto originale, che si tratti di un film o di una serie esclusiva.

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Il caso Warner Bros. Italia

L’ultima novità in ordine di tempo ad offrire un contenuto sulla propria piattaforma in occasione del Digital day è stata la Warner Bros. Italia: è stata data la possibilità di scegliere un film, disponibile per 30 giorni e una volta prenotato, va guardato entro 48 ore. É permesso anche l’acquisto, che mette a disposizione il contenuto scelto su tutti i device in cui è installata la piattaforma, fruibile quindi dove, quando e come si vuole.

Warner Bros.ha saputo aggiungere alla fruibilità classica un’altra possibilità, che garantisce la massima qualità, proponendosi come partner per offrire i suoi contenuti al meglio come la risoluzione 4k. Il grande schermo non resta più il solo luogo dove la visione è ottimale e l’esperienza totalmente immersiva: oggi anche le piattaforme digitali fruibili su un buon dispositivo possono regalare risultati altrettanto performanti.

Il caso Mymovieslive

In Italia il primo esperimento di cinema digitale condiviso è avvenuto qualche anno fa grazie alla lungimiranza del sito Mymovies.it.  Mymovieslive! la piattaforma streaming per guardare film on demand è stata la prima ad offrire un contenuto disponibile in Rete prima che al cinema.

L’offerta del sito è ampia, ed è caratterizzata da una selezione di film che hanno ricevuto premi e riconoscimenti ai maggiori Festival nazionali ed internazionali, anteprime web delle migliori release cinematografiche e home video, alcuni di questi usciti nelle sale cinematografiche. La proposta è inoltre ricca di grandi classici della storia del cinema.

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Mymovieslive si presenta quindi come una piattaforma di riferimento per la diffusione digitale del cinema indipendente e di qualità al pubblico italiano.

Ha avuto la capacità di rinnovarsi, offrendo ad esempio la possibilità di guadare film on demand programmando eventi live con la partecipazione di amici e familiari  che possono fruire della visione gratuitamente. Il mondo social che incontra quello delle piattaforme digitali, con contenuti originali: quindi la creazione di una vera piattaforma social cinematografica.

Se nella giungla di proposte esclusive non sapete cosa scegliere, Mymovies ha pensato anche ad uno strumento in grado di orientare l’acquisto e il noleggio dei film digitali, il Trovastreaming. Grazie ad una partenership con Netflix, il sito ha saputo offrire agli utenti uno strumento di confronto più che utile. 

Chi ne fa già parte? iTunes, CHILI, Google Play, Wuaki, Infinity e RaiPlay.

Il commento

L’Italia è dunque all’avanguardia sulle piattaforme digitali, ma necessita di fondi importanti per restare al passo con il resto d’Europa e con gli Usa: “Occorrerà sostenere anche finanziariamente le piattaforme europee per compensare i costi aggiuntivi che queste affrontano per essere presenti sul proprio mercato domestico, rispetto ai costi delle piattaforme statunitensi, che mediamente sono del 60% più elevati”, ha dichiarato in merito il Ministro Dario Franceschini. Tocca al nuovo governo stabilire come e quanto il nostro paese potrà investire nel nuovo mercato.

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Attori troppo pagati 2017, la speciale classifica di Forbes https://www.business.it/attori-troppo-pagati-2017-la-speciale-classifica-di-forbes/ Thu, 05 Apr 2018 06:00:00 +0000 https://www.business.it/?p=22248 Arriva puntuale, come ogni anno, la classifica di Forbes sugli attori più pagati del mondo. Ma non si tratta della classica lista di stipendi da capogiro, bensì di quella che sottolinea quanto gli attoroni di Hollywood hanno fatto guadagnare in base al compenso ricevuto, classificandoli come “troppi pagati” se il ritorno economico non è stato… Read More »Attori troppo pagati 2017, la speciale classifica di Forbes

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Arriva puntuale, come ogni anno, la classifica di Forbes sugli attori più pagati del mondo. Ma non si tratta della classica lista di stipendi da capogiro, bensì di quella che sottolinea quanto gli attoroni di Hollywood hanno fatto guadagnare in base al compenso ricevuto, classificandoli come “troppi pagati” se il ritorno economico non è stato quello previsto.

Le cifre guadagnate restano stellari, come i budget delle grandi produzioni, e ogni volta questa speciale lista sorprende con qualche nome del tutto inatteso.

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Parametri

La lista degli attori “troppo pagati” del magazine finanziario più famoso del mondo si serve di parametri molto rigidi: considera solo gli ultimi tre film di ogni attore usciti prima del 2017, che devono essere stati distribuiti in almeno 2000 sale cinematografiche. Non contano ruoli da non protagonisti o la partecipazione in film di animazione. Forbes riesce poi a calcolare il valore dello stipendio in base ad un calcolo molto preciso: sottrae il costo stimato di produzione dal valore totale degli incassi, e divide il valore ottenuto per il compenso stimato degli attori. In questo modo si ottiene il totale dei dollari fatti incassare dall’attore per la sua performance.

La classifica

Al quinto posto si colloca l’attore di fama mondiale Brad Pitt, che ha notevolmente diminuito le sue partecipazioni cinematografiche negli ultimi tempi. L’ultimo film uscito nelle sale, Allied per la regia di Robert Zemeckis, ha incassato circa 119 milioni di dollari. La cifra stimata per ogni dollaro ricevuta è stato di 11,5 dollari per ogni dollaro incassato. 

Al quarto posto si piazza il bravissimo Denzel Washington, sul quale tutti puntano per ottenere una performance da premio Oscar. Ebbene, anche se i suoi film sono interpretati sempre in maniera eccellente, hanno realtà incassato meno del previsto al botteghino nonostante il plauso della critica.

Denzel Washington ha fatto guadagnare 10,4 dollari per ogni dollaro ricevuto.

Sul podio si siede Channing Tatum, giovanissimo attore già lautamente premiato in varie occasioni e presente nei maggiori blockbuster degli ultimi anni.

Si stima che abbia incassato 7,6 dollari a dollaro preso per prendere parte agli ultimi progetti, tra i quali l’ultimo film di Soderbergh, Logan Lucky, dopo i successi al botteghino di Magic Mike e Magic Mike XXL. 

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Christian Bale si posiziona al secondo posto della classifica. L’uomo di successo, il trasformista, il candidato all’Oscar, vinto nel 2011 per The Fighter come Miglior Attore Non Protagonista, che si plasma sotto la guida dei registi è arrivato ad un soffio dal podio. The Promise, di cui probabilmente non conoscete l’esistenza, ha raggiunto un budget di 90 milioni di dollari, incassandone solo 10. Ha fatto incassare 6,7 dollari a dollaro ottenuto. 

Non ci crederete ma nella classifica degli attori troppo pagati del 2017 non c’è Leonardo Di Caprio e neanche Robert Downey Junior…. Al primo posto si piazza Mark Wahlberg con soli 4,4 dollari per ogni dollaro ricevuto in compenso. L’attore ha già fatto parlare di sè, raggiungendo il primo posto della classifica degli attori più pagati dell’anno lo scorso agosto. Il compenso? Circa 68 milioni di euro. I suoi film però, compreso l’attesissimo drama di Ridley Scott All the money in the world non sono andati poi così bene al botteghino, quindi senza giustificare i suoi stipendi milionari. Sta di fatto che Wahlberg, in un modo o nell’altro, sta scalando tutte le classifiche hollywoodiane. 

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Sky e Netflix, l'accordo tra i due colossi sfida Amazon https://www.business.it/sky-netflix-laccordo-colossi-sfida-ad-amazon/ Fri, 02 Mar 2018 12:38:36 +0000 https://www.business.it/?p=19833 L’accordo è stato siglato. Sky e Netflix si uniranno in una sola piattaforma per offrire più servizi e meno costi agli utenti. Per sbaragliare la concorrenza, i colossi dell’intrattenimento hanno concluso una partnership che interesserà prima la Gran Bretagna e l’Irlanda, poi arriverà in Germania, in Austria e infine in Italia. Non è ancora stato precisato… Read More »Sky e Netflix, l'accordo tra i due colossi sfida Amazon

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L’accordo è stato siglato. Sky e Netflix si uniranno in una sola piattaforma per offrire più servizi e meno costi agli utenti. Per sbaragliare la concorrenza, i colossi dell’intrattenimento hanno concluso una partnership che interesserà prima la Gran Bretagna e l’Irlanda, poi arriverà in Germania, in Austria e infine in Italia. Non è ancora stato precisato il costo dell’abbonamento, ma presumibilmente si tratterà di una cifra minore rispetto alla somma dei due.

Sky e Netflix hanno deciso di fare questo passo non solo per unire i contenuti di entrambe le piattaforme e formandone quindi una più completa e concorrenziale, ma rappresenterà una vera sfida ad Amazon, che sta cercando con tutti gli strumenti più utili di guadagnare terreno nel settore.

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Bright-netflixInnovazione tecnologica e culturale

Reed Hastings, CEO di Netflix, si è dimostrato entusiasta dichiarando che “grazie a questa nuova partnership e allo straordinario catalogo di contenuti originali Netflix da tutto il mondo, i clienti Sky potranno avere accesso diretto e godersi il meglio dell’intrattenimento su una sola piattaforma”.

Di certo gli appassionati non vedranno l’ora, ma l’accordo tra i due media entertainement mira a coinvolgere un maggior numero di persone, che ancora non sono abbonate ai servizi in esclusiva.

Il pubblico, sempre più attento a contenuti di qualità, desidera ricevere la migliore offerta già selezionata.

Altrettanto entusiasta della collaborazione si dimostra l’amministratore delegato di Sky Italia, Andrea Zappia, che commenta: «Siamo di fronte a una tappa rivoluzionaria nel nostro percorso di innovazione tecnologica e culturale che oggi può accelerare grazie agli investimenti ed alle sinergie sviluppate a livello di gruppo».

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netflixI numeri di Netflix e il commento di Derroch

Netflix ha chiuso l’ultimo trimestre del 2018 con 8,33 milioni di abbonati in più, confermando una percentuale di crescita del 9% sulle quotazioni in borsa.

D’altronde serie originali Netflix come The Crown, Stranger Things o il film Bright hanno registrato il record di show più visti in streaming su una ricerca a livello globale.

Della partnership ne è soddisfatto anche il CEO del gruppo Sky, Jeremy Derroch. Ha infatti affermato che: «Riunendo i contenuti Sky e Netflix sotto lo stesso tetto, al fianco dei programmi targati HBO, Showtime, Fox e Disney, stiamo rendendo l’esperienza di intrattenimento ancora più semplice e immediata per i nostri clienti».
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sky-q-2

Monopolio pay tv e streaming

La collaborazione futura tra Sky e Netflix offrirà dunque la possibilità a milioni di utenti di un accesso diretto a Netflix attraverso la piattaforma Sky Q: ”creando un pacchetto TV di intrattenimento ad hoc, che per la prima volta raggrupperà sotto lo stesso tetto i contenuti Sky e Netflix. Il servizio di Netflix include centinaia di ore di contenuti Ultra HD che andranno ad aggiungersi alla ricca programmazione Ultra HD di Sky».

Si tratta un accordo che oltre a sfidare la piattaforma Amazon tenta di acquisire il monopolio sulla visione pay tv e streaming mondiale, sbaragliando la singola concorrenza dei vari paesi in un colpo solo.

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Apple investe in serie tv e ingaggia il premio Oscar Chazelle https://www.business.it/apple-investe-serie-tv-ingaggia-premio-oscar-chazelle/ Sat, 27 Jan 2018 11:30:55 +0000 https://www.business.it/?p=17575 Il giovane regista Damien Chazelle, Premio Oscar nel 2017 per la regia del film LaLaLand, realizzerà una serie tv per Apple. Non si occuperà solo della direzione, ma anche dello script di tutti gli episodi della prima stagione. Ancora top secret trama e data di uscita. Le uniche informazione che Apple ha rivelato riguardano l’incremento… Read More »Apple investe in serie tv e ingaggia il premio Oscar Chazelle

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Il giovane regista Damien Chazelle, Premio Oscar nel 2017 per la regia del film LaLaLand, realizzerà una serie tv per Apple. Non si occuperà solo della direzione, ma anche dello script di tutti gli episodi della prima stagione.

Ancora top secret trama e data di uscita. Le uniche informazione che Apple ha rivelato riguardano l’incremento della produzione di contenuti, che ha deciso di distribuire tramite la piattaforma iTunes. Di fatto gli investimenti nel settore saranno cospicui, il fine è quello di fare concorrenza ai competitor, in quanto Netflix, Amazon Prime Video e Hulu ottengono già notevoli soddisfazioni dai propri settori di produzione multimediale. Si è parlato di circa un miliardo di dollari, forse di più.
Tra i progetti già annunciati: un dramma ambientato nel mondo del programma televisivo Monrning Tv che vede tra le attrici protagonisti star del calibro di Jennifer Aniston e Reese Witherspoon, uno spettacolo ambientato nello spazio tratto dallo scrittore Ronald D. Moore, l’acclamata penna di Battlestar Galactica, e una nuova versione della serie antologica “Amazing Stories” (Storie Incredibili), degli anni ’80 di Steven Spielberg e Bryan Fuller.

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Il nuovo serial diretto da Chazelle sarà prodotto da MRC, lo stesso studio che ha finora realizzato la serie di successo House of Cards per Netflix, con Kevin Spacy nel ruolo di Frank Underwood, recentemente sollevato dall’incarico per accuse di molestie e abusi.

Chazelle sarà impegnato su due fronti: ha infatti firmato l’accordo per dirigere i primi due episodi di The Eddy per Netflix, un altro dramma musicale con un contesto simile a quello raccontato in LaLaLand. Sarà ambientato nella città dell’amore per eccellenza, Parigi, e sarà composto da 8 episodi complessivi. Il contesto è quello odierno e la storia si svilupperà all’interno di un locale, una sorta di club, frequentato da persone di diversa nazionalità. I dialoghi saranno infatti girati in varie lingue, dall’inglese al francese all’arabo.

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Nonostante il nuovo accordo con la Apple, Chazelle non rinuncia certo al grande schermo: il prossimo ottobre uscirà First Man, ennesimo lavoro cinematografico dove dirige ancora Ryan Gosling, già diretto in Lalaland.

In questo modo Apple non solo accresce la sua offerta, puntando su serial e prodotti cinematografici, ma prova a dare un’impronta di prestigio alle opere che verranno realizzate sotto il suo marchio.

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Netflix amplia la sua offerta e chiude il 2017 in positivo https://www.business.it/netflix-amplia-la-sua-offerta-e-chiude-il-2017-in-positivo/ Wed, 24 Jan 2018 11:30:57 +0000 https://www.business.it/?p=17288 Le nominations agli Oscar continuano la stagione dei premi 2018 inaugurato lo scorso 7 gennaio con il gala dei Golden Globe. Questi riconoscimenti non recano solo prestigio al film, agli attori e ai professionisti che intervengono alla collaborazione del prodotto finale. Influiscono anche nel dare visibilità, promuovendo lungometraggi che altrimenti sarebbero rimasti nascosti al grande… Read More »Netflix amplia la sua offerta e chiude il 2017 in positivo

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Le nominations agli Oscar continuano la stagione dei premi 2018 inaugurato lo scorso 7 gennaio con il gala dei Golden Globe. Questi riconoscimenti non recano solo prestigio al film, agli attori e ai professionisti che intervengono alla collaborazione del prodotto finale. Influiscono anche nel dare visibilità, promuovendo lungometraggi che altrimenti sarebbero rimasti nascosti al grande pubblico.

Nel contesto pieno di glamour e promozione, entra a pieno titolo la piattaforma Netflix. Cosa c’entra? In primo luogo ha finanziato prodotti originali di buona qualità, accrescendo la sua offerta in maniera ricca e sostanziosa. Inoltre, avendo acquistato film ad alto budget e blockbuster di primissima categoria, è riuscita ad assicurarsi una buona fetta di pubblico in più rispetto ai tradizionali abbonati.

É il caso del film Bright, pellicola d’azione interpretata da Will Smith, che ha chiuso l’anno 2017 con un’impennata di iscrizioni.

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Bright-netflixUn vero successo per Netflix, anche se la critica ha stroncato il film. Poco importa, visto che i portavoce del servizio streaming hanno riferito che l’ultimo trimestre del 2017 è stato il migliore di sempre riguardo agli introiti. Niente male per una piattaforma partita in sordina e specializzata nello streaming di film del passato. Inizialmente Netflix ha puntato tutto su film indipendenti, contenuti originali di basso budget o pellicole che avevano goduto di una scarsa distribuzione sul grande schermo, scegliendo di perseguire una linea che andava incontro a critici e cinefili.

Adesso il percorso è cambiato. Netflix ha deciso di ampliare i suoi orizzonti scegliendo di toccare più lingue e più generi. La decisione arriva dopo lo smacco subito lo scorso anno: un film distribuito da Amazon, Manchester by the sea, aveva ricevuto varie nomination agli Oscar vincendo ben due e arrivando ad essere trasmesso su Prime Video a maggio, battendo la concorrenza di Netflix che, sulla carta, aveva molte più chance di vincere i prestigiosi premi.

Così Netflix ha deciso di buttarsi nello streaming in anteprima, provando a debuttare con Bright, senza far uscire il film nei cinema. Ebbene la mossa è stata vincente. Pur non essendo piaciuto alla critica, la mossa gli è valsa una crescita esponenziale degli abbonamenti nel mese di dicembre, attirando un pubblico di 11 milioni nei primi 3 giorni di programmazione.

Si tratta di un film ad alto budget, costato 90 milioni di dollari, ma nonostante la critica lo abbia stroncato, gli utenti lo hanno acclamato.

Nel suo primo mese, Bright è diventato uno dei nostri titoli originali più visti di sempre“, ha fatto sapere l’amministratore delegato Reed Hastings in una lettera agli azionisti.

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Come spiegare il successo di una piattaforma proposta attraverso contenuti di nicchia, e che invece ha sbaragliato la concorrenza grazie all’inserimento di una pellicola commerciale? Netflix segue il flusso, come tutte le piattaforme rivali, da Amazon ad Apple. E cerca di comprendere quali sono i contenuti che possono portare maggior pubblico. Certo, premi e riconoscimenti sono importanti, ma lo sono anche i numeri di abbonati: quelli internazionali sono saliti da 6,36 milioni di a 62,83 milioni, superando i 5,05 milioni di aggiunte previste dalla società. Negli Stati Uniti, Netflix ha raggiunto 1,98 milioni di clienti in streaming per un totale di 54,75 milioni.

In prospettiva, Netflix prevede di raggiungere 1,45 milioni di membri in streaming negli Stati Uniti e 4,9 milioni a livello internazionale nel trimestre corrente.

Nel complesso, Netflix ha registrato un utile di 185,5 milioni di dollari, ovvero 41 centesimi per azione. I ricavi sono aumentati del 33%. Segno che la strada giusta è stata intrapresa e occorre un giusto bilanciamento tra contenuti di nicchia e pellicole commerciali per poter battere la concorrenza.

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Netflix: sette passi per la leadership dello streaming https://www.business.it/netflix-sette-passi-la-leadership-dello-streaming/ Fri, 12 Jan 2018 06:30:59 +0000 http://www.business.it/?p=16626 Le prossime mosse strategiche della media company USA In mercato del video streaming è definitivamente entrato nella sua fase ipercompetitiva, quella in cui tutti i vari player impegnati nel business metteranno in atto le proprie mosse per battere la concorrenza. Anzi per annullare la concorrenza, sarebbe meglio dire. Si perché l’attuale assetto, che vede la… Read More »Netflix: sette passi per la leadership dello streaming

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Le prossime mosse strategiche della media company USA

In mercato del video streaming è definitivamente entrato nella sua fase ipercompetitiva, quella in cui tutti i vari player impegnati nel business metteranno in atto le proprie mosse per battere la concorrenza. Anzi per annullare la concorrenza, sarebbe meglio dire. Si perché l’attuale assetto, che vede la contemporanea presenza di una moltitudine di operatori, non è certamente destinato a durare e nella sua fase più matura, secondo gli analisti, i player “finali” saranno non più di una manciata per ciascun mercato locale. Così, al grido di “ne resterà solo uno”, tutti i grandi  operatori si preparano a investire incredibili somme di denaro per distanziare in maniera definitiva tutti i concorrenti. Non fa eccezione Netflix, che nonostante la concorrenza di amazon e gli altri anche nel 2017 ha messo a segno una crescita del 55% divenendo la seconda media company Usa per valore alle spalle della Disney. E anche sul fronte dei ricavi, vista la crescita costante di abbonati e gli aumenti contenuti, Netflix prevede un incremento fatturato ci circa il 30% a 11,7 miliardi nel 2017.

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Così, per il 2018, il Ceo Reed Hastings ha già deciso di incrementare il budget per la produzione di contenuti da 7 a 8 miliardi di dollari e sembra presumibile affermare che il prossimo sarà l’ennesimo anno “all’attacco” per Netflix. Ecco allora le nostre previsioni sulle sette prossime mosse dell’azienda.

netflixContenuti per bambini e proprietà intellettuale

A fine 2017 Disney ha annunciato il ritiro dei suoi film dal catalogo di Netflix entro il 2019 per puntare sul lancio di un suo proprio servizio streaming (a prezzi più contenuti rispetto a Netflix) attraverso il quale distribuire tutto il proprio catalogo Disney, Pixar, Marvel e Guerre Stellari. Un annuncio cui ha fatto seguito un accordo per l’acquisizione della maggioranza di degli asset di 21st Century Fox, compresi film di cassetta come X-Men o I Fantastici Quattro. La risposta Netflix a Disney saranno massicci investimenti sui contenuti per bambini, sui cartoni animati e sui serial. Non a caso il budget per nuovi contenuti è stato alzato da 7 a 8 miliardi di dollari lo scorso mese di ottobre. Se sarà o meno sufficiente per contrastare la popolarità di Topolino, di Luke Skywalker o degli Avengers, non è dato sapere. Quel che è certo, è che la battaglia per i contenuti è solo all’inizio.

Controlli più stretti sulle produzioni interne

Nel 2017 Netflix ha finanziato numerose produzioni originali, alcune delle quali anche piuttosto dispendiose. Ma tra tutte, soltanto il film coreano sul supermaiale Okja ha avuto il successo sperato, mentre le altre produzioni non hanno sfondato. La maggior parte dei film, da War Machine con Brad Pitt fino alla recente pellicola con Will Smith, Bright, sono stati pesantemente affossati dalla critica e neppure il pubblico li ha premiati.

Quest’anno, con ogni probabilità, ci saranno più controlli alle “libertà espressive” basati, come è ovvio, su analytics e data mining per intercettare i gusti degli spettatori.

 

Accordi con gli Isp americani

Dopo lo smantellamento della net neutrality voluta a suo tempo da Obama da parte della FCC targata Trump, è probabile che gli Isp a stelle e strisce sfrutteranno il nuovo regime per siglare accordi per dare precedenza ad alcuni contenuti selezionati. La gara, in questo caso, sarà quindi ad ottenere (pagando) corsie preferenziali per i propri contenuti da parte degli Isp allo scopo di migliorare la qualità di streaming e diminuire i costi di banda. Azione che, peraltro, prima della net neutrality Netflix aveva già da tempo avviato.

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Mercato asiatico

Il 2018 sarà (forse) l’anno in cui Netflix vedrà crescere il suo bacino clienti in Asia, dove è presente dal 2016 (Cina esclusa). Nel 2017 il tasso di crescita dei clienti è stato più forte in Europa e America Latina, ma gli investimenti in contenuti originali in Giappone, India e Corea del Sud potrebbero cominciare a dare i loro frutti quest’anno. In Asia, oltre alle campagne marketing, Netflix sta già pesantemente investendo (in algoritmi di compressione) per raggiungere audience sempre più ampie anche nelle zone con scarsa copertura broadband.

Progetto 4K

A quanto pare, solo una minima percentuale degli abbonati ha sottoscritto sottoscritto oggi il piano Premium di Netflix, che prevede streaming 4K e fino a 4 streaming contemporaneamente. Le cose potrebbero migliorare quest’anno, visto che quasi tutte le case Usa raggiungono ormai la copertura minima a 25 Mbps necessaria per il 4K e inoltre il prezzo dei televisori è diminuito (e il catalogo 4K è cresciuto). L’abbonamento Premium costa 13,99 dollari al mese negli Usa, “solo” tre dollari in più rispetto all’abbonamento standard Hd ma uno spostamento degli utenti in questa fascia consentirebbe all’azienda di accrescere notevolmente i ricavi.

 netflix

Più film in licenza

Oggi il maggiore punto debole di Netflix è sicuramente il suo catalogo di film in licenza al quale, fino a oggi, sono state preferite in termini di investimenti, le produzioni di contenuti originali e di serie tv. In effetti, la differenza con i concorrenti Amazon e HBO, che hanno molti più vecchi film a disposizione, è notevole e, ancora per il 2018, la gran parte del catalogo di Netflix sarà formato da produzioni Disney che fra due anni spariranno.

Più accordi con carrier Tlc

Dopo gli accordi di bundle con T-Mobile Usa, Altice per la trasmissione di contenuti in Francia, Portogallo, Israele e Repubblica Dominicana, e con Altice USA (ex Cablevision) per un pacchetto triple pay, nel 2018 si attendono nuovi accordi di questo tipo con gli operatori mobili.

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Cinema: il meglio delle feste, dai classici all’immancabile cinepanettone, i numeri del business https://www.business.it/cinema-il-meglio-delle-feste-dai-classici-allimmancabile-cinepanettone-i-numeri-del-business/ Sun, 31 Dec 2017 06:30:39 +0000 http://www.business.it/?p=16190 Le feste natalizie sono il periodo dell’anno ideale per andare al cinema. Il clima invernale favorisce la corsa verso la sala cinematografica, che ripara dal freddo e offre una visione di tutti i generi, per tutti i gusti e le età. Che sia un’uscita di famiglia, in coppia o in solitaria, Natale è un periodo… Read More »Cinema: il meglio delle feste, dai classici all’immancabile cinepanettone, i numeri del business

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Le feste natalizie sono il periodo dell’anno ideale per andare al cinema. Il clima invernale favorisce la corsa verso la sala cinematografica, che ripara dal freddo e offre una visione di tutti i generi, per tutti i gusti e le età. Che sia un’uscita di famiglia, in coppia o in solitaria, Natale è un periodo azzeccato nel quale scegliere, poiché la quantità di film si presenta alquanto variegata.

film-di-nataleCosa preferire? Iniziamo dal classico cinepanettone, che quest’anno è stato il film più visto nel giorno di Natale: Poveri ma ricchissimi ha sbancato ogni record al botteghino con 913mila euro di incassi, vantando una cifra complessiva dal giorno di uscita pari a 2,8 milioni di euro. Per gli italiani, guardare il cinepanettone di turno sembra ormai diventata una tradizione consolidata, garantendo un successo spropositato anche se, di solito, si tratta di commedie molto leggere. Il regista Fausto Brizzi era stato accusato di molestie proprio alcune settimane fa ma, a quanto pare, lo scandalo non ha influito sul successo del film.

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Per chi però proprio non digerisce il cinepanettone nonostante vino a fiumi e bollicine in quantità sulle tavole natalizie, può contare su diverse uscite, decisamente meno banali.

Durante le feste un po’ di emozione non guasta mai, quindi ecco un’uscita per famiglie: si tratta di Wonder, con Julia Roberts e Owen Wilson nel cast. Il film racconta la storia di un bambino affetto da una malformazione facciale che per la prima volta cerca di integrarsi a scuola.

Negli Stati Uniti ha ottenuto un discreto successo, confermato anche in Italia, visto che si è classificato al terzo posto del nostro Box Office con 1,4 milioni di euro complessivi.

film-di-natalePer chi invece preferisce un po’ di magia e quel pizzico di paura che non guasta neanche a Natale, nelle sale c’è Dickens. Si sprecano le versioni del suo più grande racconto, A Christmas Carol. Ecco perché stavolta il regista Bharat Nalluri ha voluto raccontare com’è nata l’ispirazione che c’è dietro alla più classica novella natalizia di sempre. Il film è stato applaudito anche dalla critica, e in  Italia ha incassato 416mila euro complessivi e circa 157mila il giorno di Natale, posizionandosi al nono posto.

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Per chi invece non vuole rinunciare alla musica e allo spettacolo, The Greatest showman è il musical perfetto. Atmosfere circensi e canzoni a volontà per una storia che affascina senza stancare. The Greatest Showman ha incassato 322mila euro, conquistando il settimo posto nel giorno di Natale.

film-di-nataleChi preferisce un po’ di mistero e tensione, il film ideale è Assassinio sull’Orient Express. Per la regia di Kenneth Branagh, noto attore e regista inglese, il film è il remake del romanzo giallo di Agatha Cristie, pubblicato per la prima volta nel 1934. Inquietudine e ambiguità sono assicurati. La pellicola è posizionata al quarto posto dal giorno di Natale, incassando 11, 1 milioni di dollari.

Infine, il classico cartone d’animazione non può certo mancare. É Ferdinand il cartoon che guida la classifica nonostante la critica non l’abbia apprezzato. Il toro pacifista e i suoi amici animali continua comunque ad avere successo. Il giorno di Natale si era posizionato sesto con 419mila euro, e 1.4 milioni totali, mentre negli ultimi giorni ha guadagnato posizioni arrivando fino al terzo posto.

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Cinema e tv: la visione 3D finalmente senza occhiali https://www.business.it/cinema-e-tv-la-visione-3d-finalmente-senza-occhiali/ Fri, 20 Oct 2017 05:30:59 +0000 http://www.business.it/?p=13598 Gli schermi tridimensionali per il cinema e la televisione hanno attraversato continue innovazioni tecnologiche arrivando sino ai nostri giorni con molto successo. Film come Avatar, realizzati interamente in 3D, hanno portato grandi guadagni soprattutto grazie alla maggiorazione del biglietto accompagnato dagli occhiali appositi, e dal dvd speciale.  Ma se l’innovazione ha dato spazio all’immaginazione grazie anche… Read More »Cinema e tv: la visione 3D finalmente senza occhiali

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Gli schermi tridimensionali per il cinema e la televisione hanno attraversato continue innovazioni tecnologiche arrivando sino ai nostri giorni con molto successo. Film come Avatar, realizzati interamente in 3D, hanno portato grandi guadagni soprattutto grazie alla maggiorazione del biglietto accompagnato dagli occhiali appositi, e dal dvd speciale.  Ma se l’innovazione ha dato spazio all’immaginazione grazie anche ai mitici occhialini usa e getta, che si rincorrono ammodernandosi fin dagli anni 70, oggi è in atto una vera rivoluzione: potremo finalmente guardare il grande e il piccolo schermo a tre dimensioni senza indossare le lenti. Come? Grazie ad uno studio del MIT, il prestigioso Massachusetts Institute of Technology.

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Cinema 3D

Il MIT ha effettuato uno studio per sviluppare una nuova tecnologia, Cinema 3D, per la fruizione di film sul grande schermo.
Il problema degli occhiali persi, rotti o non sufficienti nelle sale resterà un ricordo. Grazie ad un’innovazione tecnologica, la scoperta è stata presentata alla conferenza di computer grafica di Anaheim (California). I ricercatori del MIT sono riusciti ad adattare un gioco di lenti e specchi alle sale cinematografiche, dove il problema era la vastità e le molteplici postazioni con angolature diverse. Ebbene, il MIT è riuscito a sviluppare uno schermo capace di proiettare le immagini a tre dimensioni con il focus adatto ad ogni singola poltrona. La tecnologia è ancora in fase di sviluppo e ci vorrà qualche anno prima di ultimarla, ma almeno allo stato attuale sembra del tutto realizzabile.

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cinema e tv 3D

Home 3D

Il MIT, insieme alla Computer Science ad Artificial Intelligence Lab (CSAIL) ha sviluppato una nuova tecnologia anche per la visione del 3D in televisione. Si chiama Home3D, va ad affiancarsi al Cinema 3D, e come quest’ultima  si presenta come una soluzione per la visione dello schermo in 3 dimensioni a casa propria, senza l’uso degli occhiali. Alcune tv vengono già vendute con lo schermo capace di proiettare il 3D, anche se per ora i costi restano elevati. La tridimensionalità viene infatti generata per entrambi gli occhi, creando un effetto ottico capace di convertire le immagini stereoscopiche trasformandole in multiscopiche: attraverso un algoritmo si crea un formato “multi-view”. Il grande pregio di questa tecnologia è che non necessita di cambiare il contenuto di partenza, ma ogni video può essere adattato senza l’uso degli occhiali. Manca poco, dunque, alla vera rivoluzione tridimensionale dei nostri piccoli e grandi schermi.

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Plauso del cinema italiano al ministro Franceschini: 250 milioni di euro tolti alla tv e destinati al circuito cinematografico https://www.business.it/plauso-del-cinema-italiano-al-ministro-franceschini-250-milioni-di-euro-tolti-alla-tv-e-destinati-al-circuito-cinematrografico/ Wed, 18 Oct 2017 05:30:13 +0000 https://www.business.it/?p=13503 Che il Ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini abbia combattuto strenuamente per il proprio settore di competenza è una realtà di fatto. Fin da quando si è insediato, accettando il Ministero, ha affermato: “Sono orgoglioso. E’ un onore guidare il ministero dei Beni Culturali in un Paese che ha il piu’ grande… Read More »Plauso del cinema italiano al ministro Franceschini: 250 milioni di euro tolti alla tv e destinati al circuito cinematografico

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Che il Ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini abbia combattuto strenuamente per il proprio settore di competenza è una realtà di fatto.
Fin da quando si è insediato, accettando il Ministero, ha affermato: “Sono orgoglioso. E’ un onore guidare il ministero dei Beni Culturali in un Paese che ha il piu’ grande patrimonio nel mondo. Questo governo ha scelto di renderlo centrale. E’ il piu’ importante ministero economico del nostro Paese”. Le parole sono state pronunciate entrando a Palazzo Chigi e, da allora, le sua attenzione verso le cause “bollenti” del nostro paese non è diminuita. Un esempio è l’ambito cinematografico, che ha cercato di risollevare con campagne come Cinema2Day, una promozione che ha consentito di acquistare a soli due euro il biglietto per tutti i film in programmazione, nelle sale cinematografiche convenzionate, ogni secondo mercoledì del mese.
Adesso ha scelto di togliere ben 250 milioni di euro, destinati alla tv, per donarli al circuito cinematografico con la Nuova Legge Cinema e Audiovisivo, approvata pochi giorni fa dal Mibact. 

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legge cinema audiovisivo

Meno soldi alla tv, di più al cinema

Anche stavolta Franceschini ce l’ha fatta. Scontentando le televisioni, i produttori hanno invece applaudito la riforma sostenendo che si tratta di una rivoluzione culturale in grado di cambiare il settore.
Stavolta gli editori televisivi sono stati soppiantati a fronte di un nuovo palinsesto: si passa infatti dal 50 al 60% entro il 2020 sulle quote di promozione per opere nazionali ed europee. Inoltre, dalle 18 alle 23, sarà obbligatorio proiettare un film o una fiction o un documentario o un’animazione che siano italiani a settimana, per ogni emettente. Per la Rai dovranno essere due, di cui un contenuto cinematografico. Dove sta dunque il risparmio e il conseguente guadagno di 250 milioni da destinare al cinema?
Aumentando la produzione. Perché costa meno acquistare un prodotto fatto e finito dall’estero che produrne uno nuovo in Italia. Pensiamo alle nuove piattaforme di Netflix e Amazon, Quindi, con questa riforma, facendo crescere la competizione televisiva, crescerà anche il valore del prodotto e tutte le reti saranno incoraggiate ad investire maggiormente per ottenere risultati migliori.
Secondo la legge europea, dal 2020 le emittenti dovranno investire il 15% dei guadagni in opere europee, la Rai il 20%. Una parte dei ricavi tornerà nelle produzioni italiane, dal 5% della Rai al 4,5% delle altre emittenti. In totale sul risparmio ricavato sarà proprio di 250 milioni di euro all’anno.

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legge cinema audiovisivo

La nuova riforma entra in vigore dal 2019

Così facendo gli editori televisivi non dovranno più essere solo compratori di contenuti, ma potranno investire cercando di creare veri prodotti di qualità.
Cinema e tv sono importantissimi per il sistema nazionale sotto ogni aspetto, ma la riforma di Franceschini è lungimirante e pensa all’Italia con un ruolo da protagonista nel mondo audiovisivo. Si tratta di una vera rivoluzione, inutile nasconderlo, che va accettata e sicuramente porterà i suoi frutti. Andrà in vigore dal 2019 e sarà attiva entro l’anno successivo. Staremo a vedere se la redistribuzione degli introiti porterà contenuti di qualità al nostro cinema, ancora indietro sulla produzione e distribuzione rispetto ai sistemi consolidati europei e americani. 

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Il Business del Trono di Spade: tutti i numeri del fantasy più seguito di sempre https://www.business.it/il-business-del-trono-di-spade-tutti-i-numeri-del-fantasy-piu-seguito-di-sempre/ Mon, 17 Jul 2017 14:06:58 +0000 https://www.business.it/?p=10857 Si è appena conclusa la première della settima stagione a Los Angeles, con una sfilata sul red carpet degna della notte degli Oscar. L’ascesa del serial “Il Trono di Spade” (Game of Thrones) sembra non avere fine. Tra location da sogno e camei vip, ecco tutte le cifre astronomiche del più grande successo televisivo di… Read More »Il Business del Trono di Spade: tutti i numeri del fantasy più seguito di sempre

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Si è appena conclusa la première della settima stagione a Los Angeles, con una sfilata sul red carpet degna della notte degli Oscar. L’ascesa del serial “Il Trono di Spade” (Game of Thrones) sembra non avere fine. Tra location da sogno e camei vip, ecco tutte le cifre astronomiche del più grande successo televisivo di sempre.

Tutto ha inizio nel 1991. Lo scrittore e produttore di fantasy George Raymond Richard Martin inizia a scrivere quella che sarebbe diventata la saga fantasy più famosa di tutti i tempi. Il primo libro viene pubblicato cinque anni dopo, ma solo nel 2007 la HBO compra i diritti per farne una serie televisiva, nonostante la saga, divisa in più volumi, ad oggi non sia ancora terminata.

Pubblicata inizialmente senza aver sollevato troppo clamore, Il Trono di Spade, che fa parte delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, ha lentamente conquistato i lettori col passaparola. Nel 2013 il numero di copie vendute è aumentato fino a registrare la straordinaria cifra di 24 milioni solo negli Stati Uniti.

La serie televisiva: il più grande successo di sempre targato HBO

I libri di Martin continuano ad mantenere un successo crescente ed quasi tutto il merito va attribuito alla serie tv de Il Trono di Spade, che la HBO ha messo in onda per la prima volta nell’aprile 2011 e che pian piano è arrivata dovunque, infiltrandosi in ogni accesso mediatico disponibile.

Fin dal primo episodio, che da solo è costato fra i 5 e 10 milioni di dollari, migliaia di spettatori in tutto il mondo sono rimasti incollati allo schermo per seguire le storie di un medioevo fantastico, dove le casate dei sette regni si danno lotta per conquistare il trono. Nessun personaggio è del tutto buono o cattivo, ma tutti insieme rappresentano quel grande spessore umano che Martin ha saputo descrivere così bene nei suoi libri. E poi violenza, vendetta, amore, sesso, potere e tanto altro descrivono un mondo tanto affine alla nostra quotidianità, pur senza, ahinoi, elementi magici o draghi che possano aiutarci.

Il successo della serie, che ha il pregio di aver fatto conoscere i libri di Martin, è del tutto meritato poiché niente è stato lasciato al caso. La prima stagione è costata una cifra pari a 60 milioni di dollari, e le successive sono ovviamente aumentate. Per la sesta, il budget è salito fino a raggiungere i 100 milioni di dollari, con una media, per episodio, superiore ai 10 milioni. Praticamente il costo di un piccolo film per ogni episodio registrato. E poi un cast di altissimo livello, una sceneggiatura puntuale e avvincente, una colonna sonora di grande effetto hanno supportato una narrazione transmediale, che ha coinvolto tutti i social network esistenti: più di 18 milioni di like su Facebook, più di 3 milioni di follower su twitter, più di 2 milioni su instagram.

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Una produzione miliardaria, indotto senza pari

Lo straordinario successo de Il Trono di Spade non è solo un grande vanto per la rete televisiva che lo ha prodotto (HBO), o per il suo creatore, che solo da maggio 2011 a giugno 2015 ha guadagnato la bellezza di 51 milioni di dollari. Game of Thrones ha saputo rivalutare il turismo e il conseguente indotto di terre come l’Irlanda del Nord, luogo preferito della maggior parte delle location in esterna di tutte le stagioni. La BBC ha rilasciato una dichiarazione sostenendo che tra posti di lavoro e servizi, sono stati spesi circa 150 milioni di sterline, delle quali hanno beneficiato soprattutto le persone che vivono nei luoghi delle riprese. Un altro paese che ha guadagnato notevoli introiti, mettendo a disposizione le sue favolose terre è la Croazia, servita appunto per le scene ad Approdo del Re e Westeros. Ricordiamo infatti che tali indotti derivano dall’enorme budget messo a disposizione per ogni stagione. Un esempio concreto? Per girare la puntata 9 della sesta serie, dal titolo “Battle of the Bastards”, è stato speso come, anzi più di un film: votata 10/10 dal portale IMDB, sono servite 160 tonnellate di ghiaia, 600 membri dello staff, 500 comparse, 70 cavalli, 25 stunts, e 25 giornate di riprese!

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Le cifre stellari per un cast di qualità

La serie tv ha portato a casa 12 emmy awards su 24 nominations in un solo anno! Molti attori del cast hanno ricevuto riconoscimenti importanti come il Golden Globe a Peter Dinklage come  “miglior attore protagonista in una serie tv drammatica” e uno Scream Award come “miglior attrice esordiente” a Emilia Clarke.

La serie è inoltre entrata nel Guinness dei primati come la serie televisiva trasmessa contemporaneamente nel maggior numero di paesi, 173!

Dato il clamoroso successo a livello mondiale, condito con frasi e modi di dire usati ormai nella quotidianità, e grazie ad un merchandising di copertura globale (dalle magliette alle cover dei telefoni) tutto è nato per costruire ed alimentare un brand che mantiene alto l’interesse del pubblico che pubblica montaggi grafici, gif, video ironici, quiz per una condivisione virale a 360 gradi.

Ma vista comunque l’ottima qualità del prodotto, gli stessi attori della serie sono stati conclamati come “i migliori di sempre riguardo ad una serie tv corale”. Per questo, il cast della settima stagione sarà anche il più pagato in assoluto. I cinque attori protagonisti, Emilia Clarke (Danaerys), Kit Harington (Jon Snow), Lena Headey (Cersei), Peter Dinklage (Tyrion) e Nicolaj Coster-Waldau (Jaime) guadagneranno la cifra record di 2 milioni di sterline a episodio per la partecipazione alla settima e all’ottava stagione, già in programma. Queste cifre sarebbero da addebitarsi soprattutto grazie ad alcuni bonus, come la percentuale sulla vendita dei diritti di trasmissioni nei 173 paesi nei quali Il Trono di Spade viene venduta.

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Numeri da record… anche in negativo

Siamo in attesa della messa in onda della settima stagione, che in Italia verrà trasmessa in anteprima da Sky a settembre. Gli introiti de Il Trono di Spade hanno, però, generato anche altri tipi di numeri. Sono infatti 14,4 i milioni di persone che hanno scaricato illegalmente la quinta stagione della serie da internet per guardarla senza aspettare la messa in onda sulle tv a pagamento e, poi sulla rete nazionale. Stando quindi alla lettura di cifre così esorbitanti, Il Trono di Spade vince il primato di serie tv più piratata del mondo.

Fonti: businessinsideritalia, badtv, quotidiano.net

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Paolo Villaggio: morte del comico viaggiatore, la parabola mai discendente del più grande https://www.business.it/paolo-villaggio-morte-un-comico-viaggiatore-la-parabola-mai-discendente-del-piu-grande/ Mon, 03 Jul 2017 15:37:48 +0000 https://www.business.it/?p=10051 L’attore genovese, noto al grande pubblico per aver interpretato i molteplici aspetti dell’italiano medio, se n’è andato lasciando un ricordo dolceamaro nel cuore di grandi e piccoli Dalla vita semplice al successo popolare, dalla tv al cinema, dai film comici a quelli d’autore. Paolo Villaggio verrà da molti ricordato per il suo alter ego cinematografico,… Read More »Paolo Villaggio: morte del comico viaggiatore, la parabola mai discendente del più grande

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L’attore genovese, noto al grande pubblico per aver interpretato i molteplici aspetti dell’italiano medio, se n’è andato lasciando un ricordo dolceamaro nel cuore di grandi e piccoli

Dalla vita semplice al successo popolare, dalla tv al cinema, dai film comici a quelli d’autore. Paolo Villaggio verrà da molti ricordato per il suo alter ego cinematografico, il mitico “ragioniere Fantozzi”, che interpretò egregiamente in ben 10 pellicole.

L’attore si è spento oggi all’età di 84 anni a causa di complicanze dovute al diabete, “curato poco e male” stando alla testimonianza dei figli Elisabetta e Pierfrancesco.

Ma Paolo Villaggio era cosi: un’anima spaccata in due, un uomo sensibile e scontroso, un attore di talento poco riconosciuto.

Gli anni del successo nazional popolare

Il grande pubblico lo ricorda bene, prima sul palco dei cabaret e poi in televisione, dove apparvero i suoi indimenticabili personaggi: il professor Kranz e l’impiegato Fracchia, che ottennero un successo immediato. Villaggio, che proprio dalla periferia genovese era partito, dilettandosi ad intrattenere il pubblico mentre lavorava effettivamente come impiegato in un’azienda, approdò nella capitale per abbracciare prima il pubblico televisivo e poi quello cinematografico, ottenendo la consacrazione definitiva con il film Fantozzi, nel 1975. Da allora la sua carriera è stata un seguito di grandi successi. “Fantozzi”, e con lui “Fracchia” e altri personaggi popolari, rappresentavano con ilarità e leggerezza i vizi e le debolezze dell’italiano medio degli anni ’70 e ’80. C’erano tutti gli stereotipi del caso, tanto che il pubblico rideva amaramente perché guardando l’attore sullo schermo si riconosceva in tutti i suoi atteggiamenti. Poca cultura, tante smorfie, ma soprattutto quelle memorabili battute irriverenti che sono diventate parte del patrimonio collettivo italiano e che ancora oggi fanno parte dei modi di dire delle nostre famiglie.

Un successo inatteso, che ha promosso Villaggio a narratore ed interprete perfetto di una società dove il piccolo temeva il potente, dove le frustrazioni portavano indifferenza e inadeguatezza, ma dove infine ci si poteva prendere qualche soddisfazione come esclamare in pubblico una grande verità: la corazzata poteomkin è una ca….a pazzesca!!!

Totò, Sordi e Villaggio: artisti riconosciuti troppo tardi

Paolo Villaggio era entrato prepotentemente nelle case degli italiani, come prima di lui avevano fatto il grande attore partenopeo Totò e l’indimenticabile romano Alberto Sordi. Un tratto che accomuna i tre maestri della risata italiana è quello di esser stati attaccati ferocemente dalla critica durante la loro vita, pur ottenendo grandiosi successi di pubblico al botteghino per l’interpretazione  delle loro commedie. Eppure, tutti e tre i comici avevano girato anche film con grandi maestri, interpretando spesso ruoli tragici e lontani dalle macchiette conosciute ai più.

Ma ciò non ha loro garantito lo status di Artisti o Attori a tutto tondo, che è sempre arrivato tardi oppure postumo.

Paolo Villaggio ha girato pellicole per Gassman, Fellini, Ferreri e Olmi. Ha vinto un David di Donatello e un Nastro d’Argento, oltre al Leone d’oro alla carriera ritirato nel 1992. Ma tutti lo ricordano sempre e solo come l’inadeguato e irriverente Ugo Fantozzi.

Se ne va l’artista bisbetico più amato dal pubblico

Come spesso accade, gli amici e i colleghi più vicini parlano di lui come di una persona difficile, estremamente sensibile e tremendamente schietta nei confronti di chi lo frequentava. La “macchietta” che eravamo abituati a vedere in tv, con la lingua di traverso e le mani giunte, partiva da un buon conoscitore del suo tempo: Villaggio aveva portato, sul grande schermo, attraverso il suo alter ego, l’amarezza che l’Italia soffriva in quel periodo. Le risate erano sguaiate, e servivano a sdrammatizzare situazioni in cui spesso ci si tirava indietro e non si aveva il coraggio di affrontare i problemi della vita quotidiana. Se n’è andato un attore di talento, che basta riguardare nei film meno conosciuti per capire immediatamente che non ha ottenuto il riconoscimento che invece avrebbe meritato. Con lui se ne va anche un pezzo d’Italia semplice, lavoratrice, sottomessa, ma che riusciva e riderci su e ad andare avanti con orgoglio e dignità.

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Top flop cinema: ecco la classifica dei film più fallimentari della storia https://www.business.it/top-flop-cinema-ecco-la-classifica-dei-film-piu-fallimentari-della-storia/ Wed, 24 May 2017 09:14:07 +0000 https://www.business.it/?p=9029 Top flop cinema: prendiamo spunto da un fatto di cronaca, accaduto in questi giorni, a Cannes, per elencarvi una serie di film dalle grandi aspettative che si sono rivelati un fiasco. La 70esima edizione del Festival di Cannes è in pieno svolgimento. Le luci dei riflettori sono tutte puntate sulla celebrity di turno, che calca… Read More »Top flop cinema: ecco la classifica dei film più fallimentari della storia

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Top flop cinema: prendiamo spunto da un fatto di cronaca, accaduto in questi giorni, a Cannes, per elencarvi una serie di film dalle grandi aspettative che si sono rivelati un fiasco.
La 70esima edizione del Festival di Cannes è in pieno svolgimento. Le luci dei riflettori sono tutte puntate sulla celebrity di turno, che calca il red carpet vestita di glamour ed eccentricità.

E, dalle stars, l’attenzione passa ai film, che da programma, promettono di raccontare il meglio del panorama cinematografico internazionale. Ma l’intoppo è dietro l’angolo. Dopo pochi giorni dall’inaugurazione della kermesse, la polemica è arrivata, prima con la diatriba tra Pedro Almodovar e Will Smith, giurati di prim’ordine (eppure con visioni completamente opposte sull’offerta Netflix),  poi con un problema tecnico legato proprio alla proiezione di “Okja”, prodotto dalla piattaforma di Reed Hastings. Un festival, dunque, contrassegnato da contrasti e battezzato da un vero e proprio top flop cinema: “Les fantòme d’Ismaèl”, primo film francese non in concorso, diretto da un veterano di Cannes come il regista Arnaud Desplechin, ha ricevuto una pessima accoglienza dal pubblico in sala. Nonostante una storia appassionata, sognante e angosciante, nonostante la presenza di Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg e Louis Garrell, il film è stato poco apprezzato dalla critica e ciò influirà forse in maniera negativa sugli incassi al botteghino.

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Tanti, tantissimi sono i film che hanno debuttato ai festival, promesso incassi importanti e per i quali sono stati spesi budget elevati, ma che, successivamente, hanno invece registrato un insuccesso planetario, portando spesso al fallimento la casa di produzione che li aveva lanciati. I top flop cinema più famosi della storia? Numerosi e, a volte, inimmaginabili!

Come “I cancelli del cielo”, pellicola girata da Michael Cimino, del 1980. Il regista, forte dei suoi 5 premi Oscar vinti con “Il Cacciatore” solo due anni prima, poté contare su un budget di produzione pari a 44 milioni di dollari. Il film ne guadagnò meno di 3, decretando la fine della società di distribuzione United Artist (che riuscì con fatica a rimettersi in piedi) e la stessa reputazione del regista.

Negli anni ’90 colossal come “Waterworld” fu nominato fra i peggiori top flop cinema del momento perché non incassò quanto effettivamente pronosticato, visti i 175 milioni di dollari spesi. In realtà ebbe un buon successo di pubblico, soprattutto fuori dagli Usa, per cui viene erroneamente menzionato come fiasco al botteghino.

Ma di veri fiaschi al botteghino se ne sono visti eccome, tra gli anni ’90 e 2000: pellicole tra le quali “The Alamo” (2004), con la star Dennis Quaid è costato circa 107 milioni di dollari, incassandone solo 13. Grandi promesse come “Pluto Nash” (2002), con Eddie Murphy, “Sahara” (2005), con Matthew McConaugghey e Penelope Cruz, e “John Carter” (2012, tratto da un celebre romanzo d’avventura) hanno perso rispettivamente 96 milioni, 100 e 108 milioni.

Altro grande insuccesso, divenuto un cult grazie all’home video e alla tv è “Grosso guaio a Chinatown”, che però si rivelò un clamoroso flop all’uscita nelle sale nel 1986.

La lista de top flop cinema è ancora lunga, ma l’ultimo che citiamo è un clamoroso insuccesso registrato di recente: si stratta di “The Lone Ranger”, film fantastico di Gore Verbinski, regista che, grazie alla serie sui Pirati dei Caraibi era definito il Re Mida di Hollywood. Fino all’ennesima collaborazione con Johnny Depp, che pare non sia bastata: stroncato da pubblico e critica, ha incassato circa 260 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget altissimo e di aspettative completamente disattese.

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Non è esente dai flop il cinema “nostrano”, che vanta produzioni divenute dei veri e propri cult per la loro disastrosa riuscita: nel 2000 Alex l’Ariete segnò il debutto e al contempo la fine cinematografica di Alberto Tomba, campione di sci, dietro la macchina da presa.  Accompagnato da Michelle Hunziker, che ha comunque ottenuto grande successo nel piccolo schermo, il film con ‘Tomba la bomba’ è rimasto l’esempio di una promessa completamente infranta.

Il film fu un clamoroso flop al botteghino: nel primo weekend fu visto soltanto da 285 spettatori (di cui un terzo nella città natale di Tomba, totalizzando un incasso di appena poco più di 3 milioni di vecchie lire (1800 euro). In tutto il periodo di programmazione, la pellicola fu vista da 597 spettatori.  Alberto Tomba inizialmente commentò, riguardo l’insuccesso dell’opera, che «d’estate al cinema non ci va nessuno» (affermazione contraddetta dal successo di Mission: Impossible II, che nel solo primo weekend realizzò circa 6 miliardi di lire al botteghino).

Nella lista dei veri e propri top flop cinema italiani non possiamo non citare il disastroso ‘Dreamland, la terra dei sogni‘ ed un cult del cinema trash ‘Troppo Belli‘, interpretato da alcuni protagonisti del programma televisivo ‘Uomini e Donne’.

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Gli attori più pagati di Hollywood: ecco la speciale classifica https://www.business.it/gli-attori-piu-pagati-hollywood/ Mon, 15 May 2017 07:00:51 +0000 https://www.business.it/?p=8764 Il Festival Internazionale del Cinema di Cannes è alle porte. Dal 17 al 28 maggio avrà luogo la 70esima edizione, piena di novità e festeggiamenti a tema. Due le protagoniste d’eccezione: Claudia Cardinale, musa dell’evento e volto della locandina ufficiale, e l’affascinante Monica Bellucci, che ricoprirà il ruolo di ‘maîtresse de cérémonies’,  inaugurando e concludendo… Read More »Gli attori più pagati di Hollywood: ecco la speciale classifica

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Il Festival Internazionale del Cinema di Cannes è alle porte. Dal 17 al 28 maggio avrà luogo la 70esima edizione, piena di novità e festeggiamenti a tema. Due le protagoniste d’eccezione: Claudia Cardinale, musa dell’evento e volto della locandina ufficiale, e l’affascinante Monica Bellucci, che ricoprirà il ruolo di ‘maîtresse de cérémonies’,  inaugurando e concludendo il Festival. Per la maggior parte degli spettatori, che critici non sono, la curiosità per la kermesse francese, non sta tanto nel sapere come saranno i film in concorso, ma quali divi di Hollywood calcheranno la croisette. Questi “Dei” contemporanei, ai quali noi comuni mortali guardiamo con avidità e ammirazione, quanto guadagnano davvero? Sappiamo che i loro cachet sono stellari, soprattutto se supportati dal film del momento o dal premio Oscar appena ritirato.

Quindi, al via la classifica. Quali sono gli attori che hanno guadagnato di più lo scorso anno?

La fonte più affidabile è la rivista americana Forbes. Il magazine economico, famoso a livello internazionale per le sue “graduatorie”, si avvale di analisti finanziari e non solo. Analizza e confronta gli ultimi film della star in questione, la loro distribuzione a livello planetario e la rendita connessa in base al successo ottenuto.

Chi si posiziona al decimo posto? Brad Pitt, ormai ex marito della divina Jolie che arretra di qualche posto rispetto agli ultimi anni, arrivando a incassare “solo” (si fa per dire) 31,5 milioni di dollari. Forbes tiene in considerazione l’intera industria cinematografica mondiale, per cui a parità di guadagno del famoso Achille di Troy siede Ashay Kumar, l’attore indiano più richiesto di Bollywood e già comparso al fianco di leggende occidentali come Sylvester Stallone.

Risalendo la classifica troviamo l’ex re Mida di Hollywood Robert Downey Jr. Con il suo Iron Man era riuscito più volte a posizionarsi al primo posto, battendo tutti i rivali hollywoodiani proprio come fa il suo super eroe nei film tratti dalle graphic novel della Marvel. Ma quest’anno ha dovuto accontentarsi di 33 milioni di dollari e del nono posto.

Altro re di Bollywood ad infilarsi nella classifica è Shah Rum Khan, famoso ai più per Il mio nome è Khan, film drammatico del 2010, per il quale ha ricevuto numerosi premi internazionali.

Alle posizioni numero 7, 6, 5 e 4 troviamo i classici volti noti di Hollywood: Vin Diesel, con 35 milioni di dollari, Ben Affleck, con 43 milioni, Johnny Depp, con 48 milioni e Tom Cruise con 53 milioni di dollari incassati grazie all’ultimo episodio di Mission Impossible – Rogue Nation.

Quel bravo ragazzo di Matt Damon si posiziona sul podio e vince la medaglia di bronzo per gli entroiti ottenuti dalla saga Jason Bourne e The Martian, che in totale gli ha fatto guadagnare circa 55 milioni di dollari. Il secondo posto è per Jackie Chan: i fan di tutto il mondo potranno esultare in quanto Chan resta l’indiscusso re dei film d’azione. Quanto ha guadagnato nell’ultimo anno? Una cifra pari a 61 milioni di dollari.

E per chi si è gia fatto un’idea sul primo classificato pensando ad attori del calibro di Leonardo di Caprio, Matthew MacConaughey e Chris Evans dovrà ricredersi. Il primo premio spetta a Dwayne “The Rock” Johnson, che grazie alle sue interpretazioni nei film della serie Fast & Furious, Central Intelligence e il film sul serial cult degli anni ’90 Baywatch è arrivato a guadagnare la straordinaria somma di 64, 5 milioni di dollari.

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Il business del cinema: quali sono i film più costosi della storia? https://www.business.it/il-business-del-cinema-quali-sono-i-film-piu-costosi-della-storia/ Thu, 04 May 2017 09:18:37 +0000 https://www.business.it/?p=8567 Cinema: il 2017 ha dato il via alle riprese di un colossal che promette incassi da capogiro: Jurassic World 2, l’ennesima trasposizione cinematografica tratta dai romanzi di Michael Crichton, ha battuto il primo ciak lo scorso febbraio, nelle selvagge isole Hawai, per poi spostare l’intera produzione presso gli studi cinematografici di Pinewood, a Londra. Tuttora… Read More »Il business del cinema: quali sono i film più costosi della storia?

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Cinema: il 2017 ha dato il via alle riprese di un colossal che promette incassi da capogiro: Jurassic World 2, l’ennesima trasposizione cinematografica tratta dai romanzi di Michael Crichton, ha battuto il primo ciak lo scorso febbraio, nelle selvagge isole Hawai, per poi spostare l’intera produzione presso gli studi cinematografici di Pinewood, a Londra.

Tuttora in corso, le riprese continueranno al  Brecon Beacons National Park, in Galles e ad Hartland Park, nello Hampshire. L’uscita mondiale è prevista il 22 giugno 2018.

Jurassic World 2 è il quinto film della serie campione di incassi prodotta e diretta da Steven Spielberg (che qui vediamo solo in veste di executive producer) eppure vanta già un budget in pre-produzione degno dei più costosi film hollywoodiani.

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Ma, successo a parte, quali sono i film più cari della storia del cinema?

Prima di rispondere a questa domanda sono necessarie alcune precisazioni: ogni epoca, dal muto, al 3D, ha avuto a disposizione tipologie di mezzi, strumenti, cast, tecniche, e budget completamente differenti tra loro.

Cominciamo da principio. Durante il periodo dei film muti, Ben-Hur: A tale of the Christ, detiene il primato come produzione più costosa. Siamo nel 1925, il sonoro non è ancora arrivato al cinema, e già i colossal di genere storico spopolano tra gli spettatori occidentali. Di lì a pochi anni sarebbe nata Cinecittà, e con essa il luogo ideale delle produzioni internazionali ad alto budget. Il film è costato esattamente 3 milioni e 900 mila dollari, difendendo la sua posizione per i vent’anni successivi. è stata una sfida importante da parte della casa di produzione, la Goldwyn Pictures, vinta su tutta la linea, in quanto solo negli Stati Uniti, al suo debutto, ha incassato circa 4 milioni e 359 mila dollari. Questo risultato è stato raggiunto senza contare le edizioni successive e i conseguenti passaggi in Home Video e Dvd.

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Procedendo in ordine cronologico, i primi anni ‘60 mettono Cleopatra sul podio, consacrando la diva che con questo film è entrata di diritto tra le dee dell’olimpo hollywoodiano: Elizabeth Taylor. Doveva costare circa 2 milioni di dollari, ma alla fine della post produzione se ne registrarono più di 44. Le riprese coinvolsero gli studi di Londra, Roma e Ischia. Non furono pochi gli ostacoli che portarono alla realizzazione completa del film, visto che anche la 20th century fox andò fallita. Per cui Cleopatra decretò la fine dei colossal “peplum”,quel sottogenere cinematografico che comprende sia film d’azione sia di fantasia, entrambi ambientati in contesti biblici, nel periodo della Grecia antica o della civiltà romana.

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Arrivati ai nostri giorni sale sul podio della classifica ‘Pirati dei Caraibi, ai confini del mare’, film del 2011, con un costo che ha superato i 410, 6 milioni di dollari di produzione.

Per chi credeva infatti che Titanic (24esima posizione), la trilogia del Signore degli Anelli o Avatar (10cima posizione) potessero scalzare il film di Gore Verbinski, saranno destinati a ricredersi. Targato Walt Disney, il successo non sta solo nel nome ma anche nella promozione globale della pellicola, arrivando ad incassare circa  1, 045 713 802 dollari in tutto il mondo.

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