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Donne, tirate fuori le idee: guida all’imprenditoria femminile

donne imprenditrici

Sostenere e incentivare l’imprenditoria femminile. Donne riboccatevi le maniche quindi: c’è un gap da riempire e un’economia da presidiare.
Per dare seguito alle direttive europee che chiedono con insistenza politiche per incentivare la presenza femminile nelle imprese – a partire dai vertici – le istituzioni mettono a disposizione delle donne una serie di agevolazioni e sgravi fiscali utili per l’attività imprenditoriale. Anche incubatori, fondazioni e altri soggetti privati stanno andando in questa direzione, tramite concorsi di idee o call specifiche per favorire le imprese delle donne. Sei una libera professionista e vorresti uno studio tutto tuo? Siete un team di tecniche/creative/ricercatrici/consulenti che potrebbe mettere insieme le proprie competenze per creare prodotti e servizi del tutto nuovi? Hai in mano un brevetto fantastico e vuoi portarlo avanti con le tue mani? Cerchiamo di capire quali sono gli strumenti più utili per l’imprenditoria femminile e come ci si può orientare.

1) Cosa e quanto mi serve?

Il primo passaggio è capire che tipo di sostegno occorre: un finanziamento agevolato? Un finanziamento a fondo perduto? Una compartecipazione? Sgravi fiscali? Per rispondere a queste domande è necessario che la vostra idea si riassuma in un business plan, non si scappa. Senza pianificazione la fantasia diventa un boomerang.

2) Cercare lo strumento adatto

L’aggiornamento dev’essere costante. Un primo passo è quello di consultare con regolarità i siti istituzionali che si occupano del tema. Ad esempio: il sito della Rete europea delle ambasciatrici per l’imprenditoria femminile. La Rete è stata creata per supportare le imprenditrici di successo, per diffondere le migliori esperienze e ispirare donne di tutte le età a diventare imprenditrici. Altri siti da consultare con regolarità sono quello del Ministero dello Sviluppo economico nella sezione incentivi, quello del Dipartimento per le pari opportunità, e quello dell’agenzia nazionale Invitalia.

imprenditoria femminile

3) Nuove imprese a tasso zero

Veniamo ai principali strumenti finanziari in vigore. Quello di Nuove imprese a tasso zero è erogato da Invitalia. La norma prevede che a beneficiare dell’agevolazione siano micro e piccole imprese composte in prevalenza da donne. Le imprese, sotto forma di società, devono essere costituite al massimo da non più di 12 mesi dalla presentazione della domanda. Possono partecipare anche le donne che intendono costituire una società entro 45 giorni dall’ammissione all’agevolazione. Le agevolazioni consistono in finanziamenti agevolati a tasso zero concessi in regime “de minimis” della durata massima di 8 anni per un importo pari al 75% della spesa ammissibile nei seguenti settori:
– produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione di prodotti agricoli;
– fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
– commercio di beni e servizi;
– turismo.
Sono finanziabili anche progetti nell’ambito dei seguenti settori considerati particolarmente rilevanti per l’imprenditoria giovanile:
– filiera turistico culturale ad es. valorizzazione patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico; miglioramento servizi ricettività;
– innovazione sociale: ad esempio produzione beni o fornitura servizi che creano nuove relazioni sociali o soddisfano nuovi bisogni sociali.

Il progetto di investimento deve avere un ammontare massimo di 1,5 milioni di euro da realizzare entro 24 mesi dalla stipula del contratto.

4) Smart & Start

Anche in questo caso le agevolazioni vengono erogate da Invitalia e riguardano le donne che vogliono sviluppare una start up in Italia (anche se residenti all’estero o di nazionalità straniera), o quelle che già hanno una start up innovativa costituita da non più di 48 mesi, di piccola dimensione con sede legale o operativa ubicata sul territorio nazionale. Le agevolazioni prevedono un finanziamento a tasso zero per un importo pari al 70% delle spese ammissibili. L’aiuto sale all’80% se la start up innovativa è composta interamente da donne e/o da persone giovani under 35 anni o prevede la presenza di almeno una persona esperta. Le agevolazioni prevedono inoltre servizi di tutoraggio tecnico-gestionale per startup costituite da meno di 12 mesi. I programmi di investimento devono avere un importo compreso tra € 100 mila e € 1,5 milioni e riguardare la produzione di beni o l’erogazione di servizi:
– con forte contenuto tecnologico e innovativo;
– mirati allo sviluppo di prodotti, servizi e soluzioni nel campo dell’economia digitale;
– rivolti alla valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica e privata (es. spin off da ricerca)

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5) Fondo di garanzia per le PMI

Per agevolare l’imprenditoria femminile, il Ministero delle Pari Opportunità ha istituito nel 2013 il Fondo di Garanzia per le PMI, attraverso il quale lo Stato si fa garante al posto dell’impresa per il finanziamento concesso. Questo tipo di agevolazione è indicato per tutti quei soggetti, donne in questo caso, che non sono ritenuti bancabili ma che hanno bisogno di liquidità per dare vita al loro progetto di business. Possono richiedere il sostegno del Fondo di garanzia le imprese piccole e medie iscritte al Registro delle Imprese e che possiedono i requisiti per essere definite imprese femminili. Ma anche libere professioniste iscritte ai vari ordini professionali.

L’agevolazione consiste in una garanzia pubblica sul finanziamento richiesto a copertura di operazioni finanziarie finalizzate all’attività di impresa, nella forma di garanzia diretta e controgaranzia del Fondo. La garanzia riguarda tutti i settori ad eccezione dei cosiddetti settori «sensibili esclusi dall’Unione Europea» quali industria automobilistica, della costruzione navale, fibre sintetiche, carboniera, siderurgia. La copertura della garanzia è fino all’80% sulla maggior parte delle operazioni sia di breve che di medio e lungo termine, tanto per la liquidità che per gli investimenti. Il 50% del fondo è destinato alle start up femminili (imprese che hanno avviato la loro attività da meno di 3 anni).

6) Protocollo d’intesa per lo sviluppo e la crescita delle imprese a prevalente partecipazione femminile e delle lavoratrici autonome

Un’iniziativa a “ombrello”, che si rivolge alle imprese femminili o alle lavoratrici autonome incluse le libere professioniste. Il Protocollo copre tutti i settori di attività. Le banche e gli intermediari finanziari aderenti con questo atto si impegnano a costituire uno plafond dedicato a realizzare le seguenti linee di intervento:
Investiamo nelle donne: nuovi investimenti materiali e/o immateriali per lo sviluppo delle imprese femminili o della libera professione;
Donne in start up: finanziamenti volti alla costituzione di nuove imprese femminili e l’avvio di libera professione;
Donne in ripresa: finanziamenti finalizzati a sostenere la ripresa di imprese femminili o attività professionali a seguito di crisi.
Sospensione donna: il protocollo prevede la sospensione del rimborso del finanziamento per un max di 12 mesi nel caso di maternità, grave malattia dell’imprenditrice o della libera professionista o del coniuge o convivente o figli/e anche adottivi/e; malattia invalidante di genitori, parenti o affini fino al 3 grado conviventi.

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