Start Up

NutriBees: la start up di food delivery che rivoluziona il modo di mangiare

Il mondo sta viaggiando a velocità supersonica verso il futuro, le nostre abitudini cambiano, miriadi di invenzioni modificano il vivere quotidiano, sono in molti, però, ad affermare, che l’unica cosa che non cambierà sarà fare la spesa e cucinare.

Una massima che verrà presto contraddetta.

Sono già molte le compagnie di ‘food delivery’ che si sostituiscono alla preparazione del cibo, stanno dilagando in ogni città, anche in Italia, dove vige la tradizione della cucina popolare.

Ma ce n’è una che si differenzia dalle altre perché può preparare piatti prelibati e sani, per migliaia di persone, con un solo laboratorio.

Com’è possibile?

Ce lo spiega Giovanni Menozzi co-founder del progetto ‘NutriBees’, una compagnia di food delivery decisamente particolare per le modalità con cui presenta i suoi speciali menù.

Intervistato ai microfoni di business.it, Giovanni ci ha spiegato tutte le peculiarità della sua sorprendente start up.

Che cos’è NutriBees?

NutriBees è una start up che fornisce un servizio di food delivery diverso dalle altre compagnie. Noi cuciniamo piatti pronti preparati in atmosfera protettiva che possono restare in frigorifero per 20 giorni senza perdere il gusto, né le proprietà nutrizionali.

Consegnamo direttamente a casa dei clienti, in 48 ore dall’ordine, in tutta Italia.

I piatti, come detto, devono essere conservati in frigorifero e, appena lo si desidera, scaldati leggermente in padella o nel microonde.

Ma la vera novità è che i nostri menù vengono proposti ad hoc per i clienti, grazie ad un preciso test alimentare di 40 domande, gestito con la collaborazione della dottoressa Villarini, biologa nutrizionista, che integra le sue conoscenze con l’algoritmo che decifra l’esito del test.

In questo modo riusciamo a proporre ed assegnare piatti secondo le esigenze alimentari del cliente, rispettando le sue eventuali intolleranze, ma anche i suoi gusti e le ipotetiche esigenze dietetiche.

Si tratta di piatti unici studiati per soddisfare il fabbisogno del consumatore, contenenti un cereale integrale, una proteina sana e verdure di stagione.

Un classico esempio potrebbe essere ‘Filetto di salmone in crosta di mandorle con riso nero integrale ed asparagi’.

Come è nata questa idea imprenditoriale?

Il mio socio Mario Villani ed io ci siamo conosciuti ai tempi dell’Università, dopo varie esperienze, anche all’estero, ci siamo ritrovati ed abbiamo deciso di dare vita a questo progetto. 

L’obiettivo è quello di permettere alle persone di mangiare esattamente tutto ciò di cui il loro corpo ha bisogno, abbiamo unito la nostra passione per l’online ad un argomento sempre più dibattuto al mondo d’oggi come quello della nutrizione.

L’inserimento della dottoressa Anna Villarini avvalora il test a cui sottoponiamo i clienti prima che si abbonino al nostro servizio e conferisce ulteriore credito ad i menù che il sistema elabora.

È un’idea, a nostro avviso, innovativa, che risponde ad esigenze reali, che in futuro saranno sempre più forti.

Inoltre si tratta di un prodotto che possiamo esportare anche all’estero, senza ingenti investimenti e che possiede una valida opportunità di scalabilità.

Detto questo, in che termini la vostra impresa può crescere? Dove si propone di arrivare NutriBees?

Esistono ampi margini di miglioramento, aumenterà la nostra precisione nell’analizzare il cliente, contiamo di dare la possibilità al cliente di caricare maggiori dati, ad esempio analisi del sangue, dandogli la possibilità di creare una sorta di “cartella clinica” online.

In questo modo i nostri menù saranno ancora più calzanti, adatti e personalizzati, con la realizzazione di nuovi piatti ed una rete sempre più numerosa di nutrizionisti affiliati che consigliano il nostro servizio.

Distribuendo cibi conservabili in frigorifero anche per 20 giorni possiamo utilizzare una sola cucina centrale, senza dover dislocare i nostri servizi, e questo sarà il nostro punto di forza anche per un nostro approdo all’estero.

In alcune parti d’Europa la consegna in 48 ore è garantita, per cui saranno quelli i punti di partenza per esportare il nostro marchio.

Altri settori su cui possiamo ampliare il nostro raggio d’azione son la possibilità di ordinare anche snack e colazioni e l’opportunità di poter scegliere il proprio menù tra più proposte.

Adesso il cliente si affida ai nostri studi e riceve il pacco a seconda delle esigenze da noi elaborate, presto sarà possibile ricevere il menù preventivamente, indicando le preferenze tra diverse alternative.

Si tratta, di fatto, di un’applicazione dell’Intelligenza Artificiale alla cultura del cibo. Dove arriveremo?

Credo che l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale divagherà in ogni tipologia di settore, compreso quello medico.

Applicare determinati principi permette di accelerare il progresso, in ogni campo, porto sempre l’esempio delle radiografie.

Se un computer analizza milioni e milioni di dati, osserva esiti e risultati su centinaia di migliaia di campioni, sarà in grado di effettuare delle diagnosi più rapide e precise di qualsiasi dottore.

E questo vale per tutti gli ambiti del lavoro, l’essere umano dovrà sempre essere bravo a mantenere la possibilità di avere quel valore aggiunto, dettato dall’ingegno, dalla creatività, dall’emozione, che una macchina non potrà mai avere.

Che cosa significa avviare una start up in Italia?

Diciamo che la situazione italiana non è delle migliori per avviare una giovane azienda.

La presenza di mille cavilli burocratici ed una tassazione esasperata non agevolano certo il percorso.

Un giovane italiano può essere scoraggiato dal sistema, visto che, rispetto ad altri paesi, i passaggi da effettuare per avviare un’attività sono infiniti, in Germania, ad esempio, è lo stato che viene a cercarti per dare avvio ad un’impresa, nel nostro paese invece la strada è lunga e tortuosa.

Servirebbero più esempi di successo per convincere i giovani a crederci, sono necessarie tanta passione e perseveranza, ma è possibile raggiungere il successo se si ha un’idea innovativa.

Leggi anche: http://www.business.it/giancarlo-perbellini-il-business-della-cucina-essere-un-grande-chef-in-italia/

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