People

L’Italia che ci piace: ecco i 33 eroi della Repubblica premiati da Mattarella

Il presidente della Repubblica il 29 dicembre 2018 ha conferito 33 onorificenze al Merito della Repubblica italiana “a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità”. L’elenco e le motivazioni dei nuovi insigniti dal Capo dello Stato, pubblicati sul sito del Quirinale.

Maria Tiziana Andriani, 56 anni: “Per la professionalità e l’umanità con cui è impegnata nella lotta al cancro nei Paesi africani”. Presidente della Onlus Afron, impegnata nella lotta al cancro in Africa: più di 600.000 persone coinvolte in campagne di sensibilizzazione sui tumori, 15.587 donne hanno ricevuto uno screening senologico e ginecologico gratuito, più 100 bambini colpiti dal cancro hanno beneficiato di attività di supporto psico-sociale e ludico-ricreativo.

Fabio Caramel, 26 anni: “Per aver testimoniato in prima persona il valore e la responsabilità della scelta di donare il midollo”. Calciatore dilettante dello Spinea. Nel febbraio 2018 ha scelto di saltare una partita importante, contro la squadra capolista del campionato dilettanti, per donare il suo midollo spinale ad una donna malata.

 

Vincenzo Castelli, 63 anni: “Per il suo quotidiano impegno nella divulgazione e promozione della cultura dell’emergenza e del primo soccorso”. Medico specializzato in allergologia, padre di Giorgio Castelli, giovane calciatore stroncato da un arresto cardiaco mentre si allenava. Dopo la morte del figlio ha creato, insieme alla moglie Rita e agli altri due figli Alessio e Valerio, la Fondazione di ricerca scientifica Giorgio Castelli, il cui obiettivo è contribuire alla lotta alle malattie cardio-vascolari attraverso la promozione e divulgazione della cultura dell’emergenza e del primo soccorso.

Vito Massimo Catania, 39 anni: “Per il suo generoso impegno nella sensibilizzazione sul tema delle barriere architettoniche e sociali”. È un podista tesserato con l’Atletica Regalbuto. Da un paio di anni mette a disposizione le sue gambe e polmoni a chi non ha la possibilità di poter correre permettendo ai disabili di vivere l’esperienza della corsa. Sensibilizza così gli sportivi e il pubblico sulla vita dei disabili, vittime delle barriere architettoniche e sociali.

Aldo Chiavari, 76 anni: “Per la sensibilità e la generosità con cui ha sostenuto due dipendenti duramente provati dalla malattia e dalla successiva scomparsa della figlia”. Presidente della Dafram Spa, ditta che costruisce valvole a sfera flottante. I vertici della società si sono distinti per umanità e solidarietà nei confronti di due loro dipendenti, impiegati come operai, Amos e Giuseppina Pazzaglia che nel 2015 hanno perso la figlia Valentina a cui tre anni prima era stato diagnosticato un rabdomiosarcoma maxillo-facciale. Durante i tre anni di cure i datori di lavoro hanno sostenuto la famiglia sia moralmente che economicamente. In occasione dei numerosi spostamenti per/da il Policlinico Gemelli di Roma e l’ospedale di Padova hanno pagato le spese di viaggio, vitto e alloggio. Pur non sapendo quando sarebbero potuti rientrare in servizio, la società Dafram ha conservato il loro posto di lavoro.

Maria Rosaria Coppola, 62 anni: “Per il coraggio e lo spirito di iniziativa con cui ha pubblicamente difeso un giovane straniero vittima di una aggressione razzista”. Dipendente del centro di produzione Rai di Napoli. Nel novembre 2018 mentre viaggiava su un treno della rete circumvesuviana ha difeso un ragazzo proveniente dallo Sri Lanka, vittima di una aggressione (verbale) razzista da parte di un giovane passeggero. Davanti al silenzio e all’indifferenza degli altri viaggiatori, è stata l’unica ad intervenire.

Roberto Luigi Giuseppe Crippa, 51 anni e Luisa Fricchione, 57 anni (Tione – TN): “Per lo straordinario esempio di generosità e solidarietà che li ha visti adottare otto giovani etiopi rimasti orfani in seguito alla guerra civile”. Genitori adottivi dell’atleta (nazionale italiana) Yemen Crippa, medaglia di bronzo nei 10mila agli Europei di atletica a Berlino (agosto 2018). Tra il 2003 e il 2008 hanno adottato, a più riprese, un gruppo di giovani etiopi (8 tra fratelli e cugini) rimasti orfani. Hanno cresciuto ed educato questi ragazzi permettendo loro di costruirsi una vita indipendente.

Irma Dall’Armellina, 93 anni: “Per l’eccezionale prova di altruismo con cui ha prestato il proprio servizio in qualità di volontaria in una missione umanitaria in Kenya”. Rimasta vedova con tre figli, ha vissuto gli anni della guerra e cresciuto da sola la sua famiglia. Nel febbraio 2018, nonostante il bastone e i problemi alle gambe, è partita per il Kenya per una missione umanitaria di tre settimane in un orfanotrofio che da sempre aiuta a distanza con offerte economiche.

Mustapha El Aoudi, 40 anni: “Per il coraggio e l’altruismo con cui, a proprio rischio, è intervenuto in difesa di una donna violentemente aggredita”. Cittadino marocchino, in Italia dal 1990. È un venditore ambulante. Il 4 dicembre scorso è intervenuto in difesa di Nuccia Calindro, una dottoressa dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, aggredita violentemente (e gravemente ferita) da un uomo che l’accusava della morte della madre. Grazie all’intervento di Mustapha l’aggressore è stato fermato e portato in Questura.

Carmen Isabel Fernandez Reveles, 60 anni: “In qualità di Presidente di EMDR, per l’opera di sostegno psicologico che i professionisti dell’associazione offrono, a titolo volontario, alle vittime e testimoni di eventi traumatici”. Tra le attività più significative svolte dagli psicologi volontari dell’Associazione si segnalano: interventi a favore delle popolazioni e dei soccorritori a seguito del crollo del ponte Morandi, negli eventi sismici, in occasione di disastri naturali e attentati terroristici. Tutte le attività, a carattere volontario, vengono svolte in coordinamento e a supporto delle istituzioni.

Ilaria Galbusera, 27 anni: “Per l’impegno e la passione con cui fa dello sport uno strumento di conoscenza e inclusione delle diversità”. Capitano della Nazionale Femminile Volley sorde, medaglia d’argento ai Deaflynmpics 2017, Giochi dedicati agli atleti sordi. Lavora in banca e si sta laureando all’Università Cattolica di Milano. In occasione dei Deaflympics, fra social e siti, instagram e post su facebook cominciò a girare un video: una squadra con la maglia azzurra che “canta” l’Inno d’Italia nella lingua dei segni.

Germana Giacomelli, 71 anni: “Per aver dedicato tutta la sua vita all’accoglienza e all’inclusione di minori in condizioni di disagio e di abbandono”. Conosciuta come la “Grande Madre d’Italia” ha avuto finora 121 “figli”: 5 li ha partoriti lei, 8 li ha adottati, gli altri le sono stati affidati dai Tribunali per Minorenni di Milano, Brescia e Venezia. Da 33 anni mette a disposizione tutto il suo tempo a favore delle persone più deboli.

Antonio La Cava, 73 anni: “Per l’impegno profuso, nel corso della sua vita, nella promozione del valore della cultura”. Maestro in pensione. Da 18 anni ha fatto della sua vita una missione in nome della cultura: portare libri ai bambini delle scuole elementari dei paesi più piccoli e isolati della Basilicata, dove spesso non ci sono biblioteche o librerie. Lo fa con un mezzo speciale: il bibliomotocarro, un motocarro trasformato in una vera e propria biblioteca ambulante.

Roberta Leporati, 52 anni: “Per il suo contributo nella formazione delle giovani generazioni e a favore della promozione della cultura”. Dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Chiarelli di Martina Franca (Taranto). In collaborazione con Katia Ricciarelli, Marco Carrozzo e il tenore Francesco Zingariello, ha dato vita ad un progetto di avvicinamento degli studenti al mondo dell’opera lirica.

Nilo Mattugini, 65 anni e Simonetta Stefanini, 60 anni: “Per l’esempio di accoglienza e disponibilità offerti in tema di tutela dell’infanzia”. Già genitori di una ragazza con disabilità, sono stati i primi a rendersi disponibili per il progetto “Nonna per amica” del Comune di Camaiore. Obiettivo dell’iniziativa è quello di creare una banca dati di over50 che possano dedicare il loro tempo a bambini e ragazzi in carico al Servizio sociale e contribuire così alla realizzazione dei progetti educativi definiti dal Servizio sociale in accordo anche con la famiglia di origine.

Claudio Madau, 37 anni: “Per la sua preziosa iniziativa a supporto della condizione dei malati durante la degenza ospedaliera”. Libraio. Ideatore di Dottor Libro, la prima rassegna letteraria pensata e organizzata negli ospedali romani di San Giovanni e San Camillo.

Iacopo Melio, 26 anni: “Per il suo appassionato contributo alla causa dell’abbattimento delle barriere architettoniche e degli stereotipi culturali”. Affetto dalla Sindrome di Escoban che lo costringe su una sedia a rotelle, studia Scienze Politiche a Firenze e lavora come freelance nel mondo del giornalismo e della comunicazione digitale. Si occupa di sensibilizzazione e divulgazione come attivista per i diritti umani e civili. Nel gennaio 2015 ha fondato la Onlus “#vorreiprendereiltreno”: si occupa dell’abbattimento di tutte le barriere, non solo architettoniche, soprattutto culturali.

Davide Monticolo, 45 anni: “Per la sua generosa attività di sensibilizzazione e di sostegno a favore di persone con disabilità”. Ex cestista, Presidente di “Un Canestro per te Onlus”, fondata nel 2016 allo scopo di aiutare l’amico atleta Dario che, in seguito a un incidente aveva perso l’uso delle gambe e aveva la necessità di intraprendere un nuovo percorso di vita. L’Associazione, attraverso una squadra di pallacanestro, ha di fatto reso “operativo” un gruppo di amici per fornire un aiuto sia concreto che morale a Dario e a chi, come lui, potesse averne bisogno.

Roberto Morgantini, 71 anni: “Per il suo prezioso contributo alla promozione di una società solidale e inclusiva”. Vicepresidente di “Piazza Grande”, associazione impegnata nella lotta all’emarginazione sociale, e anima storica dell’ufficio stranieri della Cgil. Nel 2015, in occasione del suo matrimonio, chiese agli amici, come regalo, una donazione per raccogliere fondi volti ad avviare una iniziativa alla quale pensava da molto tempo. Il suo sogno era quello di creare “una comunità” intorno ad una tavola: ha dato vita alle Cucine Popolari. Per ora le cucine sono tre, in zone diverse della città: ci lavorano 100 volontari, preparano 2800 pasti al mese.

Riccardo Muci, 31 anni: “Per il coraggio e l’altruismo con cui, senza esitazione, si è adoperato per prestare soccorso in occasione dell’incidente del 6 agosto sul raccordo autostradale di Casalecchio”. Agente in servizio alla Polizia Stradale di Bologna. È rimasto ferito nell’incidente del 6 agosto sul raccordo autostradale di Casalecchio di Reno dove la collisione tra mezzi pesanti ha provocato l’esplosione di una autocisterna che trasportava GPL uccidendo una persona e ferendone 140. L’Agente, raggiunto il luogo dell’incidente, rendendosi conto dei rischi per l’incolumità pubblica, si adoperava per mettere in sicurezza l’area al di sotto del cavalcavia. Percorreva l’area interessata intimando ai presenti di allontanarsi con rapidità. Durante queste operazioni è stato travolto dall’esplosione e sbalzato per diversi metri procurandosi ustioni di II e III grado. Nonostante le gravi lesioni riportate, continuava a prestare soccorso. All’ospedale Bufalini di Cesena è stato sottoposto a intervento chirurgico a entrambe le braccia.

Marco Omizzolo, 43 anni: “Per la sua coraggiosa opera in difesa della legalità attraverso il contrasto al fenomeno del caporalato”. Sociologo. Ha più volte denunciato, anche con dettagliati dossier, il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento degli stranieri nei campi. Segue da anni il fenomeno dei braccianti nell’Agro Pontino: ha descritto la rete dei caporali, raccontato le condizioni di vita, i problemi di salute e lo stato delle abitazioni di questi lavoratori. Da quando ha cominciato ad impegnarsi sulla questione, riceve avvertimenti e minacce di morte.

Marco Ranieri, 38 anni: “Per l’appassionato impegno nel recupero e redistribuzione degli alimenti e nella promozione dell’educazione contro lo spreco”. È il rappresentante legale dell’associazione Farina 080, fondata con tre amici (Antonio Scotti, Marco Costantino e Antonio Spera) e volta a contribuire a ridurre lo spreco alimentare attraverso una serie di strumenti tra i quali il food sharing ossia lo scambio di cibo tra gli utenti di una comunità registrata sulla piattaforma Avanzi popolo 2.0.

Roxana Roman, 34 anni: “Per il suo contributo nell’affermazione del valore della legalità”. Di cittadinanza rumena. È proprietaria del bar “Roman Roxana”, nel quartiere Romanina dove, il giorno di Pasqua 2018, due appartenenti al clan dei Casamonica hanno aggredito il marito Marian Roman e una cliente disabile, distrutto gli arredi del locale e costretto a tenere chiusa l’attività commerciale per due giorni a causa delle continue minacce. In seguito alla denuncia da parte dei coniugi Roman, un congiunto degli aggressori si è recato presso il bar intimando il ritiro della denuncia nei confronti dei due nipoti che, a maggio, sono stati arrestati.

Massimiliano Sechi, 32 anni (Sassari): “Per il suo encomiabile esempio di reazione alle avversità, spirito costruttivo e impegno sociale”. Affetto da una focomelia che lo ha costretto sulla sedia a rotelle. Deve affrontare da subito il pietismo delle persone e il bullismo. Un lungo periodo di depressione lo porta a buttarsi nei videogiochi, grazie ai quali diventa popolare (è campione dei Gec – Giochi elettronici competitivi). Si rende conto di avere una grande responsabilità nei confronti delle migliaia di persone che lo seguono: decide quindi di reagire dando un nuovo senso alle sofferenze. Nel 2015 fonda l’Associazione Massimiliano Sechi. È promotore del progetto “No Excuse”, con cui intende “invitare tutte le persone a non avere scuse e ad impegnarsi nella società”.

Rebecca Jean Spitzmiller, 62 anni: “Per il suo coinvolgente impegno nella lotta contro il degrado urbano e nella difesa dei beni comuni”. Ricercatore presso l’Università degli Studi Roma Tre dove insegna Diritto comparato e internazionale. È impegnata nella lotta contro il degrado, nella valorizzazione dei beni comuni e nella diffusione del senso civico sul territorio di Roma Capitale. Nel 2009, stanca delle scritte e tag che imbrattavano la zona in cui vive (Viale Eritrea), ha cominciato a pulire le strade con alcuni solventi. In pochi mesi centinaia di cittadini si sono uniti. Nell’ottobre 2014 ha fondato Retake Roma, una Organizzazione di Volontariato necessaria per creare un rapporto con gli enti, dare risalto e credibilità alle attività, gestire le donazioni (vernici, gel, ecc.) di privati, aziende e multinazionali.

Rosella Tonti, 51 anni: “Per la professionalità e l’umanità con cui si è spesa per garantire il regolare svolgimento dell’attività scolastica e la coesione della comunità locale a seguito del sisma del 2016” .Dirigente scolastica degli istituti omnicomprensivi di Norcia e Cascia. In occasione del terremoto dell’ottobre 2016 è stata in prima linea per garantire le attività scolastiche e il sostegno alla comunità duramente colpita.

Igor Trocchia, 46 anni (Bergamo), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo esempio e la sua determinazione nel rifiuto e contrasto a manifestazioni di carattere razzista”. Ex calciatore, è venditore di generi alimentari e allenatore del Pontisola, squadra di calcio giovanile della provincia di Bergamo. Il 1° maggio 2018, a Ponte San Pietro (BG) in occasione di un torneo della categoria esordienti, durante la partita Rozzano-Pontisola, un calciatore del Rozzano offende, con insulti razzisti, il centravanti del Pontisola, mediano tredicenne, di cittadinanza italiana, figlio di genitori del Burkina Faso. A fine partita Trocchia si accorge che il suo giocatore rifiuta di dare la mano all’avversario e chiede spiegazioni. Quando i calciatori del Pontisola raccontano al mister l’episodio, Trocchia decide di dare subito un segnale forte: “Giochino gli altri, noi ce ne andiamo”. La squadra viene ritirata nonostante stesse vincendo il torneo, la scelta è condivisa da tutti: dai calciatori alla dirigenza.

Suor Elvira Tutolo, 69 anni: “Per il suo impegno in ambito internazionale nella difesa e recupero dei bambini e ragazzi di strada”. Missionaria delle Suore della Carità di S. Giovanna Antida Thouret. Dopo aver svolto servizio in Italia per il recupero dei giovani dalle tossicodipendenze, da più di 25 anni è missionaria in Africa.

Annalisa Ubertoni, 56 anni: “Per l’esemplare contributo a favore di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione”. Coordinatrice del Centro di studi e servizi per la famiglia dell’associazione La Goccia onlus. Responsabile del gruppo marchigiano di Refugees Welcome Italia, organizzazione impegnata nella promozione di una politica dell’inclusione sociale che passa attraverso una accoglienza domestica dei migranti. Assieme alla sua famiglia ha accolto in casa Mohammad Toure, di 32 anni, rifugiato dalla Costa d’Avorio.

Carlo Vettorato, 71 anni: “Per il suo prezioso contributo nella ideazione e realizzazione dell’attività di elisoccorso in Valle d’Aosta e nella sensibilizzazione sul tema della sicurezza in montagna”. È una colonna della Protezione Civile in Valle d’Aosta, a lui si deve la nascita del moderno Servizio di Elisoccorso della Regione. Nel 1972, in qualità di medico anestesista e rianimatore in servizio presso l’ospedale Parini di Aosta, ha cominciato le attività di elisoccorso. Già responsabile del “118 valdostano”, ha anche ideato e sviluppato iniziative quali l’attuale Centro di medicina di montagna, volto a fornire servizi ai frequentatori e ai professionisti della montagna.

Don Eugenio Renzo Zocca, 75 anni: “Per la dedizione e il quotidiano impegno a favore di anziani in condizioni di disagio economico e sociale”. Ordinato prete nel 1967. Nel 1980 nella periferia ovest di Verona denominata “Saval”, ha dato vita a una parrocchia, Santa Maria Maddalena, che è diventata il fulcro delle attività di un quartiere in cui non c’era nulla se non il capolinea dell’autobus ed una scuola elementare, sotto il cui portico, si celebrava la messa. Ha fondato l’associazione L’Ancora impegnata con L’oasi di Gina e Enrico, struttura di accoglienza inaugurata nel 2011, che offre ospitalità ad anziani in condizione di disagio economico e sociale.

 

Ti potrebbe interessare anche: Il governo ammazza il volontariato: a Matteo e Giggino la solidarietà fa proprio schifo…