
La Commissione Europea ha ufficializzato il completamento di un’applicazione per la verifica dell’età online, concepita per garantire una protezione uniforme dei minori in rete. L’app, ancora non disponibile pubblicamente, è stata sviluppata seguendo il modello del Green Pass Covid, già noto e utilizzato durante la pandemia, e ha superato con successo una fase di test in sette Paesi europei, tra cui l’Italia.
Il funzionamento: anonimato e sicurezza al centro
L’app consente agli utenti di dimostrare di aver superato una certa soglia d’età per accedere ai servizi digitali senza rivelare dati personali sensibili. Dopo l’installazione, la configurazione avviene tramite documenti ufficiali come passaporto o carta d’identità. Il sistema non traccia gli utenti né divulga informazioni identificative, garantendo così la privacy. Il codice sorgente è open source, assicurando trasparenza e la possibilità di adozione anche oltre i confini dell’Unione Europea.
Test in Italia e altri Paesi: un progetto concreto
Il prototipo è stato lanciato a luglio 2025 e ha coinvolto inizialmente cinque Stati membri: Italia, Francia, Spagna, Grecia e Danimarca. Successivamente si sono aggiunti Cipro e Irlanda. Questo test su larga scala ha permesso di mettere a punto il sistema in base alle specificità normative e tecniche di ciascun Paese, confermando l’efficacia dell’applicazione anche nel contesto italiano.
It is for parents to raise their children. Not platforms.
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) April 15, 2026
The European Age Verification App is ready ↓ https://t.co/EumEPEJOI7
La sfida della frammentazione normativa in Europa
Al momento, la regolamentazione sull’accesso dei minori ai social network è gestita in modo disomogeneo. Francia e Portogallo, ad esempio, hanno fissato limiti d’età differenti, con soglie rispettivamente a 15 e 13 anni. Questa frammentazione permette ad un minorenne di superare restrizioni nazionali utilizzando account registrati in altri Paesi. L’obiettivo della Commissione è dunque quello di uniformare le regole con uno strumento tecnico condiviso in tutti i 27 Stati membri.
Per garantire l’implementazione coordinata, è previsto l’avvio di un meccanismo di coordinamento a livello europeo entro il prossimo mese. Come dichiarato da Ursula von der Leyen, è necessaria una soluzione armonizzata per evitare inefficacia e incoerenze.
Implicazioni per i giganti del digitale
Il progetto incide direttamente sugli interessi delle grandi piattaforme digitali come Meta, TikTok, Google e Snapchat, che fino ad oggi hanno gestito autonomamente e senza trasparenza il controllo degli accessi minorili. Disporre di uno strumento tecnico operativo è condizione imprescindibile per possibili futuri interventi legislativi. L’Europa dispone ora di una soluzione concreta, che potrà essere impiegata per imporre regole più stringenti e uniformi sulle piattaforme.
Resta da vedere se i colossi del settore adotteranno volontariamente questo sistema o se sarà necessario un intervento normativo più deciso. Il primo passo, quello tecnologico, è stato compiuto e rappresenta un punto di svolta nella tutela digitale dei minori.