
La tragedia che ha colpito la notte di Capodanno a Crans-Montana, con l’incendio devastante del locale notturno Le Constellation che ha causato la morte di 47 giovani e oltre cento feriti, è ora al centro di un’inchiesta complessa. Un elemento nuovo e inquietante emerge dai primi accertamenti: la cancellazione dei profili social collegati al locale e ai frequentatori, contenenti lamentele sulla sicurezza, pochi giorni dopo il disastro.
L’episodio ha attirato l’attenzione degli inquirenti e degli esperti, aprendo nuovi interrogativi sulle responsabilità e sulle possibili omissioni che hanno contribuito alla tragedia.

Le indagini sulla strage di Crans-Montana
Secondo la ricostruzione fornita dall’inviato della trasmissione di approfondimento Quarto Grado, i profili social legati al locale e ad alcune persone coinvolte sono stati eliminati nelle ore successive alla tragedia. Questi profili contenevano commenti in cui si denunciavano carenze nella sicurezza del locale, elementi ora non più accessibili agli inquirenti. Questa scomparsa solleva dubbi significativi e potrebbe avere un ruolo cruciale nell’indagine in corso.

Il conduttore Gianluigi Nuzzi ha confermato che l’inchiesta è attivamente avviata: «La procuratrice Beatrice Pillou ha disposto una serie di accertamenti tecnici e peritali, tra cui il contributo dell’ingegneria dei Vigili del Fuoco e l’analisi dei telefoni sequestrati nel locale». Questi dispositivi potrebbero contenere fotografie, video e altre prove utili per ricostruire l’esatta dinamica dell’incendio e delle esplosioni.
Focus sulle condizioni di sicurezza del locale
Le verifiche si concentrano soprattutto sulle condizioni di sicurezza e sugli impianti antincendio del locale, particolarmente affollato la notte del 31 dicembre. Le autorità stanno valutando se i sistemi antincendio abbiano funzionato correttamente e se le vie di fuga fossero sufficienti e accessibili. La possibilità che siano diventate un’imbuto mortale, intrappolando le vittime, è uno degli aspetti più delicati dell’indagine.
La figura della procuratrice Beatrice Pillou emerge come centrale nell’indagine che procede su più fronti, tra perizie tecniche, testimonianze e analisi dei materiali sequestrati. Le autorità intendono chiarire se eventuali responsabilità derivino da negligenze o violazioni delle norme di sicurezza.

La cancellazione dei profili social correlati alla vicenda aggiunge un elemento di mistero e potrebbe rappresentare un ostacolo o, al contrario, un punto di partenza per nuove piste investigative. Nel frattempo, Crans-Montana resta segnata da un lutto profondo, mentre la comunità attende risposte ufficiali e trasparenti su quanto realmente accaduto in quella fatidica notte.