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“Lo ha cercato online 82 volte”. Sempio, la scoperta agghiacciante

Nuovi elementi, destinati a far discutere, emergono sul caso Andrea Sempio. A riportarli è Verità Nascoste, il programma condotto da Milo Infante, che attraverso un servizio firmato da Arianna Giunti, trasmesso su Rete 4, ricostruisce alcune delle ricerche online attribuite all’uomo, oggi indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Nei report degli inquirenti comparirebbero numerose parole legate alla pornografia e alla violenza sessuale, con una frequenza che ha attirato l’attenzione degli investigatori.

I numeri riferiti nel corso della trasmissione sono significativi: il termine «porn» sarebbe stato digitato 822 volte, «rape» 82 volte, mentre la parola italiana «stupro» comparirebbe in otto ricerche. Un quadro che, secondo quanto illustrato nel servizio televisivo, comprende contenuti pornografici estremi e scenari di violenza sessuale. Si tratta di dati relativi alle attività di ricerca online, il cui significato investigativo non equivale, di per sé, alla dimostrazione di un coinvolgimento in un delitto.

Tra i contenuti che avrebbero attirato l’attenzione degli investigatori figurerebbero video e materiali a sfondo sessuale caratterizzati da situazioni di violenza. Le descrizioni riportate parlano di giovani donne aggredite da uomini sconosciuti, soldati e gruppi di persone che fanno irruzione nelle abitazioni per commettere stupri. Un repertorio particolarmente violento, che secondo la ricostruzione di Verità Nascoste avrebbe rappresentato una parte delle ricerche effettuate da Sempio.

Ancora più particolare è il riferimento alla ricerca «raped by ghost», traducibile con «violentate da un fantasma». Un’espressione che, stando a quanto riferito nel programma, sarebbe stata collegata dagli inquirenti a una vicenda realmente accaduta in Bolivia tra il 2005 e il 2009. In quel periodo, secondo la ricostruzione richiamata, oltre 130 donne e bambine sarebbero state narcotizzate e violentate da uomini dello stesso villaggio, convinti di poter attribuire gli abusi a presenze demoniache o fantasmi.

Le ricerche attribuite a Sempio non si sarebbero limitate a contenuti pornografici, ma avrebbero riguardato anche episodi di cronaca nera e violenza sessuale. Tra gli argomenti individuati compaiono una violenza sessuale avvenuta a Piacenza, il caso di una madre che avrebbe accoltellato l’uomo responsabile dello stupro della figlia e la drammatica vicenda di Franca Rame, attrice teatrale vittima di violenza sessuale.

Nell’elenco compare anche il delitto di Desirée Piovanelli, la quindicenne uccisa a coltellate dopo essersi ribellata a un’aggressione sessuale di gruppo. Una vicenda particolarmente cruenta, che avrebbe suscitato l’interesse di Sempio insieme ad altri fatti di cronaca caratterizzati da abusi, aggressioni e omicidi.

Il materiale illustrato in televisione si inserisce nel quadro degli accertamenti investigativi sul delitto di Garlasco, ma richiede una distinzione fondamentale: le ricerche online, anche quando riguardano contenuti estremi, non costituiscono da sole una prova di responsabilità penale. Sarà necessario stabilire quale valore possano assumere questi elementi nell’ambito dell’indagine e se esistano collegamenti concreti con gli altri riscontri raccolti dagli inquirenti.

Il caso resta dunque al centro dell’attenzione, mentre ogni nuovo elemento viene sottoposto al vaglio della magistratura e del confronto processuale. Le ricerche attribuite ad Andrea Sempio aggiungono un ulteriore capitolo a una vicenda giudiziaria complessa e controversa, ma non modificano il principio fondamentale della presunzione di innocenza: spetta agli accertamenti giudiziari stabilire se e quale rilevanza abbiano questi dati rispetto all’omicidio di Chiara Poggi.

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