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“Cosa non torna”. Strage di Crans-Montana, interviene Briatore: “Dentro quel locale…”

Immagine del locale Le Constellation a Crans-Montana

La tragica strage di Crans-Montana, avvenuta durante la notte di Capodanno all’interno del locale Le Constellation in Svizzera, solleva importanti questioni riguardo alle misure di sicurezza e alle autorizzazioni amministrative necessarie per l’esercizio di attività di intrattenimento. Flavio Briatore, noto imprenditore del settore della ristorazione e dell’intrattenimento, ha espresso una posizione netta sulle responsabilità e sulle condizioni strutturali del locale, sottolineando criticità che vanno oltre la semplice fatalità.

In un’intervista rilasciata a Il Giornale, Briatore ha definito l’incendio come un evento gravissimo e non riconducibile a caso o sfortuna. L’imprenditore ha dichiarato: “Omicidio. Non c’è dubbio: omicidio. Non mi parlate di sfortuna, di caso, di circostanze avverse. Ci sono eccome le responsabilità”. Ha inoltre evidenziato come la tragedia sia legata a scelte gestionali e carenze nelle misure di sicurezza, elementi che saranno oggetto di approfondimenti da parte degli inquirenti.

Ritratto di Flavio Briatore

Briatore ha posto particolare enfasi sul tema delle licenze e delle uscite di sicurezza, affermando che il locale non avrebbe mai dovuto ottenere il permesso di esercizio. “Come ha fatto un locale come quello a ottenere la licenza? Non si può dare la licenza a un locale che non ha uscite di sicurezza”, ha spiegato, sottolineando l’importanza della progettazione delle vie di fuga come priorità nella gestione di locali con grande affluenza di pubblico.

Briatore ha aggiunto che nei suoi locali la sicurezza viene posta prima di qualsiasi aspetto estetico o commerciale, con particolare attenzione a uscite di sicurezza ampie, visibili e facilmente accessibili. Ha inoltre ricordato di aver eliminato da tempo l’uso di candele pirotecniche nei suoi locali, preferendo sistemi elettrici per evitare rischi d’incendio.

L’indagine delle autorità svizzere

Le autorità elvetiche hanno avviato un’ampia inchiesta penale per chiarire le cause della tragedia, con ipotesi di reato quali incendio, omicidio colposo e lesioni colpose. Le indagini puntano a verificare la regolarità delle autorizzazioni, la conformità delle vie di fuga, le caratteristiche dei materiali impiegati e l’utilizzo di effetti scenici, in particolare le cosiddette “fontane di luce” applicate alle bottiglie, sospettate di aver originato l’incendio.

Parallelamente alle indagini penali, sono in corso accertamenti amministrativi e tecnici per valutare la correttezza dei controlli e delle norme applicate. La tragedia ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei locali notturni in Svizzera e in Europa, in particolare riguardo alla gestione degli affollamenti durante eventi di grande richiamo come Capodanno.

Soccorritori e forze dell'ordine a Crans-Montana dopo l'incendio

Confronto con la normativa italiana sulla sicurezza

Briatore ha evidenziato un confronto tra il sistema svizzero e quello italiano, affermando che in Italia episodi simili sarebbero difficilmente ipotizzabili grazie a normative più stringenti introdotte a seguito di tragedie passate. Ha citato in particolare eventi come l’incendio alla fiera antiquaria di Todi nel 1982 e il rogo del cinema Statuto di Torino nel 1983, che hanno portato a un significativo inasprimento delle regole per i luoghi di pubblico spettacolo.

Il capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Eros Mannino, ha illustrato l’importanza delle prescrizioni tecniche attualmente in vigore in Italia, che prevedono l’utilizzo di materiali ignifughi o incombustibili e un controllo rigoroso delle uscite di sicurezza, dei sistemi antincendio e della gestione delle capienze massime.

Questo quadro normativo mira a prevenire che incidenti accidentali possano trasformarsi in tragedie, anche se la vicenda di Crans-Montana dimostra come il rischio non possa essere mai completamente azzerato e che la cultura della prevenzione e la corretta applicazione delle norme restano fondamentali.

Le indagini in corso e il confronto tra ordinamenti nazionali potrebbero portare a un rafforzamento degli standard di sicurezza a livello europeo, con particolare attenzione ai locali frequentati da giovani e agli eventi con grandi affollamenti. Nel frattempo, le famiglie delle vittime e i feriti attendono risposte chiare, mentre il dibattito pubblico si concentra sulla necessità di prevenire ulteriori tragedie attraverso controlli più rigorosi e una maggiore responsabilità nella gestione dei locali di intrattenimento.

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