
Neanche il tempo di concludere i funerali di Brigitte Bardot a Saint-Tropez che è già scoppiata la battaglia legale per la sua eredità. A pochi giorni dall’addio alla diva francese, il figlio Nicolas-Jacques Charrier e l’ultimo marito Bernard d’Ormale hanno deciso di impugnare il testamento. Secondo quanto rivelato dalla stampa francese, la Bardot avrebbe lasciato la quasi totalità del suo patrimonio alla Fondazione Brigitte Bardot, creata nel 1986 per la difesa degli animali.
La decisione dell’attrice, che in vita aveva dedicato tutte le sue energie alla tutela del mondo animale, ha però innescato una dura reazione da parte dei familiari. Il patrimonio lasciato da B.B. ammonterebbe infatti a circa 69,5 milioni di euro, di cui il 20% in titoli di Stato e fondi d’investimento tra Italia, Francia, Germania e Spagna, e il 40% in beni immobiliari e oggetti di valore. Tra questi spicca la celebre tenuta La Madrague, a Saint-Tropez, dal valore stimato tra i 25 e i 30 milioni di euro.
Il figlio impugna il testamento: “Violate le mie quote”
La nuda proprietà della tenuta era già stata ceduta negli anni ’90 alla Fondazione, che oggi ospita centinaia di animali salvati: cani, gatti, cavalli, capre e maiali. Nel testamento, Brigitte Bardot avrebbe previsto per il figlio solo una quota del 15% del patrimonio, mentre al marito Bernard sarebbe andata una parte ancora più ridotta. Una scelta che ha spinto entrambi a rivolgersi ai tribunali per chiedere la revisione delle disposizioni.
Il più determinato sembra essere Nicolas-Jacques Charrier, 66 anni, l’unico figlio nato nel 1960 dalla relazione tra l’attrice e l’attore Jacques Charrier. Secondo quanto riferito da Il Messaggero, l’uomo avrebbe deciso di impugnare il testamento della madre “ritenendo violato il suo diritto successorio”. In base alla legge francese, infatti, un figlio unico ha diritto a ricevere almeno la metà del patrimonio del genitore, una quota che Nicolas sostiene sia stata aggirata tramite donazioni anticipate alla Fondazione.
Nel corso degli ultimi anni, la diva avrebbe trasferito gran parte dei propri beni e capitali all’ente benefico, riducendo così il valore effettivo dell’eredità spettante al figlio. È su questo punto che si concentrerà la strategia legale dei suoi avvocati, decisi a dimostrare che le donazioni avrebbero avuto lo scopo di eludere la legittima ereditaria. Una disputa che promette di durare a lungo, alimentata anche da un rapporto difficile tra madre e figlio, mai davvero ricucito.
Parallelamente, anche il marito Bernard d’Ormale, sposato con la Bardot nel 1992, ha intrapreso una causa separata. Tuttavia, secondo il diritto francese, il coniuge superstite non ha automaticamente diritto a una quota dell’eredità quando esiste un discendente diretto. Come spiegano gli esperti, la sua azione dovrà confrontarsi con una normativa che limita fortemente i diritti successori del coniuge in presenza di figli.
Il caso Bardot si preannuncia come uno dei contenziosi più discussi degli ultimi anni, anche per il valore simbolico del patrimonio conteso. Dietro la battaglia legale, resta il dilemma morale tra il diritto dei familiari e l’ultimo desiderio di una donna che aveva fatto della difesa degli animali la missione della sua vita.