Vai al contenuto

“Era al funerale ma…”. Lutto De Martino, cosa ha fatto Emma

  • Web
  • Luigi 

Il pomeriggio a Torre del Greco si è aperto in un silenzio denso, accompagnato da un freddo secco e da un clima di assoluto riserbo. Sulla collina di San Alfonso, attorno alla chiesa di San Michele, si è svolto l’ultimo saluto a Enrico De Martino, padre di Stefano. L’accesso all’area era rigidamente controllato, consentito solo ai veicoli autorizzati: una scelta precisa per proteggere la famiglia e garantire un addio lontano dai riflettori.

All’esterno, nessuna esposizione pubblica del dolore. Nessun segno vistoso, nessuna manifestazione plateale. Solo un semplice cartello di ringraziamento della famiglia De Martino-Scassillo all’ingresso della chiesa, unico gesto rivolto alla comunità per la vicinanza dimostrata. Dentro, invece, l’atmosfera cambiava: il silenzio si trasformava in commozione condivisa.

Stefano De Martino è apparso visibilmente provato. Accanto a lui la madre Maria Rosaria, che non ha mai lasciato la sua mano, sostenuta anche dalla presenza costante della figlia Adelaide e del figlio Davide. Il conduttore ha cercato più volte riparo dietro gli occhiali scuri, abbassando lo sguardo nei momenti più difficili, senza però sottrarsi a un dolore composto e profondo.

La funzione è stata celebrata da don Pasquale Paduano insieme a don Luigi Rossi, sacerdote legato da anni alla famiglia. Nell’omelia è stato tracciato il ritratto di Enrico come uomo e padre, con parole che hanno colpito tutti: «Adesso Enrico è libero e danza in cielo l’inno dell’amore e della vita eterna». Un richiamo diretto alla danza, passione che aveva segnato la sua vita e che rappresenta il filo invisibile con il percorso di Stefano.

La chiesa era piena, non per la notorietà del figlio, ma per l’affetto che Enrico aveva seminato. È stato descritto come “un grande album di famiglia”, immagine che ha restituito il senso di una vita intrecciata ai legami. Tra i presenti anche molti volti noti, arrivati con discrezione: Antonio Ricci, Alessandro Siani, Patrizio Rispo, Giovanni Esposito, Herbert Ballerina, il direttore della Rai di Napoli Antonio Parlati e Peppe Lanzetta. Presenze silenziose, unite dal rispetto.

La musica ha accompagnato i momenti più intensi. Organo e violino hanno riempito la chiesa, mentre Peppe Lanzetta ha immaginato Enrico “lassù, con Lucio Dalla che gli canta La sera dei miracoli”. Poi le note di Nuovo Cinema Paradiso di Ennio Morricone hanno sospeso il tempo. Giovanni Esposito ha letto una poesia scritta da Enrico, evocandolo come una presenza che resta “in un soffio di vento, in un battito del cuore”.

Tra chi ha voluto esserci anche Belén Rodríguez, arrivata con il figlio Santiago per salutare il nonno. Un gesto vissuto lontano dai riflettori. Nei giorni precedenti, Belén aveva condiviso sui social un’immagine semplice ma eloquente: la mano di Santiago stretta alla sua su un treno, a raccontare con delicatezza quel passaggio.

A colpire molti è stato anche il gesto di Emma Marrone. La cantante non solo ha partecipato al funerale, ma nei giorni precedenti si era recata in casa per salutare Enrico e abbracciare la famiglia. Un atto che assume un significato particolare perché Emma conosce bene quel dolore: ha definito la perdita del padre “devastante”.

In mezzo a tante presenze discrete, il comportamento di Emma ha parlato per la sua semplicità. Nessun annuncio, nessuna esposizione del dolore, solo esserci. Prima in privato, poi in chiesa, accanto a chi stava vivendo la stessa ferita. Una vicinanza silenziosa che nasce dalla condivisione di un’esperienza profonda.

Nel giorno dell’addio a Enrico De Martino, tra musica, parole e silenzi, a emergere sono stati soprattutto i legami: familiari, di amicizia, di vita. Il gesto di Emma, la discrezione di Belén, l’abbraccio lungo di Antonio Ricci a Stefano, le parole dei sacerdoti e la poesia letta in chiesa hanno composto un unico mosaico. Quello di una comunità che, per una volta, ha scelto di fermarsi, rispettare il dolore e ricordare qualcuno che continua a vivere “in un soffio di vento, in un battito del cuore”.

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure