
A mezzogiorno, mentre un treno regionale Renfe rallenta alle porte di Cartagena, nella regione di Murcia, il braccio metallico di una gru di un cantiere della società elettrica Iberdrola invade all’improvviso la linea. L’urto è laterale e secco: vetri in frantumi, urla tra i vagoni, sangue sui sedili. Sei passeggeri restano feriti in modo lieve, traffico bloccato per circa un’ora.
Paura, per fortuna senza deragliamenti, ma è il quarto episodio in quattro giorni in una settimana nerissima per la sicurezza ferroviaria in Spagna, tra regionali e alta velocità. Il Paese è ancora scosso dalla tragedia di Adamuz, dove domenica sera lo scontro tra vagoni deragliati di un Iryo e un Alvia ha provocato 45 morti. Oggi sono stati recuperati i resti degli ultimi due dispersi.
Settimana nera sui binari, tra inchieste e scioperi
Dopo aver sezionato l’ammasso di lamiere dei due vagoni finiti in una scarpata, le squadre hanno chiuso la drammatica conta delle vittime, in attesa delle identificazioni ufficiali. Intanto l’inchiesta sul deragliamento procede tra rilievi, analisi dei sistemi di sicurezza e acquisizione di documenti tecnici. Nel mirino, come sempre, finisce anche lo stato delle infrastrutture e la catena dei controlli.
“Le responsabilità saranno accertate, per azione o omissione”, ha assicurato il ministro dei Trasporti Oscar Puente, ribadendo che l’inchiesta “è complessa” e che “è prematuro trarre conclusioni”. Se l’origine fosse l’infrastruttura dell’alta velocità, ha spiegato, “si tratterebbe di un difetto molto critico, che finora non si era manifestato”. Se invece fosse legato al convoglio Iryo, “sarebbe un problemone”.
In parallelo Adif difende le verifiche sulla linea Madrid-Siviglia, rinnovata e sottoposta, sostiene, a controlli dinamici, geometrici e visivi fino a pochi giorni prima del disastro. Ma fuori dai palazzi monta la rabbia: i macchinisti parlano di rete convenzionale sottofinanziata, rispetto ai progetti AV e corridoi merci, e di “centinaia di segnalazioni” rimaste senza risposta.
Nel Nord-Est, la protesta dei macchinisti ha paralizzato le Rodalies di Renfe dopo il caso Gelida: deragliamento e morte del macchinista per il crollo di un muro di contenimento. I sindacati ricordano 693 incidenti gravi (2022-2024) e 420mila minuti di ritardi. Dopo 36 ore, Semaf firma l’intesa per ripartire con “ispezioni e controlli” su 13 linee. Le destre parlano di “falle”, il governo cita l’Era: nel 2025 gli incidenti sarebbero in calo e sotto la media Ue.