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Morte dei genitori Carlomagno, perché lo hanno fatto: la lettera, le minacce e i sospetti mai provati

Foto dei genitori di Claudio Carlomagno

La drammatica vicenda della morte dei genitori di Claudio Carlomagno continua a suscitare domande e riflessioni. Un evento che segue il femminicidio di Federica Torzullo e che si inserisce in un contesto segnato da pressioni emotive, minacce e un isolamento crescente della coppia, lasciando aperti numerosi interrogativi.

L’indagine e le prime ipotesi sulla figura paterna

Inizialmente, le autorità avevano rivolto l’attenzione anche a Pasquale Carlomagno, padre di Claudio. La mattina del delitto, avvenuto presumibilmente durante la notte, Pasquale si era recato presso la villetta di via Costantino, dove la coppia viveva. Le telecamere di sicurezza lo avevano ripreso davanti al cancello intorno alle 7 del mattino, in attesa che qualcuno aprisse.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, durante questo intervallo, il 47enne Claudio Carlomagno si sarebbe occupato di ripulire la scena del crimine e, poco dopo, avrebbe trasportato il corpo della moglie nel bagagliaio. L’uomo, sentito in interrogatorio, ha riferito di non aver sentito né il citofono né il telefono, affermazioni ritenute in parte non veritiere.

Rapporti familiari e alibi involontario

I rapporti tra padre e figlio erano tesi, sebbene condividessero la gestione di una ditta di movimentazione terra. Pasquale, senza volerlo, ha fornito un alibi parziale a Claudio, dichiarando ai carabinieri che il figlio era al lavoro quella mattina, basandosi su quanto lui stesso gli aveva riferito. L’ipotesi che qualcuno potesse aver assistito o aiutato Claudio è stata oggetto di indagine, considerati i tempi ristretti per compiere tutte le azioni contestate, ma allo stato attuale non sono emersi elementi che suggeriscano un coinvolgimento consapevole del padre.

Pressioni sociali e ruolo politico della madre

Due giorni dopo il ritrovamento, anche Maria Messenio, madre di Claudio e assessora comunale ad Anguillara, è stata al centro di un acceso dibattito mediatico e sociale. Il suo ruolo politico, in particolare la delega alla sicurezza, è stato messo sotto pressione in un clima di accuse e minacce di morte rivolte alla famiglia. La donna, ex poliziotta, aveva accompagnato il figlio a denunciare la scomparsa della moglie, poche ore prima che emergessero i tragici sviluppi della vicenda.

Rapporto interrotto con il figlio e ultime conversazioni

Maria Messenio ha riferito al procuratore Alberto Liguori di un distacco quasi totale dal figlio negli ultimi quattro anni. Claudio aveva costruito una nuova famiglia, quella della moglie, con cui era in crisi. L’ultimo contatto prima dell’omicidio era avvenuto con la madre di Federica Torzullo, un dettaglio considerato rilevante dagli inquirenti. Secondo il gip, Claudio temeva di perdere non solo la moglie, ma tutto il mondo costruito attorno a quel matrimonio ormai concluso.

Isolamento e conseguenze della tragedia

I genitori di Claudio, sotto crescente pressione per l’accanimento mediatico e investigativo sul figlio, si erano ritirati nella loro abitazione di via Tevere, combattuti tra la paura e l’angoscia per il nipote e un futuro incerto. Il giorno dell’arresto, hanno espresso poche parole di scuse per le azioni del figlio. La situazione, aggravata dalla confessione parziale e dalle nuove contestazioni legali, ha reso per loro impossibile continuare ad andare avanti.

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