Negli Stati Uniti esiste un ponte che non colpisce per curve azzardate o altezze vertiginose, ma per qualcosa di più sottile e disturbante: la sensazione di perdersi nel vuoto. È il Lake Pontchartrain Causeway, in Louisiana, una lunghissima infrastruttura che attraversa il lago omonimo collegando le due sponde con una linea di cemento apparentemente infinita. Per gran parte del tragitto non si vede terra, non si scorgono punti di riferimento, solo acqua e orizzonte piatto. Ed è proprio questa assenza visiva a renderlo, per molti automobilisti, uno dei ponti più inquietanti d’America.

Il Causeway misura quasi 24 miglia, oltre 38 chilometri, ed è stato per anni il ponte più lungo al mondo costruito interamente sull’acqua. Un capolavoro ingegneristico, fatto di migliaia di piloni che si ripetono identici sotto la carreggiata. Ma ciò che per gli ingegneri rappresenta un esempio di precisione e funzionalità, per alcuni guidatori si trasforma in una prova mentale. La ripetizione ossessiva delle strutture, l’orizzonte che non cambia e l’assenza di riferimenti laterali possono generare disorientamento, ansia e, in alcuni casi, veri e propri attacchi di panico.
Nel corso degli anni sono emerse numerose testimonianze di automobilisti costretti a fermarsi lungo il ponte, incapaci di proseguire. C’è chi racconta di aver perso la percezione della direzione, chi di aver temuto di non raggiungere mai l’altra sponda. In condizioni particolari, come nebbia o pioggia leggera, l’effetto può amplificarsi ulteriormente, facendo “sparire” visivamente il ponte davanti agli occhi. Proprio per questo, pattuglie di polizia percorrono regolarmente il Causeway, pronte a intervenire per assistere chi viene sopraffatto dalla sensazione di isolamento.

Il Lake Pontchartrain Causeway è così diventato qualcosa di più di una semplice infrastruttura: un luogo in cui il viaggio mette alla prova la mente tanto quanto il mezzo. Attraversarlo significa confrontarsi con uno spazio che sembra non finire mai, dove il paesaggio non offre appigli e l’unico riferimento resta la linea davanti a sé. Un’esperienza che, per alcuni, è solo suggestiva, ma per altri si trasforma in una sfida psicologica difficile da dimenticare.