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L’angelo col volto di Giorgia Meloni: “Ecco la foto prima del restauro”. Assurdo

Volto dell'angelo con sembianze di Giorgia Meloni cancellato

Il volto dell’angelo raffigurato nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, a Roma, con le sembianze di Giorgia Meloni è stato rimosso. A confermare l’intervento è stato il restauratore Bruno Valentinetti, che ha ammesso di aver cancellato l’immagine su indicazione del Vaticano dopo giorni di negazioni.

Valentinetti ha dichiarato: “L’ho coperto perché me lo ha detto il Vaticano. Ieri sera l’ho cancellato. A me non interessa, continuo a dire che non era la premier, ma la Curia ha voluto così e io l’ho cancellato”. Successivamente ha ritrattato parzialmente ammettendo che l’immagine ritraeva effettivamente Meloni, seppur ispirata al dipinto precedente.

Ora è previsto il ripristino dell’immagine originale della cappella del Crocifisso. La Soprintendenza speciale di Roma, su indicazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, ha avviato una ricerca d’archivio per reperire documentazione fotografica o disegni progettuali risalenti al 2000, anno di realizzazione del dipinto originario.

L’obiettivo è confrontare il dipinto originale con la decorazione attuale, risultato del restauro del 2025, al fine di verificare il rispetto dell’iconografia e dello stile decorativo, precedentemente assicurato ma non rispettato nei fatti.

Confronto tra il dipinto originale e la decorazione attuale della cappella

Polemica sull’immagine dell’angelo a San Lorenzo in Lucina

L’architetto Cino Zucchi ha rilanciato sui social la foto originale dell’angelo della basilica, scatenando immediato dibattito. Nel post, l’immagine è stata trasformata ironicamente ritraendo la premier Meloni in una figura che richiama Mussolini.

Interpellato, Zucchi ha spiegato di aver preso l’immagine dall’account Instagram di Roma Aeterna e di aver voluto proporre un contenuto ironico, senza intenzioni offensive. “Era solo un gioco”, ha detto, sottolineando il carattere satirico del suo intervento.

Immagine ironica che ritrae Giorgia Meloni in Mussolini

Verifiche e interventi da parte della Sovrintendenza

La Sovrintendenza ha avviato le verifiche per accertare la provenienza e l’autenticità dell’immagine originale, esaminando gli archivi ufficiali per valutare se la foto sia stata diffusa con autorizzazione o in modo non conforme.

La questione ha sollevato un dibattito sull’equilibrio tra ironia e rispetto nei confronti delle opere d’arte e dei simboli storici, con le autorità culturali impegnate a tutelare l’integrità dell’opera e i diritti d’autore.

Il ruolo dei social network e la satira

Zucchi ha ribadito che il suo post aveva un intento creativo e ironico, evidenziando come i social spesso favoriscano reinterpretazioni giocose di immagini note. Ha precisato che la trasformazione della figura di Meloni in Mussolini va letta esclusivamente in chiave satirica, senza motivazioni politiche o personali.

Questo episodio evidenzia come la diffusione rapida dei contenuti sui social possa complicare la distinzione tra gioco, satira e provocazione, trasformando anche immagini d’arte in temi di discussione pubblica.

Prossimi sviluppi

Le indagini della Sovrintendenza proseguiranno per stabilire con certezza l’autenticità dell’immagine originale e le modalità della sua diffusione. Rimane aperto il quesito se la foto fosse realmente disponibile online o se la sua circolazione sia avvenuta senza autorizzazione.

L’attenzione mediatica e pubblica rimane alta mentre l’architetto Zucchi continua a difendere il proprio post come un atto di ironia e creatività.

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