
Il caso Garlasco continua a suscitare attenzione a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi. Nuove consulenze tecniche e intercettazioni riportano a galla dubbi e paure che hanno caratterizzato le fasi iniziali delle indagini, mettendo nuovamente sotto la lente di ingrandimento il ruolo di Alberto Stasi e la complessità della scena del crimine.
La testimonianza della madre di Chiara Poggi nelle intercettazioni del 2007
Un’intercettazione del 2007, riportata da Mowmag.com, registra le parole della madre di Chiara, Rita Preda, che esprimeva un timore profondo: sperava che il colpevole fosse individuato, ma temeva che potesse trattarsi di un familiare. La madre confidava ai Carabinieri la speranza che si fosse trattato di un furto degenerato in tragedia, rivelando così l’incertezza e l’angoscia che avvolgevano la famiglia nelle prime fasi dell’indagine.

Le nuove consulenze tecniche e la scena del crimine
Le analisi più recenti, commissionate dalla famiglia Poggi, si concentrano sulla scena del crimine e in particolare sulla cosiddetta “camminata di Stasi” nella villetta di via Pascoli. Secondo questi studi, Stasi non avrebbe potuto evitare di lasciare tracce di sangue sul “gradino zero”, davanti alla porta del seminterrato dove è stato ritrovato il corpo di Chiara. Le simulazioni digitali, sovrapponendo le macchie ematiche ai movimenti attribuiti a Stasi, mettono in discussione l’ipotesi della “camminata pulita” formulata nelle perizie del 2009.

Questo nuovo quadro riapre alcune contraddizioni, considerando che anche le scarpe di almeno due Carabinieri entrati nella villetta il 13 agosto 2007 non presentarono tracce ematiche. Il giudice di primo grado Stefano Vitelli ha sottolineato che, sebbene sia certo che Stasi abbia calpestato sangue, non è escluso che alcune tracce siano scomparse, analogamente a quanto accaduto con altri elementi presenti sulla scena dopo la scoperta del corpo.
Strategie processuali e aggiornamenti sull’indagine
Le consulenze tecniche della famiglia Poggi sembrano orientate a rafforzare la responsabilità di Stasi piuttosto che a rivalutare la posizione di Andrea Sempio, attualmente indagato. Le nuove analisi informatiche sui computer di Chiara e Alberto indicano che la sera prima del delitto Chiara avrebbe visionato per pochi secondi una foto in una cartella contenente materiale pornografico adulto del fidanzato.

Nel frattempo, la Procura di Pavia attende la relazione super partes della dottoressa Cristina Cattaneo per decidere se archiviare o rinviare a giudizio l’indagine su Sempio. La famiglia Poggi mantiene la convinzione della colpevolezza di Stasi, già condannato e attualmente in carcere, mentre il caso resta aperto sul piano giudiziario e mediatico.
Il giallo di Garlasco permane quindi sospeso tra certezze giudiziarie e dubbi irrisolti, alimentando un continuo dibattito pubblico e scientifico sul delitto che ha segnato profondamente la comunità locale e nazionale.