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Caffè al mattino: perché è meglio aspettare 90 minuti dopo il risveglio

Appena ci svegliamo, il nostro organismo entra in una vera e propria transizione metabolica: comincia un complesso processo che porta dall’addormentamento alla veglia. Una delle molecole chiave in questa fase è il cortisolo, un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali che facilita l’aumento di vigilanza, la mobilitazione delle riserve energetiche e la sensibilizzazione del nostro metabolismo alla nuova giornata. Questo ormone segue un ritmo circadiano naturale, con concentrazioni più elevate nelle prime ore del mattino per aiutare il corpo a uscire dal sonno e a prepararsi alle attività quotidiane. Inserire subito una fonte esterna di stimolazione come la caffeina in una fase in cui il cortisolo è già al massimo potrebbe non essere così utile come si pensa.

La caffeina, principio attivo del caffè, ha effetti biochimici che in parte si sovrappongono a quelli del cortisolo. Entrambe le sostanze favoriscono l’aumento del glucosio nel sangue per fornire energia a muscoli e cervello, e interferiscono con segnali come quelli dell’adenosina, che regola la sensazione di stanchezza. Questo significa che quando beviamo caffè subito dopo il risveglio, stiamo in pratica “forzando” un ulteriore rilascio di zuccheri e di stimolazione in un momento in cui l’organismo sta già naturalmente aumentando i propri livelli di energia.

Numerose ricerche scientifiche confermano che la caffeina è in grado di aumentare i livelli di cortisolo nel sangue, almeno temporaneamente. Per esempio, studi come quello di Lovallo et al. sostengono che la caffeina stimola la secrezione di cortisolo in persone che non sono abituate a consumarla, e che nei consumatori regolari l’effetto è ridotto ma non sempre completamente assente. Questo tipo di risposta ormonale è più marcata quando la caffeina è assunta nelle prime ore del mattino, ovvero quando il cortisolo dell’organismo è già in fase di picco naturale. Queste evidenze suggeriscono che bere caffè appena svegli può “accavallare” due stimoli distinti (quello naturale e quello indotto dalla caffeina), con un conseguente aumento complessivo di stimolazione ormonale.

Per questo motivo, molti esperti suggeriscono di aspettare almeno 60–90 minuti prima di consumare il primo caffè della giornata. Lasciar passare un po’ di tempo permette al cortisolo naturale di raggiungere il picco e iniziare a scendere gradualmente, così che la caffeina non si sommi a una stimolazione già al massimo. Bere la prima tazza di caffè verso metà mattina può quindi risultare più “efficace” per sentirsi svegli e concentrati, riducendo al contempo le fluttuazioni di energia e i possibili picchi glicemici.

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