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“È soltanto una puntura d’insetto”. Invece la diagnosi è spaventosa: dramma in Italia

Primo piano di una caviglia gonfia e violacea

Enrico Facchinelli, operaio 52enne di Lavis, in provincia di Trento, racconta il suo dramma iniziato con un dolore alla caviglia scambiato per una semplice puntura d’insetto. Dopo mesi di sofferenza e diagnosi errata, la sua situazione si è rivelata ben più grave, sfociando in una invalidità riconosciuta e in una battaglia legale contro l’azienda sanitaria locale.

Nel 2023, Facchinelli si era rivolto al pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara per un gonfiore dolorante alla caviglia, ma i medici interpretarono il disturbo come una reazione da puntura d’insetto. L’operaio tornò a casa senza ulteriori accertamenti, continuando a lavorare e a convivere con il dolore per sei mesi.

La svolta arriva solo nel febbraio 2024, quando un nuovo specialista diagnostica a Facchinelli una rara forma di neoplasia del sangue, la policitemia vera Jak 2 positiva. Questa malattia del midollo osseo spiega i sintomi ignorati precedentemente e fa emergere come, già durante la prima visita, alcuni valori anomali dell’emocromo fossero presenti ma non interpretati correttamente.

L’avvocato Stefano Tomaselli, che segue il caso, sottolinea come un intervento tempestivo avrebbe potuto evitare il peggioramento delle condizioni di Facchinelli, oggi con una invalidità riconosciuta del 67% e benefici della legge 104. «Sarà effettuata una perizia medica prima di procedere con eventuali azioni legali contro l’Asuit», ha dichiarato Tomaselli, evidenziando la necessità di chiarire le responsabilità mediche.

Ingresso di un moderno ospedale europeo

Facchinelli e il suo legale hanno intrapreso una vertenza con l’Asuit, l’Azienda sanitaria universitaria del Trentino, chiedendo un risarcimento per il mancato riconoscimento tempestivo della malattia. Al momento non è stata ancora avviata una causa civile vera e propria, in attesa di un riscontro ufficiale e della quantificazione del danno subito.

Finora, l’azienda sanitaria ha richiesto la documentazione medica completa relativa ai controlli effettuati, senza rilasciare dichiarazioni sulle richieste avanzate da Facchinelli. Questa vicenda evidenzia i rischi legati a diagnosi iniziali errate e il loro impatto sulla salute, la sicurezza economica e professionale dei pazienti.

Forze dell’ordine davanti a un ospedale

Nonostante la diagnosi e il percorso legale in corso, Facchinelli mantiene un atteggiamento combattivo. Sposato e padre di due figli, affronta quotidianamente le difficoltà legate alla sua condizione di salute, alle responsabilità familiari e lavorative.

La sua storia, oltre a rappresentare un caso medico-legale complesso, è anche testimonianza di tenacia e resilienza, mentre si attende l’esito della trattativa con l’Asuit. Se non si raggiungerà un accordo, la vicenda potrebbe approdare in tribunale, aprendo un importante capitolo sulla responsabilità sanitaria e i diritti dei pazienti in Trentino.

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