
Un volto che per anni ha incarnato la lotta per la verità, una voce che non ha mai smesso di chiedere giustizia. Nella notte si è spento Claudio Sterpin, amico e difensore instancabile di Liliana Resinovich, la donna scomparsa a Trieste e trovata senza vita in circostanze ancora oggetto di controversie. Il suo impegno, saldo e determinato, ha segnato una battaglia pubblica senza tregua.
Fin dall’inizio della vicenda, Sterpin si è schierato con fermezza contro l’ipotesi del suicidio, ripetendo a gran voce che Liliana non si era tolta la vita. Questa convinzione lo ha portato a diventare un simbolo nella richiesta di fare luce su una morte avvolta da dubbi e misteri. La sua presenza era costante, sia nei media sia nelle piazze, sempre pronto a difendere con passione la memoria dell’amica.

La redazione di Quarto Grado ha voluto salutare Sterpin con parole cariche di emozione, ricordando un uomo poliedrico e appassionato. Ex bersagliere, maratoneta internazionale e autista per quarant’anni, Sterpin ha affrontato la vita con energia e spirito combattivo, qualità che ha riversato anche nella sua battaglia per la giustizia di Liliana. “Bersaglieri una volta, bersaglieri per sempre”, aveva detto con orgoglio, testimoniando la sua identità forte e radicata.

Le immagini di Sterpin impegnato nelle sue passioni — dalla maratona ai tuffi in mare a Capodanno — restituiscono il ritratto di un uomo che ha vissuto ogni momento con intensità, senza mai rinunciare a difendere la memoria di Liliana fino all’ultimo respiro.
Negli ultimi mesi, nonostante la fatica e le preoccupazioni, Sterpin non ha mai cessato di esporsi pubblicamente, convinto che il silenzio sarebbe stato un tradimento nei confronti di Liliana e di tutti coloro che aspettano risposte da Trieste.

La scomparsa di Claudio Sterpin riporta sotto i riflettori un caso che non ha mai smesso di far discutere. La vicenda di Liliana Resinovich, segnata da interrogativi e attese, continua a tenere viva l’attenzione di una comunità che non si rassegna. Sterpin, fino all’ultimo, ha incarnato la determinazione e la lealtà nella ricerca della verità.
“Lo ricorderemo così, caro Claudio: appassionato, determinato, leale. Alla sua famiglia va il nostro abbraccio più affettuoso”, conclude il messaggio della redazione, un saluto che suggella un passaggio di testimone. La voce di Sterpin si spegne, ma la sua battaglia continua a echeggiare nella memoria di chi non smetterà di chiedere giustizia.