
La scomparsa improvvisa di Laura Masiello, storica giornalista sportiva dell’Ansa, ha colpito profondamente il mondo dell’informazione. A soli 60 anni, la professionista è stata stroncata da una malattia fulminante, lasciando un vuoto nel panorama giornalistico e tra gli appassionati di sport che l’avevano seguita con stima e affetto.
La sua carriera si è sviluppata tra Napoli, Potenza e Roma, città in cui ha consolidato la sua esperienza e passione per il calcio, ereditata dal padre Nino. Fin da bambina, Laura aveva vissuto momenti iconici come i mondiali di Italia ’90, seguendo le gesta di campioni come Maradona. La sua dedizione al giornalismo sportivo si è tradotta in un lavoro meticoloso e attento, che le ha permesso di diventare caposervizio aggiunto della redazione sportiva dell’agenzia.
La sua precisione e scrupolosità le avevano valso il soprannome di “secchiona” tra i colleghi, un vezzeggiativo che rifletteva il suo impegno costante nel garantire cronache accurate e aggiornate. La passione per il Napoli non ha mai compromesso la sua obiettività, qualità essenziale nel suo lavoro quotidiano.

Un percorso professionale ricco di eventi sportivi
Laura Masiello ha raccontato con professionalità e passione le emozioni di grandi competizioni come la Serie A, la Champions League, le Universiadi e la Ryder Cup a Roma. La sua capacità di lavorare in team e di sostenere i colleghi ha contraddistinto il suo operato, contribuendo a costruire un ambiente di lavoro collaborativo e rispettato da atleti e dirigenti sportivi.

I funerali e il ricordo della comunità
I funerali di Laura Masiello si terranno domani alle 10 presso la Chiesa delle suore Betlemite a Napoli. La città e la comunità giornalistica si preparano a dare l’ultimo saluto a una professionista che ha lasciato un segno indelebile nel giornalismo sportivo italiano, un esempio di dedizione e passione per il racconto degli eventi sportivi.