
Una tragedia si è consumata nella mattinata di venerdì 20 febbraio a Palazzo Chigi, dove una addetta alle pulizie di 67 anni è deceduta a causa di un malore improvviso. La donna, dipendente di una cooperativa incaricata dei servizi di pulizia tramite appalto, era vicina al pensionamento. I tentativi di soccorso si sono rivelati purtroppo inutili.
L’episodio è avvenuto nelle prime ore del mattino mentre la lavoratrice stava svolgendo le sue mansioni nel cortile della sede della Presidenza del Consiglio. Secondo le ricostruzioni, la donna ha accusato un malore improvviso ed è caduta a terra sotto gli occhi dei presenti.

I soccorsi e il tentativo di rianimazione
Immediatamente è stata attivata la macchina dei soccorsi. Il primo intervento è stato effettuato dal medico in servizio a Palazzo Chigi, che ha iniziato le prime cure in attesa dell’arrivo del personale del 118. Sul posto sono giunte un’automedica e un’ambulanza.
Il personale sanitario ha praticato a lungo le manovre di rianimazione cardiopolmonare nel tentativo di stabilizzare la paziente. Il massaggio cardiaco è stato eseguito per diversi minuti, in una situazione clinica fin da subito molto critica. Dopo i primi interventi, la donna è stata trasportata d’urgenza in ospedale, dove però il decesso è stato constatato poco dopo l’arrivo, nonostante gli sforzi dei medici.

Il cordoglio delle istituzioni
La notizia ha profondamente colpito il personale e gli ambienti istituzionali. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e il segretario generale di Palazzo Chigi, Carlo Deodato, si sono recati in ospedale per incontrare i familiari e manifestare il proprio cordoglio.
La donna lavorava da tempo all’interno della sede governativa, nell’ambito di un contratto di appalto affidato a una cooperativa di servizi. Era prossima al pensionamento, traguardo ormai vicino dopo anni di attività.
Al momento non sono state fornite ulteriori informazioni sulle cause precise del decesso, che è stato attribuito a un arresto cardiaco improvviso.
Questo episodio richiama l’attenzione sulla vulnerabilità della vita e sull’importanza delle persone che, spesso lontane dai riflettori, assicurano il funzionamento quotidiano delle istituzioni italiane.