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“È il funerale dell’auto elettrica!” I 22 miliardi di perdita che seppelliscono un altro mito della sinistra

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  • Luigi 

Nel 2025 il gruppo automobilistico Stellantis N.V. ha registrato un risultato economico decisamente negativo, una delle peggiori performance della sua storia recente, con perdite nette superiori a 22 miliardi di euro. La cifra, che segue anni di profitti consistenti, ha spinto la direzione a prendere decisioni strategiche radicali e a rivedere le previsioni per gli anni a venire.

Il risultato negativo è legato principalmente a un riassetto profondo della strategia prodotta dal cambio di approccio nei confronti delle auto a batteria. Dopo aver puntato pesantemente sullo sviluppo di veicoli elettrici, l’azienda ha dovuto procedere “al reset delle sue ambizioni”, con oneri straordinari che derivano dall’annullamento di piattaforme e modelli che non avrebbero raggiunto la massa critica di vendite prevista. Antonio Filosa, CEO del gruppo, ha spiegato che “i risultati 2025 riflettono il costo di sopravvalutare il ritmo della transizione energetica”, sottolineando l’esigenza di riallineare l’offerta alla domanda reale dei clienti.

Una parte rilevante del dibattito riguarda proprio il peso delle auto elettriche sul bilancio 2025. Secondo la direzione Stellantis, il rallentamento delle vendite di modelli elettrici, unito alla fine di alcuni incentivi in mercati chiave come gli Stati Uniti, ha inciso in misura significativa sulle performance complessive. Questo ha portato la casa automobilistica a rafforzare l’offerta di motorizzazioni ibride e tradizionali a combustione interna per intercettare segmenti dove la domanda resta più robusta.

Tuttavia, diversi analisti e commentatori ritengono che l’elettrico sia solo una delle cause del rosso nei conti. In particolare, è stato evidenziato che alcuni nuovi modelli non sono riusciti a decollare sul mercato e che la gestione dei lanci, insieme a problemi di qualità su alcune vetture, ha peggiorato la situazione complessiva. Il risultato è stato un calo del fatturato e una pressione sui margini, specie in regioni competitive come l’Europa e il Nord America.

Guardando avanti, la dirigenza ha fissato obiettivi più cauti per il 2026. Filosa ha dichiarato che l’azienda lavorerà per “continuare a colmare i gap di esecuzione del passato, aggiungendo ulteriore slancio al nostro ritorno a una crescita redditizia”. Le previsioni includono un aumento moderato dei ricavi e il ritorno a un margine operativo leggermente positivo, anche se il percorso verso la piena redditività richiederà tempo e l’adattamento dell’offerta alle preferenze di un mercato in rapido cambiamento.

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