
Prima di affermarsi come uno dei volti più noti della politica italiana, Elly Schlein ha costruito un percorso articolato che unisce formazione accademica, impegno culturale e attività nel mondo della comunicazione. La sua esperienza non si limita all’attivismo, ma include anche un lavoro concreto nel settore audiovisivo e nell’organizzazione di iniziative pubbliche.
Dopo aver concluso gli studi al liceo di Lugano, si trasferisce a Bologna, dove intraprende inizialmente il percorso al DAMS. In seguito sceglie di proseguire con Giurisprudenza, laureandosi con il massimo dei voti. Le sue tesi affrontano temi legati ai diritti, alle migrazioni e al sistema carcerario, ambiti che diventeranno centrali anche nel suo impegno futuro.

Parallelamente agli studi, si avvicina al mondo del cinema. Scrive recensioni e contributi critici per blog e testate, frequentando per anni il Festival del Film di Locarno. Ma la sua attività non si limita alla scrittura: prende parte anche alla realizzazione del documentario “Anija – La Nave” di Roland Sejko, prodotto dall’Istituto Luce – Cinecittà, che racconta l’esodo dall’Albania verso l’Italia negli anni Novanta. Il progetto ottiene il David di Donatello nel 2013 come miglior documentario, segnando una tappa significativa nel suo percorso professionale prima della politica.
Durante gli anni universitari, sviluppa inoltre competenze legate alla comunicazione e all’organizzazione. Si occupa di grafica, eventi e iniziative all’interno delle associazioni studentesche, venendo eletta per due volte rappresentante in Consiglio di Facoltà. Partecipa anche alla creazione dell’associazione Progrè, impegnata in attività di inchiesta e sensibilizzazione su temi sociali come carcere e immigrazione.

Un passaggio importante arriva con l’esperienza negli Stati Uniti, dove prende parte come volontaria alla campagna elettorale di Barack Obama a Chicago. Un’esperienza che racconta anche attraverso un blog personale e che le consente di entrare in contatto con il modello delle campagne partecipative, basate sull’organizzazione dal basso e sul coinvolgimento diretto dei cittadini.
Con il tempo, l’impegno attivista si struttura sempre di più fino a sfociare nella candidatura alle elezioni europee del 2014, quando viene eletta al Parlamento europeo. Da quel momento il suo percorso si sposta stabilmente all’interno delle istituzioni.

Prima dell’ingresso in politica, la sua attività si concentra principalmente su tre ambiti: il lavoro nel cinema e nei documentari, la scrittura e la critica cinematografica, e la comunicazione legata a progetti e iniziative associative. Un insieme di esperienze che ha contribuito a definire il suo approccio, caratterizzato da attenzione al linguaggio, alla narrazione e alla costruzione di reti partecipative.
Alla domanda se fosse avvocata, la risposta è che ha conseguito la laurea in Giurisprudenza con il massimo dei voti, ma la sua attività professionale prima della politica si è sviluppata soprattutto nel campo della comunicazione e del cinema. Per quanto riguarda il suo ruolo nel settore audiovisivo, ha collaborato al documentario “Anija – La Nave” di Roland Sejko e si è dedicata alla scrittura e alla critica cinematografica.