
Negli ultimi giorni l’attenzione delle autorità sanitarie si è concentrata su un aumento significativo dei casi di epatite A, in particolare nel Sud Italia. I numeri mostrano una crescita rispetto agli anni passati e non si tratta più di episodi isolati: segnalazioni arrivano anche da altre zone del Paese, mantenendo alto il livello di allerta e rafforzando le misure di prevenzione.
Uno dei quadri più evidenti emerge dall’Ospedale Cotugno, dove risultano attualmente 60 pazienti ricoverati, con altre tre persone in pronto soccorso. «Nel mese di marzo siamo a 89 contagiati, un assoluto picco», ha spiegato l’infettivologa Novella Carannante. A questi dati si aggiungono ulteriori ricoveri registrati il 25 marzo, segno di una situazione ancora in evoluzione.

Tra le indicazioni fornite dagli esperti, grande attenzione viene posta sull’alimentazione. «I frutti di mare vanno mangiati ben cotti, frutta e verdura lavate accuratamente», ha sottolineato Carannante. Secondo quanto emerso, molti dei pazienti ricoverati avrebbero consumato mitili prima di ammalarsi, anche se le verifiche si estendono ad altri alimenti considerati a rischio.

Sotto osservazione anche il consumo di sushi. L’abbattimento del pesce, infatti, non viene ritenuto sufficiente per eliminare il virus dell’epatite A, motivo per cui viene raccomandata particolare prudenza.
Il fenomeno, però, non riguarda solo la Campania. In diverse regioni sono stati segnalati casi che contribuiscono a delineare un quadro più ampio. A Padova è stato registrato un contagio legato a un turista rientrato dopo un soggiorno a Napoli. A Catanzaro si contano due ricoveri e quattro persone sotto osservazione, mentre nella provincia di Latina sono stati rilevati 24 casi recenti. Le Asl hanno avviato controlli su ristoranti e filiere alimentari per individuare eventuali criticità e contenere la diffusione.

Sul fronte della prevenzione, viene ribadita l’importanza della tracciabilità dei prodotti. Coldiretti Pesca invita alla cautela senza creare allarmismi, sottolineando che sono in corso verifiche sulla qualità delle acque e dei prodotti ittici. Ai consumatori si raccomanda di acquistare solo alimenti certificati e di consumarli ben cotti.
L’obiettivo resta quello di limitare i contagi e proteggere sia la salute pubblica sia le attività che operano nel rispetto delle norme, in una fase in cui la situazione richiede attenzione costante e comportamenti responsabili.