
Un momento di festa si è trasformato in tragedia nella zona industriale di Covo, dove un agguato ha spezzato vite e creato sconcerto. Il silenzio della notte è stato rotto da una pioggia di colpi che ha lasciato a terra due uomini, mentre il luogo che avrebbe dovuto accogliere la celebrazione religiosa ora porta i segni di un vile attacco. Dietro questa violenza, resta il mistero di un gesto che colpisce al cuore la convivenza e la fede di una comunità radicata da anni.

Una sparatoria avvenuta poco prima della mezzanotte ha trasformato via Campo Rampino in un luogo di morte. Sono due gli uomini trovati senza vita: entrambi di origine indiana e di 48 anni, Rajinder Singh, residente a Covo e padre di tre figli, nonché ex presidente del centro locale, e Gurmit Singh proveniente da Agnadello. L’aggressione è scattata proprio mentre uscivano dal capannone adibito a tempio sikh, l’associazione Gurudwara Mata Sahib Kaur Ji. Sul selciato sono stati rinvenuti una decina di bossoli, segno di un attacco spietato che ha superato di gran lunga i colpi necessari per uccidere.

Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, due persone a bordo di un’auto si sarebbero avvicinate al tempio e avrebbero aperto il fuoco. Singh Govindpa, presente sul posto, ha raccontato: «C’erano molte persone al tempio, stavamo preparando la festa per la nascita della religione sikh. Un uomo di Antegnate, frequentatore del tempio, ha sparato. Non ha colpito solo le vittime, ma anche un’altra persona è stata sfiorata». Questa comunità, presente da quindici anni, è sempre stata considerata un modello di integrazione pacifica.
Il sindaco di Covo, Andrea Cappelletti, ha espresso il proprio sgomento: «Sono sindaco da 12 anni e loro erano qui anche prima. Non ci sono mai stati problemi, anzi mi sembra una comunità ben integrata». Proprio oggi era prevista la manifestazione religiosa con il tradizionale corteo colorato. «Ogni anno riceviamo il loro invito, e oggi avremmo dovuto partecipare io o il vicesindaco. Nel pomeriggio si sarebbe svolto il corteo e il banchetto», ha aggiunto, manifestando perplessità su un possibile legame tra la festa e la violenza. Intanto i carabinieri indagano senza sosta per chiarire i motivi di questo duplice omicidio che ha scosso profondamente la Bassa Bergamasca.