
Continuano le indagini sulla rapina avvenuta il 16 aprile 2026 alla Banca di Napoli. Le prime ricostruzioni indicano un’azione ben organizzata, condotta da un gruppo numeroso che ha sfruttato passaggi sotterranei per muoversi con rapidità e coordinazione.
Per evitare allarmi e rumori, i rapinatori hanno usato attrezzi manuali come le cazzuole, evitando strumenti rumorosi che potessero attirare l’attenzione nella zona di Salvator Rosa. Gli esperti che seguono il caso definiscono l’operazione particolarmente ordinata e precisa.

Emergono nuovi dettagli sull’identità di uno dei rapinatori. Secondo quanto riportato da una fonte interna durante la trasmissione Confidential Live su Fanpage.it, il terzo uomo entrato nella banca sarebbe un cinquantenne del centro storico di Napoli, già noto alle forze dell’ordine per reati simili.
Non è stato possibile riconoscerlo tramite il volto, nascosto da una maschera, ma gli investigatori hanno puntato su un elemento particolare: la sua camminata distintiva. L’analisi biometrica del movimento potrebbe quindi essere la chiave per la sua identificazione.
Secondo la stessa fonte, in città operano solo “quattro o cinque specialisti” capaci di organizzare un colpo con queste modalità, restringendo così il campo degli indagati.

La rapina sarebbe stata condotta da due gruppi principali: tre persone sono entrate dai piani superiori, mentre le altre sette hanno raggiunto il caveau passando per i sotterranei.
Fondamentale il ruolo dei basisti: uno dentro alla banca per monitorare i movimenti del personale, l’altro in un’azienda che gestisce la rete fognaria cittadina, indispensabile per orientarsi nei tunnel.
L’intera operazione all’interno della banca è durata circa cinquanta minuti, durante i quali sono state svuotate circa cinquanta cassette di sicurezza. Un dato che testimonia una preparazione approfondita e una conoscenza precisa degli obiettivi.
I rapinatori hanno adottato diverse strategie per depistare: hanno indossato abiti pesanti e tute colorate, oltre a maschere con volti di personaggi famosi, come The Rock, per evitare il riconoscimento e confondere chi era presente.
Per ostacolare i sistemi di sicurezza e rallentare le indagini, è stato spruzzato il contenuto di più estintori, saturando l’aria con polvere bianca. Inoltre, il gruppo ha lasciato intendere di essere ancora all’interno e disponibile a trattare, anche se si era già allontanato tramite le fogne.
Al momento non è stato possibile quantificare il bottino: le cassette di sicurezza non permettono una stima immediata del valore sottratto, che potrà essere confermato solo dai titolari. Le indagini proseguono per chiarire responsabilità e ricostruire tutte le fasi della rapina in banca a Napoli.