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Imu, chi non deve pagarla più da oggi: la sentenza che cambia tutto

La questione dell’applicazione dell’IMU sull’abitazione principale si arricchisce di un nuovo importante orientamento giurisprudenziale. La Corte di Cassazione ha infatti stabilito che la locazione parziale di un immobile non comporta automaticamente la perdita del diritto all’esenzione, a patto che il proprietario continui a dimorarvi abitualmente e risieda anagraficamente.

Con l’ordinanza n. 8236 del 2 aprile 2026, la Corte di Cassazione è intervenuta su una controversia nata a seguito di avvisi di accertamento emessi da un Comune per le annualità 2017 e 2018. L’amministrazione locale aveva contestato alla contribuente la qualificazione dell’immobile come abitazione principale, escludendo l’esenzione IMU a causa della locazione parziale di una porzione dell’immobile.

I giudici, tuttavia, hanno respinto tale impostazione, confermando che la locazione limitata non pregiudica il diritto all’esenzione, purché rimangano inalterati i requisiti di dimora abituale e residenza anagrafica nel bene.

Immagine relativa alla sentenza IMU e abitazione principale

La sentenza si allinea a quanto già espresso dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 209/2022, che ha definito l’abitazione principale come l’immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il proprietario dimora abitualmente e risiede anagraficamente.

Il principio è chiaro: la permanenza effettiva del contribuente nell’immobile è l’elemento determinante, che non viene meno se una parte dell’abitazione è concessa in locazione a terzi.

Questa interpretazione supera il precedente orientamento che subordinava l’esenzione alla presenza stabile di tutto il nucleo familiare nell’immobile.

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La decisione rafforza un orientamento già presente nella prassi amministrativa e nelle indicazioni fornite dal Ministero dell’Economia con la circolare n. 3/2012, che tende a tutelare i contribuenti in situazioni di locazione parziale.

Dal punto di vista operativo, questo limita la possibilità per i Comuni di applicare interpretazioni restrittive che fino ad oggi avevano generato numerosi contenziosi e ricorsi.

Il risultato è una maggiore certezza del diritto e una riduzione delle controversie tra cittadini e amministrazioni locali in materia di IMU.

Calcolo IMU 2023

La pronuncia della Cassazione chiarisce che l’affitto di una porzione dell’abitazione non comporta la perdita automatica dell’esenzione IMU per la prima casa. La condizione imprescindibile resta la dimora abituale e la residenza anagrafica del proprietario nell’immobile.

Si tratta di un importante passo verso la stabilizzazione dell’interpretazione normativa, con effetti diretti sulla gestione fiscale degli immobili e sulle relazioni tra contribuenti e amministrazioni comunali.

Rimane da vedere come questa linea verrà recepita in modo uniforme dai Comuni e se contribuirà a ridurre in modo duraturo il contenzioso in materia.

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