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Silvia Salis, guaio da un milione di euro: il verdetto pesantissimo

Silvia Salis

Il Tribunale amministrativo regionale della Liguria ha emesso una sentenza che scuote la gestione degli eventi pubblici a Genova. La gara per l’organizzazione del concerto di Capodanno 2025, previsto in piazza della Vittoria con i Pinguini Tattici Nucleari, è stata dichiarata illegittima. La decisione, che arriva mesi dopo lo svolgimento dell’evento, coinvolge direttamente l’amministrazione comunale guidata da Silvia Salis e apre scenari complessi sia sul piano tecnico che politico.

Al centro della sentenza del Tar c’è il ricorso presentato dalla società Duemila Grandi Eventi, inizialmente vincitrice e poi esclusa dalla procedura. I giudici hanno rilevato che l’esclusione si basava sull’assenza di contratti firmati con gli artisti, documentazione che invece, secondo il bando, doveva essere presentata solo dopo l’aggiudicazione. Il Tar ha quindi stabilito che l’amministrazione ha modificato le regole in corsa, violando il principio di correttezza della gara.

Inoltre, è stata sottolineata la mancanza di un contraddittorio, poiché la società esclusa non ha avuto modo di replicare o chiarire prima della decisione definitiva. Questo ha comportato una violazione dei principi di trasparenza, parità di trattamento e concorrenza, fondamentali nella pubblica amministrazione.

Nonostante le irregolarità, l’evento si è regolarmente svolto ed è stato pagato. Tuttavia, il costo iniziale previsto di circa 736 mila euro è salito fino a superare la soglia del milione di euro. Il Tar ha precisato che l’evento resta valido e senza effetti retroattivi, ma ha dichiarato inefficace il contratto per il futuro, rendendo necessario rifare la gara.

Con l’annullamento dell’esclusione e dell’aggiudicazione, il Comune di Genova dovrà riaprire la procedura di gara. I termini sono stringenti: dieci giorni per l’avvio e trenta per la conclusione, garantendo questa volta il rispetto rigoroso delle regole e la possibilità di un confronto reale tra i partecipanti.

Questa decisione potrebbe complicare la pianificazione degli eventi futuri previsti dal bando triennale, imponendo una gestione più attenta e trasparente.

La sentenza del Tar ha riacceso il dibattito politico. Le opposizioni, rappresentate da Ilaria Cavo e Lorenzo Pellerano di Noi Moderati, hanno contestato la gestione della giunta Salis, mentre Fratelli d’Italia ha denunciato la «caduta del mito della trasparenza». Al di là delle polemiche, resta la constatazione di un errore amministrativo rilevante certificato dai giudici.

La vicenda non si chiude con la sentenza. La società esclusa ha avanzato una richiesta di risarcimento danni economici, attualmente congelata in attesa della conclusione della nuova gara. Intanto, il Comune è stato condannato al pagamento di 5 mila euro per spese legali, una cifra simbolica che testimonia le criticità gestionali emerse.

Pur essendo passato tempo dall’evento, le conseguenze legali e amministrative sono ancora aperte e potrebbero comportare ulteriori sviluppi nei prossimi mesi.

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