
La vicenda non nasce oggi e, anzi, negli ultimi mesi è rimasta al centro di un’inchiesta complessa, fatta di ricostruzioni parziali, testimonianze contrastanti e continui aggiornamenti. Fin da subito erano emerse criticità legate alla sicurezza del locale e alla gestione dei momenti successivi allo scoppio dell’incendio, con dubbi su materiali utilizzati e procedure di emergenza. Le famiglie delle vittime non hanno mai smesso di chiedere chiarezza, denunciando possibili omissioni e chiedendo che venisse fatta piena luce su quanto accaduto quella notte.

Nel video emerso in queste ore, registrato dalle telecamere interne del locale Constellation, si concentrano ora elementi considerati decisivi dagli inquirenti. In circa otto minuti di immagini viene ricostruita la fase iniziale dell’incendio: si vede chiaramente Jessica Moretti accendere dei candelotti scintillanti sulle bottiglie, che entrano poi in contatto con i pannelli fonoassorbenti non ignifughi, provocando l’innesco delle fiamme. Una sequenza che, secondo la Procura, potrebbe chiarire definitivamente la dinamica del rogo.
Ma è un altro dettaglio a colpire e ad alimentare le polemiche. Nel momento in cui l’incendio si sviluppa, la stessa Jessica Moretti è visibile mentre si fa strada tra la folla e raggiunge l’uscita. Secondo quanto riferito dai genitori di Trystan, Michel e Vinciane, morti nel rogo, la donna non avrebbe lanciato alcun allarme, pur avendo compreso la gravità della situazione. «Fugge mentre gli altri non capiscono cosa sta succedendo», hanno dichiarato, sottolineando il peso di quei secondi decisivi.
Il filmato, ora al centro dell’inchiesta, non si limita a ricostruire l’origine dell’incendio, ma apre anche interrogativi sul comportamento tenuto nei momenti immediatamente successivi, destinati a diventare centrali nelle prossime fasi giudiziarie.