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“Esce dal carcere e…”. Garlasco, arriva la notizia su Stasi

Alberto Stasi lascia il carcere di Bollate

Le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi hanno registrato un cambiamento significativo nel 2026: la Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio un invito a comparire con l’accusa di omicidio volontario aggravato da crudeltà e motivi abietti. La nuova ipotesi investigativa, basata su approfondite analisi medico-legali e sulla revisione delle tracce ematiche, indica che il trentottenne avrebbe agito da solo, infliggendo almeno dodici colpi alla vittima, anche quando questa era già incosciente. Questa revisione dei fatti contrasta con le precedenti verità processuali e apre la strada a possibili richieste di revisione del processo, che coinvolgono direttamente Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio.

Alberto Stasi, attualmente detenuto nel carcere di Bollate, ha iniziato a usufruire del regime di semilibertà, uscendone ogni mattina per svolgere un’attività lavorativa come contabile presso uno studio professionale. La sua immagine, catturata da TgCom24, mostra l’ex studente della Bocconi mentre lascia la struttura penitenziaria per recarsi al lavoro, segnando un momento di rilievo nel percorso di esecuzione della pena.

Nonostante l’attenzione mediatica che accompagna la sua figura da oltre un decennio, Alberto Stasi ha mantenuto un atteggiamento di totale riservatezza di fronte alle domande dei giornalisti. Il silenzio, ormai una costante, assume particolare rilievo in questa fase, in cui la sua uscita parziale dal carcere riapre ferite ancora presenti nell’opinione pubblica. L’ex condannato ha evitato ogni confronto verbale, concentrandosi esclusivamente sul tragitto verso il luogo di lavoro, confermando la linea di discrezione adottata fin dal processo. Tale comportamento riflette la volontà di separare la dimensione privata dalla pressione mediatica e dal dibattito pubblico che continua a suscitare divisioni sul caso.

Il delitto risale ad agosto 2007, quando il corpo di Chiara Poggi fu rinvenuto senza vita nella villetta della famiglia a Garlasco. Da allora, il caso è stato uno dei più seguiti nella cronaca nera italiana, caratterizzato da complesse perizie, analisi del DNA e controversie sulle impronte digitali rinvenute. La condanna definitiva di Stasi è arrivata dopo un lungo iter giudiziario, che ha stabilito la sua responsabilità nell’omicidio, avvenuto in un momento di impeto. L’attuale situazione di semilibertà di Stasi, che lo vede camminare liberamente seppur con rigide prescrizioni, ha suscitato reazioni contrastanti tra chi sostiene il percorso di rieducazione e chi invece percepisce ancora un senso di ingiustizia per la giovane vita spezzata.

La concessione della semilibertà a Alberto Stasi rientra nelle misure alternative previste per i detenuti con condotta irreprensibile durante la detenzione. Il carcere di Bollate, noto per le sue iniziative di reinserimento sociale, offre percorsi lavorativi che mantengono il legame con la realtà esterna. Per Stasi, l’impiego come contabile rappresenta non solo un sostegno economico e un modo per adempiere a eventuali obblighi civili, ma anche un esercizio di responsabilità indispensabile per il ritorno alla libertà completa. La gestione contabile richiede precisione e isolamento, caratteristiche che sembrano compatibili con la sua personalità, mentre prosegue il suo percorso di espiazione lontano dal clamore giudiziario, ma sempre sotto la sorveglianza attenta di chi non dimentica la tragedia di Garlasco.

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