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“Rinforzi per i carabinieri”. Importante decisione del ministro Piantedosi

La nuova scia di sangue che attraversa la Puglia, tra i due omicidi avvenuti a Bisceglie e le recenti sparatorie esplose nei vicoli di Bari Vecchia e nel quartiere Libertà, ha acceso i riflettori del Viminale su un territorio dove la tensione sul fronte della sicurezza è cresciuta in modo evidente. Episodi ravvicinati, segnali inquietanti e un clima di crescente allarme hanno imposto un monitoraggio costante da parte del ministero dell’Interno, deciso a intervenire con rapidità davanti a una situazione che negli ultimi giorni ha mostrato elementi di forte criticità.

Proprio per questo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si prepara a raggiungere la Puglia nei prossimi giorni, con l’obiettivo di fare personalmente il punto sull’emergenza sicurezza dopo i più recenti fatti di cronaca. La visita rappresenta un passaggio politico e operativo di rilievo: sul tavolo ci sarà un confronto con prefetti, questori e vertici delle forze dell’ordine, chiamati ad analizzare nel dettaglio il quadro attuale e a rafforzare la strategia di contrasto alla criminalità. Un segnale chiaro di attenzione istituzionale, che conferma come Roma stia seguendo da vicino l’evoluzione di quanto accade sul territorio pugliese.

Ma mentre si attende l’arrivo del titolare del Viminale, un primo risultato concreto è già stato raggiunto proprio sul fronte del rafforzamento della sicurezza a Bisceglie, uno dei centri maggiormente scossi dai recenti episodi. La prefettura della Bat ha infatti disposto “un controllo mirato del territorio grazie anche alla assegnazione di 10 carabinieri che renderanno ancora più incisivo il lavoro a contrasto della criminalità organizzata”. Una decisione che si inserisce nella linea di fermezza sostenuta dal ministro Piantedosi e che rappresenta una risposta immediata alla crescente preoccupazione dei cittadini.

Il provvedimento è stato definito dalla prefetta Flavia Anania durante la riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata il Primo Maggio all’indomani dell’omicidio di Angelo Pizzi. Il sessantaduenne è stato ucciso con alcuni colpi di pistola mentre lavorava in un ristorante del centro storico di Bisceglie, un delitto che ha profondamente colpito la comunità locale e che ha imposto una riflessione urgente sui possibili scenari criminali dietro l’agguato. All’incontro hanno partecipato i vertici provinciali delle forze dell’ordine e il sindaco Angelantonio Angarano, impegnati in “un’approfondita analisi del contesto di sicurezza” anche in relazione “ai possibili collegamenti con contesti della criminalità comune e organizzata”.

Emerge con maggiore forza il successo della linea adottata dal Viminale guidato da Piantedosi. La Prefettura ha infatti annunciato che “è stata disposta una marcata intensificazione dei servizi di controllo del territorio anche attraverso l’attuazione di mirati servizi straordinari ad alto impatto”, rafforzando così in modo significativo la presenza dello Stato sul territorio. Non solo: è anche “in corso di completamento l’iter amministrativo finalizzato all’apertura di un posto di Polizia a Bisceglie, quale ulteriore presidio a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”. Un doppio passo che trasforma l’emergenza in un’occasione per consolidare stabilmente la rete di sicurezza.

Nel momento in cui la Puglia si confronta con una recrudescenza della violenza criminale, l’incremento dei carabinieri e il futuro presidio di polizia a Bisceglie diventano così il simbolo di una risposta istituzionale concreta, voluta e accelerata sotto la regia del ministro Piantedosi. “Il Prefetto – si legge – assicura il massimo livello di attenzione e conferma che ogni ulteriore iniziativa ritenuta utile sarà tempestivamente adottata per garantire condizioni di sicurezza e legalità a tutela della collettività”. Parole che rafforzano l’idea di una strategia precisa: trasformare una fase critica in un’azione incisiva contro la criminalità, restituendo sicurezza a un territorio che chiede protezione e presenza dello Stato.

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