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Garlasco, parla Feltri: “Fatemi dire una cosa su Sempio e Stasi”

Vittorio Feltri, direttore editoriale de Il Giornale, ha espresso un giudizio netto sulla vicenda di Garlasco durante un’intervista a TgCom24, mettendo in discussione sia la condanna di Alberto Stasi sia le nuove indagini su Andrea Sempio. Feltri definisce entrambi innocenti e critica duramente il sistema giudiziario italiano, definendolo “schizofrenico”.

Feltri conosce personalmente Alberto Stasi, con cui ha un rapporto di amicizia consolidato nel tempo, basato anche su incontri frequenti in ambito privato. Questa conoscenza diretta rafforza la sua convinzione sull’innocenza di Stasi: “L’ho conosciuto bene ormai. E quando conosci una persona, nel giro di due o tre incontri, te ne rendi conto: lui non c’entra nulla. Mai visto nei suoi occhi lo sguardo di un assassino”.

La certezza di Feltri sull’estraneità di Stasi ai fatti risale al primo giorno delle indagini e non è mai stata scalfita, neppure dalle sentenze definitive della Cassazione: “Come si fa a dire che è stato lui? Bastavano dieci minuti di attenzione. Nel processo di primo grado e di secondo grado è stato assolto. Non è normale la sentenza della Cassazione: quelle di primo e secondo grado dicono già tutto molto bene”.

Durante l’intervista, Feltri estende il suo giudizio di innocenza anche al nuovo indagato Andrea Sempio, sottolineando come anche lui sia vittima di una “macchina del fango” giudiziaria e mediatica: “La mia sensazione è che non c’entri nulla nemmeno lui, ma temo che venga triturato dalla stessa macchina del fango”. La convinzione di Feltri si basa sulla presunta debolezza delle prove raccolte contro Sempio. La diffidenza verso la magistratura è totale: “Non mi fido di questa giustizia”, afferma senza esitazioni.

Feltri descrive il sistema giudiziario italiano come “schizofrenico”, riferendosi in particolare al caso Garlasco. Critica la sentenza di Cassazione del 2015 che ha annullato due assoluzioni precedenti e condannato definitivamente Stasi: “La giustizia è schizofrenica: si condanna una persona assolta due volte? Una follia”.

Secondo Feltri, la vicenda ha visto una catena di errori giudiziari: “Tranne i primi due gradi di giudizio, fatti cum grano salis. Ma i giudici della Cassazione hanno completato l’opera”. Anche la stampa, a suo avviso, non ha contribuito a una corretta informazione: “Si è seguita più l’onda che l’intelligenza”.

Feltri racconta un episodio chiave, un incontro in un ristorante con la procuratrice generale di Milano, nota come Nanni, che stima profondamente. In quell’occasione ha condiviso con lei le sue perplessità sul caso: “Una volta, al ristorante, abbiamo parlato di Garlasco e le ho detto la mia: magari le ho insinuato il dubbio”. Un momento che testimonia il coinvolgimento personale di Feltri nella vicenda.

Feltri descrive Alberto Stasi come un uomo segnato ma sereno nella propria innocenza: “È un ragazzo timido e calmo, lo lascio in pace: non voglio disturbarlo. Tanto sappiamo entrambi come sono andate le cose”. L’ultimo incontro risale a circa un mese fa e oggi i due parlano principalmente di calcio, mentre la storia giudiziaria di Garlasco rimane ancora aperta e controversa.

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