
La tragedia che ha colpito una madre e la sua figlia nel basso Molise si arricchisce di nuovi dettagli, mentre l’inchiesta sull’avvelenamento da ricina entra in una fase cruciale. Le autorità investigative hanno concentrato l’attenzione su un ristretto gruppo di persone legate alle vittime, con l’obiettivo di chiarire movente, modalità e responsabilità.
Indagine concentrata sul contesto familiare e sulle festività natalizie
Le attività investigative si basano su una ricostruzione dettagliata dei giorni precedenti la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita. Gli inquirenti stanno verificando dichiarazioni, spostamenti e presenze, focalizzandosi su elementi tecnici che indirizzano l’attenzione verso un movente maturato in ambito domestico e familiare.

Dettagli sul caso e sulle sostanze utilizzate
Il caso riguarda le morti per avvelenamento con ricina, sostanza letale estratta artigianalmente da semi di ricino presenti anche sul territorio del basso Molise. Le indagini mirano a stabilire come la sostanza sia stata procurata e somministrata, nonché a identificare eventuali responsabilità.
Secondo fonti investigative riprese dal Messaggero, l’inchiesta si starebbe restringendo su un gruppo di cinque sospettati, tutti appartenenti all’ambiente familiare delle vittime. Gli interrogatori sono in corso per definire ruoli e dinamiche.
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