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Garlasco, chiuse le indagini. La notizia su Marco Poggi: “Ostile, si è contraddetto nelle testimonianze”

Marco Poggi e Andrea Sempio durante le indagini a Garlasco

Si attende a ore l’ufficialità della chiusura delle indagini nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi. La Procura di Pavia avrebbe completato l’istruttoria contro Andrea Sempio, ritenuto unico responsabile dell’omicidio della giovane ventiseienne, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco. Una svolta che riapre un caso considerato chiuso da anni.

Gli inquirenti puntano su un movente legato al rifiuto della vittima nei confronti di avances sessuali da parte di Sempio. Questa nuova ipotesi si discosta nettamente da quella che aveva portato alla condanna definitiva dell’ex fidanzato Alberto Stasi, fino a oggi unico imputato e condannato per il delitto.

Negli ultimi mesi l’indagine ha subito un’accelerazione rilevante, grazie al ritrovamento di prove come il Dna maschile compatibile con Sempio sotto le unghie della vittima e la cosiddetta impronta 33 sulla parete della scala della cantina dove Chiara venne trovata senza vita.

Gli accertamenti hanno coinvolto anche l’analisi delle chat pubblicate da un utente identificato come “Andreas”, riconducibile a Sempio. Alcuni messaggi, che trattano temi quali aggressività, ossessioni e perdita di controllo, sono stati ritenuti utili per delineare il profilo psicologico dell’indagato. Tuttavia, la difesa ha sempre negato ogni collegamento tra quei messaggi e il delitto.

Marco Poggi definito “ostile” durante gli interrogatori: “Mi state manipolando”

Le carte dell’inchiesta rivelano la posizione di Marco Poggi, descritto dai carabinieri come “ostile” e impegnato in una difesa costante di Andrea Sempio. Durante un interrogatorio del 20 maggio 2025, Poggi avrebbe detto: “Capisco che svolgete il vostro lavoro, ma in questa situazione mi state influenzando, non so come rispondere perché ogni mia affermazione potrebbe essere manipolata”. Gli inquirenti hanno segnalato una modifica delle sue testimonianze nel corso di 18 anni, con conferme fino a pochi mesi fa.

Oltre a questo, restano contestate alcune prove, fra cui l’alibi basato sullo scontrino del parcheggio di Vigevano, considerato poco attendibile dalla Procura. Sono state inoltre rivalutate le consulenze medico-legali e la ricostruzione della scena del crimine, con nuove analisi sulle tracce ematiche e sulla dinamica dell’aggressione.

Recentemente, Andrea Sempio si è presentato in Procura per un interrogatorio durato quasi quattro ore, ma ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

La possibile chiusura delle indagini segnerà il passo successivo verso una richiesta di rinvio a giudizio, aprendo un nuovo capitolo giudiziario che riaccende l’attenzione su uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi vent’anni.

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