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“Si è tradito, è finita”. Garlasco, c’è la svolta: la scoperta dei carabinieri su Andrea Sempio

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Il caso del delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione degli inquirenti con nuovi accertamenti che riguardano la posizione di Andrea Sempio. Nonostante la sua archiviazione nel 2017, le autorità stanno riesaminando le sue dichiarazioni per individuare eventuali discrepanze e riscontri che possano influire sulla ricostruzione della vicenda del 13 agosto 2007, quando Chiara Poggi fu trovata morta nella sua abitazione.

Negli ultimi giorni, la rilettura dei movimenti e delle tempistiche di Sempio ha sollevato dubbi significativi, portando gli investigatori a riconsiderare elementi prima ritenuti marginali. Tali dettagli, apparentemente secondari, potrebbero fornire una diversa prospettiva sull’intera indagine.

Chiara Poggi, vittima del delitto di Garlasco

Analisi delle dichiarazioni di Andrea Sempio

Le nuove indagini si concentrano in particolare sulle dichiarazioni rese da Sempio nel 2017. Gli investigatori stanno esaminando attentamente i verbali alla ricerca di incongruenze o elementi difficilmente conciliabili con nuovi dati emersi. Un passaggio cruciale riguarda il racconto relativo agli spostamenti della mattina del delitto.

Andrea Sempio, indagato nel caso di Garlasco

Nel dettaglio, Sempio dichiarò: “Quando sono tornato a Garlasco verso le 11 sono andato da mia nonna e sono rimasto lì più o meno fino all’ora di pranzo, poi sono tornato a casa per pranzare e poi verso le 13.30 siamo tornati con mio padre da mia nonna“. Secondo gli inquirenti, questa ricostruzione presenta aspetti poco chiari rispetto alle sue abitudini quotidiane.

La testimonianza della nonna e la doppia visita

Ulteriori elementi critici emergono dalla testimonianza della nonna, sentita dai carabinieri nel 2008. Pur confermando la visita del nipote, non precisò se fosse arrivato a piedi o in auto. Questo dettaglio, trascurato in passato, oggi assume un rilievo rilevante nell’analisi complessiva.

Un’altra anomalia riguarda la presunta doppia visita effettuata da Sempio nella stessa giornata, un comportamento considerato inconsueto e che ha spinto gli investigatori a verificare con maggiore attenzione tempi e modalità degli spostamenti. Questo punto potrebbe rappresentare una svolta nelle indagini e costituire una prova decisiva.

Dubbi sul racconto del momento della scoperta del delitto

Le incertezze riguardano anche il momento in cui Sempio avrebbe appreso del delitto. All’epoca dichiarò di aver notato, passando in auto con il padre, la presenza di un’ambulanza e di diverse persone. Tuttavia, secondo gli investigatori, questa versione sarebbe “palesemente inverosimile” in quanto Via Pascoli non si trova lungo il percorso indicato e la distanza rende impossibile la visibilità descritta.

Alberto Stasi, condannato nel caso di Garlasco

Il caso continua a suscitare dibattito anche sui social, dove l’opinione pubblica si divide tra chi chiede ulteriori chiarimenti e chi esprime scetticismo sulla possibilità di una verità definitiva. Nel frattempo, le indagini proseguono con l’obiettivo di fare piena luce su uno dei casi più complessi della cronaca italiana recente.

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