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Strage alle Maldive: morte Monica Montefalcone e la figlia 20enne

Immersione alle Maldive, luogo della tragedia

Cinque italiani sono morti durante un’immersione alle Maldive. Un bilancio drammatico che ha trovato conferma ufficiale attraverso una serie di comunicazioni istituzionali: prima dalla polizia maldiviana, poi dal consolato italiano e infine dalla Farnesina. Finora è stato recuperato un solo corpo dei cinque connazionali coinvolti nell’incidente avvenuto nell’atollo di Vaavu, mentre continuano senza sosta le ricerche degli altri quattro dispersi. A riferirlo è il sito locale The Edition, che precisa come la notizia diffusa inizialmente dalle autorità, secondo cui tutti i corpi erano già stati individuati, sarebbe stata causata da un errore di comunicazione durante le operazioni di soccorso.

La tragedia ha colpito profondamente anche i rappresentanti diplomatici italiani presenti sul posto. «È una tragedia, non riesco ad aggiungere altro», ha dichiarato con amarezza la console Giorgia Marazzi, sottolineando la gravità di quanto accaduto in uno dei luoghi turistici più frequentati dell’Oceano Indiano.

Resta ancora da chiarire cosa abbia provocato la morte dei cinque sub: tra le ipotesi al vaglio degli investigatori ci sono un malore improvviso, un problema tecnico alle attrezzature oppure una difficoltà durante la risalita. Le autorità stanno esaminando i registri della safari boat utilizzata per l’escursione per ricostruire con precisione la dinamica della giornata e verificare il rispetto dei protocolli di sicurezza previsti per le immersioni. In Italia la notizia è arrivata come uno shock, anche perché due delle vittime, Muriel Oddenino e Monica Montefalcone, erano colleghe all’Università di Genova.

19:30 – Dove si troverebbero i corpi dei cinque sub italiani
Secondo quanto riferito dalla Forza di difesa nazionale delle Maldive, i cinque subacquei italiani sarebbero rimasti intrappolati all’interno di una cavità sommersa situata a circa 60 metri di profondità nell’atollo di Vaavu. Nel tardo pomeriggio locale è stato recuperato il primo corpo senza vita, poi trasferito nella struttura sanitaria di Fulidhoo. Le autorità locali ritengono che il gruppo possa essere rimasto bloccato in un anfratto subacqueo molto esteso e particolarmente pericoloso, tanto da richiedere l’intervento di mezzi specializzati e della nave della Guardia Costiera “Ghaazee”. Secondo le ricostruzioni, i sub si sarebbero spinti ben oltre il limite consentito per le immersioni ricreative, fissato a 30 metri, entrando in una zona dove profondità, pressione e conformazione del fondale rendono estremamente difficili anche le operazioni di soccorso. Le ricerche degli altri quattro italiani dispersi continuano senza interruzioni.

18:30 – Chi sono le vittime della tragedia alle Maldive
Tra le vittime c’è Monica Montefalcone, professoressa associata dell’Università di Genova. Con lei è morta anche la figlia ventenne Giorgia Sommacal, originaria del capoluogo ligure. Nel gruppo c’era anche Gianluca Benedetti, istruttore subacqueo e operations manager, originario di Padova. Dopo una carriera nel settore bancario e finanziario, aveva deciso di dedicarsi completamente alla sua passione per la subacquea, trasferendosi alle Maldive nel 2017. Era lui ad accompagnare i turisti nelle immersioni a bordo delle imbarcazioni “Conte Max” e “Duca di York”. Tra gli italiani coinvolti anche Federico Gualtieri, di Borgomanero, in provincia di Novara, e Muriel Oddenino, biologa ed ecologa marina di Poirino, nel Torinese, ricercatrice presso il dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Genova. Una tragedia che ha colpito profondamente il mondo accademico e quello della subacquea italiana.

Monica Montefalcone, professoressa e vittima della tragedia alle Maldive

Monica Montefalcone

Giorgia Sommacal

Gianluca Benedetti, operations manager

Muriel Oddenino

17:50 – Profilo di Monica Montefalcone
Monica Montefalcone era una figura di rilievo nel mondo accademico ligure. Professore associato al Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova, insegnava Scienza subacquea ed Ecologia marina tropicale. Formata con lode a Milano e con un dottorato in Scienze del mare, la biologa si era specializzata nello studio degli habitat bentonici, come la posidonia oceanica e le barriere coralline. La sua produzione scientifica era ampia, con numerose pubblicazioni internazionali focalizzate sull’impatto dei cambiamenti climatici e dell’attività umana sulla biodiversità marina. Dal 2013 coordinava ricerche ecologiche sulle scogliere coralline delle Maldive, diventando un punto di riferimento per la tutela di questi ecosistemi fragili.

17:00 – Ipotesi sulle cause: tossicità da ossigeno
Esperti di immersioni suggeriscono che la causa della morte simultanea potrebbe essere la tossicità da ossigeno. Questa condizione si verifica quando si respira ossigeno ad alta pressione per tempi prolungati, causando danni ai tessuti e compromissione del sistema nervoso centrale. In immersioni profonde, l’ossigeno può trasformarsi in una minaccia letale: superando la soglia di sicurezza di circa 1.4 atmosfere, può scatenare convulsioni improvvise e violente, che rendono impossibile l’uso dell’erogatore. Se più subacquei condividono la stessa quota o utilizzano miscele gassose errate, i sintomi possono manifestarsi simultaneamente. Ciò spiegherebbe l’assenza di segnali di emergenza da parte della professoressa e dei compagni, colpiti istantaneamente da un collasso del sistema nervoso centrale, trasformando l’immersione in una tragedia senza scampo.

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