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“Perché sono morti”. Maldive, la terribile scoperta dei soccorritori

La morte di cinque subacquei italiani nelle acque delle Maldive rappresenta un evento tragico che ha scosso profondamente la comunità subacquea internazionale. Con il recupero delle salme si avvia ora la fase delle indagini, mentre emergono particolari che sottolineano la complessità e il rischio delle operazioni di soccorso svolte in condizioni estreme.

Durante le ricerche è deceduto anche un sub soccorritore maldiviano, colpito da un malore, a testimonianza della pericolosità dell’intervento condotto a oltre 50 metri di profondità all’interno della grotta di Devana Kandu, nell’atollo di Vaavu.

Operazioni di recupero alle Maldive

Le persone decedute sono la professoressa di ecologia marina Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal di 22 anni, l’istruttore subacqueo Gianluca Benedetti, la biologa marina Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, 31 anni, laureato in Biologia ed ecologia marina e anch’egli istruttore sub certificato. Tutti erano considerati sub esperti e ben preparati.

Gli ultimi due corpi recuperati, quelli di Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino, sono stati estratti grazie a una squadra specializzata di speleosub provenienti dalla Finlandia, operanti nella grotta di Alimathà, una delle più insidiose dell’arcipelago maldiviano.

Le autorità locali, insieme alla Procura di Roma, hanno avviato un’inchiesta per chiarire le cause esatte della tragedia. Al momento non è disponibile una ricostruzione definitiva, che sarà supportata dalle autopsie e dall’analisi del materiale subacqueo recuperato, tra cui telecamere GoPro e attrezzature.

Una delle piste più accreditate è quella del cosiddetto “vicolo cieco”: il gruppo avrebbe imboccato un cunicolo senza uscita, confondendolo con il passaggio verso l’esterno. Tale errore, aggravato da panico e insufficienza d’aria, potrebbe aver precluso la via di fuga.

Le indagini considerano anche l’aspetto delle attrezzature utilizzate. Secondo fonti preliminari, i sub impiegavano bombole ad aria normale per immersioni ricreative, anziché miscele nitrox che consentono una maggiore durata e sicurezza a profondità elevate. Inoltre, si valuta la possibile assenza del “filo di Arianna”, strumento essenziale per orientarsi in immersioni in grotta.

Va inoltre sottolineato che la grotta di Devana Kandu non risulta ufficialmente mappata. I soccorritori hanno rinvenuto sagole spezzate e attrezzature abbandonate nei passaggi sommersi, elementi che potranno essere utili per ricostruire le ultime fasi dell’incidente.

Operazioni di recupero nelle Maldive

Il lutto delle famiglie si unisce alla necessità di fare chiarezza sull’accaduto. Carlo Sommacal, marito di Monica Montefalcone e padre di Giorgia, ha chiesto il rispetto della memoria dei defunti e di evitare speculazioni infondate, mentre il fidanzato di Giorgia continua a inviare messaggi alla giovane come se fosse ancora viva. Si attende il rientro delle salme in Italia, dove saranno eseguite le autopsie che potrebbero fornire risposte definitive.

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