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Flottiglia e Ddl antisemitismo, l’attacco di Gianluigi Paragone: “Israele non merita questo provvedimento”

Gianluigi Paragone assume una posizione fortemente critica nei confronti dello Stato di Israele e del provvedimento italiano richiamato nel filmato in nome della lotta all’antisemitismo. Il ragionamento si apre con un attacco diretto, in cui la questione viene posta non solo sul piano politico, ma anche su quello umano.

“Non c’entrano più nulla con il senso di umanità, con il senso di pietas, ma non c’entra neanche più nulla con la geopolitica”, afferma. Poi aggiunge: “Anzi, diciamocela tutta: ormai Israele, lo Stato di Israele, rappresenta un inquinamento della e alla democrazia”.

Nel corso dell’intervento viene citato anche il ministro israeliano Ben-Gvir, in riferimento alle immagini degli attivisti della flottiglia. “Ho visto le immagini di questo ministro imbarazzante, schifosamente imbarazzante, Ben-Gvir, che deride gli attivisti della flottiglia in ginocchio”, dichiara Paragone nel video.

Inolltre, precisa quindi di non voler concentrare il discorso sul solo dibattito intorno alla flottiglia, ma su quanto sarebbe accaduto agli attivisti. “Non mi interessa limitare il dibattito sulla flottiglia, mi interessa vedere che cosa è successo”, dice. E prosegue: “Questi attivisti che vengono ammanettati e lui va lì, li prende in giro”.

Viene poi richiamata la reazione politica e diplomatica successiva. “Netanyahu lo bacchetta, leggo sul sito del Corriere, sbaglia”, afferma, per poi criticare anche il governo italiano: “E la Meloni e Tajani pretendono delle scuse”.

Secondo Gianluigi Paragone, l’esecutivo italiano dovrebbe assumere una posizione più netta. “Io penso che il governo italiano debba andare oltre la pretesa delle scuse”, sostiene. Subito dopo aggiunge: “Mi imbarazza che il centrodestra non abbia il coraggio di mettere un parlamentare o un europarlamentare dentro la flottiglia, in quel viaggio che riaccende le attenzioni su Gaza”.

Da qui arriva anche una proposta politica e personale. “La flottiglia li espelle? Bene, facciamo un’altra imbarcazione”, afferma. Poi conclude sul punto: “Sono disposto a venire anch’io con voi”.

La chiusura dell’intervento torna infine sul provvedimento contro l’antisemitismo, giudicato inopportuno nel contesto attuale. “Ecco, un’ultima cosa: questo provvedimento fatto in nome della lotta all’antisemitismo adesso non ci vuole”, dichiara. E conclude: “È un provvedimento sbagliato, profondamente sbagliato, perché Israele non lo merita”.

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