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Rapporto Eurispes 2026: cala il potere d’acquisto del ceto medio, cresce il disagio economico

Il ceto medio italiano si sta impoverendo sempre di più e milioni di famiglie fanno ormai fatica a sostenere anche le spese essenziali. È il quadro molto duro che emerge dal nuovo Rapporto Italia 2026 dell’Eurispes, che fotografa un Paese segnato da una fragilità economica diffusa, dall’aumento delle disuguaglianze e da un forte senso di incertezza sul futuro.

Secondo i dati riportati nel rapporto, il potere d’acquisto del ceto medio è diminuito di circa il 7,5% dal 2021, mentre nel solo 2023 il reddito reale delle famiglie è sceso dell’1,6%. Nel frattempo, beni indispensabili come alimentari, utenze e medicine hanno continuato ad aumentare ben oltre il tasso d’inflazione. Oggi più di 6 italiani su 10 dichiarano di avere difficoltà ad arrivare a fine mese e oltre il 33% ammette di dover attingere ai propri risparmi per sostenere le spese quotidiane.

Affitti, bollette e sanità: le spese che pesano di più

A mettere maggiormente sotto pressione le famiglie sono soprattutto i costi legati alla casa. Secondo l’Eurispes, il peso degli affitti viene indicato come la voce più difficile da sostenere dal 45,6% degli italiani. Seguono le utenze (28,7%), i mutui (27,2%) e le spese mediche (25,5%), diventate sempre più difficili da affrontare anche per chi fino a pochi anni fa si considerava economicamente stabile.

Quasi la metà degli italiani, il 47,8%, ritiene inoltre che nei prossimi dodici mesi la situazione economica del Paese peggiorerà ulteriormente. Un clima di sfiducia che si accompagna alla percezione di un progressivo sgretolamento della classe media.

La ricchezza si concentra sempre di più

Il rapporto mette in evidenza anche una crescita impressionante delle disuguaglianze. Il 10% più ricco delle famiglie italiane possiede quasi il 60% della ricchezza nazionale, mentre la metà più povera si divide appena il 7,4%.

Nel 2024 la ricchezza complessiva dei 71 miliardari italiani è aumentata di oltre 61 miliardi di euro, raggiungendo quota 272,5 miliardi. Tradotto: circa 166 milioni di euro in più al giorno. Un dato che contrasta fortemente con quello delle famiglie comuni, la cui ricchezza netta è scesa del 5,5% nell’ultimo decennio.

Secondo l’Ocse, appartiene al ceto medio chi guadagna tra 1.877 e 5.006 euro netti al mese, ma il reddito familiare più diffuso in Italia si aggira intorno ai 2.500 euro mensili, collocando gran parte delle famiglie nella fascia più bassa della classe media.

Difesa e guerra: gli italiani chiedono altre priorità

Nel rapporto emerge anche un forte scetticismo verso l’aumento delle spese militari. Il 44,2% degli italiani considera le risorse destinate alla Difesa soprattutto un costo per il Paese, mentre solo il 32,1% le vede come un investimento. È una percentuale in crescita rispetto al 2024 e che riflette un disagio più ampio.

Secondo l’Eurispes, la maggioranza dei cittadini teme l’espansione dei conflitti internazionali ma allo stesso tempo ritiene che l’Italia debba destinare le proprie risorse economiche ad altre emergenze, a partire da salari, welfare e costo della vita. In un contesto internazionale segnato da guerre sempre più numerose e tecnologicamente avanzate, gli italiani se

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