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“C’è un video”. Garlasco, nuovo giallo sulla mattina in cui Chiara Poggi è morta

L’inchiesta sul delitto di Garlasco registra un importante sviluppo a quasi vent’anni dalla tragica morte di Chiara Poggi. La Procura di Pavia ha depositato nuovi atti che introducono una diversa interpretazione degli ultimi momenti di vita della giovane, modificando alcune delle convinzioni consolidate in precedenza. Un elemento che potrebbe aprire nuovi scenari investigativi.

Da oltre un anno, le indagini coinvolgono Andrea Sempio, accusato dell’omicidio della ragazza. Il fascicolo depositato lo scorso 7 maggio contiene una ricostruzione differente rispetto ai precedenti processi e potrebbe indirettamente influenzare il dibattito sulla revisione della condanna definitiva a carico di Alberto Stasi.

Ritratto di Chiara Poggi

Per anni si è ritenuto che l’ultimo gesto di Chiara Poggi fosse stato disattivare l’allarme della sua abitazione per far entrare l’assassino, tesi confermata nelle sentenze che hanno condannato l’ex fidanzato. Tuttavia, dagli atti emergono elementi che suggeriscono una diversa dinamica: alle 9:12 la giovane avrebbe disinserito il sistema di sicurezza non per accogliere qualcuno, ma per consentire ai propri gatti di uscire e muoversi liberamente durante la colazione.

Procura di Pavia coinvolta nell'indagine su Garlasco

Nel materiale investigativo infatti si legge che dopo aver tolto l’allarme alle 09:12, Chiara si sarebbe recata a fare colazione nel salottino, un dettaglio che contrasta nettamente con le precedenti ricostruzioni giudiziarie.

Secondo la sentenza definitiva, invece, Chiara avrebbe aperto la porta al fidanzato subito dopo aver disattivato l’allarme, evento seguito dall’omicidio e dal ritorno di Stasi a casa per continuare la tesi universitaria. Questa sequenza è stata a lungo oggetto di analisi e discussioni tra accusa, difesa ed esperti.

Le nuove conclusioni della Procura di Pavia mirano a rivalutare vari elementi raccolti nel tempo, non solo riguardanti l’orario dei movimenti della vittima, ma anche altri dettagli che potrebbero ridefinire il contesto del delitto avvenuto il 13 agosto 2007 in via Pascoli.

Ad alimentare ulteriormente il dibattito è intervenuto il giornalista Marco Gregoretti, che in un recente video ha riferito di una fonte interna che avrebbe segnalato l’esistenza di materiale video raccolto in modo controverso e successivamente verificato dagli investigatori. Secondo Gregoretti, queste immagini mostrerebbero una persona uscire da via Pascoli in un orario compatibile con quello del delitto, e sarebbero frutto di investigazioni private note alla Procura.

Il giornalista Marco Gregoretti

Queste affermazioni hanno riacceso il confronto sui social, dove il caso Garlasco continua a dividere l’opinione pubblica tra chi sostiene che la vicenda presenti ancora numerose zone d’ombra e chi invece ritiene definitive le conclusioni giudiziarie già raggiunte.

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