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Garlasco, il retroscena bomba svelato in tv: “Quando l’hanno convocato ha confessato”

Un nuovo sviluppo scuote l’inchiesta sul delitto di Garlasco. Le recenti dichiarazioni del giornalista Carmelo Abbate, rilasciate in una trasmissione televisiva, potrebbero rappresentare un elemento di rilievo nel procedimento che vede indagato Andrea Sempio. La vicenda, seguita con attenzione da anni, continua a suscitare dibattito tra gli addetti ai lavori e l’opinione pubblica.

Il caso, a distanza di quasi vent’anni, resta al centro dell’attenzione mediatica per le diverse versioni e le acquisizioni emerse nelle fasi investigative e processuali. L’ultimo intervento di Abbate, noto per il suo seguito sull’indagine, ha introdotto un particolare che, se confermato, potrebbe modificare la traiettoria delle indagini.

Scena del delitto di Garlasco

Durante la puntata di Dritto e Rovescio su Rete 4, alla presenza dell’ex avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, il giornalista Abbate ha pronunciato affermazioni pesanti. Secondo quanto riportato da un utente su X, Abbate si è rivolto direttamente a Lovati sostenendo che gli inquirenti di Milano avrebbero piena conoscenza dei fatti poiché, in occasione di una convocazione, lo stesso Lovati avrebbe confessato tutto. «Lovati è qui, perché non dice che gli inquirenti di Milano sanno tutto poiché quando è stato convocato lui, Lovati ha confessato tutto, mentre ai giornalisti ha sempre mentito; su Lovati sei qui in trasmissione ammettilo», ha affermato il giornalista.

La reazione in studio è stata di forte imbarazzo. L’utente su X ha descritto la scena: «Lovati imbarazzatissimo non sapeva dove girarsi, non ha proferito parola e Zurlo era cadaverico».

Massimo Lovati ex avvocato di Andrea Sempio

Non si sono limitate a questo le critiche mosse da Abbate nel corso del dibattito. Il giornalista ha sollevato dubbi riguardo a parti della precedente indagine archiviata dalla Procura di Milano, allora guidata dall’aggiunto Mario Venditti. Secondo Abbate, il team difensivo di Sempio sarebbe entrato in possesso di documenti non dovuti, facendo riferimento sia a un dossier realizzato da un’agenzia investigativa incaricata dalla difesa di Alberto Stasi, sia a una consulenza sul DNA rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi, a cura del genetista Francesco Linarello.

Massimo Lovati durante il dibattito

L’attenzione giudiziaria rimane concentrata su Andrea Sempio. I suoi legali hanno comunicato che il 38enne non presterà il consenso alla consulenza psichiatrica richiesta dalla Procura di Pavia. Lo psichiatra Roberto Catanesi procederà comunque con l’analisi basandosi esclusivamente sugli atti, documenti e materiale sequestrato, senza un esame diretto dell’indagato.

Chiara Poggi, vittima del delitto di Garlasco

La decisione della difesa non incide sull’orientamento degli inquirenti, che considerano la consulenza un elemento potenzialmente determinante per il prosieguo dell’indagine. I legali di Sempio contestano invece la metodologia adottata e ribadiscono la necessità di dimostrare prima i fatti contestati. Nel frattempo, le parole di Carmelo Abbate continuano a suscitare reazioni e potrebbero aprire nuovi scenari in un caso ancora aperto e molto seguito.

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