
Si è spento a Roma all’età di 90 anni Giacomo Piperno, celebre attore e doppiatore la cui voce e presenza hanno segnato oltre sessant’anni di storia del cinema e della televisione italiani. Ricoverato presso il Policlinico Umberto I, la notizia è stata diffusa dai figli, che hanno annunciato la scomparsa di una figura di grande rilievo artistico.
Nato nella capitale il 20 gennaio 1936 in una famiglia di origine ebraica, Piperno visse in prima persona le drammatiche vicende legate alla Seconda guerra mondiale. Durante il rastrellamento del ghetto di Roma nel 1943 riuscì a fuggire, trovando rifugio in Svizzera insieme ai suoi familiari, un’esperienza che ha profondamente segnato la sua esistenza prima ancora dell’inizio della carriera.
Una carriera cinematografica tra grandi registi e ruoli memorabili
Il suo debutto artistico risale al 1960 in ambito televisivo, ma fu solo con il film Commandos del 1968 che Piperno entrò nel grande schermo, avviando una lunga e ricca carriera. Nel corso degli anni ha collaborato con registi di primo piano del cinema italiano, costruendo un percorso variegato e apprezzato dal pubblico.
Tra i lavori più noti di Piperno si ricordano titoli come Sacco e Vanzetti, Rugantino, Tu mi turbi di Roberto Benigni, Il piccolo diavolo, Il camorrista di Giuseppe Tornatore, Splendor di Ettore Scola, Porte aperte di Gianni Amelio, Il portaborse e Pasolini, un delitto italiano. Il suo talento ha saputo adattarsi a ruoli molto diversi, confermando la sua duttilità interpretativa.
Anche il pubblico televisivo lo ha conosciuto e apprezzato grazie a numerose fiction e miniserie, da Napoleone a Sant’Elena a Caterina e le sue figlie, dove ha interpretato il ruolo del marito del personaggio interpretato da Iva Zanicchi.
Parallelamente alla carriera di attore, Piperno è stato un rinomato doppiatore. Tra gli anni Sessanta e Ottanta ha prestato la propria voce a numerosi attori internazionali, tra cui Gene Hackman e Philippe Leroy, contribuendo a far conoscere e apprezzare al pubblico italiano volti di fama mondiale.
Con la sua scomparsa si chiude un capitolo importante della storia dello spettacolo italiano: un interprete capace di attraversare epoche, generi e linguaggi diversi, lasciando un’impronta significativa e duratura.